Beretta alla riscossa
Lo confessiamo, ci siamo illusi. Abbiamo sperato, in questi mesi, che il silenzio del neo Presidente della nascente Lega A fosse dovuto a qualche operazione di marca neodemocristiana (nel senso più alto e nobile del termine), che avesse l'obiettivo di insabbiare la folle e inutile idea di separare la Lega Calcio in due diverse entità, una per la Serie A e una per la Serie B.Il nostro pessimismo, sia chiaro, non è dovuto né a "razzismo" né a motivi di antipatia personale verso il "curato di campagnia" (Dagospia dixit), infatti basta che questi apra bocca e abbiamo chiare le rotte che il mondo del pallone ha deciso di navigare. Per esempio, dopo la consegna della bozza il manager ha così dichiarato alla stampa: "Si è concordato sulla necessità di un progetto di sviluppo del calcio di interesse generale che il Governo è disponibile a sostenere". Frase ambigua (come si conviene a un curato) incentrata su tre paroline: "progetto di interesse generale".
Ecco, come potrà essere un progetto legato al calcio (noto per gli enormi sprechi) di interesse generale, in un paese che nella migliore delle ipotesi viaggia verso un -5% di Pil, la disoccupazione verso il 10%, il debito pubblico verso il 120% e vista l'urgenza assoluta e improcrastinabile di levare decine di migliaia di suoi cittadini dall'inferno delle tende?
Siamo proprio curiosi di vederlo, questo progetto. Nel frattempo, con rammarico, constatiamo che quello che la stampa mainstream ha definito come "grande manager" (manco fosse Jobs o Marchionne) non ha, per il calcio, nulla di meglio da proporre che provare ad attaccarsi alla mammella aggrinzita e inaridita dello Stato.
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