giovedì 12 novembre 2009

Juve: un bilancio da Champions

Qualche giorno fa il Sole 24 Ore aveva illustrato la grave situazione del bilancio dell'Inter (sul sito abbiamo titolato su "Moratti in mutande"), ieri è arrivato il comunicato del CdA della Juve sul rendiconto trimestrale (luglio-settembre 2009), ed è come passare dalla notte al giorno. Intanto perché i conti sono in miglioramento rispetto a quelli già buoni dell'anno prima, nonostante gli investimenti di questa estate, e segnano un utile netto di 5,6 milioni, ma soprattutto per una indicazione di fondo.

L'articolo del Sole metteva in guardia dicendo che un'azienda "si considera solida se i debiti finanziari netti non eccedono il patrimonio", e sottolineando che l'Inter aveva un totale di debiti netti vicino ai 400 milioni e un patrimonio netto negativo (per questo abbiamo parlato di Moratti in mutande); dal comunicato sulla trimestrale della Juve, invece, si ricava che la posizione finanziaria netta è positiva (più crediti che debiti), e il patrimonio netto è aumentato arrivando a 107 milioni (senza stadio di proprietà pensiamo che sia un piccolo record). Una società quindi, la Juve, più che solida, un bilancio davvero da campioni.

A proposito di campioni, il CdA della Juve stima che l'intero esercizio 2009-10 possa chiudere in pareggio (e questo sarebbe già un successo), e che dipenderà dal cammino che la società riuscirà a fare nella Champions dove, come sappiamo, girano milionate di euro per ogni turno superato.

E così si arriva al punto centrale della gestione della Juve, che i redattori di questo blog hanno sottolineato tante volte: il bilancio è così a posto che la società potrebbe fare altri investimenti, li potrebbe fare anche a gennaio; con la conseguenza, non da poco, che se fossero investimenti azzeccati avrebbero subito un ritorno, magari un turno in più superato nella Champions e quindi i milioni di euro che ne deriverebbero.

Stando ai giornali, il presidente Blanc dice che la Juve è a posto con questa rosa, e noi siamo d'accordo con questa dichiarazione anche perché, come ha insegnato la gestione precedente, gli acquisti si fanno senza preannunciarli sui giornali o dibattendoli in comitati societari. Speriamo però che, nel frattempo, in casa Juve si ragioni a fondo sulla questione; si ragioni sì di bilancio, com'è giusto, ma si ragioni anche di rosa e di risultati.

Nel campionato dei bilanci siamo anni luce davanti a tutti, adesso tutti i tifosi bianconeri vogliono giustamente non solo un bilancio, ma una Juventus da Champions.

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martedì 10 novembre 2009

I debiti? Eccola, la vergogna dei debiti!

Siamo stati forse l'unico "giornale" che ha scavato nella polemica di Paolillo e dell'Inter nei confronti di Platini, che parlava di troppi debiti: abbiamo messo in guardia i lettori contro i sofismi di Paolillo, poi abbiamo ricordato le sue prodezze contabili, e infine abbiamo ricordato di quali debiti si parli quando c'è di mezzo la normativa Covisoc sulle iscrizioni al campionato e alla Champions, e sui parametri da rispettare.

Oggi ci piace segnalare, chiudendo la questione (almeno per ora), il bell'articolo di Gianni Dragoni sul Sole 24 Ore dell'8 novembre, che dice un po' di cose: che i debiti dell'Inter, quelli che vanno a finire nei parametri Covisoc, ammontano al giugno 2009 a 431,55 milioni e sono in aumento rispetto ai 395 milioni di un anno prima; che non è vero che l'Inter non abbia debiti con le banche, ce li ha direttamente l'Inter (48,3 milioni), e ce li ha la controllata Inter Brand, che nel 2006 ha fatto un mutuo (120 milioni) con Antonveneta per la compravendita del marchio, come abbiamo scritto anche noi più volte sul blog; i guai dell'Inter, osserva Dragoni, non sono solo i debiti e i buchi di bilancio, il guaio grosso è che il patrimonio netto è sempre negativo, cioè ogni anno per mettere a posto i conti Paolillo brucia tutte le risorse disponibili (capitale e riserve) e si ricomincia daccapo.

Platini vuole che questo non debba più succedere. Ma qui la questione non è Platini sì oppure Platini no, il fatto è che dopo la legge Bosman, quando si è cercato di regolamentare le società di calcio, fior di super-esperti e giuristi di grido hanno partorito la normativa a cui bisogna sottostare per iscriversi al campionato e alla Champions: in base a tali norme, ogni tre mesi le società sono passate ai raggi X dalla Covisoc (e per conoscenza anche dal Coni); ed esse vietano espressamente che si possa creare una situazione come quella dell'Inter.

La questione, semplice semplice, è quindi quella che abbiamo posto tante altre volte: la normativa non viene rispettata, ci sono gli ispettori della Covisoc, c'è la Procura Federale, c'è il Coni, ma del rispetto della normativa non c'è traccia. A questo punto nel lettore meno smaliziato può nascere un dubbio, il dubbio se siano troppo furbi i dirigenti alla Paolillo oppure siano troppo "stupidi" quelli che devono controllare e comminare le sanzioni.

Premesso che siamo sicuri che Platini non è uno stupido (adesso deve fare il "politico", ma stupido non lo è mai stato), ricordato che Carraro ha a suo tempo dichiarato che in Figc si sapeva che i bilanci erano irregolari, e che le società andavano penalizzate, raccomandando infine di riflettere sul caso della Roma con Unicredit, costretta a chiedere dei pignoramenti, il nostro dubbio è un altro.

Il nostro dubbio è che ci sia stata connivenza tra controllori e controllati inadempienti con la complicità della stampa che, dopo Calciopoli, e a dispetto delle dichiarazioni di facciata sul calcio pulito, questa connivenza e complicità siano degenerate e che, sotto questo profilo, il sistema calcio e il suo regolare funzionamento siano stati profondamente minati alla radice.

In base a questa ipotesi, suffragata da tanti articoli del nostro sito sui bilanci e non solo, parecchie società, tanti dirigenti, molti funzionari e quasi tutti i giornalisti delle redazioni sportive non dovrebbero solo vergognarsi per i debiti, come dice Platini; dovrebbero vergognarsi e basta.

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venerdì 28 agosto 2009

Meglio i BOT o due terzini?

Ieri Platini ha fatto i complimenti alla Juve per il suo "bilancio esemplare" (la Repubblica). Ne abbiamo a lungo parlato anche noi, oggi torniamo sull'argomento per sottolineare che, in base all'ultima trimestrale, la Juve ha depositi bancari per più di 40 milioni e affidamenti per più di 140 praticamente inutilizzati. Rispetto alla piaga dei debiti e dei bilanci drogati una specie di mosca bianca, una società risparmiosa che magari, come racconta un vecchio aneddoto su qualche industriale genovese, investe nei Buoni del Tesoro piuttosto che nel rinnovo dello stabilimento.

Già, lo stabilimento, l'incompiuta, come sul nostro sito abbiamo definito la squadra messa a disposizione di Ferrara: una bella squadra, niente da dire, ma secondo il giudizio generalizzato ancora debole sulle fasce difensive. Se quella sui BOT voleva essere una battuta (sulla Juve, sia chiaro, perché sull'industriale genovese è la verità), la bassa qualità dei nostri terzini è una certezza, tutti bravi professionisti ma tecnicamente non da società di prima fascia.

La campagna acquisti dura fino al 31, e a leggere i giornali trattative sono ancora in corso e non ballano neppure cifre astronomiche, tanto che con dieci milioni sembra che la Juve di terzini potrebbe comprarne addirittura due, rinnovando così lo stabilimento per tutta la parte che non sembra competitiva. Dieci milioni che non intaccherebbero più di tanto l'esemplarità del bilancio bianconero; basterebbe arrivare ai quarti nella Champions e si rientrerebbe dall'investimento (con gli interessi), se non ci si arriva e il bilancio va in rosso ci sono le riserve patrimoniali per farvi fronte.

Tutto in regola come vorrebbe Platini, e come non fanno tante altre società, l'Inter ormai dalla notte dei tempi (a proposito, siamo curiosi di vedere come Paolillo ha sistemato il passivo di quest'anno; ne parleremo a tempo debito, ma non escludiamo qualche gioco di prestigio tipo quello che abbiamo raccontato facendo vedere quanto vale Moratti in mutande).

A proposito di Buoni del Tesoro e industriali genovesi, l'aneddoto si riferiva agli anni settanta, quando inflazione e tassi di rendimento erano a doppia cifra mentre oggi, neanche a farlo apposta, sono vicini allo zero. Un motivo in più, certo non il solo o il più importante, per dire che tutto sommato sarebbe meglio investire nello stabilimento, comprando i due terzini.

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domenica 12 luglio 2009

Regolamento di conti


Avevamo spiegato, regolamento alla mano, perché la Juve poteva ancora comprare e fare una campagna acquisti in passivo anche consistente, vale la pena riflettere sulla situazione dell'Inter nell'ipotesi che i regolamenti debbano essere rispettati anche da Moratti.
L'Inter ha chiuso la stagione 2008-09 con un passivo che somiglierà a quello dell'anno scorso (circa 150 milioni) e in più partiva da un bilancio precedente già malmesso con patrimonio netto negativo; secondo le norme federali l'Inter doveva entro il 30 giugno comunicare alla Covisoc come avrebbe coperto il disavanzo; addirittura con un passivo di gestione da coprire e un patrimonio netto negativo una società non può comprare nessuno, se prima non vende oppure i suoi azionisti non versano nuove risorse.
In effetti la squadra di Moratti si è già impegnata a spendere (per Milito e Motta, oltre a diversi giocatori, è stato anche stabilito il pagamento di contanti per 11 milioni) e quindi la sua situazione è irregolare, ma questo non è la prima volta che succede. Piuttosto è importante notare che dentro il solito casino estivo dell'Inter (non potrebbe, ma compra lo stesso), quest'anno è finito Ibrahimovic.
I gornali di Milano lo davano partente sicuro già a fine maggio, verosimilmente perché Moratti non può versare 200 milioni (veri), sembrava così ma così finora non è stato.
Adesso siamo al regolamento dei conti: se Moratti vende Ibra ha un grosso ricavo e un grosso utile, e quindi di soldi deve mettercene sempre tanti (un centinaio di milioni), ma non una cifra scandalosa; se non lo vende, deve deliberare subito un aumento di capitale attorno ai 200 milioni (a meno che a Milano non si inventino anche quest'anno qualche gioco di prestigio finanziario che per regolamento comporterebbe la serie B).
Un regolamento di conti che andrà ad impattare anche nei rapporti tra Moratti e il suo allenatore: l'eventuale cessione di Ibra farà bene al bilancio dell'Inter ma, interviste a parte, farà sicuramente incazzare Mourinho.

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martedì 30 giugno 2009

Juve, budget e patrimonio

Ieri alla Juve hanno discusso di budget e campagna acquisti, ma i giornali non sono riusciti a dare una sensazione precisa di quanto successo e deciso. Scrivono, infatti, che la Juve continuerà a puntare sul bilancio sostenibile (un "motivo d'orgoglio", dice Montali), ma anche che vuole comunque comprare un centrocampista di qualità. Sembra una contraddizione e ci si chiede se sarà possibile; in più proprio qui sul blog qualcuno sosteneva che sarebbe meglio spendere quanto accumulato a riserve patrimoniali.
L'argomento è complesso, fissiamo solo due punti avendo come riferimento la normativa Figc. Entro il 30 giugno le società devono documentare alla Covisoc com'è andata la stagione appena finita (garantendo che non ci sono buchi che resteranno scoperti) e prevedere il budget della stagione nuova facendo più ipotesi in base ai risultati sportivi (per la Juve molto dipenderà dalla Champions e dai relativi incassi).
E' allora assai probabile che ieri il CdA abbia previsto comunque di chiudere la campagna acquisti con un passivo anche rilevante (comprando un forte centrocampista); nella documentazione da mandare a Roma allora si dirà: se le cose vanno bene in campionato e Champions (tocchiamo ferro!) chiuderemo in pareggio; dovessimo chiudere in passivo abbiamo riserve per farvi fronte.
E questo è il primo punto: la Juve, quanto a bilancio, può affermare a voce alta che era sano, tale è rimasto a giugno 2009 e non sarà comunque malato neppure a giugno 2010. Il secondo punto riguarda i 120 milioni di riserve patrimoniali e la provocazione di dire: spendiamoli e facciamo lo squadrone.
Dal punto di vista della normativa questo sarebbe possibile, bisogna anche considerare, però, che il patrimonio, come succede nelle famiglie più assennate, serve per le difficoltà ed è rischioso "giocarselo" tutto in un colpo. Noi, come dicevano i latini, pensiamo che la virtù stia nel mezzo: va bene la solidità patrimoniale, ma senza restarne prigionieri; Juventus vuol dire voglia di vincere e di migliorarsi e per questo qualche rischio bisogna correrlo.
Forse ieri, questa è la nostra impressione, alla Juve qualche rischio hanno deciso di correrlo.

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domenica 28 giugno 2009

Il pane della Juve e i denti di Moratti


Spiegavamo l'altro giorno perché la Juve, volendo, potrebbe spendere molto di più; se proviamo a fare lo stesso tipo di ragionamento (basato sulle norme federali e i dati di bilancio) sull'Inter si arriva a risultati diametralmente opposti, perché la società di Moratti ha troppi debiti (più di 400 milioni) e non ha patrimonio (lo brucia tutti gli anni col passivo di gestione); l'Inter quindi non potrebbe comprare nessuno se prima il signor Moratti non mette dei nuovi soldi per coprire il passivo 2008-09 (dovrebbe essere di 150 milioni).

Prima che gli amici lettori si meraviglino come è successo per l'intervento sulla Juve, li invitiamo a riflettere sull'acquisto di Milito e Motta che a prima vista sembra dimostrare che Moratti può fare quello che vuole.

Gli acquisti non sono stati ancora formalizzati in Lega e ieri il Corsera diceva che lo saranno dopo il primo luglio (così, aggiungiamo noi, andranno sul prossimo bilancio) e nel frattempo è successo questo: quando Quaresma ha rifiutato di andare al Genoa (lui vuole i gran soldi di Moratti) l'Inter ha dato alla squadra di Preziosi quattro suoi giovani e tra questi la metà di Meggiorini che, giocando nel Cittadella, è stato quest'anno capocannoniere in B. Meggiorini era in comproprietà tra Inter e Cittadella, per cui ieri la società di Moratti ha dovuto forzatamente riscattarlo (pagando 2,5 milioni); oggi, però, il Corriere Mercantile di Genova svela che i 2,5 milioni li ha messi Preziosi, non Moratti, per cui alla fine della favola Meggiorini è tutto del Genoa (lui ed Acquafresca in un colpo solo).

Tutto questo è successo perché, come dicevamo, Moratti attualmente non può comprare nessuno se prima non sana il bilancio e i 150 milioni di deficit. Non considerando le cazzate delle gazzette, e ragionando con le nostre teste, dovremmo dire che Blanc potrebbe ma non vuole mentre Moratti smania dalla voglia ma non può.

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giovedì 25 giugno 2009

Volere e potere

Secondo tutti i giornali la Juve farà qualche altro acquisto importante, ma prima deve vendere, come se dovesse mettere da parte dei soldi altrimenti non potrebbe comprare nessuno. Ma è veramente così? Siamo sicuri che, regolamenti alla mano, Perez può comprare Kakà e Cristiano Ronaldo facendosi dare i soldi dalle banche, mentre Blanc per D'Agostino deve vendere sei giocatori come Mellberg?

In effetti non è così. Non sappiamo a quali magheggi abbia fatto ricorso Perez (avrà magari copiato da Moratti?), sappiamo però che la Juve, se vuole, può comprare quattro o cinque giocatori come D'Agostino senza cedere nessuno e rispettando le Norme Federali.

Se si guarda l'ultima trimestrale, infatti, si vede che la Juve non ha praticamente debiti e contabilizza un patrimonio netto di 120 milioni; questo vuol dire che la società può far fronte ad un bilancio in passivo senza chiedere il permesso alla Covisoc e neppure altri soldi agli azionisti, farebbe solo dei debiti per problemi di cassa (l'Inter ne ha per più di 400 milioni), mentre dal punto di vista patrimoniale il passivo sarebbe sanato con quei 120 milioni messi già da parte (l'Inter, per continuare il confronto, ha un patrimonio netto negativo e non potrebbe comprare proprio nessuno).

La Juve, quindi, se vuole può spendere di più e non avrebbero da ridire né la Covisoc né Platini; potrebbe spendere, esemplificando, fino a 120 milioni di più, certo sarebbe un rischio ma, se fossero spesi bene, si rischierebbe anche di vincere e di vincere subito. Se non lo fa è per scelta societaria, non perché obbligata; più correttamente i giornali dovrebbero allora scrivere che Blanc può spendere, ma non vuole.

Se questo sia giusto o sbagliato, se con questa scelta si potrebbe tornare a vincere in Italia e in Europa, se la Juve saprebbe spendersi questo comportamento in tema di bilancio e se lo stesso sarebbe apprezzato dalla stampa e dai tifosi, questo è tutto un altro discorso.

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