venerdì 5 marzo 2010

Sputnik bianconero

Continua la girandola di nomi per il campo e per la panchina in casa Juventus. Si parla insistentemente di Prandelli alla Juve, e la cosa preoccupante è che Corvino sta rinnovando con i viola, dunque il rischio di un nuovo colpo gobbo del Corvo Viola diventa molto forte.
Non si capisce davvero l'interessamento ricorrente per questo allenatore, sicuramente bravo e professionale e ancora di più, degnissima persona; tuttavia, la sua Fiorentina non ha mai vinto nulla, e quest'anno è messa ancora peggio della Juventus.
Il fatto più rischioso, dicevamo, è che potrebbe portarsi qualche suo giocatore di fiducia. La cosa non può non preoccupare, visto che in questi ultimi anni di sicuro non siamo stati fortunatissimi negli scambi di giocatori con i viola. Quattro anni di scarpe su misura, abbiamo scritto sul nostro sito.
Non vorremmo che anche questa volta la Montelkaniana aiutasse la proprietà della Fiorentina a liberarsi di un allenatore che sulle rive dell'Arno ha fatto il suo tempo.
Beffa nella beffa sarebbe se a Firenze approdasse un altro ex bianconero che in provincia sta facendo miracoli. Ci riferiamo a Pioli, che con il Sassuolo in serie B sta facendo benissimo.
In altri tempi la Juventus era la Juventus perché sapeva fare scelte coraggiose, ma spesso vincenti, oppure si andava sul sicuro. La scelta Prandelli non appartiene a nessuna delle due categorie: ormai è un allenatore affermato, dunque non è una scommessa perché tutti sanno cosa può dare. Allo stesso tempo non è un allenatore vincente, perché semplicemente non ha vinto nulla.

In passato la Juve aveva le sue società satellite. Ora sembra una società satellite. E forse è questa la cosa peggiore.

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sabato 27 febbraio 2010

Il sonno del curato

E' passato quasi un anno dall'elezione a presidente della Lega Calcio di Maurizio Beretta: se non è giusto fare un bilancio, ci pare comunque necessario ragguagliare sui risultati raggiunti e sui progetti impostati. Del resto, chi è stato osannato come grande manager, in grado di ridare slancio alla Lega Calcio non può non essere giudicato, anche in rapporto a quanto prodotto dai diretti concorrenti, come per esempio la FA inglese.

La prima cosa da valutare è se vi siano stati cambiamenti nel comportamento degli associati rispetto agli altri interlocutori istituzionali. In altri termini, la conflittualità delle società associate è diminuita in rapporto alla Figc o all'Aia?
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. I conflitti, soprattutto contro l'Aia, sono ai massimi livelli di sempre. E addirittura lo spettro di una nuova Calciopoli viene continuamente evocato da chi si ritiene vittima di torti arbitrali. E' questo, signor Beretta, il modo di valorizzare (anche commercialmente) il prodotto? Non ritiene che le continue recriminazioni, che hanno eco anche internazionale, danneggino l'immagine del nostro calcio e ne minino la credibilità? Lei queste cose le ha spiegate ai suoi associati?

Per quanto riguarda il fronte stadi non si vedono miglioramenti. La legge che dovrebbe consentire il credito agevolato per chi si vuole dotare di un nuovo impianto, è ancora impantanata in Parlamento. Inoltre le società non sono state finora in grado, esclusa la Juventus, di implementare progetti concreti. Spieghiamoci meglio: aldilà delle presentazioni in stile Walt Disney fatte ai tifosi e alla stampa, non si sono visti quest'anno progetti concreti e facilmente realizzabili. Per esempio, Roma e Lazio con la scusa del nuovo stadio hanno proposto di fatto enormi speculazioni immobiliari che hanno messo in imbarazzo anche l'amministrazione cittadina, che pure era ben disposta. Anche per quanto riguarda le altre società si è di fatto in alto mare. Ancora si tratta con costruttori, banche e con i Comuni. Signor Beretta, c'è stato un coordinamento della Lega Calcio? Si è spiegato agli associati che non si doveva tirare troppo la corda con le speculazioni così da evitare di impantanare i progetti degli stadi, fondamentali per tutto il movimento?

Non basta dunque, signor Beretta, aver condotto con astuzia le trattative legate alla cessione dei diritti televisivi, per quello bastava una vecchia volpe come Matarrese.
Il deficit strutturale (stadi e credibilità) con gli altri campionati si sta sempre più allargando, come dimostra anche la nuova iniziativa della FA inglese, che dall'anno prossimo lancerà un suo canale televisivo visibile in tutto il mondo sulla falsariga di quello della NBA.
Tutto questo senza considerare l'impoverimento tecnico del nostro campionato, che si riscontra anche nel rischio concreto di perdere la quarta squadra in Champions. Un'ipotesi che fino a quattro anni fa poteva essere considerata, nella migliore delle ipotesi, fantascientifica.

Per tutto questo, prima che sia troppo tardi, e da buona volpe democristiana, signor Beretta, dia le dimissioni. Eviti di affondare con una barca che non è in grado di governare. Magari dia le dimissioni il giorno dell'inaugurazione del nuovo stadio della Juve, naturalmente dichiarando vittoria. E se vuole fare un buon servizio al mondo del pallone (sempre che Le interessi), in quell'occasione convinca i presidenti che sarebbe il caso di fare una telefonata a Londra per convincere "il grande appestato" a rientrare in Italia.
Dia retta a noi, se vuole bene al calcio italiano, svolga questo semplice ma essenziale servizio. Il suo amico Montezemolo se ne farà una ragione!

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giovedì 24 dicembre 2009

E' Natale anche per noi

E' festa quasi in tutto il mondo e dalle parti di Barcellona, dopo i 6 trofei, si festeggia il Natale con il cordero, dalle parti di Torino, invece, si passa un bianco Natale in bianco. Forse attratto dalle luminarie, un timido agnello ha finalmente deciso di far capolino a Vinovo, ma anche da noi continua ad imperversare il Cordero, quello senza trofei, almeno per ora.

Gli argentini hanno messo una pulce nell'orecchio di Maradona, offesi dalla "pettata" (Bergomi docet) di Messi che festeggia contro i suoi compaesani dell'Estudiantes la ciliegina sulla torta blaugrana. Profeta all'estero e desaparecido in patria, sarà colpa della "mano de Dios" che non riesce a plasmarlo in Nazionale? Mah, noi sappiamo solo che in Piemonte "a man 'e budin" plasma eccome Felipe Melo, stella cometa che illumina il presepe di Dunga e Orso Maggiore sotto la Mole, uno Yogi senza Bubu ma più pasticcione! Quando avremo finito di rovinare lui, saremo pronti per Diego; secondo Carlos li stiamo rovinando entrambi, senza contare che, per comprarli, prima ci siamo già rovinati noi.

Il problema sta allora negli allenatori?? Ma no, è colpa della crisi, e quest'anno il Natale sarà più povero: "Un capitone, c'è solo un capitone", questa è la verita, ma uno solo non basta, e allora quest'anno si cucinerà la renna, e l'ultimo bambino che vedrà arrivare uno stanco ed appiedato Babbo Natale rimarrà deluso dal numero di pettorale dell'anziano podista. Un 27 asteriscato non giustifica di certo il ritardo, son tre anni che aspettiamo, e nonostante i numerosi pacchi, nemmeno un regalino.

Anzi sì, sotto l'albero di Natale, colorato solo dalle palle della Juventus che fu, ci ritroviamo un goal, un Bobby Goal che inizierà il nuovo anno con noi, ma purtroppo anche con loro. Un Natale incompleto, come può essere incompleto un presepe con un solo Re Magio, senza oro e senza mirra, e speriamo anche senza incenso, c'è veramente poco da incensare. Perciò auguri Roberto, e ricordati che, se anche stai iniziando il nuovo anno, le vecchie abitudini non sono da buttare dalla finestra, c'è tanta altra roba da gettare, basta entrare in campo, sentire il profumo dell'erba bagnata ed alzare gli occhi e, se senti qualcuno che usa la parola compro...messi, tu rispondi di sì e poi ci mettiamo a guardare se Secco ce la fa a comprarne finalmente uno buono!

Tanti auguri Roberto, ne hai davvero bisogno!

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sabato 14 novembre 2009

Il garantismo della Exor


A pochi giorni dal "discorsone" di presentazione della sua fondazione (ormai in Italia o ne hai una o non sei un c...), dove descriveva l'Italia dei suoi desideri, fatta di giustizia, libertà, equità e bla bla bla, ecco che il nostro Montezemolo cade sulla solita buccia di banana. Gli hanno infatti sequestrato la villa a Capri (o parte di essa, le cronache non chiariscono). Per di più i fatti contestati, ci perdonerà il Montezemolo per la franchezza, sanno tanto di plebe. Roba da ex ferrovieri arricchiti: una storiaccia di abusivismo e presunti favori da parte di vigili urbani compiacenti.

Si capisce, Montezemolo non ne sapeva nulla. Se non abbiamo capito male non è manco garantito da un avviso della Procura competente.
Però, anche se ci fosse il minimo dubbio sulla sua personale condotta (parliamo per ipotesi, sia chiaro) siamo certi che la Exor non avrebbe nulla da obiettare. Così come non ha avuto da ridire per l'operazione equity swap di Gabetti & C.

Si sa, certe condotte sono tipiche di chi non è stato dotato da madre natura di charme, oltre che di doppio cognome. Roba da ex ferrovieri arricchiti, per l'appunto!

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venerdì 4 settembre 2009

Uso improprio dello sport?


La teoria di Gigi Moncalvo sul motivo per cui la Juventus sia stata abbandonata al proprio destino (nella migliore delle ipotesi) dagli Elkann la conoscete: gli Elkann avevano bisogno di rientrare in possesso della Juventus per evitare che Andrea Agnelli, grazie alla Triade, potesse superare in popolarità John e ambire, di conseguenza, ad alti incarichi nella galassia Fiat-Exor.

Naturalmente non si hanno prove di questo, si sa solo che gli Elkann non alzarono un dito per difendere la Juve e, anzi, i giornali di famiglia furono i primi e peggiori inquisitori.

Noi però abbiamo la sensazione che alla teoria di Moncalvo manchi qualcosa. Per carità, nessuno dice che sia sbagliata, ma forse è incompleta. Non fosse altro perché comunque John e i Lord Protettori, controllando la società Dicembre, si assicurano un indiscusso predominio nell'accomandita Giovanni Agnelli & C, che a cascata controlla tutta la galassia. Andrea, secondo noi, a John poteva fargli solo il solletico, almeno in circostanze ordinarie. Questo sia nel caso che la Juventus avesse vinto, sia che la Juventus avesse perso.

Oggi però il vice direttore di Repubblica, Massimo Giannini, ci aiuta ad incastonare un ulteriore tassello nel puzzle. Infatti ci racconta che si sta provando a costituire un "grande centro" in grado di vincere le elezioni. Uno degli architetti di questo nuovo partito, secondo Giannini, dovrebbe essere, udite udite, Luca Cordero di Montezemolo.

E allora, ci si potrebbe domandare, e se il vero motivo del colpo di stato in casa Juve fosse stato quello di consegnare uno straordinario mezzo comunicativo a Montezemolo? Mica male, per ottenere popolarità, poter usare come veicolo promozionale la Juventus (oltre alla solita Ferrari di cui è presidente).

Che questa ipotesi possa essere fondata, o che comunque ci siano voci ricorrenti nei corridoi dei palazzi romani, lo si intuisce non solo da questo articolo di Repubblica, ma anche dal fatto che i giornali legati a Berlusconi (Il Giornale), o suoi sostenitori (Libero) affondino spesso il colpo (non senza ragione) sulla faccenda dei conti svizzeri dell'Avvocato, denunciati indirettamente da Margherita Agnelli.

Insomma, se i motivi veri che hanno spinto ad accettare la distruzione della Juventus fossero realmente questi sarà necessario, a nostro avviso, recidere il cordone ombelicale tra calcio e ricchi mecenati (spesso molto interessati). Una volta per tutte.
Meglio l'azionariato popolare. Meglio la passione vera e genuina dei tifosi.

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martedì 1 settembre 2009

In Porto veritas

Abbiamo ricordato sul sito il ritiro del ricorso al Tar (era il 31 agosto 2006) per ribadire le ragioni del nostro impegno. In quella occasione molti commentatori della domenica ragliarono sulle specificità della giustizia sportiva, che deve essere veloce e non guardare in faccia a nessuno, che può cambiare i giudici in corsa e ridurre i gradi di giudizio. Una giustizia sportiva, a loro dire, che impone alle società di fermarsi alle sentenze alla Sandulli.

Prendiamo spunto da quei ragli per ricordare il caso del Porto, rimasto coinvolto nello scandalo dei "fischietti d'oro" del 2003-2004. La Federazione portoghese nel 2008 penalizzò il Porto di 6 punti per tentata corruzione e a quel punto l'Uefa, regolamenti alla mano, escluse il Porto dalla Champions; la squadra portoghese però, si è rivolta al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna (si vede che lì non c'erano liti tra eredi, e montezemoli a intervenire come garanti), che il 15 luglio 2008 ha invalidato l'esclusione e rimandato la pratica all'Uefa per gli approfondimenti del caso. Nel luglio 2009 l'Uefa, dopo averci ragionato a lungo, ha deciso di depennare il procedimento prendendo atto di "non essere in diritto di decidere"; e così anche quest'anno il Porto disputa la Champions.

Nessun Guido Rossi e nessun Sandulli, ma un richiamo al diritto da parte della stessa Uefa, questa è la verità che si ricava dalla vicenda del Porto; vicenda che sarà certo diversa da quella di Calciopoli, fermo restando, però, che alla fine è appunto una questione di diritto, di regole da applicare, ma anche di diritti da rispettare, di leggi e norme di carattere generale che non possono essere offese dalla specificità del calcio; la giustizia sportiva, questo si ricava, non può essere una specie di terra di nessuno dove si emettono sentenze senza capo né coda, e poi arrivano gli esperti della domenica a dire "chi ha avuto ha avuto, e chi ha dato ha dato".

La vicenda del Porto è quindi la riprova, se mai ce ne fosse bisogno, che nell'estate 2006 sono state dette (e fatte) un sacco di cazzate. Certo è una amara consolazione, ma ricordiamoci che la scorsa estate il professor Sandulli ha dovuto ammettere pubblicamente che nello scandalo del 2006 non c'erano illeciti, e si è punito il reato associativo e che di tutte le cazzate di quella estate questa potrebbe essere la più grande di tutte, e di sicuro è la più importante. Perché il reato associativo all'epoca non era previsto dal Codice di Giustizia Sportiva; perché il reato associativo è lo stesso contestato nel processo di Napoli.

E' per questo che abbiamo sempre detto, e ribadiamo, che sarà fondamentale la sentenza definitiva sulle accuse dibattute a Napoli. In dipendenza di quella sentenza dovremo noi, tifosi e azionisti, dire legalmente la nostra: ci sarà tempo e modo per studiare come difendere i nostri interessi, ricordando che i due scudetti revocati hanno, tra l'altro, a che fare con la ripartizione del ricavato dei diritti TV. A parte, cioé, tutti i danni patrimoniali provocati a suo tempo dalla sentenza Sandulli, ce ne sono altri che potrebbero arrivare nei prossimi anni; quand'anche sui primi la rinuncia al Tar avesse chiuso la porta a ogni tipo di ricorso, sui danni a venire sono aperte porte e finestre.

Sarà di sicuro una storia ancora lunga, ma la verità venuta fuori nel caso del Porto è lì a dirci che è possibile che alla fine a deciderla non siano Guido Rossi e Montezemolo. Loro ci hanno provato nell'estate 2006 (con quella specie di processo, e con l'inaccettabile rinuncia al ricorso al Tar), e potrebbero aver commesso qualche errore; a deciderla a tempo debito potremmo essere noi: diecimila, ventimila o magari, perché no, cinquantamila juventini veri che difendono i loro diritti.

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mercoledì 24 giugno 2009

Cronache rosa sul CdA della Juve

Il 30 giugno scade il mandato del CdA della Juventus, ce lo ricorda pure il giornale rosa, precisando che qualora Cobolli non venisse confermato, è pronto Lapo.

Nella stessa pagina abbiamo un esilarante articolo che tesse l'elogio di Renzo Castagnini, di cui vengono esaltate le mirabili doti messe in evidenza nel Cosenza (fine anni 80): come difensore centrale era un gladiatore, dice la rosea, e questo potrebbe far venire dei sospetti sulla sua natura di schiavo.
Poi, continuiamo a leggere, quel genio di Di Marzio lo "inventò" centrocampista davanti alla difesa, alla Diarra (a questo punto staremmo lontani anche dal madridista); adesso, a 52 anni, è un "emergente" (sempre in grave ritardo sulle normali tabelle della Repubblica Gerontocratica Italiana); in merito al suo nuovo incarico dietro la scrivania, come responsabile del settore giovanile della Montelkaniana, dice che il suo "primo obiettivo è quello di non rovinare tutto"; temiamo che difficilmente riuscirà a raggiungerlo.
Dopo sciocchezze varie sulla sua ambizione di costruire alla Juve un nuovo Pato, dopo essersi sovvenuto che la Juve ha una grande storia, dice che la società con Blanc e Secco ha raggiunto risultati che sono davanti agli occhi di tutti. Infatti... diciamo noi!
Ora la Juve si consoliderà (ma non erano già solidi 'sti camaleonti'????) e ci divertiremo, dice.
Lui forse, noi probabilmente c'incazzeremo ancora di più! Eupalla ci aiuti!

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venerdì 19 giugno 2009

Delitto e castigo

Tanti tifosi juventini, sicuramente quelli juventini veri, pensano che il delitto di Calciopoli non sarebbe riuscito senza l'intervento decisivo di Montezemolo che, visti i successivi ringraziamenti di Blatter, si vede che ha evidentemente fatto delle pressioni sulla proprietà per far ritirare il ricorso al Tar della Juve, cioé ha messo del suo per farci andare in B.
Non abbiamo la controprova e non sappiamo come sarebbe finita col ricorso, di sicuro i grandi soloni dello sport ci dissero allora che non bisognava andare per Tribunali, che bisognava star dentro la Federazione, insomma che erano tutti grati a Luca Cordero di Montezemolo.
Ci viene da pensare al delitto, ai soloni e a Montezemolo vedendo quello che è successo nella Formula Uno che da Circus è diventata un manicomio: tra la Federazione (!!) e i Costruttori dopo le minacce si è arrivati alla rottura completa, anzi proprio la Federazione ha deciso oggi di portare le squadre ribelli (e Montezemolo su tutti) in Tribunale per chiedere i danni (già, i danni....)
A dir la verità il primo che si è rivolto ad un Giudice è stato proprio Montezemolo (!!) qualche mese fa, ma si vede che ha sbagliato i tempi perché il Tribunale gli ha dato torto, sentenziando che non c'erano motivi di urgenza, proprio quei motivi che invece dicevano tutti che c'erano nel 2006 per andare al Tar e chiedere la sospensiva sella sentenza Rossi-Sandulli.
E così mentre sulle piste di mezzo mondo la Ferrari arranca come una Duna in salita e sui rettilinei la Toro Rosso mette la freccia e le passa davanti, chissà quanti tifosi juventini (non solo gli Ju29ri) pensano che quel delitto non è rimasto alla fine impunito e il castigo è non solo quello che abbiamo visto e stiamo vedendo sulle piste di mezzo mondo, ma quello che adesso potrebbe succedere nei Tribunali.
Un'ultima annotazione sui soloni: Petrucci, il massimo esponente della specie, s'è schierato con Montezemolo (!); Blatter finora non si è pronunciato.

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sabato 16 maggio 2009

Perché è un onesto ragazzo! Vol. 2


16 maggio, compleanno di Massimo Moratti.


Festicciola, torta, invitati.
News fresche fresche.
Invitato proveniente da Bologna.
A1, tratto Bologna-Milano.
Un’auto con un solo passeggero.
Uno, solo soletto, che procede a tavoletto.
O a Tavaroli.
Veloce insomma.
Dentro la sua auto rossa abbiamo inserito una piccola microspia.
Riportiamo alcuni stralci dell’intercettazione ambientale.
Le telefonate dunque, sono prive delle parole espresse dagli eventuali interlocutori del soggetto all’altro capo del telefono.
Siamo spiacenti.

“Pronto Marco, ma sei già lì?
......
Ah sei già lì?!?!
......
Ah hai dormito lì stanotte?
Ti ha dato una camera?
......
E una cameriera bonazza te l’ha data?
Ah! Ah! Ah!
.........
Visto il mio intervento da Floris?
Eh?!?!
Sono troppo forte quando mi metto d’impegno.
.........
.........
Ci sto pensando.
Me lo ha anche chiesto, ma ho fatto lo gnorri.
Poi ne parliamo…
.........
.........
Mia moglie mi raggiunge lì.
Hai sorvegliato un po’ il festeggiato?
Oppure hai fatto come fai con Mediobanca?
Ah! Ah! Ah!
............
Si… si… Io sono per strada. Arrivo arrivo.
.........
Da Torino viene gente eh!
.........
Si si, vai che ci si diverte!
Pigliamo pure in giro Lapo stasera…
.........
Oh! Ma sai che viene Blanc?
.........
Si si! Ma pensa!
Oh! Lo sai che si porta dietro pure il naso?!
Ah! Ah! Ah!
.........
Signore e Signori......... NAAAASELLOOOOO!
Ah! Ah! Ah!
Sono già in clima festa eh!
Viene pure Giovanni, che mi ha già preannunciato che racconterà qualche barzelletta col megafono!
.........
Ah! Ah! Ah!
L’importante è che trattate bene John, mi raccomando, non fatelo incazzare.
Dai, ci vediamo tra un po’… ciao ciao ciao…”

“Pronto…
E allora? Novità?
.........
.........
...........
Eh? Come?
.........
.........
............
Ma lo sanno questi esseri inutili che io non mi iscrivo l’anno prossimo?
Lo capiscono o no? Sanno chi è che comanda?
‘Sto Max ha proprio rotto!
Continuate a lavorare, schiavi! Devono cedere ‘sti finocchi!
.........
.........
Ci sentiamo domattina…”


Canticchiando solo soletto, pensando alle automobili:
“Corri cavallo, corri ti prego
fino a Samarcanda io ti guiderò,
non ti fermare, vola ti prego
corri come il vento che mi salverò
oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh”


Canticchiando solo soletto, pensando ad un squadra di calcio di Torino:
“Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
Dietro a una scia un soffio, un velo
Ti staccherai
Perchè ti tiene su soltanto un filo, sai”


Canticchiando solo soletto, pensando alla festicciola:
"Perché è un onesto ragazzo,
perché è un onesto ragazzo!
Perché è un onesto ragazzooooooooooo....
Nessuno lo può negaaaar!”


Dialogo con l’impiegato al casello autostradale:
- Bene, ecco i soldi, sono giusti giusti.
- ........ (silenzio)
- Può anche evitare quella faccia scocciata. Mi ha riconosciuto? Sa chi sono io?
- Certo che lo so. E infatti faccio questa faccia...
- Lei rende un servizio al pubblico e deve essere gentile.
- Io rendo un servizio al pubblico, e sono gentile con tutti, meno che con lei.
- Perché, le sono antipatico?
- No. E’ che io sono della Juve. Lei invece ha 13 scudetti. Prrrrrrrrrr!
- Si vergogni, chiamerò un amico che...... Vedremo per quanto tempo lavorerà ancora qui...
- Faccia come crede signor Presidente, si tolga di mezzo signor Presidente, c’è coda dietro di lei... signor Presidente. Prrrrrrr!
- Ti faccio passare la voglia di... nullità che non sei altro...
- Vada vada, signor Presidente. Prrrrrrrr!
- Str......z... (l’auto riparte lentamente)
- (si affaccia dal gabbiotto, sporge il braccio e mette in evidenza il dito medio della mano destra, guardando l’auto che riparte...)
Ah! Signor Presidente...
Sono solo un sostituto con un contratto a tempo determinato, dal prossimo mese ritorna la collega che è in maternità.
Dunque non ho nessuna paura delle sue invettive, signor Presidente.
-......(silenzio)
- Prrrrrrrrrrrrr! Signor Presidente!

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venerdì 15 maggio 2009

Banderuole

Pare che la faccenda dei regolamenti del campionato di Formula Uno possa finire per tribunali. Di sicuro il presidente della Ferrari, Montezemolo, si è fatto dare delega dal Consiglio di Amministrazione di difendere gli interessi dell'azienda in "tutte le sedi".

Non entriamo nel merito del nuovo regolamento, anche se l'idea di un diverso trattamento tra team piccoli e grandi non sembra una bestemmia, notiamo solo che una controversia che è sportiva potrebbe andare per tribunali ordinari e tutta la stampa fa il tifo per la rossa.

Quella stessa stampa nell'estate 2006 faceva pistolotti sdegnati contro la Juve che voleva fare il ricorso al Tar; si diceva allora sui giornali, alla radio e alla televisione che le questioni sportive dovevano restare nell'alveo dei regolamenti dello sport. Non solo si diceva questo; i tifosi juventini hanno scoperto in seguito che il ricorso al Tar era stato ritirato proprio per intervento di Luca Cordero di Montezemolo, proprio lui che oggi si è fatto dare la delega che dicevamo.

Certe volte si dice che cambiare idea è segno di intelligenza; qui però, pensando alla Juve e alla Ferrari, la situazione ci sembra un po' diversa, ci sembra che il presidente Montezemolo (che con la Juve non c'entrava niente), di figura ne fa un'altra.

Per chi non se ne fosse accorto segnaliamo un'ultima cosa: sul Corsera l'altro giorno è intervenuto il presidente del Coni, Petrucci (l'ingegner Elkann, invece, non si è fatto vivo). In effetti Petrucci con la Federazione Internazionale dell'Automobile non c'entra niente (proprio come Montezemolo con la Juve), ma ha voluto dire la sua: anche lui (e chi l'avrebbe immaginato?) sta con la rossa e con Montezemolo; anche lui non ci sembra che faccia la figura della persona intelligente.

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lunedì 27 aprile 2009

Parole e macigni

"Senza presunzione, sto sopra la tabella che la società ha fissato", ha detto così Claudio Ranieri dopo Reggina-Juventus aggiungendo "Quello che mi era stato detto è che la Juve doveva cercare di lottare per lo scudetto entro cinque anni".

Aspettando il 2011 per vedere un centrocampo un po' da cristiani, vorremmo invitarvi a riflettere sulla singolarità del messaggio che i dirigenti della Juve devono aver trasmesso al mister, sul perché e sul per come, a riflettere sulle parole di Ranieri perché le parole qualche volta, magari involontariamente, possono essere pesanti come macigni. Per quanto ci riguarda la riflessione porta all'estate 2006, alla farsa di Calciopoli, al comportamento di chi all'epoca reggeva le sorti del mondo Fiat e quindi anche della Juventus (Gabetti, Montezemolo, Grande Stevens).

Col nostro lavoro di ricerca e informazione abbiamo illustrato molti aspetti di quella farsa, oggi con le parole sfuggite a Ranieri ci viene da osservare che verosimilmente a Torino non c'è stata solo una compartecipazione per indirizzarne l'esito finale riferito a Giraudo (e Moggi), ma anche un possibile accordo tra salottisti buoni, un accordo come se ne fanno tanti in nome della convenienza, una specie di via libera da Torino a Milano per gli scudetti fino al 2010.

Guarda caso gli scudetti dal 2006 al 2010 sono quelli che si contano per assegnare il 15% dei ricavi dei diritti TV se scatterà la vendita collettiva, guarda caso per quegli anni la Gazzetta s'è comprata in anticipo dall'Inter, pagandoli profumatamente, i diritti per produrre materiale celebrativo dei futuri successi neroazzurri, guarda caso la situazione di bilancio dell'Inter nel 2006 era assai critica tanto da doversi inventare la farsa di Inter Capital. E guarda caso rispetto alla tabella fatta a Torino per quei cinque anni Ranieri dice di stare un po' avanti, come se il terzo posto davanti alla Fiorentina sia qualcosa che i salottisti non avevano concordato.

Provate, cari lettori, a pensarci e magari metteteci dentro anche i 10 milioni in più che la Juve non poteva (!?) spendere per comprare Xabi Alonso invece di Poulsen; per quanto ci riguarda, e rispetto al lavoro di ricerca e informazione che portiamo avanti, pensiamo che Ranieri abbia avuto un piccolo sfogo a ruota libera e che sulle parole non ci abbia riflettuto tanto; ma se ci pensiamo bene quelle parole possono diventare pesanti come macigni.

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domenica 26 aprile 2009

Ferrarinter

La Ferrari continua a fare figure barbine in Formula 1.
Fino a qualche giorno fa addirittura si potevano leggere sui giornali filoferraristi (tutti) giustificazioni stomachevoli che accusavano Brawn di essere un furbone, in sostanza il Moggi della Formula 1. Naturalmente tutti smemorati: nessuno ricordava che Brawn è stato un grande protagonista dell'ultima Ferrari vincente. Eh già, quella che è venuta dopo ha vinto a tavolino dopo che uno scandaletto aveva fatto fuori la McLaren. Coincidenze.

Oggi invece è Montezemolo ad aver dato la sua interpretazione sul campionato di quest'anno: "Ci sono tre Formula 1: una con il Kers, una senza il Kers e una con il fondo (diffusori) che non ho ancora capito se è regolare o no. Sono stati fatti male, scritti peggio e interpretati ancora peggio. Hanno dato adito a zone grigie e a interpretazioni diverse".
Insomma, se la Ferrari non vince è colpa dei regolamenti mica sua che non ha avuto dei tecnici in grado di interpretarli al meglio nonostante, tra l'altro, abbia risorse finanziarie che gli avversari vincenti manco si sognano.

Noi di primo acchito ci facciamo grasse risate, ovviamente. Ma se pensiamo a chi comanda dopo Calciopoli, purtroppo abbiamo poco da ridere.
La personalità del gran capo si sente tutta.

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venerdì 24 aprile 2009

Perseverare è diabolico

I fenomeni naturali sono generalmente ciclici: dopo la notte viene il giorno, dopo l'alta marea viene la bassa, dopo l'inverno viene la primavera.
Allo stesso modo, nella nuova Juventus Montelkaniana si verifica un fenomeno che può essere definito naturale: subito dopo un fallimento qualche organo di stampa paventa la possibilità che come direttore generale venga assunto Franco Baldini. Fino ad ora, immancabilmente il fenomeno si è sempre concluso allo stesso modo: Baldini rilascia un'intervista nella quale dichiara di essere stato contattato dalla Juve, ma lui non è interessato all'incarico. La Juve non è alla sua altezza.
Anche stavolta, dopo l'eliminazione dalla coppa aziendale Tim, immancabilmente Tuttosport rilancia l'ipotesi di Baldini alla Juventus.
Non stiamo a rivangare sul curriculum di Baldini, chi vuole può rileggersi tutto quello che abbiamo scritto in relazione al processo Gea, quello che ci chiediamo è se la Juventus possa aver cercato per la terza volta un professionista che già in passato, a detta sua ben due volte, l'ha rifiutata.
Noi vogliamo sperare che non sia vero, sarebbe la negazione assoluta dello spirito juventino e la completa accettazione della filosofia "bauscia".
Se alla Juventus è rimasto ancora qualcosa di juventino e di piemontese, venga immediatamente stilato un comunicato stampa nel quale si spiega che la Juventus non è alla caccia di un direttore generale, e che comunque in qualsiasi caso il profilo professionale di Baldini non è idoneo a ricoprire il ruolo. Se fossero ancora vivi l'Avvocato e il Dottore siamo certi che a tale comunicato sarebbe stata aggiunta un'ulteriore frase nella quale si spiega che la Juventus vuole integrare il suo staff con un ulteriore magazziniere. E chi aveva da intendere avrebbe inteso...
Nel caso in cui tutto ciò non venga fatto, siamo sicuri che nel giro di pochi giorni leggeremo dell'ennesimo "gran rifiuto" dell'amico del Maggiore Auricchio, del resto i fenomeni naturali si concludono sempre allo stesso modo.
Ci sarà chiaro però che alla Juventus, oltre ai fenomeni ciclici, ci sono anche dei fenomeni da baraccone. Purtroppo.

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giovedì 23 aprile 2009

Meglio della Ferrari!

E che cos'è tutto questo casino per una eliminazione in Coppa Italia?
Era una semifinale, oltretutto, e poi in passato siamo usciti anche prima e in modo più rovinoso, ma nessuno se ne curava. Un giocatore dell'Atalanta è passato alla storia per avercene fatti quattro, tutti in una volta, poi non si è saputo più nemmeno che fine abbia fatto.
Ricapitolando: dignitosa eliminazione con una grande del calcio inglese agli ottavi della Champions (tra le prime sedici in Europa!), secondi in campionato dietro alla portaerei di Mourinho e alla pari con i campioni del mondo di Ancelotti, uscita dalla Coppa Italia in semifinale (tra le prime quattro in Italia!).
Stiamo andando meglio della Ferrari. Lì mica chiedono la cacciata di Montezemolo. Sono diventati simpatici a tutto il motorismo mondiale, i furbacchioni.

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martedì 21 aprile 2009

La Lega sceglie Beretta

I presidenti di serie A hanno scelto ufficialmente Maurizio Beretta per la presidenza della Lega Calcio che dovrà spartirsi il fantomatico miliardo dei diritti televisivi. Unico assente il presidente del Lecce, forse ancora imbufalito per l'arbitraggio chirurgico di domenica.
Evidentemente l'accordo tra il partito di Galliani e quello della troika composta da Juventus montelkaniana, Inter e Fiorentina si è trovato.
Immancabile la retorica: secondo Beretta il calcio italiano è "uno straordinario settore produttivo, una grande bandiera del made in Italy, un vessillo dell'Italia che funziona e che sa vincere". Per il momento ci asteniamo dal fare dell'ironia su questa affermazione, aspettiamo con calma le "magnifiche sorti e progressive" promesse dall'ex mezzobusto Rai che i giornali ufficiali (nel senso che le affinità con la Pravda sono sempre più evidenti) ci spacceranno domani per "grande manager".
Da notare che il suo mentore Montezemolo si è affrettato a rilasciare questa dichiarazione: "Beretta lo conosco bene: ha qualità e capacità".
Notiamo che molti suoi amici stanno trovando posti di rilievo nel gran carrozzone pallonaro. Viste le dichiarazioni gli deve far proprio piacere e serve, forse, a lenirgli il dolore per le cocenti e meritate sconfitte della Ferrari, di cui non parla più.
Speriamo che quando non parlerà più di calcio (cioè quando arriveranno i risultati del lavoro dei suoi uomini) nessuno ci rinfacci che era juventino.
Chiedere a Blatter quanto gliene frega della Juve.

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giovedì 16 aprile 2009

Lobbycontinua

In più di una circostanza abbiamo ripreso da Dagospia l'idea che esista una cosiddetta "lobbycontinua" romana molto interessata allo sport.
Oggi vogliamo provare a chiarire il concetto. Secondo Dagospia esiste un network di persone amiche di vecchia data che si aiutano tra loro per occupare posizioni di potere, anche nello sport. Della lobby farebbero parte, per esempio, uomini come Montezemolo, Luigi Abete (presidente BNL e guarda caso fratello del Presidente della Figc), Della Valle (presidente della Fiorentina) e Giovanni Malagò. Quest'ultimo si è appena candidato ad un ruolo dirigenziale al Coni, ed attualmente è impegnato come presidente del comitato organizzatore dei mondiali di nuoto a Roma.
Mondiali di nuoto che, a leggere la Repubblica di oggi, sono avviati ad essere il solito disastro fatto di opere incompiute e di sprechi di danaro pubblico.

Se consideriamo che si ventila l'arrivo del montezemoliano Beretta alla presidenza di quella Lega Calcio che dovrà spartirsi la torta (più o meno grossa) dei diritti televisivi del calcio, notiamo che questo gruppo di persone in effetti nello sport conta moltissimo e vorrebbe contare ancora di più. Sia chiaro, nulla di illegale, tutto legittimo e ci mancherebbe altro. Però se si guardano per esempio gli insuccessi di Montezemolo nell'organizzazione di Italia 90, l'organizzazione (al momento) deficitaria dei mondiali di nuoto da parte Malagò, e il periodo non brillante (eufemismo) che vive il calcio dall'avvento di Abete jr, non è difficile immaginare che il calcio e lo sport in generale rischiano un periodo di grande decadimento.
Ci vorrebbero idee nuove e persone nuove, possibilmente estranee a lobby e giochi di potere.

Infine, ritornando al calcio si nota che in Lega la Juventus Montelkaniana con la Fiorentina di Della Valle e con l'Inter di Moratti-Tronchetti appoggia l'idea di Beretta alla presidenza della Lega. Sarà un caso, ma tutti questi personaggi sono in qualche modo legati proprio a "lobbycontinua". Invece la vecchia Juve aveva un patto d'acciaio con quel Galliani che oggi contrasta proprio Beretta.

Certo che Farsopoli ne ha cambiato di cose. Per caso?

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sabato 21 marzo 2009

Chi di voi?

Dopo l'esito del processo Gea, ma ancora più dopo la sua fase dibattimentale, in cui abbiamo scoperto i rapporti tra Franco Baldini e Auricchio, che ha coordinato le attività investigative sfociate nel CD da cui è nato lo scandalo Calciopoli, oggi otteniamo un'ennesima conferma da parte dell'interessato sulla trattativa imbastita dalla Nuova Juventus per portarlo a Torino, affidandogli il ruolo che fu del suo acerrimo nemico Moggi.
Intervistato dal Messaggero, Franco Baldini spiega: "Sinceramente non ero pronto. Era una Juventus molto diversa da quella di oggi. Questa l'avrei potuta prendere in considerazione, mi pare che anche per loro siano cambiati decisamente i tempi. Allora non ero in grado di prendere una decisione del genere".
Queste le premesse.
I tifosi juventini hanno pertanto il diritto di sapere chi abbia proposto il ruolo di direttore sportivo della Juventus a Franco Baldini. Una domanda da cui non si può scappare.
Chi di voi?
Sant'Albano? Gabetti? Più in alto ancora? Jaki Elkann? Montezemolo?
Chi? La domanda è imprescindibile. Tocca rispondere, cari miei.

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mercoledì 11 marzo 2009

Crepuscolo e rinascita


E anche il sogno della Coppa dei Campioni è andato. Pazienza. Ma non si illudano i tifosi, questo ottavo di finale non simboleggia la rinascita di una società e una squadra defraudate, stuprate e precipitate ingiustamente nell'inferno della serie B. E' solo il crepuscolo dei vecchi e stanchi campioni del tempo che fu.
Crepuscolo, duole dirlo, avvenuto sotto gli occhi di quel Luca Cordero di Montezemolo pubblicamente ringraziato da Joseph Blatter per aver evitato che la Juventus ricorresse contro la surreale sentenza del figlio del grande amministrativista Sandulli.
Montezemolo, va ricordato, che ai tempi della sua elezione ai vertici della Confindustria si faceva scortare e difendere da Giuliano Tavaroli dipendente di Tronchetti Provera (sulla vicenda si veda l'edizione di Panorama del 9/11/2007). Tavaroli che, manco a dirlo, contemporaneamente era impegnato a spiare Moggi, la Juventus, Fabiani, Carraro e chi più ne ha più ne metta. L'ennesima coincidenza.

"L'importante non è nascere ma rinascere" diceva Neruda, ma per rinascere occorre fare i conti con il passato, aggiungiamo noi.

Altro che "guardare avanti" signor Montezemolo!

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venerdì 27 febbraio 2009

Matarrese e la "lobby continua"

A leggere le cronache, la battaglia nella quale è impegnato Matarrese per la conservazione della poltrona di presidente di Lega sta diventando sempre più ardua. Sia Fulvio Bianchi (Repubblica Spy-calcio) che Antonello Capone (Gazzetta) ormai ritengono che il montezemoliano Beretta sia in vantaggio sul vecchio lupo di mare barese.

Ci ha colpito, leggendo gli articoli di questi due giornalisti una certa diversità di accenti: mentre Bianchi è abbastanza neutrale, sembrerebbe invece che Capone "tifi" per Beretta. Infatti non esita a definirlo "manager di altissimo livello ma molto discreto" e successivamente enumera il vasto assortimento di cariche che ha ricoperto in passato.

A noi pare, e lo diciamo sommessamente ma senza paura di essere smentiti, che il profilo professionale di Beretta non sia quello di "un grande manager" (nella categoria, a nostro modestissimo avviso, si possono includere personalità del calibro di Marchionne e Jobs) ma quello, molto italiano, di una persona ben introdotta negli ambienti "che contano".

Forse, a voler essere maliziosi, la risposta al perché la Gazzetta abbia tutto questo ardore agiografico nei confronti di Beretta ce la dà Il Foglio di Giuliano Ferrara che qualche giorno fa ci ha spiegato che la solita lobbycontinua composta da Montezemolo, Della Valle, Tronchetti si sta battendo per confermare la "plancia di comando" (direttori di testata compresi) del gruppo Rizzoli-Corriere della Sera di cui, lo ricordiamo, fa parte anche la Gazzetta.

O siamo troppo maliziosi noi, o sono le solite, incredibili, coincidenze.

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domenica 21 dicembre 2008

Prostituzione sportiva?

(Da Wikipedia)
Con il termine prostituzione si indica l'attività di chi offre prestazioni sessuali, dietro pagamento di un corrispettivo in denaro. L'attività, fornita da persone di qualsiasi orientamento sessuale, può avere carattere autonomo, professionale, abituale o saltuario.

Nervi tesi tra la Ferrari e il patron di Formula One Management (società che gestisce la F1), Bernie Ecclestone. Il manager inglese ha scelto le pagine del Times di Londra per replicare alle critiche di Luca Cordero di Montezemolo che aveva sottolineato come in futuro la divisione dei ricavi dovrebbe andare a soddisfare più che in passato i costruttori e le scuderie rispetto agli organizzatori del circus. "L'unica cosa che Montezemolo ha dimenticato di dire è che la Ferrari prende 80 milioni di dollari più degli altri" è il duro attacco di Ecclestone.

"La Ferrari prende soldi extra rispetto alle altre squadre e da anni riceve cose extra. Quando vincono il campionato costruttori, come hanno fatto quest'anno, prendono 80 milioni in più anche se il titolo piloti lo vince la McLaren" ha spiegato Ecclestone, sottolineando che le origini di questo "trattamento speciale" risalgono al 2003, quando i costruttori minacciarono di lasciare la Formula 1 e creare un campionato parallelo: "La Ferrari fu l'unica a rompere il fronte. Gli 80 milioni derivano proprio da questo. In pratica abbiamo "comprato" la fedeltà della Ferrari".

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domenica 30 novembre 2008

Sono bravi ragazzi

In un'intervista al Sole 24 Ore John Elkann parla di alcuni personaggi molto amati dai tifosi juventini e del loro ruolo all'interno delle società del gruppo guidato dall'ingegnere gestionale più famoso d'Italia.

"Certo. Quando una squadra ha dato ottima prova di sè non vedo ragione di cambiarla". Così John Elkann risponde sulla conferma di Luca Cordero di Montezemolo alla presidenza della Fiat. L’erede della famiglia Agnelli sottolinea anche che Sergio Marchionne "rimarrà l’amministratore delegato del gruppo".
Sui rapporti con la madre Margherita Agnelli dopo il contenzioso sull’eredità dell’Avvocato, Elkann spiega che "c’è un grande malinteso: lei è convinta che delle persone molto vicine a noi, Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens, non si siano comportate correttamente nascondendole informazioni che invece sono state ampiamente fornite allora. Sulla correttezza e integrità di queste persone io personalmente e tutta la mia famiglia non abbiamo alcun dubbio".

Il Team: Montezemolo, Gabetti, Grande Stevens. Manca solo Luca De Meo ed il quadro dei nemici della Juventus sarebbe completo. Fa piacere vedere che l'ingegner Elkann ha pienamente fiducia nell'integrità di persone da poco rinviate a giudizio, si tratta di una grande prova di garantismo. Peccato che, come tutti gli juventini ben sanno, il garantismo dell'erede di casa Agnelli sia un po' a corrente alternata, e dipenda dalle convenienze del momento.

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martedì 11 novembre 2008

5 maggio 2008, parte seconda

«I miracoli, quando ci si riesce, si fanno una volta sola. Lo dico perché quello dell'anno scorso, vinto all'ultima gara da Raikkonen, è stato un miracolo».

Lo ha ammesso il presidente della Ferrari, Luca di Montezemolo alla festa delle Rosse sul circuito del Mugello. «Di solito ripeterli è impossibile. Eppure in Brasile, con Massa, stavamo per essere miracolati ancora. Credo che nella storia della F1 non si sia mai visto un mondiale deciso all'ultima curva dell'ultimo giro dell'ultimo Gp. E che non si sia mai visto nella storia un pilota che taglia il traguardo da campione del mondo» e dopo pochi secondi non esserlo più.

Montezemolo ha raccontato che quando ha capito che Massa aveva perso il mondiale ha spaccato il televisore. «Quando una tv si rompe fa un botto tremendo, mia figlia che era nell'altra stanza, ha preso un gran spavento. Per fortuna che avevamo un altro televisore acceso e così ho potuto assistere alla cerimonia del podio e mi ha fatto piacere», ha raccontato il capo di Maranello.

Il Team è venuto in possesso del filmato che riprende LCDM mentre disintegra il televisore dopo il Gran Premio. Apprezzate le risate dei membri del Team in sottofondo.


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lunedì 3 novembre 2008

5 maggio 2008

martedì 30 settembre 2008

Un nuovo sport, il Fowling


Il Mago di Ios, ancora impressionato dalle immagini provenienti da Singapore, descrive oggi sul suo blog la sua idea di un nuovo sport: il Fowling.

Il Fowling è una variante del Bowling.
Come sapete, il Bowling consiste nel colpire il maggior numero di birilli collocati al fondo di una pista, con una boccia dal peso variabile, provvista di tre fori nei quali vanno infilati il dito pollice, il medio e l'anulare.
Dotazione necessaria per giocare a Bowling:
- una pista di Bowling, munita di tutto l'occorrente (pista, birilli e bocce);
- scarpette apposite;
- due giocatori (almeno):
Il Fowling invece consiste nel colpire il maggior numero di meccanici collocati intorno ad una Ferrari, con il tubo del carburante, provvisto di un bocchettone da infilare nel serbatoio della Ferrari di cui sopra.
Dotazione necessaria per giocare a Fowling:
- un circuito, munito di tutto l'occorrente (pit lane, box, tubo carburante);
- una Ferrari;
- sette meccanici (almeno) (clicca qui per saperne di più sui meccanici);
- un pilota beota (clicca qui).

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lunedì 29 settembre 2008

Hey Luca, ti sei divertito?

Il Mago di Ios commenta sul suo blog il Gran Premio di Formula 1 di Singapore.

Chi di squallido tavolino perisce, coi meccanici a terra finisce!

Spettacolo notturno dei catorci rossi di Don Luchino a Singapore.

Felipe Massa è riuscito a partire dai box con il bocchettone della benzina ancora attaccato al serbatoio.
Il bocchettone, con un grandioso colpo di frusta, ha travolto i meccanici del fenomeno brasiliano.

Morale della favola: un bel tredicesimo posto per Massa, che è stato anche penalizzato con un drive through per una collisione rischiata nella corsia dei box con un altro pilota.



L'altro catorcista, Raikkonen, ha come al solito terminato anzitempo la corsa sfasciando il suo catorcio rosso (di vergogna) contro un muro.



Me la rido come un matto
Quando Luca è insoddisfatto
Io mi stappo una bottiglia
Quando in culo se lo piglia

Ma che gran soddisfazione
Quando Massa fa il cazzone
Io godo ben di brutto
Quando Kimi sfascia tutto

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sabato 30 agosto 2008

Missione fallita, caro Luca

Dal sito di AS:

"Pudo salir como el Madrid, que era cabeza de serie y, con todo, deberá lidiar con dos Vitorinos en su grupo, el H. Uno, por histórico: la Juventus de Turín."
[Il Real ha un gruppo tosto, anche se era testa di serie, perchè ha due squadre vittoriose nel suo girone. Una per la storia: la Juventus di Torino...]

"La Juve ha vuelto a lo más alto con el estilo agresivo de siempre. Las incorporaciones van en ese sentido: han llegado Poulsen, para jugar junto a Sissoko, y Amauri, para discutir a Trezeguet y Iaquinta en el puesto de nueve."
[La Juve è tornata in vetta con il solito stile aggressivo. Inoltre si è rinforzata con Poulsen che giocherà a centrocampo con Sissoko e con Amauri che rivaleggierà con Iaquinta e Trezeguet per il ruolo di centroavanti.]

Dal sito di Marca:

"El Real Madrid se las verá con la siempre complicada Juventus y que todo el mundo quería evitar, (...)"
[Il Real Madrid se la vedrà con la sempre complicata Juventus che tutto il mondo avrebbe voluto evitare (...)]


Finalmente siamo ritornati a casa. L'Europa che conta.
I giornali spagnoli, generalmente corrosivi con il calcio italiano,
commentano rispettosamente il ritorno della Juventus.

Si avvisano i vari Luca Montezemolo, Guido Rossi, Massimo Moratti e Candidò Cannavo, che nonostante gli inumani sforzi e gli ingenti mezzi profusi, la Juventus è, per la stampa europea, "la squadra che tutto il mondo voleva evitare".

Missione fallita.

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mercoledì 23 luglio 2008

Siamo dei bravi ragazzi...

Il presidente della FIAT Luca Cordero di Montezemolo esprime finalmente la sua opinione sul processo di ricostruzione della Juventus dopo il cataclisma Farsopoli. Aspettavamo con ansia il suo giudizio, che promuove senza riserve l'operato della nuova dirigenza:

"La Juventus mi sembra una squadra ben costruita, solida e che guarda avanti bene Mi sembra un gruppo di bravi ragazzi. Quindi, in bocca al lupo a loro".

I tifosi bianconeri saranno sicuramente entusiasti di sapere che la rosa di quest'anno è formata da "bravi ragazzi", che aiutano le vecchiette ad attraversare la strada e si dividono tra calcio giocato e beneficienza.
Per quanto riguarda la competenza di Montezemolo in campo calcistico, vorrei richiamare alla mente dei lettori del Blog una delle imprese leggendarie della Juve dell'era Montezemolo: la mitica finale di Supercoppa italiana giocata contro il Napoli, prima partita dell'era del calcio champagne di Maifredi.
Buon divertimento!


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lunedì 17 marzo 2008

Io do una cosa a te e tu dai una cosa a me........

Sfogliando su WIKIPEDIA la biografia di Luca Cordero di Monnezemolo si legge ad un certo punto un interessante nota:

FONTE:WIKIPEDIA

Nel 1982 diventa amministratore delegato della Cinzano International, società dell'Istituto Finanziario Industriale (IFI), ed è il responsabile dell'organizzazione della partecipazione all'America's Cup di vela con l'imbarcazione Azzurra Challenge. A proposito del passaggio alla Cinzano, Cesare Romiti dichiererà al giornale La Repubblica nel 1985 "Abbiamo pescato, in Fiat, un paio di persone che pretendevano danaro per presentare qualcuno all'Avvocato. Uno dei due l’abbiamo mandato in galera, l'altro alla Cinzano" e Montezemolo ammise "È vero, ho sbagliato, per favorire il contatto con Gianni Agnelli mi sono fatto dare ottanta milioni nel cofanetto di un libro vuoto di Enzo Biagi".


In pratica, pescato con le mani nel sacco, il nostro uomo ammette candidamente di aver percepito danaro in cambio della sua intercessione verso l'Avvocato Agnelli, presso il quale godeva di una specie di canale preferenziale, le cui origini affondano nella mitologia del gossip.......

Pero', come diceva Andreotti, a pensare male si fa peccato ma spesso si indovina.

E allora consentitemi un cattivo pensiero.

Blatter ha pubblicamente ringraziato Luchino per la gentile intercessione verso i vertici della Juventus, affinche' questi ritirassero definitivamente il ricorso al TAR del Lazio nell'agosto del 2006. Intercessione che, come tutti ricordiamo, ebbe ottimi risultati.

A questo punto la domanda sorge spontanea: Se per presentare l'Avvocato ha preso ottanta milioni, quanto vale affossare la Juventus?????

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sabato 22 dicembre 2007

Blatter incastra Montezemolo


In un'intervista all'Ansa, Il presidente della Fifa Joseph Blatter rivela un particolare inedito su Calciopoli: "Credo sia ora passato abbastanza tempo per poterne parlare - ha spiegato Blatter - Quando scoppiò lo scandalo, nel 2006, Luca di Montezemolo svolse un importantissimo ruolo di moderatore. E' in gran parte merito suo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari dopo le sanzioni conseguenti allo scandalo". (22/12/2007) Spr

Penso che ogni commento sia superfluo. E' la conferma di quanto il Team afferma da tanto tempo, tra l'ilarità di molti. Spero di leggere molti commenti a questa news, che considero un passo decisivo per la completa comprensione della genesi di Farsopoli.
Per completare il quadro della situazione, è opportuno richiamare un articolo postato sul Blog un pò di tempo fa che riportava notizie di stampa relative agli "affettuosi" rapporti tra Montezemolo e Tronchetti Provera. Solo coincidenze?

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martedì 11 dicembre 2007

Torna la Juve dell'Avvocato?

Da Tuttosport di oggi:
« Io credo che al­l’Avvocato sarebbe piaciuta questa Fiat, questa Ferrari e questa Juventus. Per i risul­tati e per il comportamento » . Quando gli è stato chiesto di infilarsi nel labirinto di ri­cordi che lo legano a Giovan­ni Agnelli a quasi cinque an­ni dalla morte, Luca Cordero di Montezemolo non ha avu­to esitazioni: ha fatto una smorfia, si è sistemato i ca­pelli, ha preso fiato e si è ri­fugiato poco alla volta nel territorio sconfinato delle passioni sportive che hanno scadenzato l’esistenza del Pa­triarca. E tra queste, prim’ancora della Rossa, c’è stata la squadra bianconera, un amore ereditato dal nonno e portato avanti fino agli ul­timi giorni di vita: « Ormai vi­cino alla cecità, fingeva di guardare le partite in televi­sione per non preoccupare la moglie Marella... » , la rivela­zione. Non è una novità che adorasse la Juventus, certo, ma rimane una notizia che al centro della presentazione del libro Gianni Agnelli, rac­colta fotografica per illustra­re la vita speciale del più grande imprenditore della storia italiana, con la prefa­zione di Henry Kissinger, la società di corso Galileo Fer­raris abbia assunto una posi­zione non trascurabile. La Juventus, già. « E’ una forma­zione giovane, che sta facen­do bene, che con serietà è tor­nata al vertice, che è simpa­tica, che possiede grandi pun­ti di riferimento, proprio co­me gradiva lui, tipo Boni­perti e Platini. Le bandiere, no? » , la sottolineatura del presidente della Confindu­stria, che ha tranciato di net­to le relazioni pericolose con l’altra Juventus, appartenu­ta dal 1994 al 2006 alla Tria­de, a Giraudo-Moggi-Bette­ga.


Aldilà del giudizio su Luca Cordero di Montezemolo ed il ricordo del compianto Avvocato, mi piacerebbe capire cosa pensano del titolo i lettori del Blog: è davvero tornata la Juve dell'Avvocato, come titola Tuttosport, oppure l'Avvocato si sta rivoltando nella tomba vedendo come è stata ridotta la sua creatura?

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mercoledì 14 novembre 2007

Io do una cosa a te, tu ne dai una a me?

MONTEZEMOLO IERI (fonte: Il Sole24 Ore del 9 febbraio 2007):
«Tronchetti è parte lesa nel caso Telecom»
"Io non entro mai nelle vicende delle singole aziende, voglio solo dire che Marco Tronchetti Provera è un mio amico, è una persona perbene, è un vicepresidente di Confindustria e mi sembra che in questa vicenda sia parte lesa". Lo ha dichiarato Luca di Montezemolo, presidente di Confindustria, riferendosi all'inchiesta della magistratura romana sulle intercettazioni illegali, che negli ultimi mesi ha prodotto una serie di provvedimenti restrittivi a scapito dei protagonisti e del cosiddetto Tiger Team, la task force che avrebbe gestito l'hackeraggio ai danni dei pc della Rcs, in particolare dell'ex ad Colao e del vicedirettore del Corsera, Mucchetti.

MONTEZEMOLO OGGI (fonte ANSA del 8 novembre):
«Indagini illegali, “PANORAMA”: Tavaroli proteggeva Montezemolo»
"Durante la ’campagna elettorale’ per la presidenza di Confindustria ’la vecchia security Telecom guidata da Giuliano Tavaroli si preoccupo’ di proteggere il candidato favorito, Luca Cordero di Montezemolo, da eventuali attacchi di un gruppo di industriali contrari alla sua elezione’. Lo scrive Panorama in edicola domani in un servizio del quale ha diffuso un’ anticipazione."

I tifosi della Juventus sono diventati molto sospettosi ed alcuni, più sospettosi di altri, pensano di aver individuato in quale modo Luca si sarebbe "sdebitato" con l'amico Marco.

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sabato 10 novembre 2007

Rocca sul silenzio dei media.

Rocca torna a parlare sul suo blog del silenzio dei media su quello che, per davvero, è il più grande scandalo degli ultimi anni:

Quello che la Pravda Rosa (e tutte le altre) non dicono

Le ultime notizie dalle procure e dai tribunali sono le seguenti: gli indossatori di scudetti altrui sono in un elenco ufficiale di società che avrebbero chiesto alla sicurezza Telecom di spiare propri tesserati, arbitri, dirigenti federali e di altre squadre. Indossatori e Telecom, in tribunale, giocano a rimpiattino (avete spiato voi, sì ma ce l’avete chiesto voi) nella vicenda Vieri. Mentre pare che Tavaroli, cioè il capo della sicurezza Telecom, avesse "protetto" Luca Cordero di Montezemolo da attacchi non meglio specificati di cordate industriali concorrenti. Ecco, in pochi atti giudiziari, spiegata la bufala di calciopoli.

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mercoledì 5 settembre 2007

Dossier Fiat....Tutti gli aiuti barattati con la nostra dignita'

STATO ASSISTENZIALE – CHE BEL REGALO DI COMPLEANNO HA SCELTO PRODI PER MONTEZEMOLO: 325 MILIONI PUBBLICI PER TERMINI IMERESE A FONDO PERDUTO (E POI CIANCIANO DI LIBERO MERCATO) - DAGLI INCENTIVI ALLA MOBILITÀ LUNGA PER 2MILA IMPIEGATI…


1 - FIAT, 325 MILIONI PUBBLICI PER TERMINI IMERESE (A FONDO PERDUTO)
Pierluigi Bonora per “Il Giornale”

Schiarita sul futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese. Regione Siciliana da una parte e governo dall’altra sono pronti a far decollare il piano di interventi che permetterà il rilancio e il potenziamento del polo produttivo torinese alle porte di Palermo. L’iniziativa, che attende ora il beneplacito dell’amministratore delegato Sergio Marchionne, prevede lo stanziamento di 75 milioni da parte della Regione guidata da Salvatore Cuffaro e 250 milioni in arrivo da Roma come contributo a fondo perduto.

Nel dettaglio, le risorse regionali serviranno a realizzare nuovi capannoni industriali nell’area della fabbrica, dove troveranno posto le aziende dell’indotto. A beneficiare dell’intervento sarà anche il porto di Termini Imerese che sarà potenziato e reso idoneo all’attracco delle grosse navi mercantili.

Il sostanzioso contributo del governo servirà invece a finanziare l’acquisto di nuovi macchinari e tecnologie per l’impianto, dove attualmente viene prodotta la Lancia Y, e gli insediamenti dell’indotto. Il piano di sviluppo del polo di Termini Imerese è stato sottoposto all’attenzione di Marchionne durante una serie di incontri che si sono svolti nelle scorse settimane a Roma. In proposito la giunta siciliana, nella seduta dell’8 agosto, ha approvato un disegno di legge ad hoc che nei prossimi giorni sarà discusso dall’assemblea regionale.

«Abbiamo fatto la nostra parte - dicono alla Regione Siciliana - e ora aspettiamo il parere della Fiat. Quanto predisposto creerà le basi per fare di Termini Imerese il baricentro industriale di tutta l’area del Mediterraneo. Pensiamo di aver risposto alle esigenze palesate dal Lingotto allo scopo di rendere più economico il polo produttivo dell’isola».

Infatti, il problema maggiore di Termini Imerese riguarda proprio la non convenienza della Fiat, almeno in questo momento, a investire sul potenziamento dell’impianto e renderlo così idoneo a ospitare un’eventuale seconda linea di montaggio. Rispetto a Melfi, per esempio, produrre in Sicilia costa alla Fiat circa 1.000 euro in più a vettura. Il ciclo della fabbrica, inoltre, non è completo: manca lo stampaggio e le lamiere devono arrivare da altri siti. Non c’è, dunque, lo stesso indotto che caratterizza gli impianti più efficienti del gruppo.


Al sí di Marchionne è anche legato lo sviluppo occupazionale del territorio: «Il progetto di cui si è occupato direttamente il presidente Cuffaro - spiega al Giornale l’assessore all’Industria della Regione Siciliana, Giovanna Candura - prevede, proprio grazie alla nascita degli insediamenti adiacenti allo stabilimento Fiat e alle nuove infrastrutture, l’aumento dei posti di lavoro da 1.800 e 4mila. Siamo anche pronti a organizzare corsi di formazione. Il disegno di legge approvato in agosto include poi lo snellimento delle procedure allo scopo di semplificare la realizzazione di tutte le opere necessarie».

2 - TUTTI GLI AIUTI PIOVUTI SUL LINGOTTO
Da “Il Giornale”
A Termini Imerese, con la prospettiva di beneficiare di risorse statali (250 milioni di euro) e di soldi siciliani (75 milioni), la Fiat targata Marchionne ha esercitato la sua nuova vocazione a giocare sui due piani, nazionale e locale. Una riedizione della storica capacità di rapportarsi con la politica, che in tempi di «devolution» appare coerente con il trasferimento verso la periferia dei poteri decisionali e soprattutto della capacità di spesa. La Sicilia non è però la prima prova di questa recente inclinazione a «dare le carte» anche in ambito regionale.

A Torino due anni fa la Fiat ha scambiato, contrattando alla fin fine senza ipocrisie e alla luce del sole, la conservazione in città di una linea produttiva della Grande Punto con la cessione agli enti pubblici dei terreni incolti di Campo Volo, valutati 7 milioni di euro, e di una parte di Mirafiori, stimata 60 milioni di euro. Niente male: la Regione Piemonte e il Comune di Torino hanno il 40% a testa di Tne, la Torino Nuova Economia, la società destinata a riqualificare questi immobili di cui la Fiat, alla stregua della Provincia di Torino, ha il 10 per cento.


Ma l’influenza del gruppo si è sempre espressa soprattutto nei confronti di Roma. E non si è di certo affievolita. In particolare da quando Marchionne, all’assemblea del 2006 dell’Unione industriale di Torino, ha impostato una politica di relazioni sindacali naturaliter gradita alle organizzazioni dei lavoratori e alla sinistra di governo, perché composta da concetti e perfino da un lessico da esse condivisi. E forse non è un caso che la Fiat abbia beneficiato di una deroga, da parte del governo Prodi, rispetto al normale regime pensionistico. Sono 2mila i lavoratori che hanno ottenuto la mobilità lunga. «I primi tre anni - osserva l’ex sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi - sono a carico dello Stato. I successivi quattro dell’azienda. I più giovani di essi, che oggi hanno 50 anni, andranno quindi in pensione a 57 anni. Ben prima di quanto previsto dalla riforma Maroni».

La Finanziaria di Prodi, che concede la mobilità a 6mila addetti (un terzo, quindi, riconducibili a Fiat), stanzia in tutto 140 milioni di euro l’anno. In cambio di questo trattamento per i suoi 2mila impiegati, Marchionne ha promesso nuove assunzioni. Un altro dei punti più delicati, nel rapporto tra la Fiat e la classe politica nazionale, è rappresentato dagli incentivi per la rottamazione. Grazie agli ecoincentivi, dal 3 ottobre 2006 a oggi si contano in Italia 900mila nuove immatricolazioni, che nella stima dell’Unrae, l’unione che raduna le case estere, dovrebbero a fine anno valere almeno 1,5 milioni di unità. «In questo caso - precisa Gianni Filipponi, segretario generale dell’Unrae - la motivazione è però ecologica e ha la sua origine nell’indicazione comunitaria di rendere meno inquinante possibile il parco macchine in Europa».

Il mercato italiano è per il 69% riferibile a produttori stranieri e per il 31% a Fiat. Gli 800 euro pubblici e lo sgravio dal pagamento per due o tre anni del bollo per ogni vettura sostituita costituiscono una misura concentrata sulle macchine di piccola e media cilindrata: è chiaro che il Lingotto ne è comunque relativamente avvantaggiato. «Le rottamazioni - riflette Gian Primo Quagliano, direttore del Centro studi Promotor - possono però rivelarsi un’arma a doppio taglio. Quelle in vigore tra il 1997 e il ’98 servirono a far uscire il mercato da una terribile crisi». Ma i consumatori comprarono soprattutto marche straniere. E le quote Fiat finirono massacrate.

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