Tronchetti dov'era?
Quando sembra tutto finito, come in un incubo degno di un film horror, lo scandalo Telecom ritorna a galla. Ora sembrerebbe che una delle società della Telecom frodasse il fisco per centinaia di milioni di euro. Non basta, secondo gli inquirenti si approfittava anche per riciclare denaro dalla dubbia provenienza di uomini legati alla mafia e alla n'drangheta. Vi basta? Probabilmente sì. Ma la realtà supera la fantasia: la Stampa di Torino, infatti, parla di un equivoco personaggio dalle origini russe che avrebbe favorito l'investimento delle immense cifre illecitamente guadagnate per acquistare partite di diamanti. Non si sono fatti mancare nulla, a quanto pare. E probabilmente altre vicende verranno a galla anche nei prossimi giorni.E in tutto questo trambusto stupisce il fatto che a non accorgersi di nulla fossero i massimi esponenti della società. Sempre i soliti: Marco Tronchetti Provera e Carlo Buora.
Insomma, dopo che non si sono accorti del micidiale apparato deviato (?) che si divertiva (?) a spiare politici, banchieri, disturbatori d'assemblea e finanche esponenti di società di calcio, non si sarebbero accorti nemmeno di quest'altro papocchio. O meglio, secondo il Gip di Roma le responsabilità della società capogruppo sarebbero "solari". E se non lo avete capito, sembra che ci risiamo un'altra volta con lo stesso equivoco: la società è responsabile sebbene non sia dotata di cervello, coscienza e parola, mentre chi nella società aveva coscienza, cervello, parola e responsabilità poteva non essere al corrente di nulla.
Se così sarà interpretato il busillis verrebbe il dubbio che in Italia a non esserci sia la Giustizia. Quella con la G maiuscola, e uguale per tutti.
Intanto, una prima risposta la troveremo il prossimo 9 Marzo (fatto salvo un altro "legittimo" impedimento) quando il massimo responsabile della Telecom dell'epoca sarà interrogato dal Gup di Milano nell'ambito di quell'altro scandalo relativo al dossieraggio illecito ad opera degli apparati Telecom.
Da non dimenticare un fatto però: nell'udienza passata furono proprio i due Pubblici Ministeri della Procura ad opporsi all'interrogatorio.
A pensar male si fa peccato...
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