venerdì 26 febbraio 2010

I migliori del mondo


Ringraziamo Andrea Della Valle per la sua appassionata difesa della Fiorentina, di Firenze e dell'area urbana limitrofa: non proprio un capolavoro di sincerità, ma in certi casi non è poi il caso di andar troppo per il sottile.
Nella sua ricusazione pubblica di Roberto Rosetti, aka L'Arbitro Più Bravo Del Mondo, Andreino rammenta il brutto passato del torinese con i viola: evidente il riferimento a quella partita con la Lazio del campionato 2004/2005 in cui Rosetti non vide il fallo di mano di Zauri, condannando la Forentina a giocarsi la salvezza all'ultima giornata. Si scorda però che nell'intercettazione tra Bergamo e Mazzini susseguente alla partita, Bergamo rivelò che l'arbitro di Torino l'anno prima fu "decisivo per il passaggio". Dei viola in A, nello spareggio dell'anno precedente contro il Perugia, hanno inteso i più. Insomma, ricordi brutti e ricordi belli. Ma non è il punto.
Il punto è che Della Valle ricorda che la Roma ha ricusato Rosetti e non lo vede più da 4 mesi, e i viola vorrebbero lo stesso. Anche qui crolla un caposaldo di Calciopoli.
Ma come? La Juve è stata accusata di aver ricusato Collina, e siccome questi era l'arbitro migliore del mondo, il motivo non poteva che essere la fraudolenta volontà di non avere arbitraggi imparziali.
Oggi ben due squadre ricusano l'arbitro che ha arbitrato la finale degli Europei, ritenuto il migliore al mondo da molti addetti ai lavori, ed è normale? E' normale non fidarsi dell'arbitro migliore al mondo?
Se lo è per Fiorentina e Roma, lo era anche per la Juve, che con Collina vantava un precedente come la piscina di Perugia. Lo stesso Collina che abbiamo poi scoperto chiaccherare amabilmente con Meani.
Anche l'arbitro migliore al mondo può essere infido, fidatevi.
Un altro argomento in meno per l'accusa di Calciopoli.

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mercoledì 2 dicembre 2009

Nuova Calciopoli o vecchi incendiari?

Il presidente del Napoli è furente dopo gli ennesimi torti arbitrali che, a suo dire, il Napoli avrebbe subito a Parma. Dal dubbio rigore fischiato da Trefoloni a favore del Parma per trattenuta di Aronica su Lanzafame (identico ad un intervento subìto da Quagliarella poco prima in area parmense, ma non sanzionato dal direttore di gara), fino all'espulsione di Contini avvenuta qualche istante dopo per proteste, il presidente partenopeo è un fiume in piena che si scaglia contro il settore arbitrale: "Cari arbitri, ora basta. La piazza di Napoli esige rispetto e il campionato ita­liano è una cosa seria. Non ero a Parma - continua il produttore specialista in "cinepanettoni"- ma nel secondo tempo in televisione si è notata una certa sudditanza da parte dell'arbitro. Ho visto quanto si agitava la panchina del Parma. Non so cosa sia accaduto nello spogliatoio durante l'intervallo, ma un direttore di gara dovrebbe essere sempre autorevole e tranquillo".
Ma il De Laurentiis furioso non finisce qui, anzi: "Mi chiedo perché dovrei mettere tanti milioni di euro nel calcio per vedere un arbitro che si lascia condizionare, la piazza di Napoli esige rispetto. Il campionato italiano è un campionato serio. Se deve diventare non serio per colpa degli arbitri, bisogna che Collina dia una spiegazione. A tutto c'è un limite. Io non ammetto che un arbitro si lasci condizionare, altrimenti dovrò correre ai ripari". Talmente minaccioso il presidente della Filmauro da evocare il fantasma di Calciopoli: "La classe arbitrale va rivista. Non vorrei che si verificasse all'orizzonte una nuova Calciopoli. Non serve né la moviola in campo né la prova tv. La Fifa deve capire che ogni Paese è diverso...".
Bello lo sfogo del presidente del Napoli Calcio, uno sfogo che, essendo datato 1 dicembre 2009, dimostra come le cose nel calcio italiano non siano affatto cambiate dopo il 2006, anno in cui il figlio del grande Dino riportava il Napoli in serie B dopo il fallimento societario di due anni prima, fallimento che aveva peraltro agevolato l'acquisto del club da parte dell'imprenditore cinematografico.
Anzi, il timore di De Laurentiis, uno che dalla cosiddetta Calciopoli non ha ricevuto alcun tipo di danno, tutt'altro, è sintomatico di un'atmosfera piena di sfiducia e sospetti nei confronti di un mondo, quello calcistico, che si è dato frettolosamente da fare per cancellare "qualcuno" con un processo farsesco basato su accuse farlocche, ma che ha lasciato il 99,9% dei personaggi che gravitavano attorno al settore ben saldi al loro posto.
Ma gli scontenti e i polemici per partito preso sono rimasti, che abbiano ragione o torto poco importa.
Quello che importa è il clima, che resta esasperato come e più rispetto all'epoca precedente Calciopoli, nonostante i paladini della farsa continuino a prodigarsi per difendere le ragioni di quella caccia alle (poche) streghe responsabili (a loro dire) del Male Assoluto.
Qualcuno, appena uscite le prime intercettazioni strumentalizzate a dovere per rovinarlo, se ne uscì con una frase sibillina ma che oggi possiamo definire come minimo profetica: "Come sarà il calcio senza Moggi? potrebbe pure essere peggio".
Un altro, che da tre anni non parla e che a giorni attende il giudizio del rito abbreviato sulla sua posizione al processo napoletano, lasciò con una frase ancora più chiara: "Togliamo il disturbo, ma vedrete che banditi verranno dopo di noi".
Noi di tutto questo c'eravamo accorti sin da subito, piano piano ci stanno arrivando tutti.
De Laurentiis, che non è nuovo a questi sfoghi, e da uomo abituato a programmare si deve trovare un po' a disagio in un mondo approssimativo e legato all'imponderabile (in tutti i sensi...), abbia però il coraggio e l'onestà di riconoscere anche quando gli arbitri sbagliano a suo favore.

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domenica 8 novembre 2009

La legge è uguale per tutti... la Gazzetta no!


Ogni buon tribunale riporta questa dicitura per ricordare che la legge si applica per tutti allo stesso modo, indipendentemente da chi sia l’imputato.
Poi c’è il tribunale rosa. Quello che accetta che venga tolto un grado di giudizio (Guido Rossi docet). Quello che sa le sentenze in anticipo. Quello dei processi lampo.
Eh sì, perché pensate che, anche se il processo Calciopoli va avanti, tra testimonianze contraddittorie dei testimoni dell'accusa e tentativi di ricusazione, da poco meno di un anno, a giudicare da quanto riportato dal giornale rosa si sarebbe tenuta finora una sola udienza.
Infatti, per la prima volta sulle pagine della Gazzetta dello Sport compare la cronaca di quanto accade in quel di Napoli. E neanche a farlo apposta si parte subito forte, con la scomodissima testimonianza di Manfredi Martino, ex segretario della CAN, sui sorteggi arbitrali all'epoca di Bergamo e Pairetto.
Pensate che, secondo la Pravda rosa, il genio maligno di questi grandi corruttori era tale da consentir loro di falsare un sorteggio (effettuato, tra l’altro, da un giornalista sotto gli occhi di un notaio e di inviati dei vari giornali e tv) semplicemente con un colpo di tosse!
Ma, siccome si sa che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, l'eroico Manfredi ha finalmente potuto confessare il segreto che si è tenuto dentro da tanto tempo e che, per ragioni sconosciute, ma sicuramente terribilissime, non ha potuto mai rivelare prima!
Una mazzata dunque per Moggi e la sua setta, penserà il lettore medio della Gazzetta. Se questo è il primo resoconto, figuriamoci cosa ci riserverà il futuro.
Infatti, il lettore medio della Gazzetta non sa che il teste Manfredi è stato smentito nella stessa udienza da Bergamo stesso, né che la sua stessa deposizione, ascoltata in viva voce su Radio Radicale e non letta sulle pagine dei giornali, risulta quanto meno contraddittoria (a esser clementi!), come del resto quasi tutte le testimonianze fornite finora dai testimoni dell’accusa.
Il lettore medio non si chiede perché, anche ammettendo (e non concedendo!) una presunta irregolarità, il giornalista e il notaio responsabili del sorteggio non siano sotto accusa. E nemmeno si chiede perché, sempre in base a questa ipotesi, l'arbitro sorteggiato per Milan-Juve (è a questa partita che si riferisce la testimonianza) sia stato Collina, quello che desiderava incontrarsi in segreto con Galliani nel ristorante di Meani.
E non lo fa semplicemente perché la Gazzetta non glielo dice. E a lui sta bene, perché questa "verità" fabbricata su misura fa infinitamente comodo. Pensate che frustrazione, per un tifoso dell'Inter o del Milan, sapere che non solo la Juve vinceva regolarmente, ma addirittura forse erano le milanesi a fare cose poco chiare e (almeno per quanto riguarda l'Inter) a perdere sistematicamente!
Però qualcuno glielo dovrà pur dire, un giorno, che Moggi non ha sequestrato Paparesta, non chiamava gli arbitri, che i sorteggi erano regolari, e via dicendo.
E quando la Gazzetta e i giornali simili (perché non credano di salvarsi altre testate "imparziali" come Repubblica o il Corriere della Sera, tanto per fare due nomi) cercheranno qualche giustificazione astrusa, come quella che la giustizia sportiva fa il suo corso indipendentemente da quella ordinaria (altra "verità" falsa, basta leggere l’articolo 39 del Codice di Giustizia Sportiva), allora chi ha seguito davvero i fatti, chi ha pazientemente aspettato che la verità (senza virgolette stavolta!) venisse a galla, potrà finalmente bearsi di una Giustizia che speriamo possa prevalere senza tenere conto del sentimento popolare, ma soltanto della Legge che, come si legge in ogni aula di tribunale, è uguale per tutti.
Anche per Moggi e per la Juve.

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lunedì 26 ottobre 2009

Gasperini interista vero

Forti lamentele di Gasperini ieri a Cagliari, dopo la terza sconfitta rimediata dalla "squadra dei sogni" in una settimana. Oggi, addirittura, si mormora di "dossier arbitrali" pronti. Insomma, piano piano, sta tornando il peggio del peggio: ovvero ciò che avevamo visto ai tempi dell'Inter vittima sacrificale della cupola inesistente.
Ma gli arbitri ora non sbagliano in buona fede? Sembrerebbe di no, viste le minacce di dossier (Genoa), e le ricusazioni (Sensi), per non parlare di De Laurentiis che già mette le mani avanti e parla di "campionato truccato" (testuale), qualora il suo tecnico venisse squalificato dopo l'espulsione di ieri!

Però, in tutto questo caos il posto d'onore per l'antisportività lo merita Gasperini. Piazzamento meritato, visto che ieri ha perso il buonumore e l'allegria sfoggiata dopo la batosta in casa contro l'Inter, e si è lamentato degli arbitri non considerando, per esempio, che in altre circostanze è stato fortemente agevolato (involontariamente, s'intende), come per esempio contro la Juve, alla quale vennero annullati due gol (uno dei quali assolutamente regolare).

Per fortuna la Juventus non lo ha preso come allenatore. E chi se ne frega se è più esperto di Ciro, alla Juve di uno che ride e si sollazza con i giornalisti dopo una batosta per 5 a 0 in casa non sappiamo che farcene. Anche se fosse il nuovo Alex Ferguson.

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venerdì 18 settembre 2009

La memoria di Dino Baggio

Come tutte le settimane, almeno un paio di personaggi si sentono in dovere, dalla panchina dei giardinetti dove godono la meritata pensione, di rilasciare dichiarazioni per giustificare i fallimenti (inevitabili nella vita) della loro carriera.

Questa settimana, il premio per la dichiarazione più strampalata spetta a Dino Baggio: "Ricordo che annullarono un gol a Cannavaro che nessuno ancora oggi sa perché è stato annullato. Se vincevamo noi avevamo lo scudetto, poi ho visto che l’ha vinto la Juventus".
Ecco, ovviamente la causa dei propri insuccessi è la Juventus. Come dubitarne del resto. C'è solo un piccolo problema, il pensionato Dino Baggio ricorda male, infatti l'anno del gol di Cannavaro lo scudetto non lo vinse la Juventus. Se lo portò a casa, grazie allo tsunami perugino, la Lazio.
Povero Baggione, la memoria inizia a fargli difetto.

A noi no, invece. Noi ricordiamo benissimo anche chi era il presidentissimo, magnate del latte e supermecenate,che foraggiava il suo Parma. Trattasi di quel gran signore di Calisto Tanzi. Quello del crack Parmalat, che ha lasciato in brache di tela decine di migliaia di risparmiatori.
Una storia edificante, non manca nulla, dalle miliardate scomparse nel nulla, alle regalìe ai politici, fino al classico collaboratore caduto dall'immancabile cavalcavia.

E voi credete che il signor Tanzi si facesse fregare da Luciano Moggi?
Forse il problema proprio qui sta: l'Italia è destinata a fare una brutta fine, se le persone non la smetteranno di credere alla favola moderna, dove immancabilmente alla fine arriva la cattivissima Zebra che si mangia il Diavolo, il Biscione, il Grifone, la Lupa.
Meglio le favole antiche di Fedro.... anche gli animali stanno al proprio posto.

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lunedì 14 settembre 2009

Direzioni perverse

In una giornata mediaticamente indirizzata verso la nuova caccia alle streghe contro la Juventus (buono o cattivo segno, lo scopriremo solo vivendo) è interessante notare come il trionfo della difformità di giudizio sia ormai completo, e assomigli sempre più ad un gioco perverso.
Esempio semplicissimo: la Roma vince a Siena, complice l'espulsione (eccessiva) di Codrea, reo di essere intervenuto su un Totti che ormai vola ad ogni refolo di vento più di una libellula. A fine gara il tecnico dei toscani si lamenta dell'atteggiamento intimidatorio tenuto dai giocatori di Ranieri, i quali avrebbero insultato l'arbitro Damato per tutta la gara senza che il fischietto barlettano adottasse alcun provvedimento in merito. Abbiamo notato la reazione finale di De Rossi, lasciatosi pesantemente andare al turpiloquio (forse contro una frangia di tifosi giallorossi contestatori), e subito frenato dai compagni che ne hanno limitato la furia agonistica. Sintomo di un clima che in campo non era dei più sereni. Ma il bello arriva dalle dichiarazioni di un solitamente misurato Giampaolo, furioso come mai prima d'ora: "Certi grandi giocatori ci marciano: i Totti, i De Rossi. Da parte della Roma ci sono stati insulti all'arbitro per 90 minuti. Non meritavamo di perdere, abbiamo giocato al meglio delle nostre possibilità contro una squadra forte e che doveva vincere per forza oggi".
Insulti all'arbitro da parte dei giocatori romanisti? Ma perché, caro Giampaolo, dove sarebbe la novità? Totti è da sempre abituato a trattare gli arbitri come suoi subalterni, almeno all'interno dei confini dello Stivale (all'interno del G.R.A., poi, non parliamone neppure...), si ricordi per tutti l'episodio plateale di Udine di due stagioni fa, quando il capitano "daàmaggica" mandò reiteratamente affanculo uno dei fischietti di punta della combriccola colliniana, il severo Rizzoli.
Evidentemente a certi arbitri farsi insultare da certi giocatori piace, e parecchio. Ancora Giampaolo sull'espulsione di Codrea: "Il Siena è una squadra corretta, non cattiva. E' stata un'espulsione che non ci stava e ci ha penalizzati, anche se si può sbagliare. Però l'arbitro deve arbitrare senza condizionamenti, va lasciato in pace. È un malcostume, se lo fa un mio calciatore va buttato fuori, questo non va bene".
Eh sì, caro Giampaolo, le auguriamo solamente di essersi divertito con la famiglia stasera, perché se le fosse capitato di buttare un occhio a Genoa-Napoli, siamo certi che la salute del suo fegato ne avrebbe risentito vedendo l'espulsione di Criscito, colpevole di avere sfanculato Tagliavento con quel fisichino minuto e il visino da bambino, e come tale punito dall'arbitro per aver detto una parolaccia. Come all'asilo.
Grande il signor "fischio tre rigori contro la Juve così sembro figo" (Cagliari-Juve 2-3, settembre 2007, tre rigori accordati ai sardi di cui uno tramutato in calcio d'angolo su corretta segnalazione dell'assistente), addirittura straordinario poco più tardi nel compensare concedendo un dubbio rigore al Genoa che causa anche l'espulsione di Campagnaro. Non vedeva l'ora, Tagliavento, di ristabilire la parità numerica e farne di ogni per deturpare la partita. Evidentemente un sottile piacere lo pervade, non c'è altra spiegazione. A maggior ragione visti i precedenti.

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lunedì 24 agosto 2009

Attacco preventivo


Chi ben comincia è a metà dell'opera. Questo abbiamo pensato stamane, scorrendo le pagine sportive de la Repubblica. Voto all'arbitro di Inter-Bari, secondo Andrea Sorrentino, 6,5. Ecco la motivazione: "Vede bene quando serve". Ecco invece il voto all'arbitro di Juve-Chievo, secondo Emanuele Gamba: 5. La motivazione eccola qui: "C'era un rigore per il Chievo, doveva espellere Poulsen, ma non ammonire Marrone".

Notate qualcosa di strano? Noi senza dubbio notiamo un certo "doppiopesismo". Infatti, il giornalista che segue l'Inter non si accorge che c'era un'espulsione nettissima per Materazzi. E che il rigore "apriscatole" fischiato a favore dell'Inter era un rigore da microscopio elettronico. Di quelli che vengono fischiati solo alle squadre ricche e potenti. Quindi, senza dubbio, possiamo dire che l'arbitro "vede bene quando serve" ma, soprattutto, quando serve a Moratti.

Fiscalissimo e con la vista a corrente alternata, invece, Emanuele Gamba. Siamo d'accordo sull'espulsione di Poulsen, ma sul presunto rigore su Pellissier abbiamo qualche sospetto: guardate i piedi di Pellissier nel momento in cui cade: se notate li alza contemporaneamente, giusto come facciamo tutti noi quando ci tuffiamo in mare. Se invece veniamo spinti, in genere, i piedi sono scoordinati e non si sollevano a tempo. Infine, il buon Gamba non ha nulla da ridire sul braccio in area di Yepes.

Ci viene il sospetto che il sentimento popolar-giornalistico sia già indirizzato: occhi da falco sulla Juve, occhi bendati sulla squadra del petroliere amico degli operai. E chissà cosa avranno pensato nella redazione sportiva de la Repubblica quando hanno letto il lancio d'agenzia (tra l'altro riportato proprio da Repubblica Spy Calcio) nel quale Nicchi dice chiaro e tondo che Materazzi meritava l'espulsione. Forse si tratta di un presidente dell'AIA troppo vicono alla Juventus?

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venerdì 31 luglio 2009

L'ultimo presidente


Sei anni fa è scomparso l'ultimo presidente della Juventus, Vittorio Caissotti di Chiusano.
A noi tifosi appariva come un uomo mite e bonario. Solo in una circostanza lo abbiamo visto trattenere la rabbia, e dover utilizzare tutto il proprio autocontrollo (esercizio a cui fu, evidentemente, educato).
Fu quando andò come ospite ad un programma di Mediaset per complimentarsi con Cragnotti per la vittoria dello scudetto della Lazio. Vittoria che maturò in un campo irregolare, e fuori da ogni regolamento sportivo, grazie all'ineffabile Collina. Tutti sapevano anche che i passaporti di alcuni extracomunitari laziali erano falsi. Ovvio che per un giurista del suo calibro era veramente difficile accettare tutto ciò. Ma lo fece: stile Juventus. Stile di un'Italia che lavora e che si impegna, contro l'Italia dei cialtroni, dei corruttori e delle facili scorciatoie.

Ci piace però pensare che il Presidente mai e poi mai avrebbe messo la sua faccia, il suo onore, la sua dignità professionale e personale al servizio di quella Caporetto che è stata la (finta) presentazione del ricorso al Tar contro lo scempio del processo sportivo di Farsopoli. Avrebbe difeso la Juve e se stesso, con le unghie e con i denti, da grande avvocato quale era. Dopo essere stati spesso scippati (dagli scudetti "giubilari" delle romane, alle due finali di Coppa Campioni con il Borussia e il Real), passare addirittura per ladri sarebbe stato troppo.

Signore sì, fesso o in malafede no di certo!

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giovedì 4 giugno 2009

I desiderata dello Specialone

Dopo aver ottenuto da Moratti l'agognato aumento d'ingaggio, lo Specialone ha consegnato all'Inter la lista della spesa. Non si fanno nomi ai giornalisti, ma sono considerati prioritari gli acquisti di un difensore, un centrocampista e di un altro attaccante, oltre naturalmente ai già ingaggiati Motta e Milito.
Alla fine, ne siamo certi, lo Specialone verrà accontentato dal suo Mecenate. Nulla di male in tutto questo.
Però continuiamo a segnalare le anomalie del bilancio dell'Inter.
Infatti non vorremmo che anche quest'anno la solita voragine venga parzialmente coperta con altre operazioni di finanza creativa come quella della vendita del marchio a se stessi (leggi Inter Brand). Tutto, come al solito, coperto dai complimenti degli scherani che scrivono per i giornali sportivi e che falsamente ci raccontano di Moratti mecenate come Lorenzo il Magnifico.
Scrivere la verità sui bilanci dell'Inter sarebbe un buon inizio per ritornare ad un campionato almeno parzialmente regolare. Certo, per arrivare a questo sarebbe necessario anche altro. Per esempio nel caso in cui il campionato prossimo fosse funestato da incredibili errori arbitrali come quello di quest'anno (e dell'anno precedente!), bisognerebbe iniziare a dire che il campionato è falsato e che Collina è quanto meno un incapace.
Certo, ci rendiamo conto, chiediamo un po' troppo ai giornalisti sportivi, sempre in prima fila a difendere il potente, ma presto o tardi, se non si vuole arrivare ad un campionato di livello africano ci si dovrà arrivare.

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domenica 10 maggio 2009

47 giornate

Chievo-Inter si è conclusa con un pareggio abbastanza atteso. Gli appassionati, curiosi di vedere il gioco dell'Inter senza Ibrahimovic si saranno fatti la loro idea in proposito, pertanto noi non diamo il nostro giudizio. Ognuno si tenga il suo.
Però segnaliamo che l'area di rigore dei milanesi continua ad essere simile al selvaggio West: vige la legge del "più forte". Anche oggi sono stati negati due possibili rigori al Chievo. Il primo per un placcaggio di Cordoba su Bogdani quando il risultato era sull'uno a uno. Il secondo per una spinta di Cruz su Sardo quando la partita era sul due a due. Non stiamo a recriminare sull'incredibile serie di partite senza rigori contro l'Inter (siamo a quota 47), il calcio è questo. L'arbitro a volte non vede e spesso non vede nell'area del "più forte".
Però preghiamo Collina di spiegare ai suoi arbitri, figli della ventata di onestà post-Farsopoli, di continuare a non vedere anche dopo che l'Inter avrà vinto, più o meno meritatamente, il suo quarto (sic) scudetto in un campionato impoverito tecnicamente e tristemente "onesto".
Se per caso gli arbitri, miracolosamente, iniziassero a vedere i rigori in area interista solo a cose fatte, nessuno ci potrebbe chiedere di non sospettare che ciò sia accaduto per addomesticare non solo i risultati, ma anche le statistiche.

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martedì 7 aprile 2009

La terza stella

Gaucci appena rientrato dalla latitanza a Santo Domingo racconta la sua verità a riguardo dello scudetto perso dalla Juventus nel pantano di Perugia. Verità che probabilmente non sarà opportunamente analizzata dai mass media, visto che contraddice le favole fatte emergere da quello scempio che per comodità chiamiamo Farsopoli.
Ecco la dichiarazione "Sì, nell'intervallo arriva il finimondo, un metro d'acqua. Vado dal designatore degli arbitri e gli faccio: se vi azzardate a sospendere la partita, io non faccio giocare domani i miei giocatori e con l'ordine pubblico succede un casino. Collina era l'arbitro e andò a testare il campo: era un disastro ma trovò un pezzetto dove il pallone rimbalzò e si riprese a giocare".

Insomma Gaucci entrò quando la partita era sospesa a parlare con l'arbitro, per influenzarne le decisioni. Ma non basta, per "ammorbidire" Collina paventò la possibilità di tumulti popolari qualora la partita fosse stata rinviata. Ciliegina sulla torta, candidamente l'ex presidente dichiara che l'arbitro per venire incontro ai suoi desiderata trasgredì volontariamente le regole sulla praticabilità del campo.
Bene, coloro che sono stati scippati si trovano sul banco degli imputati in quanto, secondo giudici a nostro avviso estremamente fantasiosi, falsavano i campionati. Se andate a fare memoria, tra l'altro, in quell'anno la Lazio giocava con il suo miglior giocatore provvisto di passaporto falso. Cosa che quella Juve non fece mai, né prima né dopo.

Non ci rimane che festeggiare la terza stella. Di quello che hanno detto gli ineffabili Palazzi e Sandulli non ce ne deve fregar di meno. Una risata li ha già seppelliti (e sputtanati).

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domenica 22 marzo 2009

Collina traditore o tradito?

I veleni sugli arbitraggi continuano.
Ieri in Roma-Juventus Mexes andava espulso per un incredibile fallo ai danni di Del Piero ma l'arbitro, probabilmente per scarsa personalità, ha sventolato al francese solo un ridicolo cartellino giallo. Peccato che a causa di questo fallo, per tutto il secondo tempo, Del Piero abbia battibeccato con il romanista fino a quando spazientito non gli ha rifilato una leggera manata.
Reazione che ha convinto la sempre zelantissima Gazzetta dello Sport (zelante quando si tratta di Juve, un po' meno quando si tratta di stigmatizzare i falli potenzialmente da sala rianimazione opera del nuovo Facchetti) a chiedere la prova televisiva.
Ora Del Piero rischia la squalifica per aver spolverato la maglietta ad un giocatore che precedentemente gli aveva rifilato un violentissimo calcione da dietro a palla lontana.
Una bella frittata come antipasto.


A continuare l'opera ci ha pensato oggi Ayroldi che ne ha combinate di tutti i colori tanto che il DS dell'Udinese lo ha ricusato in diretta televisiva.
Cose che nel calcio onesto e puro del dopo Farsopoli non avrebbero dovuto verificarsi.
Ormai si può dire senza pericolo di essere smentiti che la gestione Collina ha fallito, se n'è accorto anche Fulvio Bianchi che, pur a malincuore, ne ipotizza il rischio di detronizzazione causa il "tradimento" degli arbitri di cui più si fidava.
Noi però su questo punto non siamo d'accordo. Come può un designatore pretendere dagli arbitri personalità e assenza della innocua sudditanza, quando esso stesso è stato protagonista certo di telefonate poco edificanti con addetti agli arbitri di società di vertice?

L'errore come si vede sta sempre lì, in quella maledetta estate in cui con una caccia alle streghe degna di Savonarola si è mandata la Juve in B senza uno straccio di prova di illecito. Prima se ne esce meglio sarà per il futuro di questo sport.
Per quanto riguarda il passato sarà invece il tempo a rendere definitivamente giustizia dello scempio.

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venerdì 6 marzo 2009

Fine dello stato d'eccezione?


Il filosofo politico Karl Schmitt chiamava la sospensione dello stato di diritto imposta da un "sovrano" come lo "stato di eccezione".
Si può dire che lo stato di diritto fu sospeso nel mondo del calcio quando scoppiò lo scandalo (finto) di Calciopoli, infatti, fu abolito un grado di giudizio, furono sostituiti i giudici naturali e furono sostituiti dal cosiddetto "commissario" anche i componenti degli organi dirigenti del settore arbitrale.
A sottolineare ancor di più, se ce ne fosse bisogno, lo stato d'eccezione basti pensare che fu nominato come designatore un ex arbitro di cui si ha prova inoppugnabile del fatto che intratteneva rapporti non corretti (almeno eticamente) con dirigenti di una società di calcio.

Ma non basta, lo stato di eccezione che in particolare ha interessato, a nostro avviso, il mondo arbitrale non riguarda solo i criteri di nomina (post Calciopoli) dei suoi dirigenti ma anche il modo in cui è stato governato e gestito il movimento.
Collina, a nostro umile avviso, ha accentrato troppi poteri, non vi sono, per esempio, griglie o sorteggi (ricordiamo i tribunali hanno dichiarato totalmente regolare il loro funzionamento) che possano mitigare il potere discrezionale del designatore di scegliere i direttori di gara.
Infatti, è capitato di vedere un arbitro, ora finito nel tritacarne delle polemiche, dirigere più partite nello stesso turno, e per di più questa eccessiva discrezionalità, a detta delle varie organizzazioni a tutela dei consumatori e degli osservatori sugli errori arbitrali, ha prodotto i campionati con più errori arbitrali di sempre.

C'è di che riflettere, per tutti, ma in particolare per il nuovo presidente dell'AIA. Che dopo l'eccezione (tragica e nefasta) di Calciopoli dovrà far riscoprire al calcio la bellezza delle regole e del diritto. Auguri.

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martedì 24 febbraio 2009

Che rottura di Corioni!

La Gazzetta di Parma, tre giorni fa ospitava una deliziosa intervista al presidente bresciano Corioni, intervista nella quale il buon Gino “presidente da quando aveva 25 anni” (cioè da 42) si rammaricava del fatto che il bresciano Ghirardi sia presidente del club della città della Barilla e non abbia accettato di sostenerlo o addirittura sostituirlo alla guida del Brescia.

Tra amarcord e nostalgie assortite, si arriva al consueto siparietto finale, nel quale Corioni rivendica i crediti del Brescia “rimasto l’unica vittima di Calciopoli. La nostra retrocessione nel 2005 fu manovrata, abbiamo le prove e cause in ballo. Ci è costata minimo 15-20 milioni di euro a stagione, ovvero la differenza che c'è fra la A e la B”.

Eccezionale, una battuta su Calciopoli non se la nega proprio nessuno, eh?
Soprattutto da parte di uno talmente vessato che sta nel calcio da 42 anni...

La stagione 2004/05 fu pilotata? Certo, ce lo ricordiamo benissimo il signor Corioni sbraitare per una partita persa 3-0 in casa propria. Era la prima giornata, e l’avversario era la Juve; il Brescia non superò neppure la metà campo.

Piuttosto chissà se Corioni si ricorda di una partita persa a Firenze, sempre 3-0. Era l’ultima giornata, Pierre Andrè Wome fu esilarante e il Brescia, salvo prima del match, finì in B. Arbitrava il “migliorarbitrodelmondo” ora “designatorepiùremuneratodelglobo”, ovvero “garanzia” Collina.

Quindi, caro Corioni; a chi dovrebbe chiedere i danni?

Un ultimo capolavoro, prima di congedarsi, Corioni ce lo concede: “In cadetteria non sono mai rimasto più di quattro stagioni, chiedo solo un po' di fortuna, che quest'anno sia quello della risalita, nonostante l’ingiusto stop di un anno inflitto a Possanzini”.

1) Quindi se quest’anno dovesse andar male, l’anno prossimo sarebbe record negativo, col quinto anno consecutivo di cadetteria? Proprio ora che il calcio è pulito?

2) Lo stop di un anno a Possanzini? La prossima volta, invece di inventarsi chissà quali riunioni tecniche post partita in spregio ai regolamenti, rispettino la prassi.

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Garantista con i tuoi, forcaiolo con chi vuoi

Esilarante il commento del sito “Blogosfere” in merito all’elezione di Maurizio Mattei quale commissario della CAN di serie D, nomina ratificata dal comitato Nazionale dell’AIA mercoledì scorso. Mattei era designatore nell’anno 2005/06, quello dello scudetto revocato e assegnato all’Inter per decisione del saggio dei saggi, il professor Guido Rossi. A proposito di quell’anno ufficialmente non ci sono indagini né intercettazioni relative, eppure l’autore dell’articolo si basa sulle stravaganti (è forse il termine più giusto) conclusioni dell’inchiesta "Off Side" datate 2005 secondo le quali:

Il nuovo commissario, come si evince dal percorso di provenienza all'interno dell'AIA, non rappresenta affatto una novità dell'ambiente, anzi la nuova CAN rileva proprio la continuità della nomenclatura dell'apparato federale". E poi: "Inoltre, se pur non direttamente interessato, in passato Maurizio Mattei figura accanto a vari personaggi che nel corso degli anni sono stati coinvolti nei maggiori scandali arbitrali, persone che attualmente dalle presenti indagini risultano far parte dell'organizzazione moggiana e, come nel caso di Baldas, rivestono un ruolo primario nel contesto associativo e nel perseguimento delle finalità che esso si prefigge. In particolare, l'attuale commissario all'epoca degli scandali che di seguito si riportano, ricopriva sempre ruoli di massimo rilievo nella CAN”.

Ora, posto che l’organizzazione criminale fosse realmente esistita (e se è mai esistita, di certo esiste ancora ma non è esattamente quella sulla quale i Torquemada della (dis)informazione e del Potere hanno puntato i riflettori), da questa conclusione non si ricava proprio un bel niente, se non il teorema per il quale se io sono amico tuo, e tu vieni beccato a rubare le caramelle, sono colpevole pure io in quanto amico tuo. Un gran bell’esempio, soprattutto se consideriamo l’attendibilità del maggiore Attilio Auricchio e delle informative redatte in merito all’inchiesta “Off Side” dal nucleo dei carabinieri di Via In Selci, già abbondantemente sbugiardate al Processo Gea.
E’ triste leggere certe cose da un giornalista che si dichiara indipendente. Molto triste. Così come è altrettanto triste che si parli di Mattei per le sue frequentazioni e non si parli di certi D’Addato, Marano, Puglisi e soprattutto dell’attuale designatore che, da arbitro in attività, organizzava incontri segreti con tesserati di società (uno dei quali facente funzione di presidente di Lega) nei giorni di chiusura dei ristoranti di proprietà di un sedicente “addetto agli arbitri” dalle funzioni tuttora misteriose, ancorchè ben retribuite, considerando che il soggetto in questione figurava come semplice "Co.Co.Co".

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venerdì 13 febbraio 2009

Gussoni forever

Il 6 marzo l'Associazione Italiana Arbitri eleggerà il presidente e finora ci sono due candidature, l'ex arbitro Nicchi e l'attuale designatore della serie D, Matteo Apricena; si vede che alla Gazzetta la faccenda non va giù, perché qualche giorno fa è intervenuto Ruggiero Palombo a ricordare l'impegno di Matarrese per la riconferma di Gussoni e a sottolineare che secondo osservatori neutrali (?) sia Nicchi che Apricena avrebbero degli "scheletri negli armadi".

Già era poco elegante riferire misfatti osservati da altri (come succede certe volte nei fatti di mafia), ma stamattina, per completare l'opera, a rimorchio della Gazzetta interviene il fratello maggiore e così Fabio Monti dà il cambio a Palombo e scrive sul Corriere che in un paese normale quelle candidature non ci sarebbero, che gli arbitri stanno facendo una pessima figura mentre Gussoni ha confermato di "essere una persona capace e al di sopra di tutto e di tutti"; insomma "o Gussoni o morte", perché secondo Monti se il presidente deve essere un altro allora l'Aia finirà commissariata (?).

Dal canto suo Gussoni, che tanto insensibile al fascino della carica non deve essere, l'altro giorno ha detto che lui non si presenta per combattere contro uno o contro l'altro, che lui è stato chiamato nel 2006 come presidente di garanzia e tale continua a sentirsi; se lo vogliono, evidentemente per continuare a garantire come fatto finora, devono chiamarlo.

La Gazzetta e il Corriere a quanto pare lo stanno chiamando. Si vede che a loro è piaciuto quello che Gussoni, insieme con Collina, ha garantito dal 2006 ad oggi e forse temono che Nicchi e Apricena quella garanzia non possano darla...

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lunedì 26 gennaio 2009

In video veritas

La tragi-commedia delle proteste televisive sugli errori arbitrali ha ormai raggiunto livelli che Pirandello se li sognava anche nella fase di maturità: domenica sera mentre Marotta e Mazzarri erano incazzati neri per i torti subiti dalla Samp (e così si prenotavano per un risarcimento in qualcuna delle prossime partite) Mourinho si faceva incredibilmente vedere incazzato pure lui perché, così diceva, il fuorigioco di Mexes a Napoli era di parecchi centimetri più fuorigioco di quello di Samuel in Coppa Italia e il rigore di Mellberg a Torino era più rigore di quello di Cordoba con la Samp (volendo far capire che non era disposto a pagare dazio nelle prossime partite nè con la Juve nè con la Roma che in settimana, dopo la partita di San Siro, aveva preannunciato un dossier).

A parte Montali che, forse a nome della Juve, aveva mandato a dire che un pareggio con la Fiorentina poteva andare bene (e meno male che l'arbitro Saccani ha fatto di testa sua), si lamentano tutti, chi perde ma anche chi vince e tutti vogliono spiegazioni da Collina. Lui si starà grattando la testa, ma intanto dovremmo tutti domandarci: quando, come nel 2004-05, i rapporti personali con i designatori non erano vietati come oggi, anzi erano raccomandati per evitare incasinamenti pubblici come quelli che stiamo vedendo adesso, siamo sicuri che Inter e Roma non si lamentavano con Bergamo e Pairetto? Le intercettazioni e le informative del maggiore Auricchio hanno detto di no ma quello che è oggi sotto gli occhi (e le orecchie) di tutti farebbe pensare il contrario.

Se a quello che abbiamo visto e sentito nell'ultima settimana diamo il significato di una specie di prova (TV) di vizi antichi, anche perché sappiamo tutti che "il lupo perde il pelo ma non il vizio", allora si può dire che anche con Bergamo e Pairetto Inter e Roma facevano sentire le loro lamentele e i loro messaggi trasversali, gli stessi che oggi fanno in televisione perché adesso è vietato intrattenere rapporti con i designatori; si saranno fatte sicuramente sentire e sono riuscite pure a non farsi registrare.

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domenica 25 gennaio 2009

Il Nuovo Calcio Pulito


Stamane il Corriere dello Sport titolava sullo "scandalo" dell'arbitraggio di Juventus-Fiorentina. Ma anche nel pomeriggio le direzioni di gara sono state senza l'ombra del minimo dubbio sconcertanti. Rigori pazzeschi a Bologna e a Roma, gol in fuorigioco a Napoli, insomma partite falsate a iosa.
Il Corriere non ha che l'imbarazzo della scelta per stigmatizzare il disastro arbitrale del "Nuovo Calcio Pulito", anche se stavolta dovrà dispiacere i suoi lettori romani (Roma favorita a Napoli e Lazio beneficiata da due rigori inesistenti) e magari proverà un certo imbarazzo visto che, fino all'altro ieri, continuava a far passare l'idea che ora, dopo la grande farsa, il calcio è pulito e gli arbitri sbagliano in buona fede.

Noi, nel nostro piccolo, qualunque cosa accada nelle prossime giornate, non proveremo nessun imbarazzo. Da sempre definiamo il "Nuovo Calcio Pulito" figlio di una immensa farsa. Il problema è tutto di quei Profeti che, pontificando dalle colonne dei "grandi" giornali, indicavano in Moggi e nella Juventus la fonte di tutti i mali dimenticandosi, per esempio, che l'attuale Designatore intratteneva rapporti poco commendevoli con il Milan, oppure che la società premiata con "lo scudetto dell'onestà" aveva rapporti pericolosi con soggetti che spiavano (per conto di chi non si sa!!) Figc, Juventus e Moggi.

Ormai il Re è nudo, non è coperto manco dalle pagine dei giornali.
Buona visione a tutti.

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martedì 9 dicembre 2008

Sudditanza e mal di panza

Da come hanno cercato di raccontarcela, la storia degli errori degli arbitri e della famosa sudditanza psicologica è come se dovesse essere divisa in tre fasi distinte: prima della farsa dell'estate 2006 in tanti pensavano che la sudditanza c'era e che l'arbitro nel dubbio favoriva sempre la grande squadra a danno della piccola; col 2006 sono arrivati Rossi e Sandulli e con le loro sentenze hanno avanzato il sopetto che non fosse sudditanza verso le grandi ma "delinquenza" a favore della Juve di Moggi; per quel sospetto la Juve è stata mandata in B e a Napoli ci sarà un processo, ma intanto la teoria della sudditanza è stata aggiornata. Oggi, così ci raccontano, gli arbitri sbagliano come prima e forse di più ma lo fanno involontariamente; non c'è nessuna sudditanza, si tratta di errori umanamente comprensibili; lo garantiscono Petrucci e Abete, Matarrese e Collina che fa il designatore e quindi è il capo di quelli che "involontariamente" sbagliano.

Stando ai giornali di questi giorni, però, due presidenti sono di avviso diverso. Lo Monaco, dopo Milan-Catania, ha detto che la sudditanza esiste, che gli arbitri sono bravi ma che "in loro scatta qualcosa a livello di inconscio" ed ha portato come esempi il possibile rigore non fischiato contro Kaladze e la rincorsa dell'arbitro a Gattuso per riuscire ad ammonirlo. Zamparini è stato ancora più "profondo" perchè ha detto che prima certi torti li subiva "solo con Milan, Juventus e Inter" mentre adesso li subisce col Cagliari aggiungendo, per chiarire meglio il concetto, "Banti non ha sbagliato, ha voluto farlo". Profondo perchè a ragionare con la testa di un pubblico ministero (diciamo un Palamara o un Narducci, per fare dei nomi a caso) questo significherebbe che prima non c'era la delinquenza comandata da Moggi mentre adesso la delinquenza c'è, evidentemente comandata da qualcun'altro; e guardate che non è una battuta perchè agli atti del processo Gea ci sono gli articoli del Corriere dello Sport con le accuse di Baldini a Moggi e nel processo di Napoli ci son finiti gli articoli della Gazzetta con le accuse di Dal Cin alla "combriccola romana".

Adesso Palazzi aprirà dei fascicoli e farà i deferimenti di Zamparini e Lo Monaco in base ai "sacri testi" del nuovo Codice di Giustizia Sportiva per chiedere 20 giorni o un mese di inibizione; non gli verrà il mal di testa perchè lui ormai il nuovo Codice lo sa a memoria e sa "al volo" quando come e perchè deferire qualcuno. Mal di testa no, ma qualche "mal di panza" queste dichiarazioni potrebbero provocarlo. Perchè qui comincia ad esserci più di uno che, da incazzato e fuori dal giro, sugli arbitri, gli errori e la sudditanza la pensa proprio allo stesso modo di quelli che nell'estate del 2006 dicevano che Calciopoli era un farsa.

E se fosse davvero così non ci sarebbe da aggiornare solo il racconto che ci hanno fatto sulla sudditanza psicologica, ma anche tutta la "storia" dall'estate 2006 in poi.

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lunedì 11 agosto 2008

L'angolo delle barzellette

Il presidente di Lega Antonio Matarrese ha visitato il centro tecnico di Sportilia, sede del ritiro degli arbitri di A e B. Il numero uno di via Rosellini ha rivolto parole importanti ai direttori di gara: "Grazie per quello che avete fatto nella passata stagione e grazie per quello che farete in questa che si aprirà a breve. Ho sempre apprezzato e difeso il vostro operato e continuerò a farlo. Il presidente della Lega è qui per rinnovarvi la stima di tutta la Lega Professionisti e per chiedere il vostro aiuto. Il campionato di calcio italiano non è un torneo facile, ed è per questo che tutti guardano con attenzione al nostro movimento".

Bisogna continuare sul percorso già tracciato: "Ricordate che il calcio europeo e quello mondiale non potranno mai fare a meno di noi, come l’esperienza di Pierluigi Collina ha testimoniato negli anni e la direzione della finale di Euro 2008, da parte di Roberto Rosetti e dei suoi assistenti, ha confermato quest’anno. Ci siamo guardati negli occhi e sono convinto che inizieremo il prossimo campionato a testa alta".

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lunedì 14 aprile 2008

Repetita iuvant......

Peccato che non c'e' nessun Direttore sportivo ad aiutare un maggiore dei carabinieri.
Eppure ieri, durante Genoa-Torino, abbiamo vissuto l'ennesimo deja-vu calciopolesco allorquando, leggendo il tabellino ci siamo accorti di una singolare coincidenza.
Nel Torino, prossimo avversario degli onesti indossatori di scudetti di cartone e affini, c'erano tre diffidati: Recoba, Lanna e DiMichele.
Andreotti diceva che a pensare male si fa peccato ma spesso si indovina ed infatti abbiamo indovinato.
Bim,Bum,Bam..... et voila' i tre diffidati dei granata sono stati tutti ammoniti dallo "scrupoloso" arbitro Orsato, uno dei pupilli di Collina dell'ultima generazione.
Nessuno si e' lamentato anche perche' i provvedimenti adottati dall'arbitro sembrano perfettamente legittimi guardando le immagini.
Ci serve pero' l'episodio per stigmatizzare l'apoteosi del doppiopesismo che in questo caso appare addirittura grottesca.
Come dimenticare infatti che alcune persone attualmente sono accusate di associazione a delinquere e che uno degli architravi a sostegno dell'accusa e' proprio il famoso teorema delle ammonizioni preventive??
Nel Blog e nel sito ne abbiamo parlato gia' moltissime volte e potete rileggere gli articoli in merito dopo averli ricercati con la apposita funzione della Homepage utilizzando le parole "ammonizioni preventive" come chiave di ricerca in alto a destra.
Inutile dire che nell'elaborare il delirante teorema i carabinieri di Roma, con la sapiente collaborazione di qualche direttore sportivo meno bravo degli altri, non si sono posti mai il problema di controllare se effettivamente le ammonizioni fossero sacrosante, come appare infatti dall'analisi televisiva dei singoli episodi.
Quello che obiettivamente ci lascia di stucco e' la completa apatia dei media su questi episodi.
Prima di Calciopoli riempivano editoriali e pagine intere di polemiche.
Adesso rimangono "perle" segnalate solo da siti come il nostro, che perdonateci la presunzione, abbiamo l'occhio allenato alle porcate propinate da questo calcio, oggi davvero malato terminale.
Noi non vogliamo difendere solamente Luciano Moggi, che di queste distorsioni e' stata vittima sacrificale.
Noi vogliamo soprattutto fare in modo che i nostri lettori possano sviluppare un senso critico tale da permettergli una difesa contro le manipolazioni mediatiche.
Analizzare per capire. Capire per sopravvivere.
Passione per la Juventus, certo ma anche passione per la verita'.
Questo e' lo JU29RO Team.

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sabato 5 aprile 2008

Voi con Stagnoli come vi siete trovati ultimamente?

I guardalinee di Milan-Fiorentina
28 aprile 2005
Meani e Bergamo parlano dei guardalinee di Fiorentina-Milan, poi vinta dai rossoneri per 2-1.

Meani: Ecco però a Trefoloni gli fai un bel discorsetto
Bergamo: Stai tranquillo, stai tranquillo
Meani: Perché sennò gli tagliamo la testa noi…
Meani: Eh…….chi è che pensi di mandarmi invece a me a Firenze?
Bergamo: A Firenze non l’ho ancora studiata a dire la verità perché mi ci metterò dopo cena
Meani: Ah…..
Bergamo: Stavo guardando c’ho qui l’elenco di quelli che sono in uscita……. Voi con Stagnoli come vi siete trovati ultimamente?
Meani: Bene
Bergamo: Beh lui potrebbe essere uno…


Serie A TIM - Designazioni 13ª Giornata di Ritorno

MILAN – CAGLIARI Sabato 05.04 h. 20.30
Arbitro: ROSETTI
Assistenti: STAGNOLI – PIRONDINI
Quarto uomo: MAZZOLENI

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venerdì 29 febbraio 2008

Torna a cuccia e pentiti, gente juventina...




E domenica ti mandiamo Farina...

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martedì 12 febbraio 2008

Catania-Inter, quarto tempo.

La partita Catania-Inter lascia strascichi che vanno oltre il terzo tempo disatteso da un Farina che prova a giustificarsi, smentendo l'accusa di permalosità, senza convincere nessuno.
Nel quarto tempo il Catania presenta reclamo per l'utilizzo di Materazzi.

Lo Monaco: "Dobbiamo capire se la legge è uguale per tutti"
L'ad della squadra etnea spiega così la scelta di presentare ricorso contro l'Inter.

"Dobbiamo solo capire se la legge è uguale per tutti, se ce n'è una per l'Inter e una per il Catania, ci è sembrato doveroso". Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania, spiega così, ai microfoni di "Radio Radio Tv", la scelta di presentare ricorso contro l'Inter. Il Catania contesta il fatto che Marco Materazzi, difensore nerazzurro, avrebbe violato alcune norme federali saltando per infortunio l'amichevole che l'Italia ha giocato mercoledì scorso contro il Portogallo, partecipando però all'incontro al Massimino con la sua squadra. "Non è una ripicca -continua-. Esiste una regola. Abbiamo un giocatore, Vargas, che viene convocato regolarmente in nazionale ed è capitato una volta che, nonostante un risentimento, sia dovuto andare lo stesso in Perù, non ha giocato, è tornato e stava bene, ma non l'abbiamo potuto mettere in campo contro il Cagliari. Ora, se questa normativa viene tacitamente bypassata, a me sta bene, che ce lo dicano. Se la legge è uguale per tutti penso che debba beneficiarne anche il Catania, se la regola non vale per Materazzi allora non vale neanche per Vargas".

INDAGINE SU IBRA. Intan­to fa rumore nelle stanze della Procura e dell’Aia la dichiara­zione di Polito che ha raccon­tato di un Ibrahimovic che insulta Farina davanti al quarto uomo Russo. «Come ha fatto a sentirlo all’uscita ­- diceva tra il serio e il faceto Collina - se era a quaranta me­tri? Usa amplifon?». In ogni ca­so niente di refertato dal quar­to uomo Russo e palla in mano alla Procura. Che dovrebbe aprire un’indagine e chiedere conto di quelle frasi attribuite allo svedese.

Ma guardate un po' come è super partes questo Collina. Visto come ha preso le difese di un giocatore dell'Inter, come recepiranno il messaggio i suoi boys?
Come serio o come faceto?
Avvisiamo Collina e la Procura che esistono chiarissime immagini tv da cui è comprensibilissimo il labiale dello svedese, se non si crede ai catanesi.

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domenica 6 gennaio 2008

Abete parla, anzi straparla

Riporto alcuni stralci dell'intervista rilasciata dal presidente della FIGC Giancarlo Abete al Corriere della Sera. Abete parla dei temi caldi del calcio italiano, dalle plusvalenze, a Farsopoli, fino ad arrivare a Collina.

D. Dalle carte di Napoli sono emersi elementi inquietanti legati anche a Tavecchio, Punghelllini, e Gravina. Non sarebbe il caso di autosospendersi?
R. Non viviamo in un Paese perfetto e nemmeno il mondo del calcio lo è. Esiste un'etica comportamentale che va rispettata, e tantissimi lo fanno. Nello specifico, penso che una cosa sia la lettura politica degli atti e un'altra la titolarità dei ruoli. C'è una giustizia sportiva che deve accertare le responsabilità e c'è una logica politica che vorrebbe arrivare a forzature, che non posso essere io a fare.
Commento: la parola etica dalla bocca di un personaggio simile suona come una bestemmia. Giusto per far capire che si tratta di tutto meno che di un uomo nuovo, posto il link ad un suo breve curriculum vitae.

D. Il procuratore Palazzi non è un fulmine di guerra. E' venuto il momento di mettergli fretta?
R. Al lavoro, che è già molto, si è aggiunto il carico delle 409 pagine di Napoli, che sono una priorità. Il settore è stato riformato, la Procura andrà a regime entro febbraio e la situazione verrà governata con la tempestività necessaria. Nel rispetto dell'autonomia mi auguro che la giustizia sportiva continui ad avere la sua caratteristica fondamentale: strumenti più limitati rispetto all'ordinaria, ma maggiore celerità.
Commento: sconcertante è il termine che mi viene in mente. E' stato ampiamente dimostrato che le 409 pagine di Napoli sono piene di puro cazzeggio e chiacchiere da bar, tanto che il Team ha già ampiamente sviscerato in più articoli il contenuto dell'informativa. Basti citare gli articoli relativi alle telefonate Moggi-Foschi, Moggi-Punghellini, Moggi-Rovati, Moggi-Mazzei, o la vicenda del supertestimone ignorato. Abete si augura inoltre che la giustizia sportiva continui ad essere celere. Direi che questa assurda affermazione è in totale contraddizione con il sistematico insabbiamento delle indagini nell'ultimo anno e mezzo.

D. Palazzi deve decidere sulla questione plusvalenze.
R. Lo farà in tempi rapidi. Per il futuro ho avuto la disponibilità della Covisoc a trovare i modi per bloccare operazioni di trasferimento anomale. Una commissione mista che stabilisca fasce di valutazione per i giocatori più aderenti alla realtà. Nessuna interferenza, ma l'esigenza di un rispetto dignitoso della logica.
Commento: Abete, sempre peggio. Alla domanda precedente risponde parlando della giustizia sportiva, che dovrebbe essere celere. Qui parla di tempi rapidi per le plusvalenze. Al fine di ricordare a questo signore la situazione dell'indagine sui bilanci, posto il link ad un articolo de La Stampa del 19 Gennaio 2007 (avete capito bene, 2007 non 2008), dal titolo più che eloquente: Borrelli: "Su Inter e Milan carte a Palazzi da 5 mesi". Penso non serva ulteriore commento.

D. Dal gruppo Collina si aspettava di più?
R. A Collina si chiedeva come prima cosa di dare riconoscibilità a un ruolo difficile. Lui e Gussoni, uomo di qualità che sta ridando stabilità all'AIA, stanno lavorando bene. Il secondo obiettivo è legato ad un'attività formativa, che va avanti. Nessuno pensava che con Collina sarebbero spariti gli errori: curioso che fin qui si siano trovati in difficoltà più i vecchi dei giovani arbitri. Ed è stata ripristinata una trasparenza di percorso all'interno del mondo arbitrale.
Commento: Abete, male, anzi malissimo. Il bilancio del lavoro svolto finora da Collina è semplicemente fallimentare, come ben evidenziato nell'articolo "L'Alibi" scritto da Cirdan e nell'editoriale di Giancarlo Padovan "Esonerate Collina". Per quanto riguarda "l'uomo di qualità Gussoni", posto il solito link ad un'intervista di Corrado Ferlaino (mai smentita) che rende bene l'idea di quante ombre ci siano intorno a questo personaggio.

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giovedì 27 dicembre 2007

La scorta di Collina

L'editoriale odierno di Giancarlo Padovan su Tuttosport tratta il caso della scorta assegnata al designatore arbitrale Collina. Ecco i passaggi fondamentali dell'articolo di Padovan, quindi i miei commenti:

Guarda caso proprio alla vigilia di Na­tale, Pierluigi Collina si è augurato che la scorta assegnatagli da un mese per iniziativa del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Luc­ca, «faccia riflettere». Non si sa chi do­vrebbe riflettere, ma è ovvio che Collina, come al solito, vorrebbe che l’universo mondo si occupasse di lui e delle rifles­sioni su di lui.
...
Riflessione numero 1: Collina. Trovo preoccupante per un Paese civile non che Collina abbia la scorta, ma che fos­se stata tolta al professor Marco Biagi, quando venne ammazzato a Bologna dalle Nuove Brigate Rosse, il 19 marzo 2002, accanto alla sua bicicletta.

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Riflessione numero 2: radio e tv. Ho trovato acritici, di pessimo gusto e di nessuna utilità i servizi ospitati nei tele­giornali e giornali radio del servizio pubblico nazionale. La tesi comune era
quella di rappresentare Collina quale vittima della degenerazione del calcio e non - come appare evidente e perfino prevedibile - di qualche sconsiderato.
...
Riflessione numero 3: la strumentaliz­zazione. Il ruolo, la capacità, i risultati della gestione-Collina in qualità di desi­gnatore sono sotto gli occhi di tutti. Ren­dere nota una vicenda datata come quel­la della scorta (risale a più di un mese fa) odora di strumentalizzazione per inibire le (poche) voci critiche nei confronti del­lo stesso Collina.
...

Riflessione numero 4: Gussoni minac­cia. «Mi sembra opportuno lanciare un campanello d’allarme verso coloro che hanno l’abitudine di parlare e soprat­tutto di scrivere al di sopra delle righe, insinuando, prevedendo. Mi domando se questa gente non fomenti i male in­tenzionati a comportarsi come per un evento sportivo non ci si dovrebbe com­portare. Non vorrei domani essere co­stretto ad accusare pubblicamente chi esagera e fa della propria professione in­citamento al disordine». Di chi sta parlando, cavalier Gussoni? Chi sta apostrofando con la sua prosa vaniloquente? E, soprattutto, perché non fa nomi e cognomi, così ci divertia­mo a disquisire sul diritto di critica da lei pesantemente trascurato?

...

Le riflessioni del direttore Padovan sono al solito pungenti e calzanti. Non dubito della capacità delle forze dell'ordine di distinguere minacce attendibili da deliri di pazzi, tuttavia appare grottesco che a un designatore arbitrale sia assegnata una scorta, pagata con i soldi dei cittadini, scorta che fu negata dal Viminale al professor Biagi proprio per motivi economici.
I commenti dei media sono stati al solito fuori luogo. Il signor Collina è stato immeritatamente nominato designatore arbitrale, con tanto di stipendio d'oro (circa 500.000 euro) nonostante il suo pesante coinvolgimento in Farsopoli. Ricordiamo tutti le sue telefonate con Meani, con cui l'arbitro più famoso del mondo concordava incontri riservati con l'amministratore delegato del Milan Galliani. Presentare Collina come uomo dall'indiscussa moralità, minacciato da dei pericolosi estremisti del tifo è semplicemente una falsificazione della realtà, fermo restando la condanna per ogni episodio di violenza verbale o fisica.
Il fatto che l'assegnazione della scorta sia storia vecchia fa crescere ancora di più i sospetti che si tratti di una trovata mediatica, al fine di coprire il disastroso rendimento della classe arbitrale nel campionato in corso. I fischietti italiani, ormai liberi dal giogo del pericoloso Capo della Cupola Luciano Moggi e guidati dall'ex miglior arbitro del mondo avrebbero dovuto dare il meglio proprio quest'anno. Pare invece che il campionato in corso si distingua per essere tra i più falsati della storia a causa di "errori" arbitrali. Che peccato, un'altra occasione mancata.
Non merita commento l'ultima parte dell'esternazione di Gussoni, in cui di fatto si accusano le voci critiche nei confronti di Collina di essere i mandanti di eventuali azioni nei confronti del designatore. Per ricordare ai lettori del Blog chi sia il signor Gussoni posto il link ad un'intervista rilasciata tempo fa da Corrado Ferlaino, in cui l'ex presidente del Napoli parla del campionato 1989-1990, vinto dai partenopei davanti al Milan. Penso non ci sia bisogno di commenti.
Link all'intervista

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lunedì 26 novembre 2007

Esonerate Collina

Editoriale di Giancarlo Padovan, da Tuttosport


Belle risposte, non c’è che dire, da parte del­la banda Collina. Se fosse un allenatore, quale si ritiene (l’ha detto lui all’inizio della stagione), la sua panchina sarebbe già saltata per palese mancanza di risultati tecnici, men­tre se si accontentasse di fare il designatore non avrebbe dovuto cominciare mai, visto che par­lava con Meani affinché lo aiutasse a ricoprire quell’incarico. Io non so se la questione mora­le del calcio italiano, ben lungi dall’essere ri­solta come giustamente sostiene l’ex commis­sario straordinario Guido Rossi, sia più ur­gente di quella arbitrale. So, però, che in Col­lina esse coincidono in modo non più trascu­rabile. Certo, finché Collina godrà della pro­tezione della maggioranza dei giornalisti, che coltiva con le sue fumisterie dialettiche, temo accadrà poco.
Eppure non so che cosa si stia aspettando, non so che cosa serva ancora per decretare l’inat­tendibilità di questa classe arbitrale e di chi la dirige. Tra sabato e ieri abbiamo assistito ad uno scempio che nella storia dei campionati ha pochi precedenti. Purtroppo, però, danneggia­ti non sono i grandi club, ma i piccoli come la Reggina, di cui pochi si curano, il Siena e il Par­ma, di cui non si cura nessuno. Scandaloso – non trovo altra definizione acconcia – che Ay­roldi, arbitro di Reggina-Fiorentina, abbia ignorato un colossale fallo di mano in area di Pazienza, anzi ne inventi uno contrario di Ca­scione, negando pure un altro rigore per atter­ramento di Vanden Borre ai danni di Missiro­li. Patetico – e giustamente parato – il rigore gentilmente offerto da Dondarini a Ronaldo (presunto fallo di Bianco) in Cagliari-Milan; al limite, molto al limite, del fuorigioco il primo vantaggio dell’Udinese (Quagliarella) con il Siena; avviata da un fallo non rilevato di Inler su Maccarone l’azione del raddoppio di Di Na­tale. Durante Lazio-Parma sarebbe stato da espulsione (e non solo da ammonizione) l’in­tervento di De Silvestri su Cigarini, come avrebbe meritato il secondo giallo (quindi il rosso) Firmani per l’intervento di mano in barriera nei minuti di recupero.
Raccontato delle gare in cui gli arbitri hanno inciso tanto negativamente dall’aver inquina­to il risultato, non bisogna trascurare la pessi­ma prestazione di Rosetti in Genoa-Roma e quella, altrettanto deficitaria, di Banti per In­ter- Atalanta. In questo caso, a dire il vero, ci sarebbe da registrare anche l’irregolarità di Cruz che porta al 2-0 dello stesso argentino (l’arbitro, dunque, altera il risultato), però, al­la stessa maniera, assegna solo il cartellino gial­lo per un’entrata pericolosissima di Manfredi­ni ai danni di Suazo (l’Atalanta sarebbe rima­sta in dieci uomini). Poi si è anche giocato...

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domenica 28 ottobre 2007

Grazie Collina


Editoriale di Giancarlo Padovan, da Tuttosport

L'avevo detto, è successo, si è ripetuto: nel dubbio contro la Juve. Ma Bergonzi ha fatto di più, di peggio. Ha fatto di meglio, naturalmente, solo per Collina e il resto dell'Italia antibianconera, in giubilo se si danneggia l'odiata nemica. Il presunto direttore di gara, prima di tutto, è riuscito ad inventare un calcio di rigore per inesistente fallo di Chiellini sul cascatore Lavezzi, scuola argentina, una sicurezza in materia di funambolismo e accentuazione del nulla. Poi, non contento, l'arbitrino, spinto dall'entusiasmo del generoso pubblico del San Paolo, autentico uomo in più, ha stabilito un fantastico bis: altro rigore, stavolta per tuffo simulatorio dell'ex Zalayeta con Buffon in uscita. Nè il portiere ha toccato l'attaccante, nè viceversa. Niente di niente. Dunque, secondo i parametri colliniani, calcio di rigore e, per soprammercato, cartellino giallo a Buffon. A Napoli è finita 3-1, anche se le persone serie, leali e sportive (tra le quali non posso certo annoverare il tartufesco Reja, del quale, in passato avevo apprezzato bel altra tempra) dovrebbero considerare la partita finita 1-1 (prima Del Piero e poi subito dopo Gargano). Al più tardi quando Trezeguet ha colpito il palo di testa e Del Piero ha spropositato alto sulla traversa (errore gravissimo, non ci sono scuse). Non so che confronto si sarebbe sviluppato dall'onesto 1-1 in avanti, ma tutti hanno visto cosa è successo nel giro dei sette successivi minuti. Bergonzi ha deciso chi (il Napoli) e come avrebbe dovuto vincere. Francamente non riesco a capire cronisti e opinionisti televisivi (soprattutto i secondi in verità), che hanno lodato la prova del Napoli, assegnandogli il merito della vittoria. Se, infatti, Bergonzi non fosse stato più decisivo di Reja, come avrebbero potuto vincere gli azzurri tirando una sola volta in porta? Mi chiedo, poi, dove risiede la qualità del gioco di una squadra che in oltre novanta minuti ha segnato un gol (e nessuno glielo tocca) e realizzato due calci di rigore frutto di altrettante allucinazioni. Ha ben ragione il vecchio amico Gianmaria Gazzaniga (auguri) quando definisce la critica italiana popolata di "mandolinari", avvezzi al vizio atavico di lisciare il pelo ai vincitori, a prescindere dal modo in cui essi approdano al successo. Il comportamento di Bergonzi è gravissimo non solo per l'adulterazione del risultato e il danno provocato, ma perchè i suoi errori introducono nella maniera peggiore la settimana che porta a Juve-Inter (domenica sera all'Olimpico di Torino). Noi come già dimostrato in parole e opere, manterremo sempre il nostro impegno morale e intellettuale di contenere il calcio dentro i livelli di una civile accettazione della sconfitta, senza lasciare nemmeno un pertugio a rivendicazioni che non siano esclusivamente quelle del campo. Tuttavia questa volta è davvero improbo persuadere il popolo juventino di non trovarsi al centro di una scientifica macchinazione. Proprio quando la classifica aveva certificato che i bianconeri e non altri avevano il diritto di ritenersi l'anti-inter, è piombato Bergonzi, ristabilendo le distanze. Oggi si invoca il caso. Un anno e mezzo fa, invece, fu allestita Calciopoli. Tra i cui protagonisti ce n'è uno incomprensibilmente premiato con il ruolo di designatore arbitrale.

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martedì 25 settembre 2007

Ora si che è "pulito", supercandeggiato!

Orsato arbitro di Napoli-Livorno: si sapeva dal giorno prima.
Chi lo dice a tutti i soloni che oggi vedono un calcio un po' più pulito e sentono "un venticello nuovo"? Con Collina designatore, "perdonato" per Calciopoli e "protetto" dalla stampa, la situazione arbitrale doveva nettamente migliorare, e invece cosa succede? Che una societa', il Livorno, sappia la sera prima delle designazioni arbitrali, chi saranno le quattro giacchette nere che dirigeranno Napoli-Livorno domani sera. Infatti già ieri sul sito ufficiale dei toscani si leggeva: "Napoli-Livorno, in programma mercoledì alle 20.30 al San Paolo, sarà diretta da Daniele Orsato di Schio. Assistenti Rosi e Grilli, IV uomo Velotto. Orsato, 32 anni, è al secondo anno nella CAN A/B". Peccato che la notizia ufficiale è arrivata solo stamattina, ma non siate malpensanti: il calcio ora è "pulito", garantiscono i "forcaioli" della scorsa estate.

Oggi Collina ha cambiato la terna arbitrale: la partita sarà diretta da Emidio Morganti. Sulla fuga di notizie Collina ha deciso di attivare un'indagine della procura arbitrale.
Che i media sminuiscano pure il "papocchio" ...la gente, tanto, si informa sul web!

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martedì 11 settembre 2007

Collina, nuovi arbitri per una nuova sudditanza

Fonte: Tuttosport

LA MEMORIA gioca brutti scherzi. Tutta­via mi sembra di ricordare che si inco­minciò a dire che Collina era il nostro mi­glior arbitro internazionale quando, grazie ai suoi errori, il potentissimo Real Madrid vinse una partita che altrimenti avrebbe perso. E mi sembra anche di ricordare con esattezza che arbitrò Perugia- Juventus sot­to il diluvio, facendo proseguire la partita in spregio a ogni regolamento, perché era stato mandato lui ad arbitrare la partita, invece di un altro, in quanto “ era il più bravo” e meglio di altri avrebbe saputo ga­rantire la bontà del risultato finale. Che, per motivi di ordine pubblico, tutti voleva­no che fosse la sconfitta della Juve.Ma la memoria non mi può tradire se ri­cordo che De Santis è stato cacciato anche se non c’è nessuna sua telefonata con Mog­gi. Mentre Collina che parlava al telefono con l’addetto agli arbitri del Milan per in­contrarsi segretamente con Galliani ( ma il Palazzo del calcio è stato ben felice che Pa­lazzi archiviasse) è stato incoronato desi­gnatore degli arbitri per il modico com­penso di 500.000 euro lordi all’anno ( di­ciamolo in lire, che è più chiaro, un mi­liardo). Se non sbaglio, Agnolin, chiamato un anno fa per rimettere un po’ di ordine, intanto ha dato le dimissioni.
Gli arbitri designati da Collina, come sappiamo, non vedono i rigori contro l’In­ter, fischiano di tutto e di più alla Fioren­tina in attacco mentre il Milan è in diffi­coltà, e vedrebbero i rigori contro la Juve anche se non ci fossero. Non glielo ha det­to Collina di fare così. Però gli arbitri pen­sano di non dover deludere il designatore e sanno che un errore a favore dell’Inter è liquidato in due minuti, mentre un even­tuale errore a favore della Juventus sareb­be mostrato diecimila volte alla moviola di ogni tv.
I dirigenti e i giocatori della Juventus, a ragione, non rilasciano pubblicamente al­cun commento: persino un flebile lamento verrebbe presentato come un gesto di arro­ganza. Però possiamo e dobbiamo farlo noi appassionati di calcio; e i pochi giornalisti non asserviti al Palazzo.Il panorama dell’informazione calcisti­ca è infatti preoccupante. Primo. Da un la­to c’è la Restaurazione: tutto è normale, tutto è regolare, la Juve è stata condanna­ta perché colpevole e l’Inter non è stata con­dannata perché è archiviata. Secondo. Do­po il linciaggio dell’anno scorso, i morali­sti di tv e giornali continuano in una si­stematica opera di attacco nei confronti della Juventus, presentandola addirittura come favorita dagli arbitraggi. La cosa, ol­tre a confermare che la decapitazione del­l’anno scorso era giusta, serve sia a man­tenere sotto tiro gli arbitri, sia a prepara­re il terreno per un prossimo linciaggio nel caso che la Juve torni ad essere competiti­va. E tutto questo presentandosi non come gli uomini di parte che sono, ma come i tu­tori della regolarità del campionato.

Paolo Bertinetti Presidente Associazione Nazionale Amici della Juventus


COMMENTO
Più che un commento si tratta della ripetizione, con altre parole, dei concetti espressi dal prof. Bertinetti, dal momento che non posso non condividere quanto scritto.
L’ottimo prof. Bertinetti punta l’indice dapprima sulla sciagurata nomina di Collina a designatore e su tutto ciò che tale nomina comporta a livello arbitrale, poi sul mondo dell’informazione in gran parte asservita al Palazzo.
Partiamo da Collina.
Come può essere credibile un designatore di cui si sa con CERTEZZA che da arbitro parlava telefonicamente con Meani, addetto agli arbitri del Milan, per accordarsi circa un incontro segreto nel ristorante dello stesso Meani con Adriano Galliani ?
Per quale motivo, al contrario, sulla base del SOSPETTO che Bertini parlasse telefonicamente con Moggi mediante schede svizzere, Bertini è stato sospeso dall’attività ?
C’e la CERTEZZA di essere stato intercettato in colloqui compromettenti con Meani e si conosce pure il contenuto di tali colloqui ? Bene, se ti chiami Collina il Palazzo del calcio non solo archivia ed insabbia il tutto, ma ti nomina persino designatore come gentile premio.
C’è il SOSPETTO di aver parlato con Luciano Moggi per mezzo di schede svizzere e NON si conosce il contenuto delle conversazioni ? Male, se ti chiami (per fare un esempio…) Bertini sei sospeso dall’attività arbitrale.
A noi juventini non resta che il fiele di tanti interrogativi senza risposta, anzi di risposte ce ne siamo date fin troppe…
Secondo aspetto altrettanto importante: il mondo dell’informazione che condiziona pesantemente l’opinione pubblica e la serenità dell’arbitro che scende sul rettangolo verde.
Se un arbitro sa di avere come designatore e punto di riferimento l’ex migliorarbitrodelmondo che fece disputare una partita decisiva per l’assegnazione di uno scudetto in un pantano senza rinviarla appositamente per “motivi di ordine pubblico” e qui mi fermo; se un arbitro sa che, sbagliando ai danni della Juventus accade poco o nulla all’interno del circuito mediatico, laddove in caso contrario si scatena l’ira populista e mistificatrice dei soliti moralizzatori delle TV e della carta stampata al servizio del Palazzo, come volete che si comporti quello stesso arbitro in caso di dubbio riguardante la Vecchia Signora ?
E l’indignazione cresce allorché i suddetti moralizzatori, anziché dichiararsi spudoratamente di parte come in realtà sono, si professano paladini della giustizia e della regolarità del campionato: pure qui il prof. Bertinetti afferma una cosa sacrosanta !
Il professore, per la verità, si spinge persino oltre...
C’è solo un aspetto che non condivido della sua analisi come sempre lucida: egli afferma che i dirigenti fanno bene a non reagire a tale situazione.
I dirigenti non è che facciano bene, loro non possono reagire per il semplice fatto che sono stati i primi ad accusare la Juventus del recente passato: hanno ammesso una colpevolezza ancora in attesa di essere provata, e che probabilmente mai lo sarà, ancor prima dell’inizio del “processo” sportivo.
Come possono difendere la Juve ora se ne hanno svenduto l’onore l’anno scorso ammettendo che le vittorie sul campo non erano pulite ?

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venerdì 20 luglio 2007

Milan, eccoti Collina!


Come volevasi dimostrare: accusato di essere troppo fermo sul mercato, il Milan reagisce e può brindare alla nomina di Pierluigi Collina a nuovo Designatore arbitrale. Arbitro con il cuore che batteva per la Lazio (sue ammissioni a fine carriera) ma frequentazioni milaniste ascoltate, cercate, pianificate puntigliosamente, con la precisione che gli è tipica. Meani era stato "buon profeta", a Galliani non dispiacerà di sicuro (Meani:«ha parlato con Collina per caso ieri?», Galliani: «No», Meani: «è che la cercava…», Galliani: «Adesso lo cerco io»).

Ma veniamo alle prime dichiarazioni di Collina: «Mi ritengo una persona fredda. Non sono né voglio essere il salvatore della Patria».
«Una responsabilità come questa mi gratifica ma è an­che enormemente onerosa»
Una scelta onerosa anche per la FIGC. Collina avrà uno stipendio sontuoso: 250 mila euro per le prestazioni pro­fessionali, 250 per l’immagine messa a disposizione della Figc. « Lordi. Non è vero che erano netti », precisa subito Collina.
Intanto Gussoni è sotto accusa da parte di componenti del Consiglio Federale che chiedono: «Ora spiegaci».
Molti hanno molto di più da spiegare: i rapporti di Collina con Meani.
Ieri, a tal proposito, Collina ha detto: «Abbiamo un rapporto di amicizia pluri­ventennale».

Ma non diceva la stessa cosa anche Bergamo sui rapporti con Moggi, ma anche con Facchetti?
Ma per un anno intero non ci siamo forse sentiti dire da tutti, moralisti della carta stampata e tifosi del bar dello sport, che anche il solo parlare con arbitri o designatori giustificava "punizioni esemplari"?

Ed i "vertici" dello sport (Melandri, Petrucci ed Abete) non avevano promesso forse un calcio "più pulito, più morale e più etico"?

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