
Il titolo dice molto e dice nulla.
Lo commento in questo modo. In Italia, forse molti se ne stanno accorgendo, si sta andando verso una sorta di distorto... "comunismo sportivo", dove tutti a prescindere da meriti più che capacità gestionali, devono poter vincere, dove i piccoli, magari con 5.000 tifosi in tutto il mondo, possano comandare e soprattutto spartire torte che pagano società con oltre 10.000.000 di tifosi. Giusto, così sarà tutto più appassionante, ma prima, ovvio, si doveva passare sopra i cadaveri dei tiranni del calcio. Prima fra tutte le squadre la Juventus. Prima spogliata di titoli, campioni e coppe, poi estromessa dal palazzo della FIGC e quindi dal palazzo della Lega.
Intanto Collina diventa, malgrado le marachelle, che vengono perdonate, capo degli arbitri (senza prove e soprattutto senza credibilità quelle telefonate... visto che era senza credibilità l'intera attività di un addetto agli arbitri di una delle più importanti squadre al mondo, unico esempio di mansione assegnata con pressapochismo e con perfetta e provata inettitudine professionale dell'uomo qualunque e volontario, sconosciuto anche nello stesso ambiente...).
Ma sì... Giusto questo titolo in fondo, perchè ora il calcio è sport vero, in cui le partite e i campionati si vincono per meriti veri, contando le carte al termine della partita a scopa su un tavolino e non con freddi e antipatici telefonini, o magari contando più che i gol, quante volte ha il coraggio di fischiare un rigore alla Juventus nella stessa partita un arbitro.
Giusto ora assitere a giocatori che le combinano di tutti i colori per cambiare casacca (Suazo, ma anche Morgan De Santis, recordman per aver usato una clausola scritta, mai prima di allora utilizzata per cavalleria non scritta).
Perchè dico questo? Perchè il titolo che accompagna queste righe è ripreso da un sito che è poi il sito ufficiale dei procuratori di calcio, quegli uomini che il calcio ormai dal dopo Bosmann proliferano come conigli, e che tanti, troppi danni in nome dei loro assistiti (i consulenti dei loro conti, intendo) fanno ogni volta che aprono bocca e si apre una finestra di calciomercato.
Già, sembra siano contenti della scomparsa di gente che ha fatto sul serio e li ha fatti tremare e lo sbandierano nel banner del loro sito (chissà che non sappiano qualcosa delle soffiate sulle, per ora presunte, intimidazioni GEA ai calciatori assistiti o raccomandati, quelli per capirci che ci hanno in fondo fatto vincere anche un mondiale, perchè questo si diceva prima, anche se la vittoria poi ha fatto dimenticare ai più questa parte velenosa della vicenda - ai più ma non a quel grande di Lippi - ).
Insomma, dovunque si apra una pagina internet o di giornale, da un anno a questa parte si capisce sempre più quanti e quali rivali potessero avere personaggi come i Moggi e Giraudo, che qualunque cosa possano aver combinato erano troppo più preparati e furbi (in senso buono lo dico...) rispetto a tutti gli azzeccagarbugli che nel calcio hanno fatto 13, fino a che non sono arrivati loro, pur non giocando mai una schedina.
Ecco, volevo condividere con chiunque abbia voglia di leggere queste righe, il perchè la mia coda di paglia si sia incendiata per quella frase, pur contenente alti valori sportivi, che però in quel sito mi ha fatto immediatamente commentare con un bel "da quale pulpito...".
Già, dimenticavo. Chissà se chi ha avuto la bella idea di esultare per la vittoria dei veri furbetti con quella frase si è accorto che il grande squilibrio della Juve in B ha attratto più investimenti e spettatori su quella serie che sulla serie A, lo scorso anno. E a riprova della fallibilità della frase... chissà se hanno dimenticato anche loro con essa la B di quest'anno, senz'altro equilibratissima, ma sui cui diritti neanche Telepace ha investito un euro. L'equilibrio attrae... Chi, mi viene da pensare. E soprattutto cosa. Non è che per caso stessero parlando dei soldi, quelli come al solito presenti nelle tasche dei tiranni che muovono questo carrozzone da sempre?
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