sabato 13 febbraio 2010

Ah beh, se lo dice Laporta...


Un'altra tappa della nostra indagine sull'evoluzione della forma mentis interista-buonista-politicamente-correttissima dall'era Moggi ai giorni nostri. Oggi per voi "Come uno strumento di estorsione mafiosa diventa ad un tratto un'opinione più che legittima".
I diritti tv. Fino a ieri, il modello individuale era una sordida imposizione di Milan e Juve, che ricattavano le società minori, privandole del giusto riconoscimento economico, distribuendo selettivamente prebende attraverso i contratti Mediaset i primi, e il favore degli arbitri, quei mafiosi della Juve. Altro che Inghilterra, dove c'è il modello collettivo.
A parte il fatto che a sopravvivere grazie ai contratti individuali sono state soprattutto Inter e Roma, altrimenti conciate da sbatter via, l'argomento, che non era un'opinione discutibile ma l'indiscussa verità, non teneva conto della struttura del tifo inglese, così diversa da quella spagnola e italiana, assai più, anche se storicamente è un colmo, campanilista.
Degli scorsi giorni è l'uscita di Laporta sui diritti tv in Spagna. Il Barca, squadra bella onesta bailada bonita terzomondista amica dei bambini dei panda e dei profughi, non ci pensa neanche ad abbandonare il modello individuale. "Il nostro mercato interno è la metà di quello inglese" si traduce con "se lo lasciamo Real e Barca vedono la Champions con il binocolo, altrochè doble e triple". Opinione legittima. La struttura del tifo spagnolo è più simile a quella italiana, infatti. Ma Real e Barca non sono un duopolio mafioso, per nessuno.

Il sorteggio integrale degli arbitri, parte seconda. La Lega lo ripropone. Prima era la via luminosa alla verità divina. E Milan e Juve lo osteggiavano per poter controllare bla bla bla.
Ora la risolutissima opposizione arriva da Ernesto Paolillo, amministratore delegato dell'Inter, squadra dalla maglia a strisce nerassurre che qualche favoruccio arbitrale nell'ultimo quadriennio l'ha pur avuto con certa frequenza. Avete sentito qualcuno che protestasse contro un sistema Inter che impedisce il progresso buono e giusto? No, oggi è una legittima opinione.

Etichette: , , , , , , , , , ,

martedì 9 febbraio 2010

Leggende mediatiche

Quanti soloni gridano che adesso, dopo la cernita di Calciopoli, gli arbitri sono al di sopra di ogni sospetto. Ed invece ad ogni errore si assiste al solito squallido teatrino, alle solite accuse, nemmeno tanto velate, di favorire questa o quella squadra.
Ma adesso molti presidenti hanno sfoderato l'arma finale: il sorteggio integrale degli arbitri. Come se il sorteggio integrale "purificasse" gli arbitri da un'eventuale sudditanza, li mondasse da ogni sospetto.
"Con il sorteggio integrale vinse il Verona", si è sentito su Sky Sport 24, affermazione che oltre ad essere un falso clamoroso, come già documentato su ju29ro.com, è ingenerosa verso una squadra fortissima. Quel Verona si era classificato al sesto ed al quarto posto nei due anni precedenti (82/83 e 83/84), quando le avversarie erano il Napoli di Maradona, la Juve di Platini, e l'Udinese di Zico, aveva tra le sue fila gente come Fanna, Galderisi, Di Gennaro, e soprattutto Briegel e Elkjaer che disputarono un campionato d'eccellenza. Il merito maggiore va però ascritto senza dubbio a Bagnoli, l'allenatore di quella squadra.
Purtroppo, pensiamo che ci sia un subdolo sottinteso nella richiesta dei presidenti: vogliono far credere ai propri tifosi che con il sorteggio integrale si spalanca la strada verso l'agognata e meritata (?) vittoria.

Etichette: , , , , , , ,

martedì 10 novembre 2009

Sorteggio truccato: rivelazioni!


Nostre fonti confidenziali riferiscono importanti particolari sul sorteggio per Milan - Juventus.
Dopo il colpo di tosse di Bergamo, il giornalista non dava ancora segni di aver raccolto il criptico messaggio; allora si mise a tossire di rinforzo pure Pairetto, accompagnando la tossita con movimenti delle sopracciglie, ma niente... il cronista, chino sull'urna, non sembrava cogliere la situazione.
Il notaio, meravigliato, sollevò lo sguardo di sopra dagli occhiali triplo fondo di bottiglia, scatenando profondamente bronchi ed alveoli in direzione del sempre più ignaro giornalista, che non mostrava di recepire.
Allora anche il pubblico in sala prese a tossire rumorosamente e all'unisono, quando si accorse che la pallina col nome di Collina stava per essere inesorabilmente estratta.
A memoria non si ricordava un casino simile in occasione di nessuna lotteria o pesca paesana.
Cosa mai era successo?
Il rappresentante dell'USSI aveva dimenticato l'amplifon in redazione, e così Calciopoli venne portata alla luce.

Etichette: , , , ,

lunedì 9 novembre 2009

Viva Radio Radicale!

Ebbene sì, Viva Radio Radicale! No, non siamo impazziti, non ci siamo buttati in politica, lungi da noi questa idea.
Ma non possiamo non esaltare Radio Radicale dopo quanto è successo in questi giorni nell'informazione italiana. Il cittadino medio adesso sa che il sorteggio degli arbitri era truccato, l'hanno scritto tutti i quotidiani e l'han ripetuto i TG. Scrive Repubblica: "Sorteggio truccato palline riconoscibili", gli fa eco la Gazzetta: "Calciocaos, nuove rivelazioni, quei sorteggi con la tosse"; mio Dio, in un periodo in cui imperversa l'influenza A c'è da aver terrore, rinchiudete Bergamo!
Non manca mai il Corriere: "Ecco come funzionavano le palline", più che di calcio forse si parla di andrologia.
Naturalmente molte cose che il teste Martino ha detto, e che potrebbero mettere la pulce nell'orecchio dei lettori non vengono riportate, lo fanno per i poveri lettori, non li vogliono turbare.
Hanno risparmiato loro la noia di leggere che Bergamo e Pairetto, in alcune occasioni, hanno detto al Martino "di cambiare le palline perché troppo ammaccate". Ma come??? delle belle palline ammaccate, così facilmente riconoscibili, vengono cambiate, allora forse... e no, alt, sono pensieri impuri!
Così come hanno risparmiato di tediare il lettore con la notizia che, stranamente, i PM non hanno pensato di sentire i giornalisti stessi che partecipavano al sorteggio, e soprattutto i notai che erano lì per controllare giusto la regolarità dello stesso sorteggio!
Ma forse i giornalisti sportivi non hanno partecipato alla recente manifestazione per la libertà di stampa, piena di gente che lottava per permettere ai cittadini di conoscere la verità.
Ed allora Viva Radio Radicale, che non ci risparmia i turbamenti derivanti dall'ascolto delle registrazioni dal vivo del processo di Napoli!
Parafrasando una vecchia canzone: "Allora senti cosa fò, soddisfazione non gli dò, io ascolto Radio Radicale"!

Lanciamo quindi un appello: Radio Radicale è una delle poche voci libere del panorama informativo italiano. Da oltre trent'anni segue i lavori del Parlamento con unanime riconoscimento di correttezza e obiettività. Se nella prossima Finanziaria non verrà riconfermata la convenzione per seguire i lavori parlamentari, la radio rischia di chiudere.
Noi, sportivi e juventini, abbiamo imparato ad apprezzare la loro professionalità grazie all'eccellente lavoro sul processo Farsopoli. Senza di loro saremmo nelle mani dei mille Palombi della "libera" stampa di questo paese. Inutile dire quale sarebbero i risultati.

Firmate e fate firmare l'appello affinché il Parlamento faccia vivere Radio Radicale. Ne abbiamo maledettamente bisogno, come sportivi ma soprattutto come cittadini.

Etichette: , , , , , , , , ,

domenica 8 novembre 2009

La legge è uguale per tutti... la Gazzetta no!


Ogni buon tribunale riporta questa dicitura per ricordare che la legge si applica per tutti allo stesso modo, indipendentemente da chi sia l’imputato.
Poi c’è il tribunale rosa. Quello che accetta che venga tolto un grado di giudizio (Guido Rossi docet). Quello che sa le sentenze in anticipo. Quello dei processi lampo.
Eh sì, perché pensate che, anche se il processo Calciopoli va avanti, tra testimonianze contraddittorie dei testimoni dell'accusa e tentativi di ricusazione, da poco meno di un anno, a giudicare da quanto riportato dal giornale rosa si sarebbe tenuta finora una sola udienza.
Infatti, per la prima volta sulle pagine della Gazzetta dello Sport compare la cronaca di quanto accade in quel di Napoli. E neanche a farlo apposta si parte subito forte, con la scomodissima testimonianza di Manfredi Martino, ex segretario della CAN, sui sorteggi arbitrali all'epoca di Bergamo e Pairetto.
Pensate che, secondo la Pravda rosa, il genio maligno di questi grandi corruttori era tale da consentir loro di falsare un sorteggio (effettuato, tra l’altro, da un giornalista sotto gli occhi di un notaio e di inviati dei vari giornali e tv) semplicemente con un colpo di tosse!
Ma, siccome si sa che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, l'eroico Manfredi ha finalmente potuto confessare il segreto che si è tenuto dentro da tanto tempo e che, per ragioni sconosciute, ma sicuramente terribilissime, non ha potuto mai rivelare prima!
Una mazzata dunque per Moggi e la sua setta, penserà il lettore medio della Gazzetta. Se questo è il primo resoconto, figuriamoci cosa ci riserverà il futuro.
Infatti, il lettore medio della Gazzetta non sa che il teste Manfredi è stato smentito nella stessa udienza da Bergamo stesso, né che la sua stessa deposizione, ascoltata in viva voce su Radio Radicale e non letta sulle pagine dei giornali, risulta quanto meno contraddittoria (a esser clementi!), come del resto quasi tutte le testimonianze fornite finora dai testimoni dell’accusa.
Il lettore medio non si chiede perché, anche ammettendo (e non concedendo!) una presunta irregolarità, il giornalista e il notaio responsabili del sorteggio non siano sotto accusa. E nemmeno si chiede perché, sempre in base a questa ipotesi, l'arbitro sorteggiato per Milan-Juve (è a questa partita che si riferisce la testimonianza) sia stato Collina, quello che desiderava incontrarsi in segreto con Galliani nel ristorante di Meani.
E non lo fa semplicemente perché la Gazzetta non glielo dice. E a lui sta bene, perché questa "verità" fabbricata su misura fa infinitamente comodo. Pensate che frustrazione, per un tifoso dell'Inter o del Milan, sapere che non solo la Juve vinceva regolarmente, ma addirittura forse erano le milanesi a fare cose poco chiare e (almeno per quanto riguarda l'Inter) a perdere sistematicamente!
Però qualcuno glielo dovrà pur dire, un giorno, che Moggi non ha sequestrato Paparesta, non chiamava gli arbitri, che i sorteggi erano regolari, e via dicendo.
E quando la Gazzetta e i giornali simili (perché non credano di salvarsi altre testate "imparziali" come Repubblica o il Corriere della Sera, tanto per fare due nomi) cercheranno qualche giustificazione astrusa, come quella che la giustizia sportiva fa il suo corso indipendentemente da quella ordinaria (altra "verità" falsa, basta leggere l’articolo 39 del Codice di Giustizia Sportiva), allora chi ha seguito davvero i fatti, chi ha pazientemente aspettato che la verità (senza virgolette stavolta!) venisse a galla, potrà finalmente bearsi di una Giustizia che speriamo possa prevalere senza tenere conto del sentimento popolare, ma soltanto della Legge che, come si legge in ogni aula di tribunale, è uguale per tutti.
Anche per Moggi e per la Juve.

Etichette: , , , , , , , , ,

sabato 7 novembre 2009

Colpo di teatro? No, colpo di tosse

E venne il giorno della testimonianza di Manfredi Martino, segretario alla CAN ai tempi di Pairetto e Bergamo.
I padri nobili di Calciopoli erano ormai all'ultimo stadio della crisi di astinenza, quello che fa ripetere in coro "Il processo di Napoli è ininfluente sulle condanne della giustizia sportiva", quando la performance di Martino, non proprio stupefacente, ma pur sempre dotata di massiccio effetto placebo, li ringalluzziva come ai tempi belli del mitico anno 2006.
Non sappiamo quanto sia durato l'effetto benefico, ma certamente è stato intenso e inebriante, facendo rivivere sensazioni diffuse che sembravano ormai irrecuperabili.
Il teste Martino ha portato le sue, di sensazioni, e come per incanto i roseabondi cronisti hanno raccontato del colpo di teatro consumatosi dinanzi alla Casoria ricusata, che, con perfida e sicuramente incompresa ironia, ha ammesso la deposizione con un "Bene, ascoltiamo le sue sensazioni ...", frase che riecheggia i titoli dei compiti in classe di italiano, sui quali tutti in giovane età ci siamo chinati e spremuti: "Tema: Calciopoli è stato il più grande scandalo della Storia del Calcio, la Juventus e la sua Cupola i loro artefici. Esponi le sensazioni che hai provato".
E Martino, da bravo scolaretto, ce le ha raccontate tutte.
La partita era Milan-Juve, quella dell'Ibra azzoppato da prova pistocchia.
L'arbitro era Collina, conoscente culinario di Meani.
Non si sa se le bandierine andarono su e giù.
Si sa invece che l'estrazione del nome di Collina fu preceduto o forse seguito da un colpo di tosse di Bergamo, che la pallina col nome dell'arbitro venne dal giornalista estratta dopo, o forse prima, dell'estrazione della pallina con l'indicazione della partita da parte di Pairetto.
Resta il dubbio, anche nelle sensazioni di Martino, se il trucco dovesse servire per estrarre Collina o, più probabilmente, se il colpo di tosse esprimesse il rammarico di Bergamo per essere stato estratto l'arbitro indesiderato (dalla Juve soltanto, ovviamente).
Le palline giocano un ruolo fondamentale: si dice che fossero riconoscibili e, se così è stato, la conclusione dovrebbe essere che il giornalista le abbia riconosciute e che abbia preferito Collina ad altro arbitro. Trucco a fin di bene, si dirà, ma trucco comunque.
Saranno corrispondenti a verità le sensazioni di Martino?
L'unico elemento difficilmente smentibile da Bergamo è quel colpo di tosse. Come potrebbe ricordare se tossì per Milan-Juve? Sarebbe come confessare l'inghippo.
Si era verso la fine della stagione, fuori dai rigori invernali e dalle facili bronchiti, periodo fortemente sospetto per una tosse suscitatrice di sensazioni a dirigenti arbitrali.
A meno che non si trattasse di una maledetta primavera.
Si consiglia alla difesa di chiamare al banco dei testimoni Loretta Goggi.

Etichette: , , , , , ,