sabato 13 febbraio 2010

Ah beh, se lo dice Laporta...


Un'altra tappa della nostra indagine sull'evoluzione della forma mentis interista-buonista-politicamente-correttissima dall'era Moggi ai giorni nostri. Oggi per voi "Come uno strumento di estorsione mafiosa diventa ad un tratto un'opinione più che legittima".
I diritti tv. Fino a ieri, il modello individuale era una sordida imposizione di Milan e Juve, che ricattavano le società minori, privandole del giusto riconoscimento economico, distribuendo selettivamente prebende attraverso i contratti Mediaset i primi, e il favore degli arbitri, quei mafiosi della Juve. Altro che Inghilterra, dove c'è il modello collettivo.
A parte il fatto che a sopravvivere grazie ai contratti individuali sono state soprattutto Inter e Roma, altrimenti conciate da sbatter via, l'argomento, che non era un'opinione discutibile ma l'indiscussa verità, non teneva conto della struttura del tifo inglese, così diversa da quella spagnola e italiana, assai più, anche se storicamente è un colmo, campanilista.
Degli scorsi giorni è l'uscita di Laporta sui diritti tv in Spagna. Il Barca, squadra bella onesta bailada bonita terzomondista amica dei bambini dei panda e dei profughi, non ci pensa neanche ad abbandonare il modello individuale. "Il nostro mercato interno è la metà di quello inglese" si traduce con "se lo lasciamo Real e Barca vedono la Champions con il binocolo, altrochè doble e triple". Opinione legittima. La struttura del tifo spagnolo è più simile a quella italiana, infatti. Ma Real e Barca non sono un duopolio mafioso, per nessuno.

Il sorteggio integrale degli arbitri, parte seconda. La Lega lo ripropone. Prima era la via luminosa alla verità divina. E Milan e Juve lo osteggiavano per poter controllare bla bla bla.
Ora la risolutissima opposizione arriva da Ernesto Paolillo, amministratore delegato dell'Inter, squadra dalla maglia a strisce nerassurre che qualche favoruccio arbitrale nell'ultimo quadriennio l'ha pur avuto con certa frequenza. Avete sentito qualcuno che protestasse contro un sistema Inter che impedisce il progresso buono e giusto? No, oggi è una legittima opinione.

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venerdì 23 ottobre 2009

E' caduto 'o Banco 'e Spagna!

Chi è appassionato di storia del calcio sicuramente lo sa: nel 1952 il Napoli acquistò, per la cifra all'epoca spropositata di 105 milioni di lire, Hasse Jeppson. La leggenda racconta che, durante una partita, all'ennesima caduta del giocatore, dalla tribuna si levò questa esclamazione di un tifoso napoletano: "E' caduto 'o Banco 'e Napule!". Una battuta fantastica!

Questo episodio, letto da qualche parte chissà dove, ci è ritornato in mente guardando la sintesi della partita Real-Milan. Tutto sommato si potrebbe dire: "E' caduto 'o Banco 'e Spagna"! vista la faraonica campagna acquisti (a debito) dei madridisti.
Se si considera, inoltre, il modo in cui è maturata, cioè nella più assoluta assenza di gioco, con una condizione atletica da dilettanti e con una difesa imbarazzante, si può immaginare che non sarà né la prima né l'ultima.
Ma al Real Pereziano evidentemente non importa: oggi infatti il Corriere dello Sport riporta di una guerra di mercato tra Barcellona e Real per l'acquisto di Ribery.
L'ennesima stella in organico, se la spuntasse il Real. Inutile dire che il giocatore, visti i problemi evidenziatisi, serve a poco. Molto più utile sistemare difesa e centrocampo con qualcuno che, magari incidentalmente, si ricordasse che in questo gioco è necessario rincorrere anche l'avversario.
Tant'è, a Perez evidentemente la cosa interessa poco: l'importante per lui è primeggiare nella graduatoria delle magliette vendute. Poi ci pensa la stampa a inculcare nei creduloni l'idea che la vendita delle magliette sia sufficiente a compensare tutto questo sperpero di risorse.
Tutto questo, almeno fino a quando "'o Banco 'e Spagna" terrà aperti i cordoni della borsa.

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lunedì 7 settembre 2009

Sant'Albano, pensaci tu!

L'articolo pubblicato sul sito relativo al fair play finanziario accenna ad un possibile scenario del 2012-2013, con una ristretta élite del calcio europeo nettamente staccata, conteggiando squadra, organizzazione societaria e fatturato, rispetto alle altre. In quella élite ci saranno sicuramente parecchie squadre inglesi, ci saranno il Real Madrid e il Barcellona, chiediamoci: ci sarà la Juventus?

In questa fase sarebbe facile per la società imbrodarsi negli elogi che arrivano da tutte le parti, facile e pericoloso. Tornare ai vertici del calcio nazionale non era una sfida ciclopica, visto anche come sono ridotti tanti concorrenti, la vera sfida da vincere è l'altra, è quella europea. La Juve di Giraudo-Bettega- Moggi se la stava giocando, verrebbe da dire che stava per vincerla, e col nuovo stadio l'avrebbe vinta sicuramente; la Juve di oggi ha la grinta per completare l'opera (e non solo lo stadio)?

Come juventini veri non solo siamo impegnati in difesa della nostra storia, ma guardiamo a testa alta anche a quella sfida; e siamo convinti che la Juve possa e anzi debba vincerla, perché la prima grande risorsa di una società di calcio è la passione dei suoi tifosi, e quella dei tifosi bianconeri è tanta (dicono le indagini campionarie che milanisti e interisti non riuscirebbero a pareggiarla neppure mettendosi insieme).

La richiesta che ci sentiamo di fare alla proprietà, anche a nome dei tanti amici che condividono il nostro impegno, è allora quella di non crogiolarsi negli elogi, ma di programmare nel medio periodo un piano aggressivo per vincere quella partita.

Ci sono risorse di bilancio per fare altri investimenti importanti. Manca un direttore generale? Occorre prendere sul mercato il migliore in circolazione. In Lega e Figc bisogna pretendere il rispetto delle regole in tema di bilancio e di giustizia sportiva, e fare anche del casino quando il caso lo richiede. C'è stato un tempo in cui dicevano che la Juve era arrogante, mentre adesso saremmo diventati simpatici: ma è una polemica sterile e senza senso; dovesse la Juve tornare a vincere, i battuti ci daranno di nuovo degli arroganti, tanto che Mourinho s'è già portato avanti, a modo suo, forse perché quest'anno un po' di paura ce l'ha pure lui.

Il Real Madrid annuncia intanto altri piani faraonici, il Barça viaggia a vele spiegate, in Inghilterra e in Germania le squadre più importanti hanno lo stadio pieno tutte le domeniche. Sono quelli i termini di raffronto in vista del 2012: speriamo che la proprietà, e segnatamente Sant'Albano che la rappresenta nel CdA della Juve, ci pensi in vista della prossima Assemblea.

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domenica 6 settembre 2009

Il Mourinismo è contagioso

Sono piovute copiose, dalla stampa spagnola, le critiche su Platini, il quale ha osato dire che il Real Madrid ha letteralmente drogato il mercato calciatori europeo. Perfidamente e sottilmente, Michel ha anche messo il dito nella piaga, affermando che non basta fare collezione di figurine a suon di centinaia di milioni di euro: il calcio è una strana alchimia dove non basta la sommatoria della bravura dei singoli per rendere una squadra invincibile.
Come potete vedere, le parole sono sottoscrivibili da chiunque capisca un minimo di calcio. Concetti vecchi come il cucco, ma sempre validi.

Ma alla stampa spagnola, particolarmente a quella castigliana, queste dichiarazioni non sono piaciute. Apriti cielo: ecco, per esempio, come commenta Marca "L'atteggiamento di Platini è strano, lui è a capo del calcio europeo e dovrebbe essere più imparziale nei confronti delle sue squadre".

A noi questo modo di ragionare ricorda quanto dichiarato da Mourinho quando Lippi osò vaticinare che la Juventus, a suo avviso, avrebbe vinto il campionato. Anche in quel caso, ricorderete, il portoghese accusò Lippi di "fare il tifo", di "non essere imparziale" e via discorrendo.

Secondo noi, a questo punto, è necessario chiarire che non bisogna confondere l'imparzialità (doverosa da parte di chi ha una carica pubblica) con quello che comunemente viene chiamato "terzismo", o anche spregiativamente "cerchiobottismo". Essere imparziale significa guardare i fatti senza pregiudizi, e poi serenamente giudicare secondo coscienza. Attuare una tattica "terzista", ovvero dare un giudizio che si pone sulla mediana tra le due tesi contrapposte, significa l'esatto contrario: negare il principio di imparzialità con l'unico fine ipocrita di non scontentare nessuno.
Immaginate cosa sarebbe l'amministrazione della giustizia se un giudice decidesse di accontentare un po' l'accusa e un po' la difesa, in modo da far contenti tutti.

Dunque, Platini si è limitato a dare dei giudizi (anche abbastanza ovvi) analizzando i fatti secondo la propria coscienza. Come è giusto che sia. Mentre Lippi si è limitato a esprimere una propria opinione, come tutti hanno il diritto di fare.

Noi siamo però convinti di un fatto: la confusione tra imparzialità e terzismo, che d'ora in poi chiameremo "Mourinismo", è frutto solo della "coda di paglia" di chi si lamenta degli altrui giudizi.

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lunedì 3 agosto 2009

Il Paradosso di Florentino

Il calcio è la più inesatta delle scienze (dopo l'economia). Se ne ha riprova leggendo Tuttosport di oggi.
Secondo il giornale, il Real starebbe preparando una proposta monstre per acquistare Maicon dall'Inter: quindici milioni di euro più il cartellino di Sneijder, pagato ventotto milioni solo un anno fa.
Pare che a convincere Perez della necessità di questa nuova avventura sia stata, oltre la necessità di aumentare il numero di magliette da vendere (sic), la figura barbina fatta dai galacticos nella coppa organizzata dalla setta del reverendo Moon.
Chi ha visto la partita con la Juve non ha notato particolari problemi del Real sulla fascia destra, bensì una totale assenza di gioco, anzi, una totale incapacità di dimostrarsi squadra.
Ma il Real risponde nell'unico modo che conosce: acquistando (o provando ad acquistare) una nuova figurina.
Così i tifosi del Manchester, del Chelsea, della Juve e del Barcellona si godono un fenomeno tipico del calcio: un acquisto insensato può portare all'indebolimento della squadra che vende il calciatore, ma anche di quella che lo acquista.
Forse,un giorno, oltre che della "zona Cesarini" si parlerà comunemente anche di questo fenomeno, che potremmo definire "Il paradosso di Florentino".

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venerdì 31 luglio 2009

Juventus - Real Madrid, pagella istantanea


Gigi Buffon: voto 6
Un paio di buoni interventi, rischia di fare harakiri nel finale

Zdenek Grygera: voto 6-
Non riesce, suo malgrado, a far danni

Fabio Cannavaro: voto 7
Il migliore nel primo tempo: gol, e una grande sensazione di sicurezza da vecchi tempi

Giorgio Chiellini: voto 5.5
Molto indietro di condizione, goffo e irruento sul rigore

Hasan Salihamidzic: voto 6.5
Buona prova sia in fase difensiva su CR7 che in attacco, dove trova un bel gol

Mauro Camoranesi: voto 6.5
Sono cambiate le motivazioni rispetto all'anno scorso, e si vedono i risultati: buona prova di lotta e di governo

Felipe Melo: voto 5.5
Il tocco di palla è buono, l'aggressività anche, ma esagera nel possesso palla e nell'irruenza. Da rivedere, era di fatto il suo esordio

Tiago Mendes: voto 6+
Non va oltre il compitino nel primo tempo, cresce nella ripresa e centra un palo clamoroso

Sebastian Giovinco: voto 5.5
Non tocca palla nel primo tempo, esce proprio quando sembra in ripresa

Alex Del Piero: voto 6.5
Al solito tirato a lucido a inizio stagione, finchè sta in campo entra in tutte le azioni importanti

Amauri: voto 6+
Anche lui cresce alla distanza, lavorando molto per la squadra. Non è ancora lucidissimo sotto porta
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Nicola Legrottaglie: voto 6
Tiene bene il campo nel secondo tempo

Cristiano Zanetti: voto 6.5
Ottimo spezzone di partita, ispirato e combattivo

Vincenzo Iaquinta, Luca Marrone: senza voto
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Ciro Ferrara: voto 6.5
Si vede già una mano diversa rispetto all'anno scorso. Alcune cose sono da rivedere, ma siamo ad agosto

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domenica 19 luglio 2009

La luna nel Pozzo

Questa volta il mercante friulano sembra aver sbagliato i suoi conti.
Prima ha tentato di cedere il pur bravissimo D'Agostino alla Juventus per la cifra spropositata di 25 milioni di euro. Si noti bene, la cifra era a geometria variabile, nel senso che una parte doveva essere corrisposta in danaro, e un'altra con la comproprietà di Giovinco e Marchisio. Chiunque è in grado di comprendere che nel caso i due giovani (o anche solo uno) si fossero definitivamente consacrati, la Juventus si sarebbe dovuta svenare per riacquistare la totalità dei cartellini. Se i torinesi avessero abboccato sarebbe stato un capolavoro di cui si sarebbe parlato per decenni. Per fortuna Secco quest'anno pare in ottima forma.

Ma l'Udinese non si è arresa, ha infatti proposto il suo centrocampista al Real Madrid per la modica cifra di 25 milioni in contanti. Pare che anche a Madrid abbiano subodorato qualcosa. Infatti della trattativa non si parla più.
Ora ai friulani non rimane che ricostruire psicologicamente il calciatore, che dopo aver sognato Torino e Madrid rimarrà ancora a Udine.
Mentre al cassiere, che già sognava di vedere un bel pacco di milioni con un'enorme plusvalenza, non rimane che riflettere sull'eccessiva avidità del presidente. Avidità che ha trasformato un affare certo in una illusione.
Già, un illusione come la luna nel Pozzo.

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lunedì 13 luglio 2009

Il Padrino parte IV

Alzi la mano chi non ha visto la saga del Padrino!
Bene... è arrivata la quarta parte della serie: protagonista, al posto della famiglia Corleone, il Real Madrid.
Spieghiamoci meglio: il più grande rivenditore di magliette spagnolo, in questa fase del calciomercato, pare abbia cambiato strategia. Prima se un giocatore aveva un prezzo loro, per accaparrarselo, offrivano esattamente il doppio alla società di provenienza e il triplo al giocatore. Evidentemente hanno fatto un po' di conti e si sono accorti che non quadrano. Non basta vendere magliette, per recuperare le spese.
Ora, per riuscire a convincere il Liverpool a cedere Xabi Alonso hanno abbassato la cifra della loro seconda offerta.
Un po' come Don Vito Corleone che, per liberare il suo figlioccio, Johnny Fontane, dal "malvagio" direttore d'orchestra ad una prima offerta ne fece seguire una seconda più bassa. La terza, ovvio era "quella che non si può rifiutare"...
Chissà se a Liverpool hanno pensato a Don Vito.

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sabato 11 luglio 2009

Il Vaticano contro il calcio degli eccessi

Credevamo di essere i soli interessati alla sostenibilità finanziaria della gestione delle società di calcio. Ci sbagliavamo, prima l'Ocse ha avvertito che il calcio rischia di trasformarsi, anche in Italia, in una lavanderia di danaro sporco, successivamente anche il procuratore Antimafia Grasso fa propria questa preoccupazione. Ora anche il Vaticano decide di intervenire. Infatti l'Osservatore Romano in un articolo di oggi, a proposito della faraonica campagna acquisti del Real Madrid, scrive: "Il pericolo è di dar vita ad una spirale di crescita dei prezzi, che aumenti i rischi di fallimento per le squadre, e di organizzazioni criminali pronte a investire i loro proventi illegali proprio nel calcio".
Noi abbiamo detto la nostra riguardo al Real: pensiamo che la facilità con cui Florentino Perez ha accesso al credito sia dovuta alla sicurezza, come già avvenuto in passato con l'operazione immobiliare "Ciudad Deportiva", di riuscire a concludere operazioni, magari con lo Stato spagnolo, che rimettano in sesto i conti.
E qui ha ragione l'Osservatore: chi non ha dietro le spalle uno Stato pur di competere potrebbe rivolgersi alle organizzazioni criminali sparse per il mondo e desiderose di riciclare del danaro sporco.
Ma la cosa strana è che, in questo crescendo di allarmi, solo il presidente della Uefa si sia esposto per porre un freno a questa spirale che potrebbe distruggere il calcio. Tutti gli altri, dalla Figc di Petrucci, alla Procura federale di Palazzi, fino ai giornali, specialmente quelli sportivi, continuano a brillare per il loro assordante silenzio. Tutti ancora a dare la caccia al fantasma di Moggi, qualcuno addirittura a chiedere la ricusazione della giudice Casoria rea di non accettare Palombo nelle veste di giureconsulto supremo e di non confondere la Gazzetta Ufficiale con quella dello sport.
Una situazione ridicola e penosa.

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venerdì 26 giugno 2009

Piovano le querele

Si fa un gran parlare di puttane. Roba che ormai i quotidiani li leggiamo dalla prima pagina, senza più passare direttamente allo sport.
Va da sè che, specularmente al discorso sulle puttane, in base a qualche interesse di parte, si riesce ancora a trovare qualche notizia succosa anche nelle sezioni sportive.
Ieri, su Il Giornale, ad esempio, si speculava su un possibile divorzio tra Ibrahimovic e il suo procuratore Raiola, ritenuto dalla dirigenza interista il vero guastatore dei rapporti tra lo svedese e i nerazzurri. Si aggiungeva che lo stesso Mourinho avrebbe più volte consigliato all'asso di Malmoe di cambiare agente, suggerendogli, in totale buona fede, di far gestire i suoi affari, al suo di procuratore: Jorge Mendes.
Prostituctione intellettuale?
Se non è vero, li quereli.
La Gazzetta oggi invece riporta indiscrezioni sulla trattativa per portare in bianconero il centrocampista maliano del Madrid, Mahamadou Diarra.
E' con candore e innocenza, e senza adombrare alcun imbarazzo, che si riporta il nome del personaggio che starebbe conducendo la trattativa: Davide Lippi.
Ricapitolando: i Lippi sono in conflitto d'interesse solo se esistono i Moggi.
Se no fanno come gli pare, col placito della Gazzetta.
E se non è vero, che querelino.
Su La Repubblica, seguiamo gli sviluppi del caso, approdato in Tribunale, che oppone l'ex pilota della Ferrari Eddie Irvine e il giovane rampollo Moratti, il figlio del sindaco. Il pilota irlandese sostiene di essere stato aggredito con violenza alle spalle dal Morattino, per una questione di gelosia.
Quando il Moggino invitava a cena a Parigi Ilaria D'Amico (una cosa che in molti avremmo fatto) veniva additato come simbolo di corruzione morale e protervia. Adesso che è tempo di puttane, sono tutti pronti a usare la doppia morale.
Ma tra un fedifrago e un violento, noi prendiamo sempre il primo.

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giovedì 25 giugno 2009

El cobrador del frac

Sapete cos'è un Cobrador del Frac? E' un mestiere particolarmente in voga negli ultimi anni in Spagna. Una specie di persecutore a pagamento dei debitori morosi che viene assoldato dal creditore desideroso di riavere le somme prestate.
Il Cobrador segue dappertutto la sua vittima. E informa chiunque si avvicini al debitore che l'interlocutore è, appunto, un cattivo pagatore.

Notizia appresa da Panorama: un creditore del Real Madrid si è issato sulla cima di una gru, nei pressi del campo di allenamento, per protestare contro la società che non gli vuole pagare alcune forniture.
Ora siete informati. Se tra qualche mese dietro Don Florentino Perez verrà inquadrato un compunto signore vestito con un frac e con l'aria da impresario delle pompe funebri, capirete subito di cosa si tratta.

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domenica 21 giugno 2009

Mercenario?

Notizia bomba!
Secondo i giornali spagnoli Ibrahimovic è disposto a ridursi l'ingaggio di ben 3 milioni di euro pur di andar via dall'Inter e dal campionato di calcio italiano. Se fosse vera la cosa, verrebbero liquidate tutte le illazioni dei corifei e dei cantori delle glorie (sic) morattiane.
Ibrahimovic non è un mercenario, il suo procuratore non è un faccendiere assetato di danari. Molto più semplicemente lo svedese si è reso conto che il campionato italiano non ha più nulla da dargli. E' un campionato di seconda fascia. Punto.
Qualcuno dovrebbe chiedergli umilmente scusa, soprattutto dalle sacre colonne del Corriere della Sera.

A voler essere precisi molti dovrebbero chiedere scusa anche ai tifosi juventini che hanno visto affossare la propria squadra, per il solo motivo che si doveva far vincere qualcosa ad un gruppo di patrizi milanesi ricchissimi ma poco svegli negli affari del calcio. Missione compiuta, certo.
Danno collaterale: il calcio italiano ha perso ogni tipo di credibilità in Europa (e anche Ibra ha capito).
O qualcuno ritiene che in Europa, quando vedono i fuorigioco di massa di Siena-Inter, creda alle giustificazioni dei Tombolini, dei Casarin e dei Pistocchi?
In compenso, sulle colpe della famigerata Juventus dei ladri e farabutti molti hanno dei dubbi, se non ci credete leggete le dichiarazioni di Sir Alex Ferguson.

Tornando a noi, naturale che giocatori come Ibrahimovic preferiscano ridursi lo stipendio pur di non giocare un altro campionato dell'onestà. Meglio rischiar di perdere uno scudetto (e 3 milioni di euro) piuttosto che vincere il quarto titolo di cartone privo di una qualsiasi credibilità in Europa!

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mercoledì 17 giugno 2009

Terno Secco

Alessio Secco è volato in Spagna per accapparrarsi un pezzo pregiato tra quelli che verranno dismessi dal Real Madrid di Florentino Perez.
L'interesse del giovane DS è per il maliano Mahamadou Diarra, gran bel giocatore, che quando militava nel Lione ha fatto faville, tanto da convincere il sempre prodigo Real a investire ventisei milioni di euro. Purtroppo in Castiglia le cose non sono andate per il verso giusto, causa un grave infortunio. Nell'ultimo anno ha disputato solo nove partite in campionato (di cui sette da titolare) e tre in Champions (di cui due da titolare).
Speriamo, qualora che arrivi alla Juve, le visite mediche si svolgano in maniera estremamente rigorosa. Evitiamo alla Juventus, dopo Andrade e Knezevic, di fare un poco onorevole terno... secco!

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sabato 13 giugno 2009

Ronaldo al Real: una cessione obbligata

Il Manchester ha accettato l'offerta di 80 milioni di sterline (circa 93 milioni di euro) da parte del Real Madrid per cedere il fuoriclasse portoghese, in seguito alle richieste di Cristiano Ronaldo, che ha ripetutamente espresso il desiderio di partire verso la Spagna.
La differenza in questa trattativa non l'ha certo fatta il fascino della camiseta blanca ma il Primo Ministro britannico Gordon Brown. Infatti a partire dal 2010, i sudditi di Sua Maestà applicheranno sui redditi percepiti superiori alle 150mila sterline (circa 175mila euro per capirci), un'aliquota fiscale che passa dal 40% al 50%, in pratica 10 punti percentuali in più. Proprio qualche giorno fa il Financial Times, forse non proprio casualmente, ha fatto i conti in tasca al giovane portoghese: guadagnando 125mila sterline, un po' meno di 150mila euro, ma alla settimana, Ronaldo avrebbe dovuto pagare da quest'anno il 19% in più di imposte su una valuta per di più svalutata. Il Real invece, può avvalersi della cosiddetta "legge Beckham", varata dal governo di Madrid nel 2005: per attrarre, si diceva, "cervelli stranieri" si è consentito di abbattere per 5 anni al 25% la loro aliquota. Un vantaggio competitivo non da poco, visto che così ogni club iberico paga il "costo del lavoro" il 30% in meno di un club italiano, e quindi ha un margine nettamente superiore per fare le sue offerte. Tra l'aliquota massima britannica al 50% e il 25% spagnolo si collocano i livelli di tassazione cui sono sottoposte le star della Bundesliga (45%), della serie A (43%) e della Ligue 1 francese(40%). Il che spiega perché altri talenti non possano essere considerati fuori pericolo.
Anche il Presidente dell'Uefa Michel Platini, nell'intervista rilasciata al nostro sito, auspica un'armonizzazione fiscale tra i vari paesi dell'UE. Allo stesso tempo, però, sottolinea le "importanti differenze tra i vari paesi che esistono in materia di strutture societarie, modelli di ownership, regole sulla proprietà degli stadi oppure ancora in materia di ridistribuzione degli introiti televisivi. Fair play finanziario non significa uguaglianza finanziaria, ma capacità di competere con il proprio reddito (vero finti mecenati milanesi? ndr) tramite una politica finanziaria sostenibile nel medio/lungo termine".
Se le star non ci sono, comunque, il giocattolo rischia di incrinarsi anche a Manchester o a Madrid. A maggior ragione in Italia, dove i grandi giocatori esteri scappano e il rapporto stipendi-ricavi è elevato. Quello della serie A è il maggiore delle «Big Four»: il 68% contro il 63% della Spagna, il 62% britannico e il 45% della Germania. Prima di pensare a sfidare Perez, o Abramovich, bisognerà forse sfornare tanti Marchisio.

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venerdì 12 giugno 2009

Gazzetta, non così


Riassumendo l'umore dei milanesi e tanto per animare le discussioni al bar sport oggi la Gazzetta dello Sport se n'è uscita con un "Cosi' non vale", sparato su tutta la prima pagina; oggetto del titolo era la campagna acquisti megagalattica di Perez, l'umore molto probabilmente quello di Moratti e Galliani.

Fin quando i rossonerazzurri si scambiavano quattro primavera per 50 milioni alla Gazzetta andava bene, nel 2005 hanno fatto il giochetto del marchio e la Gazzetta ha candidamente continuato a vantare il loro mecenatismo, nel 2006 i maghi di Moratti hanno tirato fuori dal cilindro altri 150 milioni di plusvalenze patrimoniali e Verdelli ha continuato con gli osanna al grande mecenate, adesso che a Madrid è arrivato un mecenate che è più grande di Moratti alla Gazzetta non sta bene.

Cosa sta combinando il presidente del Real Madrid sinceramente non lo sappiamo, sarà anche giusto scandalizzarsi ma a quello dovrebbero pensarci le gazzette spagnole; sappiamo bene, invece, cosa ha combinato il signor Moratti nell'assoluto silenzio della gazzette nostrane, ne abbiamo parlato a lungo nella nostra sezione Bilanciopoli e ricordiamo solo due cifre della sua presidenza: 700 milioni di aumenti di capitale e 800-900 di finte plusvalenze.

Antonio Giraudo, a suo tempo, di fronte al mecenatismo alla milanese aveva parlato di immoralità; da parte nostra aggiungiamo oggi che non si fa giornalismo come lo fanno alla Gazzetta. Se vogliamo affrontare il tema del calcio gonfiato, dei bilanci drogati e dei presidenti megalomani dovremmo cominciare da casa nostra, altrimenti si corre il rischio di fare la figura del bue che dà del cornuto all'asino.

E ci sarebbe tanto da scrivere. Per esempio, su cosa ha, a suo tempo, comportato nel calcio la discesa in campo di Berlusconi (anche se ormai sembra passato un secolo); oppure sui bilanci dell'Inter e sul fatto che hanno finito per condizionare il campionato già da parecchi anni. Ci sarebbe tanto da scrivere, ma la Gazzetta non ne ha mai scritto forse perché interessata solo al rosa della vita e quando c'è di mezzo del rosso-nero-azzurro si vede che agiscono i freni inibitori.

Certo è facile fare da megafono alle doglianze della grande Milano, e adesso nei bar sport saranno tutti scandalizzati perché Perez è un megalomane e non si sa dove può prendere tutti quei soldi; c'è però uno scandalo ancora maggiore e riguarda il fatto che il vero giornalismo sarebbe tutta un'altra cosa.

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giovedì 11 giugno 2009

Ronaldo + Kakà. Incomprensibile?

Il Real Madrid si conferma superpotenza finanziaria del calcio mondiale, visto che nel giro di una settimana ha sbaragliato la concorrenza acquistando prima Kakà e dopo nientemeno che sua maestà Ronaldo.
Costo complessivo dell'operazione circa 160 milioni di euro, esclusi gli ingaggi alle due star.
I corifei spagnoli immediatamente hanno iniziato a cantare le lodi di Florentino Perez e a rassicurare che, per esempio, si rientrerà dalle spese per l'acquisto di Kakà in un solo anno. Immaginiamo che entro un paio di giorni la stampa spagnola replicherà l'opera di (dis)informazione rassicurando che si rientrerà delle spese per l'acquisto di Ronaldo nel giro di pochi mesi.

In Italia sembra che qualcuno si ponga il problema che la cosa è poco o nulla credibile. Fabrizio Bocca de la Repubblica, per esempio si domanda: "Ma quanti miliardi di magliette bisognerà vendere dalla Cina al Sudafrica per recuperare cifre del genere, e soprattutto per pagare gli ingaggi folli di queste star?". Noi siamo d'accordo con lui e aggiungiamo che il calcio spagnolo è sull'orlo della catastrofe finanziaria con 3,4 miliardi di debito (di cui 562 proprio a carico del Real Madrid) a fronte di soli 1,4 miliardi di fatturato. Ovvio che la cosa non regge.

A questo punto, ci domandiamo, sarà mica l'economia spagnola quella meno colpita dalla terribile recessione tuttora in atto? Manco per idea, la disoccupazione supera il 18% della forza lavoro, il settore immobiliare (sul quale ha campato la Spagna negli ultimi dieci anni) è letteralmente al collasso tanto è vero che sta trascinando con sè le casse di risparmio spagnole, e infatti per evitare la catastrofe il governo ha in cantiere un piano di salvataggio da parecchi miliardi di euro.
Rimane una possibilità: Florentino Perez è il solito magnate appassionato di calcio e pieno di soldi che ha deciso di entrare nella storia del calcio. Falso anche questo, Florentino è un costruttore e come tutti i costruttori spagnoli è in crisi negli affari.

A questo punto per spiegare le spese folli del Real non ci rimane che appellarci al solito detto romano del "panem et circenses".
Sarà pure una congettura, ma la storia dello sport ci insegna, dall'Argentina dei generali al Milan berlusconiano, che spesso i potenti per distrarre le masse dalle angustie di tutti i giorni si affidano proprio agli eroi del circo. Insomma l'establishment ha deciso di sottoporre il popolo spagnolo ad una dose massiccia di morfina calcistica.

E se il Real non vince?
E se l'economia nel 2010 non riparte?

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sabato 6 giugno 2009

L'orchestrina del Titanic

I giornali sportivi raccontano di trattative milionarie delle società inglesi e spagnole per quanto riguarda il calciomercato.
Il Real ha preso Kakà, ormai quasi ufficiale. Ma non basta, Florentino Perez parrebbe interessato a pagare i 160 milioni di euro necessari per strappare il campione del Barcellona Lionel Messi. Solo per dispetto.
Intanto anche il Barcellona sembrerebbe intenzionato a pagare uno sproposito per accapparrarsi Ibrahimovic.
In Inghilterra a quanto pare il Chelsea non è da meno. Intanto hanno ingaggiato Ancelotti. Per i "colpi" bisognerà attendere un po', ma senz'altro gli amanti del genere non rimarranno delusi.
Infine anche l'austero Arsenal sembrerebbe preso da questa frenesia: pare vogliano prendere Chiellini e Buffon dalla Juventus.

Nel frattempo ecco l'ennesimo sinistro scricchiolìo: il blasonatissimo Liverpool deve trovare 350 milioni per rifinanziare il proprio debito. Non è una cifra da poco. Ma la notizia non interessa a nessuno.

Tutti a ballare sul ponte del Titanic. L'orchestrina non ha finito il repertorio.

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lunedì 25 maggio 2009

99,99%

Il neo campione d'Italia Mourinho si è affrettato a spiegare che rimarrà probabilmente all'Inter anche il prossimo anno, rinunciando ad un offerta del Real Madrid.
Non si è capito bene se il margine di incertezza che si è dato, pari allo 0,01%, sia dovuta ad un malcontento legato all'ipotesi che l'Inter non sosterrà quest'anno una campagna acquisti in grado di elevare la squadra al livello delle migliori europee. Oppure se sia un modo come un altro per riuscire a spuntare un ingaggio ancora più alto. In qualsiasi caso, non vi è dubbio che la società Inter, per l'ennesima volta, rischia di essere coinvolta in una bufera.
In attesa, naturalmente, dello tsunami che orchestrerà l'ex pizzaiolo Raiola, sul contratto di Ibrahimovic.
Ci sarà da divertirsi!

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sabato 14 marzo 2009

Calcio e Cabala


Si sa, i tifosi sono degli inguaribili superstiziosi. Ma ad analizzare i risultati degli ultimi sei anni della Champions League si nota una straordinaria coincidenza. Andiamo a vedere:

2003: la Juve elimina il Real Madrid; il Milan elimina la Juve; Milan campione;

2004: il Monaco elimina il Real Madrid; il Porto elimina il Monaco; Porto campione;

2005: la Juve elimina il Real Madrid; il Liverpool elimina la Juve; Liverpool campione;

2006: l'Arsenal elimina il Real Madrid; il Barcellona elimina l'Arsenal; Barca campione;

2007: il Bayern elimina il Real Madrid; il Milan elimina il Bayern; Milan campione;

2008: la Roma elimina il Real Madrid; Il Manchester United elimina la Roma; Manchester United campione.

Come si può vedere, chi elimina gli elimanatori del Real Madrid vince la Coppa. Almeno questo è quello che accade da sei anni.
Vedremo se la regola sarà rispettata anche quest'anno.

(Grazie ad Alapaz, utente del forum J1897.com)

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lunedì 9 febbraio 2009

Regole

Il Chelsea ha appena esonerato il suo tanto acclamato mago brasiliano della panchina, e il Real pare aver già scaricato il suo ultimo bomber pagato a peso d'oro.
In apparenza le due notizie sembrano molto lontane e difficilmente collegabili. Ma se ci fermiamo a ragionare un po' ci rendiamo subito conto che ambedue le notizie dimostrano il fallimento di quella idea di calcio secondo la quale basta spendere per acquistare i migliori protagonisti messisi in luce, magari l'anno precedente, per raggiungere la vittoria sportiva.
Naturalmente, come l'esperienza umana insegna, gli ultimi ad accorgersi del proprio errore sono proprio coloro che lo commettono. Pertanto, facile immaginare, Real e Chelsea continueranno a perseverare fino a quando sarà possibile. Noi vogliamo sperare che sia Platini a porre un limite a certe sconcezze (spesso a debito), ma se il presidente dell'Uefa non riuscirà ad imporre le regole preannunciate sui bilanci delle società, siamo certi che saranno le regole dell'economia ad obbligare le società troppo spendaccione a moderarsi.

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sabato 30 agosto 2008

Missione fallita, caro Luca

Dal sito di AS:

"Pudo salir como el Madrid, que era cabeza de serie y, con todo, deberá lidiar con dos Vitorinos en su grupo, el H. Uno, por histórico: la Juventus de Turín."
[Il Real ha un gruppo tosto, anche se era testa di serie, perchè ha due squadre vittoriose nel suo girone. Una per la storia: la Juventus di Torino...]

"La Juve ha vuelto a lo más alto con el estilo agresivo de siempre. Las incorporaciones van en ese sentido: han llegado Poulsen, para jugar junto a Sissoko, y Amauri, para discutir a Trezeguet y Iaquinta en el puesto de nueve."
[La Juve è tornata in vetta con il solito stile aggressivo. Inoltre si è rinforzata con Poulsen che giocherà a centrocampo con Sissoko e con Amauri che rivaleggierà con Iaquinta e Trezeguet per il ruolo di centroavanti.]

Dal sito di Marca:

"El Real Madrid se las verá con la siempre complicada Juventus y que todo el mundo quería evitar, (...)"
[Il Real Madrid se la vedrà con la sempre complicata Juventus che tutto il mondo avrebbe voluto evitare (...)]


Finalmente siamo ritornati a casa. L'Europa che conta.
I giornali spagnoli, generalmente corrosivi con il calcio italiano,
commentano rispettosamente il ritorno della Juventus.

Si avvisano i vari Luca Montezemolo, Guido Rossi, Massimo Moratti e Candidò Cannavo, che nonostante gli inumani sforzi e gli ingenti mezzi profusi, la Juventus è, per la stampa europea, "la squadra che tutto il mondo voleva evitare".

Missione fallita.

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