giovedì 4 febbraio 2010

Buone notizie... ogni tanto

Difficile in questo periodo trovare notizie anche solo parzialmente positive sulla Juventus. Facciamo dunque un regalo al depresso tifoso bianconero: pare che qualcosa di buono ci sia.
Roberto Bettega sembra aver dato un impulso positivo e di prospettiva al mercato bianconero.
Non è poco, dopo anni di bidoni acquistati a peso d'oro.
Pare che Bobby sia in partenza per Barcellona, con l'obiettivo di intavolare una trattativa per l'acquisto a titolo definitivo di Martin Caceres. Una delle poche note liete della stagione.

Il fatto curioso è che Bettega ha intenzione di limare la cifra di dodici milioni già pattuita quest'estate per il riscatto.
Secondo fonti giornalistiche, addirittura Bettega sarebbe intenzionato a riscattare il gagliardissimo Martin per otto milioni di euro.
Sembra passato un secolo da quando qualcuno sborsò la cifra pretesa da Corvino per Melo senza battere ciglio. Sembra che qualcosa stia cambiando in meglio.

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lunedì 28 dicembre 2009

Il compito di Bettega

Sono ripresi oggi gli allenamenti della Juventus. A leggere i giornali l'aria dovrebbe essere, come si suol dire, pesante. Prima il Presidente Blanc rilascia dichiarazioni discutibili (siamo buoni, è Natale) al quotidiano Le Monde, poi Melo ringrazia Dunga e Prandelli per il fantastico 2008 dimenticando, presumiamo non casualmente, di includere Ferrara tra i ringraziati.
Infine arriva Maddaloni che, al Tirreno, dichiara: "Vorrei far notare che siamo a un solo punto dal Milan e Leonardo non viene criticato come succede a noi. L’Inter è senza dubbio più forte, però noi siamo in grado di dire la nostra. Sfido qualunque squadra a dover rinunciare a tanti elementi, inoltre Diego e Melo si devono ambientare".
Innanzitutto qualcuno dovrebbe spiegare a Maddaloni che il Milan è sì avanti di un solo punto, ma ha anche disputato una partita in meno, quindi il gap potrebbe aumentare.

La sostanza, comunque, non è questa, almeno a nostro avviso. Maddaloni infatti sembra non capire che la differenza tra Juventus e Milan la fanno le aspettative: la Juve è partita con squilli di tromba e con proclami di vittoria sia in Italia che in Europa mentre il Milan, vista la campagna acquisti low profile, è partito con minori ambizioni.
Ovvio e scontato, viste queste premesse, che ci sia una maggiore severità nel giudizio per Ferrara e la Juventus.
Sembra un discorso da nulla quello che abbiamo fatto. Invece è importante, perché pone il dubbio che coloro che hanno la guida tecnica non conoscano le regole del gioco, in particolare per quanto riguarda il rapporto con la stampa e i tifosi.
Ad essere sinceri, viene il dubbio che il duo Ferrara-Maddaloni non conosca neanche le regole dello spogliatoio. Infatti, accampare scuse basate sulla scarsa integrazione di Felipe Melo nel gruppo dopo la tragicomica sostituzione con il Catania appare ridicolo.

Abbiamo evitato di commentare le dichiarazioni di Blanc a Le Monde (con relativa grottesca smentita odierna), perché riteniamo ormai il Presidente irrecuperabile, come il predecessore. Meglio dunque concentrarsi su certe dichiarazioni di personaggi minori. Forse certi errori possono essere corretti.
Un grande in bocca al lupo a Roberto Bettega, che ha di fronte a sé un compito così difficile.

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giovedì 24 dicembre 2009

E' Natale anche per noi

E' festa quasi in tutto il mondo e dalle parti di Barcellona, dopo i 6 trofei, si festeggia il Natale con il cordero, dalle parti di Torino, invece, si passa un bianco Natale in bianco. Forse attratto dalle luminarie, un timido agnello ha finalmente deciso di far capolino a Vinovo, ma anche da noi continua ad imperversare il Cordero, quello senza trofei, almeno per ora.

Gli argentini hanno messo una pulce nell'orecchio di Maradona, offesi dalla "pettata" (Bergomi docet) di Messi che festeggia contro i suoi compaesani dell'Estudiantes la ciliegina sulla torta blaugrana. Profeta all'estero e desaparecido in patria, sarà colpa della "mano de Dios" che non riesce a plasmarlo in Nazionale? Mah, noi sappiamo solo che in Piemonte "a man 'e budin" plasma eccome Felipe Melo, stella cometa che illumina il presepe di Dunga e Orso Maggiore sotto la Mole, uno Yogi senza Bubu ma più pasticcione! Quando avremo finito di rovinare lui, saremo pronti per Diego; secondo Carlos li stiamo rovinando entrambi, senza contare che, per comprarli, prima ci siamo già rovinati noi.

Il problema sta allora negli allenatori?? Ma no, è colpa della crisi, e quest'anno il Natale sarà più povero: "Un capitone, c'è solo un capitone", questa è la verita, ma uno solo non basta, e allora quest'anno si cucinerà la renna, e l'ultimo bambino che vedrà arrivare uno stanco ed appiedato Babbo Natale rimarrà deluso dal numero di pettorale dell'anziano podista. Un 27 asteriscato non giustifica di certo il ritardo, son tre anni che aspettiamo, e nonostante i numerosi pacchi, nemmeno un regalino.

Anzi sì, sotto l'albero di Natale, colorato solo dalle palle della Juventus che fu, ci ritroviamo un goal, un Bobby Goal che inizierà il nuovo anno con noi, ma purtroppo anche con loro. Un Natale incompleto, come può essere incompleto un presepe con un solo Re Magio, senza oro e senza mirra, e speriamo anche senza incenso, c'è veramente poco da incensare. Perciò auguri Roberto, e ricordati che, se anche stai iniziando il nuovo anno, le vecchie abitudini non sono da buttare dalla finestra, c'è tanta altra roba da gettare, basta entrare in campo, sentire il profumo dell'erba bagnata ed alzare gli occhi e, se senti qualcuno che usa la parola compro...messi, tu rispondi di sì e poi ci mettiamo a guardare se Secco ce la fa a comprarne finalmente uno buono!

Tanti auguri Roberto, ne hai davvero bisogno!

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mercoledì 23 dicembre 2009

Ridete, ridentini!

Bisognava tagliare con il proprio passato. Bisognava aprirsi ed essere simpatici. Dunque bisognava avere una società nuova da ottenere cacciando tutti gli juventini dalla Juventus.
Anzi, si è fatto di più e di meglio: si sono cacciati dalla società tutti coloro che capivano di calcio. Meglio avere pallavolisti, tennisti, esperti in fotocopie e presunti esperti di finanza, marketing, pubbliche relazioni, psicologia dello spogliatoio e psicologia dei tifosi avversari. Ecco a voi, è nata la Rinascentus.

Per quanto riguarda il reticolo di osservatori sparsi per i cinque continenti, si è deciso di abbandonare la vecchia strada tracciata da Giampiero Boniperti: affidarsi ai vecchi giocatori della Juventus, e che alla Juventus sono rimasti legati.
La Rinascentus ha preferito affidarsi ad un Carneade, tal Castagnini, oltre che alle pagelle della Gazzetta rosa di Milano. Risultato? La Rinascentus appare all'esterno come la Ridentus. Una sorta di scemo del villaggio che tutti si sentono in diritto di spennare e successivamente di dileggiare.
Ultimo esempio quello di Pantaleo Corvino, che prima dichiara seraficamente di non essere matto e per tanto non interessato al portoghese Tiago, e dopo inzuppa il pane nell'equivoco Melo.
Infatti, Corvino ha dichiarato che Melo a Firenze giocava nella stessa posizione che occupa a Torino.
Il massaggio è semplice e chiaro: alla Ridentus sono tutti incompetenti.
Sicuramente è giusto ciò che dice. Ma dichiarare una cosa del genere pubblicamente attesta che all'avversario non basta più rifilare il "bidone" (che poi bidone non è), bisogna anche infierire pubblicamente.
Una vera manna per chi, fino a pochi anni fa, poteva solo infamare a mezza bocca e invidiare la società bianconera nei sottoscala del mondo del calcio.

La soluzione è semplice: deridentinizzare questa Juventus totalmente allapata, elkanizzata e montezemolata. Tutti a casa, e immediato ritorno della Juve sotto la protezione del ramo Umbertiano della famiglia Agnelli.
I corvi, i petrolieri verdi e i giornalai rosa smetterebbero presto di ridere.

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sabato 19 dicembre 2009

Tutti pazzi per Tiago?

Tiago alla Fiorentina? "Non sono mica pazzo", è la risposta istintiva sibilata dal direttore generale della squadra viola, Pantaleo Corvino, durante la conferenza stampa del prepartita contro il Milan.
Infatti i pazzi sono altri, lui è un drittone che da qualche estate fa i colpi grazie alle pazzie altrui. Nell'estate di Calciopoli acquistò Mutu al prezzo di saldo di 7,5 milioni di euro, sbolognando in prestito alla Juventus Bojinov (!) con diritto di riscatto per la metà (!). Un affare da grande squadra per la Fiorentina, che riuscì a trattare la Juventus come una qualsiasi società satellite.
La scorsa estate Corvino si è ritrovato sull'uscio di casa Felipe Melo, scovato solo un anno prima e pagato circa 8 milioni di euro agli spagnoli dell'Almeria. Corvino, che non è un pazzo, né un incapace, per farlo andare via gli ha fatto firmare un nuovo contratto con clausola rescissoria fissata a 25 milioni di euro. "Se lo vuole qualcuno deve pagare l'intera clausola" tuonò ipnotico il dirigente viola, quasi come fosse una concessione. Sappiamo tutti com'è andata. La concessione, quella vera, la fecero gli altri cedendogli a prezzi da outlet sia Marchionni che Zanetti.
E adesso radio calciomercato vorrebbe far passare da pazzo Corvino, rifilandogli Tiago seppur a prezzo di saldo? Suvvia, casomai fosse pazzia, quella alberga altrove.

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mercoledì 14 ottobre 2009

Donna, è arrivato l'arrotino!

E' recente la notizia, riportata anche su News Week, che la Juventus stia cercando un terzino destro abile nell'inserimento e nella spinta laterale. Gli attuali titolari del ruolo non sembrano garantire adattabilità a nuovi schemi, quindi i nomi ventilati dagli addetti ai lavori sono Rafinha, Sagna, Beck fino ad arrivare a Mesto, forse il preferito. Ancora una volta la convergenza economica legata alle comproprietà sembra prevalere rispetto alle reali esigenze tecnico/tattiche della squadra, così Criscito e Palladino rientrerebbero nel mesto affare.

Il buco lasciato da Blanc tra le cariche societarie (non ci risulta faccia anche mercato) induce altri DS ad elargire consigli gratuiti per gli acquisti. Corvino ha recentemente dichiarato: "Melo? Nel ruolo ha pochi eguali al mondo Ora è stanco, ma può decidere la corsa al titolo. Secco cerca un terzino? Con Boateng va sul sicuro. Consiglio pure Parshivlyuk". Fa praticamente follow up alla vendita, oltre a consigliare i rinforzi per una rivale. Epperò, che competenza!

Quando la matassa verrà sbrogliata capiremo chi fa davvero il mercato della Juventus; Lippi è chiacchierato sin dai tempi di Iaquinta, si mormora di Marotta come possibile nuovo arrivo, mentre il Direttore Sportivo della Fiorentina dà indicazioni. E Secco? Sarà andato a controllare perché si è spento il fax?

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lunedì 5 ottobre 2009

Il tifoso è mobile!

Il tifoso, si sa, "è mobile qual piuma al vento. Muta d'accento e di pensiero". Senza dubbio, però, i giornalisti sportivi sono ancora più volubili dei tifosi che dovrebbero informare.
Avete presente i titoloni e gli articoli ossequiosi sulla Juventus di Ferrara pubblicati da Tuttosport? Contrordine Signori!
Ecco cosa scrive il suo Direttore, Paolo De Paola: "Melo è un genio del male (perché Ferrara non lo ha so­stituito?). Idem Camoranesi. Diego è un'ombra rispetto al campione che dovrebbe illuminare la squadra. E stendiamo un velo pietoso sulla difesa. Grosso capofila di un altro settore di­sastroso."

A noi pare un'esagerazione. Proviamo infatti a mettere dei paletti:

- La Juventus ha cinque punti in più rispetto all'anno scorso.
- La Juventus ha cambiato modulo tattico, con tutte le controindicazioni del caso.
- La Juventus ha un allenatore al primo anno di attività, e l'inesperienza bisognava metterla in conto.
- La Juventus aveva Sissoko, Cannavaro, Del Piero e Marchisio fuori, e scusate se è poco.
- La Juventus ha giocato tre giorni fa una partita molto impegnativa a Monaco di Baviera.

Detto tutto questo, secondo noi la squadra ha bisogno di un riassetto a livello tattico: il rombo di centrocampo lascia scoperte e vulnerabili le fasce laterali, e noi come esterni bassi non abbiamo Maicon e Maldini. Un ritorno al 4-4-2, o il passaggio al 4-2-3-1, potrebbero essere le soluzioni più appropriate per garantire copertura ai due terzini.
Naturalmente, come i nostri affezionati lettori sanno, queste cose le abbiamo scritte prima della batosta palermitana.
Ora, però, parlare di Felipe Melo come di un "genio del male" ci pare quantomeno azzardato. Stesso discorso per Diego, passato da erede di Pelè dopo il "sacco di Roma" a ombra di giocatore.
Va bene criticare (anche per pungolare), ma evitiamo di buttar via il bambino con l'acqua sporca!

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sabato 26 settembre 2009

Tutti pazzi anche Materazzi

La decenza va ben oltre il gioco del pallone: se la decenza fosse qualcosa di tangibile, da pesare, quasi qualcosa di acquistabile, Materazzi potrebbe recarsi in una "decenzeria" e farne buona scorta.
I panchinari dell'Inter, visto che non riescono a giocare, parlano e straparlano, a cominciare dall'allenatore, passando per le riserve, senza contare i patteggiatori che, nonostante le parole, sono stati giudicati colpevoli. Mourinho oramai lo hanno capito tutti; parla del nero per distogliere l'attenzione dal neroazzurro, così come fa Moratti, che ha una poltrona in pelle, non una panchina, ma sempre seduto è. Parlano di sospensioni delle gare per razzismo, parlano di vivacità e personalità dei giocatori, da non scambiare per aggressività ed arroganza, parlano tutti i giorni e sempre più spesso. Ora parla anche Materazzi, e ne ha tutto il diritto, vista la latitanza dal calcio giocato, reclamando lo stesso metro per tutti! Boh, sarà entrato al Brico invece che entrare in "decenzeria", o forse ha solo dei vuoti di memoria; succede quando si dorme poco la notte, o anche quando si perde il contatto con la realtà, succede quando si pensa ad altro, succede quando si rosica.

Scoccia un po' doversi sentire memoria storica, oltre che della Juventus, anche dell'Inter, scoccia un po' dover ricordare a Materazzi gli ultimi 3 anni ed il metro di giudizio applicato. Non ho ben capito cosa ci sia andato a fare Materazzi al Brico allora, se il metro lo aveva in mano già dal 2006. Sarà forse andato a comprare gli scatoloni per impacchettare i precedenti scudetti e metterli in soffitta insieme agli almanacchi? Ma poi, gli scatoloni, Materazzi non se li faceva portare da qualcun altro? Un modo un po' rudimentale per archiviare gli scudetti: il cartone nel cartone, un papiro di matrioske, come quelle bamboline russe. Verrebbe quasi da dire; "Hai vinto una bambolina", anzi 3. Non farebbe prima a tatuarsele sul corpo quelle tre regalie? Così nessuno potrebbe più reclamarle indietro.

E' arrivato Ferrara però, a cui non si può riconoscere esperienza da urlante condottiero di giocatori, ma senz'altro non difetta di esperienza da condottiero di uomini e di orgoglio, non tira indietro né la gamba, né tantomeno la lingua. E' finito il tempo delle tre scimmiette, non vedo, non sento e non parlo, non si limitano più solo a scrivere lettere, o ad ascoltare consigli da direttori di rotocalchi, ora devono tenere a bada anche Mister No. Eh sì, la nostra speranza è quella di aver rimosso completamente, con l'arrivo del nuovo tecnico, almeno uno yesman, cosicché qualcuno, davanti alle telecamere, e non solo, finalmente parli, e parli come si deve.

Felipe Melo dicevi? Alla Juventus non abbiamo bisogno di coprirci la bocca con la mano, lo ha capito anche il brasiliano, si gioca puliti e, se scappa un "hijo de puta", va bene così. Devono vederlo tutti, non deve rimanere nella vigliacca intimità di un gesto adolescenziale, quando si faceva la conchetta prima di baciare la ragazza. La Juventus è una Signora, una Vecchia Signora, e riconosce subito a chi puzza il fiato se ne ha ancora, che siano seduti in panchina o che entrino in campo frignando "Ma vi ho fatto vincere uno scudetto, vi ho fatto vincere uno scudetto".

Sì, caro Materazzi, il labiale lo sappiamo leggere tutti, purtroppo per te e per la tua dignità.
Se dovessi averne bisogno, non farti scrupoli e rivolgiti senza indugi alla Juventus; la decenza che abbiamo, sappiamo quella che abbiamo, è quella la cosa importante. Se non la trovi al Brico vieni pure a Vinovo con un paio di scatoloni, ci pensiamo noi a riempirli, se c'è ancora posto.

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lunedì 3 agosto 2009

Inversione di rotta

Non è tempo di fare bilanci, naturalmente. Però si possono fare alcune considerazioni sulle tendenze in atto nel calcio italiano, e sulla Juve in particolare.
Ci sembra che il calcio italiano si sia impoverito, soprattutto di piedi buoni (la scoperta dell'acqua calda, lo sappiamo); via Ibra e Kakà, e si parla insistentemente di un addio di Pirlo e di Aquilani. Ciò che colpisce non è solo che esportiamo stelle all'estero, ma soprattutto che perdiamo giocatori di personalità e dai piedi buoni. Il lato forse peggiore è che il campionato italiano è ingolfato di 30/35enni che non hanno alcuna intenzione di farsi da parte, e che per questioni di ingaggio e di gerarchie tarperanno le ali a possibili nuovi talenti. Pertanto, ahinoi, il gap con le inglesi e le spagnole rischia di allargarsi.
Questo è il fenomeno che rischia di essere più drammatico, ancora peggiore dell'asfissia finanziaria che attanaglia i club.

In questo clima di decadenza da basso impero, si segnalano un paio di eccezioni. Da un lato la Juventus di Ferrara, non solo per gli innesti di Diego e Melo, ma anche per il tentativo di invertire la rotta che sta seguendo il calcio italiano, valorizzando i giocatori dai piedi buoni (vedi Tiago e Camoranesi).
L'altra eccezione ci sembra il Genoa di Gasperini, che continua a puntare su giocatori stranieri da valorizzare e su giovani italiani da coltivare.

Non ci resta che sperare in un calcio italiano che prenda esempio da questi due tecnici e da queste due società. Se non si hanno soldi, la fantasia (non quella contabile) al potere è l'unica arma contro la decadenza.

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martedì 28 luglio 2009

Mela, melinda, melo

E' ora di dire basta.
Basta con la disinformazione sulla Ridentus FC.
Basta con le prese in giro dei cirigenti.
Basta con quelli che il tennista non capisce nulla di calcio.
Basta con quelli che i gemelli un giorno dicono una cosa ed il giorno dopo esattamente l'opposto.
Basta con quelli che Secco è meglio che vada a fare il motociclista.
Basta con quelli che Castagnini fa vendere i Fiorini.
La Ridentus FC è strutturata come una società di calcio organizzata bene (cit).
La Ridentus FC è organizzata come una società seria, fatta di professionisti a tutti i livelli (ri-cit).
La Ridentus FC sta portando avanti un Progetto.
Ed il Progetto c'è proprio, poche balle.
Non si fanno le cose ad minchiam in Fermo Ferraris.
C'è un filo logico che collega le singole decisioni prese dai dirigenti ridentini.
Prendete ad esempio l'ultimo acquisto, Felipe Melo.
Non è un'operazione nata per caso.
I dirigenti hanno infatti tessuto la trama dell'operazione Melo fin dallo scorso ottobre. E hanno poi raccolto il frutto (anzi, tutta la pianta) della loro lungimiranza.
Ad ottobre dell'anno scorso, Monsieur Blòn con l'accento sulla B ha stipulato un nuovo contratto di partnership con la Regione Trentino, volto tra le altre cose a valorizzare e promuovere i prodotti tipici del territorio attraverso i campioni ridentini (gli Andrade, i Tiago, gli Almiron, i Poulsen, i Knezevic, etc etc).
I più tipici dei prodotti tipici del Trentino sono le mele Melinda della Val di Non.
Pochi giorni dopo la firma dell'accordo, Buffon, Zebina e Pessotto hanno partecipato al Salone del Gusto di Torino ad una specie di prova del cuoco, preparando piatti a base di mele, con l'aiuto di uno chef.
Con questi due colpi da maestro (la stipula del contratto per la valorizzazione delle mele Melinda ed l'invio al Salone del Gusto di professionisti specializzati nella sbucciatura delle mele) Monsieur Blòn ha accumulato un patrimonio di conoscenze nel settore delle mele, che ha rappresentato un indubbio vantaggio competitivo sulla concorrenza.
Vantaggio competitivo che si è poi concretizzato pochi mesi dopo nell'acquisto di MELO, a condizioni decisamente vantaggiose.

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venerdì 17 luglio 2009

Voglia di Juve


Se n'è accorta anche la Gazzetta, che apre la prima pagina titolando "Voglia di Juve".
Prima Diego, poi a sorpresa Felipe Melo, poi i tanti tifosi a Pinzolo, mettiamoci Ferrara che fa discorsi molto diversi rispetto a Ranieri ed ecco la voglia di Juve, ecco i tifosi juventini (in Italia siamo circa un terzo di tutti quelli che seguono il calcio) che fanno sentire la loro voce e la loro voglia arriva anche nelle redazioni più vicine agli uffici stampa milanesi che alle valli del Trentino.

Questa voglia di Juve coinvolge anche la redazione di ju29ro.com?

Certo che ci coinvolge. Abbiamo sempre pensato e scritto che non c'è contraddizione tra essere vicini alla squadra e prendere le distanze da chi nell'estate 2006 non l'ha difesa; siamo sempre più convinti che un vero juventino possa (e debba!) battersi per difendere la storia della Juve (tutta la sua storia) da ladri e sciacalli e, contemporaneamente, urlare allo stadio il suo "Forza Juve" rivolto a Del Piero e Molinaro, Marchisio e Iaquinta.

Il fatto che adesso arrivi il giornaletto rosa a cercare di fare il solletico ci insospettisce e ci fa stare in guardia. Diciamo allora ai nostri lettori: teniamoci stretta la nostra voglia di Juve, anzi di vera Juve, e condividiamola insieme sul nostro sito senza farci ingannare dai "Greci che portano doni". Uno dei nostri redattori è stato accreditato come inviato a Pinzolo, e ci sta raccontando i momenti importanti del ritiro; abbiamo anche noi un bell'archivio e redattori svegli per scrivere di calcio internazionale; giornali importanti ci leggono e tengono conto di quello che scriviamo; vi racconteremo le partite della Juve con la stessa passione e competenza che ci avete riconosciuto durante lo scorso campionato; continueremo a rompere le palle a chi pretenderebbe di fare opinione, senza che nessuno lo abbia delegato, seguendo i processi, parlando delle magagne dei bilanci e della giustizia sportiva; troveremo anche momenti per gli articoli "leggeri" e per l'ironia.

Sì, la sentiamo anche noi la voglia di Juve, la voglia di Juve vera; è molto diversa da quella delle gazzette grandi e piccole e la porteremo non solo allo stadio e al bar sport, ma anche sul nostro sito e sul blog.

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martedì 14 luglio 2009

Cogli la prima Mela

Ecco le prime dichiarazioni della signora Melo: "... E' contentissimo della Juve. Era il suo sogno? Credo proprio di sì...". Parole di circostanza, si dirà.
Però, secondo noi bisogna abituarsi al fatto che le parole delle consorti dei calciatori sono importantissime. Soprattutto quello che non dicono in pubblico può influenzare pesantemente il destino delle società.
Pertanto, se come tutti noi ci auguriamo, Felipe farà una grandissima stagione, non è da escludere che la signora si stufi di vivere a Torino, e pretenda che il marito vada a giocare a Madrid, così lei potrà ammirarne lo splendido mare. La signora Zidane, ricorderete, lo trovava splendido.
Se invece le cose andranno male (facciamo i debiti scongiuri), sarà sempre lei a sconsigliare al marito di andare a giocare da qualche altra parte. Così come ha fatto quest'anno la signora Poulsen.
Questo è il calcio (ed anche il mondo!) moderno. Facciamocene una ragione.

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giovedì 9 luglio 2009

Melo al G8


Divertente siparietto al G8 dell'Aquila; il presidente brasiliano, Luiz Ignacio Lula, regala al presidente americano, Barack Obama, una maglia del Brasile neo vincitore della Confederations Cup. Il fatto straordinario è che la maglia prescelta è la numero cinque, quella del... quasi neo juventino Felipe Melo. Ecco, appunto, "quasi" neo juventino.

A Torino sono mementi di ansia, lo scoop pubblicitario potrebbe rivelarsi un boomerang. Si ha, infatti, paura di una controfferta faraonica del più grande rivenditore di magliette spagnolo, ingolosito dallo spot pubblicitario dell'Aquila; pare ci sia, infatti, il rischio che il Real offra alla Fiorentina 50 milioni di euro più "Las Meninas" di Velasquez, per ottenere il calciatore e sopratutto, il diritto di vendere le sue magliette.

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mercoledì 8 luglio 2009

MELO sentivo che li avrebbero spennati

MELO sentivo che anche quest'anno si sarebbero fatti spennare.
Due anni fa, si sono fatti spennare dal Presidente del Lione, quando hanno comprato quel pippone di Tiago.
Due anni fa, si sono fatti spennare dal Presidente del Deportivo, quando hanno comprato quel marcione di Andrade.
Due anni fa, si sono fatti spennare dal Presidente dell'Empoli, quando hanno comprato quel pippone di Almiron.
L'anno scorso, si sono fatti spennare dal Presidente del Siviglia, quando hanno comprato quel pippone di Poulsen.
Ma MELO sentivo che gli spennamenti sarebbero continuati.
Ed infatti sembra che si siano fatti spennare anche da Pantaleo Corvino, direttore sportivo della Fiorentina.
Sembra che abbiano comprato Felipe Melo per 25 milioni di euro (per un importo cioè pari all'intera clausola rescissoria prevista da Corvino, senza un centesimo di sconto).
Sembra che abbiano venduto alla Fiorentina metà Marchionni per 2,3 milioni di euro o, forse, tutto Marchionni per 5 milioni.
Sembra quindi che Felipe Melo sia stato valutato cinque volte Marchionni (e che Marchionni sia stato valutato un quinto di Felipe Melo).
Sembra quindi che si siano fatti spennare sia sulla vendita di Marchionni sia sull'acquisto di Felipe Melo.
Complimenti vivissimi.
E a proposito di Felipe Melo, ecco quel che dichiarava il brasiliano sei mesi fa alla vigilia della partita con la Ridentus: "Se l'arbitro farà bene il suo lavoro, possiamo vincere. Al mio arrivo mi hanno detto che ci sono due campionati. Quello con la Juve e uno a parte, e lo so io come lo sanno i miei compagni".
Uno Stankovic, in pratica, solo un po' più "abbronzato" (cit).

Il Mago di Ios

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