venerdì 12 marzo 2010

Il lavoro di Diego

Diego dopo Juve-Fulham

Cari lettori, vi consigliamo di leggere l'articolo su ju29ro.com che raccoglie due commenti, uno innocentista e l'altro colpevolista, sul rendimento del fantasista brasiliano.
Ricordatevi inoltre di votare il relativo sondaggio in home page!

Etichette: , ,

domenica 3 gennaio 2010

Ferrara, nuova catastrofe in vista?

Nuova rivoluzione tattica in vista in casa Juve e, temiamo, nuova catastrofe in arrivo.
Pare che Ferrara sia in procinto di varare la sua versione del 4-4-2. Secondo noi, questa mossa è la dimostrazione dello stato di confusione tattica e mentale in cui versano la squadra e la sua direzione tecnica.
Innanzitutto va ricordato che la campagna acquisti è stata totalmente impostata sul superamento del collaudato 4-4-2, e sulla base di questo intendimento si decise di non rinnovare il contratto a Pavel Nedved.
Ora, senza voler sottolineare troppo la statura morale del ceko, è facile ipotizzare che rimpiangeremo la sua mancata riconferma non solo per le note doti di trascinatore, ma anche per le sue caratteristiche peculiari che diventano preziosissime se si vuole implementare il vecchio schema di gioco. Chi, nell'attuale organico, prenderà il suo posto se si opta per il 4-4-2? Si vuole forse impostare la fascia sinistra sull'intesa tra Grosso e De Ceglie? Peggio che andar di notte.
Altro problema: con questo schema, presumiamo, Diego verrà spostato in avanti e giocherà come seconda punta. Forse è una buona idea, nessuno discute i piedi sopraffini del brasiliano ma, se le cose dovessero andare male, è possibile che il giocatore si perda in una depressione di tipo zavaroviano. Il rischio è altissimo, secondo noi.
Da non sottovalutare un altro aspetto: se Diego viene spostato in avanti, in attacco rimarrà un solo posto per cinque attaccanti (Del Piero, Iaquinta, Amauri, Trezeguet e Giovinco). Paradossalmente, se Ferrara vorrà evitare l'esplosione dello spogliatoio dovrà sperare in una serie di infortuni a catena. Roba da matti.
Insomma, se fosse vera l'indiscrezione, l'inadeguatezza della direzione tecnica sarebbe ancora più evidente anche se, per la verità, non c'è davvero bisogno di ulteriori conferme.

La cosa più triste è che una vittoria ottenuta con questo modulo raffazzonato sarebbe quasi un danno, perché porterebbe avanti l'equivoco fino alla prossima catena di sconfitte e pareggi. Secondo noi la soluzione non è dunque il cambio di modulo, ma un nuovo allenatore, con un forte carisma e capace di ridare il coraggio e la fiducia che oggi manca alla truppa.
Qualunque altra soluzione è solo un'inutile scorciatoia che potrebbe portare in fondo ad un burrone.

Etichette: , , , , , , , , ,

lunedì 28 dicembre 2009

Il compito di Bettega

Sono ripresi oggi gli allenamenti della Juventus. A leggere i giornali l'aria dovrebbe essere, come si suol dire, pesante. Prima il Presidente Blanc rilascia dichiarazioni discutibili (siamo buoni, è Natale) al quotidiano Le Monde, poi Melo ringrazia Dunga e Prandelli per il fantastico 2008 dimenticando, presumiamo non casualmente, di includere Ferrara tra i ringraziati.
Infine arriva Maddaloni che, al Tirreno, dichiara: "Vorrei far notare che siamo a un solo punto dal Milan e Leonardo non viene criticato come succede a noi. L’Inter è senza dubbio più forte, però noi siamo in grado di dire la nostra. Sfido qualunque squadra a dover rinunciare a tanti elementi, inoltre Diego e Melo si devono ambientare".
Innanzitutto qualcuno dovrebbe spiegare a Maddaloni che il Milan è sì avanti di un solo punto, ma ha anche disputato una partita in meno, quindi il gap potrebbe aumentare.

La sostanza, comunque, non è questa, almeno a nostro avviso. Maddaloni infatti sembra non capire che la differenza tra Juventus e Milan la fanno le aspettative: la Juve è partita con squilli di tromba e con proclami di vittoria sia in Italia che in Europa mentre il Milan, vista la campagna acquisti low profile, è partito con minori ambizioni.
Ovvio e scontato, viste queste premesse, che ci sia una maggiore severità nel giudizio per Ferrara e la Juventus.
Sembra un discorso da nulla quello che abbiamo fatto. Invece è importante, perché pone il dubbio che coloro che hanno la guida tecnica non conoscano le regole del gioco, in particolare per quanto riguarda il rapporto con la stampa e i tifosi.
Ad essere sinceri, viene il dubbio che il duo Ferrara-Maddaloni non conosca neanche le regole dello spogliatoio. Infatti, accampare scuse basate sulla scarsa integrazione di Felipe Melo nel gruppo dopo la tragicomica sostituzione con il Catania appare ridicolo.

Abbiamo evitato di commentare le dichiarazioni di Blanc a Le Monde (con relativa grottesca smentita odierna), perché riteniamo ormai il Presidente irrecuperabile, come il predecessore. Meglio dunque concentrarsi su certe dichiarazioni di personaggi minori. Forse certi errori possono essere corretti.
Un grande in bocca al lupo a Roberto Bettega, che ha di fronte a sé un compito così difficile.

Etichette: , , , , , , ,

giovedì 24 dicembre 2009

E' Natale anche per noi

E' festa quasi in tutto il mondo e dalle parti di Barcellona, dopo i 6 trofei, si festeggia il Natale con il cordero, dalle parti di Torino, invece, si passa un bianco Natale in bianco. Forse attratto dalle luminarie, un timido agnello ha finalmente deciso di far capolino a Vinovo, ma anche da noi continua ad imperversare il Cordero, quello senza trofei, almeno per ora.

Gli argentini hanno messo una pulce nell'orecchio di Maradona, offesi dalla "pettata" (Bergomi docet) di Messi che festeggia contro i suoi compaesani dell'Estudiantes la ciliegina sulla torta blaugrana. Profeta all'estero e desaparecido in patria, sarà colpa della "mano de Dios" che non riesce a plasmarlo in Nazionale? Mah, noi sappiamo solo che in Piemonte "a man 'e budin" plasma eccome Felipe Melo, stella cometa che illumina il presepe di Dunga e Orso Maggiore sotto la Mole, uno Yogi senza Bubu ma più pasticcione! Quando avremo finito di rovinare lui, saremo pronti per Diego; secondo Carlos li stiamo rovinando entrambi, senza contare che, per comprarli, prima ci siamo già rovinati noi.

Il problema sta allora negli allenatori?? Ma no, è colpa della crisi, e quest'anno il Natale sarà più povero: "Un capitone, c'è solo un capitone", questa è la verita, ma uno solo non basta, e allora quest'anno si cucinerà la renna, e l'ultimo bambino che vedrà arrivare uno stanco ed appiedato Babbo Natale rimarrà deluso dal numero di pettorale dell'anziano podista. Un 27 asteriscato non giustifica di certo il ritardo, son tre anni che aspettiamo, e nonostante i numerosi pacchi, nemmeno un regalino.

Anzi sì, sotto l'albero di Natale, colorato solo dalle palle della Juventus che fu, ci ritroviamo un goal, un Bobby Goal che inizierà il nuovo anno con noi, ma purtroppo anche con loro. Un Natale incompleto, come può essere incompleto un presepe con un solo Re Magio, senza oro e senza mirra, e speriamo anche senza incenso, c'è veramente poco da incensare. Perciò auguri Roberto, e ricordati che, se anche stai iniziando il nuovo anno, le vecchie abitudini non sono da buttare dalla finestra, c'è tanta altra roba da gettare, basta entrare in campo, sentire il profumo dell'erba bagnata ed alzare gli occhi e, se senti qualcuno che usa la parola compro...messi, tu rispondi di sì e poi ci mettiamo a guardare se Secco ce la fa a comprarne finalmente uno buono!

Tanti auguri Roberto, ne hai davvero bisogno!

Etichette: , , , , , , , , ,

lunedì 30 novembre 2009

Troppo avanti!


In principio fu il capelliano 4-4-2 per terminare le ultime partite del campionato scorso, una breve parentesi di successo che sarebbe dovuta evolvere in dominio incontrastato adottando il 4-3-1-2, a sublimazione della faraonica campagna acquisti che ha consentito alla Juventus di ingaggiare il famoso trequartista Diego.

E fu così che il sommo vate Ciro da Ferrara (da Napoli, però faceva figo, suonava bene "da Ferrara"), insomma, il nostro mister, nella sua prima conferenza stampa annunciava al mondo intero l'adozione senza indugio del modulo 4-3-1-2 con il rombo, e la possibilità di utilizzare anche altri moduli, sempre con il trequartista.

Cotto e mangiato? No! Detto e fatto: dopo un avvio di campionato con il modulo 4-3-1-2, Ciro è stato costretto, a causa di squalifiche ed infortuni, a passare al geniale 4-2-3-1 (4-2-4 per gli amici di amore), ovvero un modulo ultra offensivo che ci ha permesso di bruciare Diego, Camoranesi, Marchisio, la fase difensiva e soprattutto l'attacco.

Con il Bordeaux l'artista Ciro, dopo aver iniziato con il 4-2-3-1, ad un certo punto della partita, comunica alla propria squadra di passare al 4-2-2-2 (le telecamere hanno ripreso tutto: il labiale ed i gesti sono inequivocabili), provocando forte sgomento tra i giocatori bianconeri.

Dopo la batosta rimediata in Champions ed il duro faccia a faccia avuto con i giocatori nell'accogliente Vinovo, il buon Ciro ha deciso di affrontare la compagine cagliaritana, schierata sapientemente con un 3-5-2, affidandosi al magico 4-2-3-1 recuperando in extremis Amauri, anche se in allenamento, come punta unica, era stato provato Del Piero.

Di fronte all'ennesimo scempio del nostro centrocampo, che in pratica è disegnato a modo di scolapasta, l'ottimo Ferrara decide di mischiare le carte e che fa uscire dal cilindro?!? Dopo il 4-2-2-2, il 4-1-3-1-1!!!

Ma non finisce qui!
Perché le mazzate continuano, e così con le sostituzioni effettuate la Juventus passa al modulo "ad minchiam canis", che prevede una totale confusione in campo ed un gioco basato sulla pura ignoranza.
E qui è palese la filosofia di gioco della vecchia guardia: "In tutto questo scombussolamento generale non faremo capire più nulla agli avversari!" (cit Oronzo Canà)

In conclusione, Ferrara si discosta dalla filosofia Lippiana, che prevede la duttilità dei giocatori e la modifica del loro ruolo originario a seguito di un'attenta analisi tattica e di gioco, per affacciarsi in un campo del tutto nuovo ed inesplorato che lo consacra pioniere di nuovo calcio giocato.

Da "smile system" a "cabaret" il confine è sempre più sottile, e molte volte si compenetra e si confonde.

Alla prossima novità!

Etichette: , , , , , ,

domenica 8 novembre 2009

I Doni della fata Morganta

Una volta si interpretava la regola dell'espulsione per gioco violento in maniera molto rigorosa, forse anche troppo: bastava un entrata "da tergo", in una qualsiasi parte del campo, per decretare l'espulsione del giocatore autore del fallo.
Negli ultimi anni la regola è stata giustamente disattesa. Non si può essere troppo fiscali, rischiando di rovinare la partita per un fallo, magari non eccessivamente cattivo.
Proprio la cattiveria (indice di rischiosità per chi subisce il fallo) e la posizione in cui avviene il fallo (indice di pericolosità dell'azione) dovrebbero essere, infatti, i criteri principali sui quali basare una espulsione per gioco violento.
Per Morganti, invece, non dovrebbe essere così. Verso la fine del primo tempo, nella fascia centrale del campo a una decina di metri dal limite dell'area di rigore, Diego ha subito un fallo da dietro da parte di Doni.
L'indice di pericolosità dell'azione, secondo noi, era medio alto: Diego da quella posizione può sempre inventare qualche assist.
L'indice di rischiosità per Diego, poi, era altissimo. Doni ha colpito ad altezza ginocchio il brasiliano. Inutile dire che il ginocchio è una parte del corpo del calciatore non protetta, oltre che una delle parti più delicate.
Volendo, si potrebbe aggiungere anche che nel fallo di Doni vi è un indice altissimo di cattiveria: il bergamasco non aveva nessuna possibilità di agganciare la palla, visto che era protetta dal corpo di Diego.
Nonostante tutto questo, Morganti non ha estratto un sacrosanto cartellino rosso.
Eppure, a parti invertite l'arbitro è stato fiscalissimo nel comminare un giallo a Cannavaro per un fallo innocuo e assolutamente non cattivo. Come mai questa discrepanza di giudizio?
Non vorremmo che Morganti si trasformasse nella famosa fata anche quando a sfoggiare la casacca neroazzurra non è la nota squadra di Milano.

Etichette: , , , , ,

lunedì 5 ottobre 2009

Il tifoso è mobile!

Il tifoso, si sa, "è mobile qual piuma al vento. Muta d'accento e di pensiero". Senza dubbio, però, i giornalisti sportivi sono ancora più volubili dei tifosi che dovrebbero informare.
Avete presente i titoloni e gli articoli ossequiosi sulla Juventus di Ferrara pubblicati da Tuttosport? Contrordine Signori!
Ecco cosa scrive il suo Direttore, Paolo De Paola: "Melo è un genio del male (perché Ferrara non lo ha so­stituito?). Idem Camoranesi. Diego è un'ombra rispetto al campione che dovrebbe illuminare la squadra. E stendiamo un velo pietoso sulla difesa. Grosso capofila di un altro settore di­sastroso."

A noi pare un'esagerazione. Proviamo infatti a mettere dei paletti:

- La Juventus ha cinque punti in più rispetto all'anno scorso.
- La Juventus ha cambiato modulo tattico, con tutte le controindicazioni del caso.
- La Juventus ha un allenatore al primo anno di attività, e l'inesperienza bisognava metterla in conto.
- La Juventus aveva Sissoko, Cannavaro, Del Piero e Marchisio fuori, e scusate se è poco.
- La Juventus ha giocato tre giorni fa una partita molto impegnativa a Monaco di Baviera.

Detto tutto questo, secondo noi la squadra ha bisogno di un riassetto a livello tattico: il rombo di centrocampo lascia scoperte e vulnerabili le fasce laterali, e noi come esterni bassi non abbiamo Maicon e Maldini. Un ritorno al 4-4-2, o il passaggio al 4-2-3-1, potrebbero essere le soluzioni più appropriate per garantire copertura ai due terzini.
Naturalmente, come i nostri affezionati lettori sanno, queste cose le abbiamo scritte prima della batosta palermitana.
Ora, però, parlare di Felipe Melo come di un "genio del male" ci pare quantomeno azzardato. Stesso discorso per Diego, passato da erede di Pelè dopo il "sacco di Roma" a ombra di giocatore.
Va bene criticare (anche per pungolare), ma evitiamo di buttar via il bambino con l'acqua sporca!

Etichette: , , , , , , , , ,

mercoledì 16 settembre 2009

Cuori e Capanne

I tifosi juventini non hanno di certo dimenticato lo stillicidio di incidenti subiti la stagione scorsa dai bianconeri: oltre settanta infortuni, crediamo sia un record.
La colpa fu attribuita al preparatore atletico, il professor Capanna, collaboratore di Claudio Ranieri.
Il problema è che, sebbene Capanna abbia fatto le valigie da Vinovo assieme al suo principale, gli infortuni stanno continuando anche quest'anno: Diego contro la Lazio, e Tiago e Cannavaro contro il Bordeaux ieri sono solo gli ultimi esempi.
Sebbene le diagnosi abbiano evidenziato problemi di poco conto i tifosi, scottati dall'ecatombe dello scorso anno, stanno iniziando a dubitare, e a preoccuparsi.
Si presume che tutto dipenda da una preparazione atletica ancora incompleta; del resto, tutti sappiamo quanto siano "indemoniati" i ritmi del calcio moderno. Speriamo sia, dunque, un problema risolvibile mano mano che i giocatori entrano in forma.
In caso contrario i cuori dei tifosi questa volta rischieranno grosso, non avendo manco una Capanna da incolpare!

Etichette: , , , , , , ,

martedì 1 settembre 2009

L'errore de Cassetti


Quante cose si possono fare in due secondi nello sport? Nello sport due secondi sono un eternità. L'anno scorso Massa, nell'ultimo Gran Premio, tagliò il traguardo da campione del mondo, poco dopo Hamilton superò Glock e Massa dovette abbandonare incredulo i suoi sogni di gloria. Usain Bolt in due secondi è in grado di correre più di venti metri e di strabiliare il mondo.

Domenica Diego in un paio di secondi è riuscito a pressare il povero Cassetti, costringerlo all'errore e quindi soffiargli la palla. Eh già, andate a rivedere l'azione: Diego pressa Cassetti, che nella concitazione stoppa male la palla (tipico errore da difensore) e quindi la perde a vantaggio del brasiliano.

Il gol di Diego, dunque, è un piccolo capolavoro, infatti va a pressare il portatore di palla avversario manco fosse Edgar Davids, poi trafigge il portiere con un tocco di esterno destro alla Roberto Baggio. Roba che nel nostro calcio non si vede molto spesso.

Eppure i giornalisti, e soprattutto i tifosi romani, non si sono resi conto di ciò che è realmente successo. Infatti dopo "Er go' de Turone", "Er controfallo de Cicinho", ora ci deliziano con un nuovo tormentone: "l'errore de Cassetti".
E poi ci vengono a dire che capiscono di calcio.

Etichette: , , , , , ,

giovedì 13 agosto 2009

Il Portaraglio

Quando venne ceduto Kakà appoggiammo la mossa del Milan: scoprimmo, in quelle convulse giornate, che il brasiliano aveva un portavoce. Un mondo alla rovescia, pensammo. A cosa può servire un portavoce ad un calciatore? Non ci risulta che abbia dichiarazioni di tale importanza, per le quali sia giustificabile la presenza di questa figura professionale. Oltre all'evidente comicità della cosa, pensammo che un calciatore, quando inizia a circondarsi di una corte dei miracoli fatta di nani, ballerine e portavoce, evidentemente, il meglio di sé dal punto di vista sportivo lo abbia dato. Dunque giusto cedere Kakà.

Dobbiamo però ritornare sulla faccenda. E questa volta, per noi juventini la cosa si fa preoccupante: pare che anche Diego abbia un portavoce. Tale Leo Scheinkman.

Non ci resta che sperare che la società vigili sulla corte del brasiliano, appena sbarcato a Torino. La Juve, quella vera, è diventata un mito attraverso un secolo di gloria e di tragedie. E' stata, ed è, amata, detestata e addirittura odiata. Mai derisa e spernacchiata.

Pertanto, evitare di cadere nel ridicolo è imperativo inderogabile. A sentire certe dichiarazioni di Cobolli, sembra che ora non ci sia coscienza di questa semplice realtà. Dunque per mettere al suo posto Diego, non potendo contare sulla Triade, dobbiamo sperare in un intervento di Boniperti.
Non vorremmo che si iniziasse con i portavoce, e si finisse con qualcuno che pretende corazzieri e stendardo come il Presidente della Repubblica. A quel punto, tanto varrebbe tifare Inter.

Etichette: , , , , , ,

lunedì 3 agosto 2009

Il Corriere interista


Quando apri il Corriere della Sera alle pagine sportive hai la certezza che almeno la metà degli articoli riguarda l'Inter. A volte è come se il Moratti pensiero si materializzasse come per incanto in quelle pagine, altre volte, quando si parla magari di calcio internazionale, c'è sempre tanta Inter lo stesso da rischiare di farne un'indigestione.
Oggi per esempio tale Luca Valdiserri mette a confronto i tornei europei dando pure le istruzioni per l'uso: "è un gioco, nessuno si senta offeso se non c'è." Vai a vedere la squadra che ti ha costruito sul campionato italiano, e chi ci mette? 6 giocatori su 11 interisti. Nemmeno per il Barcellona pluridecorato arriva a tanto: per la Spagna di giocatori del Barça ce ne sono 3 su 11. Naturalmente la stella della serie A è Eto'o, ci mancherebbe con lo stipendio che gli assicura Moratti, qualcuno sta iniziando già a fare confusione e dire che è meglio di Ibra! Ma vediamola la formazione della serie A schierata per gioco: Julio Cesar in porta, linea difensiva con Maicon, Lucio, Mexès, Chivu; in mediana De Rossi e Cambiasso; sulla tre quarti Hamsik, Diego e Pato; unica punta Eto'o. Per fortuna che la Juventus è riuscita ad assicurarsi Diego, perché altrimenti nel Dream Team del Corriere non ce ne sarebbe uno di bianconero. O forse sì, qualche panchinaro magari: perché c'è pure la panchina, dove Valdiserri fa sedere Buffon, Chiellini, Felipe Melo, Pirlo, Cassano, Zarate, Milito. Basta così? Macchè, perchéi l buon giornalista aggiunge che "la panchina non è esattamente da sogno". E va bene, il Corriere della Sera e il Valdiserri saranno anche liberi di vedere il calcio come vogliono, ma ci vuole un po' di equilibrio anche nei giochi quando si fanno sulle pagine di un giornale come il Corriere della Sera. Preferire Mexés a Chiellini è molto più di opinabile, tralasciando altri protagonisti di una panchina "scarsa". Parliamo giusto della scelta di Mexés, gli interisti non ve li tocchiamo, per carità!

Etichette: , , , , , , , , ,

Inversione di rotta

Non è tempo di fare bilanci, naturalmente. Però si possono fare alcune considerazioni sulle tendenze in atto nel calcio italiano, e sulla Juve in particolare.
Ci sembra che il calcio italiano si sia impoverito, soprattutto di piedi buoni (la scoperta dell'acqua calda, lo sappiamo); via Ibra e Kakà, e si parla insistentemente di un addio di Pirlo e di Aquilani. Ciò che colpisce non è solo che esportiamo stelle all'estero, ma soprattutto che perdiamo giocatori di personalità e dai piedi buoni. Il lato forse peggiore è che il campionato italiano è ingolfato di 30/35enni che non hanno alcuna intenzione di farsi da parte, e che per questioni di ingaggio e di gerarchie tarperanno le ali a possibili nuovi talenti. Pertanto, ahinoi, il gap con le inglesi e le spagnole rischia di allargarsi.
Questo è il fenomeno che rischia di essere più drammatico, ancora peggiore dell'asfissia finanziaria che attanaglia i club.

In questo clima di decadenza da basso impero, si segnalano un paio di eccezioni. Da un lato la Juventus di Ferrara, non solo per gli innesti di Diego e Melo, ma anche per il tentativo di invertire la rotta che sta seguendo il calcio italiano, valorizzando i giocatori dai piedi buoni (vedi Tiago e Camoranesi).
L'altra eccezione ci sembra il Genoa di Gasperini, che continua a puntare su giocatori stranieri da valorizzare e su giovani italiani da coltivare.

Non ci resta che sperare in un calcio italiano che prenda esempio da questi due tecnici e da queste due società. Se non si hanno soldi, la fantasia (non quella contabile) al potere è l'unica arma contro la decadenza.

Etichette: , , , , , , , , , ,

venerdì 17 luglio 2009

Voglia di Juve


Se n'è accorta anche la Gazzetta, che apre la prima pagina titolando "Voglia di Juve".
Prima Diego, poi a sorpresa Felipe Melo, poi i tanti tifosi a Pinzolo, mettiamoci Ferrara che fa discorsi molto diversi rispetto a Ranieri ed ecco la voglia di Juve, ecco i tifosi juventini (in Italia siamo circa un terzo di tutti quelli che seguono il calcio) che fanno sentire la loro voce e la loro voglia arriva anche nelle redazioni più vicine agli uffici stampa milanesi che alle valli del Trentino.

Questa voglia di Juve coinvolge anche la redazione di ju29ro.com?

Certo che ci coinvolge. Abbiamo sempre pensato e scritto che non c'è contraddizione tra essere vicini alla squadra e prendere le distanze da chi nell'estate 2006 non l'ha difesa; siamo sempre più convinti che un vero juventino possa (e debba!) battersi per difendere la storia della Juve (tutta la sua storia) da ladri e sciacalli e, contemporaneamente, urlare allo stadio il suo "Forza Juve" rivolto a Del Piero e Molinaro, Marchisio e Iaquinta.

Il fatto che adesso arrivi il giornaletto rosa a cercare di fare il solletico ci insospettisce e ci fa stare in guardia. Diciamo allora ai nostri lettori: teniamoci stretta la nostra voglia di Juve, anzi di vera Juve, e condividiamola insieme sul nostro sito senza farci ingannare dai "Greci che portano doni". Uno dei nostri redattori è stato accreditato come inviato a Pinzolo, e ci sta raccontando i momenti importanti del ritiro; abbiamo anche noi un bell'archivio e redattori svegli per scrivere di calcio internazionale; giornali importanti ci leggono e tengono conto di quello che scriviamo; vi racconteremo le partite della Juve con la stessa passione e competenza che ci avete riconosciuto durante lo scorso campionato; continueremo a rompere le palle a chi pretenderebbe di fare opinione, senza che nessuno lo abbia delegato, seguendo i processi, parlando delle magagne dei bilanci e della giustizia sportiva; troveremo anche momenti per gli articoli "leggeri" e per l'ironia.

Sì, la sentiamo anche noi la voglia di Juve, la voglia di Juve vera; è molto diversa da quella delle gazzette grandi e piccole e la porteremo non solo allo stadio e al bar sport, ma anche sul nostro sito e sul blog.

Etichette: , , , , , , , , , ,

sabato 6 giugno 2009

Il Gambero

"Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo, per me, mi accorgo di non avere più risorse senza di te, e allora io quasi quasi prendo il treno e vengo vengo da te. Ma il treno dei desideri nei miei pensieri all'incontrario va".

Così cantava Celentano tanti, tanti anni fa. E la dirigenza bianconera sembra amare molto questa canzonetta. Tanto da decidere di prenderla alla lettera.
Riflettete un attimo: prima hanno preso Diego e Cannavaro, dopo hanno preso il preparatore atletico Neri, ora stanno per annunciare Ferrara in panchina e infine partiranno alla caccia di un Direttore Generale in grado di guidare il mercato.
Insomma, proprio un bel treno dei desideri che all'incontrario va.

E il bello della situazione è che sbagliando tutto, forse riusciranno ad azzeccare tutte le mosse nonostante il metodo sia da principianti.
Se così sarà ricordatevi che ci hanno preso proprio per errore. Mica è il progetto che funziona!
Non mi credete? Bene, allora portatemi un ingegnere che progetta un palazzo partendo dal tetto!

"Ma il treno dei desideri nei miei pensieri all'incontrario va"... paraponzi, ponzi pò!

Etichette: , , , , , ,

martedì 12 maggio 2009

Presi Diego e Silva. Ufficiale!!

La Ridentus ha messo a segno due grandi colpi di mercato.
Diego, fantasista del Werder Brema.
E Silva, esterno del Valencia.
La Ridentus non ha ancora ufficializzato i due acquisti, perché in Fermo Ferraris rispettano rigorosamente i regolamenti e non sono dei fessi.
Ma ci sono tutti gli stampini sulle carte bollate (cit).
E poi, stampini e carte bollate a parte, i due giocatori si sono già affidati alle amorevoli cure del preparatore atletico della Ridentus, il Professor Capanna.
Con risultati inequivocabili:

CALCIO, VALENCIA: STAGIONE FINITA PER SILVA
David Silva, 23 anni, esterno del Valencia, ha riportato una lesione muscolare all'adduttore della gamba sinistra e dovrà rimanere fermo per 2-3 settimane. Stagione quindi finita per lui: salterà le ultime 3 giornate della Liga.

CALCIO, WERDER BEMA: STAGIONE FINITA PER DIEGO
Stagione finita per il fantasista del Werder Brema Diego. Il 24enne brasiliano ha riportato un infortunio muscolare nel match vinto ieri 2-0 contro l'Amburgo. Diego sarà costretto a fermarsi per 2-3 settimane e salterà le ultime 3 giornate della Bundesliga.

Etichette: , , , , , , ,

mercoledì 8 aprile 2009

For free

Ormai la corsa allo scudetto è virtualmente conclusa e a noi tifosi juventini non rimane che concentrarci, fatti salvi improbabili cataclismi, sul calciomercato. Sognare non costa nulla.
Innumerevoli le ipotesi fatte dalla stampa e dai siti specializzati, si va da Diego a Ribery passando per lo spagnolo Silva. Tutti ottimi giocatori se non fuoriclasse pertanto, facciamocene una ragione, sarà grasso che cola se ne arrivasse uno (ovviamente quello che costa meno).

Però, come tutti gli anni si inizia a parlare anche di parametri zero, in particolare ci ha colpito un pezzo di un sito specializzato dove si fanno i nomi di Ballack, Obi Mikel, Ebouè e soprattutto del geniale Rosicky.
Ebouè e Mikel sarebbero due colpi eccezionali però difficilmente arriveranno, per loro non sarà un problema trovare un club più ambizioso e danaroso della nuova Juve montezemelkaniana. Su Ballack ci resta la speranza che il colpo promesso da Blanc non sia l'ormai logoro tedesco.

Invece, per quanto riguarda Rosicky, ammettiamo che se fosse arrivato in bianconero tre anni fa avremmo fatto i salti di gioia. Ora sarebbe come acquistare un biglietto della lotteria (cit. Marchionne): se è guarito facciamo l'affare del secolo, se invece ha ancora problemi non ci potremo lamentare, ormai siamo abituati ad avere in squadra almeno un ex giocatore (Andrade, Knezevic) .

Etichette: , , , , , , , , ,

domenica 8 marzo 2009

Da Diego a Deco?


Dopo esserci illusi che la Juventus stesse intavolando trattative per l'acquisto di qualche giocatore degno di vestire la nostra maglia e di sostituire i campionissimi ormai in età avanzata, ecco che il Sun ci informa che la dirigenza è in trattativa per l'acquisto di Deco, ottimo giocatore ma in età avanzata (va verso i 32) attualmente in forza al Chelsea.

Suggeriamo ai dirigenti che comunque in Italia sono acquistabili giocatori del calibro di Mascara, Cossu e Jeda che, oltre ad essere più giovani, non avrebbero manco il problema dell'adattamento al campionato italiano.
Suggeriamo invece ai piccoli azionisti di spiegare, alla prossima assemblea, che sommando quanto speso per Andrade, Poulsen, Almiron, Tiago ed il possibile acquisto di Deco si sarebbero potuti prendere Diego e Xabi Alonso.

Forza ragazzi, abbiamo superato l'epoca di Magrin, passerà anche questa.

Etichette: , , , ,

domenica 1 marzo 2009

Contrordine!

Non abbiamo manco fatto in tempo ad assaporare la gioia per il "nullaosta", sull'acquisto di Diego, ottenuto dell'Inter, che subito un'altra indiscrezione ci fa l'effetto di una doccia scozzese!
Pare che da via Durini sia arrivato il contrordine: Diego lo vogliono loro.

Non vi è dubbio che se l'Inter vuole un giocatore noi dobbiamo inchinarci, questo per due ordini di motivi.
Primo, Montezemolo frequenta gli stessi salotti di Tronchetti e Moratti, e siccome della Juve non gli importa nulla è ovvio che se due amici gli chiedono di lasciar perdere un giocatore lui esegue.
Secondo, l'inter, pare abbia il diritto di redigere il bilancio secondo il rito... ambrosiano (codice civile questo sconosciuto!), fatto di vendite del marchio e piacevolezze assortite, la Juve, purtroppo, essendo quotata in Borsa certi lussi non se li può permettere.
Non c'è storia, se così stanno le cose, Diego lo guarderemo con un altra maglia.

Secondo la stessa indiscrezione, la Juve per lenire il dolore, pare si sia lanciata su quel satanasso di Ribery. Inutile dirvi come andrà a finire, basta ricordarsi che maglia vestiva Rumenigge!

A noi non resta che aspettare cosa dirà l'Uefa sul rito ambrosiano, e se farà il pesce in barile, pazienza.
In economia tutti i nodi vengono al pettine. Anche se ti chiami Moratti. Anche se Guido Rossi ti ha dato la patente (chissà, forse proviene dalla motorizzazione di Latina) di onesto.

Etichette: , , ,

giovedì 26 febbraio 2009

Magnanimità




Forse alla Juventus rivedremo l'acquisto di un giocatore di gran classe, tutte le tessere stanno andando al loro posto.

Secco, secondo il Tuttosport, è riuscito a convincere Ranieri dell'utilità dell'acquisto di Diego e a quanto pare è arrivato anche il nulla osta da via Durini, pertanto Cobolli staccherà l'assegno con uno stato d'animo sereno.

Però prima di fare i salti di gioia (e di ringraziare Moratti per la sua magnanimità) aspettiamo, magari Mourinho pretenderà lo scambio alla pari tra Chiellini e Burdisso.

Etichette: , , , , , ,

martedì 10 febbraio 2009

Assi veri e presunti

Tuttosport di oggi titola a caratteri cubitali che la Juventus è sulle tracce di tre assi del calcio nazionale e internazionale. Si tratta del brasiliano Diego, del francese Ribery e dell'italiano Cassano.
Nulla da dire sui primi due, in particolare sul campione francese del Bayern. Sarebbe un sogno vederlo giocare nella Juventus, anche perché sarebbe forse l'inversione di tendenza rispetto all'idea della "Juve simpatica" imposta dagli Elkann. Ribery, con quella faccia così poco telegenica e così ferocemente juventinavera, non rientra certo nei parametri graditi a Lapo!
Ma tra i papabili a vestire i colori bianconeri c'è anche Cassano. Lo abbiamo detto mille volte, non ci piace. E' privo di quello stile che è nel Dna della Juve, pertanto vogliamo sperare che la dirigenza non compia l'insano gesto. Poi, non vogliamo che al barese venga un mal di schiena (provvidenziale?) proprio alla vigilia della partita con la sua amata Inter come gli è capitato proprio quest'anno e non vogliamo neanche che stia in imbarazzo quando va a San Siro per seguire le partite europee dei suoi beneamati.
Stiamo esagerando? Chissà, intanto quello juventinovero antipaticissimo di Marcello Lippi, nonostante le sviolinate della redazione sportiva di Mamma Rai, continua a non convocare il barese.
Qualcuno a Corso Galileo Ferraris gli ha chiesto come mai?

Etichette: , , , , , , ,

mercoledì 13 febbraio 2008

Oggetto del desiderio



Diego Ribas da Cunha (Ribeirão Preto, 28 febbraio 1985) è un calciatore brasiliano, trequartista del Werder Brema e della Nazionale brasiliana. Ritenuto uno dei giovani più quotati nel panorama calcistico internazionale, si distingue per i gol di pregevole fattura e per i precisi assist ai compagni, tanto da primeggiare nella classifica di assist forniti nella Bundesliga.

Etichette: ,