lunedì 1 marzo 2010

Disinformatia bianconera


Ormai lo schema è chiaro, e chi ancora non riesce a vederlo è un ingenuo irredimibile. Quando la Juventus ricade nell'ennesima sconfitta qualcuno, per tenere buoni e calmi i tifosi, inventa trattative eclatanti e del tutto incredibili.
Ora, dopo l'ennesima sconfitta in casa contro il Palermo, ecco che viene fatto il nome di Capello come possibile sostituto di Zaccheroni per la prossima stagione. Non basta, si inventano anche trattative strampalate per portare in bianconero uomini del calibro di Ribery.
Questi proclami privi di fondamento ci hanno francamente stancato, e ci viene da pensare male: sono inventati di sana pianta al fine di tenere buona una piazza sempre più scandalizzata e sempre più consapevole dell'immensa schifezza perpetrata con il finto scandalo di Calciopoli?
Si può ipotizzare tranquillamente che questa strategia fatta di proclami roboanti, tipica di chi vende molti sogni e pochi fatti, sia dunque una sottile opera di disinformatia.
Quali sarebbero, infatti, le prove o gli indizi che sostengono la tesi di un possibile approdo a Torino di Capello?
Nessuno. Al contrario, i dati di fatto che attestano il fatto che potrebbe trattarsi di bufala sono molteplici:

1) Primo fatto: Capello andò via sbattendo la porta quando prese visione del fantomatico progetto Montelkaniano. E' credibile che ora lo riabbracci?
2) Secondo fatto: Capello è l'allenatore, apprezzato da tutti, della nazionale del più importante campionato del mondo. Perché dovrebbe ritornare ad allenare in un campionato aziendale in piena decadenza?
3) Terzo fatto: in Inghilterra, e anche in Spagna, ci sarebbero decine di club pronti a fare ponti d'oro all'allenatore goriziano. Perché accettare l'offerta di un club decaduto di un campionato in decadenza?
4) Quarto fatto: Capello, meno di un mese fa, ha dichiarato di voler continuare con l'Inghilterra fino al 2012. Cos'è accaduto per fargli cambiare idea repentinamente?

Potremmo continuare a lungo, ma crediamo che quanto detto sia sufficiente.

Medesimo discorso per Ribery: perché dovrebbe venire a giocare in un club eliminato in malo modo dalla Champions solo pochi mesi fa? Perché accettare di giocare nella Juve, invece di andare a giocare nelle migliori squadre dei migliori campionati del mondo (Barcellona, Real, Chelsea, Manchester)?
Non si capisce. E soprattutto, nessuno porta a supporto di simili ipotesi uno straccio di indizio.

Da tutto questo possiamo tranquillamente ipotizzare che, per l'ennesima volta, qualcuno sta tirando fuori improbabili campagne acquisti stellari per rabbonire la piazza.
Del resto, la società Newventus ha come cifra del proprio essere l'inganno. Essendo nata da un inganno (Calciopoli), ed essendosi affermata su un altro inganno (il mancato ricorso al Tar), viene abbastanza normale credere che si voglia continuare sulla stessa falsa riga.
Ma gli inganni non durano mai in eterno, lo dice la storia.

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venerdì 8 gennaio 2010

Curva Sud in casa Rai


Lo abbiamo detto in più di una circostanza: i giornalisti Rai sono sfacciatamente filo romani, ed in particolare filoromanisti. Ora ne abbiamo la prova.
Ecco cosa dichiara il giornalista Rai Bruno Gentili a Radio Incontro: "Che la Rai sia fortemente caratterizzata dalle parti di Viale Mazzini da una folta colonia giallorossa è cosa risaputa. La redazione romana, quando gioca la Roma, si trasforma in una piccola Curva Sud".
Ora, dire che la redazione Rai è una colonia romanista vuol dire anche che è una colonia antijuventina. E' facile quindi spiegare lo zelo forcaiolo con cui la Rai trattò il caso di Farsopoli. Immaginiamo anzi che in quel periodo i baretti sotto la sede Rai abbiano fatti dei grandi affaroni a furia di brindisi per celebrare la Juventus in B, brindisi pagati con lo stipendio preso dalla Rai, ente pubblico foraggiato con i soldi dei contribuenti. Tutti i contribuenti. Compresi quei milioni di tifosi juventini che hanno visto la loro società distrutta, prima sui mass media e poi nei tribunali sportivi, senza un minimo di difesa.
Eppure grandi giornalisti come Biagi (non juventino), Bocca e Ostellino avevano sostenuto l'innocenza della Juve. I redattori da curva sud della Rai erano evidentemente troppo intenti a brindare per registrare un loro intervento.
Questo è lo stato dell'informazione pubblica in Italia, e non solo in campo sportivo. Forse la colpa è anche nostra, visto che paghiamo il canone senza protestare.

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domenica 8 novembre 2009

La legge è uguale per tutti... la Gazzetta no!


Ogni buon tribunale riporta questa dicitura per ricordare che la legge si applica per tutti allo stesso modo, indipendentemente da chi sia l’imputato.
Poi c’è il tribunale rosa. Quello che accetta che venga tolto un grado di giudizio (Guido Rossi docet). Quello che sa le sentenze in anticipo. Quello dei processi lampo.
Eh sì, perché pensate che, anche se il processo Calciopoli va avanti, tra testimonianze contraddittorie dei testimoni dell'accusa e tentativi di ricusazione, da poco meno di un anno, a giudicare da quanto riportato dal giornale rosa si sarebbe tenuta finora una sola udienza.
Infatti, per la prima volta sulle pagine della Gazzetta dello Sport compare la cronaca di quanto accade in quel di Napoli. E neanche a farlo apposta si parte subito forte, con la scomodissima testimonianza di Manfredi Martino, ex segretario della CAN, sui sorteggi arbitrali all'epoca di Bergamo e Pairetto.
Pensate che, secondo la Pravda rosa, il genio maligno di questi grandi corruttori era tale da consentir loro di falsare un sorteggio (effettuato, tra l’altro, da un giornalista sotto gli occhi di un notaio e di inviati dei vari giornali e tv) semplicemente con un colpo di tosse!
Ma, siccome si sa che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, l'eroico Manfredi ha finalmente potuto confessare il segreto che si è tenuto dentro da tanto tempo e che, per ragioni sconosciute, ma sicuramente terribilissime, non ha potuto mai rivelare prima!
Una mazzata dunque per Moggi e la sua setta, penserà il lettore medio della Gazzetta. Se questo è il primo resoconto, figuriamoci cosa ci riserverà il futuro.
Infatti, il lettore medio della Gazzetta non sa che il teste Manfredi è stato smentito nella stessa udienza da Bergamo stesso, né che la sua stessa deposizione, ascoltata in viva voce su Radio Radicale e non letta sulle pagine dei giornali, risulta quanto meno contraddittoria (a esser clementi!), come del resto quasi tutte le testimonianze fornite finora dai testimoni dell’accusa.
Il lettore medio non si chiede perché, anche ammettendo (e non concedendo!) una presunta irregolarità, il giornalista e il notaio responsabili del sorteggio non siano sotto accusa. E nemmeno si chiede perché, sempre in base a questa ipotesi, l'arbitro sorteggiato per Milan-Juve (è a questa partita che si riferisce la testimonianza) sia stato Collina, quello che desiderava incontrarsi in segreto con Galliani nel ristorante di Meani.
E non lo fa semplicemente perché la Gazzetta non glielo dice. E a lui sta bene, perché questa "verità" fabbricata su misura fa infinitamente comodo. Pensate che frustrazione, per un tifoso dell'Inter o del Milan, sapere che non solo la Juve vinceva regolarmente, ma addirittura forse erano le milanesi a fare cose poco chiare e (almeno per quanto riguarda l'Inter) a perdere sistematicamente!
Però qualcuno glielo dovrà pur dire, un giorno, che Moggi non ha sequestrato Paparesta, non chiamava gli arbitri, che i sorteggi erano regolari, e via dicendo.
E quando la Gazzetta e i giornali simili (perché non credano di salvarsi altre testate "imparziali" come Repubblica o il Corriere della Sera, tanto per fare due nomi) cercheranno qualche giustificazione astrusa, come quella che la giustizia sportiva fa il suo corso indipendentemente da quella ordinaria (altra "verità" falsa, basta leggere l’articolo 39 del Codice di Giustizia Sportiva), allora chi ha seguito davvero i fatti, chi ha pazientemente aspettato che la verità (senza virgolette stavolta!) venisse a galla, potrà finalmente bearsi di una Giustizia che speriamo possa prevalere senza tenere conto del sentimento popolare, ma soltanto della Legge che, come si legge in ogni aula di tribunale, è uguale per tutti.
Anche per Moggi e per la Juve.

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martedì 11 agosto 2009

The truth times


Bella storia estiva (vagamente consolatoria) che ci viene raccontata dai giornali: il Seattle Times riesce a ritornare in utile, puntando sul giornalismo investigativo e sulle cronache locali.
Sembra quasi che i giornalisti, visti gli orrendi conti delle società editoriali, vogliano farsi coraggio dicendo: "il nostro lavoro può, ancora oggi, essere economicamente sostenibile, nonostante Internet".

Noi veramente questo lo pensiamo da tempo. Certamente le società contemporanee hanno bisogno di informazione di qualità. Anzi, ora più che mai.

Certo, non bisogna fermarsi ai racconti consolatori, un po' per farsi coraggio. I giornalisti, se vogliono continuare a fare il loro lavoro, devono pretendere che i giornali non siano un collage di veline favorevoli ai propri editori, oppure armi di distruzione di massa da usare contro i nemici dei propri editori. Semplice.

Fermandoci al giornalismo sportivo, proviamo a dare una mano noi, suggerendo alcune possibili tracce di giornalismo investigativo.

Per esempio, la Repubblica potrebbe chiedere al suo prestigioso collaboratore, il professor Penati, di analizzare i bilanci dell'Inter (tutto l'ambaradan, Inter brand compresa). Siamo certi che, una volta letta l'analisi del professore, difficilmente continueranno a sostenere l'idea che Moratti sia un mecenate. Oppure, il Corriere della Sera potrebbe scatenare i suoi cronisti giudiziari per capire per quale motivo Moggi fosse spiato dai tigrotti Telecom di Tavaroli, magari domandandosi se sia un caso che Tronchetti, Buora e Moratti fossero legati sia all'Inter che alla Telecom.

Insomma, se si stamperanno giornali dove si tenti di dare risposte a domande scomode, i lettori saranno ben felici di spendere qualche euro nelle edicole. Altrimenti, ai giornalisti italiani non rimarrà che raccontare (a parole) quanto erano bravi i giornalisti di Seattle. Non rendendosi conto che, in fondo, hanno scoperto l'acqua calda.

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mercoledì 1 luglio 2009

A cosa serve Sky?

Quando la televisione di Murdoch sbarcò in Italia, si udirono urla di giubilo. Era arrivata finalmente anche da noi l'informazione libera e indipendente.
Il fatto curioso è che in Italia a gridare al cielo la propria gioia per l'arrivo dell'editore di estrema destra della Fox - some people say - News, ben noto per le sue ingerenze nelle redazioni, era la sinistra. Ma di cosa ci si può stupire nell'Italia dove la moglie di un petroliere fa politica "alternativa" rosso-verde?
Scusate la divagazione e veniamo a noi.

Ieri nel telegiornale di Sky Sport manco una parola sul processo di Napoli ai criminali di Calciopoli. In compenso nel tg diretto dall'anchorman Sabatini (ex addetto stampa dell'Inter) parte la caccia alle streghe contro Ceravolo, neo assunto nello staff dirigenziale del Bologna.
Sebbene Ceravolo sia persona incensurata e senza carichi pendenti, sia dal punto di vista penale che della giustizia sportiva, è stato trattato come burattino di Moggi e quindi implicitamente come futuro trascinatore del Bologna in chissà quali loschi traffici. Roba da delirio giacobino.

In compenso, dicevamo, sul processo di Napoli niente. Eppure c'erano notizie interessanti. Per esempio vi ricordate le schede svizzere che inchioderebbero (sic) Moggi alle sue colpe? Beh, il famoso rivenditore De Cillis, chiamato a testimoniare, ha ammesso che anche il dirigente dell'Inter Marco Branca era suo cliente. Interessante vero? Ma non per Sky, la televisione che per alcuni sprovveduti avrebbe riportato la democrazia in Italia.
Chissà come mai tutti si riempiono la bocca di contumelie contro il mostro Moggi reo, però, di crimini talmente innominabili che è meglio non parlarne proprio.

Questa è la nostra Italia. Questa è la qualità dell'informazione. Ora, per favore, spegnete la televisione e il computer e andate a farvi una passeggiata.

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lunedì 11 febbraio 2008

RUBARE IL PRESENTE, RUBARE IL FUTURO...

LETTERA INVIATA OGGI AL PRESIDENTE COBOLLI GIGLI

Egregio Presidente,

In merito all’articolo pubblicato da LA STAMPA di oggi, io farei una bella indagine sulle societa’ che hanno portato a termine la ricerca e a chi fanno capo.

Mi sembra uno STRUMENTALE tentativo di far credere alla gente e al mondo degli sponsor che ci sono meno tifosi bianconeri.

Tale messaggio portera’ come corollario il tentativo di revisione dei contratti di sponsorizzazione e minor potere contrattuale sui diritti TV.

Non mi meraviglierei che IPSOS e STAGE UP siano direttamente o indirettamente collegate agli azionisti di maggioranza dei nostri maggiori concorrenti e cioe’ Milan, Inter, Roma, Fiorentina o magari peggio ancora al Gruppo Telecom o al Gruppo RCS.

Se cosi fosse, una volta accertata la cosa, sarebbe opportuno un comunicato per smascherare l’ennesimo vergognoso tentativo di sottrarci risorse e futuro.

Saluti

Link alla Notizia (LaStampa.it)
Oltre un milione di tifosi in meno in due anni

Cause principali Calciopoli e la retrocessione in B
ROMA«In due anni, causa Calciopoli e la caduta in B, la Juventus ha perso 1,4 milioni di tifosi, passando dagli 8,42 milioni della stagione 2004-2005 ai 7,03 del 2006-2007 (-17%)». È quanto rileva Sportfans, la ricerca condotta da Stage Up e Ipsos e pubblicata su Guerin Sportivo in edicola domani. «Il Milan è la società che cresce maggiormente (+33%), superando con 4,83 milioni i cugini dell’Inter (4.32 milioni, ma anch’essi in aumento del 14% in due stagioni). Infine, in crescita Fiorentina e Palermo e in calo Cagliari, Roma e Lazio

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giovedì 21 giugno 2007

E sarebbe anche ora!



Sarebbe ora che i media escano dal loro modo "ovattato" di fare informazione sugli scandali delle "altre squadre" che non siano la Juventus. Sarebbe ora che anche la RAI, finaziata anche da noi, si decida ad informarci. Ieri il TG3 e TG2 ne hanno parlato, oggi il TG3 Sport delle 12.30 ha ampiamente argomentato....manca la rete ammiraglia, manca ancora il TG1 diretto da Gianni Riotta, casualmente tifoso interista: non ci risulata che, fino ad ora, abbia dato la notizia.

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