lunedì 8 febbraio 2010

L'osservatorio osserva davvero?

Il 20 gennaio l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive presso il Ministero degli Interni aveva indicato Inter-Juve come una gara a rischio: immediato è scattato il divieto all'acquisto di biglietti per i tifosi juventini.
Il 27 gennaio sempre lo stesso Osservatorio ha identificato Fiorentina-Roma come gara a rischio: non è stato preso nessun provvedimento particolare.
Infine, per l'Osservatorio la partita Udinese-Napoli non rivestiva particolare interesse, non era una gara a rischio.

7 Febbraio 2010 - Ansa ore 22:18:
Prima di Fiorentina-Roma 200 tifosi viola hanno lanciato sassi e oggetti a un gruppo di ultrà romanisti prima d'esser fermati dalla polizia.
Questa ha evitato il contatto tra i due gruppi. Le forze dell'ordine hanno poi proceduto al fermo di alcuni tifosi della Fiorentina, ora in questura con alcuni tifosi romanisti che tentavano di entrare allo stadio senza biglietto. Poi, appena iniziata la gara dal settore degli ultrà romanisti è partito un fumogeno verso i sostenitori viola.

Ansa ore 23:27:
Otto tifosi napoletani, dei 10 fermati dopo gli scontri allo stadio Friuli prima della partita Udinese-Napoli, sono stati arrestati.
Si tratta di giovani di età compresa tra i 20 e i 25 anni. Le ipotesi di reato vanno dal possesso di droga, di bastoni e spranghe, alle lesioni aggravate.

Visti i risultati, cominciamo a nutrire dei dubbi sulle valutazioni dell'Osservatorio e sulle conseguenti decisioni del CASMS.

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domenica 19 luglio 2009

La luna nel Pozzo

Questa volta il mercante friulano sembra aver sbagliato i suoi conti.
Prima ha tentato di cedere il pur bravissimo D'Agostino alla Juventus per la cifra spropositata di 25 milioni di euro. Si noti bene, la cifra era a geometria variabile, nel senso che una parte doveva essere corrisposta in danaro, e un'altra con la comproprietà di Giovinco e Marchisio. Chiunque è in grado di comprendere che nel caso i due giovani (o anche solo uno) si fossero definitivamente consacrati, la Juventus si sarebbe dovuta svenare per riacquistare la totalità dei cartellini. Se i torinesi avessero abboccato sarebbe stato un capolavoro di cui si sarebbe parlato per decenni. Per fortuna Secco quest'anno pare in ottima forma.

Ma l'Udinese non si è arresa, ha infatti proposto il suo centrocampista al Real Madrid per la modica cifra di 25 milioni in contanti. Pare che anche a Madrid abbiano subodorato qualcosa. Infatti della trattativa non si parla più.
Ora ai friulani non rimane che ricostruire psicologicamente il calciatore, che dopo aver sognato Torino e Madrid rimarrà ancora a Udine.
Mentre al cassiere, che già sognava di vedere un bel pacco di milioni con un'enorme plusvalenza, non rimane che riflettere sull'eccessiva avidità del presidente. Avidità che ha trasformato un affare certo in una illusione.
Già, un illusione come la luna nel Pozzo.

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domenica 7 giugno 2009

L'assedio

I giornali raccontano che continua l'assedio juventino all'Udinese per riuscire a portare D'Agostino a Torino. Ecco cosa dichiara il presidente friulano a tale proposito "La sua valutazione? Sui 30 milioni di euro. Ma noi non vogliamo cash. Se dovessimo decidere di privarci di D'Agostino, infatti, dovremmo avere dalla Juventus in cambio adeguate contropartite tecniche per mantenere la squadra su grandi livelli. Abbiamo chiesto Giovinco, è vero, ma ci piacciono anche un esterno (De Ceglie) e un centrocampista centrale forte e giovane (Marchisio)".
Insomma volendo quantificare, Pozzo per cedere D'Agostino vorrebbe circa 8 milioni più le comproprietà di due a scelta tra Giovinco, De Ceglie e Marchisio.
Pare evidente che stando così le cose i giornalisti farebbero bene a parlare di assedio dell'Udinese alla Juventus e non viceversa.
Inutile dire che farebbe bene la Juve a rispedire al mittente l'insana proposta. Sempre che non si voglia emulare l'astuto Moratti, che cedette per un piatto di lenticchie Pirlo, Seedorf e Cannavaro.
Il Moratti, ricordiamo, poteva però giustificarsi accusando i suoi competitori di corrompere gli arbitri. Noi che dobbiamo espiare non avremmo neanche quello sfogo!

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venerdì 17 aprile 2009

Senza rimpianti?

Pur con tutta la buona volontà, pur armati della pazienza di Giobbe siamo costretti per l'ennesima volta a commentare le dichiarazioni rilasciate oggi dal "nostro" Claudio Ranieri.

Secondo lui la Juventus non deve nutrire rimpianti per come è andato il campionato. A noi pare esattamente il contrario, di rimpianti ce ne sono fin troppi.
C'è il rimpianto dell'ennesimo calcio mercato con spreco di risorse per l'acquisto di giocatori non da Juve, ci riferiamo in particolare a quel giocatore che, secondo il tecnico romano, avrebbe dovuto surclassare Sissoko. Senza contare il fatto che, a sparger sale sulla ferita, ci ha pensato il Genoa di Gasperini guidato da quel Motta arrivato dalla Spagna a parametro zero.
Ma c'è anche il rimpianto di aver visto per tutta la stagione la squadra falcidiata da infortuni muscolari di ogni genere, dimostrazione evidente di una preparazione atletica sbagliata.
C'è il rimpianto di aver visto una squadra buttar via punti in casa in maniera insulsa con delle provinciali, basti pensare al Chievo di Pellissier.
C'è il rimpianto che la squadra, forse non adeguatamente motivata, ogni volta che si avvicinava all'Inter ha avuto paura di vincere o addirittura di giocare, basti pensare alla penosa prestazione contro la Lazio all'Olimpico. Lazio, sia chiaro, in evidente crisi di gioco e manco lontana parente di quella della stagione scorsa.
C'è infine il rimpianto di una società ormai annichilita e dal peso politico pari a zero. Si veda come è stata sbeffeggiata dall'arbitro proprio nella partita di Genova.
Infine c'è il rimpianto di aver perso lo scudetto contro una squadra come l'Inter. Si lasci perdere la retorica dei giornali che la definiscono una grande squadra. Chiunque, basta vedere le meschine comparsate in Europa, capisce che il livello è veramente mediocre.

Naturalmente Ranieri di tutto ciò non si cura. Probabilmente di tutto ciò non si rende conto, forse perché è convinto di allenare l'Udinese.
Peccato che a Udine con i soldi spesi in questi tre anni avrebbero portato a casa almeno una semifinale in Europa e uno scudetto.
Per una volta però invitiamo a guardare al futuro, così come Cobolli vorrebbe, sperando che non ci regalino l'ennesimo sicuro rimpianto: la riconferma di Ranieri.

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mercoledì 28 gennaio 2009

Miracolo: la Juve resuscita l'Udinese!


A suo modo la Juventus anche questa sera ha fatto l'impresa. Resuscitare l'Udinese non sembrava essere cosa da poco visto che la squadra friulana non vinceva in campionato giusto da tre mesi. Da allora i derelitti furlani hanno messo insieme giusto 3 punti in 14 partite fino alla resurrezione di stasera: tre punti in un colpo solo! Una storia insomma da scrivere nel libro del Vangelo del calcio. Lasciati a riposo Del Piero e Zanetti, mastro Ranieri ha dato spazio a Giovinco come seconda punta accanto ad Amauri, coppia di centrali a centrocampo Marchisio e Sissoko e rientro di Molinaro sulla fascia sinistra, queste le differenze rispetto alla squadra che sabato aveva sconfitto la Fiorentina fra le polemiche. Dire che stasera l'undici bianconero è sceso molle in campo è un eufemismo. E' stata bissata la prima mezz'ora inguardabile vissuta nella trasferta di Roma contro la Lazio. Che si tratti di un particolare significativo? Noi diacimo di sì.
Nell'opera di resurrezione di Di Natale e la sua compagnia, la prima mezz'ora ha travolto la squadra di Ranieri in quello che è sembrato un delirio mistico come per creare le condizioni giuste che potessero dar vita al miracolo. Un avversario tutt'altro che irresistibile ha accesso il primo cero quando una Juventus che pareva ferma in preghiera ha spalancato la propria metà campo all'inserimento di Zapata, Di Natale, Quagliarella che come Re Magi ci hanno infilato il dono. Poi la sveglia, o qualcosa di simile, visto che la Juve è sembrata destarsi, ma si trattava di pia illusione. Non si è salvato praticamente nessuno nell'undici di partenza bianconero. Difesa sempre alta ma più lenta del solito con Legrottaglie insolitamente svagato e impreciso, Molinaro e Grygera avevano certamente invertito le scarpe per quanto fuori misura sono stati anche i passaggi più elementari. Sulle fasce di un 4-4-2 classico il nulla. I fantasmi di Nedved e Marchionni si sono aggirati sulle fasce laterali per tutta la serata ed anzi, quello di Marchionni nella ripresa ha svolazzato tutto solo chiuso nello spogliatoio. In campo Iaquinta, al rientro dopo infortuni vari e panchine a iosa. Sembrava un elefante in una cristalleria o forse un montone a cercare di farsi spazio in un pascolo troppo affollato. Con il suo ingresso in campo, Ranieri ha cambiato modulo scegliendo di schierare il rombo di centrocampo con Giovinco sul vertice alto e Sissoko sul vertice basso. Si è vista almeno un po' di buona volontà ma mai quest'anno così tanti errori e la totale mancanza di pericolosità in avanti. Handanovic non ha compiuto una sola parata in tutta la partita. Di Natale (!) manco a dirlo, si è incaricato del secondo dono a una Juve che stasera aveva veramente la mobilità di una vecchia signora.
Nel frattempo l'arbitro in preda a un trasalimento compassionevole grazia anche Nedved meritevole del secondo cartellino per un evitabile fallo da dietro nei confronti di un avversario. Ma non si poteva certo pretendere che Tagliavento sostituisse Ranieri nelle scelte (...) Il fischietto in tenuta color canarino non se l'è proprio sentita di umiliare l'ex pallone d'oro ceco in una serata in cui nemmeno un miracolo avrebbe resuscitato lui. La Juve poteva segnare solo su rigore e grazie a Pasquale (!) che affonda i tacchetti sulle caviglie di Grygera in piena area il rigore arriva. C'è quindi spazio per il consolatorio golletto dagli undici metri di Iaquinta che non mortifica però i credenti in attesa che il miracolo si compia. Si chiude il quarto minuto di recupero quando l'arbitro fischia tre volte e la Juventus riesce nel miracolo. Tre punti all'Udinese che resuscita. La Juve torna a casa. Il miracolo si è compiuto.

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venerdì 2 gennaio 2009

Lo scudetto del bilancio

(Link) Va all'Atalanta della famiglia Ruggeri lo scudetto della buona gestione del bilancio, ossia di chi spende meglio rispetto ai punti conquistati in campionato. Seguono l'Udinese di Pozzo e il Catania di Pulvirenti. In fondo le quattro grandi della serie A: Roma, Inter, Juventus e Milan. E' la speciale classifica elaborata dal settimanale ''Il Mondo''.
Relativamente al 2008-2009, per ogni punto messo in cascina i neroazzurri bergamaschi spendono 231.000 euro, 286.000 i bianconeri friulani e 357.000 gli etnei. Di segno opposto l'andamento dei club maggiori: i rossoneri di Silvio Berlusconi spendono un milione e 622.000 euro a punto, la ''Vecchia Signora'' un milione e 420.000, gli uomini del patron Massimo Moratti un milione e 276.000, Totti e compagni un milione e 203.000 euro.

(Link) ...Per compilare la classifica di chi spende meglio, il settimanale economico ha diviso il monte-ingaggi di ogni squadra per i punti conquistati nello scorso campionato; o, per la stagione in corso, per la proiezione sulla media-punti prima della sosta natalizia, alla 17esima giornata, l'ultima del girone di andata. Nel 2007-2008, l'Atalanta ha vinto il mica tanto platonico titolo di club più avveduto: ogni punto conquistato è "costato" 239 mila euro, contro i 252 mila spesi dall'Udinese, seconda in classifica nei libri contabili e settima - con tanto di posto Uefa - sul campo.

Prime due posizioni confermate in questa prima metà stagione, anzi l'Atalanta sta addirittura migliorando: 231 mila euro a punto. Anche le grandi si stanno superando, in peggio però. L'Inter scudettata ha pagato 1,294 milioni di euro ciascuno degli 85 punti ottenuti nello scorso campionato.

La Roma, seconda dietro l'Inter sul campo un anno fa, è passata da 719 mila euro a 1,2 milioni per ogni punto conquistato. E con un monte-ingaggi che alla famiglia Sensi costerà 65 milioni, 6 in più rispetto all'ultima gestione. Un indice assai diffuso, a giudicare dai dati pubblicati dalla Gazzetta dello Sport: in Serie A il costo dei calciatori è aumentato dai 666 milioni di un anno fa agli attuali 768: 102 milioni in più, +115%.

Il Milan tutte stelle, quinto un anno fa e fuori dalla Champions League, nella gestione puramente contabile sarebbe da zona-retrocessione: per un piazzamento Uefa ha sborsato quasi 2 milioni a punto, 8 volte quanto speso da Pozzo a Udine per lo stesso obiettivo. Va meglio il Milan 2008-09, ma è ancora lontano dalle più avvedute gestioni firmate De Laurentiis a Napoli (in zona-Champions, il club che spende meno), Della Valle a Firenze, Preziosi al Genoa. Niente a che vedere con quella di Moratti: 180.5 milioni in stipendi nel 2007-08, l'88,7% dei ricavi.
Salary cap, questo sconosciuto.

Leggete il dossier Bilanciopoli sul sito del Team!

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mercoledì 29 ottobre 2008

La mosca bianconera

In tema di bilanci della serie A, quasi tutti ricchi di plusvalenze finte e vere perdite per decine e centinaia di milioni, c'è una "mosca bianca" ed è l'Udinese. Lo segnala la Gazzetta dello Sport (del 20 ottobre) che di solito ai bilanci dedica poco spazio e pochissima attenzione, scrivendo che in quello 2007-08 la società di proprietà di Gianpaolo Pozzo ha realizzato un utile di circa 8 milioni.

Il segreto per guadagnare dei gran soldi (riuscendo a fare anche tanti punti in classifica) è l'abilità dei dirigenti nel comprare giocatori ancora sconosciuti al grande pubblico, spendendo quindi poco sia di cartellino che di ingaggio, valorizzarli e, se capita l'occasione giusta, venderli. Nella scorsa stagione, per esempio, l'Udinese ha ceduto Iaquinta alla Juve per 10 milioni e Muntari al Portsmouth per 12, realizzando così una plusvalenza (vera) che è bastata praticamente da sola per pagare lo stipendio di tutta la rosa. Gli ingaggi pagati in un anno sono stati infatti pari a 18 milioni e 50 mila euro (tasse incluse) cioè meno, scrive la Gazzetta, dei 12 milioni netti adesso guadagnati all'Inter da Ibrahimovic e degli 11 pagati dal Milan per Kakà.

Per fare i complimenti ai bianconeri di Udine il giornalista della Gazzetta scrive che la società è in controtendenza in "tempi di recessione, di società oppresse dai debiti e di ricconi costretti a ricapitalizzare i club a colpi di milioni per evitare che i libri contabili finiscano in tribunale".

Peccato, aggiungiamo noi, che sui debiti e i libri in tribunale la Gazzetta non si sforza mai di far capire i suoi lettori; sarà forse che i suoi editori vogliono che si parli solo di "tutto il rosa della vita", fatto sta che della mosca bianconera il piccolo giornale sportivo di Milano ci ha fatto capire i segreti di bilancio ma di tutto il "nero" che c'è in quelli delle società dei proprietari ricconi (perdite a bulacchi, debiti nascosti, plusvalenze finte a gogò) i segreti non vengono spiegati mai.

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