mercoledì 24 febbraio 2010

Allucinazioni: mani di Del Piero?



"Secondo me era proprio lampante, plateale, praticamente Del Piero ha fatto un bagher pallavolistico, e a parti invertite l'arbitro avrebbe fermato l'azione".
Queste le dichiarazioni del giocatore bolognese Buscé, a proposito dello stop di Del Piero. Ora, con la gradita collaborazione dell'amico 10superfly, utente del forum bianconero J1897, vi forniamo volentieri le immagini che sbugiardano inconfutabilmente i lamenti felsinei... altro che bagher!

Un grazie dalla redazione a 10superfly e al forum j1897.com!

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lunedì 22 febbraio 2010

Tre passi nel delirio

Lo sprofondo. Il calcio italiano ha perso quel poco di credibilità rimasta, precisiamo, non per colpa degli arbitri. Ma a causa della partigianeria dei suoi protagonisti, di giornalisti tromboni sempre pronti a rilanciare anche le peggiori stupidaggini, e di una Figc ormai suonata, bollita, sclerotizzata.

Primo passo nel delirio. Ecco Buscè che accusa Del Piero per un presunto tocco di mano in occasione dell'assist a Candreva: "Il rammarico è questo. Tra l'altro, la sconfitta è arrivata su un episodio dubbio: dal campo ho visto che Del Piero ha controllato il pallone con le mani prima di lanciarlo, e come me l'hanno visto un po' tutti; tra l'altro, arbitro e guardalinee erano anche vicini e lo stesso Del Piero ha lanciato un cenno a Portanova come per dire che avevamo ragione noi, ma se l'arbitro ha lasciato correre non poteva farci niente...", e ancora: "Secondo me era proprio lampante, plateale, praticamente Del Piero ha fatto un bagher pallavolistico, e a parti inverse l'arbitro avrebbe fermato l'azione".
Come definire se non delirante la dichiarazione di un signore che parla di evidente fallo, quando in realtà nessuna moviola, debitamente equipaggiata per l'occasione anche di lente d'ingrandimento, è riuscita a dimostrare l'irregolarità? Come può dire questo signore che hanno visto tutti, quando le immagini dimostrano che nessun giocatore del Bologna ha protestato per il fallo? Anzi, per la verità ha protestato uno solo, quello alle spalle di Del Piero e dunque proprio quello impossibilitato, per i naturali limiti fisici, a vedere. Eppure, come in una gabbia di matti, ognuno può dire quello che gli pare: ci sarà sempre qualcuno che per interesse sarà disposto a dar credito a qualsiasi cosa.

Secondo passo nel delirio. Apprendiamo che Sua Santità l'Onestissimo ha telefonato ad Abete per lagnarsi della prestazione dell'arbitro Tagliavento. E qui il fatto è grave. Se giocatori e tecnico dell'Inter possono essere umanamente giustificabili (o quantomeno compresi), visto che le loro reazioni sono comunque in parte da addebitare alla trance agonistica, il presidente no. Lui ha parlato a freddo, dopo aver visto e rivisto le cose, supponiamo, e dopo aver letto anche i buoni voti dati all'arbitro anche da giornalisti come Fabio Monti, che di certo nemici dell'Inter non sono.
Cosa vuole Moratti dalla Figc? Pretende che gli arbitri non facciano le cose secondo regolamento, ma secondo l'interesse della sua squadra? Pretende forse l'impunità per i suoi giocatori?
Eppure si dà ancora credito a questo personaggio, manco la sua parola fosse quella di una vittima. Forse in troppi hanno dimenticato che la sua società ha al suo interno un dirigente pregiudicato (per giunta per reati commessi nell'ambito dell'attività calcistica). E di tanto altro si potrebbe parlare, a partire dalle frequentazioni tra Facchetti e un arbitro in attività. Sia chiaro, non lo diciamo noi, lo ha ammesso Nucini medesimo di fronte ad un Tribunale della Repubblica Italiana. E scusateci se non ha la stessa autorevolezza della Gazzetta dello Sport. Ma forse proprio lì sta il punto: l'Inter vorrebbe arbitri come Nucini.

Terzo passo nel delirio. Apprendiamo che nel Processo che vede imputato Preziosi per frode sportiva, approdato ormai in Cassazione, l'avvocato difende il suo assistito dando un'altra interpretazione: Preziosi non si è comprato la partita, il suo era un "premio a perdere", e per giunta per legittima difesa, visto che al Genoa avevano capito che il Torino aveva promesso un premio a vincere. Una dichiarazione aberrante e pericolosissima. Le squadre dovrebbero sempre giocare per vincere, come la regola dello sport impone. Dunque, se passasse l'interpretazione che si può pagare una squadra affinché perda, sarebbe la fine dello sport. E la Figc che cosa fa? Ritira la sua costituzione come parte civile.

C'era una volta il campionato di Maradona, Platini e Zico. Ora c'è solo il teatrino di Moratti, Mourinho, Preziosi e Abete. Notate qualche differenza?

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lunedì 15 febbraio 2010

Amarcord selettivo


Il calcio cambia, ma è sempre uguale a se stesso.
Ferlaino, intervistato da il Giornale, racconta un curioso episodio avvenuto nel 1971: "Io vado ancora più indietro. Eravamo in vantaggio a San Siro, nell'intervallo Mazzola entrò nello spogliatoio di Gonella, la partita nel secondo tempo cambiò. Chissà cosa disse il capitano dell'Inter all'arbitro, perdemmo la partita e lo scudetto, io vomitai per due giorni. Dalla rabbia andai un po' all'estero."
Per la cronaca, nel secondo tempo l'Inter riuscì a ribaltare il risultato grazie ad un rigore dubbio.
Ciò che deve stupire, però, non è il fatto in sé, che a nostro avviso è irrilevante e soprattutto privo di riscontri che ne attestino la veridicità.
La curiosità sta nel fatto che, nel mondo del calcio, tutti sono prodighi di ricordi quando questi servono a glorificare la propria onestà e a mettere in luce l'eventuale disonestà altrui. I fatti sfavorevoli, invece, sono dimenticati da tutti.
Anche Ferlaino cade nell'errore. Infatti, sull'arbitraggio di Lo Bello in Verona-Milan dell'anno del secondo scudetto napoletano non ha nulla da dichiarare. Siamo certi però che Van Basten, debitamente stuzzicato, magari qualcosa da dire la avrebbe!

Venendo ai giorni nostri, nulla è cambiato. Il presidente del Genoa si permette di infangare l'immagine di Del Piero, accusandolo di slealtà.
Accidenti, parla lui, che sulla lealtà ha poco da dare lezioni. E non ci riferiamo di certo a rigori, più o meno inventati, ma direttamente a valigette piene di denaro che secondo i giudici (sia penali che sportivi, 5 anni di squalifica con proposta di radiazione più 4 mesi di reclusione per frode sportiva) dovevano prendere vie proibite, o al fallimento di società come il Como (altri 23 mesi di reclusione patteggiati) ed il Saronno.
Ma anche Mourinho, immancabile, ha voluto dire la sua sul rigore dato alla Juve, argomento che, per la verità, non lo dovrebbe riguardare. Il Profeta, infatti, ha voluto sottolineare che certe cose accadono solo in Italia.
Forse la squadra implicata nello scandalo "Fischietti d'oro" era italiana? E magari il suo allenatore era anch'esso italiano?

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domenica 14 febbraio 2010

Ladri si nasce

Siamo tornati!
No, non è un'esaltazione per una vittoria immeritata quanto scarsamente significativa, e non è nemmeno un'apologia dell'operato di Blanc.
Anzi, è proprio il contrario!
Siamo tornati vergognosi ladri, nella maniera più congeniale, con un rigore inesistente, ma proprio inesistente, di Alex Del Piero!
Roba da far invidia persino a quel cattivone di Moggi!
Già sembra di vederli e di sentirli, i paladini del calcio pulito, uscire con i loro titoloni sui loro giornali e nei loro tg.
"Juve non così", forse è ora di rispolverarlo. Come tutte le grandi opere è sempre di attualità.
E aveva ragione Mourinho quando gridava al complotto. In fin dei conti è vero, il calcio è stato mondato da quei demoni di Moggi e Giraudo, ma la Juve c'è sempre, e questi sono ladri nel DNA, non c'è niente da fare.
Forse si comincerà a parlare di Blancopoli?
E pazienza se basterebbe solo ricordarsi la condotta arbitrale della partita d'andata per capire che ci troviamo di fronte ad un episodio tutto sommato trascurabile, nel complesso dei torti subiti in questi ultimi 4 anni.
Il titolone è già lì, bello e pronto, a che pro sforzare oltremodo la memoria? O chiamare in causa una fantomatica obiettività?
No, la realtà è molto più semplice, la Juventus è nata ladra e resta ladra, Moggi o non Moggi.
La Juve perde il pelo ma non il vizio.
D'altra parte lo si era detto che la B era anche poco, molto più appropriata sarebbe stata la radiazione, non fosse stato per quella vecchia volpe di Zaccone.
Che poi magari sentire parlare di Blancopoli potrebbe riportare indietro nel tempo molti rancorosi, regalando loro un attimo di effimera illusione in cui la figura di Blanc prende una fisionomia un po' più nota, una cadenza un po' meno francese, un po' più toscana.
Un sigaro in bocca.
Sembrava così corretto, quel signore d'oltralpe, così candidamente poco adatto a lavorare in un mondo di squali come quello del calcio italiano.
Ci eravamo tutti illusi, ora diranno che è un ladro pure lui. Magari userà schede francesi per non farsi intercettare.
Chissà, magari è davvero così... Magari no.
Nel frattempo, resta il fatto che i ladri della serie A son tornati!

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martedì 1 dicembre 2009

Delirio!

Su ragazzi, ormai è chiaro, hanno vuotato il sacco! Resti fra noi, sono dei nostri!
Accidenti a loro! ed io che c'ero quasi cascato. Mica l'avevo capito che c'era un piano dietro tutto questo.
Ma Gigi, Alex, Ciro, Camo almeno un segnale potevano mandarcelo, così, giusto per tranquillizzarci, per farci intendere che lo stanno facendo per i tifosi, per il bene della nostra Juventus. Si sarebbe sopportato meglio ed inveito meno.
Avanti così allora, siamo con loro, per riavere la Vecchia Signora vanno bene tutti i tentativi e quello giusto non può essere indolore. D'altronde ormai nessuna ferita ci può segnare più di quanto hanno già fatto ingiustizie ed infamie mediatiche.
Che paladini, immolarsi per la nostra causa, ma sappiano che il loro suicidio professionale non sarà dimenticato, saranno ricordati per sempre come i martiri della gloriosa Juventus Liberata che striscianti indossatori ed infedeli usurpatori tentarono di affossare.
Ora posso anche dormire tranquillo, e continuare a sentirmi orgogliosamente juventino.
Che sollievo! Si è attenuata quella sofferenza che, a questo punto, sentivo essere davvero troppo.

Penalty

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lunedì 9 novembre 2009

Auguri, Capitano... e fregatene!

Cosa rappresenti Alessandro Del Piero per la Juve e per gli Juventini è inutile ricordarlo: è il giocatore che ha giocato più partite, è quello che ha segnato più gol... è il più amato, quello (si dice) destinato a diventarne il presidente, prima o poi.
Per lui alla Juve, comunque, non sono state sempre solo rose e fiori: all'inizio si è dovuto conquistare il posto a spese di Roberto Baggio.
C'è stato Zeman, con le sue assurde accuse e poi tanti, troppi infortuni, ma ogni volta è riuscito a tornare.
C'è stato il biennio con Capello, che gli preferiva Ibrahimovic: mai una protesta, mai una parola fuori posto.
C'è stata Calciopoli, con la conseguente retrocessione. La sua risposta? Sul campo: capocannoniere per due campionati consecutivi, in serie B e al ritorno in serie A.
Un solo appunto: l'aver accettato che un piccolo tifoso napoletano, nello spot di una nota acqua minerale, nell'elencare i suoi titoli parli di cinque (e non sette) scudetti vinti... Alex, forse lì ti saresti potuto e dovuto ribellare!
Troppo facile oggi, anche per i media, celebrare il trentacinquesimo compleanno del giocatore che più di tutti ha dato alla Juve. Hanno cominciato a farlo già da sabato a Raidue, nella trasmissione Dribbling: lo fanno gli stessi che per anni l'hanno criticato e mediaticamente massacrato, mettendo in dubbio la sua utilità alla causa della Nazionale.
Già, la Nazionale. Del Piero è il giocatore in attività ad aver segnato di più in maglia azzurra, eppure il suo posto in squadra non è mai stato al sicuro.
All'Europeo del 1996 ha appena vinto la Coppa dei Campioni, ma gli viene preferito Zola.
Al Mondiale del 1998 è semi-infortunato (vedi finale persa col Real): l'Italia anti-juventina chiede che giochi Baggio.
All'Europeo del 2000, gli vengono preferiti prima Totti, poi addirittura Fiore: lui accetta di fare, in pratica, il terzino nella semifinale contro l'Olanda, dopo l'espulsione di Zambrotta... e chiude prendendosi tutte le colpe per un paio di errori in finale.
Nel 2002, in Estremo Oriente, per i media italiani, perfino Doni merita più di lui: accetta la panca, entra quando richiesto, e ci regala la qualificazione al turno successivo, segnando il gol decisivo... ci penseranno altri a rimandarci a casa.
Europei del 2004: gioca poco e male, ma l'Italia ha scelto Cassano come suo nuovo profeta.
Mondiale 2006: gli viene preferito un Totti inguardabile, l'uomo in meno in quasi tutte le partite... lui non protesta, entra quando può, segna contro la Germania e ai rigori nella finale.
All'Europeo del 2008, è addirittura Di Natale l'icona degli anti-delpieristi: sappiamo com'è finita.
Ora, a 35 anni, Del Piero è ancora lì, con la voglia di giocarsi le sue carte per tornare in una Nazionale che non lo ha mai voluto, non lo ha mai capito, e forse non lo ha mai meritato.
Auguri, Capitano!

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domenica 13 settembre 2009

E' Ferrara, sarà Lippello?

Molti giornali stamattina scrivono che la Juve di Ferrara ieri sera ha ricordato quella di Capello. E' presto per i giudizi tecnici, ed è pericoloso farsi prendere dall'entusiasmo, un fatto però è certo: Ferrara fa pensare a due grandi allenatori vincenti della Juve, fa pensare a Capello e fa pensare a Lippi.

Il riferimento a Lippi è immediato, anche perché Ferrara l'ha avuto come allenatore e con lui ha collaborato nella nazionale mondiale; e sicuramente gli somiglia per l'importanza che anche lui dà al "gruppo". Sembra facile parlare di gruppo, e potrebbe sembrare che tutte le squadre facciano quadrato attorno al loro allenatore, ma la questione è molto più complicata: e da quello che s'è visto finora mister Ferrara il gruppo lo sta costruendo veramente.

C'è qualcosa di Lippi in Ferrara, ma c'è anche qualcosa di Capello. Sulla vicenda Del Piero, per esempio, il mister ha detto che deve decidere con la testa e non con il cuore, e qui si può vedere la filosofia di Capello, Capello il mascellone e il distaccato, così diceva la critica quando era allenatore della Juve, quel Capello che non sta perdendo un colpo con l'Inghilterra.

Così giornali e tv dicono che ieri s'è rivista la Juve di Capello. mentre noi guardando la felicità di gruppo dopo il gol di Trezeguet abbiamo ripensato anche alla Juve di Lippi, al fare gruppo per davvero.

Certo, per i giudizi tecnici è presto, lo ripetiamo, ma fa pensare Ciro Ferrara, napoletano verace, che in qualche modo si ispira ad un friulano razionale e gran conoscitore del calcio, e in qualche altro ad un viareggino passionale capace di esaltare lo spirito di gruppo.
E' presto, ma speriamo che possa prendere il meglio da tutti e due.

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domenica 24 maggio 2009

Tra le righe...

A chi ancora si rammarica per l'esonero di Ranieri chiediamo di riflettere sulla seguente dichiarazione di Del Piero: "Credo che Ranieri abbia un modo di vedere le cose che in fondo può spiegare solo lui".
A dare un'interpretazione buonista si può evincere che Del Piero volesse dire come Ranieri non fosse più in grado di spiegare il suo modo di intendere il calcio alla squadra, che di conseguenza aveva perso la fiducia nella sua guida tecnica.
A voler dare, invece, un'interpretazione maliziosa, Del Piero intendeva dire che Ranieri è ormai affetto da una qualche forma di demenza senile che lo porta a vivere scollegato dalla realtà.
Comunque siano le cose noi, che alla Juve ci teniamo, siamo felici che il rapporto si sia interrotto.

P.S. Saremmo curiosi di conoscere la diagnosi di Del Piero su talune "amnesie" del Presidente Cobolli Gigli.

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martedì 5 maggio 2009

La vera Juve

venerdì 17 aprile 2009

Pubblicità

Email inviata dal Mago di Ios al sito di Alessandro Del Piero: mymail@alessandrodelpiero.com

Caro Alex,

ma tu non ne hai vinti SETTE di scudetti?

E come mai invece fai una pubblicità dove un bambino racconta che hai vinto CINQUE scudetti?

Capisco che per te la questione non sia particolarmente rilevante, posto che i lauti premi per il 28° ed il 29° scudetto che la Juventus ti ha corrisposto non sono certo stati revocati da Guido Rossi, Ruperto e San Dulli.

Ma dovresti comunque avere un po' più di rispetto per i tifosi, che non hanno certo digerito lo scippo dei due titoli (senza alcuna reazione e difesa da parte della società e della proprietà) e che ancora lottano (nei limiti delle loro possibilità e con l'ostracismo della dirigenza neo-juventina) per cercare di ottenere giustizia.

Che delusione, caro Alex.

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mercoledì 8 aprile 2009

Non è cosa da Juve

Mauro German Camoranesi, commentando il pareggio casalingo con il Chievo ha dichiarato:
"Dispiace, ce lo siamo detto anche nello spogliatoio: era una partita chiusa, siamo stati sempre bravi a vincerle negli ultimi minuti.
Non è una cosa da noi: fa davvero male questo 3-3, perdiamo due punti davvero importanti per la classifica. Il Chievo è competitivo, ma era alla portata. E dispiace. Una volta le altre squadre come il Chievo venivano a vedere quanti gol prendevano contro la Juventus, oggi vengono a cercare la vittoria: noi dobbiamo fare qualcosa, non è una cosa da Juve questa".

Si tratta di dichiarazioni pesanti, parole da leader, da futuro dirigente. Camoranesi ha espresso concetti assolutamente condivisibili, tuttavia ci aspetteremmo che analisi di questo tipo provenissero dallo staff tecnico e dalla dirigenza, che invece continuano sulla linea del basso profilo e del sorriso a tutti i costi.
In questa società ormai Del Piero è di fatto l'allenatore in campo, come testimonia un simpatico filmato che abbiamo pubblicato qualche settimana fa, Camoranesi parla come se fosse un dirigente e Legrottaglie è l'ultimo baluardo rimasto a difendere la Juve e Moggi quando si parla di Farsopoli.
Anche queste non sono cose da Juve.

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venerdì 3 aprile 2009

Capitani coraggiosi

Specchio specchio delle mie brame, chi è il più juventino del reame?
Non c'è che l'imbarazzo della scelta.
C'è il grande giocatore che decide come, quando, dove e con chi giocare.
E, tra una partita e l'altra, si diletta con la pubblicità. Senza scomporsi, peraltro, se nella pubblicità, mentre lui palleggia, un bimbo racconta che ha vinto 5 (7-2=5) scudetti.
Poi, c'è la grande bandiera del passato, che per spirito di rivalsa contro coloro che lo hanno sostituito (riportando la Juve a vincere tutto quel che c'era da vincere, dopo 9 anni di magra, di grandi flop a caro prezzo e di continue ricapitalizzazioni della società) non esita a spalare merda sui 12 anni della Triade (come un Cannavò qualunque), dicendo di non riconoscersi in quel periodo della storia juventina.
E, per non farci mancare nulla, c'è anche quel giocatore dalla capigliatura variabile (bandiera pure lui, ci mancherebbe) che, trullo trullo, si complimenta con la nuova dirigenza (per lui, cirigenza per noi) juventina per aver restituito un’immagine alla Juve e per aver lavorato onestamente per riconquistare la A con Deschamps e una collocazione di nuovo importante con Ranieri.
Alla fine della fiera, caro il mio specchio, sembra quasi più juventino quel nostro ex giocatore che ad ogni occasione ripete che lui quei due scudetti li ha vinti sul campo e si incazza se qualcuno si permette di dubitarne ("E se non ci credi, ti porto a casa mia a vedere i due trofei. Non scherziamo, abbiamo fatto tutti dei gran sacrifici, tutti i giorni, per vincerli. Il resto non mi interessa"; questa l'ultima, e recente, sua dichiarazione in merito).

In attesa di risolvere questo dilemma, caro specchio, per non saper né leggere né scrivere iniziamo a far partire qualche meritatissimo vaffanculo. Direzione Torino (centro, Vinovo e collina: dovremmo beccarli tutti). E direzione Puglia.

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venerdì 20 marzo 2009

Le sinergie di Sky

Una pubblicità datata e osteggiata dai media che, quando si ricordano, sono anche moralisti oltre che inquisitori, recitava "La Patata tira". Siamo tutti d'accordo, così come nessuno può negare che, sportivamente parlando, la Vecchia Signora, ma anche la nuova e sorridente donzella, tira più di tutti.

Tira anche di più dell'acclamatissimo sfonda-audience One Man Show Rosario Fiorello, che fa capolino nel promo della presentazione della partita Roma-Juventus per promuovere la sua nuova scommessa su Sky. Una volta se la cantava e se la suonava da solo, oggi invece si appoggia alla spalla di Alex Del Piero onde evitare flop mediatici come accadde con "Non dimenticate lo spazzolino da denti".

Ecco, non dimenticasse che tifa Inter, dove può trovare spalle più accondiscendenti, ma che forse, tirano un po' di meno.

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sabato 17 gennaio 2009

120 milioni in mano a Secco e Cobolli

Quando mai Cobolli Gigli è arrivato in fondo a un intervista senza dire la sua "cobollata"?. "Quelli vendono Kakà per 120 milioni??? E noi NOOOO che non lo venderemmo Del Piero per quella somma!!!".
Più o meno recita così l'unico presidente di serie B della storia juventina nell'ultima delle 2721 interviste rilasciate in questi ultimi mesi. Ora, che Del Piero sia un simbolo e sia il più grande della storia bianconera sono i numeri a dirlo. Però un'opportunità del genere per un giocatore di 34 anni, per quanto grande, ci darebbe la possibilità di acquistare mezza squadra di fuoriclasse e vincere a mani basse per i prossimi anni.
Basterebbe spenderli bene questi soldi. Ma il problema è proprio qui. Ve lo immaginate Cobolli con Secco a pensare come spenderli 120 milioni di euro e passare dal comitato sportivo ad ogni acquisto di uno Knezevic? Spendendo oltre la metà di quella somma la nostra balda e simpatica dirigenza è riuscita a comprare fuoriclasse del calibro di Boumsong, mezzo Criscito, Almiron, Tiago, Andrade, Poulsen. E' andata meglio con Iaquinta, Sissoko e Amauri, ma pensandoci bene noi 120 milioni in mano a quei due non li daremmo.
Sarebbe un po' come dare una Ferrari in mano a un neo patentato e sapete l'altro guaio qual'è?
Che Ponzio Pilato Elkann l'ha fattoooooo!!!!

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venerdì 14 novembre 2008

Del Piero come Palanca, Tuttosport come Topolino

Il titolone di ieri di Tuttosport era "Ranieri: Alex come Palanca".
Presumibilmente tutti i lettori Juventini sono rimasti sbalorditi.
Appare del tutto evidente che paragonare Alex a Palanca è come paragonare Dante a Lucio Dalla.
Però, appena si legge l'articolo, si capisce che si è travisato il pensiero del Mister Juventino.
Infatti il pover'uomo voleva dire che in tutte le categorie esistonoi giocatori determinanti, per esempio, in serie B, il suo compagno di squadra Palanca.
Tuttosport avrà travisato involontariamente? Oppure è l'ennesima puntata della faida che contrappone Ranieri al direttore del giornale De Paola?
Conoscendo la scuola professionale (Gazzetta dello Sport) in cui quest'ultimo si è formato a noi rimangono pochi dubbi.

Comunque sia, per una volta, solidarietà a Ranieri.
Del Piero, va da sè, è fuori discussione.

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lunedì 6 ottobre 2008

Chi non parla in faccia?

Ha fatto molto discutere il botta e risposta tra Alex Del Piero e Mario Sconcerti a Sky nel dopopartita di Juventus-Palermo. Il capitano è sembrato lanciare messaggi trasversali (e piuttosto criptici) a persone nell'ambiente bianconero. Ecco il video.



Molte domande si pongono sentendo le dichiarazioni di Del Piero.
- Chi non parla in faccia, e soprattutto con chi dovrebbe parlare?
- Quali sono le "questioni" e "situazioni" a cui si riferisce il capitano?
- Da che parte sta Del Piero? contro Ranieri insieme agli altri senatori, oppure dalla parte del tecnico?

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sabato 30 agosto 2008

Moggi dai Balcani a Torino

(Da goal.com)
Con la Juventus in Champions League, tutto sembra più leggero. Anche un girone da brividi, anche... rimanere chiusi in bagno per un'ora senza che nessuno se ne accorga.
E' andata così, infatti, per il presidente della Juventus Cobolli Gigli, salvato ieri dall'intervento provvidenziale di Alessandro Del Piero dopo che la porta difettosa della toilette della sede gli aveva giocato un brutto scherzo. Ma, nemmeno questo episodio, gli ha potuto togliere il sorriso ...

Assolutamente da riportare alcuni commenti alla notizia lasciati da alcuni navigatori:

Mauro: x me è stato moggi che è passato di li e ha dato un paio di mandate...

JSL: Ma che è rimasto chiuso in bagno per un'ora gliene frega qualcosa a qualcuno? Ci sono rimasto chiuso anche io una volta... Ma nessuno l'ha scritto sui giornali... MAH! La differenza è che a me non m'ha salvato Del Piero...

Antonio: ma alex non poteva lasciarlo lì?!:) (Nota di chi scrive: mi associo al commento)

Lilith: Ve lo immaginate Cobolli dentro al cesso a bussare sulla porta disperato chiedendo "aiuto qualcuno mi liberi??

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venerdì 20 giugno 2008

Eiaculazione precoce

Jean Claude Blanc,
tratto dal sito ufficiale della Juventus, 20 giugno 2008

«Cosa mi è piaciuto di più in questi due anni? La capacità che ha la Juve di rendere tanta gente felice con una vittoria, con un atteggiamento, con uno stile, con una dichiarazione del suo capitano Del Piero o di Gigi Buffon. Questa capacità di rendere la gente così felice in un tempo così rapido, secondo me solo una realtà come il calcio e una società come la Juventus possono farlo».

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lunedì 5 maggio 2008

Senza commento.


''Ci sono ancora due partite di campionato, ci sono valutazioni da fare, queste ultime settimane mi aiuteranno. Cerco di non trascurare niente, anche se so che tutti si scateneranno dopo le convocazioni. Fa parte del gioco''. Lo ha detto il Commissario tecnico della Nazionale, Roberto Donadoni, commentando a Gr Parlamento la possibilita' di convocare per Euro 2008 Alessandro Del Piero.

Dunque servono ancora due partite a Donadoni, per capire se Del Piero è da nazionale.

Senza commento.

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sabato 1 settembre 2007

Alex-Juve, «non è questione di soldi»

Fonte:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=202994

Il livello di autostima di Alessandro Del Piero è da sempre elevatissimo. Del resto i grandi campioni fanno la differenza grazie ai particolari e la solidità mentale è elemento importante quasi quanto le capacità tecniche. Per questo, ieri, il capitano bianconero ha usato parole lievi ma altrettanto pesanti nel corso della presentazione di "Edge", società amministrata dal fratello Stefano che avrà il compito di gestire al meglio tutte le attività extracalcistiche del campione: «Il rinnovo del mio contratto (in scadenza a giugno 2008, ndr) non sarà una telenovela e non sento puzza di bruciato, ma serve ancora un po' di tempo. Ho degli obiettivi importanti e le potenzialità per fare ancora bene alla Juventus. Le condizioni del mio fisico e i risultati del campo mi danno ragione».Eccola, l'autostima. Abbinata alla volontà di non creare problemi alla squadra, «per la quale la mia situazione non costituisce problema. Siamo tutti sereni, il che è un bene». Esistono tuttavia dei "però" non da poco, se il fratello Stefano indica chiaramente qual è il punto focale della questione: «Quello che Alessandro firmerà non deve essere considerato come un contratto di fine carriera. Stiamo cercando di capire se esiste una correlazione tra le tante parole di stima spese in questi mesi dalla dirigenza e le proposte che siamo chiamati a sottoscrivere. Con la società è in atto un dialogo teso a unire due volontà: non è una questione economica perché, dopo avere vinto il Mondiale, Ale ha accettato la serie B dimostrando di avere motivazioni che vanno ben oltre questioni di convenienza».«Se puntassi esclusivamente al fattore economico avrei guardato altrove già negli anni scorsi - conferma il numero 10 -. Sono assolutamente tranquillo, ma allo stesso tempo credo che il mio contratto debba essere importante sotto ogni aspetto. Per come vedo io il lavoro, chi timbra il cartellino può essere trattato in un certo modo, mentre è giusto che venga premiato chi dà alla squadra qualcosa di speciale». Sorriso sulle labbra, sguardo furbetto e in testa l'idea fissa di avere un contratto garantito fino al 2010: nessuna possibilità per la società di uscirne prima, niente contratto a rendimento, stipendio da pattuire ma comunque non inferiore ai 3,5 milioni a stagione «anche se non comunico le mie aspettative a mezzo stampa». Lo ha fatto per lui, nella stanze di corso Galileo Ferraris, il fratellone Stefano: «Ambasciatore del cuore», lo ha definito Pinturicchio.

COMMENTO
L’aspetto da evidenziare è, secondo me, la malcelata conferma della fine della stagione di intangibilità per Alessandro Del Piero alla Juventus: lo si nota da qualche perplessità che trapela da corso Galfer e dalle recenti dichiarazioni di Ranieri.
A quanto pare la società, abilissima nel risparmiare su tutto, costi quel che costi, prevede una sproporzione crescente tra l’ingaggio di Del Piero e il suo rendimento sul campo da qui fino al 2010.
Tutto legittimo per carità, però è opportuno che chi gestisce una società come la Juventus abbia le idee assolutamente chiare sul da farsi.
Mi spiego meglio: la Triade "liquidò" Baggio convinta di poter lanciare il giovane Del Piero in un contesto di squadra consolidato dalla vittoria di un campionato e di una Coppa Italia, dimostrando il grande coraggio di compiere una scelta assolutamente impopolare.
Ce l’avrà questo coraggio l’attuale dirigenza, e con chi avrà eventualmente intenzione di sostituire Del Piero, visto che Palladino ad oggi non sembra godere della massima considerazione ? Chiaramente non ce l’avrà questo coraggio e troverà senz’altro un accordo con il manager di Alex...bene così !
Vero è che però, prima o poi, bisognerà investire pesantemente per trovare dei sostituti all’altezza dei campioni ultratrentenni attualmente in rosa, ma solo dopo aver investito risorse finanziarie si potrà parlare di centellinare Del Piero o di far rifiatare Nedved.
A mio avviso, infatti, sbaglia Ranieri quando afferma che Del Piero va centellinato perché in grado di giocare solo poche partite degne della sua fama nell’arco di una stagione…ma per far giocare titolare Iaquinta ???
Del Piero andrà centellinato (come ha fatto Capello in passato disponendo di Ibrahimovic !) soltanto dopo aver investito per l’acquisto di un centravanti di livello internazionale.
Questa è la mia opinione.

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