venerdì 5 marzo 2010

Sputnik bianconero

Continua la girandola di nomi per il campo e per la panchina in casa Juventus. Si parla insistentemente di Prandelli alla Juve, e la cosa preoccupante è che Corvino sta rinnovando con i viola, dunque il rischio di un nuovo colpo gobbo del Corvo Viola diventa molto forte.
Non si capisce davvero l'interessamento ricorrente per questo allenatore, sicuramente bravo e professionale e ancora di più, degnissima persona; tuttavia, la sua Fiorentina non ha mai vinto nulla, e quest'anno è messa ancora peggio della Juventus.
Il fatto più rischioso, dicevamo, è che potrebbe portarsi qualche suo giocatore di fiducia. La cosa non può non preoccupare, visto che in questi ultimi anni di sicuro non siamo stati fortunatissimi negli scambi di giocatori con i viola. Quattro anni di scarpe su misura, abbiamo scritto sul nostro sito.
Non vorremmo che anche questa volta la Montelkaniana aiutasse la proprietà della Fiorentina a liberarsi di un allenatore che sulle rive dell'Arno ha fatto il suo tempo.
Beffa nella beffa sarebbe se a Firenze approdasse un altro ex bianconero che in provincia sta facendo miracoli. Ci riferiamo a Pioli, che con il Sassuolo in serie B sta facendo benissimo.
In altri tempi la Juventus era la Juventus perché sapeva fare scelte coraggiose, ma spesso vincenti, oppure si andava sul sicuro. La scelta Prandelli non appartiene a nessuna delle due categorie: ormai è un allenatore affermato, dunque non è una scommessa perché tutti sanno cosa può dare. Allo stesso tempo non è un allenatore vincente, perché semplicemente non ha vinto nulla.

In passato la Juve aveva le sue società satellite. Ora sembra una società satellite. E forse è questa la cosa peggiore.

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mercoledì 23 dicembre 2009

Ridete, ridentini!

Bisognava tagliare con il proprio passato. Bisognava aprirsi ed essere simpatici. Dunque bisognava avere una società nuova da ottenere cacciando tutti gli juventini dalla Juventus.
Anzi, si è fatto di più e di meglio: si sono cacciati dalla società tutti coloro che capivano di calcio. Meglio avere pallavolisti, tennisti, esperti in fotocopie e presunti esperti di finanza, marketing, pubbliche relazioni, psicologia dello spogliatoio e psicologia dei tifosi avversari. Ecco a voi, è nata la Rinascentus.

Per quanto riguarda il reticolo di osservatori sparsi per i cinque continenti, si è deciso di abbandonare la vecchia strada tracciata da Giampiero Boniperti: affidarsi ai vecchi giocatori della Juventus, e che alla Juventus sono rimasti legati.
La Rinascentus ha preferito affidarsi ad un Carneade, tal Castagnini, oltre che alle pagelle della Gazzetta rosa di Milano. Risultato? La Rinascentus appare all'esterno come la Ridentus. Una sorta di scemo del villaggio che tutti si sentono in diritto di spennare e successivamente di dileggiare.
Ultimo esempio quello di Pantaleo Corvino, che prima dichiara seraficamente di non essere matto e per tanto non interessato al portoghese Tiago, e dopo inzuppa il pane nell'equivoco Melo.
Infatti, Corvino ha dichiarato che Melo a Firenze giocava nella stessa posizione che occupa a Torino.
Il massaggio è semplice e chiaro: alla Ridentus sono tutti incompetenti.
Sicuramente è giusto ciò che dice. Ma dichiarare una cosa del genere pubblicamente attesta che all'avversario non basta più rifilare il "bidone" (che poi bidone non è), bisogna anche infierire pubblicamente.
Una vera manna per chi, fino a pochi anni fa, poteva solo infamare a mezza bocca e invidiare la società bianconera nei sottoscala del mondo del calcio.

La soluzione è semplice: deridentinizzare questa Juventus totalmente allapata, elkanizzata e montezemolata. Tutti a casa, e immediato ritorno della Juve sotto la protezione del ramo Umbertiano della famiglia Agnelli.
I corvi, i petrolieri verdi e i giornalai rosa smetterebbero presto di ridere.

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sabato 19 dicembre 2009

Tutti pazzi per Tiago?

Tiago alla Fiorentina? "Non sono mica pazzo", è la risposta istintiva sibilata dal direttore generale della squadra viola, Pantaleo Corvino, durante la conferenza stampa del prepartita contro il Milan.
Infatti i pazzi sono altri, lui è un drittone che da qualche estate fa i colpi grazie alle pazzie altrui. Nell'estate di Calciopoli acquistò Mutu al prezzo di saldo di 7,5 milioni di euro, sbolognando in prestito alla Juventus Bojinov (!) con diritto di riscatto per la metà (!). Un affare da grande squadra per la Fiorentina, che riuscì a trattare la Juventus come una qualsiasi società satellite.
La scorsa estate Corvino si è ritrovato sull'uscio di casa Felipe Melo, scovato solo un anno prima e pagato circa 8 milioni di euro agli spagnoli dell'Almeria. Corvino, che non è un pazzo, né un incapace, per farlo andare via gli ha fatto firmare un nuovo contratto con clausola rescissoria fissata a 25 milioni di euro. "Se lo vuole qualcuno deve pagare l'intera clausola" tuonò ipnotico il dirigente viola, quasi come fosse una concessione. Sappiamo tutti com'è andata. La concessione, quella vera, la fecero gli altri cedendogli a prezzi da outlet sia Marchionni che Zanetti.
E adesso radio calciomercato vorrebbe far passare da pazzo Corvino, rifilandogli Tiago seppur a prezzo di saldo? Suvvia, casomai fosse pazzia, quella alberga altrove.

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mercoledì 14 ottobre 2009

Donna, è arrivato l'arrotino!

E' recente la notizia, riportata anche su News Week, che la Juventus stia cercando un terzino destro abile nell'inserimento e nella spinta laterale. Gli attuali titolari del ruolo non sembrano garantire adattabilità a nuovi schemi, quindi i nomi ventilati dagli addetti ai lavori sono Rafinha, Sagna, Beck fino ad arrivare a Mesto, forse il preferito. Ancora una volta la convergenza economica legata alle comproprietà sembra prevalere rispetto alle reali esigenze tecnico/tattiche della squadra, così Criscito e Palladino rientrerebbero nel mesto affare.

Il buco lasciato da Blanc tra le cariche societarie (non ci risulta faccia anche mercato) induce altri DS ad elargire consigli gratuiti per gli acquisti. Corvino ha recentemente dichiarato: "Melo? Nel ruolo ha pochi eguali al mondo Ora è stanco, ma può decidere la corsa al titolo. Secco cerca un terzino? Con Boateng va sul sicuro. Consiglio pure Parshivlyuk". Fa praticamente follow up alla vendita, oltre a consigliare i rinforzi per una rivale. Epperò, che competenza!

Quando la matassa verrà sbrogliata capiremo chi fa davvero il mercato della Juventus; Lippi è chiacchierato sin dai tempi di Iaquinta, si mormora di Marotta come possibile nuovo arrivo, mentre il Direttore Sportivo della Fiorentina dà indicazioni. E Secco? Sarà andato a controllare perché si è spento il fax?

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mercoledì 2 settembre 2009

Politici o politicanti?

Alt! Innanzitutto, una precisazione: non è il blog di ju29ro.com che vuole continuamente parlare di politica, sono i politici (o politicanti) che continuano a parlare, quasi sempre a sproposito e per miserabili interessi di bottega, di calcio.

Ecco cosa ha dichiarato, ieri, il neo sindaco di Firenze in relazione al caso Mutu: "Mi pare una vicenda paradossale. Si sta giocando sulla pelle di Mutu una battaglia più grande di lui. Il giocatore ha già pagato i suoi errori, forse sarebbe stato giusto far pagare a chi ha prelevato Mutu a costo zero al termine di quel periodo. E i tempi non sono così stretti come si pensava". Insomma, ci risiamo. A Firenze ormai vogliono a tutti i costi che paghi la Juve, come se in questi ultimi anni non abbia pagato abbastanza, in ossequio a quel triste sentimento popolare che deve trovare un capro espiatorio per i mali del mondo.

La Juventus si è limitata a ingaggiare un giocatore privo di contratto, dopo che la sua vecchia società lo ha licenziato in tronco per uso di sostanze stupefacenti. Successivamente, i torinesi lo hanno ceduto alla Fiorentina, ma quello che conta è che i viola sapevano benissimo quella che era la condizione del romeno; conoscendo la maestrìa di Pantaleo Corvino non abbiamo dubbi che proprio facendo leva sulle "pendenze" con Abramovich sia riuscito ad acquistare il giocatore a prezzo di saldo. Stiamo parlando di 8 miseri milioni di euro per un fuoriclasse di livello internazionale.

Ora, i fiorentini con quale faccia di bronzo pretendono che sia la Juve a pagare per Mutu? Con quale coraggio un sindaco, che è un rappresentante del popolo (di Firenze, juventini compresi) si permette di dire simili bestialità, che fanno a pugni con le regole dell'Uefa, con le leggi svizzere (dove l'Uefa ha sede), e con le leggi vigenti in Italia e nell'Unione Europea?

Semplice, ormai pur di arraffare qualche voto si è pronti a dire qualunque cosa: se poi c'è da fare un danno alla Juve bene, ancora meglio. Alla faccia del diritto, e anche del buonsenso.

Che delusione, da un giovane sindaco, speranza di cambiamento per tanti (non solo a Firenze) ci saremmo aspettati molto di più.
Povero La Pira, ormai nella tomba fa i salti mortali!

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mercoledì 8 luglio 2009

MELO sentivo che li avrebbero spennati

MELO sentivo che anche quest'anno si sarebbero fatti spennare.
Due anni fa, si sono fatti spennare dal Presidente del Lione, quando hanno comprato quel pippone di Tiago.
Due anni fa, si sono fatti spennare dal Presidente del Deportivo, quando hanno comprato quel marcione di Andrade.
Due anni fa, si sono fatti spennare dal Presidente dell'Empoli, quando hanno comprato quel pippone di Almiron.
L'anno scorso, si sono fatti spennare dal Presidente del Siviglia, quando hanno comprato quel pippone di Poulsen.
Ma MELO sentivo che gli spennamenti sarebbero continuati.
Ed infatti sembra che si siano fatti spennare anche da Pantaleo Corvino, direttore sportivo della Fiorentina.
Sembra che abbiano comprato Felipe Melo per 25 milioni di euro (per un importo cioè pari all'intera clausola rescissoria prevista da Corvino, senza un centesimo di sconto).
Sembra che abbiano venduto alla Fiorentina metà Marchionni per 2,3 milioni di euro o, forse, tutto Marchionni per 5 milioni.
Sembra quindi che Felipe Melo sia stato valutato cinque volte Marchionni (e che Marchionni sia stato valutato un quinto di Felipe Melo).
Sembra quindi che si siano fatti spennare sia sulla vendita di Marchionni sia sull'acquisto di Felipe Melo.
Complimenti vivissimi.
E a proposito di Felipe Melo, ecco quel che dichiarava il brasiliano sei mesi fa alla vigilia della partita con la Ridentus: "Se l'arbitro farà bene il suo lavoro, possiamo vincere. Al mio arrivo mi hanno detto che ci sono due campionati. Quello con la Juve e uno a parte, e lo so io come lo sanno i miei compagni".
Uno Stankovic, in pratica, solo un po' più "abbronzato" (cit).

Il Mago di Ios

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giovedì 18 giugno 2009

La bolla dorata

Dal mondo del calcio continuano ad arrivare grida di dolore. Ecco cosa dice oggi il direttore sportivo della Fiorentina Pantaleo Corvino: "Il calcio è in crisi economica e finanziaria e bisogna aiutarlo, per esempio con delle agevolazioni dal punto di vista fiscale: la fiscalità italiana ci penalizza mentre negli altri paesi la situazione è molto migliore".
Ecco, il calcio è in crisi e lo Stato dovrebbe concedere una fiscalità di vantaggio. Sarà anche vero, ma questa richiesta attesta, senza dubbio alcuno, che i signori del pallone vivono in una bolla dorata e non si rendono minimamente conto della realtà generale. Oggi per esempio il centro studi di Confindustria ha rilasciato le sue previsioni per quest'anno: Pil -5%, disoccupazione al 9,3%, rapporto debito/Pil al 117,5%.
Lasciando perdere il fatto che non è minimamente da escludere che questi dati, seppur catastrofici, siano comunque ottimistici, appare subito chiaro che lo Stato non ha nessun margine di manovra per poter intervenire in favore del mondo del calcio.
Noi pensiamo inoltre che lo Stato tra decreti "spalmadebiti" e trattamenti di favore da parte dell'Agenzia delle Entrate alle società di calcio, abbia dato più che abbastanza. Ora è arrivato il momento di usare il bisturi e di incidere sul bubbone. Chi non ha le risorse per andare avanti deve vendere i suoi giocatori migliori, se ciò non basta le società in debito d'ossigeno devono essere pilotate verso il fallimento e fatte ripartire dalla vecchia serie C2, così come previsto dal "lodo Petrucci".
Questo è l'unico modo per riportare la macchina in carreggiata. E pazienza se guarderemo le cicale spagnole festeggiare (forse) per uno o due anni. Dopo godremo di un ottimo spettacolo.

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