domenica 1 novembre 2009

Parlare e comunicare


Nel corso dell'ultima Assemblea degli Azionisti, tenutasi il 27 ottobre 2009, uno degli appunti più frequenti che i piccoli azionisti hanno mosso nei confronti del neo presidente Blanc e della società è stato quello di essere strutturalmente inadeguati nel settore della comunicazione e cronicamente incapaci di rispondere alle calunnie.

Un esempio, a nostro avviso, è costituito dall'atteggiamento che i giornalisti, e in particolare Maurizio Pistocchi, hanno nel video che riportiamo sopra (dal minuto 1.35).
Come si vede, il presidente rimane spiazzato dalla considerazione proposta da Pistocchi, il quale, tra il disinformato e l'aziendalista, gli propone una obiezione cui Blanc non è preparato a rispondere e che lo costringe, imbarazzato, a deviare sul discorso stadio.

Ecco cosa avrebbe risposto uno qualunque dei membri del Team, se fosse stato al cospetto del moviolista dei puffi:

Caro Pistocchi,
innanzitutto non era un CdA, ma una Assemblea degli Azionisti.
Detto questo, Lei ha perfettamente ragione.
Infatti l'avvocato Zaccone durante quell'Assemblea, in merito ai quattro illeciti, si riferiva alle accuse sostenute dal Procuratore Federale Palazzi.
Sulla base di quelle accuse furono richieste le pene inizialmente.
Quello che invece riportano le sentenze, soprattutto quella emessa dalla Corte Federale presieduta dal dottor Sandulli, è che non vi furono illeciti ascrivibili alla Juventus.
Probabilmente sono passati tre anni e Lei ha i ricordi un po' appannati.
Noi della Juventus, invece, i ricordi ce li abbiamo ben chiari.

Come si vede, comunicare non è come parlare.
Per parlare basta dare fiato alle corde vocali.
Per comunicare ci vogliono le palle, e ci vogliono le informazioni.
Tutte cose che al momento mancano dalle parti di Corso Galileo Ferraris.

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martedì 13 ottobre 2009

Scampato pericolo

Ieri sono state presentate le liste per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Ridentus.
L'Exor, azionista di maggioranza assoluta della società di Fermo Ferraris, ha indicato sei consiglieri (tutti già attualmente in carica): Marzio Saà, Carlo Barel di Sant’Albano, Jean-Claude Blanc, Aldo Mazzia, Riccardo Montanaro e Camillo Venesio.
I libici della Lafico hanno presentato la documentazione relativa al proprio candidato per il rinnovo del CDA: trattasi di tale Khaled Fareg Zentuti, che entrerà in consiglio, il prossimo 27 ottobre (giorno dell'assemblea degli azionisti), in qualità di amministratore indipendente.
Scampato pericolo, quindi.
Nessun figlio di papà in CDA.
Nessun piccolo Stevens (basta già, e avanza ampiamente, quello grande come presidente onorario).
Nessuna (ex) favorita di corte.

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lunedì 7 settembre 2009

Sant'Albano, pensaci tu!

L'articolo pubblicato sul sito relativo al fair play finanziario accenna ad un possibile scenario del 2012-2013, con una ristretta élite del calcio europeo nettamente staccata, conteggiando squadra, organizzazione societaria e fatturato, rispetto alle altre. In quella élite ci saranno sicuramente parecchie squadre inglesi, ci saranno il Real Madrid e il Barcellona, chiediamoci: ci sarà la Juventus?

In questa fase sarebbe facile per la società imbrodarsi negli elogi che arrivano da tutte le parti, facile e pericoloso. Tornare ai vertici del calcio nazionale non era una sfida ciclopica, visto anche come sono ridotti tanti concorrenti, la vera sfida da vincere è l'altra, è quella europea. La Juve di Giraudo-Bettega- Moggi se la stava giocando, verrebbe da dire che stava per vincerla, e col nuovo stadio l'avrebbe vinta sicuramente; la Juve di oggi ha la grinta per completare l'opera (e non solo lo stadio)?

Come juventini veri non solo siamo impegnati in difesa della nostra storia, ma guardiamo a testa alta anche a quella sfida; e siamo convinti che la Juve possa e anzi debba vincerla, perché la prima grande risorsa di una società di calcio è la passione dei suoi tifosi, e quella dei tifosi bianconeri è tanta (dicono le indagini campionarie che milanisti e interisti non riuscirebbero a pareggiarla neppure mettendosi insieme).

La richiesta che ci sentiamo di fare alla proprietà, anche a nome dei tanti amici che condividono il nostro impegno, è allora quella di non crogiolarsi negli elogi, ma di programmare nel medio periodo un piano aggressivo per vincere quella partita.

Ci sono risorse di bilancio per fare altri investimenti importanti. Manca un direttore generale? Occorre prendere sul mercato il migliore in circolazione. In Lega e Figc bisogna pretendere il rispetto delle regole in tema di bilancio e di giustizia sportiva, e fare anche del casino quando il caso lo richiede. C'è stato un tempo in cui dicevano che la Juve era arrogante, mentre adesso saremmo diventati simpatici: ma è una polemica sterile e senza senso; dovesse la Juve tornare a vincere, i battuti ci daranno di nuovo degli arroganti, tanto che Mourinho s'è già portato avanti, a modo suo, forse perché quest'anno un po' di paura ce l'ha pure lui.

Il Real Madrid annuncia intanto altri piani faraonici, il Barça viaggia a vele spiegate, in Inghilterra e in Germania le squadre più importanti hanno lo stadio pieno tutte le domeniche. Sono quelli i termini di raffronto in vista del 2012: speriamo che la proprietà, e segnatamente Sant'Albano che la rappresenta nel CdA della Juve, ci pensi in vista della prossima Assemblea.

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giovedì 23 ottobre 2008

Chi crede nel progetto?

Marco Liguori continua a vivisezionare sul suo blog il bilancio della Juventus, evidenziando le enormi incongruenze tra quanto scritto nel bilancio e le dichiarazioni di facciata dei dirigenti. Nell'ultimo articolo pubblicato, emerge chiaramente come il famoso "Progetto" di cui Cobolli e Blanc si riempiono la bocca sia in realtà un'entità astratta, in cui forse nemmeno loro credono più di tanto. Ecco uno stralcio comprendente la parte del pezzo che più ci interessa.

... I componenti del consiglio di amministrazione non possiedono alcuna azione della Juventus. Questa inaspettata e incredibile notizia è riportata nel paragrafo delle “partecipazioni detenute dagli organi di amministrazione e controllo e dirigenti con responsabilità strategiche” riportato nel progetto di bilancio chiuso al 30 giugno 2008 con un risultato fortemente negativo di 20,8 milioni di euro. Nel testo si legge che «nessun amministratore, sindaco o altro soggetto di cui all’articolo 79 di cui sopra detiene o ha detenuto nel corso dell’esercizio azioni della Juventus e/o azioni della ex società controllata Campi di Vinovo spa». Soltanto un membro del collegio sindacale, Paolo Piccatti, possiede 540 azioni che, al prezzo di riferimento di 0,792 euro registrato ieri, ammontano in totale alla più che esigua cifra di 427,68 euro.
Negli Stati Uniti, patria del capitalismo sempre additata come fulgido e perenne esempio del libero mercato, i manager delle società quotate in borsa possiedono singolarmente sempre un certo cospicuo quantitativo di titoli. Ciò rappresenta un chiaro segnale al mercato di credere nell’azienda da loro amministrata. Invece, gli otto membri del cda della Juventus, presente a Piazza Affari dal dicembre 2001, non sembrano molto convinti nel «progetto»: così l’ha definita di recente la Juve dal presidente Giovanni Cobolli Gigli. O almeno per ora: forse in futuro potrebbero ripensarci e acquistare titoli bianconeri. C’è da dire però che anche nel bilancio chiuso al 30 giugno 2007 nessuno componente dei vertici, neanche i sindaci, possedeva azioni della squadra di Casa Agnelli. Il documento contabile precisa che «la società non ha in essere piani di stock option» per gli amministratori, ossia opzioni che concedono il diritto di acquistare azioni di una società ad un determinato prezzo d'esercizio.

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martedì 20 maggio 2008

Lettera al Presidente Binario

Cari amici di ju29ro.com,
Vi ho copiato questa lettera che in data di ieri ho inviato al Presidente della Juventus.
Se desiderate metterla nel sito per me va benissimo.
Un saluto zebrato.

Axxxxx Dxxxxx


Preg. mo Sig Giovanni Cobolli Gigli
Presidente Juventus FC
Corso Galileo Ferraris 32
10128 Torino

Castiglione della Pescaia 12/5/2008

“Io non sono di parte: io sono della Juve, è diverso” (Omar Sivori)



Egregio Sig. Presidente,

mi scusi se La disturbo nuovamente ma non potevo esimermi dal sottolineare le profonde contraddizioni che emergono dalle Sue sconcertanti interviste. Forse Lei non si rende conto, mi perdoni, che siede sulla poltrona di massimo dirigente di uno dei club più famosi e blasonati del mondo. La squadra di Boniperti e Bettega, di Baggio e Zidane, di Combi e Rosetta, di Zoff e Scirea, di Charles e Sivori, di Paolo Rossi e Vialli. Lei non c’entra niente con loro. Lei ricerca un po’ di consenso giocando su un malinteso “stile”, su un comportamento “sportivo”, sul non apparire arroganti e prevaricanti, sul recupero dei valori e delle bandiere, sul voler essere – e in questo c’è riuscito – il contrario della Triade. Poi però – apro parentesi – in due settimane muoiono Gianluigi Savoldi, “Favallino” e Amaral e non si gioca col lutto al braccio. Bello, bravi.

Vede, i tifosi sono attenti. Non abbiamo dimenticato certe Sue dichiarazioni altalenanti sui 27/29 scudetti

(ma non erano stati vinti, gli ultimi due, dagli Innominabili? Insomma, i trofei conquistati dalla Triade valgono o no?); non abbiamo scordato i Suoi grotteschi applausi a Moratti, in Lega, quando il Presidente degli Onesti ritirò la coppa dello scudetto di cartone; è recente la Sua gaffe al forum del Corriere dello Sport, quando ammise che il ricorso al Tar non fu presentato anche perché l’aveva convinto il Direttore Vocalelli... e la tutela degli azionisti? Ma siamo pazzi?

In aprile Lei dichiara: “Il sogno è che la Juve torni a vincere la Champions, per me viene prima dello scudetto. Se poi arrivasse insieme......”, adesso leggo l’intervista al Salone del Libro: “...si possono fare buoni acquisti senza buttare via soldi se esiste spirito e volontà... prendiamo come esempio il Chievo e l’AlbinoLeffe... Il Chievo e l’AlbinoLeffe?!? Chissà se parlava Cobolli o se era Gigli....i maestri del pensiero disgiunto.

Mi viene il dubbio che Lei confonda la Juventus con la Juve Stabia (collocazione che Le sarebbe più consona, per nostro sollievo). Per gli juventini come me, fra i 40 e i 50 anni, la parola MAGATH è un incubo, come dire PERUGIA, o PACIONE. Ecco, il Suo doppio cognome di Presidente Binario si aggiunge a questo elenco di sciagure.

Prima la revoca degli scudetti, poi la retrocessione in B, poi Cobolli Gigli.... ora non resta che risalire.

La ringrazio per la cortese attenzione, spero mi perdonerà i toni schietti, ma creda: voglio troppo bene alla Juventus. Abbia le migliori cordialità.


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