sabato 26 dicembre 2009

Operazione Simpatia



Jean Claude Blanc a Le Monde, 23/12/2009:

"Pour nous, la serie B a été une extraordinaire aventure. Cette aventure victorieuse nous a rendus en une saison le capital de sympathie que nous avions perdu. Nous en sommes ressortis avec plus d'humanité."

"Per noi la serie B è stata un’avventura straordinaria. Quest’avventura vittoriosa ci ha restituito in una stagione il capitale di simpatia che avevamo perso. Siamo resuscitati più umani".

Etichette: , , , , , ,

giovedì 17 dicembre 2009

L'astio di Cobolli


Evidenziamo una perla tratta dall'intervista rilasciata da Giovanni Cobolli Gigli a Fabio Ravezzani (minuto 1.54):
Si era scatenato nei confronti della Juventus (...) un astio che probabilmente covava nel cuore e nell'animo di tutte le persone che non erano state juventine.
Siamo stati anche in parte salvati dal fatto che la Nazionale ha vinto i Mondiali (...) perché sennò veramente l'astio nei confronti della Juventus era veramente molto forte.

Etichette: , , , ,

venerdì 6 novembre 2009

Le forche di Guido Rossi

Guido Rossi oggi sdottoreggia sul Corriere della Sera. Al centro dei pensieri del Professore vi è, manco a dirlo, la crisi finanziaria.
Naturalmente non tutto ciò che dice è sbagliato. Anzi, molte delle sue idee sono condivisibili.
Per esempio, ritiene che sia stato un suicidio quello di abrogare la Glass Steagall Act, legge che separava nettamente le banche d'investimento dalle banche commerciali.
Sono soprattutto d'accordo con lui quando punta il dito contro grande equivoco, ovvero la confusione tra democrazia e il cosiddetto libero mercato. Bravo professore, lei non manca di sagacia!

Rimango un po' stupito, invece, quando spiega che nessuno, tranne Richard Posner, si è accorto della follia dell'attuale sistema capitalistico. Rimanendo nell'ortodossia, posso consigliare al Chiarissimo autori quali Sylos Labini o Susan Strange, o anche il premio Nobel George Akerlof.
Comunque pazienza se il professor Rossi non è molto aggiornato, ciò che conta è l'impegno.

L'avvocato filosofo è invece imbattibile, noi lo sappiamo benissimo, in teoria e pratica dell'innalzamento di patiboli su pubblica piazza.
Ecco cosa dice a proposito dell'argomento: "Quando arriva Roosevelt nel 1933, di gente in galera ne era fini­ta parecchia. Qui si rischia che a paga­re sia solo Madoff. Lo stesso che peral­tro ha costretto la Sec a confessare di aver seguito con assoluta incompeten­za il caso e ad ammettere di non esse­re stata in grado di intercettare il ma­­laffare".
Come vedete, più forche per tutti.
Non importa se i banchieri americani non hanno trasgredito alla Glass Steagall Act, precedentemente abolita. Alla forca!
Non importa se le agenzie di rating non hanno trasgredito a nessuna legge sul conflitto di interessi, visto che la materia non è sostanzialmente regolata. Alla forca!

Ciò che conta per il professore, legge o non legge, è dare una dura lezione. Giustamente, mica possono pagare solo coloro che come Madoff hanno trasgredito la legge. Deve pagare anche chi ha tenuto comportamenti sbagliati, sebbene non sanzionati dalla legge.
Visto il disastro, presumibilmente, Guido Rossi ritiene sia giusto fare un eccezione allo stato di diritto. Un perfetto discepolo di Carl Schmitt.

Ma per comprendere pienamente il personaggio, a fine intervista ecco la perla: "Anche se mi preme dire che sulle autorità interna­zionali sono ben lontano dalle tesi di Benedetto XVI che mi pare riprenda invece le convinzioni del giurista tede­sco Carl Schmitt e quindi di un Impe­ro cristiano dei re Germanici".
Insomma, lui che poche righe prima chiede più forche e manette per tutti, in eccezione allo stato di diritto, accusa Sua Santità di essere un allievo di Carl Schmitt!

Verrebbe da pensare che l'Argonauta Guido Rossi abbia rielaborato un idea di Leo Strauss: dalla scrittura reticente all'intervista reticente.

Drago di Cheb

Etichette: , , ,

domenica 23 agosto 2009

Sicurezza

Solita intervista prepartita del Mecenate meneghino. Naturalmente gli chiedono chi abbia ragione tra Mourinho e Lippi. Scontata la risposta del Nostro stimatissimo: "Non è che ha dato fastidio, però era un po’ secco, un po’ troppo sicuro".
Naturalmente non ha dato fastidio, figuriamoci, signori si nasce. Però allo stesso tempo si dà ragione a Mourinho perché Lippi ha espresso il suo innocuo giudizio con troppa sicurezza. Sicurezza che non si sa bene come venga misurata dal lider maximo interista. Forse con la misura dei decibel del tono della voce? Altro che processo alle intenzioni: siamo ormai al processo alle intonazioni.

Pronti via, inizia la partita. E qui l'Inter ritrova le sue di sicurezze: Materazzi graziato di una espulsione sacrosanta (sempre che non si indossi casacca nerassura marchiata Pirelli). Poi, solito rigore di circostanza.
Ognuno ha le sue sicurezze. L'Inter sembra aver ritrovato le sue.

Etichette: , , , , , ,

domenica 16 agosto 2009

Gresko santo subito

Da segnalare, in settimana, una strepitosa intervista della Gazzetta (come dubitarne) ad uno dei massimi idoli della tifoseria juventina: Vratislav Gresko.
Il mitico interista del 5 Maggio spiega che si sente ancora in gran forma, e che addirittura ha ricevuto un'offerta dall'Italia. Della cosa non siamo per nulla stupiti, è logico che un calcio in assoluto decadimento sia dal punto di vista tecnico che finanziario punti solo su mediocrissimi giocatori dalla carriera non certo brillante.

Immancabile il riferimento a Calciopoli, la Gazzetta non poteva certo perdere l'occasione. Ecco qui cosa dice lo slovacco: "Sì, lo ricordo con tanta amarezza, perdemmo tutto in una partita, venimmo criticati, io più degli altri, ma voglio ricordare che 4 anni più tardi si capì perché l'Inter non vinse quel campionato, lo scandalo del 2006 ha fatto luce su molte cose...". Ogni commento appare superfluo, almeno per chi ricorda il livello di broccaggine del soggetto. Spiace però che giovani appassionati di calcio possano anche lontanamente sospettare che Gresko fosse un fuoriclasse al quale la mefistofelica Juventus abbia tarpato le ali (ma se fosse stato così, perché negli anni successivi a quelli interisti se n'è persa ogni traccia?).

Per fortuna esistono le videoteche, che testimoniano meglio di qualunque parola il livello dei numerosi bidoni che vestirono in quegli anni la maglia interista. Purtroppo gli unici che non se ne accorgono (o fanno finta) sono i giornalisti della Gazzetta: aspettiamoci a breve analoga intervista a Pistone, Centofanti e Vampeta.
Invece, per provare a convincere le masse che Recoba (pupillo di quel grande intenditore di calcio che è Moratti) era più forte di Zidane, alla Gazzetta dovranno aspettare un'invasione degli alieni. Nella speranza che questi ultimi, al loro passaggio, decidano di distruggere tutti gli archivi audiovisivi del mondo.

Etichette: , , , , , , ,

lunedì 21 aprile 2008

Moggi: Morti Gianni e Umberto ci hanno lasciati soli

Stralcio dell'intervista rilasciata da Luciano Moggi a Klaus Davi che potete trovare su Youtube.

KlausCondicio: arriva Moggi



KlausCondicio: Moggi, santo o peccatore?



Moggi: Morti Gianni e Umberto ci hanno lasciati soli

"Ero arrogante, ma essere arroganti non è mica un reato... cercavo di difendere un'azienda che in pratica non aveva un padre". Così si è difeso Luciano Moggi, intervistato da Klaus Davi per "KlausCondicio", il primo contenitore di approfondimento in Rete, in onda su YouTube. "Morti Umberto e Gianni Agnelli, la Juventus era senza padre e senza madre, non avevamo i fondi perché gli azionisti non mettevano i soldi, non avevamo televisioni e quindi eravamo al di sotto rispetto agli altri, perché la Rai era con i tifosi romani e laziali, per non parlare di Mediaset e Sky... dovevamo arrangiarci, fare la parte di quelli forti e forti non eravamo".

L'ex direttore generale della Juventus è poi tornato sulla propria storia personale: "Nel calcio io non ho mai avuto un padrino. Ho conosciuto Allodi e questa conoscenza mi ha portato a imparare cose importanti che poi mi sono servite per arrivare in determinati luoghi. Però non ho mai avuto un angelo custode, e neppure me lo sono cercato. Diciamo che ero un naif che cresceva...Quando sono arrivato a una certa altezza, hanno cominciato a spararmi da tutte le parti, perché evidentemente avevano paura. Io di questo non me ne sono reso conto. Avevano paura che crescessi ancora e, nonostante tutto, sono cresciuto probabilmente a dismisura". Luciano Moggi smentisce il luogo comune che i calciatori siano ignoranti. "Il livello intellettuale dei calciatori e' molto aumentato, non e' piu' quello di prima. Del Piero è molto colto; Ibrahimovic, Vieira, Nedved e molti altri sono divoratori di libri.Però - ha aggiunto l'ex direttore generale della Juventus - hanno un difetto: vogliono un sacco di soldi, e vogliono essere anche padroni della società, e questo non è possibile. Se non gli dai quello che vogliono, e certe volte non glielo puoi dare, se capita l'occasione, ti sparano addosso.Vogliono comandare, ma i giocatori devono essere dipendenti". A questo proposito, Moggi prende lo spunto per tirare l'ennesima frecciata diretta a Palazzo Durini: "Nella gestione di questo aspetto psicologico, l'Inter sarebbe ultima in classifica".

IL MOGGI POLITICO: "IO OPERAIO, FIGLIO DI OPERAI VITTIMA DEL CENTROSINISTRA"
Moggi parla a ruota libera di politica: ''Io operaio, figlio di operai, credo di essere stato una vittima del centrosinistra. Su questo non c'è dubbio. Sono felice che li abbiano spazzati via. Ma non faccio di tutta l'erba un fascio. Stimo Veltroni, per esempio. E Romano Prodi, secondo me, è stato una vittima. E' sicuramente una persona intelligente, ma è stato mandato avanti a bruciarsi dai poteri forti della sinistra. Era successo già un'altra volta, e adesso si è ripetuto in maniera catastrofica. Si è spenta intorno a Prodi quella luce che qualcuno voleva si spegnesse''. Netta la presa di posizione dell'ex Dg della Juve: ''Personalmente non ho mai considerato il governo di Prodi un governo che potesse dare all'Italia quel benessere che l'Italia deve avere. Non so se sia facile darlo. Sara' difficile anche per Berlusconi. Però mi sembra che Berlusconi abbia altre aperture, mi sembra che abbia una certa simpatia che attira le persone, e quando uno è simpatico è anche fortunato. Mentre le persone tetre sono sempre sfigate''. Ovvia la dichiarazione di voto di Moggi: ''Non ritengo che sia una colpa parteggiare per Berlusconi. Io dico tranquillamente che ho votato per lui e ne sono felice. Berlusconi voleva che io andassi a fare il dirigente del Milan. La notizia, anche se vaga, è trapelata così improvvisamente nel mondo del calcio che può darsi abbia creato del malumore in certe persone'', ha concluso.

Etichette: , , , , ,