
La decenza va ben oltre il gioco del pallone: se la decenza fosse qualcosa di tangibile, da pesare, quasi qualcosa di acquistabile, Materazzi potrebbe recarsi in una "decenzeria" e farne buona scorta.
I panchinari dell'Inter, visto che non riescono a giocare, parlano e straparlano, a cominciare dall'allenatore, passando per le riserve, senza contare i patteggiatori che, nonostante le parole, sono stati giudicati colpevoli. Mourinho oramai lo hanno capito tutti; parla del nero per distogliere l'attenzione dal neroazzurro, così come fa Moratti, che ha una poltrona in pelle, non una panchina, ma sempre seduto è. Parlano di sospensioni delle gare per razzismo, parlano di vivacità e personalità dei giocatori, da non scambiare per aggressività ed arroganza, parlano tutti i giorni e sempre più spesso. Ora parla anche Materazzi, e ne ha tutto il diritto, vista la latitanza dal calcio giocato, reclamando lo stesso metro per tutti! Boh, sarà entrato al Brico invece che entrare in "decenzeria", o forse ha solo dei vuoti di memoria; succede quando si dorme poco la notte, o anche quando si perde il contatto con la realtà, succede quando si pensa ad altro, succede quando si rosica.
Scoccia un po' doversi sentire memoria storica, oltre che della Juventus, anche dell'Inter, scoccia un po' dover ricordare a Materazzi gli ultimi 3 anni ed il metro di giudizio applicato. Non ho ben capito cosa ci sia andato a fare Materazzi al Brico allora, se il metro lo aveva in mano già dal 2006. Sarà forse andato a comprare gli scatoloni per impacchettare i precedenti scudetti e metterli in soffitta insieme agli almanacchi? Ma poi, gli scatoloni, Materazzi non se li faceva portare da qualcun altro? Un modo un po' rudimentale per archiviare gli scudetti: il cartone nel cartone, un papiro di matrioske, come quelle bamboline russe. Verrebbe quasi da dire; "Hai vinto una bambolina", anzi 3. Non farebbe prima a tatuarsele sul corpo quelle tre regalie? Così nessuno potrebbe più reclamarle indietro.
E' arrivato Ferrara però, a cui non si può riconoscere esperienza da urlante condottiero di giocatori, ma senz'altro non difetta di esperienza da condottiero di uomini e di orgoglio, non tira indietro né la gamba, né tantomeno la lingua. E' finito il tempo delle tre scimmiette, non vedo, non sento e non parlo, non si limitano più solo a scrivere lettere, o ad ascoltare consigli da direttori di rotocalchi, ora devono tenere a bada anche Mister No. Eh sì, la nostra speranza è quella di aver rimosso completamente, con l'arrivo del nuovo tecnico, almeno uno yesman, cosicché qualcuno, davanti alle telecamere, e non solo, finalmente parli, e parli come si deve.
Felipe Melo dicevi? Alla Juventus non abbiamo bisogno di coprirci la bocca con la mano, lo ha capito anche il brasiliano, si gioca puliti e, se scappa un "hijo de puta", va bene così. Devono vederlo tutti, non deve rimanere nella vigliacca intimità di un gesto adolescenziale, quando si faceva la conchetta prima di baciare la ragazza. La Juventus è una Signora, una Vecchia Signora, e riconosce subito a chi puzza il fiato se ne ha ancora, che siano seduti in panchina o che entrino in campo frignando "Ma vi ho fatto vincere uno scudetto, vi ho fatto vincere uno scudetto".
Sì, caro Materazzi, il labiale lo sappiamo leggere tutti, purtroppo per te e per la tua dignità.
Se dovessi averne bisogno, non farti scrupoli e rivolgiti senza indugi alla Juventus; la decenza che abbiamo, sappiamo quella che abbiamo, è quella la cosa importante. Se non la trovi al Brico vieni pure a Vinovo con un paio di scatoloni, ci pensiamo noi a riempirli, se c'è ancora posto.
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