
Come tutte le mattine sono andato in edicola a comprare "la Repubblica". Una vecchia e mai abbandonata abitudine la mia, risalente ai tempi in cui sedevo nei banchi di scuola. In fondo è un omaggio alla benemerita e amatissima professoressa di italiano, che mi ha fatto conoscere questo giornale.
Non nego l'eccitazione, ero curioso di leggere come era stata commentata l'Assoluzione (con la A maiuscola!!) della Juventus della Triade per i fatti del bilancio dibattuti al Tribunale di Torino.
Certo gli spunti non mancavano: dall'assoluzione perché "il fatto non sussiste" dei "mostri" della triade, fino alla ignominiosa figura della Montelkaniana che voleva patteggiare un reato mai commesso, pur di continuare a spalar letame sulla vecchia Juve.
Apro il giornale, e con mia somma sorpresa scopro che la notizia era data a pagina 69, la penultima, su una sola mezza colonna. L'articolino, dalle dimensioni di tre necrologi, era a firma Sarah Martinenghi, giornalista a me sconosciuta, probabilmente una giovane assunta con uno di quegli odiosi contratti a cottimo che tutti, a parole, dicono di combattere.
I caporioni della redazione sportiva, da Gamba a Crosetti fino a Mensurati, avevano altro da fare, probabilmente.
Una cosa tristissima e miserabile, ma non sapevo che il peggio delle pagine sportive doveva ancora arrivare. Infatti, a pagina 67 ecco un grosso articolo di Fulvio Bianchi che dà conto di come Moratti sia "sempre più seccato" per i comportamenti della Figc. In particolare, all'onestissimo ex consigliere della Telecom dà fastidio la mancata squalifica del campo della Juventus per i cori a Balotelli, e la doppia giornata di squalifica a Maicon per i fatti di Bologna. Ovviamente a nessuno passa manco per la testa di dire chiaro e tondo che la squalifica del campo della Juve era una pretesa abnorme, visto che i deprecabili insulti a Balotelli non avevano nessuna connotazione razziale (come certificato anche da uno che il razzismo lo ha sempre combattuto, Clarence Seedorf).
Nessun commento neanche in relazione alla pretesa di uno sconto per la squalifica per Maicon. Perbacco, eppure il codice e le precedenti decisioni del Giudice Sportivo parlano chiaro: insulti a un componente arbitrale uguale due giornate di squalifica, MA-TE-MA-TI-CO!!
Pure Fulvio Bianchi mi ha deluso clamorosamente, la mia incavolatura non può che aumentare.
Decido, a questo punto, di leggere il pezzo di Emanuele Gamba. Caspita, almeno sul pezzo di presentazione alla partita ci sarà un po' di obiettività, o no? Sbagliato, lo schizzo di veleno non può mancare. E per di più, siamo di fronte ad un inedito. Infatti Emanuele Gamba, ricordando la partita di ritorno tra Bordeaux e Juve del 1985, riesce a scovare presunti aiuti arbitrali alla Juventus. Sì, è vero, il sottoscritto nel 1985 aveva i calzoni corti e quindi non ricorda questi presunti aiuti, però bisogna dire che non ne ho mai sentito parlare, sebbene sia circondato da antijuventini abituati a rastrellare qualunque cosa nelle fogne dell'invidia.
A questo punto non mi è rimasto che buttare il giornale nel cestino della spazzatura. Non vi comprerò mai più. Non vi leggerò mai più. Non mi mancherete. Di una cosa però sono sicuro: a voi, i miei soldi, mancheranno. Oh, se vi mancheranno.
Drago di Cheb
Etichette: Balotelli, Bordeaux, carta stampata, Emanuele Gamba, FIGC, Fulvio Bianchi, giornalismo, Moratti, repubblica, Triade