domenica 7 febbraio 2010

Commissione d'inchiesta?

Una volta si diceva: "Se vuoi insabbiare un caso scottante, fai una bella commissione parlamentare d'inchiesta". Naturalmente noi non la pensiamo così, e appoggiamo la proposta del parlamentare democratico Beltrandi, formulata nel corso della trasmissione "La Juve è sempre la Juve".
Ecco come il parlamentare giustifica la sua proposta: "Su una vicenda di questo rilievo, anche la politica, non sovrapponendosi ai processi, deve chiarire cosa è successo". Perfettamente d'accordo, senza sovrapporsi al processo in corso, bisogna rendersi conto che vi sono troppi punti oscuri e incomprensibili, a partire dal motivo per cui il Governo allora in carica scelse Guido Rossi come commissario, per finire sulle reali motivazioni della folle rinuncia al Tar da parte di quel simulacro di Juventus presieduta da Cobolli Gigli.
Troppi misteri, troppi comportamenti che, sebbene non siano penalmente rilevanti, sono da considerare non cristallini.
Ecco perché appoggiamo la proposta di Beltrandi. Bisogna fare piena luce. E forse, vista la polemica in corso tra il Governo attuale e la Fiat, "qualcuno" avrà anche poca forza per intervenire e fare pressioni.
Noi juventiniveri, se la commissione vedrà la luce, ci faremo sentire, eccome se ci faremo sentire. Potete giurarci!

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lunedì 9 novembre 2009

Viva Radio Radicale!

Ebbene sì, Viva Radio Radicale! No, non siamo impazziti, non ci siamo buttati in politica, lungi da noi questa idea.
Ma non possiamo non esaltare Radio Radicale dopo quanto è successo in questi giorni nell'informazione italiana. Il cittadino medio adesso sa che il sorteggio degli arbitri era truccato, l'hanno scritto tutti i quotidiani e l'han ripetuto i TG. Scrive Repubblica: "Sorteggio truccato palline riconoscibili", gli fa eco la Gazzetta: "Calciocaos, nuove rivelazioni, quei sorteggi con la tosse"; mio Dio, in un periodo in cui imperversa l'influenza A c'è da aver terrore, rinchiudete Bergamo!
Non manca mai il Corriere: "Ecco come funzionavano le palline", più che di calcio forse si parla di andrologia.
Naturalmente molte cose che il teste Martino ha detto, e che potrebbero mettere la pulce nell'orecchio dei lettori non vengono riportate, lo fanno per i poveri lettori, non li vogliono turbare.
Hanno risparmiato loro la noia di leggere che Bergamo e Pairetto, in alcune occasioni, hanno detto al Martino "di cambiare le palline perché troppo ammaccate". Ma come??? delle belle palline ammaccate, così facilmente riconoscibili, vengono cambiate, allora forse... e no, alt, sono pensieri impuri!
Così come hanno risparmiato di tediare il lettore con la notizia che, stranamente, i PM non hanno pensato di sentire i giornalisti stessi che partecipavano al sorteggio, e soprattutto i notai che erano lì per controllare giusto la regolarità dello stesso sorteggio!
Ma forse i giornalisti sportivi non hanno partecipato alla recente manifestazione per la libertà di stampa, piena di gente che lottava per permettere ai cittadini di conoscere la verità.
Ed allora Viva Radio Radicale, che non ci risparmia i turbamenti derivanti dall'ascolto delle registrazioni dal vivo del processo di Napoli!
Parafrasando una vecchia canzone: "Allora senti cosa fò, soddisfazione non gli dò, io ascolto Radio Radicale"!

Lanciamo quindi un appello: Radio Radicale è una delle poche voci libere del panorama informativo italiano. Da oltre trent'anni segue i lavori del Parlamento con unanime riconoscimento di correttezza e obiettività. Se nella prossima Finanziaria non verrà riconfermata la convenzione per seguire i lavori parlamentari, la radio rischia di chiudere.
Noi, sportivi e juventini, abbiamo imparato ad apprezzare la loro professionalità grazie all'eccellente lavoro sul processo Farsopoli. Senza di loro saremmo nelle mani dei mille Palombi della "libera" stampa di questo paese. Inutile dire quale sarebbero i risultati.

Firmate e fate firmare l'appello affinché il Parlamento faccia vivere Radio Radicale. Ne abbiamo maledettamente bisogno, come sportivi ma soprattutto come cittadini.

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giovedì 8 ottobre 2009

L'affare si ingrossa!

A distanza di 24 ore siamo costretti a ritornare sulla faccenda della candidatura romana alle Olimpiadi che si intreccia, stando alle cronache, con la questione degli stadi da noi seguita costantemente.

La Gazzetta ci informa, infatti, che ieri è passata al Senato la famosa legge sugli stadi di proprietà. Questa legge consentirà, oltre ai tassi agevolati, anche procedure più snelle in relazione all'ottenimento di tutte le autorizzazioni necessarie da parte degli enti locali. E già qui la cosa si fa allarmante: prendiamo per esempio il progetto della Roma, che non solo riguarda la costruzione di uno stadio, ma anche la costruzione di edifici ad uso commerciale e addirittura residenziale. Ecco, potete immaginare, procedure più snelle significano, gioco forza, meno controlli e, di conseguenza, aumento del rischio di abusi. Già uomini del WWF, certo non gli ultimi arrivati, sul progetto di stadio romanista hanno espresso forti timori.

Ma il bello non è questo: secondo l'autore del pezzo apparso sul "giornale" milanese, questa legge favorirà la candidatura dell'Italia agli Europei di calcio e anche alle prossime Olimpiadi. Lasciamo stare per un giorno le obiezioni di ordine economico, politico e morale avanzate, da noi, ieri. Concentriamoci su un altro aspetto: la tutela del paesaggio.
Procedure più snelle implicano minori tutele: quante di queste garanzie verrebbero sacrificate in nome di un'Olimpiade e in nome di un Europeo di calcio?
Siamo dei malpensanti? Diciamo che siamo dei sospettosi a buon diritto, visto che altra notizia interessante di oggi è l'indagine inerente a presunti abusi edilizi effettuati in occasione dei Mondiali di Nuoto, svoltosi la scorsa estate a Roma.

Insomma, dietro a tutto questo trambusto di leggi per la realizzazioni di stadi, candidature a Europei di calcio e a Olimpiadi potrebbe verificarsi, oltre a un immenso spreco di danaro pubblico, anche un enorme saccheggio del territorio.

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