martedì 24 novembre 2009

La colpevolezza degli accusatori

Eccoci qui, dopo tre anni, a commentare l'assoluzione della Triade per i "fatti" relativi al bilancio della Juve. Per la verità ,sarebbe giusto dire che siamo qui a commentare i "non fatti" del bilancio: la Triade si è comportata con specchiata correttezza. I bilanci della Juve erano (e sono) tutt'altra cosa rispetto ai bilanci di tante altre società della Serie A di calcio.
Tutto bene quel che finisce bene? No, manco per nulla.
Come ha detto, infatti, l'avvocato Andrea Galasso, si è chiuso non un normale episodio giudiziario, ma un episodio doloroso. Per noi tifosi una inutile, cattiva e sadica tribolazione.

Tribolazione, va detto, dovuta allo zelo della nuova Juventus (quella Montelkaniana), che per consentire alla Procura di procedere ha presentato una bella querela contro ignoti per infedeltà patrimoniale. Suona beffardo, oggi, il comunicato stampa con il quale si rallegrano per l'assoluzione, quando tutti i giornali avevano già scritto che erano pronti a patteggiare per un reato inesistente. Cosa non si fa per un'altra vagonata di letame alla Triade!
Che credibilità hanno, dopo questa assoluzione, questi signori? Secondo noi nessuna, visto che già in occasione del processo sportivo vi fu l'incredibile e invereconda (per chi non conosce i retroscena) calata di braghe zacconiana di fronte a Ruperto.
E' evidente che qualcosa non torna, è evidente che i primi a voler la condanna della Juventus, di quella Juventus, sono i signori di Corso Galileo Ferraris e i loro azionisti principali.

Ma non basta. Tra i colpevoli impliciti indicati da questa assoluzione vi è buona parte del circuito della stampa mainstream. Chi ha dimenticato l'appiattimento sulle debolissime tesi accusatorie di Stampa, Corriere, Repubblica e Gazzetta? Pur di dare man forte ai PM arrivarono anche a dar voce a persone domiciliate nelle galere svizzere, che accusarono Moggi (senza uno straccio di prova) di aver intascato soldi sul trasferimento di Zidane. Questo è informare il lettore, o spargere letame?
Suona ridicolo, oggi, il sito della Repubblica che ricorda come il PM avesse chiesto tre anni per Moggi. Fatevene una ragione, il PM poteva chiederne anche trentamila di anni, ma il risultato non cambia: assolti perché il fatto non sussiste; in altri termini, assolti perché qualcuno si è inventato un sacco di balle!

Ma i colpevoli impliciti non finiscono mica qui. Che dire di una Figc che si premura (dopo che per anni ha consegnato alla Juve della Triade l'Oscar sul bilancio) di costituirsi parte civile? Sì, quella Figc che continua a non vedere situazioni fallimentari vere, conclamate, evidenti a tutti. Certo, ci rendiamo conto di quanto sia vitale una condannina, purché sia alla Triade. Anche loro hanno partecipato alla gogna di tre anni fa, poter dire "li hanno condannati", per qualsiasi cosa, serve a scacciare i fantasmi che si addensano sul loro operato.

Ecco perché con la sentenza di oggi sul banco degli imputati finiscono i Torquemada, che fino a ieri sedevano sul banco degli accusatori.

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giovedì 12 novembre 2009

Juve: un bilancio da Champions

Qualche giorno fa il Sole 24 Ore aveva illustrato la grave situazione del bilancio dell'Inter (sul sito abbiamo titolato su "Moratti in mutande"), ieri è arrivato il comunicato del CdA della Juve sul rendiconto trimestrale (luglio-settembre 2009), ed è come passare dalla notte al giorno. Intanto perché i conti sono in miglioramento rispetto a quelli già buoni dell'anno prima, nonostante gli investimenti di questa estate, e segnano un utile netto di 5,6 milioni, ma soprattutto per una indicazione di fondo.

L'articolo del Sole metteva in guardia dicendo che un'azienda "si considera solida se i debiti finanziari netti non eccedono il patrimonio", e sottolineando che l'Inter aveva un totale di debiti netti vicino ai 400 milioni e un patrimonio netto negativo (per questo abbiamo parlato di Moratti in mutande); dal comunicato sulla trimestrale della Juve, invece, si ricava che la posizione finanziaria netta è positiva (più crediti che debiti), e il patrimonio netto è aumentato arrivando a 107 milioni (senza stadio di proprietà pensiamo che sia un piccolo record). Una società quindi, la Juve, più che solida, un bilancio davvero da campioni.

A proposito di campioni, il CdA della Juve stima che l'intero esercizio 2009-10 possa chiudere in pareggio (e questo sarebbe già un successo), e che dipenderà dal cammino che la società riuscirà a fare nella Champions dove, come sappiamo, girano milionate di euro per ogni turno superato.

E così si arriva al punto centrale della gestione della Juve, che i redattori di questo blog hanno sottolineato tante volte: il bilancio è così a posto che la società potrebbe fare altri investimenti, li potrebbe fare anche a gennaio; con la conseguenza, non da poco, che se fossero investimenti azzeccati avrebbero subito un ritorno, magari un turno in più superato nella Champions e quindi i milioni di euro che ne deriverebbero.

Stando ai giornali, il presidente Blanc dice che la Juve è a posto con questa rosa, e noi siamo d'accordo con questa dichiarazione anche perché, come ha insegnato la gestione precedente, gli acquisti si fanno senza preannunciarli sui giornali o dibattendoli in comitati societari. Speriamo però che, nel frattempo, in casa Juve si ragioni a fondo sulla questione; si ragioni sì di bilancio, com'è giusto, ma si ragioni anche di rosa e di risultati.

Nel campionato dei bilanci siamo anni luce davanti a tutti, adesso tutti i tifosi bianconeri vogliono giustamente non solo un bilancio, ma una Juventus da Champions.

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lunedì 7 settembre 2009

Sant'Albano, pensaci tu!

L'articolo pubblicato sul sito relativo al fair play finanziario accenna ad un possibile scenario del 2012-2013, con una ristretta élite del calcio europeo nettamente staccata, conteggiando squadra, organizzazione societaria e fatturato, rispetto alle altre. In quella élite ci saranno sicuramente parecchie squadre inglesi, ci saranno il Real Madrid e il Barcellona, chiediamoci: ci sarà la Juventus?

In questa fase sarebbe facile per la società imbrodarsi negli elogi che arrivano da tutte le parti, facile e pericoloso. Tornare ai vertici del calcio nazionale non era una sfida ciclopica, visto anche come sono ridotti tanti concorrenti, la vera sfida da vincere è l'altra, è quella europea. La Juve di Giraudo-Bettega- Moggi se la stava giocando, verrebbe da dire che stava per vincerla, e col nuovo stadio l'avrebbe vinta sicuramente; la Juve di oggi ha la grinta per completare l'opera (e non solo lo stadio)?

Come juventini veri non solo siamo impegnati in difesa della nostra storia, ma guardiamo a testa alta anche a quella sfida; e siamo convinti che la Juve possa e anzi debba vincerla, perché la prima grande risorsa di una società di calcio è la passione dei suoi tifosi, e quella dei tifosi bianconeri è tanta (dicono le indagini campionarie che milanisti e interisti non riuscirebbero a pareggiarla neppure mettendosi insieme).

La richiesta che ci sentiamo di fare alla proprietà, anche a nome dei tanti amici che condividono il nostro impegno, è allora quella di non crogiolarsi negli elogi, ma di programmare nel medio periodo un piano aggressivo per vincere quella partita.

Ci sono risorse di bilancio per fare altri investimenti importanti. Manca un direttore generale? Occorre prendere sul mercato il migliore in circolazione. In Lega e Figc bisogna pretendere il rispetto delle regole in tema di bilancio e di giustizia sportiva, e fare anche del casino quando il caso lo richiede. C'è stato un tempo in cui dicevano che la Juve era arrogante, mentre adesso saremmo diventati simpatici: ma è una polemica sterile e senza senso; dovesse la Juve tornare a vincere, i battuti ci daranno di nuovo degli arroganti, tanto che Mourinho s'è già portato avanti, a modo suo, forse perché quest'anno un po' di paura ce l'ha pure lui.

Il Real Madrid annuncia intanto altri piani faraonici, il Barça viaggia a vele spiegate, in Inghilterra e in Germania le squadre più importanti hanno lo stadio pieno tutte le domeniche. Sono quelli i termini di raffronto in vista del 2012: speriamo che la proprietà, e segnatamente Sant'Albano che la rappresenta nel CdA della Juve, ci pensi in vista della prossima Assemblea.

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venerdì 28 agosto 2009

Meglio i BOT o due terzini?

Ieri Platini ha fatto i complimenti alla Juve per il suo "bilancio esemplare" (la Repubblica). Ne abbiamo a lungo parlato anche noi, oggi torniamo sull'argomento per sottolineare che, in base all'ultima trimestrale, la Juve ha depositi bancari per più di 40 milioni e affidamenti per più di 140 praticamente inutilizzati. Rispetto alla piaga dei debiti e dei bilanci drogati una specie di mosca bianca, una società risparmiosa che magari, come racconta un vecchio aneddoto su qualche industriale genovese, investe nei Buoni del Tesoro piuttosto che nel rinnovo dello stabilimento.

Già, lo stabilimento, l'incompiuta, come sul nostro sito abbiamo definito la squadra messa a disposizione di Ferrara: una bella squadra, niente da dire, ma secondo il giudizio generalizzato ancora debole sulle fasce difensive. Se quella sui BOT voleva essere una battuta (sulla Juve, sia chiaro, perché sull'industriale genovese è la verità), la bassa qualità dei nostri terzini è una certezza, tutti bravi professionisti ma tecnicamente non da società di prima fascia.

La campagna acquisti dura fino al 31, e a leggere i giornali trattative sono ancora in corso e non ballano neppure cifre astronomiche, tanto che con dieci milioni sembra che la Juve di terzini potrebbe comprarne addirittura due, rinnovando così lo stabilimento per tutta la parte che non sembra competitiva. Dieci milioni che non intaccherebbero più di tanto l'esemplarità del bilancio bianconero; basterebbe arrivare ai quarti nella Champions e si rientrerebbe dall'investimento (con gli interessi), se non ci si arriva e il bilancio va in rosso ci sono le riserve patrimoniali per farvi fronte.

Tutto in regola come vorrebbe Platini, e come non fanno tante altre società, l'Inter ormai dalla notte dei tempi (a proposito, siamo curiosi di vedere come Paolillo ha sistemato il passivo di quest'anno; ne parleremo a tempo debito, ma non escludiamo qualche gioco di prestigio tipo quello che abbiamo raccontato facendo vedere quanto vale Moratti in mutande).

A proposito di Buoni del Tesoro e industriali genovesi, l'aneddoto si riferiva agli anni settanta, quando inflazione e tassi di rendimento erano a doppia cifra mentre oggi, neanche a farlo apposta, sono vicini allo zero. Un motivo in più, certo non il solo o il più importante, per dire che tutto sommato sarebbe meglio investire nello stabilimento, comprando i due terzini.

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venerdì 7 agosto 2009

La Juve non muore mai

Siamo rimasti sorpresi dal titolo di Tuttosport di oggi: "Calciopoli cancellata", addirittura. Tutto questo in virtù della presentazione di un bilancio in attivo che vede la crescita dei ricavi fin quasi ai livelli di quelli pre-calciopoli. Sinceramente il titolo ci pare esagerato e fuori luogo. L'onore non si misura con il fatturato, l'amore tradito dei tifosi non si paragona all'utile d'esercizio.
Potremmo fare alcune osservazioni sul bilancio presentato da monsieur Blanc e dal presidente Cobolli, per esempio ricordando che il bilancio ha beneficiato di circa 10 milioni di revenues relative alla stagione 2005/2006, e che si riferivano all'opzione Mediaset sui diritti TV che è stata esercitata successivamente. Un'opzione pagata e incassata a fine 2005, e quindi materialmente merito di Giraudo, ma i cui effetti economici sono stati trasferiti sugli esercizi successivi in applicazione dei criteri IAS.
Ma chi se ne frega. Mere questioni contabili: noi diciamo bravi a Blanc e a Cobolli per aver comunque mantenuto la rotta della vecchia gestione, ed essere riusciti a riportare la Juventus a buoni livelli dopo la sciagura di Farsopoli.

I tifosi della Juventus possono, da sempre, andare fieri del bilancio della loro squadra: la Juve ha sempre vinto nel più rigoroso rispetto delle norme scritte nel Codice Civile e nelle norme federali, tant'è vero che la Juve è una delle poche società (forse l'unica) che non ha fatto ricorso alla legge spalmadebiti, non ha fatto finta di vendere il marchio, non ha scorporato e rivalutato nessun ramo d'azienda, ha sempre avuto un patrimonio netto positivo, non ha debiti col fisco e l'unica pendenza con l'erario è stata risolta il 17 luglio con l'Agenzia delle Entrate, che ha riconosciuto alla Juve il diritto ad un rimborso di 1,4 milioni per somme pagate e non dovute.

Visto tutto questo possiamo dire, a ragione, che la Juve ha vinto correttamente sia avanti ieri (gestione Boniperti), sia ieri (gestione Giraudo), e speriamo domani (gestione Cobolli-Blanc).
Ciò che andrebbe specificato è che con il ritorno ai livelli che alla Juve competono non è stata cancellata Calciopoli, bensì si è sancito il principio per cui la Juventus non muore mai, nonostante le ingiustizie, nonostante sporchi complotti, nonostante le ingiurie continue da quasi un secolo.
La Juventus è un simbolo di onestà, probità e serietà. Altri casi appaiono di diverso spessore. Se non ci credete, andate a leggere il bilancio che ha presentato la Telecom, in passato diretta da quel Tronchetti che, anche dalle colonne del Financial Times, parlava come un capo di stato (scimmiottando l'Avvocato) di tutto lo scibile umano, e che richiedeva all'allora suo amico Guido Rossi l'assegnazione dello scudetto a tavolino (o a tavaroli?) in ossequio ad un non bene identificato "spirito olimpico". Volendo potremmo ripagare, restituendo con gli interessi quello che ci è stato fatto.

Ma ciò che conta è sapere che la Juventus rappresenta al meglio l'Italia migliore. La Juventus siamo noi, e nessuno si senta offeso. E per il resto c'è la riva del fiume: basta avere pazienza e sulla riva di presunti "onesti" ne passeranno tanti.

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martedì 19 maggio 2009

Cosa manca a Tuttosport

Oggi Tuttosport rivendica di aver chiesto per tempo l'allontanamento di Ranieri e di aver indicato ancora prima la soluzione Ferrara (addirittura nell'ottobre 2008). Senza entrare nel merito, e ricordando che i giornali hanno una proprietà che fissa evidentemente la linea editoriale, una cosa ci sentiamo di dirla: dall'autunno scorso Tuttosport insiste nel richiamo della tradizione della Juve vincente, quella di Gianni e Umberto Agnelli, insiste nel sottolineare che bisogna tornare a vincere e subito, mentre per gli altri giornali bisogna avere pazienza perché la Juve ancora "tre anni fa era in B".

Ai tifosi juventini quella insistenza sicuramente farà piacere, quanto a noi facciamo presente che tra il dire e il vincere ci sono tanti temi da trattare; ne indichiamo uno che ci sta molto a cuore ed è quello della regolarità dei bilanci.

Per come l'abbiamo vista noi dal nostro sito la situazione attuale è presto detta: la Juve presenta all'esame della Covisoc un bilancio in pareggio, poi si impegna a rispettarlo e lo rispetta fino in fondo, anche a costo di comprare Poulsen invece di Xabi Alonso per non sforare; ci sono società che della normativa Covisoc si sono sempre fatte un baffo e continuano tranquillamente a farselo. Di una in particolare abbiamo riempito pagine e pagine del nostro sito.

Tanto regolare la situazione non è: è come se la Juve facesse un incontro di boxe con le mani legate, mentre l'avversario si mette il piombo nei guantoni; a parte la bravura dei suoi dirigenti a fare a pugni, vincere è praticamente impossibile. Pretendere l'applicazione del Codice di Giustizia Sportiva, pretendere che la normativa sui bilanci sia rispettata da tutti è sacrosanto, e tocca alla stampa verificare che questo accada e indignarsi perché finora non è avvenuto.

Su questo filone d'indagine la precedente direzione di Tuttosport si era particolarmente impegnata; quell'impegno, secondo noi, finora è mancato.

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giovedì 14 maggio 2009

Sforare il budget?

Secondo l'indiscrezione di Tuttosport, ieri nella riunione dei dirigenti della Juve sarebbe venuto fuori anche il nome di Wenger come possibile futuro allenatore; secondo il giornale, Carlo Sant'Albano (consigliere Juve e amministratore delegato Exor) ne parlerà con la proprietà perché ci sarebbe di mezzo un ingaggio plurimilionario e quindi bisognerebbe ottenere da John Elkann "l'autorizzazione a sforare il budget". Ed è su questa autorizzazione che vorremmo invitare a ragionare.

Commentando oggi sul sito l'ultima trimestrale abbiamo fatto presente che la Juve ha più di 100 milioni di patrimonio netto e non ha problemi di liquidità; questo vuol dire che la società potrebbe benissimo far fronte "da sola" ad un bilancio 2009-10 in passivo; ci sono le riserve patrimoniali, per eventuali problemi di cassa si farebbe ricorso alle banche.

Se il consigliere Sant'Albano deve chiedere l'autorizzazzione all'ingegner Elkann per sforare il budget è perché, evidentemente, la proprietà ha dato disposizioni che il bilancio deve comunque chiudere almeno in pareggio. Sarebbe allora la conferma che il progetto che vede impegnati i consiglieri in oceaniche riunioni non ha come obiettivo primario la competitività della squadra, ma in prima battuta e come conditio sine qua non il famoso bilancio sostenibile (sarà anche per questo che durano così a lungo?)

Crediamo a questo punto che bisogna prenderne atto, e sperare nella bontà delle scelte che i dirigenti faranno, non perché le migliori ma perchè compatibili. Da tifosi appassionati, abituati forse troppo bene dalle diverse disposizioni che davano Gianni e Umberto Agnelli, ci sentiamo però di ribadire un timore: con questo tipo di progetto vinceremo sicuramente l'Oscar di bilancio non solo in Italia ma in Europa, tuttavia sarà difficile, molto molto difficile vincere il campionato e fare strada nella Champions.

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martedì 28 aprile 2009

Milan d'Arabia, Juve di rabbia

Si rincorrono le voci di un possibile ingresso della Famiglia Reale del Dubai nel capitale azionario del Milan.
Per ora nulla di ufficiale, ma Domenica è stato segnalato a San Siro il figlio dell'emiro al Maktoum.
I bene informati dicono che poi vi è stato un incontro con Galliani nel quale si è parlato di sponsorizzazione della compagnia aerea del Dubai a partire dal 2010, invece la partecipazione azionaria nel Milan non è data per certa, comunque appare come una possibilità concreta.
Lo stesso Kakà si è lasciato sfuggire, su questa "bomba", la seguente dichiarazione: "Lo sceicco? Lo abbiamo conquistato".
Come si vede la cosa pare molto seria, e naturalmente a leggere la dichiarazione dell'asso brasiliano a Milanello, evidentemente, si respira un'aria di ottimismo e di fiducia nel futuro. Ottimismo e fiducia più che giustificati visto che l'apporto degli sceicchi sarebbe fondamentale per riportare in alto il Milan, dato che appare sempre più evidente una certa disaffezione della famiglia Berlusconi, probabilmente stufa di saldare a piè di lista gli annuali deficit della società di via Turati.

Invece a Torino, sponda Juve, l'aria è un misto di rassegnazione e rabbia. Ne abbiamo avuto una ulteriore dimostrazione oggi, leggendo qualche agenzia dall'assemblea della Exor, la finanziaria che controlla la Juventus.
Elkann ha infatti, in quella sede, dichiarato che la Juventus dopo il suo celeberrimo e funesto "ripartiremo dal basso" sta cercando una nuova quadratura del cerchio: provare a vincere ma solo riducendo i costi. Inutile dire che è una pia illusione. Si vince, mantenendo i conti in ordine, solo se si aumentano i ricavi (e non se si riducono i costi).
La cosa l'aveva capita bene la vecchia Triade, che partendo dalla necessità dell'aumento dei ricavi aveva avviato un progetto credibile.
Ma queste cose le sa anche John Elkann, evidentemente il suo progetto è un altro: abbattere i costi, stabilizzare (e non accrescere) i ricavi e accontentarsi di risultati sportivi non all'altezza della storia della Juventus.
Speriamo che la mossa del Milan suggerisca alla Exor una onorevole exit strategy, ovvero la vendita della Juventus a qualcuno disposto a investire seguendo la via maestra dell'aumento dei ricavi suggerita dal piano della Triade. Solo così si potrà tornare a vincere.
In caso contrario ai tifosi della Juve non resterà che ammirare, provando rabbia per ciò che poteva essere e non è stato, le future vittorie del Milan "d'Arabia".

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mercoledì 1 aprile 2009

La benedizione di Cobolli

Cobolli dice di benedire continuamente il giorno in cui "qualcuno" decise di comprare Buffon. Naturalmente non cita gli Innominabili che decisero l'acquisto, evidentemente qualcuno potrebbe prenderla a male.
A voler essere sinceri, Cobolli dovrebbe benedire i Satana Innominabili anche per aver lasciato un settore giovanile eccellente. Oppure per aver acquistato lo stadio Delle Alpi, oppure ancora per aver costruito il centro di Vinovo.
Ma anche per aver portato alla Juventus campioni di prima grandezza (in qualche caso svenduti alla peggior concorrenza per un piatto di lenticchie dal Cobolli medesimo) a getto continuo e lasciando il bilancio in ordine.
Insomma, benedica la Triade tutti i giorni, i motivi non mancano. Poi, magari, non si limiti alle benedizioni: provi ad imitarli!

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giovedì 26 marzo 2009

Vincere o partecipare?

Ieri alla Borsa Valori l'amministratore delegato Blanc ha così sintetizzato il progetto che porta avanti per la Juve: essere competitivi e avere il bilancio a posto; saranno man mano sostituiti i campioni più anziani, andrà avanti la realizzazione del nuovo stadio, si valorizzeranno i giovani del vivaio: queste sono le idee di Blanc per i prossimi anni.

Che si tratti di un programma "serio" non ci piove, serio nel senso che mentre ci sono società che hanno grossi problemi economici o di bilanci drogati o magari di sopravvivenza la Juve questi problemi non li ha e non li avrà; viene un dubbio, però: il dubbio se così facendo, cioè operando come la Juve ha operato finora con la gestione Blanc, si riuscirà anche a vincere.

Sul vincere, infatti, Blanc è stato chiaro ma fino ad un certo punto, perché ha detto che è l'obiettivo della Juve ma "non a tutti i costi" perché altrimenti si può "mettere a rischio la società". Senza entrare in questioni tecniche (se Blanc è bravo oppure no a comprare i nuovi campioni) c'è un pericolo in tutto questo, il pericolo che la filosofia della nuova Juve diventi "l'importante è partecipare"; perché se le altre società continuano a fare le furbe come fatto finora con i trucchi di bilancio e i grandi assegni dei proprietari allora la Juve magari vincerà l'Oscar del Sole 24 Ore per avere il bilancio più a posto, ma difficilmente arriverà alla terza stella o supererà gli ottavi della Champions.

Viene, anzi, un dubbio ancora più grosso: che se ancora per un po' non arriva la terza stella e non si superano gli ottavi allora sì che è a rischio la società, perché a quel punto non ci sarebbe più la Juventus vera ma per sempre un'altra cosa, un'altra società.

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Ci vuole equilibrio

Giò&Van non si sono astenuti neppure oggi dal regalarci le loro solite perle quotidiane (nel novissimo dizionario della lingua maghese, perle sta per cazzate immani).
"Tutte le società devono guardare all'equilibrio tra ricavi e costi. Faccio un piccolo esempio: mi avete mai visto venire con un autista? Io guido la macchina per i fatti miei. È solo un segnale dello stile che vogliamo tenere".
Capisco che pretendere un po' più di equilibrio da Giò&Van è un po' come pretendere da Andrade di andare a correre i 400 metri ad ostacoli.
Ma a tutto c'è un limite.
Può anche essere che la rinuncia di Giò&Van all'autista abbia un minimo effetto positivo sull'equilibrio dei conti della Smileville FC.
Ma sono ben altri i costi che mettono in pericolo questo equilibrio.
Ad esempio, l'acquisto di bidoni che si svalutano.
Oppure, l'acquisto di bidoni marci che si rompono definitivamente.
Ed infatti gli ultimi conti annuali della Smileville FC non erano in particolare equilibrio (grazie anche, ma non solo, all'operazione Andrade).
E a ben vedere, ci sono anche altri costi che minano l'equilibrio dei conti.
Ad esempio, quel pedaggio annuale di circa 700.000 euro da corrispondere proprio a Giò&Van come congruo compenso per le loro perle (sempre nella medesima accezione di cui sopra).
Per non parlare del pedaggio annuale ancor più (in)congruo da devolversi a Monsieur Blòn, con il suo duplice cappello di amministratore delegato e direttore generale.
Il costo dell'autista di Giò&Van mi sembra proprio l'ultimo dei problemi.

Il Mago di Ios

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