domenica 12 luglio 2009

Beretta alla riscossa

Lo confessiamo, ci siamo illusi. Abbiamo sperato, in questi mesi, che il silenzio del neo Presidente della nascente Lega A fosse dovuto a qualche operazione di marca neodemocristiana (nel senso più alto e nobile del termine), che avesse l'obiettivo di insabbiare la folle e inutile idea di separare la Lega Calcio in due diverse entità, una per la Serie A e una per la Serie B.
Ottimisti. Ci siamo sbagliati, la scissione sta andando avanti.
Infatti oggi Beretta ha consegnato al Presidente della Figc Abete la bozza di statuto (con tanto di firme di tutti i presidenti della Serie A) dell'entità che andrà a presiedere.
Il nostro pessimismo, sia chiaro, non è dovuto né a "razzismo" né a motivi di antipatia personale verso il "curato di campagnia" (Dagospia dixit), infatti basta che questi apra bocca e abbiamo chiare le rotte che il mondo del pallone ha deciso di navigare. Per esempio, dopo la consegna della bozza il manager ha così dichiarato alla stampa: "Si è concordato sulla necessità di un progetto di sviluppo del calcio di interesse generale che il Governo è disponibile a sostenere". Frase ambigua (come si conviene a un curato) incentrata su tre paroline: "progetto di interesse generale".
Ecco, come potrà essere un progetto legato al calcio (noto per gli enormi sprechi) di interesse generale, in un paese che nella migliore delle ipotesi viaggia verso un -5% di Pil, la disoccupazione verso il 10%, il debito pubblico verso il 120% e vista l'urgenza assoluta e improcrastinabile di levare decine di migliaia di suoi cittadini dall'inferno delle tende?
Siamo proprio curiosi di vederlo, questo progetto. Nel frattempo, con rammarico, constatiamo che quello che la stampa mainstream ha definito come "grande manager" (manco fosse Jobs o Marchionne) non ha, per il calcio, nulla di meglio da proporre che provare ad attaccarsi alla mammella aggrinzita e inaridita dello Stato.

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giovedì 30 aprile 2009

La farsa finale... forse

C'era da aspettarselo, i presidenti di A e quelli di B non hanno trovato l'accordo sulle modalità di voto per eleggere il presidente, e in sostanza sul nome di Beretta by Lobbycontinua.
Dunque dando prova di dialogo, di democrazia, di decoro e di rispetto Zamparini, degno "portavoce" del calcio che conta, annuncia: "Abbiamo fatto la nuova Lega di Serie A".
Insomma, la serie B è stata invitata ad alzarsi dal tavolo in cui si celebrerà il banchetto (sic) dei diritti TV, e costretta ad accomodarsi nella stanza della servitù dove si dovrà accontentare degli avanzi.
Ora sì, sarebbe bello sentire gli illustrissimi onorevoli Melandri e Lolli, che a cadavere della Juventus (quella vera!) ancora caldo ci avevano spiegato dell'utilità di una nuova legge che consentisse un'equa ripartizione dei diritti TV, tale da permettere ai piccoli di poter vincere, almeno ogni tanto.
Invece il risultato è un altro: i piccoli non solo non potranno vincere, ma neanche partecipare, questa è l'ennesima dimostrazione di ciò che è il Nuovo Calcio Pulito post Farsopoli.
Naturalmente i presidenti si accorgeranno presto di aver fatto un errore strategico, infatti se si fosse usato il senno si sarebbe capito che il calcio di provincia ha un bacino enorme di passione che andrebbe coltivato, e non inaridito, pena la perdita di milioni di appassionati. Ma non solo, il torneo cadetto andrebbe salvaguardato per farlo diventare la palestra dei tanti giovani promettenti provenienti dalle giovanili. Peccato, si è scelta un'altra strada: quella di impoverire la serie B per consentire alla serie A di acquistare campioni (sic) del calibro di Poulsen, Andrade e Recoba.
Questo è il nuovo calcio pulito promessoci dal professor Rossi e dagli onorevoli Melandri e Lolli.
Bell'affare, non c'è che dire!

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mercoledì 29 aprile 2009

L'avvento


In Lega sono i giorni dell'avvento. Peccato che, a leggere i giornali, nessuno sappia cosa dovrà avvenire.
Come sappiamo, i presidenti di serie A hanno candidato alla carica di presidente della Confindustria pallonara Maurizio Beretta by Lobbycontinua. Però non è detto che i presidenti della B siano pronti a convergere su questo nome. Quindi domani non è da escludere il marasma generale, con i presidenti della A che abbandonano l'aula.
Tale ipotesi secondo gli osservatori porterebbe alla nascita di una Lega A, nata dalla scissione dell'attuale Lega che comprende sia la serie A che la serie B. In tale caso secondo alcuni il traghettatore con il compito di gestire il caos, e quindi di limitare i danni, potrebbe essere il sempiterno Franco Carraro. Inutile ricordare che il Carraro, nonostante alcune telefonate alquanto discutibili all'epoca di Calciopoli, pare riuscito ad uscirne indenne... dimostrazione ennesima che Calciopoli aveva il fine di escludere qualcuno e non di fare pulizia.

Insomma siamo di fronte al caos più completo. Ma quali sono i motivi e gli interessi che hanno generato questa situazione?
Noi in più di una circostanza abbiamo espresso la nostra opinione: il nodo sta in quella legge Melandri che attribuisce alla Lega il potere di spartire equamente i proventi dei diritti TV. Nessun presidente delle società ultraindebitate, a nostro avviso, è disposto a fare sconti. Tutti hanno paura di essere in qualche modo fregati.
Altro fatto da noi previsto con largo anticipo è che il famoso miliardo proveniente dai diritti TV probabilmente non esiste, se non nei buoni propositi dei candidati. La cosa oggi la sussurra, quasi a metter le mani avanti, anche Antonello Capone della Gazzetta dello Sport. Se anche la Pravda Rosa, per dirla alla Christian Rocca, mette in dubbio "le magnifiche sorti e progressive" vuol dire che tutti, piano piano, si stanno rendendo conto che "il miliardo" sbandierato è poco più che una Chimera.

Ecco spiegato tutto il caos della Lega: scarsità di risorse e susseguenti problemi di ripartizione tra i club ultraindebitati.
Tutte le altre eventuali spiegazioni che i giornali proporranno, ricordatelo, non sono nient'altro che specchietti per le allodole.

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giovedì 16 aprile 2009

Lobbycontinua

In più di una circostanza abbiamo ripreso da Dagospia l'idea che esista una cosiddetta "lobbycontinua" romana molto interessata allo sport.
Oggi vogliamo provare a chiarire il concetto. Secondo Dagospia esiste un network di persone amiche di vecchia data che si aiutano tra loro per occupare posizioni di potere, anche nello sport. Della lobby farebbero parte, per esempio, uomini come Montezemolo, Luigi Abete (presidente BNL e guarda caso fratello del Presidente della Figc), Della Valle (presidente della Fiorentina) e Giovanni Malagò. Quest'ultimo si è appena candidato ad un ruolo dirigenziale al Coni, ed attualmente è impegnato come presidente del comitato organizzatore dei mondiali di nuoto a Roma.
Mondiali di nuoto che, a leggere la Repubblica di oggi, sono avviati ad essere il solito disastro fatto di opere incompiute e di sprechi di danaro pubblico.

Se consideriamo che si ventila l'arrivo del montezemoliano Beretta alla presidenza di quella Lega Calcio che dovrà spartirsi la torta (più o meno grossa) dei diritti televisivi del calcio, notiamo che questo gruppo di persone in effetti nello sport conta moltissimo e vorrebbe contare ancora di più. Sia chiaro, nulla di illegale, tutto legittimo e ci mancherebbe altro. Però se si guardano per esempio gli insuccessi di Montezemolo nell'organizzazione di Italia 90, l'organizzazione (al momento) deficitaria dei mondiali di nuoto da parte Malagò, e il periodo non brillante (eufemismo) che vive il calcio dall'avvento di Abete jr, non è difficile immaginare che il calcio e lo sport in generale rischiano un periodo di grande decadimento.
Ci vorrebbero idee nuove e persone nuove, possibilmente estranee a lobby e giochi di potere.

Infine, ritornando al calcio si nota che in Lega la Juventus Montelkaniana con la Fiorentina di Della Valle e con l'Inter di Moratti-Tronchetti appoggia l'idea di Beretta alla presidenza della Lega. Sarà un caso, ma tutti questi personaggi sono in qualche modo legati proprio a "lobbycontinua". Invece la vecchia Juve aveva un patto d'acciaio con quel Galliani che oggi contrasta proprio Beretta.

Certo che Farsopoli ne ha cambiato di cose. Per caso?

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mercoledì 15 aprile 2009

Re Travicello

La stampa riporta che John Elkann ha tenuto, oggi, a rapporto la truppa. Pare non sia contentissimo dell'andamento della Juventus, le ultime partite evidentemente hanno lasciato il segno.
Apprezziamo le intenzioni del rampollo di casa Agnelli, ma non basta arringare i giocatori. E' necessario innanzitutto fare autocritica, e possibilmente trarre una lezione dai propri errori.
E' evidente che gli errori sono prima dello "stato maggiore", e solo successivamente della truppa. Innanzitutto la squadra non è stata rinforzata, si fa quasi del tutto affidamento su quanto di buono ha lasciato la vituperata Triade. Ma non basta, la sconfitta di Genova è l'evidente dimostrazione che la società non conta nulla (si guardino gli errori arbitrali), e da quanto si vede questa situazione favorisce altri interessi.
Innanzitutto quelli dell'Inter, ma non solo, anche quelli del gruppo di potere che Dagospia definisce "lobbycontinua". Solo così si spiega l'alleanza contro natura in Lega tra l'Inter e la Juve in funzione anti Galliani.
John Elkann dimostri di tenere alla Juve, non solo con arringhe negli spogliatoi, ma evitando che augusti rappresentanti del Circolo Aniene di Roma possano dettare la linea politica della Juventus.
Se così farà, non saremo più autorizzati a chiamarlo Re Travicello. In caso contrario, le sue arringhe saranno solo parole al vento, visto che alla Juve sono altri a comandare veramente.

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