mercoledì 18 novembre 2009

La stella promessa

Accusato di non voler rispettare le sentenze della giustizia sportiva perché qualche giorno fa aveva parlato della possibile terza stella, il presidente Blanc ha scelto la Gazzetta per precisare che "sì, vogliamo la terza stella", aggiungendo che lui rispetta le sentenze (di Calciopoli) ma non le condivide, che i giocatori sentono come loro gli scudetti vinti sul campo, e che il prossimo scudetto vorrà dire appunto la terza stella.

Aspettando di leggere cosa risponderanno adesso i moralisti della domenica, a noi sembra importante sottolineare che il presidente Blanc non condivide le sentenze dell'estate 2006. Può sembrare acqua fresca, ma forse non lo è, se ricordiamo che una delle sue prime interviste (Repubblica del 17 gennaio 2009) era stata riassunta da Maurizio Crosetti col titolo a tutta pagina "ma quei due scudetti sono della Juve", precisato con questo sottotitolo: "li abbiamo vinti sul campo. Ne riparleremo dopo il processo"; insomma, una specie di manifesto elettorale.

Anche noi di Ju29ro Team non condividiamo le sentenze del 2006, e sul sito abbiamo avuto modo di spiegare il perché e il per come, anche noi aspettiamo le sentenze del processo di Napoli, e abbiamo già avanzato al riguardo un’ipotesi operativa: se al processo cade l'accusa di associazione a delinquere, ci sarebbero i presupposti per richiedere alla Figc la revisione delle sentenze del processo sportivo. Non solo, quindi, ci troviamo d'accordo col presidente Blanc, ma abbiamo indicato la strada lungo la quale la promessa della terza stella non è più acqua fresca, ma diventa un percorso preciso, certo difficile e per ora solo ipotetico, ma praticabile.

Domani pubblicheremo sul sito un'intervista all'avvocato Paco D'Onofrio, il primo che ha parlato di articolo 39 del Codice di Giustizia Sportivo e di possibile revisione delle sentenze, il primo che ha ricordato il parere del Presidente Emerito della Corte Costituzionale, professor Caianiello, per cui le sentenze della giustizia sportiva si sarebbero dovute ispirare a prudenza, perché passibili di essere successivamente smentite nelle aule dei Tribunali. E' l'intervista ad un tecnico e riguarda aspetti tecnici ma, ancora prima, sarà fondamentale non solo quello che verrà fuori dalle sentenze di Napoli, ma lo spirito che animerà gli organi amministrativi della società, in particolare il Consiglio di Amministrazione, presieduto non più da Cobolli Gigli, ma da Blanc.

E Blanc, al contrario di Cobolli Gigli, non ha cambiato idea né a distanza di pochi giorni, né dopo parecchi mesi, ma ha ripetuto la stessa promessa: quella della terza stella.

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domenica 1 novembre 2009

Parlare e comunicare


Nel corso dell'ultima Assemblea degli Azionisti, tenutasi il 27 ottobre 2009, uno degli appunti più frequenti che i piccoli azionisti hanno mosso nei confronti del neo presidente Blanc e della società è stato quello di essere strutturalmente inadeguati nel settore della comunicazione e cronicamente incapaci di rispondere alle calunnie.

Un esempio, a nostro avviso, è costituito dall'atteggiamento che i giornalisti, e in particolare Maurizio Pistocchi, hanno nel video che riportiamo sopra (dal minuto 1.35).
Come si vede, il presidente rimane spiazzato dalla considerazione proposta da Pistocchi, il quale, tra il disinformato e l'aziendalista, gli propone una obiezione cui Blanc non è preparato a rispondere e che lo costringe, imbarazzato, a deviare sul discorso stadio.

Ecco cosa avrebbe risposto uno qualunque dei membri del Team, se fosse stato al cospetto del moviolista dei puffi:

Caro Pistocchi,
innanzitutto non era un CdA, ma una Assemblea degli Azionisti.
Detto questo, Lei ha perfettamente ragione.
Infatti l'avvocato Zaccone durante quell'Assemblea, in merito ai quattro illeciti, si riferiva alle accuse sostenute dal Procuratore Federale Palazzi.
Sulla base di quelle accuse furono richieste le pene inizialmente.
Quello che invece riportano le sentenze, soprattutto quella emessa dalla Corte Federale presieduta dal dottor Sandulli, è che non vi furono illeciti ascrivibili alla Juventus.
Probabilmente sono passati tre anni e Lei ha i ricordi un po' appannati.
Noi della Juventus, invece, i ricordi ce li abbiamo ben chiari.

Come si vede, comunicare non è come parlare.
Per parlare basta dare fiato alle corde vocali.
Per comunicare ci vogliono le palle, e ci vogliono le informazioni.
Tutte cose che al momento mancano dalle parti di Corso Galileo Ferraris.

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giovedì 15 ottobre 2009

Il sapore del ricatto

Franco Bechis su Libero ci regala un bel pezzo sui retroscena della querelle Sensi-Unicredit. Ultima puntata della saga è, a detta di Bechis, il tentativo da parte di Rosella Sensi di convocare una nuova assemblea degli azionisti di Italpetroli, al fine di nominare un nuovo CdA che escluda il "mastino" di Unicredit: Roberto Cappelli.
Pare che alla banca milanese non abbiano per nulla gradito la manovra, e hanno risposto con la richiesta di pignoramento degli immobili di Italpetroli e di altra società collegata al gruppo.
Non c'è che dire, un bell'ambientino, dove la leale collaborazione tra soci viene prima di tutto.

Ma la cosa che più ci ha colpito dell'articolo non è la narrazione di queste scene di guerriglia societaria, bensì il racconto del Bechis relativo alla mancata vendita delle attività petrolifere del gruppo. Pare che sul tavolo ci fossero tre offerte rifiutate dalla famiglia Sensi. Alle rimostranze del socio-creditore per la mancata vendita, esponenti legati alla famiglia Sensi, secondo l'articolo, hanno così risposto: "Volete mettere in difficoltà la Roma? Bisogna andarci con i piedi di piombo, perché la piazza dei tifosi della capitale è molto sensibile".
L'affermazione, se vera, ha il sapore, indubbiamente, di un ricatto. Evocare e sottointendere a possibili scontri di bande di scalmanati non è una bella cosa (per tenerci sul moderato).

Appare sempre più evidente che Unicredit sia impelagata in un buco nero dove si intrecciano, in un groviglio inestricabile, (s)ragioni di ordine politico e di ordine pubblico, che impediscono il raggiungimento del sacrosanto fine del creditore: il recupero delle somme prestate.

Ci viene un po' da pensare al famoso sentimento popolare di Sandulliana memoria: cosa sarebbe successo qualora la Covisoc, negli anni passati, avesse bloccato Sensi padre impedendogli lo sperpero che ha originato il buco nero?
Cosa sarebbe successo se si fossero prese le giuste e previste (dal codice) decisioni sullo scandalo dei passaporti falsi che coinvolse anche la Roma?
Cosa sarebbe successo qualora la Juventus fosse stata assolta (come giusto, per Bacco!) nello scandalo di Calciopoli?
C'è qualcuno che soffia sul sentimento popolare?

Noi, nel dubbio sposteremmo la sede della FIGC via da Roma. Non è manco originale come cosa. Già gli imperatori, quando l'aria diventò mefitica, se ne andarono a Ravenna.

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martedì 13 ottobre 2009

Scampato pericolo

Ieri sono state presentate le liste per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Ridentus.
L'Exor, azionista di maggioranza assoluta della società di Fermo Ferraris, ha indicato sei consiglieri (tutti già attualmente in carica): Marzio Saà, Carlo Barel di Sant’Albano, Jean-Claude Blanc, Aldo Mazzia, Riccardo Montanaro e Camillo Venesio.
I libici della Lafico hanno presentato la documentazione relativa al proprio candidato per il rinnovo del CDA: trattasi di tale Khaled Fareg Zentuti, che entrerà in consiglio, il prossimo 27 ottobre (giorno dell'assemblea degli azionisti), in qualità di amministratore indipendente.
Scampato pericolo, quindi.
Nessun figlio di papà in CDA.
Nessun piccolo Stevens (basta già, e avanza ampiamente, quello grande come presidente onorario).
Nessuna (ex) favorita di corte.

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lunedì 7 settembre 2009

Sant'Albano, pensaci tu!

L'articolo pubblicato sul sito relativo al fair play finanziario accenna ad un possibile scenario del 2012-2013, con una ristretta élite del calcio europeo nettamente staccata, conteggiando squadra, organizzazione societaria e fatturato, rispetto alle altre. In quella élite ci saranno sicuramente parecchie squadre inglesi, ci saranno il Real Madrid e il Barcellona, chiediamoci: ci sarà la Juventus?

In questa fase sarebbe facile per la società imbrodarsi negli elogi che arrivano da tutte le parti, facile e pericoloso. Tornare ai vertici del calcio nazionale non era una sfida ciclopica, visto anche come sono ridotti tanti concorrenti, la vera sfida da vincere è l'altra, è quella europea. La Juve di Giraudo-Bettega- Moggi se la stava giocando, verrebbe da dire che stava per vincerla, e col nuovo stadio l'avrebbe vinta sicuramente; la Juve di oggi ha la grinta per completare l'opera (e non solo lo stadio)?

Come juventini veri non solo siamo impegnati in difesa della nostra storia, ma guardiamo a testa alta anche a quella sfida; e siamo convinti che la Juve possa e anzi debba vincerla, perché la prima grande risorsa di una società di calcio è la passione dei suoi tifosi, e quella dei tifosi bianconeri è tanta (dicono le indagini campionarie che milanisti e interisti non riuscirebbero a pareggiarla neppure mettendosi insieme).

La richiesta che ci sentiamo di fare alla proprietà, anche a nome dei tanti amici che condividono il nostro impegno, è allora quella di non crogiolarsi negli elogi, ma di programmare nel medio periodo un piano aggressivo per vincere quella partita.

Ci sono risorse di bilancio per fare altri investimenti importanti. Manca un direttore generale? Occorre prendere sul mercato il migliore in circolazione. In Lega e Figc bisogna pretendere il rispetto delle regole in tema di bilancio e di giustizia sportiva, e fare anche del casino quando il caso lo richiede. C'è stato un tempo in cui dicevano che la Juve era arrogante, mentre adesso saremmo diventati simpatici: ma è una polemica sterile e senza senso; dovesse la Juve tornare a vincere, i battuti ci daranno di nuovo degli arroganti, tanto che Mourinho s'è già portato avanti, a modo suo, forse perché quest'anno un po' di paura ce l'ha pure lui.

Il Real Madrid annuncia intanto altri piani faraonici, il Barça viaggia a vele spiegate, in Inghilterra e in Germania le squadre più importanti hanno lo stadio pieno tutte le domeniche. Sono quelli i termini di raffronto in vista del 2012: speriamo che la proprietà, e segnatamente Sant'Albano che la rappresenta nel CdA della Juve, ci pensi in vista della prossima Assemblea.

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martedì 30 giugno 2009

Juve, budget e patrimonio

Ieri alla Juve hanno discusso di budget e campagna acquisti, ma i giornali non sono riusciti a dare una sensazione precisa di quanto successo e deciso. Scrivono, infatti, che la Juve continuerà a puntare sul bilancio sostenibile (un "motivo d'orgoglio", dice Montali), ma anche che vuole comunque comprare un centrocampista di qualità. Sembra una contraddizione e ci si chiede se sarà possibile; in più proprio qui sul blog qualcuno sosteneva che sarebbe meglio spendere quanto accumulato a riserve patrimoniali.
L'argomento è complesso, fissiamo solo due punti avendo come riferimento la normativa Figc. Entro il 30 giugno le società devono documentare alla Covisoc com'è andata la stagione appena finita (garantendo che non ci sono buchi che resteranno scoperti) e prevedere il budget della stagione nuova facendo più ipotesi in base ai risultati sportivi (per la Juve molto dipenderà dalla Champions e dai relativi incassi).
E' allora assai probabile che ieri il CdA abbia previsto comunque di chiudere la campagna acquisti con un passivo anche rilevante (comprando un forte centrocampista); nella documentazione da mandare a Roma allora si dirà: se le cose vanno bene in campionato e Champions (tocchiamo ferro!) chiuderemo in pareggio; dovessimo chiudere in passivo abbiamo riserve per farvi fronte.
E questo è il primo punto: la Juve, quanto a bilancio, può affermare a voce alta che era sano, tale è rimasto a giugno 2009 e non sarà comunque malato neppure a giugno 2010. Il secondo punto riguarda i 120 milioni di riserve patrimoniali e la provocazione di dire: spendiamoli e facciamo lo squadrone.
Dal punto di vista della normativa questo sarebbe possibile, bisogna anche considerare, però, che il patrimonio, come succede nelle famiglie più assennate, serve per le difficoltà ed è rischioso "giocarselo" tutto in un colpo. Noi, come dicevano i latini, pensiamo che la virtù stia nel mezzo: va bene la solidità patrimoniale, ma senza restarne prigionieri; Juventus vuol dire voglia di vincere e di migliorarsi e per questo qualche rischio bisogna correrlo.
Forse ieri, questa è la nostra impressione, alla Juve qualche rischio hanno deciso di correrlo.

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mercoledì 24 giugno 2009

Cronache rosa sul CdA della Juve

Il 30 giugno scade il mandato del CdA della Juventus, ce lo ricorda pure il giornale rosa, precisando che qualora Cobolli non venisse confermato, è pronto Lapo.

Nella stessa pagina abbiamo un esilarante articolo che tesse l'elogio di Renzo Castagnini, di cui vengono esaltate le mirabili doti messe in evidenza nel Cosenza (fine anni 80): come difensore centrale era un gladiatore, dice la rosea, e questo potrebbe far venire dei sospetti sulla sua natura di schiavo.
Poi, continuiamo a leggere, quel genio di Di Marzio lo "inventò" centrocampista davanti alla difesa, alla Diarra (a questo punto staremmo lontani anche dal madridista); adesso, a 52 anni, è un "emergente" (sempre in grave ritardo sulle normali tabelle della Repubblica Gerontocratica Italiana); in merito al suo nuovo incarico dietro la scrivania, come responsabile del settore giovanile della Montelkaniana, dice che il suo "primo obiettivo è quello di non rovinare tutto"; temiamo che difficilmente riuscirà a raggiungerlo.
Dopo sciocchezze varie sulla sua ambizione di costruire alla Juve un nuovo Pato, dopo essersi sovvenuto che la Juve ha una grande storia, dice che la società con Blanc e Secco ha raggiunto risultati che sono davanti agli occhi di tutti. Infatti... diciamo noi!
Ora la Juve si consoliderà (ma non erano già solidi 'sti camaleonti'????) e ci divertiremo, dice.
Lui forse, noi probabilmente c'incazzeremo ancora di più! Eupalla ci aiuti!

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giovedì 14 maggio 2009

Sforare il budget?

Secondo l'indiscrezione di Tuttosport, ieri nella riunione dei dirigenti della Juve sarebbe venuto fuori anche il nome di Wenger come possibile futuro allenatore; secondo il giornale, Carlo Sant'Albano (consigliere Juve e amministratore delegato Exor) ne parlerà con la proprietà perché ci sarebbe di mezzo un ingaggio plurimilionario e quindi bisognerebbe ottenere da John Elkann "l'autorizzazione a sforare il budget". Ed è su questa autorizzazione che vorremmo invitare a ragionare.

Commentando oggi sul sito l'ultima trimestrale abbiamo fatto presente che la Juve ha più di 100 milioni di patrimonio netto e non ha problemi di liquidità; questo vuol dire che la società potrebbe benissimo far fronte "da sola" ad un bilancio 2009-10 in passivo; ci sono le riserve patrimoniali, per eventuali problemi di cassa si farebbe ricorso alle banche.

Se il consigliere Sant'Albano deve chiedere l'autorizzazzione all'ingegner Elkann per sforare il budget è perché, evidentemente, la proprietà ha dato disposizioni che il bilancio deve comunque chiudere almeno in pareggio. Sarebbe allora la conferma che il progetto che vede impegnati i consiglieri in oceaniche riunioni non ha come obiettivo primario la competitività della squadra, ma in prima battuta e come conditio sine qua non il famoso bilancio sostenibile (sarà anche per questo che durano così a lungo?)

Crediamo a questo punto che bisogna prenderne atto, e sperare nella bontà delle scelte che i dirigenti faranno, non perché le migliori ma perchè compatibili. Da tifosi appassionati, abituati forse troppo bene dalle diverse disposizioni che davano Gianni e Umberto Agnelli, ci sentiamo però di ribadire un timore: con questo tipo di progetto vinceremo sicuramente l'Oscar di bilancio non solo in Italia ma in Europa, tuttavia sarà difficile, molto molto difficile vincere il campionato e fare strada nella Champions.

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lunedì 4 maggio 2009

Un Consiglio per la Juve

Dopo il grandissimo casino della partita col Lecce sembra che il Consiglio di Amministrazione della Juve esaminerà la situazione in una riunione straordinaria che verrebbe convocata la prossima settimana; col rischio, quindi, che il casino continui ancora per una decina giorni: Ranieri a dire che tutto è a posto, Buffon a smoccolare in solitaria, i tifosi a incazzarsi in gruppo (e il quinto posto che si avvicina).

D'accordo che la Juve è quotata in Borsa e quindi non c'è un presidente che può prendere un allenatore (e pagarne due) consultandosi solo col consulente di mercato, però a questo punto verrebbe proprio voglia di dare il consiglio di cambiare registro.

Sarebbe meglio togliere la Juve dalla Borsa e tornare ai vecchi tempi quando erano direttamente Gianni o Umberto Agnelli a interessarsi della società e decidere se prendere Platini ,e non come adesso che per non prendere Xabi Alonso il CdA si è riunito tre volte per concludere che con quella spesa si rischiava di sforare il budget.

Anzi, sarebbe ancora meglio coinvolgere nell'azionariato un partner operativo, qualcuno che abbia interesse a metterci dei capitali per sfruttare il marchio Juventus; anche per cercare di tornare ad essere competitivi in Europa senza aspettare il prossimo piano quinquennale.

In parole povere il consiglio che diamo a nome di tanti tifosi è che ci vogliono meno Consigli e Consiglieri di Amministrazione e più soldi da investire, e che non si tratta della scoperta dell'acqua fresca. Si tratta del fatto che nel mondo ci sono cambiamenti "storici", la grande crisi ha messo in moto i soldi (di chi ce li ha) e le intelligenze, la Fiat va in America a cercare di risanare la Chrysler, la crisi ha creato cioè delle grandi opportunità.

Allora il consiglio è di vedere se dalla crisi in cui si trova anche la Juve e col mondo del calcio che sembra preannunciare grandi cambiamenti non possa nascere appunto qualche opportunità, cambiare i piani quinquennali del 2006 e fare qualcosa di veramente juventino con la diretta discesa in campo di chi ha preso il posto di Gianni e Umberto Agnelli, e il coinvolgimento di qualche altro operatore.

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giovedì 20 novembre 2008

Qualcosa non va!


Chi scrive è un appartenente al Team che si sforza di avere fiducia nell'attuale dirigenza.
Ma sfortunatamente navigando senza meta nel web, ogni tanto si trovano immagini che per uno juventino sono difficili da digerire.
Per esempio questa qui sopra, ove un Montali (componente CdA Juve) stringe simpaticamente la mano al buon Prandelli con una bella sciarpa della Fiorentina.
Non che gli Juventini abbiano particolare antipatia nei confronti della Fiorentina. Ma i coretti vergognosi dei fiorentini sui fatti dello stadio Heysel sono difficili da digerire.

Mi domando, la proprietà non si renderebbe più credibile agli occhi dei tifosi, quando spiega i suoi progetti sulla Juventus, se nel CdA sedessero persone con DNA Juventino?

Naturalmente, tutto questo non vuole essere in nessun modo una critica al professionista e all'uomo Montali.
Ma ognuno al proprio posto.


Nota del Team: non è chiaro quando sia stata scattata questa foto, ma appare probabile che risalga al 2005, quando Montali non era ancora nel CdA della Juventus. Crediamo comunque che il senso del discorso non cambi.

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