Non potevamo continuare a ignorare, in questo caldo weekend di fine estate, la vicenda che sta appassionando l'intero popolo bianconero.
Calciomercato? nuovo stadio? debutto in campionato e Champions? Macchè, si tratta ovviamente dello spiacevole incidente che ha coinvolto il presidente Cobolli Gigli, rimasto chiuso per oltre un'ora nel bagno della sede sociale. Apprendiamo dai mezzi di informazione nuovi particolari su questa storia, il mistero si infittisce, fino a che non arriva addirittura una dichiarazione ufficiale della società che chiude la questione. Ma andiamo con ordine, riassumiamo le varie tappe.
Il 30 agosto (data che ricorre spesso nella storia bianconera)
arrivano le prime notizie riguardo al terribile fatto:
Con la Juventus in Champions League, tutto sembra più leggero. Anche un girone da brividi, anche... rimanere chiusi in bagno per un'ora senza che nessuno se ne accorga. E' andata così, infatti, per il presidente della Juventus Cobolli Gigli, salvato ieri dall'intervento provvidenziale di Alessandro Del Piero dopo che la porta difettosa della toilette della sede gli aveva giocato un brutto scherzo. Ma, nemmeno questo episodio, gli ha potuto togliere il sorriso.Il giorno seguente arriva il colpo di scena. Non si sarebbe trattato di un incidente, ma bensì di un vile attentato ordito da uno dei personaggi più pericolosi che circolino nell'ambiente juventino: Tiago Mendes. Ecco come riportava la notizia
Yahoo-Eurosport:
Il presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli conferma: Tiago lo avrebbe chiuso in un bagno. Ai microfoni di Sky esce tutta la verità sul caso legato al giocatore che ha rifiutato il trasferimento in Inghilterra: "Ranieri, com’è giusto, considera Tiago facente parte del nostro organico. Poi, domani, credo che succederà di tutto in tutto il calcio italiano. Magari, a mezzanotte, Tiago avrà trovato un’altra collocazione. La storia del bagno è un pettegolezzo nato da una confidenza che avevo fatto a una persona che credevo fosse un amico. Comunque, è stato Del Piero che ha risposto ai miei pugni di soccorso ed è vero che mi ha detto che avrebbe potuto sfondare la porta... Gli ho risposto che era meglio lo facesse qualcun altro. Le sue spalle era meglio tenerle per la Fiorentina". I media, increduli davanti a tale scandalo, non esitano ad attaccare come degli avvoltoi. Leggete cosa riescono a scrivere i signori di
Sportal, che sembrano non avere ancora superato la fase di ossessione moggiana:
Una volta c'era Moggi a chiudere nei bagni gli arbitri, ma a quanto pare in casa Juve quello di lasciare gli indesiderati nelle toilette è davvero un vizio. Il poco regale gesto lo ha infatti ripetuto l'ingenuo Tiago che, sperando probabilmente di impedire al presidente Cobolli Gigli di porre la sua firma in calce al suo contratto di cessione, ha pensato bene di segregarlo in bagno, in attesa che scadessero forse i termini e il mercato chiudesse.Un piccolo capolavoro di disinformazione. Ipotizzando che il giornalista si riferisca al caso Paparesta, si dovrebbe ricordare che si trattava di spogliatoio, e non di bagno. Per non parlare del fatto che è stato ampiamente dimostrato come la storia del sequestro di Paparesta sia una panzana colossale. Ma passiamo oltre.
Qualche giorno dopo, arriva finalmente la svolta. La Juventus rilascia una
dichiarazione ufficiale che smentisce il coinvolgimento di Tiago nel sequestro di Cobolli:
La notizia comparsa su alcune testate sportive online, e poi ripresa da organi di informazione francesi e spagnoli, secondo la quale Tiago avrebbe chiuso in bagno il presidente della Juventus è completamente falsa: il giocatore non ha nulla a che fare con un episodio al quale - prodotto unicamente da un malinteso giornalistico - è stato dato spazio su un giornale sportivo, generando poi un equivoco che danneggia la reputazione del giocatore portoghese, che gode invece della massima stima umana e professionale da parte del presidente Cobolli Gigli.Assolutamente da apprezzare, almeno per una volta, la grinta del presidente bianconero, la sua ferma volontà di combattere contro la disinformazione dei media asserviti, la difesa ad oltranza dell'onore della società e di uno dei suoi giocatori.
Insomma, passino gli scudetti all'Inter, le accuse di doping, la nomina di ladri, i titoli rivendicati da Moratti, le iscrizioni farlocche di mezza serie A al campionato di calcio... ma sia chiara una cosa:
A ME, CHE MI SI CHIUDE NEL CESSO NON LO DICE NESSUNO.