mercoledì 15 luglio 2009

Cattivi pensieri

Stefano Palazzi, Procuratore Federale, al telefono con Roberto Beccantini:
"Dottore, comprendo l’esigenza di dover far fronte alla curiosità dei lettori. Nello stesso tempo, mi permetto di osservare che anche notizie apparentemente simili vanno vagliate in profondità perché, lei capirà, non tutto quello che è, sembra; e non tutto quello che sembra, è. Mi scuso, dunque, se non posso proseguire in quel processo deduttivo e intellettivo che, immagino, lei vorrebbe che portassi a termine. Lei mi capisce, vero... ?".

Il nostro sito è pieno di articoli sull'impazzimento della giustizia sportiva e sulla superficialità e connivenza del sistema dei controlli dei bilanci; ce ne sono talmente tanti che uno potrebbe dubitare che non si tratti più di un campionato di calcio ma di una finzione, di una recita con tanto di copione, regista, attori e comparse. Due spunti dai giornali di oggi, semmai ce ne fosse bisogno, confermano e danno forza a quei dubbi.
Il primo è che il superprocuratore Palazzi ha mandato a Bologna i suoi ispettori (tanto paghiamo noi) per indagare sul caso Menarini-Moggi, e intanto sulla Stampa anche Roberto Beccantini si chiede (noi ce lo chiedevamo da un bel po') come mai Palazzi non ha indagato su Moratti che ha comprato-venduto giocatori trattando con Preziosi che è inibito.
Andate a leggervi sul blog di Beccantini la risposta di Palazzi (uno stralcio del pezzo lo riportiamo qui sopra), e fatevi un'idea di questo ex-magistrato militare "acquistato" dalla Figc nell'estate 2006, e che dall'autunno di quell'anno gestisce la giustizia sportiva a suo (!?) piacimento.
Il secondo spunto riguarda l'amarezza del presidente della Lega Pro Macalli, che si lamenta sui giornali per società gloriose che scompaiono dai semiprofessionisti per inadempienze debitorie di centinaia di migliaia di euro, mentre in serie B vanno avanti società con decine di milioni di debiti. Anche questo è uno spunto interessante perché i giornali non lo scrivono, ma in serie A i debiti ammontano a centinaia di milioni di euro e riguardano, per fare gli esempi più eclatanti, l'Inter che vuole vincere cinque campionati di fila (anche arrivando terza) per onorare il contratto stipulato con la Gazzetta dello Sport, e la Roma che deve rimborsare alle banche più di 300 milioni, tanto che si sono mossi calibri da novanta come D'Alema e Carraro.
Dubbi più che legittimi e cattivi, cattivissimi pensieri e uno su tutti: non c'è stata solo la farsa dell'estate 2006, la recita pare proprio che stia continuando; la stessa regia, gli stessi attori a fare la parte dei vincenti, le comparse, gli ispettori del superprocuratore, i controlli della Covisoc; con la partecipazione straordinaria di D'Alema e Carraro.

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lunedì 1 giugno 2009

Santo o delinquente?


Davvero singolare la figura di Enrico Preziosi: come presidente del Genoa ieri notte ventimila tifosi lo hanno beatificato in piazza (della Vittoria), mentre per la giustizia sportiva è delinquente e recidivo (non solo la valigetta ma anche il fallimento del Como e altri reati minori).

All'epoca del processo per la valigetta è venuto fuori che la sentenza era stata scritta dal Sandulli di turno al mare, prima ancora che deponessero i testimoni; lui, in compenso, ad una cena alla quale aveva invitato Galliani si è presentato con un registratore nascosto addosso sperando di fare scoperte importanti (una specie di Tavaroli in sedicesimo).

Questo per dare un'idea del mondo del calcio; da allora, in ogni caso, è stata una serie di mosse azzeccate sia nel calcio che nel suo lavoro: il Genoa l'anno prossimo gioca in Europa e i suoi giocattoli vanno forte anche in America; lo scorso anno il bilancio del Genoa ha chiuso in attivo ed anche quest'anno con l'operazione realizzata con l'Inter ha portato a casa un grosso utile (vero, non per finta), oltre al fatto che il Genoa di Gasperini, per riconoscimento generale, ha espresso il calcio più spettacolare.

Resta il dubbio iniziale che rimanda, più in generale, al funzionamento e alla valenza della giustizia sportiva. Abbiamo segnalato sul nostro blog, tanto per dire, che per effetto dei colloqui che ha avuto direttamente con Moratti per parlare di Milito e Motta (e magari anche di qualcos'altro...) Palazzi doveva aprire un fascicolo sul presidente dell'Inter, ma non si è saputo niente; in compenso oggi il Giudice Sportivo ha inibito Preziosi per altri venti giorni perché ieri è andato in campo a salutare pubblico e giocatori (da inibito non poteva farlo).

Abbiamo, cioè, la conferma che la giustizia sportiva fa e non fa in base ad una logica che con i regolamenti e il Codice non c'azzecca proprio niente, come se Palazzi fosse una specie di variabile impazzita (oppure estremamente lucida, di qui non si scappa) nel mondo del calcio già incasinato di suo; così i tifosi del Genoa festeggiano e beatificano Preziosi, e di Palazzi e dei suoi fascicoli a loro non frega un cazzo.

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sabato 23 maggio 2009

Una denuncia per Palazzi

Questa è la decisione della giustizia sportiva che, nella scorsa estate, sanzionava Secco e Bettega: "La commissione disciplinare della Federcalcio ha inibito per un mese Alessio Secco, direttore sportivo della Juventus, e l'ex vicepresidente del club, Roberto Bettega, per la trattativa per la cessione dei calciatori Criscito e Masiello del Genoa, perché avevano partecipato a una trattativa con un soggetto inibito, Enrico Preziosi".

E questa è la notizia riportata da tutti i giornali di ieri, compresa la Gazzetta che in Figc viene sicuramente letta: "Abbiamo parlato dei due trasferimenti e abbiamo gettato le basi per una intesa. Dobbiamo però vederci ancora per definire ogni aspetto di questo passaggio". Il presidente del Genoa Enrico Preziosi conferma di aver incontrato ieri il patron dell'Inter Massimo Moratti.

Essendo Enrico Preziosi tuttora inibito, questa è quindi una denuncia: il superprocuratore Palazzi deve aprire un fascicolo contro Moratti; in caso contrario è una denuncia contro il dottor Palazzi; a meno che non sia stato lui stesso ad autorizzare il signor Moratti a trattare con un inibito, cosa espressamente vietata dal Codice di Giustizia Sportiva (articolo 10, comma1).

Fatto salvo il fatto che il campionato di calcio sia una cosa da prendere sul serio e non una farsa, recitata male.

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venerdì 13 marzo 2009

Ma Palazzi legge La Stampa?

Sicuramente il superprocuratore Palazzi legge la Gazzetta (ce ne siamo resi conto nell'estate 2006 quando proprio quel giornale che ha tra i proprietari Tronchetti Provera e John Elkann ha fatto scoppiare lo scandalo di Calciopoli ed ha "indovinato" la previsione della Juve retrocessa in B); ci chiedevamo se legge altri giornali e in particolare La Stampa.

La Stampa di oggi, infatti, nel parlare di guai che la Roma sembra avere col fisco, ricorda una indagine della Procura di Torino sui compensi a Capello quando allenava nella capitale; questa indagine era stata segnalata proprio dalla Stampa già nell'estate 2008, recentemente è stata passata per competenza alla Procura di Roma ed è basata sull'ipotesi di pagamenti in nero e all'estero per parecchi milioni di euro.

Roba assai pesante in termini di giustizia sportiva, pesante perché ballerebbero dei punti di penalità che potrebbero far sballare la classifica di quest'anno per i posti in Champions; usiamo il condizionale perché non si è avuta notizia di indagini da parte del superprocuratore che leggerà probabilmente tanti giornali, sicuramente legge la Gazzetta ma fa venire il dubbio che non legga La Stampa.

Con un rischio, anzi due: che possa scattare la prescrizione quanto a giustzia sportiva, quella che ci hanno sempre detto che è veloce come il vento, arriva prima di quella ordinaria e colpisce pure più duramente; che, peggio ancora, possa scattare una denuncia da parte di qualche Associazione di consumatori o per iniziativa di qualche società che per quei posti in Champions si sta sbattendo.

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domenica 8 marzo 2009

Onorabilità all'italiana

La normativa federale prevede con l'articolo 22 bis delle Norme Organizzative Interne precise disposizioni per la onorabilità dei dirigenti; in nome della onorabiltà è prevista, in particolare, la decadenza dalla carica per chi dovesse essere condannato ad una pena che comprende l'interdizione dai pubblici uffici. Neanche a farlo apposta è quello che è successo a Claudio Lotito, uno di quelli del nuovo calcio pulito che però s'è preso due anni per aggiotaggio informativo e appunto l'interdizione.

Sapete cosa è successo? Che la Figc prima ha detto che Lotito per due anni doveva lasciare la carica di presidente della Lazio ma il giorno dopo, ha scritto la Gazzetta, la Federazione si è corretta, ha dato una specie di interpretazione autentica e così Lotito potrà continuare a fare il presidente e magari a rappresentare anche il nuovo calcio pulito. Va bene l'onorabilità, quindi, ma c'è sempre la scappatoia di quella all'italiana.

Che Lotito si possa essere dato da fare non sorprende perché in Italia, lo sappiamo bene, la legge non si applica ma si interpreta a seconda dei casi e in questo caso sta per arrivare l'autorizzazione per lo stadio nuovo ed è chiaro che lui vuole metterci le mani in prima persona e forse ci metterà anche il terreno di sua proprietà; resta il dubbio di chi si è dato da fare per accontentarlo.

Non lo sapremo forse mai ma sicuramente si tratta di un "pezzo grosso" dei vertici delle istituzioni sportive; lasciamo che il lettore si immagini chi può essere, aggiungiamo solo che molto probabilmente è uno di quelli che si vanta del nuovo calcio pulito.

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martedì 30 ottobre 2007

Primi contatti coi marziani

La febbre aumenta, dottore, lo stiamo perdendo!!! Mentre la giustizia sportiva termina il lavoro sporco degli arbitri, escono dal silenzio i signori del palazzo. Lo fanno perchè sta esplodendo il bubbone?
Abete s'affanna a calmare Cobolli. "Qui Marte.. non c'è nebbia, è tutto trasparente e non abbiamo sovrastrutture"
Già, come dargli torto, però il calcio è uno sport che si pratica su un prato verde e da animali chiamati uomini. Insomma è terreno e non marziano, quaggiù sembra tutto troppo torbido di questi tempi.
Ma non ha torto descrivendo il palazzo. Per trasparente lo è, anche troppo.
E sulle sovrastrutture che dire, giacchè tutti gli uomini giusti al posto giusto sono già all'interno del palazzo. Se fossero troppi dovremmo elevare il palazzo con sovrastrutture, ma così non è a quanto pare. E' sufficiente quello che c'è per avere ogni genere di dubbio.

E, udite udite, ha parlato Palazzi! In una riunione di quelle che si fanno, c'è anche lui e tiene a precisare che si sono estinti i dinosauri (ma davvero???), che non ci sono cassetti pieni di carte.

Che sta andando con i piedi di piombo perchè (nell'ordine):

1. è pieno di azzeccagarbugli in gamba (stavolta...). Toccare gli innominabili, dopo che sono riusciti a infilare il dito nella marmellata è difficile. E soprattutto venderanno cara la pelle. (Allora è vero che sono i veri potenti, questa è una confessione!)
2. bisogna andare con i piedi di piombo per la privacy... Ma lo scorso anno fecero firmare il consenso informato per la pubblicazione dei dati personali a Moggi e agli altri? No, perchè la legge c'era e ci si lamentava della pubblicazione allegra di fatti, episodi, circostanze e amicizie, ma si andò avanti come un eurostar sulla tratta Roma-Firenze.
3. bisogna essere cauti per non intralciare la giustizia ordinaria, amministrativa ecc... Ma che bravo, non la intralci, attenda pure la Cassazione penale ed amministrativa, noi siamo qui ad attendere, giusto così. Peccato che esca sempre il confronto con la stupefacente efficienza dello scorso anno, tanto stupefacente per l'Italia da essere sospetta. Solo i processi sommari di inquisitoria fama erano così veloci ed inutili, caro Palazzi. Oltre a non essere delicato con le procure vere, qualcuno si affannò anche ad andare di persona a prendere le carte

Ma quante contraddizioni in poche frasi. Era meglio il silenzio nauseante cui stavamo facendo il callo (ma a cui non ci saremmo mai piegati, lo sappia).
Perchè se è contraddittorio ciò che fece con ciò che fa ora, se è tanto delicato oggi quanto fu pesante lo scorso anno, ciò che non torna è che si legge che la Procura di Milano avrebbe già inviato le carte, quindi è o sarebbe favorevole alla celebrazione di un processo sportivo. Ma ora è Palazzi ad avere riguardo. Per chi dunque? Per la legge o per le persone coinvolte? Io un mio pensiero ce l'ho, e non necessariamente passa per la Milano da bere (come dicono in Questura, alla romana). Forse attende con trepidazione di infilarci ancora una volta la Juventus fosse anche marginalmente, ma quel ramo d'inchiesta tarda...
Ultima contraddizione, mi spiace ma è anche grossa. Non ha carte chiuse nei cassetti, poi parla di inchiesta delicata, di un certo corso della giustizia... Quindi le carte ci devono essere. Se non sono nei cassetti in attesa di essere usate, di sua bontà, ci dice dove sono? Non è che sono finite nel tritacarte?

Il contenuto del discorso porta a tre conclusioni.
La prima è: persino lo spocchioso Palazzi dello scorso anno, ora ha timore (reverenziale e forse anche diverso...).
La seconda è: Excusatio non petita accusatio manifesta... Ovvero, perchè ha sentito l'esigenza di dire queste cose ai giornalisti di questi tempi?
La terza è: anche lui è in vacanza su marte insieme ad Abete. Primi tentativi di colonizzazione del pianeta, ci abbiamo messo una collina, ci abbiamo piantato un abete e ci abbiamo fatto i Palazzi?...
Ora però tornate tutti sulla terra e sistemate tutto, oppure dimettetevi che ci costate molto... troppo! ...E il malato è in fase terminale!!!!

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mercoledì 10 ottobre 2007

Questa FIGC non la finanzio.