venerdì 12 marzo 2010

Dissenteria alla Pinetina

Raiola nuovo procuratore di BalotelliA leggere le polemiche che hanno fatto da contorno alla dissenteria che ha colpito Balotelli sabato sera si direbbe che i mal di pancia alla Pinetina sono più di uno. C'è stata infatti la polemica dell'allenatore, che ci ha tenuto a far capire che smentiva Branca, e poi c'è stata quella del fratello del calciatore, che ha chiesto che Balotelli sia lasciato fuori da beghe di condominio (!); sarà un caso, ma ieri alla Pinetina c'era Moratti in persona che, evidentemente, ha voluto rendersi conto di persona di chi, per dirla terra terra, l'aveva fatta fuori dal vaso.
I soliti casini da Inter, beghe di condominio potrebbe persino risultare un complimento, se non fosse che nel frattempo s'è saputo che il procuratore di Balotelli è Raiola (quello dell'affarone Ibra), e che il calciatore ha una clausola rescissoria di 70 milioni; non solo, come abbiamo tempestivamente segnalato il Corsera già da tempo ha suggerito a Balotelli di trasferirsi in Inghilterra, guarda caso lì c'è Mancini con la squadra dello sceicco (ricco), e gli inglesi non sono razzisti come i tifosi juventini.

A prima vista possono sembrare tessere che non si incastrano (Raiola con lo sceicco, Moratti con la dissenteria, il Corsera con l'Inter), non dimentichiamoci però che il bilancio dell'Inter anche quest'anno andrà risanato, che ci vorranno un centinaio di milioni e che la Saras quest'anno non ha dato dividendo. Ecco, se consideriamo tutto si ricava che questa estate Moratti potrebbe essere costretto a fare un'altra cessione tipo quella di Ibra, e che l'indiziato è proprio Balotelli (l'altro è Maicon, ma si sa che i difensori quotano meno degli attaccanti).

C'è di mezzo l'allenatore portoghese, che a furia di incazzarsi con tutti rischia di far saltare il progetto, e forse è proprio per questo che Moratti è andato a verificare di persona. Perché se il progetto, a furia di farla fuori dal vaso, dovesse davvero saltare allora il mal di pancia potrebbe averlo proprio lui, che deve in qualche modo coprire il buco di bilancio.

Etichette: , , , , , , , ,

mercoledì 3 marzo 2010

Il topolino della Uefa e il drago dell'economia

E alla fine la montagna della Uefa ha partorito il topolino: le regole sul fair play finanziario proposte da Platini sono state posticipate al 2015. Una grande vittoria per le società spendaccione a debito, che così contano di avere più tempo per mettere in sesto i bilanci, o chissà addirittura di avere un nuovo rinvio all'avvicinarsi del 2015, al peggio, si sa, non c'è mai fine.
Inutile stare a recriminare: le cose sono andate così. Hanno vinto le cicale che possono continuare a cantare per qualche anno, forse.
Diciamo forse, per una ragione ben precisa: la crisi economica potrebbe prendersi la sua rivincita. Senza fare prigionieri.
Non basta, in un'epoca di crisi come questa, scrivere su un pezzo di carta che le regole di amministrazione prudente e oculata possono essere tranquillamente posticipate. Prendiamo per esempio l'Inter, la cicala italiana per antonomasia. La crisi ha colpito pesantemente la Saras, la gallina dalle uova d'oro di Moratti. Quest'anno, visti gli zero euro di dividendo, Moratti darà il solito obolo milionario per coprire le perdite dell'Inter? Noi nutriamo seri dubbi, e di conseguenza probabilmente il posticipo del fair play finanziario sarà inutile. Oculatezza dovrà essere per forza, visto che non lo è per amore.
Medesimo discorso si può fare con le società spagnole. Servirà a qualcosa il passo indietro della Uefa in una nazione in crisi nera, con la disoccupazione al 20%, una crisi immobiliare terrificante e le finanze pubbliche in difficoltà? Noi pensiamo di no e, a riprova di quello che diciamo, ricordiamo che gli sconti fiscali previsti per i lavoratori stranieri, cui le società di calcio hanno attinto a piene mani, sono stati abrogati dal governo. La Uefa dunque può scrivere sulla carta ciò che le pare, nella realtà la crisi economica non fa sconti a nessuno.
Inutile dire che in Inghilterra le cose stanno più o meno allo stesso modo anche se, va detto, a Downing Street non hanno mai nascosto le condizioni delle loro società di calcio e in più di una circostanza hanno chiesto un'amministrazione più oculata.

Ecco, per tutto questo, ci sembra di poter dire che il topolino partorito dall'Uefa sia, oltre che inutile, rosso per la vergogna.

Etichette: , , , , , , ,

sabato 27 febbraio 2010

La gallina Saras fa uova di pietra

Il tempo è padre della verità. E nessuno lo potrà negare, su ju29ro.com abbiamo detto in tempi non sospetti che la crisi economica avrebbe sistemato tante cose. Vi ricordate i bei tempi in cui tutti sviolinavano sulla magnificenza di Moratti e del suo mecenatismo? Vi ricordate i soloni e i farisei che dicevano (e dicono) che il deficit cronico dell'Inter non è un problema "tanto c'è Moratti che copre?"
Cari signori, dovete cambiare disco e inventarvene un'altro. La gallina dalle uova d'oro Saras sta iniziando a produrre uova di pietra. I ricavi registrano una flessione del 39%, a quota 5.317 mln, la posizione finanziaria netta a fine 2009 è negativa per 533 mln e l'utile adjusted (leggi perdita) è di -55 milioni di euro circa. Di conseguenza il dividendo (le uova d'oro), per quest'anno, sarà pari a zero.

Ecco che, magicamente, gli anni ruggenti delle campagne acquisti faraoniche diventeranno un ricordo dei bei tempi che furono. Non solo, ci vuole poco a capire che ora ben difficilmente si troveranno delle banche disposte a finanziare operazioni spericolate come la compravendita del marchio. La garanzia implicita di Moratti svanisce, così come sono svaniti gli utili e i dividendi.
Personalmente, certo, Moratti può attingere al suo personale patrimonio, che immaginiamo sia notevole, ma francamente non crediamo che sia disposto a mettere a repentaglio la sua fortuna personale e il suo benessere per coprire le perdite folli del suo giocattolo. Certo i complimenti dei corifei delle gazzette sportive fanno senza dubbio piacere. Ma di complimenti non si vive. Senza contare che i voltafaccia dei giornalisti quando la buona sorte viene meno sono una costante della categoria. Da Sindona ad Angelo Rizzoli, di potenti prima incensati e poi oltraggiati dalla stampa, se ne contano a decine.

Noi facciamo una previsione: Maicon, e magari anche Balotelli, andranno via. Poi, certo, la stampa ci racconterà che l'italiano è milanista, e il brasiliano da un paio d'anni non è più lui. Quando leggerete queste cose, noi raccomandiamo di andare a rivedervi i bilanci della Saras del 2009. Le cose saranno più chiare.

Un'ultima cosa. Le intemperanze e il nervosismo interista di questo periodo, alla luce del bilancio della gallina dalla uova (ex) d'oro, appaiono più chiari. Lo scudetto non è uno sfizio, ma una necessità. Peccato che per riuscire a rimettere in sesto il bilancio, in casa Inter, di scudetti dovrebbero vincerne una decina di fila, e senza la Champions forse non basterebbero.
Benedetta crisi economica, quante cose ci fai capire!

Etichette: , , , , , ,

mercoledì 24 febbraio 2010

Chi Sara(s) il colpevole?

Ritorniamo ancora sulla faccenda della quotazione della Saras in Borsa. Qualche giorno fa sono stati sentiti i fratelli Moratti, come persone informate sui fatti. Ora entra in campo Guido Rossi, una garanzia.
Il Professore patrocina la causa dei banchieri di JP Morgan, e assicura sulla loro dirittura morale. Non sono responsabili né di aggiottaggio né di falso in prospetto, perché il famoso prospetto informativo non lo avrebbero firmato loro.
Benone, dunque, i Moratti che hanno incassato i soldi non sono colpevoli perché loro non sapevano nulla, sapevano solo i banchieri. Ora, secondo Guido Rossi, non sono colpevoli manco i banchieri, nonostante ci siano anche alcune mail che confermerebbero le loro forti responsabilità (curiosa quella che dice che il prezzo deve "avere davanti un sei", anche perché qualcuno deve ripianare i debiti accumulati a causa di una squadra di calcio).
Ora, sarebbe curioso capire chi siano i colpevoli in questo giallo a sfondo finanziario, vista l'onestà acclarata dei fratelli Moratti e quella supposta dei banchieri.
Ci piacerebbe conoscere il parere in materia dell'illustrissimo ed autorevolissimo Professore. Chissà che l'assassino, anche in questo caso, non sia un ex ferroviere di Monticiano, o in alternativa le migliaia di risparmiatori che, in fondo, se si sono fatti truffare la colpa è loro che non sono attenti.

Etichette: , , , , , , ,

martedì 16 febbraio 2010

Saras, che giustizia è?


Sabato sera, un po' alla chetichella, i fratelli Moratti sono stati ascoltati, in qualità di persone informate dei fatti dalla Procura della Repubblica di Milano sullo scandalo della quotazione in Borsa gonfiata della Saras.
Per questo reato alcuni banchieri sono sotto inchiesta per aggiotaggio, falso in prospetto e chi più ne ha più ne metta.
Per la verità però, e su questo nessuno può avere dubbi, i maggiori beneficiari dell'eventuale condotta fraudolenta possono essere solo i maggiori azionisti della società: i fratelli Moratti.
Naturalmente, per carità, nessuno si permette di mettere in dubbio la loro condotta. Però, da cittadini nel nome dei quali viene amministrata la Giustizia, ci permettiamo di avere qualche riserva sulla condotta dei giudici.
Per alcuni vale il teorema del "non poteva non sapere", per altri invece questo teorema non vale più.
Alcuni vengono intercettati e vedono alcuni propri peccati (attenzione, non reati) sbattuti sulla prima pagina dei giornali, e proprio in questi giorni ne abbiamo un'ennesima mirabile prova. Altri, invece, seppur i maggiori beneficiari di una condotta ritenuta fraudolenta, vengono considerati assolutamente immacolati.
Ma la Legge (e la sua applicazione) non era uguale per tutti?

Etichette: , , , , , ,

giovedì 10 dicembre 2009

Abracadabra! Ecco i milioni!

Abbiamo più volte toccato l'argomento del bilancio dell'Internazionale FC, raccontando come il bilancio finisca ogni anno puntualmente in rosso per svariati milioni di euro, e di come puntualmente il buon Moratti sottoscriva l'aumento di capitale necessario a coprire il deficit. Abbiamo anche ricordato che nel bilancio consolidato figurano anche altri debiti per circa 300 milioni di euro che, grazie ad una giusta dose di cosmesi contabile, non vanno invece a macchiare il bilancio della società. Negli ultimi anni, per ripianare i bilanci dell'Inter, è bastato provvedere a far staccare congrui dividendi dalla zecca personale del patron nerazzurro: quella Saras di cui anche abbiamo parlato, che in effetti produce utili sostanziosi grazie alla componente Cip6 della bolletta energetica di tutte le nostre case.
Per chi non lo sapesse, rammentiamo brevemente che il Cip6 è un sovrapprezzo sull'energia elettrica che va ad incentivare la produzione di energia da fonti alternative rinnovabili o assimilate; nella migliore tradizione italiana, tra le assimilate vengono comprese un sacco di fonti che non sono assolutamente rinnovabili, per esempio i bruciatori, i termovalorizzatori, e gli impianti che bruciano gli scarti della lavorazione del petrolio (la Saras appunto) i quali, oltre a non essere rinnovabili, sono piuttosto inquinanti, e sull'argomento varrebbe la pena di vedere il documentario "Oil", girato a proprie spese dal regista Massimo Mazzotta.
A mettere in dubbio l'opportunità del Cip6 non siamo soltanto noi: già a Febbraio il presidente dell'Antitrust Catricalà aveva osservato come l'acquisto da parte del Gse di energia prodotta da fonti "assimilate" assorbisse la maggior parte degli incentivi finalizzati invece alle fonti rinnovabili, e costituisse un fattore di distorsione del mercato.
Il problema principale risiedeva nella durata delle convenzioni Cip6 stipulate con i produttori di energia, che sarebbero durate ancora 7-10 anni; e d'altra parte, se consideriamo che nel bilancio della Saras la maggior parte delle entrate è dovuta proprio all'incentivo statale, si può ben capire come la società Sarlux sia nata probabilmente con lo scopo specifico di sfruttare la legge sulle energie rinnovabili a scopo di lucro per la durata della convenzione.
Se da un lato gli incentivi statali dureranno ancora anni, sull'altro fronte il tempo però stringe, e all'Inter lo sanno benissimo: a fronte della disparità di potere economico tra i vari club europei, l'Uefa ha dato il via ad una campagna di fair play finanziario, che prevede di escludere dalle competizioni europee quelle società che, nell'arco di un paio di stagioni, non regolarizzeranno la loro posizione presentando una gestione economicamente sostenibile: in poche parole, o l'Inter trova i soldi per sanare il suo bilancio consolidato, o non potrà più accedere alla beneamata Champions League. Certo che al patron nerazzurro con il pallino della coppa orecchiuta devono essere roteati parecchio gli attributi: con quel che paga ogni anno per ripianare i bilanci, non solo si sente ancora dire da Tizio e da Caio che la sua Inter è piena di debiti, ma adesso vogliono anche tagliarlo fuori dalla Champion's!
Come fare?
Perché si tratta di sborsare ancora più del solito se si vuole veramente risolvere il problema: la via maestra, quella della riduzione delle spese, pare abbastanza ostica da praticare, visto che per ridurre gli ingaggi milionari dei giocatori occorrerebbe un loro improbabile gesto masochista, oppure l'intervento di qualche squadra disposta a comprarli facendosi carico dei loro stipendi. E d'altra parte il porcellino per quest'anno è stato rotto: per quanto fiorente sia il bilancio della Saras, non lo si può spremere troppo in poco tempo!
Sebbene Moratti disponga di tante amicizie altolocate, pare improbabile che qualche amicone del presidente sia in grado di estrarre dal portafoglio i 300 milioni necessari: chi si farebbe carico di una spesa del genere per entrare nella società più sperperona del vecchio stivale? E poi e poi! Ce lo vedete il Massimo azionista dell'Inter a dividere il suo potere decisionale con un nuovo socio investitore? Ci vorrebbe piuttosto un bel salvataggio di stato, che so: un versamento una tantum a fondo perduto, direttamente a nome del popolo italiano, in segno di gratitudine per quanto l'Inter rappresenta in termini di valori etici e sportivi!
Possibile? Forse.

Il 2 Dicembre scorso il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha firmato un decreto che promuove "la risoluzione anticipata delle convenzioni Cip6 aventi ad oggetto impianti di produzione di energia elettrica alimentati da combustibili di processo o residui o recuperi di energia nonché impianti assimilati alimentati da combustibili fossili..." Riassumendo i termini del decreto e senza avventurarci in calcoli discretamente complicati, possiamo paragonarlo alla rescissione del contratto tra l'Inter e Mancini: "Anziché pagarti ancora lo stipendio per tre anni, te lo pago subito per due e rescindiamo il contratto", solo che in questo caso diventa: "Anziché pagarti ancora il Cip6 per dieci anni, te lo pago subito per X anni, e rescindiamo la convenzione". Vale solo la pena di notare che non si menziona la possibilità di rimuovere la componente relativa dalle bollette delle nostre case.

Sempre secondo i termini del decreto, i titolari di convenzioni Cip6 che vorranno usufruire di questa possibilità dovranno dichiararlo entro il 21 Dicembre 2009. Non sappiamo se l'eventuale adesione della Saras sarà un fatto di pubblico dominio ma, se andrà così, sapremo per certe due cose: che l'Inter è salva ed il re è nudo.

Etichette: , , , , , ,

venerdì 21 agosto 2009

Satira preventiva

Divertente pezzo di Michele Serra sulla lotta di successione in casa Agnelli, e sulla presunta evasione fiscale dell'Avvocato.
Ci siamo veramente fatti quattro risate. Da notare che l'autore, da buon interista, non ha resistito alla tentazione di sfottere la tanto odiata Juventus, infatti scrive: "Gli esponenti dei rami minori (come gli Agnelli-Esposito e gli Agnelli-Pautasso) devono accontentarsi di cartoline postali di dubbia autenticità, come quella di nonno Giovanni, datata 1923, indirizzata a Sergio Agnelli detto il Geometra, nella quale lo nomina presidente della Juventus, raccomandandogli di comperare un certo Balotelli".
Ah, se il buon Serra sapesse che la prima vittima della guerra in casa Agnelli è stata proprio la Juve! Ma tant'è, verrà il tempo in cui anch'egli dovrà prenderne atto.

Però, come sarebbe bello se, ogni tanto, il fine polemista bolognese usasse la sua arguzia per scrivere anche dei propri beniamini. Per esempio, non sarebbe male un articolo sulla famiglia Moratti, beneficiaria del tanto discusso Cip6. Oppure sulle strane contorsioni social-politiche della famiglia: un fratello con moglie berlusconiana e sindachessa di Milano, l'altro addirittura con moglie nel partito dei Verdi (se permettete, per un petroliere è il massimo).

Oppure ancora si potrebbe esercitare, sulla sua "amaca", discettando delle condizioni nelle quali lavorano i dipendenti (diretti e indiretti) del mecenate milanese. Spieghiamoci meglio: non vorremmo che Serra, qualora leggesse queste quattro umili righe, pensasse che siamo preoccupati delle condizioni di lavoro di Samuel Eto'o: ci preoccupano molto le condizioni di lavoro degli operai della Saras.

Anche se la grande stampa non ne parla, forse anche alla Saras c'è qualcosa che non va. In una nazione normale, con una stampa normale, un po' meno impegnata ad incensare continuamente i vari patrizi che siedono nei salotti buoni ed esclusivi, qualcosa si sarebbe senz'altro scritto.

Ma forse ai tanti intellettuali engagé di quel che accade agli operai interessa poco. Troppo passatista e per nulla glamour parlare di queste cose.

Etichette: , , , , , , , ,

venerdì 3 luglio 2009

Notizie agrodolci

Alcune notizie possono essere agrodolci.
Possono cioè essere contemporaneamente positive (ecco il dolce) e negative(ecco l'agro).
Tanto per chiarirci, se Giò&Van si dimettessero e fossero sostituiti da uno Stevens (grande o piccolo, non importa), la notizia sarebbe sia dolce (Giò&Van fuori dai coglioni) sia agra (uno Stevens al loro posto).
Una di queste notizie dal carattere ambivalente è l'aumento dal 5,5% al 6,5% della cosiddetta Robin Hood tax.
La Robin Hood tax è l'addizionale IRES (imposta sul reddito delle società), che si applica, tra gli altri, a petrolieri e produttori/distributori di energia (con ricavi dell'esercizio precedente superiori a 25 milioni di euro).
L'aumento dal 5,5% al 6,5% di questa addizionale è contenuto nel disegno di legge su sviluppo, internazionalizzazione delle imprese ed energia approvato in terza lettura dalla Camera dei Deputati ed ora in attesa del via libera definitivo dal Senato.
La notizia è dolce, perché la Saras è soggetta alla Robin Hood Tax.
Ma la notizia ha anche un lato agro, perché l'incremento della Robin Hood Tax serve a coprire il ripristino dei fondi per l'editoria (140 milioni per il periodo 2009/2010), previsto dal medesimo disegno di legge.

Etichette: , , , , , , , ,

martedì 31 marzo 2009

Vacche magre in via Durini

In questi giorni sono stati comunicati i risultati aziendali della Saras, società quotata in Borsa della famiglia Moratti.
L'utile netto ha subito un crollo, nulla di inaspettato vista la situazione generale. Ma da questo si evince che il suo azionista Massimo Moratti avrà un dividendo molto inferiore rispetto a quello che normalmente ha ottenuto negli anni passati.
Come farà quest'anno il Presidentissimo a coprire almeno in parte la consueta voragine che regolarmente si evidenzia nei conti del suo giocattolo preferito?
Di certo sarà difficile che possa rivolgersi alle banche, come avvenne con la cosiddetta "operazione Inter Brand", per altre operazioni che ad essere generosi possono essere definite discutibili. Le banche, si sa, hanno brutte gatte da pelare, pertanto ben difficilmente acconsentiranno a nuove operazioni partorite dalla fervida immaginazione del dott. Paolillo.

Noi, che da un bel po' siamo a caccia della nuova Lehman Bros, siamo proprio curiosi di vedere come riusciranno a coprire il buco nero(azzurro).
La cosa che però ci diverte di più è la lettura di certe acrobazie giornalistiche. Infatti fino a ieri i giornalisti sportivi non hanno fatto altro che raccontarci la "magnificenza" del mecenate meneghino, e addirittura (basta guardare le rassegne stampa) si ipotizzavano nuovi mirabolanti acquisti per l'albo delle figurine neroazzurro. Inutile dire che l'albo rimarrà incompleto. Accettiamo scommesse.

Intanto sui siti Internet specializzati, i giornalisti che iniziano, evidentemente, a capire l'aria che tira, ipotizzano scambi fantasmagorici tra giocatori dei campionati stranieri e giocatori interisti in età avanzata e dall'ingaggio degno di uno sceicco arabo.
Secondo noi, anche queste sono ipotesi non percorribili, a meno che gli operatori internazionali non abbiano tutti l'anello al naso.

Molto più facile un certo ridimensionamento. Non a caso dalla stampa straniera rimbalzano voci di possibili cessioni relative a giocatori di prima fascia, per esempio Maicon. Noi come detto molti mesi fa non escludiamo la dipartita di Balotelli.

Comunque sia basterà aspettare, avendo la certezza che la festa è finita. Anche i giornali di regime dovranno prenderne atto.

Etichette: , , , , , , , ,

giovedì 26 febbraio 2009

L'oro nero-azzurro

Per i paesi produttori il petrolio è prezioso come l'oro e infatti lo chiamano l'oro nero, ma anche per chi lo raffina in Italia sempre d'oro si tratta (grazie anche al Cip6) e, infatti, la Saras dei Moratti nel 2008 nonostante la crisi scrive la Repubblica che ha incassato e guadagnato di più; così i soci si divideranno 160 milioni di utili, un centinaio andranno ai Moratti e il minimo che possiamo aspettarci è che, se non interviene l'Uefa con nuovi regolamenti, il Massimo continuerà a spendere e spandere per l'Inter come prima.

A proposito di ricchi e di milioni, oggi sul Corsera commentando la Champions Sconcerti ha scritto "Gli inglesi sono i migliori perché i più ricchi e indebitati" lasciando come sottintesa l'accusa che l'estate scorsa fece Platini e cioè che ormai vince chi bara. Sconcerti guarda lontano, pensa ad Abramovich e al calcio inglese ma degli utili della Saras (grazie al Cip6) e dei debiti dell'Inter, che ha sotto il naso, non parla mentre noi siamo liberi di farlo, l'abbiamo fatto con le nostre inchieste sul sito e lo ripetiamo: nel campionato italiano la squadra del petroliere riccone spende e si indebita quanto vuole, se ne frega dei regolamenti e, alla fine della fiera, forse, non sarà la migliore ma vince.

Tutto questo grazie sicuramente a Calciopoli ma anche grazie al petrolio che in via Durini, miscelando ad arte gli ingredienti e con la compiacenza di chi doveva controllare, da oro nero l'hanno fatto diventare nero-azzurro.

Etichette: , , , , ,

giovedì 25 settembre 2008

La Pravda Rosa e quella della Sera


(Dal Blog Camillo)

24 Settembre 2008

Non mi pare una grande novità che il giornale rosa che si trova sul bancone dei gelati nei bar dello sport non abbia scritto nulla (così mi dicono, mica la leggo io) sull'inchiesta Saras. Saras non è un calciatore cileno, ma la società dei Moratti che - secondo una consulenza della Procura - sarebbe stata sopravvalutata a danno degli investitori per aiutare uno dei due fratelli a pagare 500 milioni di euro di debiti (escluso Recoba!). Vedremo come andrà a finire, ma la sabbia sembra già arrivare a palate. Anche dai cuginetti del Corriere, le cui pagine di calcio sono redatte alla Pinetina. Ma, in fondo, la pravdizzazione-verdellizzazione della rosea non è una novità. La cosa formidabile è un'altra, letta sul Corriere (ma è un'anticipazione di Style). L'articolo è sulla tribù della boxe, sui vip che già sono vip e in più pensano sia figo salire sul ring. Si scopre che Giovanni Cobolli Gigli, purtroppo presidente della Juve, e Carlo Buora, vicepresidente della Telecom (e, malgrado il Corsera non lo scriva, anche della squadra che indossa scudetti altrui) ai tempi dell'Università erano grandi amici (sì, ok, anche adesso) e si allenavano nei sotterranei della Bocconi: "E a quanto raccontano i testimoni, tra i due era Cobolli Gigli a finire più spesso al tappeto".
Ma va?

Christian Rocca

Etichette: , , , ,

lunedì 4 febbraio 2008

Se mia nonna avesse avuto le ruote sarebbe stata un tram.....

Moratti: "se il 5 maggio non ci fosse stata quella banda di truffatori avremmo vinto noi.....:"

I sottoscrittori SARAS: " se non avessimo investito in azioni SARAS non avremmo perso il 50% del capitale......"

Gli abitanti di Sarroch: " Se non avessimo la raffineria di Moratti non avremmo una incidenza di tumori molto superiore alla media nazionale...... "

Il PM di Milano Nocerino: "... se Moratti non avesse taroccato i bilanci non avrebbe potuto iscriversi al campionato...... "

Il questore di LATINA: " Se avessimo custodito meglio le Patenti, Recoba non avrebbe potuto falsare un campionato......."

Facchetti: "Se vuoi un posto all'Inter, caro NUCINI devi andare in procura a deporre contro Moggi......."

Carraro: " se devi fischiare, nel dubbio, fischia contro la Juve..............."

Il dentista di Moratti: " Se si facesse curare non avrebbe i denti marci....."

Lo psichiatra di Moratti: "Se ci fosse una speranza di curarlo ci proverei....."

Etichette: , , , , ,