Stralcio dell'intervista rilasciata da Luciano Moggi a Klaus Davi che potete trovare su Youtube.
"Ero arrogante, ma essere arroganti non è mica un reato... cercavo di difendere un'azienda che in pratica non aveva un padre". Così si è difeso Luciano Moggi, intervistato da Klaus Davi per "KlausCondicio", il primo contenitore di approfondimento in Rete, in onda su YouTube.
"Morti Umberto e Gianni Agnelli, la Juventus era senza padre e senza madre, non avevamo i fondi perché gli azionisti non mettevano i soldi, non avevamo televisioni e quindi eravamo al di sotto rispetto agli altri, perché la Rai era con i tifosi romani e laziali, per non parlare di Mediaset e Sky... dovevamo arrangiarci, fare la parte di quelli forti e forti non eravamo".L'ex direttore generale della Juventus è poi tornato sulla propria storia personale: "Nel calcio io non ho mai avuto un padrino. Ho conosciuto Allodi e questa conoscenza mi ha portato a imparare cose importanti che poi mi sono servite per arrivare in determinati luoghi. Però non ho mai avuto un angelo custode, e neppure me lo sono cercato. Diciamo che ero un naif che cresceva...Quando sono arrivato a una certa altezza, hanno cominciato a spararmi da tutte le parti, perché evidentemente avevano paura. Io di questo non me ne sono reso conto. Avevano paura che crescessi ancora e, nonostante tutto, sono cresciuto probabilmente a dismisura". Luciano Moggi smentisce il luogo comune che i calciatori siano ignoranti. "Il livello intellettuale dei calciatori e' molto aumentato, non e' piu' quello di prima. Del Piero è molto colto; Ibrahimovic, Vieira, Nedved e molti altri sono divoratori di libri.Però - ha aggiunto l'ex direttore generale della Juventus - hanno un difetto: vogliono un sacco di soldi, e vogliono essere anche padroni della società, e questo non è possibile. Se non gli dai quello che vogliono, e certe volte non glielo puoi dare, se capita l'occasione, ti sparano addosso.
Vogliono comandare, ma i giocatori devono essere dipendenti". A questo proposito, Moggi prende lo spunto per tirare l'ennesima frecciata diretta a Palazzo Durini: "Nella gestione di questo aspetto psicologico, l'Inter sarebbe ultima in classifica".
IL MOGGI POLITICO: "IO OPERAIO, FIGLIO DI OPERAI VITTIMA DEL CENTROSINISTRA" Moggi parla a ruota libera di politica:
''Io operaio, figlio di operai, credo di essere stato una vittima del centrosinistra. Su questo non c'è dubbio. Sono felice che li abbiano spazzati via. Ma non faccio di tutta l'erba un fascio. Stimo Veltroni, per esempio. E Romano Prodi, secondo me, è stato una vittima. E' sicuramente una persona intelligente, ma è stato mandato avanti a bruciarsi dai poteri forti della sinistra. Era successo già un'altra volta, e adesso si è ripetuto in maniera catastrofica. Si è spenta intorno a Prodi quella luce che qualcuno voleva si spegnesse''. Netta la presa di posizione dell'ex Dg della Juve: ''Personalmente non ho mai considerato il governo di Prodi un governo che potesse dare all'Italia quel benessere che l'Italia deve avere. Non so se sia facile darlo. Sara' difficile anche per Berlusconi. Però mi sembra che Berlusconi abbia altre aperture, mi sembra che abbia una certa simpatia che attira le persone, e quando uno è simpatico è anche fortunato. Mentre le persone tetre sono sempre sfigate''. Ovvia la dichiarazione di voto di Moggi: ''Non ritengo che sia una colpa parteggiare per Berlusconi. Io dico tranquillamente che ho votato per lui e ne sono felice. Berlusconi voleva che io andassi a fare il dirigente del Milan. La notizia, anche se vaga, è trapelata così improvvisamente nel mondo del calcio che può darsi abbia creato del malumore in certe persone'', ha concluso.