giovedì 30 luglio 2009

Bye bye Matarrese... o no?

Da qualche giorno circolava la voce che il Bari era in vendita. Ieri è arrivata la conferma da parte di un possibile acquirente, che ha emesso un comunicato. Per dir la verità il comunicato è assai pittoresco, e balza agli occhi anche in Italia dove alla forma spesso non si dà una grande importanza. Andiamo a leggere:

"In merito alle trattative in atto per l'acquisizione di Bari Calcio precisiamo che Fernando Villa, in qualità di imprenditore (...)". Non si capisce questo rimando alla "qualità" di imprenditore, roba da ufficio del catasto anni '50. Chiunque può trattare l'acquisto di un qualcosa che è in vendita aldilà della professione svolta, che sia un imprenditore o anche un vincitore del Superenalotto: ciò che conta è che abbia il danaro, che paghi le tasse e che le risorse siano di provenienza lecita.

Ma ecco come continua il nostro: "(...) per conto di una cordata di imprenditori internazionali, di sondare il terreno per l'eventuale acquisizione del Bari (...)". Eccoci qua, tanto per cambiare, c'è una cordata di imprenditori "internazionali", per ora anonimi come spesso avviene nell'ultimo periodo. Gli auspici, visti i precedenti, non sono i migliori.

Infine il nostro imprenditore, che di professione si occupa di consulenza strategica, dice: "(...) lo start-up del progetto Bari Calcio nella sua fase iniziale (...)". Caspita, considera l'Associazione Sportiva Bari, fondata nell'anno del Signore 1908 (e rifondata dopo qualche vicissitudine nel 1928) come una "startup". Non immaginiamo come considererebbe una società informatica fondata nel 2009. Non male per un consulente strategico, meglio pensare che il comunicato l'abbia scritto la sua segretaria con la testa tra le nuvole.

Chissà perché, noi che siamo mal pensanti, abbiamo il vago sospetto che nei prossimi anni ne vedremo delle belle nel calcio italiano.
Don Tonino (e famiglia) li rimpiangeremo a lungo.

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giovedì 30 aprile 2009

La farsa finale... forse

C'era da aspettarselo, i presidenti di A e quelli di B non hanno trovato l'accordo sulle modalità di voto per eleggere il presidente, e in sostanza sul nome di Beretta by Lobbycontinua.
Dunque dando prova di dialogo, di democrazia, di decoro e di rispetto Zamparini, degno "portavoce" del calcio che conta, annuncia: "Abbiamo fatto la nuova Lega di Serie A".
Insomma, la serie B è stata invitata ad alzarsi dal tavolo in cui si celebrerà il banchetto (sic) dei diritti TV, e costretta ad accomodarsi nella stanza della servitù dove si dovrà accontentare degli avanzi.
Ora sì, sarebbe bello sentire gli illustrissimi onorevoli Melandri e Lolli, che a cadavere della Juventus (quella vera!) ancora caldo ci avevano spiegato dell'utilità di una nuova legge che consentisse un'equa ripartizione dei diritti TV, tale da permettere ai piccoli di poter vincere, almeno ogni tanto.
Invece il risultato è un altro: i piccoli non solo non potranno vincere, ma neanche partecipare, questa è l'ennesima dimostrazione di ciò che è il Nuovo Calcio Pulito post Farsopoli.
Naturalmente i presidenti si accorgeranno presto di aver fatto un errore strategico, infatti se si fosse usato il senno si sarebbe capito che il calcio di provincia ha un bacino enorme di passione che andrebbe coltivato, e non inaridito, pena la perdita di milioni di appassionati. Ma non solo, il torneo cadetto andrebbe salvaguardato per farlo diventare la palestra dei tanti giovani promettenti provenienti dalle giovanili. Peccato, si è scelta un'altra strada: quella di impoverire la serie B per consentire alla serie A di acquistare campioni (sic) del calibro di Poulsen, Andrade e Recoba.
Questo è il nuovo calcio pulito promessoci dal professor Rossi e dagli onorevoli Melandri e Lolli.
Bell'affare, non c'è che dire!

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mercoledì 29 aprile 2009

L'avvento


In Lega sono i giorni dell'avvento. Peccato che, a leggere i giornali, nessuno sappia cosa dovrà avvenire.
Come sappiamo, i presidenti di serie A hanno candidato alla carica di presidente della Confindustria pallonara Maurizio Beretta by Lobbycontinua. Però non è detto che i presidenti della B siano pronti a convergere su questo nome. Quindi domani non è da escludere il marasma generale, con i presidenti della A che abbandonano l'aula.
Tale ipotesi secondo gli osservatori porterebbe alla nascita di una Lega A, nata dalla scissione dell'attuale Lega che comprende sia la serie A che la serie B. In tale caso secondo alcuni il traghettatore con il compito di gestire il caos, e quindi di limitare i danni, potrebbe essere il sempiterno Franco Carraro. Inutile ricordare che il Carraro, nonostante alcune telefonate alquanto discutibili all'epoca di Calciopoli, pare riuscito ad uscirne indenne... dimostrazione ennesima che Calciopoli aveva il fine di escludere qualcuno e non di fare pulizia.

Insomma siamo di fronte al caos più completo. Ma quali sono i motivi e gli interessi che hanno generato questa situazione?
Noi in più di una circostanza abbiamo espresso la nostra opinione: il nodo sta in quella legge Melandri che attribuisce alla Lega il potere di spartire equamente i proventi dei diritti TV. Nessun presidente delle società ultraindebitate, a nostro avviso, è disposto a fare sconti. Tutti hanno paura di essere in qualche modo fregati.
Altro fatto da noi previsto con largo anticipo è che il famoso miliardo proveniente dai diritti TV probabilmente non esiste, se non nei buoni propositi dei candidati. La cosa oggi la sussurra, quasi a metter le mani avanti, anche Antonello Capone della Gazzetta dello Sport. Se anche la Pravda Rosa, per dirla alla Christian Rocca, mette in dubbio "le magnifiche sorti e progressive" vuol dire che tutti, piano piano, si stanno rendendo conto che "il miliardo" sbandierato è poco più che una Chimera.

Ecco spiegato tutto il caos della Lega: scarsità di risorse e susseguenti problemi di ripartizione tra i club ultraindebitati.
Tutte le altre eventuali spiegazioni che i giornali proporranno, ricordatelo, non sono nient'altro che specchietti per le allodole.

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lunedì 20 aprile 2009

Qualcosa non quadra

Altro vergognoso coro della curva interista, usando questa volta come base la canzone di Topolino. Si notino i commenti soddisfatti dei tifosi interisti

Siamo stati i primi, sabato sera, a pubblicare un pezzo in cui si stigmatizzava a dovere il comportamento della tifoseria juventina nei confronti di Balotelli. Il razzismo, sia quando è frutto di ignoranza sia quando è mascherato sotto mentite spoglie è sempre da stigmatizzare e combattere.
Pertanto riteniamo appropriata anche la decisione del giudice sportivo di far disputare una partita della Juve a porte chiuse, però le regole devono valere sempre. Sia quando simili deprecabili episodi riguardano la Juve, sia quando riguardano altre società e loro tifoserie.
Diciamo questo perché siamo andati a rivedere le dichiarazioni di Moratti e degli altri interisti in relazione ai cori razzisti rivolti dalla loro tifoseria al messinese Zoro.
Certo, si nota che allora vi era meno intransigenza da parte interista, infatti dicevano che erano i soliti "quattro delinquenti", e che non era vero razzismo ma semplice cialtronaggine. Insomma, abbiamo la sensazione che ci sia molto opportunismo da parte loro, ma la cosa non ci stupisce, del resto quando c'è di mezzo la Juve si attaccano a tutto per dimostrare una presunta superiorità che è solo enorme, e tra l'altro giusto, complesso di inferiorità.

Comunque il colmo lo ha raggiunto Matarrese, che ha dichiarato: "Non mi meraviglio più di questo nostro paese, non c'è più rispetto delle regole e allora serve un'iniziativa forte. Io al posto di Abete avrei fatto una riunione degli stati generali, comprese anche le tifoserie, avrei fermato la macchina perché cosi si sfascia tutto". Si, quel Matarrese che dichiarò ai tempi dell'omicidio Raciti che i morti fanno parte del sistema ora vorrebbe fermare tutto per ragionare.
Conversione sulla via di Damasco o guadagnar tempo, e il favore dei notabili, per essere rieletto in Lega?

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venerdì 3 aprile 2009

Meglio tardi che mai

Ormai lo ammette anche Matarrese: oggi, dopo un altro Consiglio Federale sconclusionato e nel quale non si è deciso niente, ha detto "Stiamo perdendo la faccia". E' quello che stiamo scrivendo dall'estate 2006, quando in Federcalcio c'era un ex-consigliere dell'Inter, documentando che il sistema calcio è un carrozzone allo sbando.

Adesso la lite è sull'elezione del presidente di Lega, sui soldi dei diritti tv e altre menate; ognuno tira l'acqua al suo mulino e nessuno si fida di qualcuno. Ma la faccia è stata persa nell'estate 2006: quello che è successo con Calciopoli deve aver convinto tutti i presidenti (A oppure B non importa) che è meglio far casino, così si può ottenere qualcosa; dopo quello che è successo nessuno si vergogna più di niente, forse perché con quella vergogna firmata dall'ex-consigliere dell'Inter si è toccato davvero il fondo.

E' adesso probabile che troveranno come aggiustare provvisoriamente le cose ed eleggeranno una specie di presidente, di sicuro passeranno anni ed anni prima che il nostro calcio possa ritrovare una faccia presentabile.

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mercoledì 25 marzo 2009

Tra il dire e il fare...


Rieletto presidente della Figc con una votazione bulgara (unico candidato, votato dal 98,4% dei presenti) Giancarlo Abete ha presentato un bel programma elettorale che i giornali hanno sintetizzato in tre punti: più stadi, meno violenza, bilanci sani. Più o meno come succede nelle elezioni politiche quando ci promettono più occupazione, meno tasse e lotta all'evasione fiscale.

Non ha spiegato, Abete, come raggiungere quegli obiettivi, chi dovrebbe mettere i soldi per gli stadi, come si combatte la violenza, chi controlla i bilanci, ma pare che in assemblea nessuno glielo abbia chiesto; i giornali hanno scritto che è stata un'assemblea sonnolenta, applausi, baci e abbracci e tutti l'hanno votato.

Non è questa la sede giusta per dubbi e giudizi su quel programma, lo faremo sul sito con le nostre inchieste e i nostri articoli; faremo, nel nostro piccolo, i cani da guardia che poi sarebbe il vero mestiere del giornalista, ormai dimenticato dai giornali che troviamo in edicola, grandi e piccoli; qui ci limitiamo a far riflettere i nostri lettori sul fatto che la Figc è controllata dal Coni ed ha come fiore all'occhiello la Lega, per cui quel bel programma chiama in causa Abete insieme col futuro presidente del Coni (si vota a giugno), e col prossimo capo della Lega (votazione a fine mese).

Dicevamo di riflettere perché al Coni danno per scontata la rielezione di Petrucci e quanto alla Lega, quasi fosse un fiore appassito, si parla di un possibile commissariamento affidato a Carraro.

Tra il dire e il fare, quindi, tra quel programma e la sua realizzazione potrebbe esserci di mezzo un terzetto di vecchie conoscenze (Petrucci-Carraro e Abete è da una vita che si "dedicano" anima e corpo allo sport) che solo a pensarci fa venire i brividi lungo la schiena. Proviamo comunque a non essere catastrofisti, di sicuro ci ripromettiamo di tenere gli occhi ben aperti.

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martedì 24 marzo 2009

Ritorno al passato


Novità sul fronte dell'elezione del presidente della Lega Calcio. Novità interessanti a leggere l'articolo di Antonello Capone.
Durante l'elezione del presidente della Figc (è stato rieletto Abete) il vecchio presidente di Lega Matarrese pare l'abbia fatta grossa: ha criticato il governo alla presenza del sottosegretario con delega allo Sport Crimi.

La cosa pare abbia fatto imbestialire i presidenti che si sono precipitati a porgere le proprie scuse a Crimi, ma a detta del giornalista la cosa non è finita lì. Sembra che la gaffe (voluta?) di Matarrese abbia convinto gli ultimi scettici che per la Lega è necessario ingaggiare un manager e che nell'attesa di quest'ultimo bisogna insediare un commissario.
Tenetevi forte, uno dei candidati a questa carica è il poltronissimo Carraro. Sì, avete capito bene, stiamo parlando di quel Franco Carraro che dopo le disavventure di Farsopoli aveva dichiarato che mai più si sarebbe occupato di calcio.

Non sappiamo se questa indiscrezione si tradurrà in realtà, però è indicativa della tensione esistente tra i presidenti in relazione alla super strategica poltrona di presidente di Lega (ricordiamo che con la nuova legge dovrà occuparsi di diritti televisivi, quindi di risorse da suddividere).
Per la verità, sempre leggendo questo articolo, si capisce che i presidenti non vogliono in nessun modo incrinare i rapporti con il Governo, visto che alla prima occasione possibile si metteranno in coda a battere cassa per gli stadi e addirittura per ottenere una fiscalità "speciale".

Noi, dal canto nostro, riteniamo assurdo che in un momento come questo si conceda una fiscalità di vantaggio alle società di calcio e non si faccia lo stesso per evitare la chiusura di stabilimenti industriali dove lavorano gli italiani.
Medesimo discorso sugli stadi: non si ristrutturano le scuole, magari si chiudono gli ospedali ma si pensa di dare risorse per gli stadi.
Paradossale.

Molto più semplice e giusto, lasciar fallire le società di calcio che troppo hanno speso in passato. E per quanto riguarda gli stadi sarebbe bene che tutti seguissero l'esempio della Juventus.
Poi, se falliscono gli spendaccioni, volete mettere un bel Pro Vercelli-Juventus "scontro scudetto"?
Date retta a noi, meglio un "ritorno al passato" che continuare a foraggiare certi personaggi.

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venerdì 6 marzo 2009

Tutto rimane uguale, tutto sta cambiando


Fumata nera per l'elezione del presidente della Lega Calcio. Probabilmente gli esperti di "politica pallonara" vi racconteranno che l'eterno Gattopardo ha vinto ancora. In altre parole, da buon democristiano, Matarrese non riescendo a farsi rieleggere è riuscito a far slittare le elezioni per guadagnar tempo e quindi anche voti.

Noi non siamo d'accordo, non crediamo che questo nulla di fatto sia l'ennesima vittoria del Gattopardo, piuttosto abbiamo il sospetto che i presidenti delle società non abbiano deciso per il semplice fatto che stavolta sta cambiando tutto. Obtorto collo.

Basta leggere la cronaca di Antonello Capone (Gazzetta) che ci racconta di presidenti nervosi, Galliani per esempio rimprovera Matarrese come se fosse uno scolaretto alle prime armi. Il loro nervosismo secondo noi è dovuto alla crisi che incombe, il Valencia, per dire, è in bolletta ed è costretto a vendere i suoi gioielli e a rinviare la costruzione del nuovo stadio.
Ma anche in Italia sta iniziando a sentirsi qualche sinistro scricchiolio, la Fininvest, vi abbiamo già detto, ha intimato il taglio degli ingaggi al Milan. Inoltre, siamo convinti che in Italia non vi è più nessuna banca disposta ad assecondare operazioni discutibilissime (non per la Covisoc) come
la "vendita del marchio a se stessi". Insomma, guai grossi.
E un po' come l'ultimo Hitler che spostava armate tedesche esistenti solo sulla carta, i nostri presidenti si trastullano con la spartizione di un ipotetico miliardo dai diritti televisivi, soldi, va detto, che nessuno sa se verranno incassati veramente.

In tempo di crisi, come vedete, tutto cambia. Anche se si vuol far credere che in realtà nulla sia cambiato.

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venerdì 27 febbraio 2009

Matarrese e la "lobby continua"

A leggere le cronache, la battaglia nella quale è impegnato Matarrese per la conservazione della poltrona di presidente di Lega sta diventando sempre più ardua. Sia Fulvio Bianchi (Repubblica Spy-calcio) che Antonello Capone (Gazzetta) ormai ritengono che il montezemoliano Beretta sia in vantaggio sul vecchio lupo di mare barese.

Ci ha colpito, leggendo gli articoli di questi due giornalisti una certa diversità di accenti: mentre Bianchi è abbastanza neutrale, sembrerebbe invece che Capone "tifi" per Beretta. Infatti non esita a definirlo "manager di altissimo livello ma molto discreto" e successivamente enumera il vasto assortimento di cariche che ha ricoperto in passato.

A noi pare, e lo diciamo sommessamente ma senza paura di essere smentiti, che il profilo professionale di Beretta non sia quello di "un grande manager" (nella categoria, a nostro modestissimo avviso, si possono includere personalità del calibro di Marchionne e Jobs) ma quello, molto italiano, di una persona ben introdotta negli ambienti "che contano".

Forse, a voler essere maliziosi, la risposta al perché la Gazzetta abbia tutto questo ardore agiografico nei confronti di Beretta ce la dà Il Foglio di Giuliano Ferrara che qualche giorno fa ci ha spiegato che la solita lobbycontinua composta da Montezemolo, Della Valle, Tronchetti si sta battendo per confermare la "plancia di comando" (direttori di testata compresi) del gruppo Rizzoli-Corriere della Sera di cui, lo ricordiamo, fa parte anche la Gazzetta.

O siamo troppo maliziosi noi, o sono le solite, incredibili, coincidenze.

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giovedì 19 febbraio 2009

Presidenti, vil razza dannata!

A leggere la Gazzetta di oggi, la rielezione di Tonino Matarrese a presidente della Lega sta diventando un'impresa sempre più ardua. Anche Galliani, dopo una cena con Zamparini, pare si sia convinto che è inadatto a gestire “un miliardo di euro l'anno”.

Si sta facendo largo l’idea di Moratti, dunque, meglio una figura manageriale.

Diciamo la verità, Don Tonino non merita un trattamento di questo genere. Da buon democristianone vecchio stampo poteva essere una figura idonea per mediare tra i tanti interessi confliggenti dei presidenti. Ma Matarrese è uomo di mondo, sa che la gratitudine non è un sentimento diffuso, tantomeno tra i presidenti, pertanto, siamo certi, incasserà l’eventuale bocciatura con fair play.
Dopo, ovviamente, non gli rimarrà che accomodarsi sulla riva del fiume e guardarsi lo spettacolo.

Difficile, per noi, che la Lega riesca ad ottenere il miliardo di euro tanto agognato, ancora più difficile sarà trovare un manager di cui tutti i presidenti si possano fidare e infine sarà uno spettacolo osservare l’implosione della Legge Melandri sulla ripartizione dei diritti TV. A quel punto ci saranno polemiche enormi tra coloro che perderanno soldi dall’eventuale abrogazione di questa sciagurata legge e coloro che invece ci guadagneranno.

Tante contraddizioni, caro Don Tonino, che lei abilmente è riuscito a mascherare. Dia retta a noi, meglio godersi la mega rissa finale da spettatore esterno!

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giovedì 5 febbraio 2009

Mutatis mutandis

Sulla squalifica di Mannini e Possanzini il presidente Abete, che di solito si muove poco come se avesse timore di sbagliare mossa, s'è dato da fare come un matto e dopo essersi assicurato l'appoggio di Blatter (quello che aveva ringraziato Montezemolo!) ieri, insieme con Matarrese e Campana, è stato al Coni da Petrucci e insieme hanno deciso come andare avanti. C'era da superare l'ostacolo che la sentenza del Tas di Losanna è inappellabile (come quella di Moggi-Giraudo, per capirci), ma Petrucci e Abete non si sono scoraggiati (e neanche noi ci scoraggiamo per Calciopoli) e andranno avanti così: Petrucci farà presente che la sentenza del Tas non va bene perché, tra le altre cose, "deve attenersi al diritto comunitario" (ma guarda un po', dicevamo la stessa cosa anche noi riguardo la pena inflitta alla Juve) mentre Abete dirà alla Wada che ci sono dei "fatti nuovi" (strano, perché anche noi diciamo che col proceso Gea c'è stato un fatto nuovo e altri potrebbero esserci a Napoli); e così Petrucci, Abete e Blatter vogliono che la Wada chieda la revisione delle sentenze.

In attesa degli sviluppi ci fermiamo qua; adesso è roba da avvocati e superconsulenti che parleranno di cose tecniche, quelle dove ci mettono spesso qualche parola in latino che fa sempre il suo effetto, noi ci fermiamo qua per sottolineare con la matita blu che una sentenza sportiva inappellabile può essere rivista, ci vogliono dei fatti nuovi ma può essere oggetto di revisione. E non lo dice la redazione di ju29ro.com, lo dicono Matarrese e Blatter, Petrucci e Abete che hanno fatto scrivere ai giornali che sono anche pronti a ricorrere alla giustizia ordinaria se la Wada dovesse dire di no.

Ma allora, aggiungiamo noi e ci mettiamo due parole in latino, se loro possono chiedere la revisione per le sentenze di Mannini e Possanzini abbiamo anche noi diritto a chiederla, mutatis mutandis, per quelle di Moggi e Giraudo, e se ci diranno di no potremmo anche noi andare per tribunali.

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martedì 3 febbraio 2009

Marasma in Lega

Dietro l'apparente unanimità sul nome di Matarrese continua la lotta intestina relativa alle elezioni alla Lega Calcio. Antonello Capone (Gazzetta) ci informa che ieri vi è stata una riunione dei presidenti di Serie A e B nella quale si è deciso di allargare il consiglio della Lega fino a 20 posti. Insomma, nessun presidente di serie A è disposto a delegare a qualcun'altro. Tutti evidentemente hanno paura di essere fregati sulla ripartizione dei soldi derivanti dalla vendita dei diritti televisivi.

Altre notizie interessanti che apprendiamo da questo articolo sono una dichiarazione di Moratti dove si sottolinea che Matarrese è "Al momento l'unico candidato"; forse con quell' "al momento" il mecenate vuole cullare ancora l'idea di riuscire a piazzare un candidato a lui più gradito. Inoltre Zamparini lancia il suo grido di dolore: "Darò battaglia per l'abrogazione del decreto Melandri. Contesto la scelta di dividere i proventi tv in base alla storia dei club negli ultimi 40 anni: il Palermo sarebbe tra gli ultimi".

Insomma, il fuoco brucia sotto la cenere. Tutti i presidenti vogliono sedere nel consiglio di Lega per evitare forse colpi bassi, Moratti continua a considerare il voto a Matarrese come un
voto da farsi turandosi il naso e Zamparini vuole addirittura l'abrogazione di quella legge Melandri, fatta sull'onda di Farsopoli, e che ha visto decurtate di molto le entrate della Juventus, sebbene sia la società con più tifosi e più abbonati alla pay tv.

Visto tutto questo marasma possiamo dire, senza paura di essere smentiti, che uno dei massimi risultati del finto scandaletto del 2006, la legge Melandri, è stato inutile per sanare i problemi tra le società.

Modesta proposta: si rafforzino i poteri della Covisoc e si facciano fallire le società in coma finanziario, a quel punto si vedrà che con meno presidenti con l'acqua alla gola sarà facile trovare la quadratura del cerchio.

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mercoledì 28 gennaio 2009

Voto Antonio! Voto Antonio!


Fino a ieri non lo sapeva nessuno, ma tra una settimana in Lega Calcio ci saranno le elezioni; volute e deliberate ieri su tempi strettissimi non per evitare che si formassero partiti e partitini (come ha scritto qualcuno)m ma per "dare tranquillità e solidità al sistema calcio", come assicura Matarrese su Tuttosport; tempi tanto stretti che pare che il candidato a presidente sarà solo uno e cioè lui solo, Antonio Matarrese.

Sincero, modesto e altruista com'è ha riassunto su Tuttosport quello che potremmo dire è il suo programma elettorale con pochi punti ma di quelli che sono, appunto, tutto un programma. Il primo è "Questa è una Lega aperta, democratica e disponibile; non voglio elezioni ravvicinate per escludere altre candidature" e qui la sua sincerità c'è tutta; ha poi aggiunto, a conferma della sua modestia, "Il presidente non si ricandida, caso mai viene ricandidato"; per finire con il richiamo (sottinteso) alla passione disinteressata e all'altruismo per cui "Se l'assemblea lo riterrà opportuno io, nonostante i disagi, mi renderò disponibile".

La sua rielezione, da quello che si legge, viene data per sicura, anzi Tuttosport non esclude che avvenga per acclamazione, come se i 42 presidenti di A e B dicessero all'unisono "Voto Antonio! Voto Antonio!". Se poi qualcuno pensa di poter scherzare sul suo programma elettorale vorremmo invitarlo a riflettere "seriamente" su un'altra battuta detta a Tuttosport, una specie di slogan elettorale che, come si sa, spesso è la chiave dei grandi successi di popolo; la battuta è questa: "Penso che Matarrese non sia un problema, ma semmai la soluzione del problema".

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domenica 18 gennaio 2009

Dilettanti allo sbaraglio

L'altro giorno la Figc ha tenuto a farci sapere che Palazzi aveva deferito Tanzi e Baraldi per aver gonfiato le cifre di alcune cessioni fatte dal Parma nel 2003. Luca Baraldi ha risposto con un comunicato (Tuttosport del 17/1) col quale precisa che "i contratti sono stati sottoscritti nel 2003, periodo nel quale mi trovavo a svolgere altri incarichi nella Lazio, in qualità di direttore generale e amministratore delegato e dunque non nella società Parma".

Il dottor Palazzi è il "superprocuratore della Figc", lo sceriffo che dovrebbe assicurare alla giustizia (sportiva) ladri di cavalli e grandi delinquenti, il garante del nuovo calcio pulito che è il vanto di Petrucci, Abete e Matarrese; nel 2006 era il vice di Borrelli e poi è stato promosso perché, come si dice in questi casi, nello svolgimento del suo "dovere" avrà dimostrato dedizione alla "causa" e grande professionalità.

Quanto alla dedizione, pochi dubbi; circa la professionalità basta leggere il comunicato di Baraldi.

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martedì 6 gennaio 2009

Gazzelig


Nella nostra redazione in tanti lo dicevano da tempo, per essere più precisi dall'estate 2006: il campionato di calcio non è più una cosa seria ma un baraccone da circo. Adesso è arrivata, per così dire, una conferma "autorevole" perché in allegato alla Gazzetta dello Sport, che a quel baraccone fa da megafono e ufficio stampa, vengono offerti i DVD con "Il meglio del meglio dei comici di Zelig", come recita la pubblicità sul Corsera.

Pensateci: la Gazzetta che ha tra i proprietari John Elkann (la nuova Juventus), Tronchetti Provera (la solita Inter) e Della Valle (la Fiorentina) per completare l'informazione del lettore che già si è "gustato" Verdelli e Cannavò e magari anche Palombo e Severgnini gli offre lo spettacolo di Checco Zalone, di Bertolino e compagnia bella; così uno prima si legge le battute di Petrucci e Matarrese sul nuovo calcio pulito, si fa due risate a mò di allenamento e poi si gode le altre battute, quelle dei Fichi d'India o di Ale e Franz.

Un'idea veramente geniale rivolta, evidentemente, non ai lettori frettolosi e distratti, quelli che si accontentano dei titoli sbirciati mentre si beve un caffè al bar, ma a quelli che il marketing classifica come "fidelizzati"; verificato, in parole povere, che c'erano dei lettori che continuavano a restare fedeli e a divertirsi con le recite del baraccone del calcio, i proprietari del piccolo giornale di Milano hanno pensato bene di completare l'opera col meglio del meglio della comicità.

A proposito, sapete come l'hanno chiamata la collana dei DVD? L'hanno chiamata "Gazzelig - I comici dalla A allo Zelig". Appunto: "dalla A" del vecchio campionato di calcio della nostra Juventus, la solita Inter e la Fiorentina, "allo Zelig" del baraccone di oggi con Petrucci e Checco Zalone, Matarrese e i Fichi d'India.

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mercoledì 31 dicembre 2008

Supercoppa in Cina

E così la prossima Supercoppa sarà disputata a Pechino l'8 agosto 2009; l'ha comunicato la Lega aggiungendo che "l'invito è arrivato direttamente da Pechino". Sulla Supercoppa all'estero niente da dire, l'hanno già giocata in America e Africa, evidentemente vanno dove li porta il business; sul fatto, però, che ci abbiano invitato qualcosa da dire ce l'abbiamo. A noi sembra molto più verosimile che la Cina l'abbia cercata Matarrese un po' per il business, per guadagnarci tutti e sicuramente per favorire l'Inter che dalla gita a Pechino è quella che ci guadagnerebbe di più.

Il fatto è che l'Inter Brand (quella del figlio di Moratti che tre anni fa ha fatto finta di comprare il marchio dal padre) in Cina c'è già: nel 2007 ha costituito la Inter Brand Cina Co. Ltd. ed ha aperto l'anno scorso uno store a Shanghai e quest'anno uno proprio a Pechino. Per qualcuno, quindi, la Cina è veramente vicina e una partita dell'Inter a Pechino sarebbe proprio l'occasione giusta per smerciare un po' di magliette e di mercanzia varia, magari avanzata dalle celebrazioni del centenario.

Che l'Inter (Brand) punti sulla Cina l'ha scritto di suo pugno il figlio del mecenate nella Relazione al Bilancio al 30 giugno 2008 dove (a pagina 4) si parla non solo di negozi e di magliette da vendere ma anche di scuole calcio da aprire su tempi brevi; tutto questo perché, così assicura il mecenate junior, i cinesi che fanno il tifo per Cambiasso e Burdisso sarebbero addirittura 50 milioni, un record da mettere a frutto.

Con queste premesse la scelta di Pechino non sembra casuale, necessita solo che una delle due finaliste sia l'Inter ma su questo Matarrese e la Lega pare che si sentano tranquilli; non casuale ma semmai attentamente studiata e perfettamente allineata col corso del nuovo calcio pulito di Matarrese dove, senza che nessuno si scandalizzi, l'indagine sui bilanci pacchianamente irregolari dell'Inter sta chiusa per due anni nei tiretti della scrivania di Palazzi e poi si conclude con un bel patteggiamento, gli arbitri possono convalidare i gol dell'Inter in fuorigioco tanto tutti dicono (anche Cobolli Gigli) che lo fanno involontariamente, il mecenate può essere accusato in un'aula di tribunale di aver dichiarato il falso alla giustizia sportiva sui pedinamenti e lo spionaggio e nessuno ha niente da obiettare.

Di questo nuovo corso Antonio Matarrese ha recentemente "tratteggiato" i presidenti delle varie società e sul mecenate è stato chiaro e sintetico: "un gran signore che c'è ma non si vede". La scelta di Pechino, a pensarci bene, potrebbe significare che non si vede ma si fa sentire: proprio come deve fare "il signore" del nuovo calcio del dopo-Moggi.

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domenica 28 dicembre 2008

Il signore ed i debiti che non si vedono

Matarrese ci spiega in un'intervista che Moratti è un gran signore "che c’è ma non si vede".

Già, Matarrese ha in parte ragione: Moratti c'è ma non si vede, così come i debiti dell'Inter, che ci sono ma scompaiono in società a valle e a monte di Internazionale S.p.A (per maggiori dettagli si legga ad esempio questo articolo).

Se oltre a scomparire ma ad esserci, come i debiti, Moratti, sia anche un "gran signore", lo scopriremo solo quando bisognerà, presto o tardi, saldare il conto.

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giovedì 11 settembre 2008

La cultura dell'alibi

Rientrato a Roma, Zdenek Zeman dichiara: "Chiariamo che non sono stato esonerato: ho risolto il contratto con la società serba. E' stata una soluzione che ho cercato, quando ho capito che i giocatori non mi seguivano. Ho parlato con chi gestisce il club e abbiamo deciso di chiudere anticipatamente il rapporto. A qualcuno, però, piace dire che sono stato esonerato e che stavolta non c'entra Moggi. E nessuno evidenzia la crisi economica della Stella Rossa, che vive il momento peggiore della sua storia. La Stella Rossa mi aveva chiesto di creare disciplina, in campo e fuori. Fissate le regole, non sono state rispettate. Aveva senso restare? Ora tornerà di moda la storia che il mio calcio è superato, che magari anche i tecnici serbi sanno tutto dei miei schemi; sarò bersaglio della solita campagna diffamatoria: la chiamo campagna "moggiana". Cosa farò ora? Potrei allenare subito, però non faccio programmi.

"Se necessario costruiremo delle celle all'interno degli stadi, così qualora ce ne fosse la necessità potremo subito mettere in cella chi delinque". È quanto ha dichiarato il presidente della Lega Calcio Antonio Matarrese parlando a margine della presentazione delle iniziative di comunicazione promosse da Governo, Lega Calcio e Figc contro la violenza negli stadi. "Ci sono delle leggi che vanno cambiate - ha proseguito - e politici che non devono continuare a difendere queste persone. Che nel mondo delle tifoserie ci siano influenze politiche questo non lo accetto".

Pensieri in ordine sparso dallo Ju29ro Team.
Nessun commento sull'intervista a Zeman, pensiamo che si commenti da sola.
Per quanto riguarda le strampalate idee (?) di Matarrese, pensiamo che il fine di certe proposte sia quello di guadagnare il titolo sulla stampa, fare la figura dell'integerrimo, e continuare a mandare avanti un sistema sempre uguale a se stesso, che arricchisce e dà peso politico a chi fa proprio queste uscite.
In sostanza, c’è chi soffre per le “influenze politiche” e chi soffre della “sindrome Moggiana”. Una cosa li unisce: l'incapacità di agire, e la cultura degli alibi.


Si può anche dare il rossetto a un maiale, ma resta pur sempre un maiale (Barack Obama)

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lunedì 11 agosto 2008

L'angolo delle barzellette

Il presidente di Lega Antonio Matarrese ha visitato il centro tecnico di Sportilia, sede del ritiro degli arbitri di A e B. Il numero uno di via Rosellini ha rivolto parole importanti ai direttori di gara: "Grazie per quello che avete fatto nella passata stagione e grazie per quello che farete in questa che si aprirà a breve. Ho sempre apprezzato e difeso il vostro operato e continuerò a farlo. Il presidente della Lega è qui per rinnovarvi la stima di tutta la Lega Professionisti e per chiedere il vostro aiuto. Il campionato di calcio italiano non è un torneo facile, ed è per questo che tutti guardano con attenzione al nostro movimento".

Bisogna continuare sul percorso già tracciato: "Ricordate che il calcio europeo e quello mondiale non potranno mai fare a meno di noi, come l’esperienza di Pierluigi Collina ha testimoniato negli anni e la direzione della finale di Euro 2008, da parte di Roberto Rosetti e dei suoi assistenti, ha confermato quest’anno. Ci siamo guardati negli occhi e sono convinto che inizieremo il prossimo campionato a testa alta".

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sabato 19 aprile 2008

Hanno la faccia come il culo

Il presidente della Lega Calcio, analizzando la grave situazione in cui si trova la serie B, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"La serie B paga ancora il momento di euforia creato dalla retrocessione d'ufficio della Juventus dopo Calciopoli, e della qualità della vita che non è più quella dello scorso anno".
E' incredibile la capacità che ha quest'uomo di dire sempre la cosa sbagliata nel momento sbagliato. Ricordiamo ancora la sua memorabile uscita dopo l'omicidio di Raciti, morte che "faceva parte del sistema" secondo il personaggio nuovo che guida la Confindustria del calcio. Questa volta però ha superato se stesso: parlare di momento di euforia riguardo alla retrocessione della prima squadra italiana in seguito ai processi farsa è grottesco. Fa persino venire il dubbio che quella retrocessione facesse parte di un progetto che potesse prevedere, tra l'altro, il rilancio economico della serie cadetta attraverso l'immissione forzata in serie B di squadre di alto livello.
Ma come è ben noto, noi siamo malpensanti, rancorosi, sobillatori, squadristi e via dicendo, quindi si tratta solo di cattivi pensieri senza fondamento.

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venerdì 1 febbraio 2008

Il Re e' nudo e nessuno (o quasi) lo dice.

Riprendo volentieri un mirabile post del mio amico Joyce inserito sul Forum J1897. Si parlava della situazione della AS ROMA e dei problemi finanziari del suo presidente Sensi:

"... Sai cosa? Quando conviene, l'economia è adulta e vaccinata, e fa a meno della politica.
Quando invece giova il contrario, interviene la politica a mettere tutto a posto (o a sfasciare, che è lo stesso).
Dunque a tutto questo castigo dell'economia non ci credo, non per l'Italia, perché il problema è il riconoscimento (o il disconoscimento) "politico" del delitto.
"L'economia dovrebbe avere ben altra cultura", come dici tu, ma non ce l'ha.
Se qualcuno dicesse che quello di Moratti è un delitto, l'ultimo baluardo del calcio italiano crollerebbe, e che tragedia per Petrucci/Matarrese.

Ma certo è singolare: in testa al campionato italiano ci sono le uniche due sorelle risparmiate dalla tempesta degli ultimi anni.

Una con 400 milioni di debiti, l'altra con 500.

Onestissime, impeccabili, non un'intercettazione, non una macchia.

Solo 900 milioni di debiti.

"Il Re è nudo ma nessuno (o quasi) lo dice... "

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domenica 6 gennaio 2008

I peccati di Matarrese, l'ex amico che ama le poltrone

Luciano Moggi su LIBERO 6/1/2008


Antonio Matarrese mi ha dedicato attenzione nei pensieri di fine anno con la cattiva eleganza che lo contraddistingue e, soprattutto, con scarsa memoria.

Abbarbicato alla sua poltrona, Matarrese (quello dalla dichiarazione "folle" - giudizio di Prodi - sulla morte dell'ispettore Raciti: "i morti fanno parte del sistema") mi da' del "disperato", a me e a chi parla con me.
Classico caso di chi vuol liberarsi non di un personaggio scomodo, ma di un testimone scomodo.
Evidentemente Matarrese non ricorda i viaggi a Torino e le suppliche rivolte al sottoscritto e a Giraudo ("io sono un amico vostro, aiutatem!"), il tutto per tornare a spadroneggiare in lega.
Qualcuno ricordera' che durante la prima presidenza Galliani (2002-2004) fu creata appositamente una carica (vicepresidente vicario della lega), per saziare la sua sete insopprimibile di potere.
Matarrese ha dimenticato questi percorsi, parla di mele marce(da che pulpito!) e dice di non volersi "sporcare con questi personaggi".

Chi e' senza peccato scagli la prima pietra.
Da vecchio boiardo DC (cinque legislature con poche presenze nelle aule parlamentari), non appena risale sulla sedia dimentica i compagni di viaggio.
Un anno fa, subito dopo l'elezione a presidente della lega, riservo' a coloro che lo avevano eletto una valutazione sconcertante: "i miei presidenti? Ci sono imbecilli e molti millantatori", truccata sotto la premessa che "pero' non c'erano delinquenti".
Matarrese, che e' anche quello del clamoroso fallimento Gioco Calcio, si accoda ora a chi vorrebbe impedirmi di vivere e anche solo di parlare, meglio farebbe a valutare le cose con animo meno esacerbato e una dose minima di imparzialita'.
Vada a rileggersi le conclusioni del processo sportivo, quando lo stesso Sandulli ha dovuto riconoscere che non era emerso nessun illecito, ma solo comportamenti inquadrabili nell'articolo 1 del codice sportivo.
Una situazione che non sara' certo del processo ordinario, davanti al quale mi sento garantito e ho piena fiducia.
Per qualcuno non potrei sentire gli amici che mi sono rimasti (e sono tanti, anzi tantissimi), non potrei dare suggerimenti a chi me li chiede (suggerimenti, non ordini).
Matarrese ha gia' stabilito il suo "j-accuse", senza riserve, senza esitazioni, senza dubbi.
A questo punto il dubbio e' che si e' formata un'intesa tra potenti e potentati per far fuori i pochi (ma bravi) nel calcio.
Mi chiedo perche' mai Matarrese non citi tra le "mele marce" il suo amico-nemico Carraro, perche' metta sempre in mezzo il sottoscritto come se fossi stato l'unico dirigente della Juventus? Quanto poi all'immagine del "disperato", evidentemente Matarrese ha fatto dei sogni, perche' io sono invece ben presente a me stesso tanto che nei suoi confronti ho deciso di presentare querela con relativa richiesta danni.

Caro Antonio, racconta un po' dei tuoi rapporti con personaggi che sono dovuti espatriare, racconta delle telefonate con quelle persone di casa-Juve con le quali adesso ti sporcheresti solo a parlarne.
Allora, non ti sporcavi.
Racconta quando recentemente in Lega sei stato sfiduciato.
Avevi detto "se l'assemblea al completo non sara' tutta con me, mi dimettero'". Altro che dimetterti, ti sei incollato alla poltrona, com'e' tua abitudine.

Potresti anche raccontare delle tua breve avventura alla presidenza dell'UNIRE, dove ti avevano mandato e fatto eleggere quelli che ti avevano suggerito di darti all'ippica, ma poco dopo hanno mandato a correre te, non i cavalli.
E vivaddio tu l'hai ammesso "mi hanno fatto fuori in pochi mesi".

Caro Antonio, quelli dell'UNIRE ti avevano scoperto.
Qualcuno nel calcio non l'ha ancora capito ma per fortuna il calcio non e' fatto solo di persone come te.
C'e' anche di meglio.
La tua non e' solo l'insopprimibile voglia di scrivania ma e' anche l'inestinguibile voglia di parlare.
Tanto ti dovevo, con gli auguri che il 2008 ti possa, portare a riflettere prima di parlare e offendere persone che hai sempre ritenuto amiche (almeno cosi' dicevi).

Nota: Tranquilli amici bianconeri, Moggi al processo di Napoli fara' saltare diverse poltrone in FIGC e Lega.
L'ha detto pure la Stefanova "il 2008 sara'un anno di grandi stravolgimenti, anzi, di terremoti istituzionali. Ci saranno cambi al vertice della Lega calcio e della FIGC.
Come non sara' un anno facile per Collina: potrebbe dimettersi"

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venerdì 4 gennaio 2008

Matarrese: Moggi è un uomo disperato

Il Corriere della Sera pubblica oggi una lunga intervista al presidente della Lega Calcio Antonio Matarrese. Tra le tante perle, cito testualmente una parte del pensiero di Matarrese sulle nuove intercettazioni telefoniche relative all'indagine di Napoli:

"Non capisco perchè dobbiamo ancora sporcarci con questi personaggi. Moggi è un uomo disperato e lo si vede dal tipo di rapporto che cerca di costruire e chi tratta con lui è ancora più disperato. Siamo al minimo. Ora basta."

Bravo Tonino. Condivido la tua indignazione. Chi tratta o comunque ha rapporti con Moggi è un disperato, lo dici tu.
Posto quindi il link ad un articolo pubblicato sul nostro sito che riporta un'intercettazione telefonica tra Moggi e Rovati, il cui contenuto non mi risulta essere stato mai smentito.
Leggete bene, troverete il nome di un insospettabile disperato che pare avesse ancora contatti con Moggi.
Link all'intercettazione Moggi-Rovati

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