Il vero volto del Calcio Pulito
Vi siete stupiti del nostro silenzio in relazione all'elezione di Beretta alla Lega Calcio? Non vi preoccupate, in realtà ci siamo presi solo qualche giorno per riflettere.Già più di una volta, in passato, ci siamo espressi in termini non troppo positivi nei confronti di Beretta. Ma sebbene la sua figura professionale non ci paia la più idonea a gestire la Lega in questo importante momento, riteniamo che la questione fondamentale non sia quella degli uomini, ma quella dei princìpi.
Sì, di princìpi vogliamo parlarvi, anche se ci rendiamo conto che forse in questa epoca la cosa può apparire stravagante.
Dopo l'assassinio della Juventus nel 2006, indubbiamente si è aperta una nuova era. L'era del Nuovo Calcio Pulito.
A suggello di questa rivoluzione furono introdotte nuove norme in relazione ai diritti televisivi. Si passò dalla vendita individuale alla vendita collettiva. Vendita collettiva che, lo abbiamo più volte rilevato, penalizza fortemente la Juventus. Ma non importa. La cosa fu presentata e nobilitata dall'ostentazione di un principio importantissimo: la solidarietà.
Solidarietà tra grandi e piccoli club, solidarietà tra società blasonate e popolarissime e piccole società di provincia.
Si può essere d'accordo o meno sulle modalità concrete con cui verranno ripartiti i ricavi dei diritti televisivi, ma il principio di solidarietà su cui si fonda la ratio della norma vede, senz'altro, buona parte degli appassionati favorevoli, anche in ossequio ai valori dello sport.
Ma con l'elezione di Beretta in Lega qualcosa è cambiato, evidentemente. Diciamo questo perché il mandato dell'ex direttore di Confindustria è chiaro e preciso, cioè quello di traghettare la Lega in questo periodo di transizione che sfocerà nella nascita di due entità separate: una Lega per la serie A e una Lega per la serie B.
A questo punto ci domandiamo: dove sono finiti i sacri principi di solidarietà dello sport tanto sbandierati all'epoca in cui si decise di tornare alla contrattazione collettiva? Perché si è deciso di creare, alla faccia della solidarietà, una Lega dei ricchi e famosi ed una dei poveri e derelitti?
Qualcosa non torna. A meno che non si decida di pensar male. L'utilizzo del sacro principio di solidarietà è stato, forse, solo la foglia di fico per nascondere un'altra operazione. Sottrarre alla Juve una grossa fetta di risorse che avrebbe incamerato in caso di vendita individuale. Insomma, la fase due di Farsopoli dietro il paravento, rispettabile, dei princìpi dello sport e della solidarietà. Ora, incamerati i risultati, si ritorna al solito andazzo: i ricchi di qua i poveri di là.
Ennesima dimostrazione che Farsopoli è stata un colpo di stato ben congegnato. Poi tutto uguale, se non peggio di prima: ecco il vero volto del Nuovo Calcio Pulito.
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