mercoledì 9 settembre 2009

Pòrtali a Roma

L'anno scorso gli ultras bianconeri hanno cantato per qualche mese "portaci, portaci, portaci a Roma, o Ranieri, portaci a Roma".
Ma come scriveva quel tale, l'ultrà è mobile, qual piuma al vento.
Ed ecco che pochi mesi dopo, quel "Ranieri portaci a Roma" è diventato un "Ranieri vattene", condito con insulti vari (e con dito medio inequivocabile)
Alla fine della fiera, Ranieri se n'è davvero andato, per nostra fortuna (con i fidi scudieri, Capanna e Damiano con l'accento sulla "o").
Ed è poi andato proprio a Roma, anche se non certo per giocare la finale di Champions e senza la compagnia degli ultras bianconeri.
L'approdo finale del Camaleonte Canterino nella città eterna ci consente di riproporre anche quest'anno il coro della scorsa stagione, seppur con qualche piccola modifica.
"Portali, portali, portali a Roma, i bidoni, portali a Roma".
Ed in effetti sembra che Tiago, uno dei bidoni di Ranieri, sia nuovamente nel mirino del proprio pigmalione. Secondo il sito tedesco 4-4-2.com, infatti, la Lavatrice potrebbe traslocare a Roma nel prossimo mercato di gennaio.
Non sarebbe certamente carino da parte di Ranieri, comunque, dimenticarsi di Poulsen ed Almiron.
"Portali, portali, portali a Roma, i bidoni, portali a Roma".

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lunedì 24 agosto 2009

Attacco preventivo


Chi ben comincia è a metà dell'opera. Questo abbiamo pensato stamane, scorrendo le pagine sportive de la Repubblica. Voto all'arbitro di Inter-Bari, secondo Andrea Sorrentino, 6,5. Ecco la motivazione: "Vede bene quando serve". Ecco invece il voto all'arbitro di Juve-Chievo, secondo Emanuele Gamba: 5. La motivazione eccola qui: "C'era un rigore per il Chievo, doveva espellere Poulsen, ma non ammonire Marrone".

Notate qualcosa di strano? Noi senza dubbio notiamo un certo "doppiopesismo". Infatti, il giornalista che segue l'Inter non si accorge che c'era un'espulsione nettissima per Materazzi. E che il rigore "apriscatole" fischiato a favore dell'Inter era un rigore da microscopio elettronico. Di quelli che vengono fischiati solo alle squadre ricche e potenti. Quindi, senza dubbio, possiamo dire che l'arbitro "vede bene quando serve" ma, soprattutto, quando serve a Moratti.

Fiscalissimo e con la vista a corrente alternata, invece, Emanuele Gamba. Siamo d'accordo sull'espulsione di Poulsen, ma sul presunto rigore su Pellissier abbiamo qualche sospetto: guardate i piedi di Pellissier nel momento in cui cade: se notate li alza contemporaneamente, giusto come facciamo tutti noi quando ci tuffiamo in mare. Se invece veniamo spinti, in genere, i piedi sono scoordinati e non si sollevano a tempo. Infine, il buon Gamba non ha nulla da ridire sul braccio in area di Yepes.

Ci viene il sospetto che il sentimento popolar-giornalistico sia già indirizzato: occhi da falco sulla Juve, occhi bendati sulla squadra del petroliere amico degli operai. E chissà cosa avranno pensato nella redazione sportiva de la Repubblica quando hanno letto il lancio d'agenzia (tra l'altro riportato proprio da Repubblica Spy Calcio) nel quale Nicchi dice chiaro e tondo che Materazzi meritava l'espulsione. Forse si tratta di un presidente dell'AIA troppo vicono alla Juventus?

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mercoledì 12 agosto 2009

Juve su eBay

Dopo aver battuto, senza fortuna, le tradizionali strade delle trattative a tu per tu, i cirigenti della Ridentus, sempre più all'avanguardia sotto tutti i profili, hanno deciso di provare nuove strade per completare le operazioni in uscita del calciomercato di quest'anno.
Da domani, e fino al 31 agosto, sul nuovo sito web juve.ebay.it verranno messi in vendita i modelli Tiago, Almiron e Poulsen.
Il nuovo sito permetterà ai potenziali acquirenti di confrontare i prezzi dei modelli, di trattare sul prezzo e di mettersi d'accordo su finanziamenti e pagamenti.
Saranno disponibili due modalità, le due tipiche del sito d'aste: "Buy it Now", con cui gli acquirenti compreranno i modelli al prezzo di listino stabilito dai cirigenti, e "Best Offer", dove invece si svolgeranno delle aste e i modelli andranno al miglior offerente.

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martedì 14 luglio 2009

Cogli la prima Mela

Ecco le prime dichiarazioni della signora Melo: "... E' contentissimo della Juve. Era il suo sogno? Credo proprio di sì...". Parole di circostanza, si dirà.
Però, secondo noi bisogna abituarsi al fatto che le parole delle consorti dei calciatori sono importantissime. Soprattutto quello che non dicono in pubblico può influenzare pesantemente il destino delle società.
Pertanto, se come tutti noi ci auguriamo, Felipe farà una grandissima stagione, non è da escludere che la signora si stufi di vivere a Torino, e pretenda che il marito vada a giocare a Madrid, così lei potrà ammirarne lo splendido mare. La signora Zidane, ricorderete, lo trovava splendido.
Se invece le cose andranno male (facciamo i debiti scongiuri), sarà sempre lei a sconsigliare al marito di andare a giocare da qualche altra parte. Così come ha fatto quest'anno la signora Poulsen.
Questo è il calcio (ed anche il mondo!) moderno. Facciamocene una ragione.

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mercoledì 8 luglio 2009

MELO sentivo che li avrebbero spennati

MELO sentivo che anche quest'anno si sarebbero fatti spennare.
Due anni fa, si sono fatti spennare dal Presidente del Lione, quando hanno comprato quel pippone di Tiago.
Due anni fa, si sono fatti spennare dal Presidente del Deportivo, quando hanno comprato quel marcione di Andrade.
Due anni fa, si sono fatti spennare dal Presidente dell'Empoli, quando hanno comprato quel pippone di Almiron.
L'anno scorso, si sono fatti spennare dal Presidente del Siviglia, quando hanno comprato quel pippone di Poulsen.
Ma MELO sentivo che gli spennamenti sarebbero continuati.
Ed infatti sembra che si siano fatti spennare anche da Pantaleo Corvino, direttore sportivo della Fiorentina.
Sembra che abbiano comprato Felipe Melo per 25 milioni di euro (per un importo cioè pari all'intera clausola rescissoria prevista da Corvino, senza un centesimo di sconto).
Sembra che abbiano venduto alla Fiorentina metà Marchionni per 2,3 milioni di euro o, forse, tutto Marchionni per 5 milioni.
Sembra quindi che Felipe Melo sia stato valutato cinque volte Marchionni (e che Marchionni sia stato valutato un quinto di Felipe Melo).
Sembra quindi che si siano fatti spennare sia sulla vendita di Marchionni sia sull'acquisto di Felipe Melo.
Complimenti vivissimi.
E a proposito di Felipe Melo, ecco quel che dichiarava il brasiliano sei mesi fa alla vigilia della partita con la Ridentus: "Se l'arbitro farà bene il suo lavoro, possiamo vincere. Al mio arrivo mi hanno detto che ci sono due campionati. Quello con la Juve e uno a parte, e lo so io come lo sanno i miei compagni".
Uno Stankovic, in pratica, solo un po' più "abbronzato" (cit).

Il Mago di Ios

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martedì 30 giugno 2009

Que viva la revòlucion!

Dopo Farsopoli, un po' in sordina, alla Juve c'è stata un'altra rivoluzione: quella dei giocatori.
Le cronache ci hanno raccontato dei boicottaggi di alcuni contro il tecnico (non entriamo nel merito, anche noi consideravamo Ranieri una sciagura), ma non basta, il bello viene l'estate in sede di campagna trasferimenti.
Ha iniziato il portoghese Tiago che ha rifiutato tutte le destinazioni propostegli, quest'anno sembra una moda dilagante: prima De Ceglie rifiuta Udine e Napoli, il procuratore di Paolucci intima alla Juve di non cedere il proprio assistito in prestito, Raiola ha detto che si farà sentire qualora Grygera venga spedito in Grecia, Poulsen rifiuta i ponti d'oro turchi e via discorrendo.
Un vero e proprio ammutinamento, o se preferite una rivoluzione in stile Pancho Villa. Solo che i rivoluzionari non sono dei proletari descamisados, ma dei giocatori che hanno fallito alla prova della Juve, e giustamente la società li vorrebbe cedere per monetizzare.
Ma a cosa è dovuto questo sconfinato amore per la Juventus?
Un po', ipotizziamo noi, è dovuto ad amor proprio: quando mai gente come Tiago vestirà di nuovo una maglia carica di gloria come quella della Juve? Noi pensiamo ben difficilmente. Ma il fenomeno probabilmente non è legato solo a ragioni romantiche, ma anche ad altre ben più prosaiche. Vestire la maglia della Juve vuol dire essere un calciatore riconoscibile e riconosciuto da milioni di tifosi del mondo, tifosi che sono anche consumatori, si dà il caso. Ecco quindi che per esempio un De Ceglie mai e poi mai, se va a Udine, verrà riutilizzato dalla Costa Crociere per uno spot televisivo.
Insomma, riteniamo che questa strana rivoluzione sia il frutto di un mix esplosivo. Solo che la vittima è la Juve, che di questo passo dovrà tenere in squadra gente che non si è dimostrata all'altezza, e ne tarpa le ambizioni.
Speriamo che questa rivoluzione dei brocchi serva alla dirigenza come lezione; quindi in futuro non ci "regalino" più giocatori che in caso di fallimento sono difficili da piazzare, insomma gli ingaggi alti si diano solo a chi li merita. Per quanto riguarda il presente, visto che i giocatori juventini (solo quelli) non possono essere minacciati di finire in tribuna, provi il Cobolli a denunciarli per violenza e ricatto. Ci sarà, forse, un giudice a Berlino?

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venerdì 19 giugno 2009

Il mercato in tempo di crisi

Ricordate i fantastici tempi in cui il mercato per il trasferimento dei calciatori era fatto di aste per l'acquisto di campioni indimenticabili e altrettanto indimenticabili bidoni? Bei tempi ormai passati.
Abbiamo la sensazione che le società adesso abbiano ben altre priorità: vendere, vendere... e possibilmente vendere bene.

Pensate alla Juventus che non ha nessunissimo problema a convincere Pozzo per prendere D'Agostino o il Villareal per Giuseppe Rossi: basta pagare la cifra corretta e senza fare tanto i difficili sia da Udine che dalla Spagna sono dispostissimi a stendere i tappeti rossi per lasciar partire i due giocatori.
Il problema, semmai sta da un'altra parte, ed è tutto in casa. Ovvero riuscire a trovar dei compratori per piazzare i vari Tiago, Almiron e Poulsen.
Difficile per la Juventus trovare una società disposta ad acquisire le prestazioni dei tre ad un prezzo che permetta di non iscrivere a bilancio forti minusvalenze. Da tutto questo facile trarre una lezione: evitare di comprare giocatori che non siano una sicurezza e ancor di più evitare di concedere ingaggi troppo elevati.
Se si vogliono fare degli azzardi, molto meglio puntare su giovani che costano poco e che non chiedono ingaggi da Sultanato del Brunei.

Questo è il mercato del futuro: pagare bene giocatori affermati e dal rendimento certo e puntare sui giovani low cost. Parametri zero che pretendono super ingaggi perchèéil cartellino è gratis o giocatori con una sola buona stagione alle spalle sono da evitare come la peste.

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mercoledì 20 maggio 2009

Par condicio

Qualche settimana fa abbiamo riportato l'indiscrezione per la quale Quaresma sarebbe in procinto di ritornare in Portogallo. Naturalmente, in tal caso, l'Inter dovrebbe iscrivere a bilancio l'ennesima forte minusvalenza. Per par condicio riportiamo oggi l'ipotesi che vede Poulsen in procinto di fare le valigie per ritornare in Spagna. Ovviamente anche in questo caso la Juve dovrebbe iscrivere a bilancio una minusvalenza di alcuni milioni di euro.
Facile trarre da tutto questo un'amara lezione. Il calcio italiano, dopo Farsopoli, non ha più dirigenti e tecnici all'altezza. Il tutto per la gioia delle società straniere, ben felici di trattare con una caterva di incompetenti la compravendita dei calciatori. Dunque, non si facciano illusioni gli interisti, le loro vittorie non sono frutto di un miglioramento da parte della loro dirigenza, questo fatto dimostra platealmente che è la dirigenza della Juve ad essersi abbassata al livello di quella interista e non quella interista ad essersi elevata ai livelli di quelli che erano gli standard della Juve.
Semmai ve ne fosse bisogno, vi diamo un'altra prova: l'Inter veniva eliminata agli ottavi di finale di Champions sia prima di Farsopoli che dopo.

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mercoledì 10 settembre 2008

Prima della vendemmia (o dopo?)

Intervistato dall'inviato della Stampa, il presidente Cobolli Gigli ha parlato di Juve e Champions, di Buffon e Giovinco, chiudendo l'intervista con una ubriacante similitudine enologico-calcistica. A Fabio Vergnano che gli chiedeva "Nella Juve chi è il Barbaresco?" Cobolli Gigli ha risposto "Io sono un appassionato di Nebbiolo che è alla base del Barbaresco. I Nebbiolo della Juve sono Poulsen e Zanetti che permettono di produrre un Barbaresco o un Barolo d'annata che identifico in Camoranesi, Del Piero, Trezeguet".

Premesso che Vergnano era stato inviato dal giornale al seguito del Presidente a Neive dove c'era il convegno "Prima della vendemmia" e che l'intervista è riportata nelle pagine sportive della Stampa dell'8 settembre, se ci pensiamo bene la similitudine di Cobolli Gigli sembra proprio stare in piedi e il suo ragionamento è molto sobrio, quantomeno sul fronte enologico: in effetti il vino buono si porta in bottiglia corpo, sapore e gusto vincente, riuscendo così a fare gol, solo grazie alla qualità dell'uva da cui comincia il ciclo produttivo; proprio come dovrebbe succedere per i gol di Trezeguet e Del Piero che riescono bene quando gira in pieno il centrocampo e Zanetti (quest'anno Poulsen) avvia l'azione, magari lanciando Camoranesi per rifinirla.

Pochi dubbi allora sul fatto che il nostro Presidente è un intenditore di vini (un "appassionato" come dice lui stesso nell'intervista), gli interrogativi riguardano aspetti diciamo così di merito e non di metodo. Per dirne uno: c' è il rischio che Cobolli Gigli sappia di vino più di quanto può aver capito di calcio in questi anni di Juve? Saprà tutto sul ciclo produttivo della Zonin ma di quello dello Zenit da affrontare in Champions?

Addirittura uno molto maligno potrebbe chiedersi "ma se Poulsen è l'uva Nebbiolo la Juve è un'osteria?", ma noi a questo non ci arriviamo, ci fermiamo alla fine del capoverso precedente, ci beviamo mezzo bicchiere di Camoranesi, pardon di Barolo, e proviamo a sognare di vincere la Champions.

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domenica 13 luglio 2008

Non ci facciamo mancare nulla

Dopo l'ingaggio di Olof Mellberg la Juventus ha perfezionato anche l'acquisto di Christian Poulsen. Occhio a cosa scrive oggi Tuttosport:

POULSEN-BISCOTTO L’altro argo­mento forte si chiama Christian Poulsen, prossimo compagno di squadra. «Lo cono­sco solo un po’, ci siamo incrociati con le ri­spettive nazionali. Abbiamo un amico in comune che me ne parla molto bene. E’ una persona piacevole, un bravo ragazzo, un buon giocatore. Penso che fra un paio di giorni ne saprò di più sul suo approdo qui». Torna fuori la storia del biscotto scan­dinavo in Portogallo. «Il 2-2 fu un risulta­to perfetto per Svezia e Danimarca. Noi e loro eravamo felici, ma immagino che in Italia non fossero contenti. Capita, il pal­lone è rotondo…». Con postilla. «In Inghil­terra amano il fair play e la gente ti becca se ti butti, se simuli. L’Italia non è peggio di altri posti».

In pratica la NuovaJuventusFC2006 che tanto si riempie la bocca con il fantomatico codice etico, che ha espiato a Crotone e a Caltagirone, che ha cancellato dal proprio sito i nomi dei più grandi dirigenti della sua storia, Luciano Moggi e Antonio Giraudo, ha ingaggiato due tra i protagonisti della piu' grande partita biscottata degli ultimi anni, Svezia-Danimarca all'Europeo del 2004.

Evidentemente i Cirigenti sanno bene quando devono chiudere un occhio e quando devono chiuderli tutti e due.

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Il bello e il brutto di Poulsen

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