Chi comanda nel calcio
Ieri i presidenti della A dovevano scegliere i loro rappresentanti per il Consiglio di Lega; non si sono accordati, hanno litigato (probabilmente come i ladri di Pisa), uno dei consiglieri doveva essere Galliani che è stato invece eletto presidente di categoria per la serie A. Del Consiglio si parlerà nella prossima Assemblea, e la situazione è questa: per i due posti in palio ci sono quattro candidati e cioè Moratti, Zamparini, Lotito e Cellino; Rosella Sensi diventerà vicepresidente vicario della Lega.Intanto, a capo della Commissione Finanza dell'Uefa è stato nominato Paolillo, amministratore delegato dell'Inter, e con lui ci saranno Laporta del Barcellona, Aulas del Lione, Kenyon del Chelsea e Rummenigge del Bayern. La Commissione dovrebbe decidere sul fair-play finanziario.
Ci sono in vista appuntamenti importanti come la scissione tra A e B, l'assegnazione dei diritti Tv dal 2010, la revisione della normativa sui controlli dei bilanci: queste nomine lasciano capire chi avrà potere di orientare le decisioni, chi controlla i bottoni di comando, chi conta nel calcio e che sgomita perché vuole contare di più.
Lo stupore quindi è doppio. Da un lato sembra incredibile che la Sensi possa avere un incarico federale mentre la Roma è alla perpetua ricerca di un compratore, e Paolillo debba decidere sui bilanci dopo tutti i "mastrussi" che ha combinato con quello dell'Inter; dall'altro, è ancora più incredibile che non ricorrano rappresentanti della Juve, come se la società col maggiore seguito di tifosi e con un bilancio da prendere a modello (così si è sempre detto) non conti nulla in ambito federale.
Può darsi che le poltrone che contano davvero siano altre, e che il calcio sia dentro un ambaradan più grande e generale, ricordiamoci però che con i diritti Tv e i controlli sui bilanci sono possibili, e l'abbiamo documentato, pastrocchi e sorprese capaci di danneggiare pesantemente la Juve. Sarà anche vero che alla lunga il lavoro paga e che i comportamenti scorretti non possono essere nascosti in eterno, ma alcune nomine (e l'assenza di altre) appaiono davvero inquietanti.
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