martedì 13 ottobre 2009

Scampato pericolo

Ieri sono state presentate le liste per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Ridentus.
L'Exor, azionista di maggioranza assoluta della società di Fermo Ferraris, ha indicato sei consiglieri (tutti già attualmente in carica): Marzio Saà, Carlo Barel di Sant’Albano, Jean-Claude Blanc, Aldo Mazzia, Riccardo Montanaro e Camillo Venesio.
I libici della Lafico hanno presentato la documentazione relativa al proprio candidato per il rinnovo del CDA: trattasi di tale Khaled Fareg Zentuti, che entrerà in consiglio, il prossimo 27 ottobre (giorno dell'assemblea degli azionisti), in qualità di amministratore indipendente.
Scampato pericolo, quindi.
Nessun figlio di papà in CDA.
Nessun piccolo Stevens (basta già, e avanza ampiamente, quello grande come presidente onorario).
Nessuna (ex) favorita di corte.

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lunedì 5 ottobre 2009

La mancata chance

Mi ha colpito molto la vicenda di Berlusconi che deve risarcire De Benedetti per la vecchia storia che, ai tempi, venne definita "guerra di Segrate".
Mi ha incuriosito molto sia l'enormità della cifra in ballo (quasi 750 milioni di euro), sia la motivazione della sentenza: la cifra è dovuta per la "mancata chance" subita da De Benedetti, che non ha potuto creare il maggior gruppo editoriale italiano.
Lungi da me l'idea di affrontare questo argomento dal punto di vista giuridico; ho ormai sbiaditi ricordi anche del mio caro vecchio libro di Diritto Privato (il mitico Torrente-Schlesinger, ah cari bei tempi andati) per azzardare commenti.

Però, da uomo della strada, un pensiero mi è venuto in mente: a quanto ammonterebbe il risarcimento per la "mancata chance" che la Juventus ha dovuto subire per lo scandalo di Calciopoli?

Proviamo a fare un giochino, le cifre le lascio a voi:

- Mancata chance di partecipare alla Champions League per due anni di fila.
- Mancata chance di partecipare alla serie A per un anno.
- Mancata possibilità di competere per vincere causa distruzione della squadra.
- Mancata possibilità di acquisire nuovi sponsor visto il danno d'immagine.
- Mancata possibilità di usufruire della competenza tecnica dei migliori manager del calcio italiano (Moggi-Giraudo-Bettega).
- Mancata possibilità di usufruire della competenza del miglior allenatore del calcio italiano (Capello).
- Congelamento per tre anni della costruzione dello stadio di proprietà, con annessa mancata chance di avere un vantaggio ancora maggiore rispetto alla concorrenza.

Naturalmente, oltre a questa "mancata chance", che a rivedere di sfuggita il mio vecchio libro sembra assomigliare al "lucro cessante" (almeno "roughly", per dirla all'inglese), vi è tutta la questione legata al "danno emergente".

Fate un po' voi i conti sul "danno emergente", visto che a me la domanda che assilla è un'altra: nel caso in cui Giraudo fosse assolto per il reato di associazione a delinquere, chi dovrebbe ripagare la Juventus, i suoi azionisti e i suoi tifosi per tutti i danni morali, da "danno emergente" e da "lucro cessante"?

Quasi quasi scrivo una lettera all'avvocato Franzo Grande Stevens!

Drago di Cheb

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giovedì 1 ottobre 2009

Parti incivili

Al processo in corso a Torino contro Giraudo-Moggi-Bettega con l'accusa di falso in bilancio, infedeltà patrimoniale, ostacolo agli organismi di controllo e truffa ai danni della Figc risultano costituite parti civili la stessa Figc e il Coni.

E' un processo strano, in origine riguardante eventuali plusvalenze finte e poi, evidentemente per gli scarsi risultati d'indagine, tracimato nel filone dell'infedeltà patrimoniale: l'attuale dirigenza ha fatto denuncia di possibili "ruberie" a danno della società, e così la pubblica accusa ha potuto passare ai raggi X tutte le fatture in uscita della gestione precedente, per vedere se erano spese vere e giustificate oppure finte, per portare via dei soldi.

Seguiremo nei prossimi giorni gli interventi delle difese, ma intanto fa inorridire il comportamento dell'attuale dirigenza con l'accusa infamante che dicevamo, specie se si ricorda che presidente nella precedente gestione era l'avvocato Grande Stevens per cui adesso, a leggere le richieste di oggi dell'accusa, dovremmo pensare che Bettega rubasse i soldi alla Juve e Grande Stevens, che firmava il bilancio, non se ne accorgesse. Difficilmente credibile, anzi doppiamente incredibile.
Fa ancora più specie leggere che Figc e Coni si sono costituite parti civili. Per riconoscimento unanime la Juve aveva il bilancio più regolare tra tutte le società, non ha fatto ricorso alla legge spalma-perdite, non ha fatto finta di vendere il marchio, non ha fatto nessuna delle belinate che leggiamo nei bilanci delle altre società, e adesso come ringraziamento Figc e Coni (che sono quelli che dovrebbero garantire che i bilanci delle società sono sani e corretti) pare che vogliano chiedere anche i danni. Pazzesco.

Noi di Ju29ro Team abbiamo sempre considerato quello dei bilanci come come uno dei filoni d'indagine utili per capire a fondo Calciopoli, perché c'erano società praticamente sull'orlo del fallimento che, grazie a Calciopoli, hanno avuto una boccata d'ossigeno (vedi la Roma), e altre super-indebitate e bisognose di vincere ad ogni costo per non cadere nel ridicolo (vedi l'Inter).
Il processo in corso a Torino, con i riferimenti che abbiamo sintetizzato, ricorda una volta di più quale parte hanno recitato e stanno recitando nella rappresentazione di Calciopoli l'attuale dirigenza della Juve, la Figc e il Coni.
Altro che parti civili!

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mercoledì 2 settembre 2009

L'ira di Yaki e quella dei tifosi


Lo confessiamo, quasi sempre a cena teniamo la televisione spenta. Ieri, però, il destino ci ha giocato un brutto scherzo: abbiamo guardato il TG1 di Minzolini.
Tutto come al solito, il telegiornale scorreva come sempre e ci informava di come tutti lavorino per il nostro bene. Le magnifiche sorti e progressive ci attendono.

Però ad un certo punto ci è venuto un colpo al cuore. John Elkann in prima serata spiegava, indignato, come persone malvagie infanghino la memoria di suo nonno, l'Avvocato Agnelli, e su come qualcuno ordisca complotti ai suoi danni. Crediamo che si riferisse alla diatriba inerente l'eredità dell'Avvocato, che lo vede contestato nel ruolo di "capofamiglia". Francamente non ci interessa più di tanto, la storia giudicherà e la cronaca presto o tardi ci dirà chi, tra lui e la mamma, abbia ragione.

Poi però non abbiamo avuto nessun dubbio. Il montatore del servizio ci ha svelato la verità in tutte le sue sfaccettature: accanto a Franzo Grande Stevens sedeva (alquanto spaparanzato, che classe!) Marco Tronchetti Provera. Sì, proprio quel signore che candidamente confermò al Giudice Napoleone come, nell'epoca buia in cui dirigeva Telecom Italia, Tavaroli avesse messo in moto una "macchina spropositata" contro "la squadra di Moggi". La squadra, si dà il caso, non era esattamente di Moggi, ma della Exor (all'epoca Ifil). Ovvero degli Agnelli, di cui proprio John Elkann vorrebbe essere l'erede designato.
Non finiremo mai di ringraziare questo oscuro montatore (chissà, forse uno juventinovero) che, con un sapiente gioco di sovrapposizione delle immagini, ci ha svelato chi è amico di chi. Nulla meglio di questo servizio, infatti, ha reso chiaro ed evidente come tra gli Elkann e Tronchetti Provera vi sia un bel patto di amicizia. Se così non fosse, John chieda al dottor Tronchetti perché Tavoroli, suo dipendente, pose in opera una "macchina spropositata" contro una società del suo gruppo. Lo deve a tutti i tifosi della Juventus, e a tutti i suoi piccoli azionisti.

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venerdì 3 luglio 2009

Notizie agrodolci

Alcune notizie possono essere agrodolci.
Possono cioè essere contemporaneamente positive (ecco il dolce) e negative(ecco l'agro).
Tanto per chiarirci, se Giò&Van si dimettessero e fossero sostituiti da uno Stevens (grande o piccolo, non importa), la notizia sarebbe sia dolce (Giò&Van fuori dai coglioni) sia agra (uno Stevens al loro posto).
Una di queste notizie dal carattere ambivalente è l'aumento dal 5,5% al 6,5% della cosiddetta Robin Hood tax.
La Robin Hood tax è l'addizionale IRES (imposta sul reddito delle società), che si applica, tra gli altri, a petrolieri e produttori/distributori di energia (con ricavi dell'esercizio precedente superiori a 25 milioni di euro).
L'aumento dal 5,5% al 6,5% di questa addizionale è contenuto nel disegno di legge su sviluppo, internazionalizzazione delle imprese ed energia approvato in terza lettura dalla Camera dei Deputati ed ora in attesa del via libera definitivo dal Senato.
La notizia è dolce, perché la Saras è soggetta alla Robin Hood Tax.
Ma la notizia ha anche un lato agro, perché l'incremento della Robin Hood Tax serve a coprire il ripristino dei fondi per l'editoria (140 milioni per il periodo 2009/2010), previsto dal medesimo disegno di legge.

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sabato 16 maggio 2009

Perché è un onesto ragazzo! Vol. 1


16 maggio, compleanno di Massimo Moratti.

Festicciola, torta, invitati.
News fresche fresche.
Invitati provenienti anche da Torino.
Fanno una macchinata e vanno tutti alla festa.
John, Lapo, Cobolli, Blanc e Franzo.
Lapo e Cobolli hanno già chiesto di non essere loro a guidare, nè prima, nè dopo la festa.
Il motivo non è ancora chiaro.
Guida John, in silenzio assoluto.
Davanti al suo fianco si siede Blanc, che di solito durante i viaggi con Johnny fischietta "La vie en rose".
Dietro John si siede Franzo, che per tutto il viaggio sussurrerà consigli.
Gli altri due dietro, faranno la solita gara, spareranno a raffica qualunque sciocchezza, chi vince si proporrà come nuovo presidente della Juventus.
Il coro udibile sull'A4 (Torino - Milano), e nella villa di Moratti:

"Perché è un onesto ragazzo,
perché è un onesto ragazzo!
Perché è un onesto ragazzooooooooooo....
Nessuno lo può negaaaar!”.

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mercoledì 13 maggio 2009

Per Giraudo

Ci vorranno 4 - 5 mesi per la prima sentenza su Giraudo e magari 4 - 5 anni per quella definitiva, e in questi casi si usa dire che la giustizia deve fare il suo corso e che i giudizi vanno sospesi. Si usa dire ma ci sono delle eccezioni: l'avvocato Agnelli, per esempio, ha sempre difeso i suoi dirigenti quando c'erano problemi tipo questi che ha avuto Giraudo; Gabetti e Grande Stevens sono stati difesi dagli eredi di Gianni Agnelli dall'accusa di aver "manipolato il mercato" riguardo le vicende della Fiat; per non parlare del caso macroscopico di Geronzi, che anche dopo una sentenza di condanna in primo grado si è difeso da solo e ha continuato a fare il presidente di Capitalia, anzi è stato promosso numero uno di Mediobanca.

Facciamo allora un'eccezione anche noi; e la facciamo proprio per il dottor Antonio Giraudo. Siamo sicuri che, come ha dichiarato il suo avvocato Massimo Krogh, "ha esercitato il suo ruolo sempre con dignità e trasparenza" (da La Stampa); siamo sicuri che alla fine verrà riconosciuta l'infondatezza delle accuse che gli sono mosse.

Non siamo i suoi avvocati, ma osserviamo solo che per i PM la prova principale, la pistola fumante, starebbe nelle intercettazioni e per la Figc (parte in causa) nelle schede segrete; noi quelle intercettazioni le abbiamo sentite, ci abbiamo ragionato sopra, ad una ad una, e ne abbiamo riferito sul sito mettendo in guardia i lettori che la faccenda poteva essere molto diversa da come la raccontavano le gazzette e i corrieri, con i loro palombi e fabiomonti; quanto alle schede svizzere non è un segreto che il dottor Giraudo non sia chiamato direttamente in causa.

Ribadiamo quindi la nostra immutata stima nei confronti di un dirigente che, voluto da Umberto Agnelli, aveva portato stabilmente la Juve nell'elite del calcio europeo, e che molto ancora poteva fare per la Juve e per il calcio italiano. Ci piace ricordare, poi, le recenti parole di Andrea Agnelli ( "per me è come un secondo padre"), e un vecchio intervento di Giraudo nelquale si parlava di immoralità con riferimento a quanti nel calcio sperperavano centinaia di milioni di euro (in parte a debito, aggiungiamo noi).

Quanto ad Andrea Agnelli, noi ci auguriamo che col tempo possa tornare ad occuparsi, almeno lui, della Juve; per quanto riguarda l' immoralità nel calcio ricordiamo solo che la Juve di Antonio Giraudo (e di Moggi e Bettega; con l'avvocato Franzo Grande Stevens a fare da Presidente) fu una delle pochissime società a non far ricorso a quell'autentica porcata che è stata la legge spalma-perdite e che Michel Platini di fronte ai bilanci e ai debiti di alcune grandi società di petrolieri e finanzieri ha parlato di "vergogna".

Passeranno insomma i mesi, e forse gli anni, e noi ci terremo stretta la nostra convinzione: il dottor Antonio Giraudo è stato un grande dirigente della Juventus, non era un tifoso della Juve come lo erano Gianni e Umberto Agnelli e come lo sono oggi Andrea Agnelli e Lapo Elkann, non era uno ju29ro, sarà stato pure arrogante ma era un vero, grande dirigente.

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sabato 2 maggio 2009

Razzismo e porte girevoli

Abbiamo ampiamente trattato sul sito l'odiosità del razzismo e il casino successo con Juve-Inter in termini di giustizia sportiva. Mettiamo ora in guardia i lettori su cosa sta succedendo circa il ricorso: per ora non si è vinto e non si è perso, l'Alta Corte del Coni si pronuncerà il 14. Mettiamo in guardia anche perché basta leggere il Codice di Giustizia Sportiva (artt.11-13) per rendersi conto che ci hanno messo dentro tutto e il contrario di tutto, ed è difficile capire come finirà. Più che porte aperte o chiuse a noi sembrano delle porte girevoli.

Senza essere esperti di leggi e codici, alla Juve, infatti, potrebbero dare anche partita persa perché così c'è scritto per i casi gravi (quali sono? nessuno lo sa, speriamo che non conti l'articolo della Gazzetta sui fatti di quella sera o le dichiarazioni di Moratti; lui in effetti è stato il primo a dire che erano successe "cose gravi", come se da Roma gli avessero data l'imbeccata, come se lui avesse pensato di nuovo di vincere a tavolino); potrebbero anche annullare tutto, perché c'è un articolo che dice in quali casi la società non ne risponde (il 13) e la Juve, secondo noi, rientra in quell'articolo e potrebbe non risponderne. Porte girevoli, appunto.

Inutile fare previsioni, noi ripetiamo che il ricorso era meglio non farlo, anzi non si capisce a chi possa essere venuta in mente un'idea del genere, a meno che anche a Torino abbiano pensato che Moratti ha provato a fare troppo il furbo. Di sicuro è stato messo in azione addirittura l'avvocato Grande Stevens (l'idea sarà sua?) per un danno che sul piano economico corrisponde all'incasso della partita, che potrà essere di 100.000 euro, cioé un piatto di lenticchie rispetto al danno dell'estate 2006 (centinaia di milioni), quando il grande avvocato non si mise all'opera, anzi qualcuno si intromise per non farci andare al Tar.

Gli interrogativi, quindi, sono tre e da qui al 14 animeranno le discussioni del bar sport:

1) era giusto fare ricorso o la Juve faceva più bella figura a non farlo?

2) visto che nel 2006 hanno tentato di radere al suolo la società che non si difendeva, adesso che è difesa da un grande avvocato (!) la giustizia sportiva sarà più benevola, le porte resteranno aperte e Moratti farà la figura del pirla?

3) confermeranno le porte chiuse, nonostante l'avvocato Grande Stevens, come se qualcuno a Roma o a Milano ce l'avesse anche con la Juve di adesso?

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lunedì 27 aprile 2009

Parole e macigni

"Senza presunzione, sto sopra la tabella che la società ha fissato", ha detto così Claudio Ranieri dopo Reggina-Juventus aggiungendo "Quello che mi era stato detto è che la Juve doveva cercare di lottare per lo scudetto entro cinque anni".

Aspettando il 2011 per vedere un centrocampo un po' da cristiani, vorremmo invitarvi a riflettere sulla singolarità del messaggio che i dirigenti della Juve devono aver trasmesso al mister, sul perché e sul per come, a riflettere sulle parole di Ranieri perché le parole qualche volta, magari involontariamente, possono essere pesanti come macigni. Per quanto ci riguarda la riflessione porta all'estate 2006, alla farsa di Calciopoli, al comportamento di chi all'epoca reggeva le sorti del mondo Fiat e quindi anche della Juventus (Gabetti, Montezemolo, Grande Stevens).

Col nostro lavoro di ricerca e informazione abbiamo illustrato molti aspetti di quella farsa, oggi con le parole sfuggite a Ranieri ci viene da osservare che verosimilmente a Torino non c'è stata solo una compartecipazione per indirizzarne l'esito finale riferito a Giraudo (e Moggi), ma anche un possibile accordo tra salottisti buoni, un accordo come se ne fanno tanti in nome della convenienza, una specie di via libera da Torino a Milano per gli scudetti fino al 2010.

Guarda caso gli scudetti dal 2006 al 2010 sono quelli che si contano per assegnare il 15% dei ricavi dei diritti TV se scatterà la vendita collettiva, guarda caso per quegli anni la Gazzetta s'è comprata in anticipo dall'Inter, pagandoli profumatamente, i diritti per produrre materiale celebrativo dei futuri successi neroazzurri, guarda caso la situazione di bilancio dell'Inter nel 2006 era assai critica tanto da doversi inventare la farsa di Inter Capital. E guarda caso rispetto alla tabella fatta a Torino per quei cinque anni Ranieri dice di stare un po' avanti, come se il terzo posto davanti alla Fiorentina sia qualcosa che i salottisti non avevano concordato.

Provate, cari lettori, a pensarci e magari metteteci dentro anche i 10 milioni in più che la Juve non poteva (!?) spendere per comprare Xabi Alonso invece di Poulsen; per quanto ci riguarda, e rispetto al lavoro di ricerca e informazione che portiamo avanti, pensiamo che Ranieri abbia avuto un piccolo sfogo a ruota libera e che sulle parole non ci abbia riflettuto tanto; ma se ci pensiamo bene quelle parole possono diventare pesanti come macigni.

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venerdì 27 marzo 2009

Grande contro Stevens


Difesa dall'avvocato Franzo Grande Stevens (il famoso avvocato dell'Avvocato) la Juventus, diciamo la Nuova Juventus di John Elkann, è uscita dal processo di Napoli e non dovrà risarcire nessuno; sempre difesa dall'avvocato Grande Stevens la nuova Juventus era uscita l'anno scorso anche anche da Calciopoli 2, patteggiando una grossa multa con Palazzi.

Verrebbe da dire che l'avvocato dell'Avvocato è diventato l'avvocato dell'Ingegnere e fin qui non ci sarebbe niente di strano; bisogna però ricordarsi che la Nuova Juventus ha denunciato quella di prima per possibile infedeltà patrimoniale, come se i vecchi dirigenti l'avessero derubata e qui la situazione si ingarbuglia.

Perché della vecchia Juventus l'avvocato Grande Stevens era il presidente, anzi verrebbe da dire che era stato messo lì dagli Agnelli non perché grande intenditore di calcio ma proprio per evitare casini, specie di bilancio; era stato messo lì perché era un grande professionista, era l'avvocato dell'Avvocato.

Se è così si può dire che siamo davanti ad un grande mistero. Perché, se ci pensiamo bene, per fare l'avvocato dell'Ingegnere Franzo Grande Stevens ha finito per mettersi contro la vecchia Juventus degli Agnelli dove il presidente era proprio lui, l'avvocato dell'Avvocato.

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domenica 30 novembre 2008

Sono bravi ragazzi

In un'intervista al Sole 24 Ore John Elkann parla di alcuni personaggi molto amati dai tifosi juventini e del loro ruolo all'interno delle società del gruppo guidato dall'ingegnere gestionale più famoso d'Italia.

"Certo. Quando una squadra ha dato ottima prova di sè non vedo ragione di cambiarla". Così John Elkann risponde sulla conferma di Luca Cordero di Montezemolo alla presidenza della Fiat. L’erede della famiglia Agnelli sottolinea anche che Sergio Marchionne "rimarrà l’amministratore delegato del gruppo".
Sui rapporti con la madre Margherita Agnelli dopo il contenzioso sull’eredità dell’Avvocato, Elkann spiega che "c’è un grande malinteso: lei è convinta che delle persone molto vicine a noi, Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens, non si siano comportate correttamente nascondendole informazioni che invece sono state ampiamente fornite allora. Sulla correttezza e integrità di queste persone io personalmente e tutta la mia famiglia non abbiamo alcun dubbio".

Il Team: Montezemolo, Gabetti, Grande Stevens. Manca solo Luca De Meo ed il quadro dei nemici della Juventus sarebbe completo. Fa piacere vedere che l'ingegner Elkann ha pienamente fiducia nell'integrità di persone da poco rinviate a giudizio, si tratta di una grande prova di garantismo. Peccato che, come tutti gli juventini ben sanno, il garantismo dell'erede di casa Agnelli sia un po' a corrente alternata, e dipenda dalle convenienze del momento.

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sabato 8 novembre 2008

Gabetti, Farsopoli e l'equity swap

Ieri il dottor Gianluigi Gabetti (tra l'altro in compagnia dell'Avv. Grande Stevens, presidente onorario della Juventus) è stato rinviato a giudizio, con l'accusa di "aggiotaggio informativo", per la nota vicenda dell'equity swap Ifil-Exor che consentì alla Ifil di mantenere il controllo sulla Fiat nonostante l'esercizio del prestito "convertendo" da parte delle banche creditrici.
Immediatamente il dottor Gabetti ha rilasciato alla stampa la seguente dichiarazione:
"Sono certo di aver rigorosamente rispettato la legge nel tutelare gli interessi della Fiat in un momento drammatico e non dubito che ciò mi sarà riconosciuto nelle debite sedi, nella consapevolezza che esiste pur sempre una differenza tra accusa e condanna".

Eh già, siamo certi che il dottor Gabetti da sempre abbia la consapevolezza, che in uno Stato di Diritto, vi è una bella differenza tra accusa e condanna. Peccato non abbia trasmesso al suo pupillo, John Elkann, questo concetto. Lo avesse fatto non avremmo visto il nipote dell'Avvocato "scaricare" la vecchia dirigenza della Juventus. In quel caso Elkann non solo non aspettò le sentenze definitive, ma neanche la formulazione delle accuse, da parte delle autorità competenti.
Bastarono alcune indiscrezioni pubblicate sulla prestigiosa Gazzetta dello Sport.

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domenica 22 giugno 2008

Il Mago risponde a Montali

Montali a Sky: "Ogni grande club fa una lista per ogni ruolo. C' è un numero uno, via via fino al sei".

Il Mago di Ios a www.ju29ro.com: "Anche la Nuova Juventus 2006 FC di Franzo Grande Stevens, pur essendo un piccolo club con un presidente grande (di nome, non di fatto), fa una lista per ogni ruolo. Anche in Fermo Ferraris 32 c' è un numero 1, via via fino al 6. Poi, Franzo compra il numero 13".

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mercoledì 18 giugno 2008

Per Grande Stevens Moggi è innocente

"Non è un'ammissione di colpa".
Così l'ex presidente della Juve commenta il patteggiamento odierno per Calciopoli 2.
"Diciamo che e' un atto di generosita' verso il settore giovanile e scolastico della Figc", ha aggiunto Stevens.
Secondo il quotidiano.net, infatti, La Juventus versera' 300.000 euro in tre rate annuali da 100.000 euro, che andranno al settore giovanile e scolastico della Figc.

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