lunedì 8 marzo 2010

Gli scarpari di Firenze

I, Honest

Quel titolo, "Io Onesto", chissà perché m'ha fatto venire in mente "Io, Robot" ("I, Robot") del grande Isaac Asimov.
Per chi non lo sapesse, "Io, Robot" è un'antologia di nove racconti (scritti fra il 1940 e il 1950) con protagonisti i robot e le famose Tre Leggi della Robotica, le cui contraddizioni e le cui falle vengono magistralmente evidenziate da Asimov nel contesto particolare di ogni singolo racconto.
Il tema fondamentale di "Io, Robot" è quello dell'interazione fra il genere umano ed i robot (umanoidi) divenuti, nella futuristica società immaginata da Asimov, diffusissimi in ogni ambito e pratica sociale.
Le Tre Leggi della Robotica, impresse indelebilmente nella memoria positronica di ogni automa al momento della sua fabbricazione, dovrebbero avere lo scopo di garantire gli umani contro la "sindrome di Frankenstein", l'eventualità che la creatura possa rivoltarsi contro il suo creatore.

Ecco cosa sentenziano le Tre Leggi della Robotica:
Prima Legge: "Un robot non può recar danno a un essere umano, né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno."
Seconda Legge: "Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge."
Terza Legge: "Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima e con la Seconda Legge."

Bene, interessante. Ma che diavolo c'entrano i robot e le tre leggi della robotica di Asimov con l'Inter e l'onestà interista? C'entrano, c'entrano...
Penso sia fuori discussione che, da maggio 2006, il calcio italiano del dopo Farsopoli (altra categoria, questa, ricomprendibile a pieno titolo nella fantascienza pura, anche se di serie B) risulti rigidamente irreggimentato.
Ogni evento sembra realizzarsi nell'osservanza di un codice segreto di leggi.
Fino ad oggi, quale fosse questo codice non si era capito.
L'unica cosa chiara è che ogni evento del nuovo calcio post-calciopolesco deve essere marchiato con il sigillo dell'onestà interista, anzi, siccome gli interisti più che onesti sono "onestoni" (cfr. Crazeology), con il sigillo dell'onestonità interistica, che possiamo sintetizzare nel neologismo "Onestonica".
E con l'opinione pubblica continuamente sotto pressione per farle dimenticare la tanto temuta (dagli onestoni) "sindrome nerazzurra", quella dell'incapacità/inettitudine cronica (degli onestoni) al successo, quel titolo, "Io Onesto"... bam!, è stata un'intuizione folgorante.... ecco scoperto l'arcano...

Le Tre Leggi per l'Onestonica:
Prima Legge: "Un arbitro (o guardalinee, o designatore, o giudice sportivo o magistrato-inquirente sportivo) non deve recar danno agli onesti, né deve permettere che, a causa del proprio mancato intervento, gli onesti possano ricevere un qualsiasi danno."
Seconda Legge: "Qualunque altro soggetto (del mondo calcistico italiano) è obbligato a compiacere la volontà degli onesti integrando in tal modo gli onestissimi effetti della Prima Legge."
Terza Legge: "Ognuno può fare esercizio di estrema onestà a proprio vantaggio, purché questa pratica non contrasti con la Prima e con la Seconda Legge."

Ahimè, il "buon dottore" (così veniva affettuosamente chiamato dai suoi lettori il grande Isaac Asimov) si starà certamente rivoltando nella sua tomba, ma è andata proprio così: gli architetti/creatori di questo nuovo calcio italico pulito e onesto, l'hanno certamente programmato con le tre Leggi per l'Onestonica...
... che più che un programma, sembra un virus.... un gran trojan!
(ma sta per arrivare il No-Oneston Antivirus...)

Alf24

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domenica 7 marzo 2010

Gli oculisti di Firenze

A Firenze c'è un forte problema sociale. Oculisti ed ottici sono disperati, si è registrato un enorme calo delle visite oculistiche e dell'acquisto di occhiali da vista.
Solo le recenti ricerche di mercato hanno chiarito il motivo di questo fenomeno: i fiorentini preferiscono vedere male, al fine di potersi lamentare allo stadio.
Così anche oggi, come al solito, hanno potuto gridare al complotto per giustificare l'ennesima sconfitta della loro violacea. Sconfitta più o meno meritata, ma comunque non certo causata da un rigore negato dall'arbitro, come può confermare chi ci vede bene.
Il rigore reclamato da Prandelli e soci non c'è, perché il (presunto) fallo sarebbe stato commesso fuori area, e per le regole del calcio conta dove il fallo è stato commesso, e non dove il giocatore cade.
Della Valle si consoli. Lanci magari una linea di occhiali, rigorosamente con montatura viola, così forse i suoi tifosi riprenderanno a frequentare oculisti e ottici. Gli arbitri ingiustamente criticati a quel punto lo ringrazieranno, e per riconoscenza fischieranno ai viola le punizioni dal limite.

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martedì 2 marzo 2010

Moggi al posto di Nicchi?

giovedì 28 gennaio 2010

Era meglio anche per l'Inter!

Per la fortunata serie "La Nemesi", ecco l'ennesima divertente puntata che mostra che quando stavano peggio (l'Inter, i cirigenti e tutti i proci del mondo) si stava decisamente meglio. I sassi lanciati dai nemici si rivelano infatti, per l'ennesima volta, portentosi boomerang.
Con attenzione, abbiamo dato un'occhiata alla più recente ricerca di mercato della tedesca Sport + Markt sulla riconoscibilità dei marchi all'interno del calcio. Una ricerca che intende misurare la popolarità dei brand all'interno del mondo del pallone, per verificare l'efficacia degli strumenti e dei canali utilizzati per promuovere il proprio marchio. La ricerca ha riguardato i cinque maggiori paesi europei, tenendo conto solamente di quei marchi che fossero riconosciuti nella maggioranza di questi paesi. Potete leggere i risultati come sempre nella nostra attenta rubrica News Week.
Ma veniamo alle cose divertenti. La stessa ricerca era stata fatta cinque anni fa. Era pre-Calciopoli.
Ai tempi, il main sponsor dell'Inter, Pirelli, che troviamo anche oggi sulla maglietta dei nerazzurri, si piazzava al dodicesimo posto. Oggi è uscito dalla classifica. Ma come? L'Inter, cinque anni fa, arrivava terza in campionato, lontana lontana dalla vetta ed era un buon veicolo pubblicitario e oggi che stravince i campionati il suo potenziale è tragicamente diminuito? E com'è possibile?
In Europa in fondo va allo stesso modo. Male, grazie.
Ma in Italia tutto è cambiato in meglio. E allora?
E allora la Serie A Tim, parliamoci chiaro, non interessa più a nessuno, nessuno la guarda, nessuno pensa sia importante. Mentre cinque anni fa stava nei pensieri di tutti, e anche la squadra che arrivava terza e in Europa falliva regolarmente, non riuscendo a battere neanche la più scarsa delle spagnole o delle inglesi, aveva un ottimo potenziale pubblicitario. Cinque anni fa la Serie A aveva credibilità, autorevolezza, valori sportivi riconosciuti in Europa, oggi il nulla.
Insomma, lo dice anche questa ricerca: prima c'era un campionato vero, oggi un torneo aziendale.

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martedì 26 gennaio 2010

Cosa Loro

Saranno stati gli articoli del Corriere, o le rimostranze contro il razzismo di Moratti (quello che, ripreso in mondovisione, manda affanculo l'arbitro Rocchi e nel dopo-partita manco si scusa), fatto sta che il Prefetto di Milano (Gian Valerio Lombardi), interpretando da par suo le indicazioni arrivate dal Viminale, ha stabilito che giovedì alla partita di Coppa Italia a San Siro avranno accesso solo gli abbonati dell'Inter, i possessori di tessera del tifoso interista e i singoli iscritti agli Inter Club riconoscibili. Loro e solo loro: giovedì a San Siro l'ingresso è vietato agli juventini, la partita possono vederla solo quelli che hanno la faccia da interisti.

E' la prima volta che succede una roba del genere in una partita in Italia. Hanno distrutto treni e lanciato razzi da una curva all'altra, assaltato il Coni e lanciato bombe carta e tutto è passato più o meno in cavalleria; sul razzismo e i cori contro Balotelli si sono mossi in tanti, con in testa il Corriere e Moratti, e il Prefetto si vede che ha cercato di accontentarli tutti. Col risultato che adesso a Milano, sponda nerazzurra, possono dire che la Coppa Italia è giustamente Cosa Loro, magari in attesa di capire se nel campionato c'è qualche altra organizzazione forte come la loro in grado di opporsi.

I tifosi organizzati della Juve avranno ora su che riflettere. Si potrebbe discutere a lungo se la decisione sia giusta oppure esagerata, oppure ancora troppo ispirata al sentimento popolare e poco alla normativa, quanto a noi preferiamo guardare in casa nostra, e cioè all'atteggiamento della società.

Per ricordare che la Juve sull'argomento razzismo ha assunto una posizione netta e intransigente (fino all'autolesionismo, viste le misure di oggi, del razzismo anti-juventino), ma per ricordare anche che ci sono magagne ancora più grandi nel nostro calcio di cui nessuno parla, e sulle quali la società farebbe bene a richiedere che ci sia la stessa intransigenza nel rispetto di regole e normative.

Su ju29ro.com di quelle magagne parliamo tutti i giorni. Quelli che la Coppa Italia e il campionato è Cosa Loro magari ci leggono, ma non ci considerano neppure e quindi non se ne preoccupano; forse a Torino farebbero bene a riflettere sui cori a Balotelli e su quello che è successo, a preoccuparsi e a considerarci un po' di più.

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lunedì 25 gennaio 2010

Il Mou furioso!

Ieri sera non abbiamo visto il derby e abbiamo saputo, solo a tarda serata, che l'Inter ha vinto pur finendo la partita in nove.
Campionato che sembra ormai chiuso, sigillato con la ceralacca, come le bolle papali. Anche se lo special-uno lancia delle accuse pesanti, molto pesanti.
Il cui significato non è stato compreso appieno. O non si è voluto comprendere. Ha infatti dichiarato nel post-partita: "Abbiamo capito tutto, abbiamo capito che non è stato un caso che Rocchi ha dato il cartellino rosso a Sneijder..."; ed ancora: "Non ce lo faranno chiudere. Lo penso dalla partita con il Bari, quando non è stato dato quel cartellino rosso a Bonucci... Le difficoltà continueranno, ma credo che riusciremo a vincere questo scudetto". Ricordiamo, innanzitutto, che l'arbitro Rocchi lo scorso dicembre è stato assolto al processo di Napoli, e che non è mai stato indagato dalla giustizia sportiva!
Ma la domanda principale è: a chi si riferisce Mourinho quando dice "Non ce lo faranno vincere"? Chi sono costoro? E soprattutto, perché non vorrebbero far vincere l'Inter? A quale scopo?
Appare evidente che se non vince l'Inter vince qualcun altro (non certamente la Juve!), quindi, se c'è qualcuno che rema contro l'Inter, rema pro-avversaria dell'Inter (Milan? Roma?). Ma allora continua ed esistere nel mondo del calcio un sottobosco che trama nell'ombra. O forse (come crediamo fermamente) il vero sistema non è mai saltato, lo scalpo di Moggi è stato esibito su tutte le piazze (mediatiche e non) d'Italia, additato come il Sioux cattivo che incendiava i raccolti (dell'Inter) ed attaccava le fattorie indifese (squadre romane e milanesi). Adesso mister-Mou dice di no, c'è ancora del marcio, qualcuno che ancora trama contro l'"Invencible Armada".
Mister Mou abbia coraggio (cosa di cui non dubitiamo), faccia i nomi, ci dica chi non vuole che l'Inter vinca lo scudetto!

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domenica 10 gennaio 2010

Una nuova combriccola?

Nei forum juventini impazza un'ipotesi suggestiva: nel calcio esiste forse una combriccola di arbitri che favorisce l'Inter? Tutto parte dall'analisi delle prestazioni di Gervasoni.
Nella stagione 2007/2008 fu l'arbitro che condannò il Parma alla serie B concedendo l'assurdo rigore di Couto contro l'Inter. Gervasoni è nuovamente nell'occhio del ciclone perché ha ammonito Donati ed espulso Almiron nella partita di oggi contro la Fiorentina. Il punto pare sia questo: il Bari la prossima giornata incontrerà l'Inter, e i due giocatori del Bari saranno squalificati.
Altri ingredienti utilizzati dai tifosi sono il mancato rigore per il mani di Quaresma contro il Chievo, e la punizione inesistente che ha consentito il pareggio all'Inter ieri contro il Siena.
Bene, come potete vedere per i tifosi è tutto semplice: Gervasoni farebbe parte di una combriccola che si diletta nel concedere rigori inesistenti e nelle ammonizioni preventive pro Inter. Naturalmente questo arbitro sarebbe coadiuvato da un numero di colleghi ascari che favoriscono l'Inter nel momento del bisogno.

E' del tutto evidente che una teoria del genere è infondata e calunniosa. Il povero Gervasoni è stato vittima di una serie di circostanze sfortunate che lo pongono nell'occhio del ciclone. Stesso discorso per gli altri arbitri vittime di errori pro Inter.
Il problema è però un altro. Un'altra squadra, sulla base di simili ragionamenti deliranti, è stata spedita in B, si è vista togliere due scudetti e distruggere la rosa. Per non parlare dei suoi dirigenti, attualmente alla sbarra in un processo in quel di Napoli.
Curioso ora che ad essere accusata di ottenere favori a ripetizione sia la squadra maggior beneficiaria della distruzione della società di cui dicevamo prima.
Questa è l'Italia: un paese profondamente immaturo.
Se avete dubbi, attendete le prossime dichiarazioni di qualche interista su Calciopoli, ovviamente dirà che la Juve barava. Tutto questo senza pensare che al bar dello sport ora gli imputati sono loro.

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giovedì 7 gennaio 2010

I falli di Controcampo

Lo ammetto, ho peccato!
Dopo anni di astinenza ho rivisto Controcampo. C'è sempre Mughini, che ci regala sempre delle perle (mitica la frase: "91 punti teste di cazzo"). C'è sempre la valletta scosciata, attualmente tal Satta Melissa, fidanzata di Bobo Vieri, di cui oltre non si conosce. Ci sono sempre degli ex calciatori che fanno le figurine viventi, ed ogni tanto pronunciano delle amenità degne dell'avventore medio di un qualsiasi bar dello sport italico. C'è anche un tale assiso in mezzo al pubblico, leggermente sovrappeso, che propone delle immagini riprese sugli spalti dei vari campi di calcio, immagini che vorrebbero essere simpatiche, ma quasi sempre falliscono nell'intento.
Ma il mio interesse era solo capire come, e soprattutto quando, avrebbero parlato degli episodi da moviola della partita Chievo-Inter. Orbene, ho dovuto attendere fino alle 00.58 per vedere il fallo di mano di Quaresma. Un orario da hot-line, evidentemente in Mediaset pensano di controbattere con i falli di gioco ad altri "falli" che popolano le innumerevoli tv locali in quelle ore. Ma, come ha avuto modo di dire Mughini, si fosse trattato di altra squadra italiana (quella che usualmente gioca con maglia bianco-nera) gli orari sarebbero stati diversi, ed anche l'enfasi ne avrebbe risentito.
Il povero conduttore ha cercato di giustificarsi affermando che in un'altra occasione, sempre per Chievo-Inter, avevano dato maggior risalto agli errori arbitrali, l'arbitro era De Santis e l'errore aveva danneggiato l'Inter. Il povero Brandi (tale è il nome del conduttore) non si è nemmeno accorto di aver avvalorato le affermazioni di Mughini. Sembra evidente quale sia la linea editoriale di Controcampo: un errore pro-Juve va in cima alla scaletta, uno pro-Inter in orario da telefono erotico. E poi c'è chi si domanda cosa sia e come si forma il "sentimento popolare".

Pinobici

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mercoledì 6 gennaio 2010

Il pranzo in nero(azzurro)

Di solito non ci piace parlare di complotti, e trovare appigli per parlare di orrori ed errori a favore dei nostri avversari. Ma oggi ci è andato di traverso il pranzo.
Abbiamo visto cose orribili, e passi per il mezzo rigore negato a Pellissier, passi per il contropiede successivo che porta al gol di Balotelli, figlio del malcostume tutto italiano di dedicarsi a protestare contro le decisioni arbitrali mentre l'azione è ancora in corso (polli i clivensi, nell'occasione).
Ma l'atteggiamento di Balotelli è stato irritante per tutta la gara (a terra ad ogni minimo refolo di vento), fatto di simulazioni vergognose, cui a fine partita Pierpaoli non ha nemmeno più prestato attenzione, sbagliando: dopo averlo assecondato per tutta la gara, l'arbitro un altro giallo avrebbe dovuto estrarlo, dopo il primo, meritato, "chiamato" dall'onestone per saltare il Siena ed essere a disposizione con il Milan.
Poi Lucio, giocatore mediocre non da oggi, che tira un calcio sui cojones, volontariamente, a Pellissier con l'arbitro a dieci metri. Nulla.
E ancora Lucio, che interviene di mano netta costringendo lo stesso Pellissier ad un controllo laborioso in area. Pochi lo hanno notato, e nessuno l'ha sottolineato abbastanza.
Il mani di Quaresma è qualcosa di allucinante, ma ancora di più è sintomatico un episodio di qualche minuto prima, sempre protagonista il ronzino lusitano (cui i nostri Tiago, Poulsen ecc. pur nella loro pochezza manco si avvicinano), ronzino che prende palla e si dirige verso l'esterno, crollando clamorosamente senza che nessuno lo sfiori, con Luciano ben attento a non intervenire: Pierpaoli lascia correre, ma Mourinho si alza dalla panchina imbufalito e l'arbitro, dopo qualche istante, corregge la decisione fischiando fallo per l'Inter.
Queste sono le cose scandalose, e ci aspettiamo di vedere le moviole questa sera. Non crediamo ci sarà qualcuno che si adirerà troppo, come accadeva invece a proposito di "altri".

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lunedì 26 ottobre 2009

Gli opposti estremismi

Tra oggi e domani vengono approvati i bilanci di Juve e Inter, cioè le due società che stanno agli estremi di due campi diversi (come in matematica il + e il - infinito): la Juve in quello del bilancio sostenibile, perché da quando è quotata in Borsa non ha più chiesto soldi agli azionisti (se non nell'estate 2006, e sappiamo perché); l'Inter, invece, è il caso limite dei bilanci in perdita (nei 14 anni di gestione Moratti ha bruciato risorse per circa 1,1 miliardi di euro).

In tema di bilanci non c'è stato un prima e un dopo Calciopoli: quando nel 2003 fu approvata la legge salva-calcio, la Juve di Giraudo e Moggi non vi fece ricorso, mentre l'Inter svalutò il parco giocatori di oltre 300 milioni; anche dopo lo tsunami del 2006 l'Inter ha continuato ad accumulare perdite al ritmo di centinaia di milioni di euro all'anno. Rispetto ai 1100 milioni di perdite complessive, il nuovo capitale versato da Moratti nel corso degli anni è ammontato a circa 650 milioni, gli altri 400, come abbiamo scritto altre volte sul sito, se li sono inventati i suoi registi finanziari.

Anche in tema di magheggi finanziari siamo agli opposti estremismi: oltre ai 300 e passa milioni della salva-calcio l'Inter s'è inventata la vendita del marchio e la rivalutazione societaria (in tutto altri 350 milioni, proprio nel 2006); la Juve di Blanc non si è inventata niente, anzi, per rispettare il budget e i regolamenti della Figc due anni fa il CdA decise di comprare Poulsen e non Xabi Alonso.

Domani nessun giornale si chiederà come ha fatto l'Inter a iscriversi al campionato 2008-09 visto che aveva un patrimonio netto negativo, in compenso ci sarà la solita candida sviolinata sul mecenatismo di Moratti; a Vinovo, all'opposto, gli esponenti dello Ju29ro Team non faranno finte sviolinate, faranno invece presente che la Juve può vincere la sfida del bilancio sostenibile, ma a condizione che le altre società, con l'Inter in testa, rispettino le norme federali, cosa che non sta avvenendo da anni e che la Juve deve avere la forza di proporre e far discutere.

Abbiamo, tempo per tempo, segnalato sul sito le novità che ci sono state in tema di bilanci, da ultimo le intenzioni dell'Uefa di Platini di imporre il bilancio sostenibile, non con le chiacchiere, ma con un regolamento valido in tutta l'Europa; intanto, nel Consiglio Federale al posto di Cobolli Gigli arriverà Blanc, che ci auguriamo rompa il muro di omertà e faccia discorsi nuovi.

Forse le cose cominceranno a cambiare, e prima o poi ci sarà un campionato senza trucchi e prestigiatori finanziari.
Forse.

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martedì 22 settembre 2009

Prove di sudditanza psicologica

Deve aver passato una domenica sera agrodolce, l'arbitro Orsato.
Il fischietto vicentino, reduce dalla direzione di Cagliari-Inter, avrà ripensato alla giornata che lo ha proiettato nella storia. Sì, perché trovare la forza di fischiare un rigore contro l'Inter, dopo 53 giornate di verginità del tabellino nerazzurro alla voce "rigori a sfavore", denota una grande dimostrazione di coraggio.
Chissà cosa avrà pensato, Orsato, nel momento in cui la sera, davanti alla tv rivedeva i filmati della partita e ascoltava i commenti di tesserati ed opinionisti, qualcosa del tipo: "Mamma mia, sono stato proprio bravo, ho dimostrato di avere le palle, io. Non ho ceduto alla tentazione di fare come tanti miei colleghi che in un campionato e mezzo in "certe situazioni" si facevano trovare "impallati" o "non ricevevano adeguato supporto dall'assistente", forse erano "lontani dall'azione", oppure sfuggiva loro di bocca il fischietto. Sono stato bravo, davvero bravo, io... Chissà cosa diranno di me, voglio sentire...
Ah! Ecco... mmh... sì, ma come possono accusarmi di questo, come possono pretendere che espellessi Maicon? Mica potevo lasciare l'Inter in 10 dopo così pochi minuti, eh! Gli ho fischiato rigore contro, non lo aveva più fatto nessuno da un anno e mezzo! Un anno e mezzo, eh! Cosa vogliono questi qui? Ehhh a tutto c'è un limite, come, come questo... dài, lo vedo anch'io che Cordoba mette un piede in bocca a Canini e il pallone va altrove. Ma ero lontano... il mio assistente non mi ha aiutato... non trovavo il fischietto... Ma poi Canini si sarà fatto male cadendo, su... e poi guardiamo cosa succede subito dopo... azione successiva... Eto'o su Conti, si appoggia e Conti cade, Milito ne approfitta e va in porta... Ma ero coperto, impallato... Sono stato bravo.
Qui invece ho sbagliato due volte, nel primo tempo ho ammonito il 13 rossoblù, ma lui non aveva fatto niente... non me la sentivo di cacciarlo dopo il solito tuffo di quello là con la testa tutta scarabocchiata. E poi, cavolo, quell'altro, e non è la prima volta... lui mi insulta e io lo caccio... ma cosa ci trovano di così speciale in questo qui? Per me è solo un gran maleducato e basta. Adesso cosa dicono? Ah, questa è bella! Dicono che non mi ha insultato e che mi sono inventato tutto... senti senti, l'ha detto anche il suo presidente! Oh mamma mia, forse non sono stato così bravo. Vorrà dire che la prossima volta in cui ci incontreremo chiariremo tutto.
Alt! Oddio, non son mica troppo convinto che lo incontrerò tanto presto... Mannaggia, che casino ho combinato!"

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domenica 23 agosto 2009

Sicurezza

Solita intervista prepartita del Mecenate meneghino. Naturalmente gli chiedono chi abbia ragione tra Mourinho e Lippi. Scontata la risposta del Nostro stimatissimo: "Non è che ha dato fastidio, però era un po’ secco, un po’ troppo sicuro".
Naturalmente non ha dato fastidio, figuriamoci, signori si nasce. Però allo stesso tempo si dà ragione a Mourinho perché Lippi ha espresso il suo innocuo giudizio con troppa sicurezza. Sicurezza che non si sa bene come venga misurata dal lider maximo interista. Forse con la misura dei decibel del tono della voce? Altro che processo alle intenzioni: siamo ormai al processo alle intonazioni.

Pronti via, inizia la partita. E qui l'Inter ritrova le sue di sicurezze: Materazzi graziato di una espulsione sacrosanta (sempre che non si indossi casacca nerassura marchiata Pirelli). Poi, solito rigore di circostanza.
Ognuno ha le sue sicurezze. L'Inter sembra aver ritrovato le sue.

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giovedì 20 agosto 2009

La pagnotta di Mourinho

I fatti sono noti: il c.t. della Nazionale, Marcello Lippi, da anni fuori della mischia, dal suo osservatorio, da lui ritenuto oramai super partes, rilascia ad un giornalista che lo intervista il suo pronostico sul prossimo campionato. Quest’anno vede la Juve e non più l’Inter come l’anno precedente.
Scatta immediatamente il riflesso condizionato dei mobilieri di Via Durini: mancanza di rispetto, campionato condizionato.
Anche quello dell’anno precedente? Cosa c’entra, quello l’ha vinto l’Inter!
Dal che si desume che la discriminante non è, come sostenuto, l’opportunità di un pronostico da parte del c.t. della Nazionale, ma la squadra pronosticata.
Quello che è lecito e opportuno in un caso, non lo è nell’altro.
Si fa portavoce di questa insulsa polemica Mourinho nostro, che i giornalisti osannano anche quando lo criticano, seppure sfidiamo a trovarne uno che lo vorrebbe avere come condomino o vicino di casa.
Dire, come è stato detto, che il c.t. inglese Capello sarebbe più intelligente di Lippi perché un pronostico simile non lo avrebbe mai rilasciato, nemmeno se richiesto, da un lato rivela una notevole presunzione profetica, dall’altro rimarca che oramai Mourinho nostro si sente immerso in un’aura di intoccabilità e di affidabilità a prescindere, dall’alto della quale pontifica come un oracolo.
Tra l’altro in passato ci pare che Capello abbia dato giudizi prognostici simili a quelli dati da Lippi, indicando l’Inter come favorita.
Sinceramente a noi non interessano granché i pronostici sullo scudetto di Lippi, di Capello o di altri c.t. stranieri, interesserebbe semmai sapere i pronostici sugli arbitraggi italiani del prossimo campionato, cui la sfuriata del Furbetto di Via Durini era diretta: condizionare gli arbitri ancora in favore dell’Inter, accusando come tentativo di condizionamento un innocuo pronostico del c.t..
Al di là del carattere strumentale della sortita, evidentemente approvata dalla società nerazzurra, non va sottovalutata la modalità della stessa: ogni persona si manifesta utilizzando la sua cultura e le sue attitudini.
Se per lui fare un pronostico può in qualche modo condizionare gli arbitraggi, oppure più semplicemente ritiene che la cosa possa essere spendibile con l’opinione pubblica, evidentemente ritiene che qualsiasi evidenza mediatica, anche più pesante di un pronostico, possa raggiungere quel risultato.
Non avendo giornate di campionato pregresse su cui piangere, un bella lacrimata preventiva non può che essere beneaugurante già per la prima giornata.
Non c’è niente di nuovo sotto il sole, caro il nostro Mourinho, il pianto antico di Via Durini ha già dato frutti a sufficienza, ma prima o poi la pagnotta ve la dovrete guadagnare come in Europa.

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sabato 8 agosto 2009

Cronache aziendali - Speciale Supertoppa


Specialone l'aveva detto, attenti al Piovarolo!
L'Inter gioca il suo solito calcio zampettante, ma le partenze di Maxwell e Adriano si fanno sentire, nonostante le buone prove di Eto'ovic e Militovic.
Non bastano neppure le sgroppate sulla fascia di Vigorone Maicon e la perfetta pettinatura di Capitan Sanetti.
Lotito alla fine può dire aulicamente: "Il titulo l'emo vinto noi !".

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martedì 7 luglio 2009

Dimensioni parallele

Nel marasma della disinformazione sembra utile tirare le somme su alcuni fatti.
Esiste, evidentemente, in una dimensione parallela di qualche genere, un Luciano Moggi che chiuse a chiave un arbitro nel suo spogliatoio. Che esista lo sappiamo sulla parola di tanti stimati giornalisti, che si trovi in un'altra dimensione lo sappiamo perché è stato appurato che il Luciano Moggi che noi conosciamo, quello che vive nel mondo reale, non ha commesso nulla di tutto ciò.
Esiste in una dimensione parallela un Luciano Moggi che pilotava i sorteggi arbitrali; non nella realtà perché questa tesi è stata smentita ad ogni livello, da quello logico, a quello statistico, a quello giuridico, compresa la giustizia sportiva.
Esiste in una dimensione parallela un Luciano Moggi che diffama altre persone attribuendo loro atteggiamenti disonesti; non è quello che conosciamo, il quale pur querelato è stato assolto perché il fatto non sussiste.
Esiste un Luciano Moggi che esercitava il suo potere corrompendo la classe arbitrale per ottenere arbitraggi di favore ed ammonizioni mirate, ed al processo di Napoli i testimoni lo stanno portando alla luce; tutto ciò accade in una dimensione parallela, non nella realtà, e le registrazioni del processo sono a disposizione se volete verificare.
Esiste in una qualche dimensione parallela un campionato perfettamente regolare, non inficiato da errori arbitrali, in cui tutte le società possono competere alla pari, in cui per tutti valgono le stesse regole; non è certamente quello che abbiamo visto ogni domenica nella realtà, in cui (tralasciando la questione arbitraggi) il semplice uso di cosmesi finanziarie consente alle società più disinibite di mettere in campo risorse dieci volte superiori a quelle delle concorrenti.
Esiste in una dimensione parallela una giustizia sportiva affidabile, che applica serenamente i propri regolamenti per giudicare i tesserati: di certo non nel mondo reale, in cui Luciano Moggi è stato processato pur non essendo più tesserato, ed in cui lui e la Juventus sono stati condannati in base a regole scritte durante e dopo il processo stesso.
Ora, quando compreremo un giornale, sarà sempre bene chiedersi se le notizie che ci racconterà riguardino il mondo reale, o piuttosto qualche fantasiosa dimensione parallela.

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mercoledì 1 luglio 2009

Cronache aziendali - Tour aziendale


A Napoli sfilano i primi testimoni: molte chiacchiere e poca sostanza... testi di poco conto... insomma, testicoli.
La stampa tace, ma Gilioli non si dà pace e allora su L'Espresso punta l'indice contro Casoria.
Ma Noemi tace. E Papi fa acquisti a Bari.
Massimo il Raffinato non ci sta, rilancia e vuole arrivare alla quinta consecutiva.
A Torino cercano di accontentarlo: Lapo progetta la Fiat Pecora 5 marce e gliene fa trovare una bianca e nera in via Durini.
Gilioli ci fa un giro e si rasserena.
Tutto è bene quel che finisce bene.

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domenica 21 giugno 2009

Mercenario?

Notizia bomba!
Secondo i giornali spagnoli Ibrahimovic è disposto a ridursi l'ingaggio di ben 3 milioni di euro pur di andar via dall'Inter e dal campionato di calcio italiano. Se fosse vera la cosa, verrebbero liquidate tutte le illazioni dei corifei e dei cantori delle glorie (sic) morattiane.
Ibrahimovic non è un mercenario, il suo procuratore non è un faccendiere assetato di danari. Molto più semplicemente lo svedese si è reso conto che il campionato italiano non ha più nulla da dargli. E' un campionato di seconda fascia. Punto.
Qualcuno dovrebbe chiedergli umilmente scusa, soprattutto dalle sacre colonne del Corriere della Sera.

A voler essere precisi molti dovrebbero chiedere scusa anche ai tifosi juventini che hanno visto affossare la propria squadra, per il solo motivo che si doveva far vincere qualcosa ad un gruppo di patrizi milanesi ricchissimi ma poco svegli negli affari del calcio. Missione compiuta, certo.
Danno collaterale: il calcio italiano ha perso ogni tipo di credibilità in Europa (e anche Ibra ha capito).
O qualcuno ritiene che in Europa, quando vedono i fuorigioco di massa di Siena-Inter, creda alle giustificazioni dei Tombolini, dei Casarin e dei Pistocchi?
In compenso, sulle colpe della famigerata Juventus dei ladri e farabutti molti hanno dei dubbi, se non ci credete leggete le dichiarazioni di Sir Alex Ferguson.

Tornando a noi, naturale che giocatori come Ibrahimovic preferiscano ridursi lo stipendio pur di non giocare un altro campionato dell'onestà. Meglio rischiar di perdere uno scudetto (e 3 milioni di euro) piuttosto che vincere il quarto titolo di cartone privo di una qualsiasi credibilità in Europa!

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lunedì 15 giugno 2009

Più titoli dell’Inter e senza Telecom!

Lakers campioni!

Scusatemi in anticipo se approfitterò dello spazio calcistico Juventino di questa sede per parlarvi di Basket.
In realtà non voglio parlarvi di Basket, voglio solo mettere qui un piccolo promemoria.
I Los Angeles Lakers sono diventati campioni NBA e hanno messo in bacheca il 15° titolo.
Vorrei solo sottolineare che:

- I Lakers hanno più titoli dell’Inter; Lakers 15, Inter 13.
- I Lakers non hanno mai avuto a che fare con la Telecom Italia.
- I Lakers non hanno mai avuto a che fare con un consulente IFIL, ex- cda Inter, ex presidente Telecom.
- A Los Angeles nessuno conosce Tavaroli.
- Nella rosa dei Lakers degli anni passati non erano presenti né Centofanti, né Vampeta.
In compenso nella storia dei Lakers hanno indossato la canotta gialla e viola gente del calibro di Elgin Baylor, Jerry West, Magic Johnson, Kareem Abdul-Jabbar, James Worthy, Shaquille O'Neal, Kobe Bryant.
- I Lakers non sono mai stati arbitrati da Nucini.
- I giocatori dei Lakers si spostano su tutto il territorio nazionale USA senza nessuna difficoltà, per tutta la stagione, utilizzando mezzi di vario genere, tra cui l’aereo, e quando fanno il check-in in aeroporto i passaporti risultano sempre tutti in ordine.
- Nel campionato americano di Basket si gioca solo a Basket, non a pallavolo, non a calcio, non ci sono fuorigiochi di gruppo, non sono permessi colpi di Karate, non sono permessi colpi di Kung-Fu, ecc
- Al contrario di ciò che accade con i rigori nel campionato Italiano di calcio di serie A TIM, nel campionato americano di Basket si battono i tiri liberi anche contro chi vincerà il titolo a fine stagione.
- Il campionato americano di Basket può essere taroccato solo se vengono taroccate anche le partite. Telefonare casa Sandulli ore pasti. Grazie.
- Gli americani le notizie sportive non le attingono né da Mediaset, né dalla Rai, né dalla Gazzetta dello Sport.

Questo vuol dire che è possibile costruire uno sport dove si può vincere anche senza strani miracoli a tavolino con opzione per i successivi tavolini, infatti il campionato non è il bar.
Domanda.
Ma se davvero Moratti decidesse di vendere Ibra, poi potrebbe tentare di comprare Kobe Bryant?
Speriamo di no.
Non per il bene dell’Inter, ma per il bene dei Lakers, mi sembra ovvio.
Io spero nell’illuminazione del Morattone nostro.
Lo ammetto, io spero di rivedere nuovamente con la maglia n. 9 dell’Inter il sig. Centofanti.
Qualunque sia il suo mestiere attuale.

CRAZEOLOGY

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domenica 31 maggio 2009

Cronache aziendali - si chiude per ferie!


C'era più poco da rubacchiare in quest'ultima giornata, al più il titolo di cannoniere a Di Vaio... Detto fatto!
Un paio di spinte ai difensori dell'Atalanta, una spintarella arbitrale e il consueto colpo di sonno del moviolista portano a casa anche questo titolo. Spinga, spinga...
Dei campioni d'Italia si ricorderà la memorabile faticosa vittoria per 1-0 in casa con l'Anorthosis Famagosta, squadra greco-cipriota senza città (occupata dai turco-ciprioti), che tante illusioni europee aveva suscitato nel popolo nerassuro. Provaci ancora, Max.
Come da copione, la Juve fa festa con la Lazio e manda in pensione, per quattro soldi, il vecchietto ceko. Anche se quello ancora corre più degli altri ed è il primo per presenze. Boh, se ne sono buttati tanti per dei Carneadi, per lui sarebbero stati comunque ben spesi.
Si aspetta ora soltanto di sapere il nome del nuovo allenatore: sarà uno scambio con la Roma (poveri noi e loro ...), arriverà il capellone da Bari (mah ...) o ci terremo Ciro, Sandra Milo permettendo (Ciro! Ciro !! Ciro !!!) ? In fondo Ranieri ha fatto meglio dell'anno scorso, siamo secondi. Difficile per chi verrà fare meglio di lui.
Il campo dice che il Torino va in serie B e in tv è un coro di lamenti e dispiacere, oltre che di auguri di pronto riscatto.
Ma in fondo i giornalisti sportivi fanno sempre così, ogni anno, per ogni squadra che retrocede. Tranne una volta.
Chiudono anche le Cronache aziendali, e chissà se riapriranno.
Un grazie a tutti per l'attenzione, sperando di non avervi annoiato.
Un saluto specialissimo al lettore cronista sportivo: non se l'abbia a male, la stima non si regala al primo che passa.

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domenica 24 maggio 2009

Cronache aziendali - trentasettesima giornata


Tituli della giornata:
La Zebra vince il Palio col cavallo scosso.
Macchia d'olio sul cartone in una raffinata Sardegna.
Sfila di nuovo l'atelier a San Siro con la Collezione Estate, notate assenze femminili in tribuna.
A Torino botte magiche inseguendo un gol.

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domenica 17 maggio 2009

Cronache aziendali - trentaseiesima giornata


Una discreta Juve ferma l'Atalanta sul pari e resta in corsa per il terzo posto.
Si giocava a porte chiuse, ma Cobolli e Blanc sfidano la Figc e vanno in tribuna lo stesso: ora rischiano la squalifica.
A Milano si fa festa: sono tutti convinti di aver vinto un altro scudetto. Ibrainteric e Specialone i più misurati.
Restano solo due giornate per fischiare un rigore contro i nerassuri. Mission impossible ... qua ci vuole l'arbitro Moreno.

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lunedì 11 maggio 2009

Cronache aziendali - trentacinquesima giornata


Senza Ibra è solo Inter e basta il Chievo a fermarla sul pareggio: in area nerassura si picchia come fabbri come sempre e come sempre Balotelli mostra la sua personalità a tutto campo sotto i fischi.
Per la prossima giornata i bookmaker danno il rigore contro sul 3-0 a 1,05.
La Juve di Poulsen e Iaquinta ferma la Berluscona sul pareggio: vietate le veroniche, sparisce il bel gioco.
Lapo de Lapis esulta in tribuna.

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domenica 3 maggio 2009

Cronache aziendali - trentaquattresima giornata


A Milano i tifosi fischiano Ibrainteric, che porta a casa altri tre punti.
A Torino i tifosi fischiano i normalizzatori, che portano a casa un punto con il Lecce, buono per difendere il terzo-quarto posto.
Vince la Berluscona e tiene il passo, ma ci sono due divorzi in vista.
Percentuali scudetto: Milan 5,7954%, Juve 0,0002% (compresa l'eventualità di vittoria a tavolino).
Percentuali rigore anti-Inter alla prossima giornata: 0,0113%

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lunedì 27 aprile 2009

Cronache aziendali - trentatreesima giornata


Senza l'aiutino o l'aiutone Ibrainteric non diventa campione: cade a Napoli sotto i colpi del Panterone, antica riserva bianconera, mentre la Berluscona, rigorosamente, prende i tre punti e va a -7.
Zamparini si gode il cambiamento. Percentuale scudetto Milan: 8,2547%.
I due patron milanesi polemizzano vivacemente su chi ha commesso più furti: chi si fregierà alla fine del titolo di Ladroni d'Italia?
A Reggio la Juve, senza Manninger e con un rigore su Del Piero visibile senza occhiali, complice una difesa zacconiana, rimedia solo un punto e va a -9.
Tutti se la prendono con Ranieri, Cobolli & C., ma a ben vedere sono in regola col piano quinquennale.
Percentuale scudetto Juve: 0,0518% (compresa l'eventualità di vittoria a tavolino).

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venerdì 17 aprile 2009

Cronache aziendali - vigilia di Juve-Inter


Qua si chiuderà l'Interleague di quest'anno!
Il dietrologo, da noi appena consultato, ha dato i suoi responsi.
Dopo il Big Mac di Torino i nerassuri avranno Napoli fuori e Lazio in casa, mentre i cobolliti incontreranno Reggina fuori e Lecce in casa: la matematica dice che sono nove punti ballerini solo se la Juve si aggiudicherà i primi tre.
E allora a Torino avremo molti falli in attacco con Regola del Vantaggio di riserva e un bel pareggio finale ... se va bene.
Probabile qualche difficoltà per la Berluscona con la Bovina per addolcire la pillola, e del Genoa col Piovarolo per congelare la classifica delle prime quattro. I bisteccari invece vanno a Udine e i problemi li avranno comunque.
Vedremo se sarà il giorno dello Specialone.

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martedì 14 aprile 2009

Ma che avranno da ridere?

Al minuto 0.31 l'errore tecnico di Rocchi

Prima di Calciopoli i moviolisti ci facevano le prediche e i giornali pure, adesso che i tempi sono cambiati prediche non ne fa più nessuno, come se peccatori non ce ne fossero in giro, anzi nelle trasmissioni più seguite i moviolisti quando fanno vedere errori macroscopici a danno della Juve la prendono a ridere.

L'errore di Rocchi a Genova (un errore tecnico grande come una casa) l'hanno visto e commentato tutti: Pistocchi l'ha fatto vedere nell'intervallo della partita, alla sera su Rai2 l'hanno riproposto quattro-cinque volte, Casarin l'ha commentato a Controcampo e sul Corsera.

Tutti, però, col sorriso sulla bocca, nessuno scandalo e nessuna predica, nessun peccatore e nessuna cupola: sorrisetto di commiserazione di Pistocchi nei confronti di Marocchino; Tombolini che rideva ad ogni replay (per non dire di Teocoli, ma lui fa il comico e si può capire); Casarin che scrive che si è trattato di una leggerezza (Casarin non ride quasi mai ma un ex-grande arbitro che parla di leggerezza di fronte ad un simile errore è come se una risata l'abbia fatta pure lui).

Lasciando stare le squadre e i valori tecnici, verrebbe da chiedere a questa gente se quello a cui stiamo assistendo è ancora un campionato di calcio con norme e regolamenti da rispettare oppure un reality o, peggio ancora, una farsa in cui anche loro hanno una parte scritta da recitare.

Verrebbe da chiedergli che calcio hanno in testa e cosa avranno mai da ridere.


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sabato 11 aprile 2009

Cronache aziendali - trentunesima giornata


Clamoroso a San Siro!!!
L'Inter va in vantaggio col Palermo con un gol del tutto regolare!
L'arbitro ha poi l'occasione di farle il primo torto da qualche anno a questa parte, non fischiando un rigore su Tuffatelli!!
Ma lo spirito della Fata Morganta volteggia sullo stadio e trasforma un fallo di Ibra in un rigore a suo favore: 2-0 e partita in freezer, come direbbero i due del the caldo a metà gara.
Nel secondo tempo Ibra cala, il Palermo pareggia e a momenti Miccolo fa il colpo.
Inter a +10 in attesa di Genoa-Juve (percentuale scudetto Juve: 11,4522 %).

A Marassi si comincia con la Regola del Vantaggio: gol di Iaquinta annullato per fuorigioco inesistente.
L'arbitro si chiama Rocchi e si capisce che ne farà di strada. E' giovane, ambizioso e creativo al punto giusto: il gol a gioco fermo non si era ancora visto ed è un privilegio per la Juve subirlo.
Rigore dubbio su Del Piero concesso poco dopo, netto su Camoranesi non concesso più tardi.
Ancora la Regola del Vantaggio nel finale: espulsione di Camoranesi per gambina tesa ( ricordate la gambona di Santon su Comotto ?) e gol finale del Genoa forse in fuorigioco.
Percentuali scudetto: Juve 8,3214%, Milan 7,1437%, Genoa 6,4476%.

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martedì 7 aprile 2009

La terza stella

Gaucci appena rientrato dalla latitanza a Santo Domingo racconta la sua verità a riguardo dello scudetto perso dalla Juventus nel pantano di Perugia. Verità che probabilmente non sarà opportunamente analizzata dai mass media, visto che contraddice le favole fatte emergere da quello scempio che per comodità chiamiamo Farsopoli.
Ecco la dichiarazione "Sì, nell'intervallo arriva il finimondo, un metro d'acqua. Vado dal designatore degli arbitri e gli faccio: se vi azzardate a sospendere la partita, io non faccio giocare domani i miei giocatori e con l'ordine pubblico succede un casino. Collina era l'arbitro e andò a testare il campo: era un disastro ma trovò un pezzetto dove il pallone rimbalzò e si riprese a giocare".

Insomma Gaucci entrò quando la partita era sospesa a parlare con l'arbitro, per influenzarne le decisioni. Ma non basta, per "ammorbidire" Collina paventò la possibilità di tumulti popolari qualora la partita fosse stata rinviata. Ciliegina sulla torta, candidamente l'ex presidente dichiara che l'arbitro per venire incontro ai suoi desiderata trasgredì volontariamente le regole sulla praticabilità del campo.
Bene, coloro che sono stati scippati si trovano sul banco degli imputati in quanto, secondo giudici a nostro avviso estremamente fantasiosi, falsavano i campionati. Se andate a fare memoria, tra l'altro, in quell'anno la Lazio giocava con il suo miglior giocatore provvisto di passaporto falso. Cosa che quella Juve non fece mai, né prima né dopo.

Non ci rimane che festeggiare la terza stella. Di quello che hanno detto gli ineffabili Palazzi e Sandulli non ce ne deve fregar di meno. Una risata li ha già seppelliti (e sputtanati).

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domenica 5 aprile 2009

Cronache aziendali - trentesima giornata


Juve senza Manninger, con la difesa pachidermica e il solo Marchisio a centrocampo regala il pari al Chievo. Atterramento in area di Marchisio non interessa le moviole di Sky.
A Udine ancora la Regola del Vantaggio nei due atterramenti di Quagliarella e nella posizione sul filo del fuorigioco di Vieira: passa l'Inter 1-0 e va a +9.
La fortuna aiuta gli audaci, gli arbitri l'Inter. A questo punto lo scudetto può perderlo solo la squadra nerassura, sempre che ci sia qualcuno che lo voglia vincere.

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sabato 28 marzo 2009

Cronache aziendali - pausa campionato


Tornano gli impegni internazionali dell'Italia e il campionato si ferma.
Molti hanno fatto osservare che le squadre di club non rappresentano quasi mai il calcio del proprio Paese.
Il calcio italiano - dice Lippi - è rappresentato dalla Nazionale.
Chiellini dice che l'Inter non c'entra nulla con il calcio italiano.
A volte la verità è nascosta nelle parole: togli Inter da Internazionale e avrai la Nazionale.

Italia 2-0 in Montenegro. I soliti cantori del tormentone Cassano avevano pronto per Lippi un Amaro Montenegro in caso di risultato indigesto, ma ora puntano tutto su Trapattoni e sui fischi dei baresi.

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sabato 21 marzo 2009

Cronache aziendali - ventinovesima giornata

Regole aziendali: è fuorigioco se il giocatore attaccante è
avanti con il tronco corporeo rispetto al difensore.
A questa regola si fa una deroga se l'attaccante è della Specialona.

L'anticipo con la Cesarona va in onda su Loria Channel e la Juve fa quattro gol, mannàggiaadeviazzziòne... mannaggia!
Puntuale come sempre la telecronaca Sky: "Fabio, la Juve è in difficoltà sulla fascia con Tonetto" ... "Guarda, Fabio, un blocco involontario libera Mellberg".
Grande risalto al gol del momentaneo pareggio di Loria, poco impiegato e solitamente fischiato dal pubblico ("Che belle storie ci offre il calcio, Beppe!" Bellissime, specie se ci rimette la Juve).
Siamo di nuovo a meno quattro, ma a San Siro l'Inter se la vede con la Cenerentola. E comunque c'è anche la Fata Morganta.
Il solito Ibra nasconde le magagne dell'Inter (quattro o cinque palle gol alla Reggina e si ritorna a meno 7.
Aiutini nella norma (primo gol da calcio d'angolo regalato e regola del vantaggio sulla posizione di Cambiasso).

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domenica 15 marzo 2009

Cronache aziendali - ventottesima giornata

Regole aziendali: gioco non pericoloso


Regole aziendali: non fa male!

Per l'anticipo Sky inaugura Socc'mel Channel e la Juve serve quattro porzioni di lasagne a Mihajlovic.
Si torna a meno 4 da un'Inter affranta, che ha bisogno, come non mai, di una pronta reazione o di un aiutino.
Juvinco dà spettacolo: lo scambio con Cassano si avvicina così ancora di più.

Inter penosa prende i tre punti a una Fiorentina sciupona.
Ibra parte in fuorigioco, gamba sulla faccia del portiere, rimpallo forse con smanacciamento... regola aziendale del vantaggio, colpo di testa e gol a porta vuota.
Che personalità Santon! Gamba tesa di volo in pancia a Comotto, giallo ("Fabio, il giocatore è molto giovane e l'arbitro non se la sarà sentita").
Nel finale l'arbitro espelle Mourinho, che ha il coraggio di lamentarsi.
Commento Sky ? Inter cinica.

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sabato 7 marzo 2009

Cronache aziendali - ventisettesima giornata

Nella foto il salvataggio sulla linea trasformato in gol dalla Fata Morganta

Lo chiamiamo affettuosamente Specialone perchè esagera, ma qualcosa di molto speciale ce l'ha per davvero. E' lui il vincitore di questa giornata, ha esorcizzato la giornata del Grande Scandalo, rilanciando sulla ruvvata precedente.
A Roma De Rossi non finisce nemmeno la partita.
A Genova la Regola del Vantaggio la fa da padrona.
Due volte Ibra ed una Milito se ne vanno sul filo del fuorigioco, di quelli che, se sbagli a fischiare o non fischiare, ti si dirà sempre "eh, ma era difficile da vedere". Ed infatti Ibra se ne va e Milito no: 1-0.
Dal campo impossibile dire se la palla era entrata tutta oppure no? Nel dubbio convalidare il gol aziendale. 2-0 e via sereni a Manchester per la imperitura gloria.
Per il resto grande Genoa, 2-3 gialli e un rosso risparmiati a Balotelli. E' giovane, va aiutato.
A noi per il derby al Foro Boario ci tocca Farina e quindi non ci possiamo lamentare... dovesse sentirci, sarebbe rosso sicuro. Invece proletariamente, sudandoci la pagnotta, teniamo il passo dei padroni nerassuri.

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lunedì 2 marzo 2009

Alla ricerca dell'anca perduta


Straordinari ieri sera per i Moviola Jones del telegiornalismo italiano.
Lo vedono tutti, specie in una inquadratura da dietro la porta, che l'esasperato De Rossi (un altro che tira la carretta per la Nazionale per farsi poi prendere a pesci in faccia in patria contro gli specialoni internazionali) lascia mezzo metro di luce a Balotelli.
Stando a quel che riferisce De Rossi, anche l'arbitro Rizzoli avrebbe visto che lui non aveva minimamente toccato il capriccioso attaccante interista, ma l'ottimo fischietto avrebbe sanzionato il colpo d'anca che Balotelli avrebbe subito da altro difensore.
Escluso che possa trattarsi dell'anca del difensore sul quale Balotelli si è tuffato, simulando il contatto con De Rossi, gira e rigira le stesse immagini l'anca assassina non si trova, neanche con i migliori prodigi della tecnologia televisiva.
E' un vero peccato, perché per l'occasione i segugi si sarebbero accontentati anche dell'anca (o della coscia), che in Inter-Juventus stese in area Marchionni (l'ala, tanto per restare in campo avicolo) lanciato a pochissimi metri verso la porta avversaria.
Niente da fare, neppure quella.
La Gazzetta commenta: "Alla moviola non si vedono contatti", che è cosa diversa da "Non ci sono contatti" o "Balotelli si è tuffato".
Non ci resta che fare appello a Sua Onestà il Presidente, che mette la parola fine alla discussione più o meno così: secondo noi il rigore c'era, gli altri la pensano diversamente... la nostra parola contro la loro, non sapremo mai la verità.
Parole oneste, come sempre. E se Spalletti è stato danneggiato, può sempre confidare in un risarcimento quando incontrerà la squadra del gemello Ranieri, una coppia ormai difficilmente separabile.

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Vinsciamo sensa rruvvare

Quest'anno abbiamo visto, per la specialOna, partite vinte con:

- gol fantasma, mai segnati (senza che la palla fosse mai entrata, vedi Catania);
- gol segnati da giocatori che non dovevano più essere in campo (espulsioni non comminate: Cordoba, Cruz, Ibra);
- gol segnati da giocatori in fuorigioco (elenco lungo, a volte, più di uno: Maicon + 5 vs. Siena);
- gol segnati con il braccio (involontariamente? Ibra, Adriano);
- gol segnati su assist fatti con un braccio (sempre involontari? Adriano vs. Bologna);
- gol segnati con fallo sul difensore (Ibra vs. Chievo, etc.);
- gol segnati su rigori inventati (vs. Empoli, Parma, Roma, etc.);
- gol buoni non dati agli avversari (Catania, etc.);
- rigori sacrosanti non dati agli avversari (Inzaghi, Del Piero, etc.);
- gol segnati su punizioni inesistenti (o invertite), giocatori avversari espulsi senza motivo, oltre ad altre situazioni che sicuramente stiamo dimenticando…

Naturalmente, sempre (o spesso) in momenti decisivi…

Da Juventini, non ci appartiene l'idea di protestare contro gli arbitraggi, e non amiamo chi si lamenta dell’operato dei direttori di gara.
Ma quanto visto quest'anno, e in generale negli ultimi 2 anni, va ben oltre ogni più nera previsione, tanto da far dubitare che stia anche oltre la casualità.
Meno male che non c'è più quella “banda di truffatori”, che ora “il calcio è pulito”, e gli arbitri finalmente “sbagliano in buonafede”... sennò, ci sarebbe davvero da pensar male!!!

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domenica 1 marzo 2009

Cronache aziendali - ventiseiesima giornata


Il Napoli segna un gol valido nella sua porta e uno irregolare nella porta della Juve.
Invece di dire "Brava la terna a rilevare il fuorigioco" - come in certi casi, meno visibili di questo, fanno - a Sky il dopopartita sembra un dopofunerale: "se c'era, era millimetrico" ... "il guardalinee si è assunto la responsabilità di segnalarlo".
Il sentimento popolare non riesce proprio ad evadere dai crani dei commentatori.

A Genova cade la Berluscona con la Samp.
Il povero Emerson pareggia, ma è in fuorigioco (commento Sky: "Bravo l'arbitro a vederlo").
A San Siro arriva la Cesarona: non trova Ibra, ma trova Rizzoli e Tuffatelli, che si procura un rigore.
In cinque negli studi Sky non riescono a dire chiaramente perchè l'attaccante nerassuro cada in area. Ne approfitta Specialone. Alla fine lo dicono solo Spalletti e De Rossi, i deruvvati di turno.
Grande Roma fino al fattaccio. L'Inter fa la sua - solita - onestissima partita e incamera il punticino.

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sabato 21 febbraio 2009

Cronache aziendali - venticinquesima giornata


Inter corsara a Bologna: espugna il Dall'Ara con un gol di Culatelli.
Qualcuno dice che ci fosse un mani in area nerassura sullo zero a zero (rotti il replay e la microlente elettronica di Sky). Adriano Gambadilegno bissa il colpo di testa del derby, con scivolo della palla sull'arto superiore, per un assist vincente, stavolta, per Cambiasso. In entrambi i casi l'arbitro applica comunque la regola del vantaggio (per l'Inter).
Sky inaugura Palermo Channel: la Juve vince 2-0, ma la squadra di casa entusiasma il cronista sussurrante: "Fabio, la Juve non riparte ... non può reggere fino al termine".

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lunedì 16 febbraio 2009

Garantisce Paolillo



Sono intervenuti in tanti, dopo il gol di Adriano, per giurare e spergiurare che l'arbitro non ha favorito l'Inter e al massimo si è trattato di una svista.

Tra i tanti segnaliamo l'intervento di Ernesto Paolillo, amministratore delegato dell'Internazionale SpA, che garantisce che l'Inter non ha avuto favori arbitrali e casomai Rosetti doveva espellere Ambrosini. Lo segnaliamo perché Paolillo è anche presidente della Banca Popolare di Garanzia che ha garantito (ma guarda un pò) 5 milioni di debiti dell'ultima campagna acquisti di Moratti (che si vede aveva finito il blocchetto degli assegni).

Laciando ai Processi televisivi il compito di stabilire se la mano di Adriano era una mano morta o se è stata decisiva per mandare la palla in rete, una cosa ci sentiamo di dirla con certezza: che Paolillo si sente doppiamente garantito se l'Inter vince lo scudetto. Come amministratore delegato dell'Internazionale SpA e come presidente della Banca Popolare di Garanzia.

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domenica 15 febbraio 2009

Cronache aziendali - ventiquattresima giornata


Pomeriggio domenicale all'insegna della sfortuna (4 pali) e della simpatia, quella che normalmente si riserva agli sfortunati.
In serata l'Internazionale Rosetti batte il Milan 2-1: non vede 2 rigori, se non 3, per il Milan; non vede un gol di braccio di Adriano, riacquista però la vista per annullare un gol in fuorigioco di Inzaghi.
Ruvva ruvva la Juve è a -9, il Milan a -11.
Inter fortunata e quindi antipatica? Non sicuramente alla FIGC e all'AIA.
Il torneo aziendale è ad una svolta, si avvicinano gli impegni Champions ed è giusto affrontarli con la massima serenità.

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domenica 8 febbraio 2009

Cronache aziendali - ventitreesima giornata


Passeggia l'Inter a Lecce e va in fuga. Mourinho torna ad essere Specialone, Gomitovic prende i tre punti e gli altri sbruffoneggiano. In vista del Manchester l'euforia non guasta.
La Berluscona contro la Reggina fa sfilare tutto l'atelier, ma riesce a cavare solo un puntarello su rigore.
Il sopraccigliato di Sky commenta il fischio del penalty con un istantaneo e beneaugurante "Ma Campagnolo è uno che i rigori li para ..." Come quando, da ragazzino, sentiva Tutto il calcio minuto per minuto al baretto.
Al Massimino alla ricerca dell'amalgama: si vede qualcosina, ma è una Juve povera povera.
Beautiful Mind fa lo spogliarello e lo spettacolo non è apprezzato da Morganti, che alla prima occasione - manco un minuto dopo - gliela fa pagare: nello spogliatoio il giovanotto tatuato potrà togliersi anche i pantaloncini.
Fortuna che Poulsen va col liscio quando non c'è più tempo per buttare via i tre punti.

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domenica 1 febbraio 2009

Cronache aziendali - ventiduesima giornata


Nonostante un portiere con la testa e la schiena in Dubai, si vinceva 2 a 1 con un bel Cagliari e già Sky, come ai tempi migliori, aveva rispolverato la microlente elettronica per beccare una palla fuori di due centimetri (forse) nell'azione del raddoppio, ammutolendo poi, come al solito, in occasione di un evidente rigore su Marchionni, che avrebbe potuto dare il 3 a 1.
Ma un banco di nebbia avvolgeva infine la panchina e i muscoli dei giocatori, per la gioia di tutti i sopraccigliati.

Una squadretta domina il campionato: con la Bovina, a San Siro, Santa Regalìa protegge Cruz dall'espulsione e San Fortunato dona a Burdisso il gol del pareggio. Più sette sulla Juve, aspettando il Milan.

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venerdì 30 gennaio 2009

In dubio pro Inter

Ripensando al gol annullato a Paolucci contro l'Inter ci è venuto in mente il gol di Ibrahimovic alla sesta giornata contro il Bologna. Andiamo a rivedere il gol di Ibra:


Come si può notare l'attaccante colpisce di tacco con la gamba molto alta, anticipando il difensore bolognese. Gol convalidato.

Andiamo ora a rivedere il gol annullato a Paolucci in Catania-Inter (minuto 0.40):


Si nota che il difendente interista si butta all'altezza del piede dell'attaccante catanese. Gol annullato per gioco pericoloso.

Se gli arbitri sono in buona fede, come tutti ci dicono, si avvisi l'International Board che in Italia è stata introdotta una nuova regola: in dubio pro Inter.

NdR: si ringrazia l'utente Pappaeciccia del forum J1897

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giovedì 29 gennaio 2009

Cronache aziendali - ventunesima giornata


La Juve boccheggia a Udine e torna a meno sei dalla solita Inter.
Il Catania domina la partita e riesce anche a pareggiare lo svantaggio iniziale... peccato l'annullamento per gioco pericoloso sull'eroico Burdisso, che va in tackle con la testa.
A Sky però nessuno si azzarda a usare la propria: solo l'arbitro può giudicare perchè sta in campo. Forse la battuta è inedita.
Zenga conosce l'azienda e ha la squadra in lotta per non retrocedere, ma li scorticherebbe.

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domenica 25 gennaio 2009

Cronache aziendali - ventesima giornata


Giallo alla ventesima giornata, nell'anticipo l'arbitro Saccani consegna due punti nella segreteria sbagliata!
E così la Primavera della Juve raggiunge l'Inter in testa alla classifica provvisoria.
Insorge Giornalopoli: boicottaggio aziendale o semplice disguido? Vediamo come è andata. Il direttore di gara in buona fede non vede un fallo su Zanetti e, nel prosieguo dell'azione, non vede un rigore per la Fiorentina; più avanti in buona fede non vede un fallo su De Ceglie e, nel prosieguo dell'azione, annulla un gol della Fiorentina per fuorigioco di Gilardino, che invece era tenuto in gioco dal calcagno di Marchionni.
Mala fede? No, insufficiente fede per questa volta.
Mentre Roma e Milan non hanno di che lamentarsi contro Napoli e Bologna, nel posticipo un'Inter di lotta e di governo strappa la vittoria alla Sampdoria: gol di Adriano Gambadilegno poco dopo aver mollato un cazzotto a Gastaldello. Il neoju29ro Mourinho espulso. Non c'è Ibra, gli altri non sbruffoneggiano.
Misteriosa caduta di Stankevicious in area, ma Sky non ha inquadrature ravvicinate; un braccio di Cordoba in area su Pazzini e un placcaggio dello stesso Pazzini sempre in area non visti in buona fede dall'arbitro.
Inter penosa, ma ancora a +3 dalla Juve.

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lunedì 19 gennaio 2009

Cronache aziendali - diciannovesima giornata


Il ritorno di Moggi in TV e le voci di scudetti da restituire deprimono la psiche nerassura, i difensori allentano le pedinature e l'Atalanta passeggia su un'Inter inaiutabile.
Uno Specialone ingrugnito si avvale della facoltà di non rispondere a Sconcerti.
La Juve, in trasferta sulla collina di Piovarolo contro i campioni locali, porta a casa un punto soltanto, ma sale a -3 dalla vetta.

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lunedì 12 gennaio 2009

Cronache aziendali - diciottesima giornata


La squadra dei pedinatori strappa un punto importante contro il Cagliari e allunga sulla Juve a +7.
Specialone gioca lo schema 1-0-9, pareggia, rischia per tre volte di cadere e alla fine segna il gol della vittoria con Mansini... ma lo spettro di Moggi tornava ad aleggiare su San Siro e il giovane arbitro trovava il coraggio di annullarlo per fuorigioco di appena un metro.
A Torino la curva espone i due scudetti trafugati e Del Piero porta la Juve a -4.
Il Milan in defilèe all'Olimpico di Roma presenta la collezione Inverno.

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giovedì 8 gennaio 2009

Cronache aziendali - speciale processo Gea


I tegami di Cannavò

La Gazzetta Web titola: per la GEA condannati i Moggi.
Solo nel testo si dice che è caduta l'associazione per delinquere e che le condanne sono state inflitte per un paio di violenze private.
Prova d'orchestra in attesa dell'edizione cartacea ?
Il Direttore d'orchestra Cannavò sostituirà grancassa, tamburi, piatti e gong e farà suonare ai percussionisti i coperchi dei tegami?


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venerdì 2 gennaio 2009

I ladri di Pisa

La signora Maria Sensi ha rilasciato la seguente dichiarazione a una emittente radiofonica romana: "La Roma meritava lo scudetto. Il 2008 non è stato positivo, né per la famiglia e neppure per la squadra. La Roma meritava lo scudetto, un regalo anche per il suo presidente Franco Sensi. Ma c'era un centenario da onorare e da rispettare, però. Così è stato".

E' del tutto evidente che l'allusione è all'Inter di Massimo Moratti. Dunque, la polemica è tra le due maggiori beneficiarie dello scandaletto denominato "Calciopoli", per noi Farsopoli.

A noi dello Ju29ro Team questa dichiarazione della signora Sensi fa venire in mente un vecchio detto delle sue parti, in cui due pisani sono complici di un furto ma dopo si scannano per la divisione del bottino.
Ma è solo un cattivo pensiero. Senza dubbio.

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martedì 30 dicembre 2008

Cronache aziendali - pausa natalizia


Collina è insorto dopo l'ultima giornata di campionato, raccomandando agli arbitri di essere più severi con le "grandi".
Tutti abbiamo posto l'attenzione sulle differenze tra il fuorigioco di Siena (da oggi fuorigioco Maicon) e quello di Bergamo. Ci è sfuggita però la cosa più importante: non sono bastati l'intero campionato precedente e neppure le sedici giornate di quest'anno per far saltare sulla sedia Collina.
E non è bastato neppure il fuorigioco Maicon dell'anticipo della diciassettesima. Silenzio.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il fuorigioco standard di Marchionni, da qui parte la rampogna colliniana agli arbitri. E se l'arbitro di Bergamo l'avesse visto e fischiato ?
E' Natale, il mese dell'Abete. Non pensiamo male!

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domenica 21 dicembre 2008

Cronache aziendali - diciassettesima giornata


La solita Inter ruvva i tre punti a Siena. Va dato merito allo Specialone, che a un quarto d'ora dalla fine ordina lo schema del doppio fuorigioco: ci vanno in cinque, tra questi Maxwell che riceve palla, Maicon già in fuorigioco lo supera e va a ricevere palla in fuorifuorigioco, pallonetto sul portiere e gol della vittoria.
Anche a Sky si rassegnano a vederlo. Capitan Sanetti al termine va a ringraziare i tifosi in tripudio.
E' solo l'anticipo, speriamo bene.
A Bergamo 30 centimetri di fuorigioco, a 50 metri dalla porta, pareggiano 2 o 3 metri di bisfuorigioco a 10 metri dalla porta a Siena: il sentimento popolare reclama la tolleranza variabile.

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sabato 20 dicembre 2008

Gol Onesto

lunedì 15 dicembre 2008

Cronache aziendali - sedicesima giornata


Inter rischia col Chievo. Specialone ordina lo schema Ibra1: gol di testa a cavacecio. Chievo in dieci. Specialone ordina lo schema Ibra2: botta dal limite e 4-2 finale.
Juve in diretta su Milan Channel ne fa quattro. Si capta un sussurro: "Non li voglio rivedere, Fabio".

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domenica 7 dicembre 2008

Cronache aziendali - quindicesima giornata


La Specialona trova un gol al primo minuto (disattenzione difensiva, no eh?), il quarto autogol della stagione e un gol in fuorigioco. La Lazio un gol su punizione da ripetere (nessun problema per i telecronisti, non è mica la Reggina...), il solito atterramento in area con ancata ("Non c'è niente, Fabio" sussurra il sopraccigliato di Sky). Avanti con le celebrazioni della corazzata Potiomkin.
La Juve fatica e para il colpo a Lecce (altri due atterramenti in area, Nedved e Marchionni, finiti in gloria), Legrottaglie si becca un'ammonizione per un semifallo e salta il Milan.

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domenica 30 novembre 2008

Cronache aziendali - quattordicesima giornata


Sky inaugura Reggina Channel con una sonante vittoria della Juve.
Camoranesi atterrato dal secondo piano in area: più che un rigore è un incidente sul lavoro.
Propiziata da un raccattapalle, che ha spiazzato la difesa calabrese, la prima segnatura bianconera: gioco da ragazzi per Del Piero, Nedved e Camoranesi metterla dentro. Gli altri tre gol - secondo il sopraccigliato telecronista – concessi troppo facilmente da disattenzioni difensive.
E' ancora troppo fresco il ricordo dello splendido gol di sette giorni fa di Muntari per entusiasmarsi di nuovo.
Nell'ultima mezzora la bufera di neve ha attirato tutte le attenzioni dei telecronisti, ma la partita è arrivata al termine lo stesso.

L'Inter fa tre punti col Napoli coi soliti affanni. Per fortuna quest'anno gli arbitri non fischiano neppure poco fuori area. Tempi duri poi per chi cade in area, il cartellino giallo è un ammonimento.

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