mercoledì 3 marzo 2010

Ecco il ribaltone!

venerdì 5 febbraio 2010

Baldini e il ribaltone

sabato 30 gennaio 2010

Un posto al Sole per Christian Rocca

Apprendiamo che l'amico Christian Rocca andrà a lavorare al Sole 24 Ore. Auguriamo buon lavoro al bravissimo giornalista.

Siamo certi che ora l'altrettanto bravo Gianni Dragoni non sarà più il solo a parlare delle magagne del Nuovo Calcio Pulito.

E magari qualche articolo potrebbe scapparci anche sul processo di Napoli. Del resto gli argomenti non mancano, si pensi ad esempio all'inedita e strana telefonata Mazzini-Baldini.

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mercoledì 11 novembre 2009

Da Mezzaroma a Tuttaroma

La situazione della Roma ci viene descritta come disperata. Meglio ancora, ad essere disperata dovrebbe essere la situazione della famiglia Sensi, oberata di oltre 330 milioni di euro di debiti nei confronti di Unicredit. Sia chiaro, molti di questi debiti hanno origine negli anni ruggenti della gestione allegra della Roma da parte di Sensi padre, evidentemente ben coadiuvato da Franco Baldini.
Poi, questi debiti sono stati spostati con apposite alchimie finanziarie alle società (Roma 2000 e Italpetroli) a monte di AS Roma. L'obiettivo apparve chiaro fin dal primo momento: consentire all'asset più prezioso del gruppo Sensi di iscriversi al campionato di calcio, iscrizione altrimenti preclusa viste le regole sui bilanci.
Tutto questo armeggiare è senz'altro stato utile per guadagnar tempo in attesa di tempi migliori. Sfortuna ha voluto che i tempi migliori non siano arrivati, nonostante la retrocessione della Juve abbia dato una bella mano grazie alle qualificazioni in Champions.
E ora tutte le contraddizioni della strategia escono a galla: Unicredit ha addirittura iniziato a requisire gli alberghi dei Sensi, e addirittura tratta con la famiglia per arrivare alla vendita della Roma. Evidentemente l'unico modo per abbattere il debito.

E qui però deve esserci qualche problema: secondo il Corriere dello Sport, Unicredit spingerebbe per la vendita all'imprenditore farmaceutico romano Angelini, coadiuvato dall'immobiliarista Mezzaroma.
Fosse vera questa ipotesi, la cosa sarebbe straordinaria: Mezzaroma è anche socio (oltre che cognato) di Lotito nella società S.S Lazio S.p.A. Sì, avete capito benissimo, rischieremmo di avere un soggetto socio di ambedue le squadre romane. Con buona pace dei paroloni sul conflitto di interessi (che evidentemente vale solo tra Moggi e suo figlio), e una pernacchia alle rivalità cittadine.

Un calcio sempre più sommerso da infinite contraddizioni. E Petrucci e Abete dormono il sonno del giusto, probabilmente in attesa delle grandi abbuffate dell'Olimpiade 2020 o dell'Europeo 2016.

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lunedì 29 giugno 2009

Un processo ai fantasmi

Abbiamo riletto le deposizioni dei primi testimoni dell'accusa al processo di Napoli, e ci sono rimasti in mente dei passaggi che vogliamo riportare estraendoli liberamente, ma in un modo che non dovrebbe alterarne il senso; chiunque è libero comunque di verificare negli originali.

Dalla deposizione in tribunale di Dal Cin:
"...vede, vede lei mi sta chiedendo delle cose che sono difficilissime da da illustrare e da affermare... perché lei può avere la sensazione... lei... il comportamento di un arbitro non è in grado neanche dalla registrazione di dimostrare che lei era in malafede, perché magari ti ha dato il rigore contro ma era coperto e quindi poteva non vederlo... eeeh il fuorigioco è stato un momento, aveva la posizione, non poteva vederlo... quindi questo che lei mi chiede io non sono mai stato in grado di affermarlo, perché nessuno di noi addetti ai lavori lo poteva fare... mi pare che sia stato dimostrato dopo, dalle intercettazioni telefoniche, dalle altre cose che ha di fatto ricostruito quello che noi pensavamo e dubitavamo con qualcosa di concreto. Io di concreto non avevo niente... neanche i miei colleghi non avevano niente in quel momento .... cioè il nostro pensiero era che il Messina calcio era una società amica di Luciano Moggi e della Juventus, e che quindi usufruiva di questi vantaggi. Ecco, questo era il nostro pensiero, il nostro convincimento, le nostre sensazioni come le ho detto prima, nessuno di noi era in grado di dimostrare che questo fosse vero... eravamo solo convinti che fosse così. Adesso è imbarazzante voler dire delle cose perché sono venuto conoscenza di altre cose dopo, no a seguire dei tempi ovvio ho letto tutte le cose che sono state intercettate, quindi quelle convinzioni, quei pensieri hanno trovato conforto su altri fatti, ma noi fatti veri li avevamo solo in campo che vedevamo un arbitro arbitrare in una certa maniera, e come le ho detto prima la valutazione del comportamento dell’arbitro è soggettiva e quindi quando le dico che il Messina faceva parte di un gruppo di amici era un nostro pensiero..."

E dalle risposte dell'arbitro Nucini:
Su Facchetti: "... io non gli ho mai accennato di quello che stavo facendo se non raccontargli di fronte ad un caffè in un bar pubblico le mie sensazioni e il mio dispiacere di quello che stava accadendo, e poi alla fine di quella stagione sportiva io l’ho incontrato nel suo ufficio in via Verdi a Bergamo... l’unica cosa che c’era da stabilire è di capire, di capire se tutto nasce per caso o se ci fosse dietro, se ci fosse stato qualcosa che determinava... io voglio essere molto chiaro, cerchiamo di distanziare le cose... quando io sono arrivato alla CAN i sospetti che avevo non sono di quelli che sono emersi tuttora ok? Però è evidente, capivo, capivo che c’era una situazione che se ti rendevi amico del gruppo forte o ti confacevi avevi la possibilità... in pratica, la possiamo racchiudere in un’affermazione totale... non c’era meritocrazia..."
A domanda dell'avvocato se lui nutrisse sfiducia verso tutte le persone dell'ufficio indagini risponde: "Non tutte... ehh diciamo io credo che... io credo, io credo che quello che è emerso in questa indagine che è stata fatta e per il motivo che ci troviamo qui credo che molte persone a chi ti rivolgevi forse non trovavi aiuto", e più avanti: "Ma tutto quello che è emerso, tutto quello che è emerso secondo Lei... soprattutto quello che è emerso, secondo Lei è credibile o non è credibile? Mi risponda Lei!"

Inoltre ecco altre parole di Gazzoni Frascara:
"... Infatti, la domenica successiva ci fu Bologna-Juventus, io avevo ospite da me, anche se la differenza di età è molto cospicua, il giovane Lapo, il quale venne a vedere la partita con me e... noi resistemmo, il Bologna senza la difesa titolare resistette quasi tutta la partita, poi l’arbitro Pieri, mi ricordo bene, su un fallo inesistente, il fallo lo fece uno juventino su un nostro difensore, ha dato una punizione contro di noi e Nedved tirò molto bene la punizione e fece gol. Una punizione che non c’era e Lapo, mi ricordo, si rivolse verso di me: guarda, mi dispiace vincere in questo modo. Questa è l’esperienza diretta che ho. Poi sa, rileggendo le cose, rileggendo quello che han pubblicato di qua, di sopra, di sotto…"

Infine vale la pena di citare le parole di Aliberti a proposito di Bergamo:
"Qualche volta gli ho telefonato. Gli ho telefonato anche... per lamentarmi degli arbitraggi... Se era una consuetudine, non lo so. Io so che... mi era stato detto che se c'era una lamentela da parte della Federazione, potevo telefonare, lamentarmi tranquillamente."

Ora, sarebbe il caso di far presente a questi signori che tutto quello che è "emerso", quello che è stato "pubblicato di qua, di sopra, di sotto" si basava su una informativa ricca di congetture, redatta dai carabinieri sulla base di poche telefonate interpretate ad arte ed estrapolate tra decine di migliaia ottenute in anni di intercettazioni, le quali sono state autorizzate sulla base delle deposizioni e dichiarazioni loro, oltre che di quel Carbone su cui stendiamo un velo pietoso, e di quel Baldini che non abbiamo ancora avuto il piacere di ascoltare.
Questo modo di giustificarsi l'uno con le parole dell'altro ha affinità con altri due atteggiamenti, il primo più noto a tutti è quello dei bambini che (sorpresi nell'atto di compiere una marachella) cercano di addossarsi le colpe l'un l'altro (per altro fenomeno ben diffuso anche tra gli adulti sorpresi nel compiere reati, ma tralasciamo) e l'altro fenomeno, sempre ben noto anche se forse non così frequente nell'esperienza dei singoli, è quello dell'autosuggestione collettiva, che porta le persone ad incoraggiarsi l'un l'altro fino ad autoconvincersi di qualcosa pur senza alcun fondamento. Vale la pena di ricordare che all'autosuggestione è dovuta la quasi totalità degli avvistamenti di fantasmi.
Viene da pensare che quelli ascoltati finora siano stati testimoni di secondo piano, e che i Pubblici Ministeri si preparino a presentare alla corte qualcuno di più incisivo, magari in grado di giustificare in modo credibile la nascita di ciò che tre anni fa la stampa ha battezzato Calciopoli. In caso contrario dovremo ritenere che anche i PM siano stati vittima di autosuggestione, e che in questi mesi si stia celebrando un processo ai fantasmi.

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martedì 23 giugno 2009

Lo scolaretto Baldini

Nell'ultima udienza del processo di Napoli Franco Baldini non si è presentato per testimoniare nonostante sia uno dei grandi accusatori, forse addirittura il grande accusatore.
Naturalmente abbiamo pensato che questa sua assenza fosse causata da un legittimo impedimento, visto che una volta che si assume la qualifica di testimone (o su istanza di parte o d'ufficio) vi è l'obbligo di presentarsi di fronte al giudice.
Tuttavia, Baldini è stato avvistato qualche giorno dopo con Capello in Sud Africa a godersi la Confederations Cup.
Quale sarà stato il reale motivo che lo ha spinto a rimandare l'interrogatorio del Pubblico Ministero e degli avvocati difensori?
Forse la mala parata al processo GEA ha lasciato il segno? Forse, come gli scolaretti non troppo preparati, ha necessità di alcuni giorni supplementari per riordinare le idee?
Ai posteri l'ardua sentenza!

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venerdì 24 aprile 2009

Perseverare è diabolico

I fenomeni naturali sono generalmente ciclici: dopo la notte viene il giorno, dopo l'alta marea viene la bassa, dopo l'inverno viene la primavera.
Allo stesso modo, nella nuova Juventus Montelkaniana si verifica un fenomeno che può essere definito naturale: subito dopo un fallimento qualche organo di stampa paventa la possibilità che come direttore generale venga assunto Franco Baldini. Fino ad ora, immancabilmente il fenomeno si è sempre concluso allo stesso modo: Baldini rilascia un'intervista nella quale dichiara di essere stato contattato dalla Juve, ma lui non è interessato all'incarico. La Juve non è alla sua altezza.
Anche stavolta, dopo l'eliminazione dalla coppa aziendale Tim, immancabilmente Tuttosport rilancia l'ipotesi di Baldini alla Juventus.
Non stiamo a rivangare sul curriculum di Baldini, chi vuole può rileggersi tutto quello che abbiamo scritto in relazione al processo Gea, quello che ci chiediamo è se la Juventus possa aver cercato per la terza volta un professionista che già in passato, a detta sua ben due volte, l'ha rifiutata.
Noi vogliamo sperare che non sia vero, sarebbe la negazione assoluta dello spirito juventino e la completa accettazione della filosofia "bauscia".
Se alla Juventus è rimasto ancora qualcosa di juventino e di piemontese, venga immediatamente stilato un comunicato stampa nel quale si spiega che la Juventus non è alla caccia di un direttore generale, e che comunque in qualsiasi caso il profilo professionale di Baldini non è idoneo a ricoprire il ruolo. Se fossero ancora vivi l'Avvocato e il Dottore siamo certi che a tale comunicato sarebbe stata aggiunta un'ulteriore frase nella quale si spiega che la Juventus vuole integrare il suo staff con un ulteriore magazziniere. E chi aveva da intendere avrebbe inteso...
Nel caso in cui tutto ciò non venga fatto, siamo sicuri che nel giro di pochi giorni leggeremo dell'ennesimo "gran rifiuto" dell'amico del Maggiore Auricchio, del resto i fenomeni naturali si concludono sempre allo stesso modo.
Ci sarà chiaro però che alla Juventus, oltre ai fenomeni ciclici, ci sono anche dei fenomeni da baraccone. Purtroppo.

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sabato 21 marzo 2009

Chi di voi?

Dopo l'esito del processo Gea, ma ancora più dopo la sua fase dibattimentale, in cui abbiamo scoperto i rapporti tra Franco Baldini e Auricchio, che ha coordinato le attività investigative sfociate nel CD da cui è nato lo scandalo Calciopoli, oggi otteniamo un'ennesima conferma da parte dell'interessato sulla trattativa imbastita dalla Nuova Juventus per portarlo a Torino, affidandogli il ruolo che fu del suo acerrimo nemico Moggi.
Intervistato dal Messaggero, Franco Baldini spiega: "Sinceramente non ero pronto. Era una Juventus molto diversa da quella di oggi. Questa l'avrei potuta prendere in considerazione, mi pare che anche per loro siano cambiati decisamente i tempi. Allora non ero in grado di prendere una decisione del genere".
Queste le premesse.
I tifosi juventini hanno pertanto il diritto di sapere chi abbia proposto il ruolo di direttore sportivo della Juventus a Franco Baldini. Una domanda da cui non si può scappare.
Chi di voi?
Sant'Albano? Gabetti? Più in alto ancora? Jaki Elkann? Montezemolo?
Chi? La domanda è imprescindibile. Tocca rispondere, cari miei.

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sabato 14 febbraio 2009

Passaporti tossici


Sono passati anni ma lo scandalo dei passaporti falsi continua a rilasciare scorie tossiche che inquinano il regolare svolgimento dei campionati di calcio. Questa volta il guaio riguarda il campionato francese. Ma tutto nasce, a quanto risulta, a causa del passaporto di una vecchia conoscenza del campionato italiano: Leandro Cufrè.

Per chi l’avesse dimenticato ricordiamo che il giocatore è un ex della Roma, già coinvolta nel vero scandalo di Passaportopoli. Scandalo, sia detto per inciso, che la Figc ha deciso di punire come se fosse una fesseria.

In Francia, narrano le cronache, aspettano delucidazioni dalle autorità italiane.

Noi, sommessamente, ricordiamo che il giudice Silverio Piro dichiarò che Oriali per avere il passaporto farlocco di Recoba si rivolse al faccendiere Krausz von Praag seguendo il suggerimento, guarda un po' le coincidenze, del Baldini allora dirigente della Roma nella quale giocava proprio Cufrè.

Naturalmente di queste cose non parla nessuno in Italia, tutti pronti ad incensare l’eroe che ha accusato il Grande Satana del calcio Luciano Moggi.

Così va l’informazione in Italia.

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sabato 7 febbraio 2009

Autoscuola Oriali


Carlitos Tevez, uno degli oggetti del desiderio del mecenate Moratti, è finito nei guai per aver esibito, durante un controllo della polizia, una patente non idonea alla guida nel Regno Unito.

Se Moratti riuscirà a realizzare il suo sogno siamo sicuri che, in Italia, Carlitos non avrebbe problemi con le patenti, e per la precisione neanche con i passaporti.

P.S. E se a qualcuno venissero dei dubbi perché adesso Baldini non può dare una mano, impegnato com'è in Inghilterra, facciamo presente che Oriali come dirigente di strada ne ha fatta parecchia, e saprebbe sicuramente sbrigarsela da solo.

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giovedì 4 dicembre 2008

Senza titolo

Riportiamo testualmente alcuni stralci dell'arringa dell'avvocato difensore di Franco Zavaglia al processo Gea (link 1, link 2).
Abbiamo deciso di lasciare questo post senza titolo, in modo che voi lettori possiate suggerirci il titolo più adatto con i vostri commenti.
Non dimenticate di leggere il nostro dossier sul Processo Gea, che raccoglie la cronaca di tutte le udienze.

"In questo processo mancano tutti i presupposti: è come un processo per omicidio senza il morto".

"Mancavano i presupposti addirittura per iscrivere gli imputati nel registro degli indagati. Ieri mi stavo leggendo l'intervista di Aurelio De Laurentiis su Tuttosport riguardo al calciatore Lavezzi, e la pressione che i procuratori stanno esercitando per il rinnovo del contratto. Lui dice: se continuano così, gli faccio sequestrare i beni. Allora dico che Moggi nel caso Amoruso è stato un'educanda".

"... Blasi è un assetato di soldi, non gli bastano mai. È tanto interessato ai soldi che è lui che cerca attraverso un amico il contatto con la Gea e quando c'è la trattativa sul rilascio della procura alla Gea lui dice: prima mi fate firmare il contratto con la Juve e poi vi firmo la procura. Quindi chi è ha il coltello dalla parte del manico? Dove sono le minacce".

"Mi chiedo come la Gea poteva controllare il mondo del calcio, avendo solo sette procure di giocatori di A e quattro società come Messina, Siena, Crotone e Avellino".

L'avvocato ha chiuso attaccando il maggiore dei Carabinieri Auricchio, Franco Baldini e Stefano Antonelli, che avrebbero detto tutti il falso. "Qui c'è un ufficiale dei Carabinieri che ha dichiarato il falso sapendo di dichiararlo. Perchè ognuno nega di aver conosciuto l'altro? Invece questi personaggi si vedono, parlano, dicono e stradicono: eppure è su di loro che si basa tutto il processo. Perchè negano? Hanno la coda di paglia? Hanno un palmo di rogna alto così?".

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martedì 17 giugno 2008

Che fine hanno fatto Geronzi e De Mita?

Ecco una sintesi delle dichiarazioni di Luciano Moggi che oggi ha deposto volontariamente nell'ambito del dibattimento al Processo GEA. Fonte: Corriere della sera


L'ex dg della Juve: «Ho ricevuto tanti pugni in faccia»

Moggi: «Io, vittima di una macchinazione messa in atto da Baldini e da un maggiore dei carabinieri: non ci sono prove ma solo chiacchiere»

Luciano Moggi (Lapresse) ROMA - «Ho ricevuto tanti pugni in faccia, e c'è l'amarezza di chi ha lavorato ed è stato costretto a lasciare i campi di calcio per frequentare le aule di tribunale con la mia famiglia e quella di mio figlio che si è disgregata». Luciano Moggi ha rilasciato dichiarazioni spontanee al tribunale di Roma dove si sta svolgendo il processo Gea (la società di procuratori che gestiva molti personaggi del calcio) che vede indagati l'ex direttore generale della Juve, il figlio e altre quattro persone.

«COLPA DI BALDINI E AURICCHIO» - Moggi ha parlato per oltre mezz'ora accusando tutti quelli che hanno testimoniato contro di lui, a cominciare dall'ex dg della Roma, Franco Baldini, e poi il maggiore del carabinieri Attilio Auricchio (che ha svolto le indagini per Gea e Calciopoli a Napoli). «La vicenda appare come una cosa macchinata e predisposta», ha detto Moggi. «Sono molto sconcertato: non ci sono prove ma solo chiacchiere contro di me». Moggi e le altre persone imputate sono accusati di associazione per delinquere finalizzata all'illecita concorrenza con minaccia e violenze.

RIUNIONI SEGRETE - «Il maggiore Auricchio e Baldini si conoscevano benissimo», ha detto Moggi. «Per più di un mese i due si sono visti, facevano riunioni segrete, Auricchio gli disse di fare una denuncia contro di me». Poi, lamentandosi di alcune archiviazioni disposte dal gip su richiesta della procura di Roma nell'inchiesta Calciopoli, l'ex dg della Juventus ha aggiunto: «Ora mi ritrovo in questa aula e scopro che la Geronzi si è dileguata, De Mita si è dileguato. Ma come è possibile? La Geronzi era parte integrante della Gea, era la socia fondatrice. Siamo rimasti noi con il cerino in mano, e non va bene». Moggi, poi, è entrato nello specifico replicando a chi, in precedenti udienze, è venuto a testimoniare «cose non vere».

CHIELLINI - «Sul caso Chiellini, Baldini ha detto solo menzogne, dalla prima all'ultima parola. Non è vero che il calciatore gli disse che preferiva andare alla Juventus perché Marcello Lippi, padre del suo procuratore, allenava la nazionale. La realtà è che il terzino era in comproprietà tra la Roma e il Livorno e che in Lega Calcio al presidente livornese Aldo Spinelli fu detto che il club giallorosso non poteva fare acquisti. Così il calciatore fu proposto alla Juve, il ragazzo ci interessava, lo avevamo anche seguito ma avevamo preferito lasciare in pace la Roma. Quando ci dicemmo interessati, Chiellini ancora non sapeva che sarebbe venuto da noi e solo dopo apprendemmo che il suo procuratore era Davide Lippi».

MICCOLI - L'ex dirigente bianconero si è poi scagliato contro i calciatori ex Gea che gli hanno rivolto accuse: «Miccoli è venuto a dire che è rimasto in pullman quando la Juve festeggiò lo scudetto in Comune a Torino: era stato Franzo Grande Stevens a organizzare la festa e Miccoli non faceva parte della Juve che aveva vinto il campionato. E poi era pieno di orecchini, sulle orecchie, sul naso magari li metteva anche sulle gambe e questo alla Juve non va bene». Infine frecciate anche per Corrado Grabbi («non ha mai giocato bene da nessuna parte, stava in mezzo al campo a guardare gli altri giocare»). Per Nicola Amoruso («un buon giocatore per squadre come la Reggina e dovrebbe solo ringraziarci per aver guadagnato con noi 14 miliardi di lire». L'udienza è proseguita con la testimonianza di alcuni testi delle difese, tra cui ex dipendenti Gea.

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