giovedì 27 agosto 2009

Il vero volto del Calcio Pulito

Vi siete stupiti del nostro silenzio in relazione all'elezione di Beretta alla Lega Calcio? Non vi preoccupate, in realtà ci siamo presi solo qualche giorno per riflettere.

Già più di una volta, in passato, ci siamo espressi in termini non troppo positivi nei confronti di Beretta. Ma sebbene la sua figura professionale non ci paia la più idonea a gestire la Lega in questo importante momento, riteniamo che la questione fondamentale non sia quella degli uomini, ma quella dei princìpi.

Sì, di princìpi vogliamo parlarvi, anche se ci rendiamo conto che forse in questa epoca la cosa può apparire stravagante.

Dopo l'assassinio della Juventus nel 2006, indubbiamente si è aperta una nuova era. L'era del Nuovo Calcio Pulito.
A suggello di questa rivoluzione furono introdotte nuove norme in relazione ai diritti televisivi. Si passò dalla vendita individuale alla vendita collettiva. Vendita collettiva che, lo abbiamo più volte rilevato, penalizza fortemente la Juventus. Ma non importa. La cosa fu presentata e nobilitata dall'ostentazione di un principio importantissimo: la solidarietà.
Solidarietà tra grandi e piccoli club, solidarietà tra società blasonate e popolarissime e piccole società di provincia.
Si può essere d'accordo o meno sulle modalità concrete con cui verranno ripartiti i ricavi dei diritti televisivi, ma il principio di solidarietà su cui si fonda la ratio della norma vede, senz'altro, buona parte degli appassionati favorevoli, anche in ossequio ai valori dello sport.

Ma con l'elezione di Beretta in Lega qualcosa è cambiato, evidentemente. Diciamo questo perché il mandato dell'ex direttore di Confindustria è chiaro e preciso, cioè quello di traghettare la Lega in questo periodo di transizione che sfocerà nella nascita di due entità separate: una Lega per la serie A e una Lega per la serie B.
A questo punto ci domandiamo: dove sono finiti i sacri principi di solidarietà dello sport tanto sbandierati all'epoca in cui si decise di tornare alla contrattazione collettiva? Perché si è deciso di creare, alla faccia della solidarietà, una Lega dei ricchi e famosi ed una dei poveri e derelitti?

Qualcosa non torna. A meno che non si decida di pensar male. L'utilizzo del sacro principio di solidarietà è stato, forse, solo la foglia di fico per nascondere un'altra operazione. Sottrarre alla Juve una grossa fetta di risorse che avrebbe incamerato in caso di vendita individuale. Insomma, la fase due di Farsopoli dietro il paravento, rispettabile, dei princìpi dello sport e della solidarietà. Ora, incamerati i risultati, si ritorna al solito andazzo: i ricchi di qua i poveri di là.

Ennesima dimostrazione che Farsopoli è stata un colpo di stato ben congegnato. Poi tutto uguale, se non peggio di prima: ecco il vero volto del Nuovo Calcio Pulito.

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domenica 12 luglio 2009

Beretta alla riscossa

Lo confessiamo, ci siamo illusi. Abbiamo sperato, in questi mesi, che il silenzio del neo Presidente della nascente Lega A fosse dovuto a qualche operazione di marca neodemocristiana (nel senso più alto e nobile del termine), che avesse l'obiettivo di insabbiare la folle e inutile idea di separare la Lega Calcio in due diverse entità, una per la Serie A e una per la Serie B.
Ottimisti. Ci siamo sbagliati, la scissione sta andando avanti.
Infatti oggi Beretta ha consegnato al Presidente della Figc Abete la bozza di statuto (con tanto di firme di tutti i presidenti della Serie A) dell'entità che andrà a presiedere.
Il nostro pessimismo, sia chiaro, non è dovuto né a "razzismo" né a motivi di antipatia personale verso il "curato di campagnia" (Dagospia dixit), infatti basta che questi apra bocca e abbiamo chiare le rotte che il mondo del pallone ha deciso di navigare. Per esempio, dopo la consegna della bozza il manager ha così dichiarato alla stampa: "Si è concordato sulla necessità di un progetto di sviluppo del calcio di interesse generale che il Governo è disponibile a sostenere". Frase ambigua (come si conviene a un curato) incentrata su tre paroline: "progetto di interesse generale".
Ecco, come potrà essere un progetto legato al calcio (noto per gli enormi sprechi) di interesse generale, in un paese che nella migliore delle ipotesi viaggia verso un -5% di Pil, la disoccupazione verso il 10%, il debito pubblico verso il 120% e vista l'urgenza assoluta e improcrastinabile di levare decine di migliaia di suoi cittadini dall'inferno delle tende?
Siamo proprio curiosi di vederlo, questo progetto. Nel frattempo, con rammarico, constatiamo che quello che la stampa mainstream ha definito come "grande manager" (manco fosse Jobs o Marchionne) non ha, per il calcio, nulla di meglio da proporre che provare ad attaccarsi alla mammella aggrinzita e inaridita dello Stato.

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sabato 27 giugno 2009

All'Inferno!

Vi ricordate quando, qualche mese fa, i candidati alla poltrona di presidente della Lega Calcio promettevano agli elettori di portare a un miliardo di euro l'anno gli incassi dei diritti tv? Ora non ne parla più nessuno e in compenso l'elezione è andata a finire a torte in faccia con la scissione tra società di serie A e di serie B.
Chissà come mai del famoso miliardo non parla più nessuno? Forse, una risposta riusciamo ad ottenerla facendo il combinato disposto tra un paio di articoli apparsi sulla stampa in questi giorni.
Fulvio Bianchi nella sua rubrica Spy Calcio ha parlato di Juventus, Inter e Milan in trattava con Sky per cedere i diritti degli allenamenti e delle interviste. Inutile girarci attorno, la cosa dà l'idea di chi per raccattare risorse raschia, come si suol dire, il fondo del barile.
L'altro articolo è del Sole 24 Ore, a firma Giuliano Balestreri, e ci racconta della difficoltà a cedere all'estero i diritti della Serie A. Ormai il nostro calcio non interessa quasi nessuno in Europa a causa dei soliti mali: violenza, scandali, fuga dei migliori giocatori, stadi vecchi.
Noi, a dir la verità, sospettiamo che le cause individuate dal Sole siano un po' un'elencazione dei luoghi comuni. O quanto meno elencare i mali senza andare a vedere le cause profonde non aiuta a individuare le soluzioni. Tuttavia il dato riscontrato nell'articolo rimane: i diritti del calcio italiano all'estero si vendono con grande difficoltà.

Ecco che a questo punto appare chiaro come sia improba la sfida di riuscire a reperire quel famoso miliardo all'anno di cui si parlava in campagna elettorale. Ed ecco perché, ora, tutti stanno "allineati e coperti" e nessuno ne parla più.
La soluzione? I signori del pallone parlano di proprietà degli stadi e di modello inglese. Noi pensiamo che questa possa essere una soluzione pericolosa: in periodo di crisi economica non è semplicissimo trovare le risorse necessarie ed è arduo riuscire ad avere ritorni adeguati (la crisi del commercial real estate esiste ed è reale!). Ma queste cose secondo noi i presidenti le sanno bene, infatti vogliono sussidi dallo Stato o dagli enti locali di competenza. Paga Pantalone. Solo che il Governo ha brutte gatte da pelare e appare difficile che riesca a trovare risorse per accontentare i signori del pallone.

Non rimane che una soluzione, quella che noi predichiamo, ovvero pulizia dei bilanci delle società, diminuzione degli emolumenti dei calciatori rispetto al fatturato e infine applicazione del lodo Petrucci per le società zombie che non riusciranno a sopravvivere a questa cura da cavallo.
La nostra soluzione sarebbe una Quaresima. Ma siamo sicuri che, se applicata, il calcio italiano vedrà la Pasqua. Tutte le scorciatoie ci porteranno invece da una sola parte: all'Inferno!

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giovedì 21 maggio 2009

Guerra per bande

Continua la guerra per bande in Lega Calcio. Dopo la scissione tra serie A e serie B, la nuova Lega di serie A ha deciso di boicottare l'assemblea del 25 di Maggio. La riunione doveva portare il Presidente della Figc alla carica di commissario, con l'incarico di ricomporre i cocci o almeno quello di riuscire ad arrivare ad una separazione consensuale tra le due fazioni in lotta.
Niente da fare, i presidenti di A ritengono che ci sia un conflitto di interessi nei vicecommissari che Abete intenderebbe portare con se. Quanto mai ermetico il commento di Beretta, uomo designato alla presidenza della Lega A: "Sarebbe ideale un commissaro di alto profilo giuridico visto il processo che deve compiere. Con la Federazione auspichiamo un rapporto di collaborazione".
A questo punto, provando a decriptare il messaggio di Beretta, ci viene in mente che la persona dall'alto profilo giuridico possa essere il Professor Guido Rossi. Tutti gli Dei del pallone aiutino il povero calcio italiano prima che gli venga inflitto questo colpo mortale.

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giovedì 30 aprile 2009

La farsa finale... forse

C'era da aspettarselo, i presidenti di A e quelli di B non hanno trovato l'accordo sulle modalità di voto per eleggere il presidente, e in sostanza sul nome di Beretta by Lobbycontinua.
Dunque dando prova di dialogo, di democrazia, di decoro e di rispetto Zamparini, degno "portavoce" del calcio che conta, annuncia: "Abbiamo fatto la nuova Lega di Serie A".
Insomma, la serie B è stata invitata ad alzarsi dal tavolo in cui si celebrerà il banchetto (sic) dei diritti TV, e costretta ad accomodarsi nella stanza della servitù dove si dovrà accontentare degli avanzi.
Ora sì, sarebbe bello sentire gli illustrissimi onorevoli Melandri e Lolli, che a cadavere della Juventus (quella vera!) ancora caldo ci avevano spiegato dell'utilità di una nuova legge che consentisse un'equa ripartizione dei diritti TV, tale da permettere ai piccoli di poter vincere, almeno ogni tanto.
Invece il risultato è un altro: i piccoli non solo non potranno vincere, ma neanche partecipare, questa è l'ennesima dimostrazione di ciò che è il Nuovo Calcio Pulito post Farsopoli.
Naturalmente i presidenti si accorgeranno presto di aver fatto un errore strategico, infatti se si fosse usato il senno si sarebbe capito che il calcio di provincia ha un bacino enorme di passione che andrebbe coltivato, e non inaridito, pena la perdita di milioni di appassionati. Ma non solo, il torneo cadetto andrebbe salvaguardato per farlo diventare la palestra dei tanti giovani promettenti provenienti dalle giovanili. Peccato, si è scelta un'altra strada: quella di impoverire la serie B per consentire alla serie A di acquistare campioni (sic) del calibro di Poulsen, Andrade e Recoba.
Questo è il nuovo calcio pulito promessoci dal professor Rossi e dagli onorevoli Melandri e Lolli.
Bell'affare, non c'è che dire!

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