sabato 14 novembre 2009

Il garantismo della Exor


A pochi giorni dal "discorsone" di presentazione della sua fondazione (ormai in Italia o ne hai una o non sei un c...), dove descriveva l'Italia dei suoi desideri, fatta di giustizia, libertà, equità e bla bla bla, ecco che il nostro Montezemolo cade sulla solita buccia di banana. Gli hanno infatti sequestrato la villa a Capri (o parte di essa, le cronache non chiariscono). Per di più i fatti contestati, ci perdonerà il Montezemolo per la franchezza, sanno tanto di plebe. Roba da ex ferrovieri arricchiti: una storiaccia di abusivismo e presunti favori da parte di vigili urbani compiacenti.

Si capisce, Montezemolo non ne sapeva nulla. Se non abbiamo capito male non è manco garantito da un avviso della Procura competente.
Però, anche se ci fosse il minimo dubbio sulla sua personale condotta (parliamo per ipotesi, sia chiaro) siamo certi che la Exor non avrebbe nulla da obiettare. Così come non ha avuto da ridire per l'operazione equity swap di Gabetti & C.

Si sa, certe condotte sono tipiche di chi non è stato dotato da madre natura di charme, oltre che di doppio cognome. Roba da ex ferrovieri arricchiti, per l'appunto!

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mercoledì 22 luglio 2009

Ambra senza tette

A soli 16 anni, Ambra Angiolini conduceva la trasmissione televisiva Non è la Rai.
Munita di auricolare, veniva teleguidata da Boncompagni, che le suggeriva cosa dire.
A soli 33 anni, John Elkann conduce l'Exor, holding che controlla Fiat e Juventus.
Munito di tutore, viene teleguidato da Gabetti, che gli suggerisce cosa dire.
Un Ambra Angiolini, in pratica. Senza tette.
E con Gabetti al posto di Boncompagni.

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mercoledì 13 maggio 2009

Per Giraudo

Ci vorranno 4 - 5 mesi per la prima sentenza su Giraudo e magari 4 - 5 anni per quella definitiva, e in questi casi si usa dire che la giustizia deve fare il suo corso e che i giudizi vanno sospesi. Si usa dire ma ci sono delle eccezioni: l'avvocato Agnelli, per esempio, ha sempre difeso i suoi dirigenti quando c'erano problemi tipo questi che ha avuto Giraudo; Gabetti e Grande Stevens sono stati difesi dagli eredi di Gianni Agnelli dall'accusa di aver "manipolato il mercato" riguardo le vicende della Fiat; per non parlare del caso macroscopico di Geronzi, che anche dopo una sentenza di condanna in primo grado si è difeso da solo e ha continuato a fare il presidente di Capitalia, anzi è stato promosso numero uno di Mediobanca.

Facciamo allora un'eccezione anche noi; e la facciamo proprio per il dottor Antonio Giraudo. Siamo sicuri che, come ha dichiarato il suo avvocato Massimo Krogh, "ha esercitato il suo ruolo sempre con dignità e trasparenza" (da La Stampa); siamo sicuri che alla fine verrà riconosciuta l'infondatezza delle accuse che gli sono mosse.

Non siamo i suoi avvocati, ma osserviamo solo che per i PM la prova principale, la pistola fumante, starebbe nelle intercettazioni e per la Figc (parte in causa) nelle schede segrete; noi quelle intercettazioni le abbiamo sentite, ci abbiamo ragionato sopra, ad una ad una, e ne abbiamo riferito sul sito mettendo in guardia i lettori che la faccenda poteva essere molto diversa da come la raccontavano le gazzette e i corrieri, con i loro palombi e fabiomonti; quanto alle schede svizzere non è un segreto che il dottor Giraudo non sia chiamato direttamente in causa.

Ribadiamo quindi la nostra immutata stima nei confronti di un dirigente che, voluto da Umberto Agnelli, aveva portato stabilmente la Juve nell'elite del calcio europeo, e che molto ancora poteva fare per la Juve e per il calcio italiano. Ci piace ricordare, poi, le recenti parole di Andrea Agnelli ( "per me è come un secondo padre"), e un vecchio intervento di Giraudo nelquale si parlava di immoralità con riferimento a quanti nel calcio sperperavano centinaia di milioni di euro (in parte a debito, aggiungiamo noi).

Quanto ad Andrea Agnelli, noi ci auguriamo che col tempo possa tornare ad occuparsi, almeno lui, della Juve; per quanto riguarda l' immoralità nel calcio ricordiamo solo che la Juve di Antonio Giraudo (e di Moggi e Bettega; con l'avvocato Franzo Grande Stevens a fare da Presidente) fu una delle pochissime società a non far ricorso a quell'autentica porcata che è stata la legge spalma-perdite e che Michel Platini di fronte ai bilanci e ai debiti di alcune grandi società di petrolieri e finanzieri ha parlato di "vergogna".

Passeranno insomma i mesi, e forse gli anni, e noi ci terremo stretta la nostra convinzione: il dottor Antonio Giraudo è stato un grande dirigente della Juventus, non era un tifoso della Juve come lo erano Gianni e Umberto Agnelli e come lo sono oggi Andrea Agnelli e Lapo Elkann, non era uno ju29ro, sarà stato pure arrogante ma era un vero, grande dirigente.

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lunedì 27 aprile 2009

Parole e macigni

"Senza presunzione, sto sopra la tabella che la società ha fissato", ha detto così Claudio Ranieri dopo Reggina-Juventus aggiungendo "Quello che mi era stato detto è che la Juve doveva cercare di lottare per lo scudetto entro cinque anni".

Aspettando il 2011 per vedere un centrocampo un po' da cristiani, vorremmo invitarvi a riflettere sulla singolarità del messaggio che i dirigenti della Juve devono aver trasmesso al mister, sul perché e sul per come, a riflettere sulle parole di Ranieri perché le parole qualche volta, magari involontariamente, possono essere pesanti come macigni. Per quanto ci riguarda la riflessione porta all'estate 2006, alla farsa di Calciopoli, al comportamento di chi all'epoca reggeva le sorti del mondo Fiat e quindi anche della Juventus (Gabetti, Montezemolo, Grande Stevens).

Col nostro lavoro di ricerca e informazione abbiamo illustrato molti aspetti di quella farsa, oggi con le parole sfuggite a Ranieri ci viene da osservare che verosimilmente a Torino non c'è stata solo una compartecipazione per indirizzarne l'esito finale riferito a Giraudo (e Moggi), ma anche un possibile accordo tra salottisti buoni, un accordo come se ne fanno tanti in nome della convenienza, una specie di via libera da Torino a Milano per gli scudetti fino al 2010.

Guarda caso gli scudetti dal 2006 al 2010 sono quelli che si contano per assegnare il 15% dei ricavi dei diritti TV se scatterà la vendita collettiva, guarda caso per quegli anni la Gazzetta s'è comprata in anticipo dall'Inter, pagandoli profumatamente, i diritti per produrre materiale celebrativo dei futuri successi neroazzurri, guarda caso la situazione di bilancio dell'Inter nel 2006 era assai critica tanto da doversi inventare la farsa di Inter Capital. E guarda caso rispetto alla tabella fatta a Torino per quei cinque anni Ranieri dice di stare un po' avanti, come se il terzo posto davanti alla Fiorentina sia qualcosa che i salottisti non avevano concordato.

Provate, cari lettori, a pensarci e magari metteteci dentro anche i 10 milioni in più che la Juve non poteva (!?) spendere per comprare Xabi Alonso invece di Poulsen; per quanto ci riguarda, e rispetto al lavoro di ricerca e informazione che portiamo avanti, pensiamo che Ranieri abbia avuto un piccolo sfogo a ruota libera e che sulle parole non ci abbia riflettuto tanto; ma se ci pensiamo bene quelle parole possono diventare pesanti come macigni.

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venerdì 27 marzo 2009

Le bugie hanno le gambe corte

Gianluigi Gabetti, presidente d'onore di Exor, parlando ieri alle telecamere di "Annozero" in una pausa della prima udienza del processo Ifil-Exor sulla vicenda dell'equity swap ha rilasciato la seguente dichiarazione (Link).

Purtroppo per il presidente d'onore (alla larga da questa categoria, perché anche quello della Smileville FC è di un certo livello) nell'era di Internet le bugie hanno le gambe corte.

Non so se vi ricordate il giorno dell'udienza clou (per la Juve) di Farsopoli, quella in cui ha parlato Zaccone il 5 giugno 2006 (Link).
Io me lo ricordo benissimo.
Di prima mattina, dichiarazione bellicosa di Gabetti (proprio lui): la Juve non guarderà in faccia a nessuno.
In serata, la penna congrua di Zaccone.

Ore 12:16 - Gabetti: "La Juve non guarderà in faccia nessuno":
Parla Gianluigi Gabetti, presidente dell'Ifil, la finanziaria che controlla la Juventus: "Siamo sconcertati, ci tuteleremo senza guardare in faccia nessuno". Nel giorno in cui è atteso l' intervento del difensore della Juventus, Cesare Zaccone, al processo sportivo, il presidente dell'Ifil afferma che la società bianconera non resterà passiva. Alla domanda se il club bianconero ha intenzione di denunciare la Caf, ha risposto: "Tutte le opzioni sono aperte. Non ne trascureremo nessuna e agiremo con la massima determinazione senza guardare in faccia nessuno".

Ore 19:07 - Legale Juve: penalizzazione in B sarebbe pena congrua:
"La penalizzazione della Juve in serie B sarebbe una pena congrua".
Lo ha detto il legale della società bianconera, Cesare Zaccone, davanti alla Commissione d'appello federale. "Non si può parlare di responsabilità diretta della Juventus - ha aggiunto - ma eventualmente di responsabilità oggettiva, visto che Moggi non è mai stato legale rappresentante della società".

Quindi, almeno una volta nella sua vita Gabettinho nostro ha mentito.
A meno che non intendesse dire "la Juve non guarderà in faccia a nessuno dei propri tifosi".

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giovedì 26 marzo 2009

Silenzi, menzogne e mezze verità


Il dottor Gabetti, attualmente presidente onorario della Exor, oggi ha dichiarato di non aver mai mentito. Tale dichiarazione è stata fatta in relazione al processo inerente l'equity swap IFIL-FIAT.

Ma è veramente interessante tutta la sua accorata difesa: "Non si arriva alla mia età diventando un mentitore, ma questo è il paese di Macchiavelli, per cui si pensa che se tu raggiungi un fine buono con tutta probabilità hai adoperato i mezzi sbagliati. C'è gente che mi assolve pensando che se anche avessi mentito non importerebbe perché l'avrei fatto per il bene supremo, ma io per il bene supremo non mento perché allora non è più un bene supremo".
Sarete sicuramente d'accordo, lo diciamo senza nessuna ironia, che la filosofia di Gabetti sarebbe da insegnare ai bambini fin dai primi anni di scuola: non si mente neanche quando lo si fa per difendere un presunto "bene supremo", perché se un "bene" ha bisogno della menzogna per affermarsi evidentemente non può essere considerato tale.

Per fortuna Gabetti non ha mai spiegato il motivo per cui la Juventus (società partecipata dall'allora Ifil presieduta dalla stesso Gabetti) non ricorse al TAR contro le sentenze sportive che la videro scaraventata in B senza possibilità di difendersi e senza prove certe portate dall'accusa.
Infatti appare sempre più evidente, dopo l'ultimo provvedimento del Tribunale di Napoli che ha sancito l'estraneità ai fatti della Juve come società, che se si fosse ricorso al Tribunale Amministrativo la Juve mai sarebbe andata in B.

Chissà se Gabetti avrebbe potuto rilasciare (senza essere smentito) le dichiarazioni di oggi se avesse spiegato quel mancato ricorso al TAR!

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sabato 21 marzo 2009

Chi di voi?

Dopo l'esito del processo Gea, ma ancora più dopo la sua fase dibattimentale, in cui abbiamo scoperto i rapporti tra Franco Baldini e Auricchio, che ha coordinato le attività investigative sfociate nel CD da cui è nato lo scandalo Calciopoli, oggi otteniamo un'ennesima conferma da parte dell'interessato sulla trattativa imbastita dalla Nuova Juventus per portarlo a Torino, affidandogli il ruolo che fu del suo acerrimo nemico Moggi.
Intervistato dal Messaggero, Franco Baldini spiega: "Sinceramente non ero pronto. Era una Juventus molto diversa da quella di oggi. Questa l'avrei potuta prendere in considerazione, mi pare che anche per loro siano cambiati decisamente i tempi. Allora non ero in grado di prendere una decisione del genere".
Queste le premesse.
I tifosi juventini hanno pertanto il diritto di sapere chi abbia proposto il ruolo di direttore sportivo della Juventus a Franco Baldini. Una domanda da cui non si può scappare.
Chi di voi?
Sant'Albano? Gabetti? Più in alto ancora? Jaki Elkann? Montezemolo?
Chi? La domanda è imprescindibile. Tocca rispondere, cari miei.

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domenica 30 novembre 2008

Sono bravi ragazzi

In un'intervista al Sole 24 Ore John Elkann parla di alcuni personaggi molto amati dai tifosi juventini e del loro ruolo all'interno delle società del gruppo guidato dall'ingegnere gestionale più famoso d'Italia.

"Certo. Quando una squadra ha dato ottima prova di sè non vedo ragione di cambiarla". Così John Elkann risponde sulla conferma di Luca Cordero di Montezemolo alla presidenza della Fiat. L’erede della famiglia Agnelli sottolinea anche che Sergio Marchionne "rimarrà l’amministratore delegato del gruppo".
Sui rapporti con la madre Margherita Agnelli dopo il contenzioso sull’eredità dell’Avvocato, Elkann spiega che "c’è un grande malinteso: lei è convinta che delle persone molto vicine a noi, Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens, non si siano comportate correttamente nascondendole informazioni che invece sono state ampiamente fornite allora. Sulla correttezza e integrità di queste persone io personalmente e tutta la mia famiglia non abbiamo alcun dubbio".

Il Team: Montezemolo, Gabetti, Grande Stevens. Manca solo Luca De Meo ed il quadro dei nemici della Juventus sarebbe completo. Fa piacere vedere che l'ingegner Elkann ha pienamente fiducia nell'integrità di persone da poco rinviate a giudizio, si tratta di una grande prova di garantismo. Peccato che, come tutti gli juventini ben sanno, il garantismo dell'erede di casa Agnelli sia un po' a corrente alternata, e dipenda dalle convenienze del momento.

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sabato 8 novembre 2008

Gabetti, Farsopoli e l'equity swap

Ieri il dottor Gianluigi Gabetti (tra l'altro in compagnia dell'Avv. Grande Stevens, presidente onorario della Juventus) è stato rinviato a giudizio, con l'accusa di "aggiotaggio informativo", per la nota vicenda dell'equity swap Ifil-Exor che consentì alla Ifil di mantenere il controllo sulla Fiat nonostante l'esercizio del prestito "convertendo" da parte delle banche creditrici.
Immediatamente il dottor Gabetti ha rilasciato alla stampa la seguente dichiarazione:
"Sono certo di aver rigorosamente rispettato la legge nel tutelare gli interessi della Fiat in un momento drammatico e non dubito che ciò mi sarà riconosciuto nelle debite sedi, nella consapevolezza che esiste pur sempre una differenza tra accusa e condanna".

Eh già, siamo certi che il dottor Gabetti da sempre abbia la consapevolezza, che in uno Stato di Diritto, vi è una bella differenza tra accusa e condanna. Peccato non abbia trasmesso al suo pupillo, John Elkann, questo concetto. Lo avesse fatto non avremmo visto il nipote dell'Avvocato "scaricare" la vecchia dirigenza della Juventus. In quel caso Elkann non solo non aspettò le sentenze definitive, ma neanche la formulazione delle accuse, da parte delle autorità competenti.
Bastarono alcune indiscrezioni pubblicate sulla prestigiosa Gazzetta dello Sport.

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