lunedì 8 marzo 2010

I, Honest

Quel titolo, "Io Onesto", chissà perché m'ha fatto venire in mente "Io, Robot" ("I, Robot") del grande Isaac Asimov.
Per chi non lo sapesse, "Io, Robot" è un'antologia di nove racconti (scritti fra il 1940 e il 1950) con protagonisti i robot e le famose Tre Leggi della Robotica, le cui contraddizioni e le cui falle vengono magistralmente evidenziate da Asimov nel contesto particolare di ogni singolo racconto.
Il tema fondamentale di "Io, Robot" è quello dell'interazione fra il genere umano ed i robot (umanoidi) divenuti, nella futuristica società immaginata da Asimov, diffusissimi in ogni ambito e pratica sociale.
Le Tre Leggi della Robotica, impresse indelebilmente nella memoria positronica di ogni automa al momento della sua fabbricazione, dovrebbero avere lo scopo di garantire gli umani contro la "sindrome di Frankenstein", l'eventualità che la creatura possa rivoltarsi contro il suo creatore.

Ecco cosa sentenziano le Tre Leggi della Robotica:
Prima Legge: "Un robot non può recar danno a un essere umano, né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno."
Seconda Legge: "Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge."
Terza Legge: "Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima e con la Seconda Legge."

Bene, interessante. Ma che diavolo c'entrano i robot e le tre leggi della robotica di Asimov con l'Inter e l'onestà interista? C'entrano, c'entrano...
Penso sia fuori discussione che, da maggio 2006, il calcio italiano del dopo Farsopoli (altra categoria, questa, ricomprendibile a pieno titolo nella fantascienza pura, anche se di serie B) risulti rigidamente irreggimentato.
Ogni evento sembra realizzarsi nell'osservanza di un codice segreto di leggi.
Fino ad oggi, quale fosse questo codice non si era capito.
L'unica cosa chiara è che ogni evento del nuovo calcio post-calciopolesco deve essere marchiato con il sigillo dell'onestà interista, anzi, siccome gli interisti più che onesti sono "onestoni" (cfr. Crazeology), con il sigillo dell'onestonità interistica, che possiamo sintetizzare nel neologismo "Onestonica".
E con l'opinione pubblica continuamente sotto pressione per farle dimenticare la tanto temuta (dagli onestoni) "sindrome nerazzurra", quella dell'incapacità/inettitudine cronica (degli onestoni) al successo, quel titolo, "Io Onesto"... bam!, è stata un'intuizione folgorante.... ecco scoperto l'arcano...

Le Tre Leggi per l'Onestonica:
Prima Legge: "Un arbitro (o guardalinee, o designatore, o giudice sportivo o magistrato-inquirente sportivo) non deve recar danno agli onesti, né deve permettere che, a causa del proprio mancato intervento, gli onesti possano ricevere un qualsiasi danno."
Seconda Legge: "Qualunque altro soggetto (del mondo calcistico italiano) è obbligato a compiacere la volontà degli onesti integrando in tal modo gli onestissimi effetti della Prima Legge."
Terza Legge: "Ognuno può fare esercizio di estrema onestà a proprio vantaggio, purché questa pratica non contrasti con la Prima e con la Seconda Legge."

Ahimè, il "buon dottore" (così veniva affettuosamente chiamato dai suoi lettori il grande Isaac Asimov) si starà certamente rivoltando nella sua tomba, ma è andata proprio così: gli architetti/creatori di questo nuovo calcio italico pulito e onesto, l'hanno certamente programmato con le tre Leggi per l'Onestonica...
... che più che un programma, sembra un virus.... un gran trojan!
(ma sta per arrivare il No-Oneston Antivirus...)

Alf24

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giovedì 5 novembre 2009

In difesa della Juventus

Negli ultimi giorni hanno tenuto banco due argomenti più o meno indirettamente collegati con l'Inter. Da un lato, con la recente approvazione dei bilanci delle società e con le dichiarazioni di Platini abbiamo parlato del cosiddetto fair play finanziario. Dall'altro, il processo Telecom con il dossieraggio illecito che coinvolge anche Vieri, in quanto spiato, e l'Inter in quanto presunto committente.
Tra gli articoli postati sul sito ed i commenti dei lettori non vorremmo che sfuggisse un fatto molto importante.

Non ci sta simpatica la squadra che si è appropriata di uno degli scudetti strappati alla Juventus.
Non ci sta simpatica la squadra il cui ex consigliere ha giudicato tre anni fa la Juventus, togliendole due scudetti e spedendola in serie B sulla base del sentimento popolare.
Non ci sta simpatica la squadra che gode dei favori di tutta la stampa, e di un occhio di riguardo negli arbitraggi.
Non ci sta simpatico il presidente che continua a professarsi onesto, nonostante le condanne patteggiate in passato da suoi dipendenti ed i reati caduti in prescrizione.
Non ci sta simpatico il presidente che non perde occasione per rivendicare altri scudetti che avrebbe perso solo per colpa della nostra "banda di truffatori".
Non ci sta simpatico il presidente che ha fatto pedinare e raccogliere informazioni su calciatori, e forse anche arbitri e dirigenti.
Non ci sta simpatico il tifoso interista medio, che "se la giuve vince è perché ruba".

Tuttavia...

Non ci interessa particolarmente vedere l'Inter in B, e Moratti in galera.

Quello che vorremmo è soltanto che tutti la smettessero di pontificare, e di sentirsi in diritto di insultare la Juventus, la sua storia ed i suoi uomini. Perché non tutti sanno perdere, e quando l'avversario ti sconfigge è umano prendersela a male, ed anche sospettare che abbia barato. Però certi pensieri una volta c'era la decenza di tenerli per sè, ed oggi invece sulla Juve più spari e più sei bello. Ed evidentemente c'è chi di livore negli anni ne aveva accumulato proprio tanto; tanto che ormai sulla Juventus si spara a prescindere, quando vince e quando perde, e pure quando non gioca. E non è questione di stile, è questione di meschinità.

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domenica 29 marzo 2009

Uno ju29ro a Roma

"Deluso per non essere stato tenuto dalla Juve? No: io no avevo dato nulla ai bianconeri ed era giusto che non mi aspettassi nulla".
Questo è Matteo Brighi, uno che adesso gioca nella Roma, ha fatto la Champions League, dove ha segnato anche 3 goal, ed è nel giro della Nazionale.
Uno onesto con se stesso.
Poi c'è quello riccioluto che ha girato mezza Italia di bassa classifica e quell'altro con l'orecchino che sta al Palermo. Loro evidentemente avevano dato tanto alla Juve. O, forse, si comportavano come tanti colleghi, come se tutto gli fosse dovuto.
Il tempo è galantuomo con chi se lo merita.
Noi ci augureremmo persino che Brighi tornasse alla Juve. Ma, se così non fosse, siamo sicuri che avrà una buona carriera lo stesso.
E', con tutta evidenza, una persona seria.

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