venerdì 22 gennaio 2010

La fattura


Sì, sì, sì. Tutto vero.
Ci hanno mandato in B senza prove e con il supporto della colonna infame. Ci hanno spiato illegalmente, anche se non sappiamo su ordine di chi. La società è gestita da gente con pochissima esperienza, e i risultati si vedono. Poi ci sono anche gli infortuni a dozzine. Il massimo è stato quando quel giocatore del Chievo in mezza partita ne ha fatto fuori tre (diconsi t-r-e) con varie rotture da riassestare in sala operatoria.
Ma tutto ciò non basta. Ormai abbiamo le prove.
Prima Criscito che, spedito a Genova, fa il fenomeno. Poi Palladino. Poi Lanzafame. Poi Almiron. Non dimentichiamo poi Ranieri, esonerato da noi e, ora, salvatore della Roma.
Ieri poi è successo qualcosa che ha del paranormale, e oseremmo dire dell'inaudito. Tiago Cardoso Mendes, portoghese triste e strapagato della Juventus, al suo esordio in coppa del Re con l'Atletico Madrid segna un gol dopo undici (diconsi un-di-ci) minuti. A noi non ha dato simile soddisfazione in due anni e mezzo, né in campionato né in Coppa Italia, sebbene le squadre materasso non siano mancate.
Sembra quindi che chiunque vada via dalla Juventus veda spalancarsi di fronte a sè un destino, se non da fuoriclasse, almeno da ottimo giocatore.
Viene da pensare che ci abbiano fatto una fattura. Non è che Ruperto, Sandulli e Rossi siano, oltre che insigni giuristi, anche gran sacerdoti di qualche setta esoterica?

Etichette: , , , ,

mercoledì 23 dicembre 2009

Ridete, ridentini!

Bisognava tagliare con il proprio passato. Bisognava aprirsi ed essere simpatici. Dunque bisognava avere una società nuova da ottenere cacciando tutti gli juventini dalla Juventus.
Anzi, si è fatto di più e di meglio: si sono cacciati dalla società tutti coloro che capivano di calcio. Meglio avere pallavolisti, tennisti, esperti in fotocopie e presunti esperti di finanza, marketing, pubbliche relazioni, psicologia dello spogliatoio e psicologia dei tifosi avversari. Ecco a voi, è nata la Rinascentus.

Per quanto riguarda il reticolo di osservatori sparsi per i cinque continenti, si è deciso di abbandonare la vecchia strada tracciata da Giampiero Boniperti: affidarsi ai vecchi giocatori della Juventus, e che alla Juventus sono rimasti legati.
La Rinascentus ha preferito affidarsi ad un Carneade, tal Castagnini, oltre che alle pagelle della Gazzetta rosa di Milano. Risultato? La Rinascentus appare all'esterno come la Ridentus. Una sorta di scemo del villaggio che tutti si sentono in diritto di spennare e successivamente di dileggiare.
Ultimo esempio quello di Pantaleo Corvino, che prima dichiara seraficamente di non essere matto e per tanto non interessato al portoghese Tiago, e dopo inzuppa il pane nell'equivoco Melo.
Infatti, Corvino ha dichiarato che Melo a Firenze giocava nella stessa posizione che occupa a Torino.
Il massaggio è semplice e chiaro: alla Ridentus sono tutti incompetenti.
Sicuramente è giusto ciò che dice. Ma dichiarare una cosa del genere pubblicamente attesta che all'avversario non basta più rifilare il "bidone" (che poi bidone non è), bisogna anche infierire pubblicamente.
Una vera manna per chi, fino a pochi anni fa, poteva solo infamare a mezza bocca e invidiare la società bianconera nei sottoscala del mondo del calcio.

La soluzione è semplice: deridentinizzare questa Juventus totalmente allapata, elkanizzata e montezemolata. Tutti a casa, e immediato ritorno della Juve sotto la protezione del ramo Umbertiano della famiglia Agnelli.
I corvi, i petrolieri verdi e i giornalai rosa smetterebbero presto di ridere.

Etichette: , , , , , ,

sabato 19 dicembre 2009

Tutti pazzi per Tiago?

Tiago alla Fiorentina? "Non sono mica pazzo", è la risposta istintiva sibilata dal direttore generale della squadra viola, Pantaleo Corvino, durante la conferenza stampa del prepartita contro il Milan.
Infatti i pazzi sono altri, lui è un drittone che da qualche estate fa i colpi grazie alle pazzie altrui. Nell'estate di Calciopoli acquistò Mutu al prezzo di saldo di 7,5 milioni di euro, sbolognando in prestito alla Juventus Bojinov (!) con diritto di riscatto per la metà (!). Un affare da grande squadra per la Fiorentina, che riuscì a trattare la Juventus come una qualsiasi società satellite.
La scorsa estate Corvino si è ritrovato sull'uscio di casa Felipe Melo, scovato solo un anno prima e pagato circa 8 milioni di euro agli spagnoli dell'Almeria. Corvino, che non è un pazzo, né un incapace, per farlo andare via gli ha fatto firmare un nuovo contratto con clausola rescissoria fissata a 25 milioni di euro. "Se lo vuole qualcuno deve pagare l'intera clausola" tuonò ipnotico il dirigente viola, quasi come fosse una concessione. Sappiamo tutti com'è andata. La concessione, quella vera, la fecero gli altri cedendogli a prezzi da outlet sia Marchionni che Zanetti.
E adesso radio calciomercato vorrebbe far passare da pazzo Corvino, rifilandogli Tiago seppur a prezzo di saldo? Suvvia, casomai fosse pazzia, quella alberga altrove.

Etichette: , , , , , , , , , ,

domenica 1 novembre 2009

Apprendisti in bianconero

Non è solo colpa sua, ma dell'incredibile sconfitta maturata contro il Napoli è lui il principale responsabile: Ciro Ferrara.
Solo un miope poteva non accorgersi dell'autostrada che sulla fascia destra bianconera si era aperta con l'ingresso di Datolo al 13' della ripresa. Un minuto dopo, il Napoli accorcia le distanze e ci sta, ma poi un allenatore degno di chiamarsi tale vara le contromosse per non farsi uccellare ancora. Invece Ferrara lascia passare colpevolmente minuti preziosi senza trovare rimedi per una squadra che in campo si dimostra sulle gambe, e incapace di arginare la veemenza delle avanzate avversarie. E' proprio Datolo a pareggiare.
Il Napoli in campo sovrasta la Juventus lunga e sfilacciata, ma che fa Ferrara? Le toglie ancora più equilibrio lanciando Amauri e togliendo Poulsen. Come si fa a vincere così la partita, se già la squadra soffre? Passano cinque minuti e si concretizza infatti la disfatta, che nasce sempre sulla fascia destra, continua con uno svarione dell'impalpabile Tiago e si consuma con il tiro secco di Hamsik. Juve 2, Napoli 3.
Spiace molto, ma Ciro dimostra di essere un apprendista come allenatore. E' un lusso che la Juventus che vuole vincere non si potrebbe concedere, ma questa nuova Juve si sta specializzando nel far fare pratica agli apprendisti in ruoli strategici: Secco, Montali, Cobolli Gigli e adesso Ferrara!
Ma, intendiamoci, non è tutta colpa di Ciro Ferrara. Se sulla fascia destra l'unico giocatore disponibile è Grygera, è perché ci sono fuori infortunati, Salihamidzic, Zebina e Caceres, ma soprattutto perché comunque nessuno dei quattro sarebbe all'altezza di giocare oggi in quel ruolo in una grande squadra. Limiti quindi di organico piuttosto definiti, perché troppo spesso i gol che incassa la Juventus nascono dalla fascia destra, ma anche una catena di infortuni incredibile che solo in parte può essere spiegata con la sfortuna.
Una squadra che entusiasma e vince 5-1, ma poi cade così rovinosamente ha ancora tanta strada da fare. Speriamo che nessuno, alla prossima vittoria, parli più di scudetto o di esplosioni nucleari... sarebbero cose da interisti, quelli di una volta però. Questa Juve assomiglia a quell'Inter da ridere e da bere, anche per le tante inutili parole in libertà dei suoi tesserati.
Fortunatamente ci si è liberati degli sproloqui del parafulmine messo sciaguratamente per tre anni alla presidenza, sarebbe ora che gli altri facessero un silenzio alla Zoff! Che parlino i fatti, ma ci si faccia rispettare, senza farci deridere, come ormai succede da quell'estate in cui qualche smidollato mal consigliato ha permesso che ci macellassero.

Etichette: , , , , , , ,

mercoledì 16 settembre 2009

Cuori e Capanne

I tifosi juventini non hanno di certo dimenticato lo stillicidio di incidenti subiti la stagione scorsa dai bianconeri: oltre settanta infortuni, crediamo sia un record.
La colpa fu attribuita al preparatore atletico, il professor Capanna, collaboratore di Claudio Ranieri.
Il problema è che, sebbene Capanna abbia fatto le valigie da Vinovo assieme al suo principale, gli infortuni stanno continuando anche quest'anno: Diego contro la Lazio, e Tiago e Cannavaro contro il Bordeaux ieri sono solo gli ultimi esempi.
Sebbene le diagnosi abbiano evidenziato problemi di poco conto i tifosi, scottati dall'ecatombe dello scorso anno, stanno iniziando a dubitare, e a preoccuparsi.
Si presume che tutto dipenda da una preparazione atletica ancora incompleta; del resto, tutti sappiamo quanto siano "indemoniati" i ritmi del calcio moderno. Speriamo sia, dunque, un problema risolvibile mano mano che i giocatori entrano in forma.
In caso contrario i cuori dei tifosi questa volta rischieranno grosso, non avendo manco una Capanna da incolpare!

Etichette: , , , , , , ,

mercoledì 9 settembre 2009

Pòrtali a Roma

L'anno scorso gli ultras bianconeri hanno cantato per qualche mese "portaci, portaci, portaci a Roma, o Ranieri, portaci a Roma".
Ma come scriveva quel tale, l'ultrà è mobile, qual piuma al vento.
Ed ecco che pochi mesi dopo, quel "Ranieri portaci a Roma" è diventato un "Ranieri vattene", condito con insulti vari (e con dito medio inequivocabile)
Alla fine della fiera, Ranieri se n'è davvero andato, per nostra fortuna (con i fidi scudieri, Capanna e Damiano con l'accento sulla "o").
Ed è poi andato proprio a Roma, anche se non certo per giocare la finale di Champions e senza la compagnia degli ultras bianconeri.
L'approdo finale del Camaleonte Canterino nella città eterna ci consente di riproporre anche quest'anno il coro della scorsa stagione, seppur con qualche piccola modifica.
"Portali, portali, portali a Roma, i bidoni, portali a Roma".
Ed in effetti sembra che Tiago, uno dei bidoni di Ranieri, sia nuovamente nel mirino del proprio pigmalione. Secondo il sito tedesco 4-4-2.com, infatti, la Lavatrice potrebbe traslocare a Roma nel prossimo mercato di gennaio.
Non sarebbe certamente carino da parte di Ranieri, comunque, dimenticarsi di Poulsen ed Almiron.
"Portali, portali, portali a Roma, i bidoni, portali a Roma".

Etichette: , , , , , , ,

mercoledì 12 agosto 2009

Juve su eBay

Dopo aver battuto, senza fortuna, le tradizionali strade delle trattative a tu per tu, i cirigenti della Ridentus, sempre più all'avanguardia sotto tutti i profili, hanno deciso di provare nuove strade per completare le operazioni in uscita del calciomercato di quest'anno.
Da domani, e fino al 31 agosto, sul nuovo sito web juve.ebay.it verranno messi in vendita i modelli Tiago, Almiron e Poulsen.
Il nuovo sito permetterà ai potenziali acquirenti di confrontare i prezzi dei modelli, di trattare sul prezzo e di mettersi d'accordo su finanziamenti e pagamenti.
Saranno disponibili due modalità, le due tipiche del sito d'aste: "Buy it Now", con cui gli acquirenti compreranno i modelli al prezzo di listino stabilito dai cirigenti, e "Best Offer", dove invece si svolgeranno delle aste e i modelli andranno al miglior offerente.

Etichette: , , , , , , ,

mercoledì 8 luglio 2009

MELO sentivo che li avrebbero spennati

MELO sentivo che anche quest'anno si sarebbero fatti spennare.
Due anni fa, si sono fatti spennare dal Presidente del Lione, quando hanno comprato quel pippone di Tiago.
Due anni fa, si sono fatti spennare dal Presidente del Deportivo, quando hanno comprato quel marcione di Andrade.
Due anni fa, si sono fatti spennare dal Presidente dell'Empoli, quando hanno comprato quel pippone di Almiron.
L'anno scorso, si sono fatti spennare dal Presidente del Siviglia, quando hanno comprato quel pippone di Poulsen.
Ma MELO sentivo che gli spennamenti sarebbero continuati.
Ed infatti sembra che si siano fatti spennare anche da Pantaleo Corvino, direttore sportivo della Fiorentina.
Sembra che abbiano comprato Felipe Melo per 25 milioni di euro (per un importo cioè pari all'intera clausola rescissoria prevista da Corvino, senza un centesimo di sconto).
Sembra che abbiano venduto alla Fiorentina metà Marchionni per 2,3 milioni di euro o, forse, tutto Marchionni per 5 milioni.
Sembra quindi che Felipe Melo sia stato valutato cinque volte Marchionni (e che Marchionni sia stato valutato un quinto di Felipe Melo).
Sembra quindi che si siano fatti spennare sia sulla vendita di Marchionni sia sull'acquisto di Felipe Melo.
Complimenti vivissimi.
E a proposito di Felipe Melo, ecco quel che dichiarava il brasiliano sei mesi fa alla vigilia della partita con la Ridentus: "Se l'arbitro farà bene il suo lavoro, possiamo vincere. Al mio arrivo mi hanno detto che ci sono due campionati. Quello con la Juve e uno a parte, e lo so io come lo sanno i miei compagni".
Uno Stankovic, in pratica, solo un po' più "abbronzato" (cit).

Il Mago di Ios

Etichette: , , , , , , , , , , ,

martedì 30 giugno 2009

Que viva la revòlucion!

Dopo Farsopoli, un po' in sordina, alla Juve c'è stata un'altra rivoluzione: quella dei giocatori.
Le cronache ci hanno raccontato dei boicottaggi di alcuni contro il tecnico (non entriamo nel merito, anche noi consideravamo Ranieri una sciagura), ma non basta, il bello viene l'estate in sede di campagna trasferimenti.
Ha iniziato il portoghese Tiago che ha rifiutato tutte le destinazioni propostegli, quest'anno sembra una moda dilagante: prima De Ceglie rifiuta Udine e Napoli, il procuratore di Paolucci intima alla Juve di non cedere il proprio assistito in prestito, Raiola ha detto che si farà sentire qualora Grygera venga spedito in Grecia, Poulsen rifiuta i ponti d'oro turchi e via discorrendo.
Un vero e proprio ammutinamento, o se preferite una rivoluzione in stile Pancho Villa. Solo che i rivoluzionari non sono dei proletari descamisados, ma dei giocatori che hanno fallito alla prova della Juve, e giustamente la società li vorrebbe cedere per monetizzare.
Ma a cosa è dovuto questo sconfinato amore per la Juventus?
Un po', ipotizziamo noi, è dovuto ad amor proprio: quando mai gente come Tiago vestirà di nuovo una maglia carica di gloria come quella della Juve? Noi pensiamo ben difficilmente. Ma il fenomeno probabilmente non è legato solo a ragioni romantiche, ma anche ad altre ben più prosaiche. Vestire la maglia della Juve vuol dire essere un calciatore riconoscibile e riconosciuto da milioni di tifosi del mondo, tifosi che sono anche consumatori, si dà il caso. Ecco quindi che per esempio un De Ceglie mai e poi mai, se va a Udine, verrà riutilizzato dalla Costa Crociere per uno spot televisivo.
Insomma, riteniamo che questa strana rivoluzione sia il frutto di un mix esplosivo. Solo che la vittima è la Juve, che di questo passo dovrà tenere in squadra gente che non si è dimostrata all'altezza, e ne tarpa le ambizioni.
Speriamo che questa rivoluzione dei brocchi serva alla dirigenza come lezione; quindi in futuro non ci "regalino" più giocatori che in caso di fallimento sono difficili da piazzare, insomma gli ingaggi alti si diano solo a chi li merita. Per quanto riguarda il presente, visto che i giocatori juventini (solo quelli) non possono essere minacciati di finire in tribuna, provi il Cobolli a denunciarli per violenza e ricatto. Ci sarà, forse, un giudice a Berlino?

Etichette: , , , , , , , ,

venerdì 19 giugno 2009

Il mercato in tempo di crisi

Ricordate i fantastici tempi in cui il mercato per il trasferimento dei calciatori era fatto di aste per l'acquisto di campioni indimenticabili e altrettanto indimenticabili bidoni? Bei tempi ormai passati.
Abbiamo la sensazione che le società adesso abbiano ben altre priorità: vendere, vendere... e possibilmente vendere bene.

Pensate alla Juventus che non ha nessunissimo problema a convincere Pozzo per prendere D'Agostino o il Villareal per Giuseppe Rossi: basta pagare la cifra corretta e senza fare tanto i difficili sia da Udine che dalla Spagna sono dispostissimi a stendere i tappeti rossi per lasciar partire i due giocatori.
Il problema, semmai sta da un'altra parte, ed è tutto in casa. Ovvero riuscire a trovar dei compratori per piazzare i vari Tiago, Almiron e Poulsen.
Difficile per la Juventus trovare una società disposta ad acquisire le prestazioni dei tre ad un prezzo che permetta di non iscrivere a bilancio forti minusvalenze. Da tutto questo facile trarre una lezione: evitare di comprare giocatori che non siano una sicurezza e ancor di più evitare di concedere ingaggi troppo elevati.
Se si vogliono fare degli azzardi, molto meglio puntare su giovani che costano poco e che non chiedono ingaggi da Sultanato del Brunei.

Questo è il mercato del futuro: pagare bene giocatori affermati e dal rendimento certo e puntare sui giovani low cost. Parametri zero che pretendono super ingaggi perchèéil cartellino è gratis o giocatori con una sola buona stagione alle spalle sono da evitare come la peste.

Etichette: , , , ,

sabato 2 maggio 2009

Edizione straordinaria!

Infortunio numero 67 in casa Juve. Si è fermato Tiago per il solito guaio muscolare. Probabilmente a Corso Galileo Ferraris qualcuno sta iniziando a sospettare che la preparazione atletica sia stata completamente sbagliata.

Avvisiamo i nostri gentili lettori che questa notizia non è un'imitazione delle famose frasi indirizzate da Radio Londra ai partigiani. Tutto vero.
L'unica cosa falsa, purtroppo, è la Juventus.

Etichette: , , ,

giovedì 19 marzo 2009

Svincolati e vincoli di bilancio

Ai tifosi della Juventus che sognano una campagna acquisti fantasmagorica, fatta di grandi acquisti come Ribery, Diego e fuoriclasse assortiti segnaliamo questo articolo.
Molto probabilmente, visti i vincoli di bilancio della Juventus, alcuni acquisti saranno tra i giocatori svincolati (i cosiddetti acquisti a "parametro 0").
Però, cari tifosi, non deprimetevi. Non sappiamo se per fortuna o per bravura della dirigenza, ma gli svincolati acquistati negli ultimi due anni hanno deluso meno rispetto a certi acquisti come Tiago, Almiron e Andrade.
Forse, almeno in questo particolare settore abbiamo una dirigenza preparata.
Chi si accontenta gode!

Etichette: , , , , ,

sabato 1 novembre 2008

I quattro parametri di Tiago

Abbiamo scoperto martedì, nel corso dell'assemblea terminata poco dopo le QUATTRO, che il contratto stipulato dai Cirigenti con il Lione per l'acquisto di Tiago prevede un corrispettivo fisso (13,65 milioni di euro) ed un corrispettivo variabile, legato al raggiungimento di obiettivi individuali e di squadra.

I parametri sono QUATTRO:

1. Raggiungimento da parte della squadra di uno dei primi QUATTRO posti in campionato (e accesso alla fase a gironi della Champions, nel caso di conclusione della stagione al QUARTO o terzo posto).

2. Disputa da parte del giocatore di almeno QUATTRO gare da titolare, nel centrocampo a QUATTRO della Nuova Juventus 2006 FC.

3. Conservazione dell'attuale composizione numerica della famiglia (formata da QUATTRO persone).

4. Apprendimento da parte del giocatore di almeno QUATTRO parole in Italiano nei primi QUATTRO mesi di permanenza in Italia.

Come si vede, i QUATTRO parametri rappresentano un giusto mix tra obiettivi inidviduali e di squadra e tra questioni personali e sportive.

Anche se nel bilancio nulla si dice, sembra che gli obiettivi siano stati tutti raggiunti:

1. La Nuova Juventus 2006 FC si è classificata tra le prime QUATTRO nello scorso campionato, guadagnandosi poi la qualificazione alla fase a gironi della Champions (girone, peraltro, composto da QUATTRO squadre).

2. Tiago ha disputato almeno QUATTRO partite nel centrocampo a QUATTRO della Nuova Juventus 2006 FC.

3. La famiglia Tiago è sempre ferma a QUATTRO componenti.

4. Il giocatore ha effettivamente imparato QUATTRO parole in italiano nei suoi primi QUATTRO mesi di permanenza in Italia. "Non capisci un cazzo", queste le QUATTRO parole, dette da Tiago a The Singer One dopo le prime QUATTRO settimane di allenamento. D'altronde, il giocatore è bello cazzuto (sembra quasi che abbia QUATTRO palle invece di due) e non si tira certo indietro quando si tratta di cantarne QUATTRO al Cantante.

Prepariamoci a sborsare altri due milioni ad Aulas, che si sta facendo da mesi e mesi QUATTRO risate.

E, in fondo, due milioni non sono altro che il 50% di QUATTRO milioni.

I conti tornano.

Etichette: , ,

sabato 6 settembre 2008

Galileo Ferraris Circus

Non potevamo continuare a ignorare, in questo caldo weekend di fine estate, la vicenda che sta appassionando l'intero popolo bianconero.
Calciomercato? nuovo stadio? debutto in campionato e Champions? Macchè, si tratta ovviamente dello spiacevole incidente che ha coinvolto il presidente Cobolli Gigli, rimasto chiuso per oltre un'ora nel bagno della sede sociale. Apprendiamo dai mezzi di informazione nuovi particolari su questa storia, il mistero si infittisce, fino a che non arriva addirittura una dichiarazione ufficiale della società che chiude la questione. Ma andiamo con ordine, riassumiamo le varie tappe.

Il 30 agosto (data che ricorre spesso nella storia bianconera) arrivano le prime notizie riguardo al terribile fatto:
Con la Juventus in Champions League, tutto sembra più leggero. Anche un girone da brividi, anche... rimanere chiusi in bagno per un'ora senza che nessuno se ne accorga. E' andata così, infatti, per il presidente della Juventus Cobolli Gigli, salvato ieri dall'intervento provvidenziale di Alessandro Del Piero dopo che la porta difettosa della toilette della sede gli aveva giocato un brutto scherzo. Ma, nemmeno questo episodio, gli ha potuto togliere il sorriso.

Il giorno seguente arriva il colpo di scena. Non si sarebbe trattato di un incidente, ma bensì di un vile attentato ordito da uno dei personaggi più pericolosi che circolino nell'ambiente juventino: Tiago Mendes. Ecco come riportava la notizia Yahoo-Eurosport:
Il presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli conferma: Tiago lo avrebbe chiuso in un bagno. Ai microfoni di Sky esce tutta la verità sul caso legato al giocatore che ha rifiutato il trasferimento in Inghilterra: "Ranieri, com’è giusto, considera Tiago facente parte del nostro organico. Poi, domani, credo che succederà di tutto in tutto il calcio italiano. Magari, a mezzanotte, Tiago avrà trovato un’altra collocazione. La storia del bagno è un pettegolezzo nato da una confidenza che avevo fatto a una persona che credevo fosse un amico. Comunque, è stato Del Piero che ha risposto ai miei pugni di soccorso ed è vero che mi ha detto che avrebbe potuto sfondare la porta... Gli ho risposto che era meglio lo facesse qualcun altro. Le sue spalle era meglio tenerle per la Fiorentina".

I media, increduli davanti a tale scandalo, non esitano ad attaccare come degli avvoltoi. Leggete cosa riescono a scrivere i signori di Sportal, che sembrano non avere ancora superato la fase di ossessione moggiana:
Una volta c'era Moggi a chiudere nei bagni gli arbitri, ma a quanto pare in casa Juve quello di lasciare gli indesiderati nelle toilette è davvero un vizio. Il poco regale gesto lo ha infatti ripetuto l'ingenuo Tiago che, sperando probabilmente di impedire al presidente Cobolli Gigli di porre la sua firma in calce al suo contratto di cessione, ha pensato bene di segregarlo in bagno, in attesa che scadessero forse i termini e il mercato chiudesse.
Un piccolo capolavoro di disinformazione. Ipotizzando che il giornalista si riferisca al caso Paparesta, si dovrebbe ricordare che si trattava di spogliatoio, e non di bagno. Per non parlare del fatto che è stato ampiamente dimostrato come la storia del sequestro di Paparesta sia una panzana colossale. Ma passiamo oltre.

Qualche giorno dopo, arriva finalmente la svolta. La Juventus rilascia una dichiarazione ufficiale che smentisce il coinvolgimento di Tiago nel sequestro di Cobolli:
La notizia comparsa su alcune testate sportive online, e poi ripresa da organi di informazione francesi e spagnoli, secondo la quale Tiago avrebbe chiuso in bagno il presidente della Juventus è completamente falsa: il giocatore non ha nulla a che fare con un episodio al quale - prodotto unicamente da un malinteso giornalistico - è stato dato spazio su un giornale sportivo, generando poi un equivoco che danneggia la reputazione del giocatore portoghese, che gode invece della massima stima umana e professionale da parte del presidente Cobolli Gigli.

Assolutamente da apprezzare, almeno per una volta, la grinta del presidente bianconero, la sua ferma volontà di combattere contro la disinformazione dei media asserviti, la difesa ad oltranza dell'onore della società e di uno dei suoi giocatori.
Insomma, passino gli scudetti all'Inter, le accuse di doping, la nomina di ladri, i titoli rivendicati da Moratti, le iscrizioni farlocche di mezza serie A al campionato di calcio... ma sia chiara una cosa:
A ME, CHE MI SI CHIUDE NEL CESSO NON LO DICE NESSUNO.

Etichette: , ,

mercoledì 30 gennaio 2008

Poche idee, ma confuse

Deschamps avrebbe voluto prendere Sissoko.
Arriva Ranieri: macché Sissoko, prendiamo Tiago.
Si compra Tiago.
Dopo pochi mesi, sempre Ranieri: che me ne faccio di Tiago, voglio Sissoko.
Si compra Sissoko e si cerca di sbolognare Tiago.
Ovviamente, Tiago e Sissoko sono due giocatori completamente diversi.

Etichette: , , , , ,