mercoledì 24 febbraio 2010

Chi Sara(s) il colpevole?

Ritorniamo ancora sulla faccenda della quotazione della Saras in Borsa. Qualche giorno fa sono stati sentiti i fratelli Moratti, come persone informate sui fatti. Ora entra in campo Guido Rossi, una garanzia.
Il Professore patrocina la causa dei banchieri di JP Morgan, e assicura sulla loro dirittura morale. Non sono responsabili né di aggiottaggio né di falso in prospetto, perché il famoso prospetto informativo non lo avrebbero firmato loro.
Benone, dunque, i Moratti che hanno incassato i soldi non sono colpevoli perché loro non sapevano nulla, sapevano solo i banchieri. Ora, secondo Guido Rossi, non sono colpevoli manco i banchieri, nonostante ci siano anche alcune mail che confermerebbero le loro forti responsabilità (curiosa quella che dice che il prezzo deve "avere davanti un sei", anche perché qualcuno deve ripianare i debiti accumulati a causa di una squadra di calcio).
Ora, sarebbe curioso capire chi siano i colpevoli in questo giallo a sfondo finanziario, vista l'onestà acclarata dei fratelli Moratti e quella supposta dei banchieri.
Ci piacerebbe conoscere il parere in materia dell'illustrissimo ed autorevolissimo Professore. Chissà che l'assassino, anche in questo caso, non sia un ex ferroviere di Monticiano, o in alternativa le migliaia di risparmiatori che, in fondo, se si sono fatti truffare la colpa è loro che non sono attenti.

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mercoledì 3 febbraio 2010

Azionariato popolare a Roma?


E' di oggi un articolo del Sole 24 Ore che illustra (in modo un po' confusionario, a dire il vero) un presunto progetto di azionariato popolare per la AS Roma in forte crisi finanziaria.
Pare che degli studi professionali stiano selezionando 83 (come gli anni della società) tifosi Vip disposti ad entrare nella compagine azionaria. Questi azionisti, non si sa bene come, sarebbero una specie di testa di ponte in attesa delle sottoscrizioni dei tifosi. Quegli stessi tifosi che, fino a qualche mese fa, invitavano rumorosamente, con massiccio (e non sanzionato) utilizzo di bombe carta, la Sensi ad andarsene e adesso dovrebbero mettere dei soldi per consentirle di pagare i debiti e prendersi lo "stipendio" di più di un milione all'anno.
Non pare chiarissimo come la cosa si coniughi con gli interessi della famiglia Sensi, con quelli del creditore Unicredit e con le ambizioni dell'imprenditore Angelini, che vorrebbe rilevare la società.
La famiglia Sensi darà mai il proprio nulla osta ad un eventuale aumento di capitale per far entrare gli ingombranti 83 tifosi Vip?
Oppure questi devono acquistare le azioni sul mercato e fare successivamente pressione sui Sensi per arrivare a quell'aumento di capitale che, sottoscritto dai tifosi, trasformerebbe la Roma in una public company? Insomma, grazie al loro potere porrebbero in essere l'eterna regola italiana per la quale "le azioni si pesano e non si contano"?
Ci auguriamo che non sia così.
Anche perché tra i tifosi Vip in questione l'occhio ci è caduto su un tifoso veramente particolare. Non un industriale, un cantante o un ricchissimo ex dirigente aziendale in pensione, ma un politico.
Ma mica un peone del Parlamento. Si tratta di un nome eccellentissimo. Ex Presidente del Consiglio, ed ex Ministro degli Esteri, nonché leader maximo di uno dei partiti numericamente più importanti in Parlamento. Sì, proprio quel Massimo D'Alema eccellentissimo Ministro del Governo in carica all'epoca di Farsopoli. Governo che, ricorderete, scelse come Commissario della Figc quel Guido Rossi in palese conflitto d'interesse visti i suoi trascorsi interisti.
Caro D'Alema, usi il potere conferitole dal popolo che l'ha votata per cercare di risolvere i problemi degli italiani. Non si occupi di calcio, e non prenda le parti di una squadra, magari a discapito di altri.
E' molto meglio, si fidi.

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giovedì 14 gennaio 2010

Come se la Juve fosse granata

Qualche volta mi è capitato di guardare dei programmi televisivi granata.
O meglio, mi è capitato di notare determinati programmi facendo zapping.
Il fatto è che, se riconosci un amico in televisione, ti viene spontaneo soffermarti un attimo su una rete, anche se del programma non te ne frega niente.
Ed è andata proprio così nel mio caso.
“Hey! Guarda chi c’è!”
Dopo dieci minuti di commenti e di lagnanze varie dei tifosi e degli opinionisti presenti in studio, prima di cambiare canale, ho avuto un attimo di disagio.
Quel senso di disagio che si ha quando ti accorgi di qualcosa che non avresti mai potuto nemmeno ipotizzare…
Le lamentele erano molto orientate verso un soggetto specifico: la proprietà.
E, nel giro di pochi secondi, dopo aver notato questo specifico aspetto, il mio cervello ha cominciato a lavorare per i fatti suoi.
E logicamente l’associazione di idee tra Juve e Toro mi è sembrata logica e graffiante.
Una spontanea, strana, spiazzante, acida, deprimente e umiliante sensazione che, oltre a graffiarmi, si è permessa il lusso di bere il sangue amaro uscito dalla ferita.
Brrrrrrr. Roba da matti.
Con tutto il rispetto per il Torino calcio, s’intende.
Spiazzato come un demente, davo pienamente ragione a tutti coloro (tifosi e opinionisti) che si lamentavano e apprezzavo la verve educatamente polemica del conduttore.
Brrrrrrr. Roba da pazzi.
Un Torino che è stato acquistato da Urbano Cairo, che poteva dare una solidità economica e, forse, poteva anche dare qualche soddisfazione ai granata.
Piccola soddisfazione, ovvio, stiamo pur sempre parlando del Toro mica…
La solidità economica bene o male è arrivata, ma di risultati decenti in questi anni neanche l’ombra.
In più si sono beccati anche la retrocessione senza l’aiuto di Guido Rossi, Giovanni Cobolli e l’avvocato Zaccone.
Dunque, esattamente come per la Juventus, la proprietà non è all’altezza di porre rimedio ai disastri messi in cantiere.
La differenza tra le due situazioni è che Cairo ci mette la faccia, ci prova, infatti è il presidente, John Elkann invece no.
O meglio, non lo fa nel modo giusto, e inoltre è spesso silente.
Leggo dal sito del Toro:

Presidente: Urbano Cairo
Vice Presidente: Giuseppe Cairo
Consiglieri: Maria Castelli Cairo, Ugo Carenini, ecc

Non sono a conoscenza delle eventuali parentele, e non mi interessa; però noto che il cognome Cairo nel Torino calcio è ben presente.
La faccia, decisionalmente parlando, il proprietario la mette eccome.
John forse anche, ma da distante.
Come diceva sempre la mia professoressa d’italiano ai colloqui coi genitori ai tempi della scuola, “Si deve applicare di più, perché è molto discontinuo”.
Ed è così per il presidente di Exor…
Quando c’è da fare la rimpatriata a Villar Perosa, oppure a Pinzolo, a firmare autografi, con la maglia della Juve col suo cognome piazzato sulla schiena, lui, John, c’è; se le cose invece vanno male e, dunque, sarebbe necessario far sentire la propria presenza (decisionale e non solo chiacchierifica), lui non c’è.
Ma dove è finito “Mr. Ripartiremo dal basso?”
Qualcuno lo ha visto da qualche parte?
O forse si è confuso ed è andato ad assistere alle partite e agli allenamenti della Juve Stabia?
Oppure la colpa è sempre e solo di Ferrara, o al massimo, ma proprio al massimo, ma proprio al massimo del massimo, di Blanc?
La nave viaggia senza una rotta, non si sa bene chi fa che cosa, regna la confusione, regna anche un po’ l’autogestione, e l’ingegnere non dice nulla?
No dai, non voglio pensare che uno come Cairo forse è molto meglio di Johnnino nostro.
No, non può essere.
Brrrrrrr. Roba da sfigati.
L’incubo continua.

Crazeology

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venerdì 13 novembre 2009

Ridateci Gentile!

Ancora oggi le scorie radioattive di Farsopoli fanno sentire il loro effetto sull'atmosfera già irrespirabile del calcio italiano.
Ci riferiamo in questo momento all'ennesima sconfitta della Under 21. Squadra che, fino all'arrivo di Casiraghi, era il vero fiore all'occhiello delle nazionali della Figc.
Le vittorie non si contavano, i giocatori transitati nella Nazionale A erano innumerevoli.
Ecco, per interrompere quanto di buono costruito nei decenni da Vicini, Maldini e Gentile è bastato imporre Pierluigi Casiraghi.
Scelta questa di cui è responsabile Demetrio Albertini, con l'avallo del commissario Guido Rossi.

Ora, inutile stare a discutere. Visto che nessuno ha mai spiegato quale fu il motivo che spinse a sostituire il vincente e preparatissimo Claudio Gentile con un allenatore privo di esperienza e forse di capacità come Casiraghi, si ponga fine a questo supplizio mandando a casa quest'ultimo. E magari riportando in panca il suo predecessore.

Ci domandiamo infine come mai questa Nazionale si sia ridotta a ricettacolo di presunti fenomeni come il quindicenne dell'Inter convocato qualche mese fa, non si sa bene per quali meriti.
Per carità di patria poi, preferiamo glissare sulle prestazioni di quelli che qualcuno vestito di rosanerazzurro vuole far passar per fenomeni di livello mondiale. Una pernacchia ha seppellito tutti.
Ora si levino di torno e facciano ritornare chi di calcio capisce.

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venerdì 6 novembre 2009

Le forche di Guido Rossi

Guido Rossi oggi sdottoreggia sul Corriere della Sera. Al centro dei pensieri del Professore vi è, manco a dirlo, la crisi finanziaria.
Naturalmente non tutto ciò che dice è sbagliato. Anzi, molte delle sue idee sono condivisibili.
Per esempio, ritiene che sia stato un suicidio quello di abrogare la Glass Steagall Act, legge che separava nettamente le banche d'investimento dalle banche commerciali.
Sono soprattutto d'accordo con lui quando punta il dito contro grande equivoco, ovvero la confusione tra democrazia e il cosiddetto libero mercato. Bravo professore, lei non manca di sagacia!

Rimango un po' stupito, invece, quando spiega che nessuno, tranne Richard Posner, si è accorto della follia dell'attuale sistema capitalistico. Rimanendo nell'ortodossia, posso consigliare al Chiarissimo autori quali Sylos Labini o Susan Strange, o anche il premio Nobel George Akerlof.
Comunque pazienza se il professor Rossi non è molto aggiornato, ciò che conta è l'impegno.

L'avvocato filosofo è invece imbattibile, noi lo sappiamo benissimo, in teoria e pratica dell'innalzamento di patiboli su pubblica piazza.
Ecco cosa dice a proposito dell'argomento: "Quando arriva Roosevelt nel 1933, di gente in galera ne era fini­ta parecchia. Qui si rischia che a paga­re sia solo Madoff. Lo stesso che peral­tro ha costretto la Sec a confessare di aver seguito con assoluta incompeten­za il caso e ad ammettere di non esse­re stata in grado di intercettare il ma­­laffare".
Come vedete, più forche per tutti.
Non importa se i banchieri americani non hanno trasgredito alla Glass Steagall Act, precedentemente abolita. Alla forca!
Non importa se le agenzie di rating non hanno trasgredito a nessuna legge sul conflitto di interessi, visto che la materia non è sostanzialmente regolata. Alla forca!

Ciò che conta per il professore, legge o non legge, è dare una dura lezione. Giustamente, mica possono pagare solo coloro che come Madoff hanno trasgredito la legge. Deve pagare anche chi ha tenuto comportamenti sbagliati, sebbene non sanzionati dalla legge.
Visto il disastro, presumibilmente, Guido Rossi ritiene sia giusto fare un eccezione allo stato di diritto. Un perfetto discepolo di Carl Schmitt.

Ma per comprendere pienamente il personaggio, a fine intervista ecco la perla: "Anche se mi preme dire che sulle autorità interna­zionali sono ben lontano dalle tesi di Benedetto XVI che mi pare riprenda invece le convinzioni del giurista tede­sco Carl Schmitt e quindi di un Impe­ro cristiano dei re Germanici".
Insomma, lui che poche righe prima chiede più forche e manette per tutti, in eccezione allo stato di diritto, accusa Sua Santità di essere un allievo di Carl Schmitt!

Verrebbe da pensare che l'Argonauta Guido Rossi abbia rielaborato un idea di Leo Strauss: dalla scrittura reticente all'intervista reticente.

Drago di Cheb

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venerdì 9 ottobre 2009

Era solo dossieraggio?


26 settembre 2006, Marco Tronchetti Provera, presidente uscente Telecom Italia, afferma:
"Telecom Italia non fa intercettazioni: in 344 pagine dell'ordinanza non esiste una riga che parli di intercettazioni; Telecom Italia collega le procure attraverso le linee, i tavoli sono gestiti dalle procure". L'indagine sulle intercettazioni illegali, chiarisce ancora Tronchetti, non ha per oggetto Telecom.
Si noti che Tronchetti in questa intervista del 2006 non ha "chiarito" proprio nulla, visto che la Telecom è attualmente sul banco degli imputati. Non da sola, ma con la Pirelli a fargli compagnia (nota del Team).

2 ottobre 2006, Guido Rossi, nuovo presidente di Telecom Italia, sentenzia: "Le intercettazioni non c'entrano con Telecom Italia perché Telecom non può intercettare, legalmente o illegalmente".

9 ottobre 2009, a chi si riferirà Bergamo nel video che riportiamo sopra?

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mercoledì 23 settembre 2009

I tribunali che piacciono a Travaglio

A Marco Travaglio piaccioni i tribunali un po' così.
Perché se uno è colpevole, è colpevole. C'è poco da fare.
Lo si sa fin dal principio. A prescindere.
E allora non bisogna perdere tempo.
Bisogna condannare il colpevole a prescindere, senza tanti indugi.
Perché il popolo sovrano, abilmente indottrinato, è in trepidante attesa in Piazzale Loreto.
A Marco Travaglio piacciono i tribunali che non vanno tanto per il sottile.
Perché il tribunale deve semplicemente tradurre in termini (più o meno) giuridici una sentenza già stabilita ex ante.
I tribunali sportivi (si fa per dire) che hanno giudicato i colpevoli a prescindere di Farsopoli sono un ottimo esempio.
Condanne anticipate con largo anticipo sui giornali e dal Commissario Straordinario Guido Rossi.
Giudici scelti ad hoc dal Commissario Straordinario Guido Rossi.
Gradi di giudizio rivoluzionati e tagliati (sempre ad opera del Commissario Straordinario Guido Rossi).
Tempi rapidi. Pochi fronzoli. Difese messe all'angolo.
Ecco un esempio di giustizia rapida ed efficiente, secondo i canoni di Marco Travaglio e dei suoi laudatori.
Volete un altro esempio?
Il tribunale (si fa sempre molto per dire) che ha appena radiato Flavio Briatore, salvando la Renault e Nelsinho Piquet.
Non è neanche un tribunale, in realtà. E' il Consiglio mondiale della federazione che si riunisce sotto forma di collegio giudicante e condanna.
Che meraviglia, vero Marco Travaglio?
Alla larga da certi tribunali.
E da Marco Travaglio.

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mercoledì 16 settembre 2009

Onestà di cartone

E' tutto vero!
Una ragazza americana ha fatto un bel viaggio nel suo immenso paese accompagnata dalla sagoma, in cartone, del suo fidanzato, sergente dell'esercito in missione in Iraq.
Naturalmente, l'intraprendente fidanzata non ha dimenticato di scattare romantiche foto ricordo, aventi sullo sfondo panorami mozzafiato delle città e dei luoghi visitati.

La cosa vi fa sorridere? E' qui che vi sbagliate: questa ragazza è consapevole di essere in compagnia di una sagoma cartonata del fidanzato. E per giunta aveva, come forte motivazione, quella di strappare un sorriso al suo uomo che svolge un lavoro difficile e pericoloso. Che spirito di iniziativa! Che donna!

Il problema nasce, invece, quando qualcuno porta con sè qualcosa di cartonato, che nella realtà non è mai esistito, e si convince che sia vero.
Inutile ricordare, per esempio, che qualcuno si è appuntato sul petto uno scudetto cartonato e si è anche autoconvinto fosse originale. Senza contare il fatto che il simulacro (cartonato) è stato glorificato come "simbolo di onestà e giustizia".
Già, parlavano di giustizia, con una sentenza ancora fresca di inchiostro che condannava in via definitiva un loro dirigente per la falsificazione del passaporto di un atleta.

Tra i tanti (e inutili) consulenti pagati da Lega e Federazione, speriamo che a qualcuno venga in mente di assumere questa fantastica ragazza americana per un seminario.
Magari è la volta buona che gli interisti capiscono la differenza tra finzione e realtà!

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martedì 8 settembre 2009

Zacconare

Oggi è l'otto Settembre. Data funesta nella storia italiana. Sono d'accordo tutti, storici, politici, filosofi e chi più ne ha più ne metta. Nel 1943 il Maresciallo Badoglio annunciò l'armistizio, il gran ribaltone: passammo armi (poche) e bagagli (tanti, quelli di lor signori) dalla parte del nemico. Quello che fino al giorno prima era il nemico, precisiamo.
Ovviamente Badoglio e il suo codazzo non ritennero opportuno avvisare preventivamente il nostro esercito che fu preso, tragicamente, tra due fuochi. Una vergogna (la loro) nazionale.

Addirittura gli Inglesi, come forma di massimo disprezzo, coniarono un neologismo che stava ad indicare l'atto del tradimento: to badogliate (vocabolario Webster).

Anche la Juve ha vissuto tre anni fa il suo terribile otto Settembre, quando fu ritirato il ricorso al Tar contro le sentenze pazzesche dei processi sportivi di Farsopoli. Ora, grosso modo, sappiamo anche il perché: infatti non ci stupiamo per nulla nel vedere a braccetto John Elkann e Marco Tronchetti Provera, Guido Rossi che difende la memoria dell'Avvocato e Cobolli in lieta compagnia di Moratti.
Va notato che nessuno, su questa triste storia, ha coniato neologismi, né in inglese né in italiano, forse perché c'è l'imbarazzo della scelta.
Si potrebbe usare un bel "Zacconare" per indicare un avvocato che accusa anziché difendere, un "Cobollare" per indicare uno che si arrende di fronte al nemico, oppure un bel "Elkanare" per indicare... beh... lasciamo l'interpretazione del verbo alla vostra fantasia.

L'unica cosa che ci piace aggiungere è che noi non abbiamo nessuna voglia di dimenticare. "Siamo vicini (solo) alla squadra e al suo allenatore".

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sabato 5 settembre 2009

Parla il Maestro

Signori, tutti in piedi. Parla il Maestro.

Ecco cosa dice sir Alex Ferguson sul nostro Ciro Ferrara: "Per me non è una scoperta. E neppure una novità. Conosco Ciro per averlo incontrato tante volte da avversario e vi posso garantire che è uno tosto. Farà bene, molto bene. Per due motivi: il primo è che un campione come lui sa come prendere i giocatori. Il secondo è che guida una grande squadra come la Juve che lui conosce benissimo. Non ci sono segreti, può percepire anche le più piccole sfumature. In questo meeting ha ascoltato molto e le poche volte che ha parlato ha dimostrato di avere le idee chiare. Mi è piaciuto, mi piace, prevedo per lui un futuro ricco di soddisfazioni".

Non è la prima volta che il tecnico scozzese è prodigo di complimenti verso la Juventus: già in passato ha dichiarato di essersi ispirato alla Juventus di Marcello Lippi, con la quale il suo Manchester ebbe epici scontri in Europa.
Per fortuna esistono ancora persone che capiscono di calcio: qui in Italia, cosa del resto tipica della nostra storia, c'è chi vorrebbe far credere che quella Juve fosse il simbolo del male; ma, evidentemente, in Europa la barzelletta farsopolara ha il credito che merita. Zero.

Per chi capisce di calcio è il campo che parla. Con buona pace delle gazzette, di Sandulli e di Guido Rossi.
Loro ancora non lo sanno, ma uno sbadiglio li ha già seppelliti.

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martedì 1 settembre 2009

In Porto veritas

Abbiamo ricordato sul sito il ritiro del ricorso al Tar (era il 31 agosto 2006) per ribadire le ragioni del nostro impegno. In quella occasione molti commentatori della domenica ragliarono sulle specificità della giustizia sportiva, che deve essere veloce e non guardare in faccia a nessuno, che può cambiare i giudici in corsa e ridurre i gradi di giudizio. Una giustizia sportiva, a loro dire, che impone alle società di fermarsi alle sentenze alla Sandulli.

Prendiamo spunto da quei ragli per ricordare il caso del Porto, rimasto coinvolto nello scandalo dei "fischietti d'oro" del 2003-2004. La Federazione portoghese nel 2008 penalizzò il Porto di 6 punti per tentata corruzione e a quel punto l'Uefa, regolamenti alla mano, escluse il Porto dalla Champions; la squadra portoghese però, si è rivolta al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna (si vede che lì non c'erano liti tra eredi, e montezemoli a intervenire come garanti), che il 15 luglio 2008 ha invalidato l'esclusione e rimandato la pratica all'Uefa per gli approfondimenti del caso. Nel luglio 2009 l'Uefa, dopo averci ragionato a lungo, ha deciso di depennare il procedimento prendendo atto di "non essere in diritto di decidere"; e così anche quest'anno il Porto disputa la Champions.

Nessun Guido Rossi e nessun Sandulli, ma un richiamo al diritto da parte della stessa Uefa, questa è la verità che si ricava dalla vicenda del Porto; vicenda che sarà certo diversa da quella di Calciopoli, fermo restando, però, che alla fine è appunto una questione di diritto, di regole da applicare, ma anche di diritti da rispettare, di leggi e norme di carattere generale che non possono essere offese dalla specificità del calcio; la giustizia sportiva, questo si ricava, non può essere una specie di terra di nessuno dove si emettono sentenze senza capo né coda, e poi arrivano gli esperti della domenica a dire "chi ha avuto ha avuto, e chi ha dato ha dato".

La vicenda del Porto è quindi la riprova, se mai ce ne fosse bisogno, che nell'estate 2006 sono state dette (e fatte) un sacco di cazzate. Certo è una amara consolazione, ma ricordiamoci che la scorsa estate il professor Sandulli ha dovuto ammettere pubblicamente che nello scandalo del 2006 non c'erano illeciti, e si è punito il reato associativo e che di tutte le cazzate di quella estate questa potrebbe essere la più grande di tutte, e di sicuro è la più importante. Perché il reato associativo all'epoca non era previsto dal Codice di Giustizia Sportiva; perché il reato associativo è lo stesso contestato nel processo di Napoli.

E' per questo che abbiamo sempre detto, e ribadiamo, che sarà fondamentale la sentenza definitiva sulle accuse dibattute a Napoli. In dipendenza di quella sentenza dovremo noi, tifosi e azionisti, dire legalmente la nostra: ci sarà tempo e modo per studiare come difendere i nostri interessi, ricordando che i due scudetti revocati hanno, tra l'altro, a che fare con la ripartizione del ricavato dei diritti TV. A parte, cioé, tutti i danni patrimoniali provocati a suo tempo dalla sentenza Sandulli, ce ne sono altri che potrebbero arrivare nei prossimi anni; quand'anche sui primi la rinuncia al Tar avesse chiuso la porta a ogni tipo di ricorso, sui danni a venire sono aperte porte e finestre.

Sarà di sicuro una storia ancora lunga, ma la verità venuta fuori nel caso del Porto è lì a dirci che è possibile che alla fine a deciderla non siano Guido Rossi e Montezemolo. Loro ci hanno provato nell'estate 2006 (con quella specie di processo, e con l'inaccettabile rinuncia al ricorso al Tar), e potrebbero aver commesso qualche errore; a deciderla a tempo debito potremmo essere noi: diecimila, ventimila o magari, perché no, cinquantamila juventini veri che difendono i loro diritti.

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martedì 4 agosto 2009

Vittorie di Pirro

Curiosa situazione quella di Roberto Mancini: ha vinto tre (così dice la Gazzetta) scudetti consecutivi ma, nonostante tutto, non riesce a trovare una società che lo prenda come allenatore. Pertanto continua a godersi la sua forzata inattività grazie al contratto che lo blinda all'Inter fino al 2012.
Ieri, comunque, il tecnico jesino ha rilasciato un'intervista nella quale lascia trasparire un certo nervosismo, e forse un certo scoramento: lui, nonostante i soldi del petroliere, vorrebbe ritornare ad allenare. Però racconta sconfortato, che al Milan non può andare perché Galliani non lo apprezza, alla Roma non ci sono speranze perché è un simbolo della Lazio, e vade retro Juve perché ti "ho sempre combattuta".
Non rimane che l'estero, chiosa il pluriscudettato.

Mentre leggevamo queste parole, pensavamo che qualcosa comunque non torna: come può non trovare uno straccio di squadra un così grande allenatore, che prima dell'avvento di Calciopoli, in fondo, perdeva solo per la crudeltà e la slealtà della Triade juventina?
Se proprio vuole allenare, riflettevamo, basta che dia un taglio all'ingaggio che pretende dalle società potenzialmente interessate a lui (ammesso che esistano).

Continuando la nostra rassegna stampa, però, abbiamo trovato una versione alternativa dei fatti. Per di più proveniente da una persona particolarmente autorevole. Infatti, sempre ieri, sul Corriere della Sera è apparsa un'intervista a Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset che, in relazione all'Inter, dice testualmente "Il nostro dirimpettaio di soldi ne ha molti di più di noi e ha voglia di spendere, però, dei 4 scudetti vinti dall'Inter, 2 sono regalati...".
Ecco, quali sono i due scudetti regalati?
Posto che lo scudetto a tavolino è regalato aldilà di ogni dubbio (tanto è vero che non furono i famosi tre saggi a consigliare a Guido Rossi di assegnarlo alla sua Inter), le ipotesi sono due: o Confalonieri considera regalato anche il primo scudetto vinto sul campo (quello con il Milan penalizzato e la Juve in B), oppure considera regalato l'ultimo vinto sul campo da Mancini (ossia quello contestatissimo dai romanisti).
Comunque sia, se si vuole dar fede alle parole di Confalonieri, l'Inter negli anni manciniani ha vinto un solo scudetto. O quello vinto senza avversarie, e quindi uno scudetto di scarso valore sportivo, oppure l'ultimo manciniano, ed in tal caso si tratta di scudetto a dir poco contestato.

Dunque, con buona pace della Gazzetta e di tutti i laudatori di Mancini, prendendo per buona la teoria del presidente di Mediaset, è facile capire quale sia il motivo per cui lo jesino non allena: semplicemente non è un allenatore vincente.

Ma Mancini non si disperi, Zeman ha dimostrato che si può costruire una bella carriera anche da profeta e vittima del sistema.

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martedì 28 luglio 2009

Alla luce del Sole

Sul tema dei bilanci incasinati e irregolari i giornali sportivi continuano a non parlare, la Covisoc e Palazzi, che dovrebbero controllare e sanzionare, continuano a non vedere e Petrucci e Abete continuano a dire che che in Inghilterra e Spagna sono pieni di debiti mentre noi abbiamo la fortuna di avere dei mecenati che staccano ogni anno l'assegno e sistemano tutto.

Le nostre denunce che le cose stavano molto diversamente rischiavano di essere una specie di voce nel deserto, ma ci fa piacere notare che negli ultimi giorni è intervenuto con tutta la sua autorevolezza Il Sole 24 Ore. Dapprima (il 2 luglio) con una inchiesta sui dati di bilancio delle società di serie A, in generale molto preoccupanti, e in questi giorni con un interessante articolo incentrato sul fatto che alcune società di serie A (e tra queste l'Inter del supermecenate Moratti) non avrebbero i requisiti per giocare neppure in Lega Pro (la vecchia serie C).

Finalmente, quindi, non siamo più i soli a pensare che Petrucci e Abete farebbero miglior figura a stare zitti (invece Petrucci è intervenuto anche oggi a sproposito), che le gazzette e i palombi da tempo sono venuti meno al dovere di informare con correttezza, e che sarebbe meglio eliminare la Covisoc (con Palazzi al seguito) e affidare i controlli ad un organismo esterno europeo come vorrebbe Platini. Lo pensiamo e l'abbiamo sempre scritto, adesso proprio il giornale specialista nell'analisi dei bilanci indirettamente ci dà ragione.

Dato che ci sono delle norme precise da rispettare a garanzia della sana e corretta gestione, comincia così ad essere un dato percepito e alla luce del sole il fatto che le società hanno contravvenuto a queste norme, hanno in parole povere commesso degli illeciti che non si capisce perché vengano tollerati. O forse si capisce benissimo, visto che l'Inter rischierebbe di non avere i requisiti neppure per la C.

Vale la pena di precisare che nel 2003 era stata varata la legge per salvare le società dal disastro, che grazie ad essa i bilanci erano stati in qualche modo aggiustati e che la nuova ondata di incasinamenti ha un'origine ben precisa: l'estate 2006 quando, in piena Calciopoli e con la Figc commissariata, furono autorizzate le finte compra-vendite del marchio. Da allora è stato un susseguirsi di finti scorpori, di fusioni e incorporazioni, di collegate e controllate; operazioni utili solo a creare soldi sulla carta, con i bilanci che, in realtà, erano mediamente sempre più dissestati.

Un'origine ben precisa con tanto di nome e cognome, perché quell'autorizzazione fu data di proprio pugno dal professor Guido Rossi; quello che arrivò a Roma da Milano per dare il via al "Nuovo Calcio", dove non ci sono più Giraudo e Moggi, e gli scudetti li vince l'Inter che ha un bilancio col quale non potrebbe iscriversi neppure alla serie C.

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giovedì 11 giugno 2009

Nuova Fiat. Vecchia Juve?

Tutti i giornali, giustamente, parlano della Fiat e dell'impresa difficilissima di risanare la Chrysler; dappertutto c'è Marchionne (che tra parentesi ha detto a suo tempo che s'era innamorato della Juve da ragazzo, ai tempi di Boniperti-Charles-Sivori!); sicuramente il mondo Fiat subirà dei cambiamenti importanti che per noi gente comune è difficile prevedere.

Una speranza, però, ci sentiamo di esternarla. Insieme con l'augurio a Marchionne di trovare i suoi Sivori e Charles (facciamo che lui sia il Boniperti della Fiat) la speranza è adesso che nei cambiamenti del mondo Fiat ci possa essere spazio anche per riconsiderare la Juventus.

Osserviamo, infatti, che è da un po' terminata la fase in cui l'ingegner Elkann era sotto tutela e tutto era congelato, c'è stata la consulenza di Guido Rossi per accorciare la catena di comando, adesso c'è la Chrysler e magari lo scorporo dell'auto. Tanta carne al fuoco, tanti impegni per tutti, in particolare per l'erede che fa da capo-famiglia. Bene, speriamo; allora perché non tornare a coinvolgere nella gestione della Juventus quelli della famiglia che più sono appassionati di sport, di calcio in particolare?

Marchionne pensa ad automobili nuove e competitive da vendere in tutto il mondo; hanno pensato bene a Torino cosa vorrebbe dire una Juventus competitiva a livello internazionale? Quanti telespettatori ha avuto nel mondo la finale di Champions? Come mai il Manchester ha subito trovato un nuovo sponsor da portare in giro per il mondo sulle sue magliette con un contratto ricchissimo? Come mai anche Obama ha parlato del calcio e del suo significato universale? Quale ritorno di immagine può dare il calcio, la Juventus in particolare?

Si tratta, allora, di coinvolgere quelli che in famiglia hanno avvertito negli anni passati le sensazioni che abbiamo avuto noi tifosi, quelli che si sono sempre riconosciuti nella passione per la Juve di Gianni e di Umberto Agnelli.

Noi siamo convinti che questo era già in programma, perché nella storia della Juve ci sono sempre stati i diversi cicli che hanno coinvolto i rappresentanti della famiglia Agnelli; la speranza è che possa avvenire fin da subito perché, come s'è visto per il mondo dell'auto, spesso anticipare le scelte coraggiose nei momenti di cambiamento vuol dire avvantaggiarsi. Si è visto con la Fiat e Marchionne; potrebbe ripetersi con la Juventus.

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venerdì 29 maggio 2009

Fogne a cielo aperto

Qualche mese fa ti chiedevo un po' scherzando un po' sul serio come mai non riuscivamo ad avere un arbitro amico, tanto da sentirci almeno una volta protetti, e tu, con uno sguardo fra il dolce e il severo, mi rispondesti che questa cosa non potevo chiedertela, non ne eri capace.
Fantastico.
Non ne era capace la tua grande dignità, non ne era capace la tua naturale onestà, la sportività intatta dal primo giorno che entrasti nell'Inter.


I tanti lettori (sempre di più ogni giorno) che ci seguono si saranno resi conto che al processo di Napoli con gli interrogatori di Dal Cin, Nucini e Gazzoni Frascara è venuto fuori il campionario dell'assurdo.

Dal Cin ha detto che della combriccola romana non aveva nessuna prova, ma lui ha solo riferito cose che sentiva dire; a Napoli quindi, nel luglio 2004, qualcuno ha autorizzato le intercettazioni di Calciopoli per sfizio, non lo diceva la legge ma lo volevano al bar sport.

Nucini ha dovuto ammettere che lavorava ad un dossier per il suo caro amico Facchetti; detto terra terra: un arbitro in attività, che ha fatto anche il commentatore in tv, lavorava per l'Inter.

Gazzoni Frascara ha dovuto ammettere (pure lui) che le fidejussioni false della Reggina probabilmente, ma proprio molto probabilmente, le ha procurate Facchetti; detto anche qua terra terra: la Figc dedica il campionato Primavera alla memoria di un dirigente che potrebbe averne combinate di cotte e di crude.

Dicevamo campionario dell'assurdo ma forse, per gli odori che provengono da questi interrogatori, è più giusto parlare di fogne a cielo aperto, perché si tratta singolarmente di vere e proprie porcate che finiscono anche per intrecciarsi tutte insieme, rimandano alla genesi di Calciopoli (in Nucini e Dal Cin si sente la puzza dello spionaggio Tavaroli), al sua farsesco svolgimento (con l'arrivo da Milano, come commissario Figc, di un ex-consigliere dell'Inter che però era molto stimato anche a Torino), fino all'assegnazione dello scudetto di cartone nel nome dell'onestà (di Facchetti???). Una fogna lunga cinque anni: dalla puzza di Tavaroli allo scudetto in segreteria.

Era stato proprio il professor Guido Rossi a parlare di topi di fogna, vi ricordate? Adesso, mentre siamo in attesa che i pubblici ministeri portino le prove della combriccola romana e ci svelino i misteri delle sim segrete di Moggi, si può tranquillamente aggiungere che in quelle fogne a cielo aperto i topi continuano a sguazzare indisturbati; basta riflettere sullo svolgimento degli ultimi campionati, su quanto è successo al Coni, in Figc e alla Lega, sul funzionamento della giustizia sportiva, sui racconti della stampa circa il nuovo calcio pulito che profuma del rosa della vita.

A proposito di stampa, nessun giornale tra quelli importanti, a parte Tuttosport, si è scandalizzato per le deposizioni di Napoli: nessuna voce stupita, verosimilmente per non disturbare i topi che sguazzano a piacimento, ma stanno anche allerta sospettosi; nessun accenno di vergogna, forse perché molte loro pagine in quelle fogne devono inzupparci il pane.

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giovedì 21 maggio 2009

Guerra per bande

Continua la guerra per bande in Lega Calcio. Dopo la scissione tra serie A e serie B, la nuova Lega di serie A ha deciso di boicottare l'assemblea del 25 di Maggio. La riunione doveva portare il Presidente della Figc alla carica di commissario, con l'incarico di ricomporre i cocci o almeno quello di riuscire ad arrivare ad una separazione consensuale tra le due fazioni in lotta.
Niente da fare, i presidenti di A ritengono che ci sia un conflitto di interessi nei vicecommissari che Abete intenderebbe portare con se. Quanto mai ermetico il commento di Beretta, uomo designato alla presidenza della Lega A: "Sarebbe ideale un commissaro di alto profilo giuridico visto il processo che deve compiere. Con la Federazione auspichiamo un rapporto di collaborazione".
A questo punto, provando a decriptare il messaggio di Beretta, ci viene in mente che la persona dall'alto profilo giuridico possa essere il Professor Guido Rossi. Tutti gli Dei del pallone aiutino il povero calcio italiano prima che gli venga inflitto questo colpo mortale.

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giovedì 30 aprile 2009

La farsa finale... forse

C'era da aspettarselo, i presidenti di A e quelli di B non hanno trovato l'accordo sulle modalità di voto per eleggere il presidente, e in sostanza sul nome di Beretta by Lobbycontinua.
Dunque dando prova di dialogo, di democrazia, di decoro e di rispetto Zamparini, degno "portavoce" del calcio che conta, annuncia: "Abbiamo fatto la nuova Lega di Serie A".
Insomma, la serie B è stata invitata ad alzarsi dal tavolo in cui si celebrerà il banchetto (sic) dei diritti TV, e costretta ad accomodarsi nella stanza della servitù dove si dovrà accontentare degli avanzi.
Ora sì, sarebbe bello sentire gli illustrissimi onorevoli Melandri e Lolli, che a cadavere della Juventus (quella vera!) ancora caldo ci avevano spiegato dell'utilità di una nuova legge che consentisse un'equa ripartizione dei diritti TV, tale da permettere ai piccoli di poter vincere, almeno ogni tanto.
Invece il risultato è un altro: i piccoli non solo non potranno vincere, ma neanche partecipare, questa è l'ennesima dimostrazione di ciò che è il Nuovo Calcio Pulito post Farsopoli.
Naturalmente i presidenti si accorgeranno presto di aver fatto un errore strategico, infatti se si fosse usato il senno si sarebbe capito che il calcio di provincia ha un bacino enorme di passione che andrebbe coltivato, e non inaridito, pena la perdita di milioni di appassionati. Ma non solo, il torneo cadetto andrebbe salvaguardato per farlo diventare la palestra dei tanti giovani promettenti provenienti dalle giovanili. Peccato, si è scelta un'altra strada: quella di impoverire la serie B per consentire alla serie A di acquistare campioni (sic) del calibro di Poulsen, Andrade e Recoba.
Questo è il nuovo calcio pulito promessoci dal professor Rossi e dagli onorevoli Melandri e Lolli.
Bell'affare, non c'è che dire!

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venerdì 17 aprile 2009

Pubblicità

Email inviata dal Mago di Ios al sito di Alessandro Del Piero: mymail@alessandrodelpiero.com

Caro Alex,

ma tu non ne hai vinti SETTE di scudetti?

E come mai invece fai una pubblicità dove un bambino racconta che hai vinto CINQUE scudetti?

Capisco che per te la questione non sia particolarmente rilevante, posto che i lauti premi per il 28° ed il 29° scudetto che la Juventus ti ha corrisposto non sono certo stati revocati da Guido Rossi, Ruperto e San Dulli.

Ma dovresti comunque avere un po' più di rispetto per i tifosi, che non hanno certo digerito lo scippo dei due titoli (senza alcuna reazione e difesa da parte della società e della proprietà) e che ancora lottano (nei limiti delle loro possibilità e con l'ostracismo della dirigenza neo-juventina) per cercare di ottenere giustizia.

Che delusione, caro Alex.

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giovedì 9 aprile 2009

Mezzo scudetto, mezza verità

Ospite di Chiambretti, Mancini ha detto che con l'Inter ha vinto due scudetti e mezzo, evidentemente perché quello assegnato dall'ex-consigliere Guido Rossi uno scudetto non è neppure per lui. Una novità, viene da dire, che ha fatto scrivere ieri alla Stampa "Mancini restituisce mezzo scudetto", una novità che fa riflettere.

Riprendendo da Tuttosport di ieri, Mancini ha ribadito le accuse dell'estate 2006 ("sono stati altri a fare cose che non andavano fatte") aggiungendo però che quelle cose "non erano nemmeno necessarie vista la forza di quella Juventus". Se ci riflettiamo bene è la prima volta che viene riconosciuta la forza della Juve di Giraudo-Moggi-Bettega, la prima volta che le sconfitte dell'Inter vengono ricondotte dal suo ex-allenatore alla superiorità dei bianconeri sul campo. Forse è esagerato dire che lui ha restituito mezzo scudetto, si potrebbe però dire che Mancini ha finalmente detto una mezza verità.

Diciamo mezza, e cioè quella sulla forza della Juve, in attesa che il processo di Napoli possa chiarire l'altra parte delle affermazioni di Mancini e cioè quelle brutte cose a cui lui si riferisce, come se fosse al corrente di fatti che per tutti gli altri sono ancora oscuri e che erano oscuri anche a Sandulli, che per scrivere la sentenza definitiva s'è inventato un illecito che non era previsto allora dal Codice di Giustizia Sportiva.

Mezza verità comunque importante, perché fino a ieri Mancini con Moratti, i giocatori e gli ultras diceva che la Juve vinceva gli scudetti solo grazie a Moggi; adesso a cantare che la Juve sa solo rubare, a parte gli ultras e quelli come Zanetti, resterà Moratti che non ammetterà mai di aver buttato nel cesso circa mille miliardi di vecchie lire prima che il suo ex-consigliere gli assegnasse lo scudetto del 2006.

Quello che Mancini ha chiamato mezzo scudetto, dicendo una mezza verità.

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venerdì 3 aprile 2009

Meglio tardi che mai

Ormai lo ammette anche Matarrese: oggi, dopo un altro Consiglio Federale sconclusionato e nel quale non si è deciso niente, ha detto "Stiamo perdendo la faccia". E' quello che stiamo scrivendo dall'estate 2006, quando in Federcalcio c'era un ex-consigliere dell'Inter, documentando che il sistema calcio è un carrozzone allo sbando.

Adesso la lite è sull'elezione del presidente di Lega, sui soldi dei diritti tv e altre menate; ognuno tira l'acqua al suo mulino e nessuno si fida di qualcuno. Ma la faccia è stata persa nell'estate 2006: quello che è successo con Calciopoli deve aver convinto tutti i presidenti (A oppure B non importa) che è meglio far casino, così si può ottenere qualcosa; dopo quello che è successo nessuno si vergogna più di niente, forse perché con quella vergogna firmata dall'ex-consigliere dell'Inter si è toccato davvero il fondo.

E' adesso probabile che troveranno come aggiustare provvisoriamente le cose ed eleggeranno una specie di presidente, di sicuro passeranno anni ed anni prima che il nostro calcio possa ritrovare una faccia presentabile.

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lunedì 30 marzo 2009

Un piatto indigesto


Nei giorni scorsi si è tenuta la prima udienza del processo Ifil/Exor per la vicenda equity swap.
Il difensore di Gabetti, avvocato Marco Ferrero, ha chiesto di poter produrre un parere pro-veritate di un illustre professore.
Questo illustre professore, famoso per le parcelle milionarie (uno Zaccone, in pratica, ma dai compensi molto più congrui) è pappa&ciccia con Gabetti, l'Ifil, John e compagnia cantante (no, Ranieri, almeno qui non c'entra, pur avendo beneficiato ampiamente di questa squallida vicenda) dalla primavera 2006.
L'illustre professore ha assistito la combriccola torinese su molti dossier.
La vicenda dell'equity swap.
La riorganizzazione Ifil/Ifi.
Gli equilibri tra i vari rami della famiglia.
E Farsopoli...
La combriccola torinese e l'illustre professore hanno preparato un piatto particolarmente indigesto per i tifosi bianconeri.
In pratica, una cassoeula affogata nella bagna caoda.
Provate ad assaggiare una simile delizia.
Vi ritroverete con lo stomaco in fiamme.
Ed in Serie B.

Il Mago di Ios

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Allenare una provinciale

Tutto si può dire dello Specialone, escluso che sia una persona bugiarda. Infatti ieri ha dichiarato al "News of the World" (edizione domenicale del Sun) che il suo più grande errore da allenatore è stato quello di non aver lasciato il Chelsea all'inizio della stagione.
Ciò, a detta sua, gli avrebbe permesso di "allenare una grande squadra che mi voleva".

Se ci riflettete vuol dire ammettere che la sua attuale squadra non può essere considerata grande. Del resto come potrebbe esserlo visto che ha iniziato a "vincere" qualcosa solo dopo che nella famosa segreteria si era installato il suo grande tifoso e ex consigliere d'amministrazione Rossi Guido?

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mercoledì 25 marzo 2009

La riconoscenza

Leggendo l'ultimo "Spy calcio" di Fulvio Bianchi non nascondiamo di aver fatto un bel salto sulla sedia.
Citiamo testualmente: "Superprocura Figc: sarà una battaglia autentica per fare confermare Stefano Palazzi. Contro di lui la Lega di Milano, a cominciare da Inter e Milan".
Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da finire in sala di rianimazione per le risate.

L'Inter, graziata di una sacrosanta retrocessione (regolamento alla mano) per la questione dello scandalo passaporti, si lamenta di quella Giustizia Sportiva che all'atto della condanna definitiva di Oriali decise di non riaprire il caso?
L'Inter, che ha beneficiato delle discutibili conclusioni del procuratore Palazzi sulla questione dello spionaggio di alcuni suoi calciatori, si lamenta della Superprocura?
L'Inter, di cui non si ha notizia di un deferimento disposto da Palazzi nonostante si abbia prova, per espressa ammissione di un suo azionista, dell'esistenza di una "macchina spropositata" in materia di intercettazioni, si lamenta di Palazzi?
L'Inter, maggiore beneficiaria di quel processo sportivo contro la Juventus che ha visto in Palazzi uno dei massimi protagonisti e che Enzo Biagi definì una roba da Tourquemada, si lamenta di colui che in quella occasione indossò le vesti del Grande Accusatore?

Sì, avete capito bene.
Nel mondo non c'è riconoscenza, e se fossimo al posto di Guido Rossi inizieremmo a preoccuparci!

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giovedì 5 marzo 2009

Indovina chi viene a cena


Apprendiamo che dopo sessantadue anni è stata riscoperta la ricetta del sugo preferito da Al Capone.
Sarebbe curioso chiedere al Professor Guido Rossi chi inviterebbe ad una cena a base di questa prelibatezza, visto che tempo fa dichiarò che "Questa sembra la Chicago degli anni Venti, sembra il capitalismo selvaggio dei Baroni Ladri nell'America del primo Novecento" e che, sempre nella medesima intervista, ammise il proprio fallimento in relazione alle vicende legate a Farsopoli definita "il trionfo della restaurazione".

Noi siamo convinti che Calciopoli sia nulla più che Farsopoli e che la giustizia sommaria subita dalla Juventus e dalla sua dirigenza sia un'operazione degna, questa sì, della Chicago anni '20, ma siamo disposti ad ascoltare la "versione" del Professore.
Ma se non può dire chiaramente chi sono i baroni ladri che girano in Italia e chi sono i restauratori del calcio renda pubblico almeno l'elenco dei suoi invitati ideali ad una cena stile Chicago anni '20.

Da parte nostra, lo giuriamo, non definiremo l'augusto consesso come "la cena delle beffe"!

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venerdì 6 febbraio 2009

Qualità in via Durini


Il mondo cambia ma la dirigenza di via Durini non se ne accorge. Oggi Marco Branca, parlando di mercato, ha dichiarato: "sappiamo che molto probabilmente, per la prossima stagione una o due cose dobbiamo fare, sempre di alta qualità, come quest'anno, che ne abbiamo fatte tre di alta qualità".
Ipotizziamo che le tre operazioni di alta qualità alle quali si riferiva siano l'acquisto di Quaresma, quello di Mancini e quello di Muntari. Il primo è stato urgentemente spedito a Londra nella speranza che riesca a fare qualche partita dignitosa tale da non azzerarne la valutazione, il secondo passa più tempo tra la panchina e la tribuna che in campo, il terzo si fa notare più per le sue entrate (spesso sanzionate con un cartellino) che per l'apporto che riesce a dare alla squadra. Lasciateci dire che su Muntari, però, Branca non ha tante colpe, all'Inter non hanno mai avuto un calciatore come Deschamps, pertanto neanche immaginano, probabilmente, come deve giocare un centrocampista.

In generale, diciamo che la dichiarazione di Branca è figlia della filosofia morattiana, dove si confonde qualità con costo del giocatore. Capita infatti che nel calcio, come nel mercato dell'arte, ricchi signori (inesperti) pensino che il quadro o il giocatore più caro siano per forza il capolavoro o il giocatore più efficace.
I tifosi interisti ringrazino Guido Rossi (esperto anche d'arte), che con Farsopoli ha creato il presupposto con il quale l'Inter, per la prima volta nell'epoca Moratti junior, è riuscita ad acquistare un giocatore di grande spessore per un tozzo di pane.

Facile immaginare, viste le dichiarazioni di Branca, che la lezione impartita da Guido Rossi non sia stata ben compresa in via Durini. Pertanto auguriamo a Branca non una ma mille di queste operazioni (di qualità).

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giovedì 13 marzo 2008

Marketing estremo o sgub?


"Restituisca subito quello scudetto di cartone che gli fu consegnato, contro il parere di una commissione di esperti, da Guido Rossi."

Con un'inversione di marcia assolutamente sbalorditiva, la Pravda Marroncina di De Paola torna oggi a fare il Tuttosport con questa accorata ingiunzione al presidente degli indossatori.

Ma Coccia Pardolesi e Aigner non avevano detto sì?

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mercoledì 12 marzo 2008

YOU'LL NEVER WALK ALONE.......WE'LL NEVER TALK ALONE....

Ieri sera un carissimo amico mi ha mandato un graditissimo SMS con il quale esprimeva tutto il suo godimento per la ritrovata verve europea della Armata Brancaleone del petroliere ambientalista.
Involontariamente pero' ha compiuto un errore di battitura e il famoso WALK presente nella frase dell'inno del Liverpool si e' trasformato il TALK.
Lui dice che e' stato un errore. Io invece gli ho fatto notare che e' stato semplicemente un condizionamento subliminale che ha creato una ottima "battuta".
Infatti mentre i Rossi di Inghilterra non camminano mai soli ed hanno sempre al loro fianco i sostenitori, allo stesso modo noi in Italia non parliamo mai da soli, soprattutto al telefono.
C'e' sempre qualcuno che ci intercetta e che si fa i cazzi nostri.
Ormai il classico "Salutiamo il maresciallo" di Mazziniana memoria e' entrato nell'uso comune al pari del caffe' e cornetto oppure della Gazzetta per pulirsi il kulo.
Specchio dei tempi. Addirittura c'e' qualcuno che nel dubbio evita di chiamare certe persone perche' sospettate di essere intercettate..............
Non ridete. Questa cosa e' capitata al sottoscritto in questi giorni.
Molti sanno che ho rapporti cordiali con Luciano Moggi e con qualche altro "addetto ai lavori".
Ebbene ci sono state persone con le quali avevo rapporti quotidiani che, venute a conoscenza delle mie frequentazioni "deprecabili" (ahah) ha ben pensato di non rispondere piu' ai miei messaggi, alle mie chiamate e alle mie mail...... forse per paura di trovarsi sulle pagine di Repubblica????

Nel frattempo sto ancora godendo......

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