Un po' ispettori, un po' scimmiette

Due settimane fa proprio loro, gli ispettori, hanno visto che il tecnico della Cremonese, in tribuna perché squalificato, dava indicazioni a mezzo cellulare al suo vice in panchina, l'hanno giustamente verbalizzato ed è arrivata un'altra giornata di squalifica. Questo perché il Codice di Giustizia Sportiva vieta all'allenatore che sconta la squalifica di dirigere "con ogni mezzo" la sua squadra (articolo 22, comma 7) .
Domenica l'allenatore dell'Inter era squalificato, e chi seguiva la partita in diretta (quasi due milioni di telespettatori tra Sky e Mediaset) ha visto che nel secondo tempo Mourinho ha abbandonato il box dove si trovava, è sceso giù su una balaustra a ridosso della panchina e da lì ha, a modo suo, diretto la sua squadra. Sul sito del la Stampa c'è ancora il servizio fotografico, in diretta i telecronisti hanno fatto notare quando richiamava questo e quello, tanto che stamattina sul Corsera anche Fabio Monti è stato costretto a scrivere che forse poteva essere squalificato un'altra volta.
E invece niente. A quanto pare gli ispettori di Palazzi, i terribili vice del grande sceriffo della Superprocura, hanno fatto come le tre scimmiette: non hanno visto, non hanno sentito e non hanno parlato con i loro verbali. Potrebbero smentirli due milioni di persone, ma si vede che questo non li ha fatti vergognare neppure un po'.
Un dettaglio aiuta forse a capire come mai questi collaboratori della Federazione un po' facciano gli ispettori e un po', invece, le scimmiette: quando, tre domeniche fa, hanno fatto gli ispettori e riferito sulla ignobile gazzarra inscenata da giocatori, tecnici e dirigenti dell'Inter nella partita con la Sampdoria, tutti i giornali, con in testa il Corriere della Sera e Fabio Monti, si sono fatti portavoce delle rimostranze dell'Inter a cui non era per niente piaciuto quello che gli ispettori (ma anche i telespettatori) avevano osato vedere, sentire e addirittura verbalizzare.
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