venerdì 21 agosto 2009

Satira preventiva

Divertente pezzo di Michele Serra sulla lotta di successione in casa Agnelli, e sulla presunta evasione fiscale dell'Avvocato.
Ci siamo veramente fatti quattro risate. Da notare che l'autore, da buon interista, non ha resistito alla tentazione di sfottere la tanto odiata Juventus, infatti scrive: "Gli esponenti dei rami minori (come gli Agnelli-Esposito e gli Agnelli-Pautasso) devono accontentarsi di cartoline postali di dubbia autenticità, come quella di nonno Giovanni, datata 1923, indirizzata a Sergio Agnelli detto il Geometra, nella quale lo nomina presidente della Juventus, raccomandandogli di comperare un certo Balotelli".
Ah, se il buon Serra sapesse che la prima vittima della guerra in casa Agnelli è stata proprio la Juve! Ma tant'è, verrà il tempo in cui anch'egli dovrà prenderne atto.

Però, come sarebbe bello se, ogni tanto, il fine polemista bolognese usasse la sua arguzia per scrivere anche dei propri beniamini. Per esempio, non sarebbe male un articolo sulla famiglia Moratti, beneficiaria del tanto discusso Cip6. Oppure sulle strane contorsioni social-politiche della famiglia: un fratello con moglie berlusconiana e sindachessa di Milano, l'altro addirittura con moglie nel partito dei Verdi (se permettete, per un petroliere è il massimo).

Oppure ancora si potrebbe esercitare, sulla sua "amaca", discettando delle condizioni nelle quali lavorano i dipendenti (diretti e indiretti) del mecenate milanese. Spieghiamoci meglio: non vorremmo che Serra, qualora leggesse queste quattro umili righe, pensasse che siamo preoccupati delle condizioni di lavoro di Samuel Eto'o: ci preoccupano molto le condizioni di lavoro degli operai della Saras.

Anche se la grande stampa non ne parla, forse anche alla Saras c'è qualcosa che non va. In una nazione normale, con una stampa normale, un po' meno impegnata ad incensare continuamente i vari patrizi che siedono nei salotti buoni ed esclusivi, qualcosa si sarebbe senz'altro scritto.

Ma forse ai tanti intellettuali engagé di quel che accade agli operai interessa poco. Troppo passatista e per nulla glamour parlare di queste cose.

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venerdì 3 luglio 2009

Notizie agrodolci

Alcune notizie possono essere agrodolci.
Possono cioè essere contemporaneamente positive (ecco il dolce) e negative(ecco l'agro).
Tanto per chiarirci, se Giò&Van si dimettessero e fossero sostituiti da uno Stevens (grande o piccolo, non importa), la notizia sarebbe sia dolce (Giò&Van fuori dai coglioni) sia agra (uno Stevens al loro posto).
Una di queste notizie dal carattere ambivalente è l'aumento dal 5,5% al 6,5% della cosiddetta Robin Hood tax.
La Robin Hood tax è l'addizionale IRES (imposta sul reddito delle società), che si applica, tra gli altri, a petrolieri e produttori/distributori di energia (con ricavi dell'esercizio precedente superiori a 25 milioni di euro).
L'aumento dal 5,5% al 6,5% di questa addizionale è contenuto nel disegno di legge su sviluppo, internazionalizzazione delle imprese ed energia approvato in terza lettura dalla Camera dei Deputati ed ora in attesa del via libera definitivo dal Senato.
La notizia è dolce, perché la Saras è soggetta alla Robin Hood Tax.
Ma la notizia ha anche un lato agro, perché l'incremento della Robin Hood Tax serve a coprire il ripristino dei fondi per l'editoria (140 milioni per il periodo 2009/2010), previsto dal medesimo disegno di legge.

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