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lunedì 30 novembre 2009

Nessuno mette Bobbygol in un angolo

Avendo la Juve a suo tempo proposto il patteggiamento di una ammenda, nel corso del processo sul falso in bilancio e infedeltà patrimoniale, riteniamo che nell'ultimo bilancio, recentemente approvato, sia stata accantonata la relativa cifra (70000 euro); adesso che il processo s'è chiuso con la piena assoluzione di Giraudo, Moggi e Bettega perché il fatto non costituisce reato c'è un problema, anzi due.

C'è il problema contabile dei 70000 euro eventualmente da rimettere in circolo, e questo è il meno, perché non abbiamo mai dubitato sulla correttezza e completezza del bilancio della Juve, anche di quella attuale. Era un esempio di correttezza e completezza con Giraudo, Moggi e Bettega, e l'hanno accertato i giudici dopo che la Procura ha passato ai raggi X tutte le voci di bilancio dal 2001 in poi, e tale sarà sicuramente rimasto anche negli ultimi anni, mentre altre società facevano finta di vendere il marchio, oppure contabilizzavano fantasiose plusvalenze patrimoniali (sulle quali non è ancora scattata la prescrizione in termini di giustizia sportiva).

C'è, però, un problema molto più grande, ed è il trattamento riservato a Roberto Bettega che, ancora nel 2006, era un consulente della società e per i tifosi bianconeri è, da sempre, un esempio di juventinità. Nel 2007 la società, per bocca del presidente Cobolli Gigli, si era detta costretta ad accantonare Bettega in attesa degli sviluppi e delle decisioni finali di competenza del tribunale di Torino, ora la decisione c'è stata e quell'accantonamento non può più passare sotto silenzio.

Roberto Bettega è patrimonio della storia della Juve, un patrimonio che si potrebbe oggi mettere a frutto visti i tanti fronti sui quali la società è chiamata giornalmente a combattere, dando spesso a tutti gli osservatori l'impressione di non avere un'anima, di non essere presente proprio perché, aggiungiamo noi, ha completamente accantonato il suo passato e così abbiamo un bel bilancio, ma sotto non c'è niente.

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Troppo avanti!


In principio fu il capelliano 4-4-2 per terminare le ultime partite del campionato scorso, una breve parentesi di successo che sarebbe dovuta evolvere in dominio incontrastato adottando il 4-3-1-2, a sublimazione della faraonica campagna acquisti che ha consentito alla Juventus di ingaggiare il famoso trequartista Diego.

E fu così che il sommo vate Ciro da Ferrara (da Napoli, però faceva figo, suonava bene "da Ferrara"), insomma, il nostro mister, nella sua prima conferenza stampa annunciava al mondo intero l'adozione senza indugio del modulo 4-3-1-2 con il rombo, e la possibilità di utilizzare anche altri moduli, sempre con il trequartista.

Cotto e mangiato? No! Detto e fatto: dopo un avvio di campionato con il modulo 4-3-1-2, Ciro è stato costretto, a causa di squalifiche ed infortuni, a passare al geniale 4-2-3-1 (4-2-4 per gli amici di amore), ovvero un modulo ultra offensivo che ci ha permesso di bruciare Diego, Camoranesi, Marchisio, la fase difensiva e soprattutto l'attacco.

Con il Bordeaux l'artista Ciro, dopo aver iniziato con il 4-2-3-1, ad un certo punto della partita, comunica alla propria squadra di passare al 4-2-2-2 (le telecamere hanno ripreso tutto: il labiale ed i gesti sono inequivocabili), provocando forte sgomento tra i giocatori bianconeri.

Dopo la batosta rimediata in Champions ed il duro faccia a faccia avuto con i giocatori nell'accogliente Vinovo, il buon Ciro ha deciso di affrontare la compagine cagliaritana, schierata sapientemente con un 3-5-2, affidandosi al magico 4-2-3-1 recuperando in extremis Amauri, anche se in allenamento, come punta unica, era stato provato Del Piero.

Di fronte all'ennesimo scempio del nostro centrocampo, che in pratica è disegnato a modo di scolapasta, l'ottimo Ferrara decide di mischiare le carte e che fa uscire dal cilindro?!? Dopo il 4-2-2-2, il 4-1-3-1-1!!!

Ma non finisce qui!
Perché le mazzate continuano, e così con le sostituzioni effettuate la Juventus passa al modulo "ad minchiam canis", che prevede una totale confusione in campo ed un gioco basato sulla pura ignoranza.
E qui è palese la filosofia di gioco della vecchia guardia: "In tutto questo scombussolamento generale non faremo capire più nulla agli avversari!" (cit Oronzo Canà)

In conclusione, Ferrara si discosta dalla filosofia Lippiana, che prevede la duttilità dei giocatori e la modifica del loro ruolo originario a seguito di un'attenta analisi tattica e di gioco, per affacciarsi in un campo del tutto nuovo ed inesplorato che lo consacra pioniere di nuovo calcio giocato.

Da "smile system" a "cabaret" il confine è sempre più sottile, e molte volte si compenetra e si confonde.

Alla prossima novità!

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domenica 29 novembre 2009

Titanic in bianconero


Settimana impegnativa in casa Juventus.
Prima l'assoluzione con formula pienissima della Triade, in un assurdo processo imbastito dalla Procura di Torino anche grazie ad una provvidenziale querela di parte, contro i soliti ignoti, della Juventus Montelkaniana.
Poi il disastro tecnico-tattico che si sta delineando giorno dopo giorno.
Grandinano le sconfitte. Prima a Bordeaux, contro una squadra inferiore per blasone e caratura, ma dotata di straordinaria grinta e di un allenatore degno di questo nome.
Poi la bruciante sconfitta contro il Cagliari, che evidenzia ancora una volta il fallimento, alla radice, del mercato. Un Cannavaro ridicolizzato da Matri; Melo non pervenuto: Diego evanescente; Amauri impalpabile e irritante. La Juventus brasiliana evaporata come l'acqua in una salina: rimangono le statue di sale.
Statue di sale con le sembianze del presidente e del suo consiglio d'amministrazione, che hanno fatto scelte sbagliate sotto l'aspetto tecnico e che continuano a farsi irridere sotto l'aspetto della comunicazione (vedi caso Balotelli) dalle società avversarie.
La vergogna relativa all'assoluzione della Triade, invece, va fatta ricadere sui massimi esponenti della società maggiore azionista della Juve. Chi ha autorizzato Cobolli a firmare quella maledetta querela di parte che ridicolizza, delegittima e umilia l'attuale dirigenza? A cosa è dovuto il tentativo di patteggiamento per un reato mai commesso? Forse si intendeva infangare ancora la vecchia e preparatissima dirigenza?
Si ritorna sempre lì, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista giudiziario, ossia al linciaggio della più preparata dirigenza calcistica d'Europa. E di questo peccato originale si pagano ancora le conseguenze sotto tutti gli aspetti.

Dia retta a noi, ingegner Elkann. Rispetti quelli che furono i vecchi accordi tra i fratelli Agnelli. La gestione della Juventus sia affidata al ramo Umbertiano e ai suoi uomini.
Il calcio non fa per Lei: Suo nonno, che pure l'aveva incoronata come erede, lo sapeva benissimo.

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Cagliari - Juventus, pagella istantanea


Gigi Buffon: voto 5
Prende un altro goal da 20 metri, come quello contro la Roma. Tiro forte e preciso, ma sembra sorpreso. Non impeccabile nell'uscita su Matri. Perde il confronto tra i pali con il futuro portiere della Nazionale

Martin Caceres: voto 6
Propositivo in attacco, ma spesso fuori posizione in fase difensiva, costretto quindi a rischiosi recuperi. L'intesa con Camoranesi non è delle migliori

Cristian Molinaro: voto 4
Parte benino, ma subito si spegne, gradualmente scomparendo. Giusta la sostituzione. Non è certo con lui che riusciremo, più che a recuperare punti, a non perderne ulteriori. Il mercato di gennaio si avvicina

Fabio Cannavaro: voto 5
Sta cominciando a sentire la stagione, e siamo solo a fine novembre. Prova incolore, due o tre sbavature importanti tra cui l'ultima, che permette il raddoppio del Cagliari. Stanco oltre misura.

Giorgio Chiellini: voto 6.5
Il più battagliero di tutti sia in difesa che in proiezione offensiva, sia col naso. Singolarmente fa una buona gara, ma viene trascinato in basso dalla prova mediocre della squadra

Christian Poulsen: voto 6
Prima mancava lui e c'era la squadra, ora che sta iniziando a "fare" centrocampo la squadra si affloscia. Difficile per un centrocampista dare più qualità in mezzo alla confusione più totale

Momo Sissoko: voto 5.5
Stesso discorso per Momo, tutti gli sforzi fatti per tamponare e recuperare palloni vengono vanificati da un attacco impalpabile. Comunque in flessione negativa

Mauro Camoranesi: voto 5.5
E' stanco e si vede, mai lucido e mai in partita, la confusa disposizione tattica lo aiuta a perdersi nel campo. Rimane comunque uno tra i più positivi, ed è tutto dire

Diego: voto 4
Spaesato, scoordinato e confusionario. L'unica nota positiva è la generosità e la voglia di emergere, al momento sono le uniche qualità per cui si fa notare. Speriamo non sia tutto qua, ma i dubbi aumentano partita dopo partita.

Claudio Marchisio: voto 5.5
Non spicca come in passato, ma è parzialmente giustificato dallo stop a causa del menisco. Deve ritrovare il ritmo partita, la grinta è sempre quella.

Amauri: voto 3
Inutile come una chitarra senza corde. Fa più danni che altro, perde tutti i contrasti, inciampa sulla palla e non fa nemmeno un tiro in porta, nemmeno quando Del Piero lo assiste perfettamente. Litigano i due piedi, uno brasiliano, l'altro italiano. No look, cioè, da non guardare!
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Tiago Mendes: senza voto
Ingiudicabile, e meno male

Sebastian Giovinco: voto 7
Vista la stanchezza di Camoranesi e la condizione di Del Piero rimane l'unico a saltare l'avversario e a creare superiorità numerica. Giustamente Ferrara lo lascia in panchina. Gli tocca pure convincere Diego a lasciargli almeno una punizione.

Alex Del Piero: voto
6.5
Pian piano sta cercando di rientrare in forma e di ritrovare il ritmo partita, difficile anche per lui entrare e risolvere partite come questa. La preparazione per i mondiali continua spedita, a maggio sarà in splendida forma
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Ciro Ferrara: voto 3
Il solito. Sbaglia formazione e ritarda i cambi. Oltre a sembrare sempre di meno un allenatore, abbiamo anche il dubbio che non sia bravo nemmeno come motivatore. Non si vince solo perché ci si chiama Juventus, ci vogliono organizzazione e capacità. Mancano entrambe, almeno da una ventina di partite.

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sabato 28 novembre 2009

Informazione di marca Telecom


Bella comparsata su La7 di quel testimone un po' così chiamato Zeman. Certo, la poltrona di uno studio televisivo è molto più comoda della sedia di un tribunale. In TV, se si trova il giornalista giusto, magari si possono concordare anche le domande. Certo, per carità, Piroso sarà anche interista, e quindi per motivi di passione interessato ad avvalorare la teoria dell'esistenza della cupola moggiana propinata ai quattro venti da quel genio di Zeman, però è anche un grande giornalista. Al di sopra di ogni sospetto. Un po' come la moglie di Cesare.

Certo che Zeman le ha sparate grosse. Per esempio, ha detto: "Io parlavo di farmacie, poi si è dimostrato che era proprio doping".
Eh già, certo. Magari nella sua testa. Siamo stufi di spiegare sempre le stesse cose ai quattro venti. Va bene così. Contento Piroso, contento Zeman, contenti tutti. Contento anch'io, però cambio canale.

Poi ho iniziato a pensare che più arriveranno assoluzioni per la Juventus e per la Triade, e più la mistificazione diventerà la norma. Un po' per cattiva coscienza dei giornalisti che tre anni fa l'hanno fatta sporca. Un po' perché molti hanno interesse affinché la storia rimanga uguale. E se la storia non potrà rimanere uguale, dovrà rimanere uguale almeno la vulgata. Il popolino va educato, lo sappiamo: "Moratti è un signore, Zeman è una vittima, Recoba è più forte di Zidane, Moggi è un criminale ecc.".

Però taluni giornalisti non mi fanno manco pena. Vogliono disinformare? Facciano pure. Fino a quando ci sarà qualcuno disposto a pagar loro uno stipendio va bene.
Però, quando finirà, speriamo non ci ammorbino con la retorica del "tengo famiglia" e del posto di lavoro.
Meritano solo la zappa.

Drago di Cheb

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venerdì 27 novembre 2009

Ci sono neri italiani

Balotelli è più italiano dei razzisti che lo negano


Balotelli è italiano.

Piaccia o no a quei signori che non perdono l'occasione per negarlo con assurde elucubrazioni di ordine razziale. Certa gente e certe idee sono un male per la società, e non solo per lo sport.

Tuttavia, diciamo no anche all'indignazione a corrente alternata. E' becero e vergognoso razzismo dire che "Balotelli non è italiano", certo. Ma cosa significa il grido "Milanisti ebrei" di parte della curva interista?
Inoltre, qualcuno ci dovrebbe spiegare come viene giudicata la maglia del Liverpool sfoggiata da un tifoso della Fiorentina, e inneggiante alla tragedia dell'Heysel.
E cosa dire delle continue offese alla città di Napoli che siamo costretti a sentire in tutti gli stadi d'Italia?
A proposito di violenza, parliamo di quella vera: cosa dire delle decine di inglesi accoltellati sul sedere, come assurda e folle rappresaglia per il famoso 7 a 1 subito a Manchester dalla Roma?

Cosa hanno da dire i farisei e i sepolcri imbiancati su questi episodi?

Noi di ju29ro.com saremo pronti ad accettare e a condividere una condanna alla Juventus, anche durissima, se questo potesse servire a cacciare dallo stadio quella sparutissima minoranza che ammorba l'aria con i suoi slogan folli e criminali.

Ma la legge vale per tutti? Se non è cosi, continueremo comunque a batterci contro il razzismo, ma anche contro lo sdegno a senso unico della stampa.

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giovedì 26 novembre 2009

1.000.000 di volte GRAZIE!

Con le visite record al sito registrate in questi giorni abbiamo superato, tra sito e blog, la bella cifra di 1 milione di contatti nel corso dell'anno solare 2009 (oltre 350 mila solo da settembre a oggi), facendo registrare un incremento di quasi il 300% rispetto all'anno precedente.
Sempre in questi giorni c'è stata la piena assoluzione di Giraudo, Moggi e Bettega da accuse anche infamanti, un'assoluzione importante per tanti motivi (che voi avete capito benissimo, e certa stampa finge di non capire).
Ieri, poi, abbiamo registrato la nostra testata ju29ro.com in Tribunale e siamo diventati, a tutti gli effetti, un giornale, il giornale degli juventini veri.

Si usa dire che niente succede a caso, e così nelle nostre discussioni redazionali di giornata le tre notizie hanno finito per intrecciarsi: da un lato l'orgoglio di aver fatto in questi tre anni un bel lavoro, e la voglia di continuare a farlo sempre meglio; dall'altro la nostra facilità di star dietro alle notizie (Calciopoli, processo di Napoli, quello di Torino, il campionato, irregolarità nei bilanci) a fronte dello sconcerto (ad essere benevoli) della stampa tradizionale; dall'altro ancora la percezione di un impegno che, nato come hobby di appassionati di calcio e innamorati della Juventus, è cresciuto un giorno dopo l'altro, e da oggi diventa più importante anche sul piano formale.

Dalla virtuale riunione di redazione di ieri mattina non è venuta fuori l'indicazione precisa di uno spunto da proporre sul blog, quanto piuttosto quella di uno stato d'animo (un misto di orgoglio e voglia di battersi) che sa tanto di juventinità, e che quindi condividiamo volentieri con chi ci legge, ringraziando tutti per la simpatia che ci avete sempre dimostrato e che, un po' come il nostro impegno, cresce un giorno dopo l'altro.

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La Settimana Interistica, serie 5 maggio - 8


E' dura da digerire e vale 3 punti 3 per la classifica!

Crittografia

Barcellona-Inter
(1, 1, 1, 2, 8 = 5, 6, 2 ?)

B L

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Se saltelli...

Forse non tutti sanno che il coro "se saltelli muore Pinco Pallinelli" non è nato con e per Balotelli.
E neppure con e per Lucarelli.
E' nato con e per gli Agnelli.
La versione originale, infatti, era "se saltelli muore un altro Agnelli".
E John saltò.

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mercoledì 25 novembre 2009

Bordeaux - Juventus, pagella istantanea


Gigi Buffon: voto 5.5
Due grandi parate, ma non è impeccabile su entrambi i gol

Martin Caceres: voto 5.5
Se la cavicchia in fase difensiva, prova a fare qualcosa anche in avanti, ma è colpevole sul secondo gol, e in generale si permette qualche sbavatura di troppo

Fabio Grosso: voto 5
Non fa nulla in avanti, si barcamena come può (male, soprattutto nel primo tempo) quando si tratta di difendere

Nicola Legrottaglie: voto 5.5
Anche per lui troppe sbavature: un fuorigioco sbagliato, troppa libertà ai saltatori sui calci piazzati, e l'impressione che abbia perso la sicurezza degli anni passati

Giorgio Chiellini: voto 6
In difesa, al solito, si salva solo lui. Difficile capire cosa avrebbe potuto fare con dei compagni meno sciagurati

Mauro Camoranesi: voto 3
Nessuno provi a difenderlo nei commenti. Infantile e non professionale, si salva dalla meritata espulsione solo per gentile concessione dell'arbitro. Quando gioca la palla è un fuoriclasse, ma questo si sa

Felipe Melo: voto 4.5
Se prova a giocare la palla, sbaglia troppo. Se prova ad essere più continuo, finisce per non fare nulla. In terribile ed inesorabile involuzione

Momo Sissoko: voto 5.5
Lontano dalla migliore condizione, ci mette grande impegno, ma non basta: è falloso e impreciso, certo non aiutato dallo sciagurato Melo al suo fianco

Diego: voto 6
Decente, il meno peggio tra tutti. Si segnala per qualche buono spunto, qualche assist, ma sbaglia un gol a 2 metri dalla porta

Alex Del Piero: voto 4.5
Confermiamo quanto scritto domenica: al momento non è presentabile a questo livello, è troppo lento e macchinoso. Bello l'assist da fermo per Diego, che sbaglia in modo clamoroso

Amauri: voto 4
Non una sola azione degna di nota in 90 minuti
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Ciro Immobile: senza voto
Entra al posto di Del Piero (!!!), ingiudicabile

Sebastian Giovinco: senza voto
Entra al posto di Amauri (!!!), ingiudicabile

Claudio Marchisio: senza voto
Entra al minuto 88 (!!!) al posto di Sissoko, ingiudicabile
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Laurent Blanc: voto 8
Preferiamo, per carità di patria, dare il voto a lui. Il Blanc vero, quello che capisce di pallone, impartisce a Ferrara una vera e propria lezione di calcio. Mette in campo una squadra solida, compatta, che gioca un calcio moderno pur senza avere a disposizione grandi campioni. Volete il giudizio su Ferrara? prendete tutto quanto detto su Blanc e volgetelo al negativo

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Non vi leggo più: addio!

Come tutte le mattine sono andato in edicola a comprare "la Repubblica". Una vecchia e mai abbandonata abitudine la mia, risalente ai tempi in cui sedevo nei banchi di scuola. In fondo è un omaggio alla benemerita e amatissima professoressa di italiano, che mi ha fatto conoscere questo giornale.
Non nego l'eccitazione, ero curioso di leggere come era stata commentata l'Assoluzione (con la A maiuscola!!) della Juventus della Triade per i fatti del bilancio dibattuti al Tribunale di Torino.
Certo gli spunti non mancavano: dall'assoluzione perché "il fatto non sussiste" dei "mostri" della triade, fino alla ignominiosa figura della Montelkaniana che voleva patteggiare un reato mai commesso, pur di continuare a spalar letame sulla vecchia Juve.

Apro il giornale, e con mia somma sorpresa scopro che la notizia era data a pagina 69, la penultima, su una sola mezza colonna. L'articolino, dalle dimensioni di tre necrologi, era a firma Sarah Martinenghi, giornalista a me sconosciuta, probabilmente una giovane assunta con uno di quegli odiosi contratti a cottimo che tutti, a parole, dicono di combattere.
I caporioni della redazione sportiva, da Gamba a Crosetti fino a Mensurati, avevano altro da fare, probabilmente.
Una cosa tristissima e miserabile, ma non sapevo che il peggio delle pagine sportive doveva ancora arrivare. Infatti, a pagina 67 ecco un grosso articolo di Fulvio Bianchi che dà conto di come Moratti sia "sempre più seccato" per i comportamenti della Figc. In particolare, all'onestissimo ex consigliere della Telecom dà fastidio la mancata squalifica del campo della Juventus per i cori a Balotelli, e la doppia giornata di squalifica a Maicon per i fatti di Bologna. Ovviamente a nessuno passa manco per la testa di dire chiaro e tondo che la squalifica del campo della Juve era una pretesa abnorme, visto che i deprecabili insulti a Balotelli non avevano nessuna connotazione razziale (come certificato anche da uno che il razzismo lo ha sempre combattuto, Clarence Seedorf).
Nessun commento neanche in relazione alla pretesa di uno sconto per la squalifica per Maicon. Perbacco, eppure il codice e le precedenti decisioni del Giudice Sportivo parlano chiaro: insulti a un componente arbitrale uguale due giornate di squalifica, MA-TE-MA-TI-CO!!
Pure Fulvio Bianchi mi ha deluso clamorosamente, la mia incavolatura non può che aumentare.
Decido, a questo punto, di leggere il pezzo di Emanuele Gamba. Caspita, almeno sul pezzo di presentazione alla partita ci sarà un po' di obiettività, o no? Sbagliato, lo schizzo di veleno non può mancare. E per di più, siamo di fronte ad un inedito. Infatti Emanuele Gamba, ricordando la partita di ritorno tra Bordeaux e Juve del 1985, riesce a scovare presunti aiuti arbitrali alla Juventus. Sì, è vero, il sottoscritto nel 1985 aveva i calzoni corti e quindi non ricorda questi presunti aiuti, però bisogna dire che non ne ho mai sentito parlare, sebbene sia circondato da antijuventini abituati a rastrellare qualunque cosa nelle fogne dell'invidia.

A questo punto non mi è rimasto che buttare il giornale nel cestino della spazzatura. Non vi comprerò mai più. Non vi leggerò mai più. Non mi mancherete. Di una cosa però sono sicuro: a voi, i miei soldi, mancheranno. Oh, se vi mancheranno.

Drago di Cheb

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Brindiamo con un buon Bordeaux?

La giornata di ieri, 24 novembre 2009, potrà essere ricordata per alcune buone nuove, o sarebbe meglio dire conferme, arrivate sia dal foro che dal campo.
Dal lato giuridico c’è stata la fine del processo per le plusvalenze, che visto assolvere la Triade perché il fatto non sussiste.
Il campo ha invece sentenziato che la squallida Inter vista ieri al Camp Nou sarà costretta a vincere a Milano contro il Rubin Kazan per avere la certezza del passaggio alla seconda fase della Champions League.
Intanto Moratti, se il 7 dicembre dovesse vedere la sua amata riuscire a superare la fase a gironi, dovrebbe pensare ad un bel cesto natalizio per il vero artefice dell’impresa: Bogush, portiere della Dinamo Kiev. Infatti, se oggi non abbiamo assistito all’ennesimo fiasco internazionale dell’Internazionale è soprattutto grazie alle sue due papere che hanno permesso alla squadra vincitrice degli ultimi tre tornei aziendali di ottenere gli insperati tre punti, e ai suoi due grandi interventi ieri che non hanno permesso al team di Kazan di scavalcare in classifica i milanesi.
Comunque la nota positiva che rileviamo non sta solo nella perfida soddisfazione per la sconfitta dei nostri rivali, ma anche nella possibile mancata qualificazione.
Manca sono una ciliegina. La vittoria di oggi.
Vincere oggi potrebbe essere fondamentale, non solo per il passaggio del turno con una giornata in anticipo, ma anche (e secondo Blanc soprattutto) per lo scudetto.
Proprio così, oggi bisogna vincere per lo scudetto!
Perché getterebbe le basi per arrivare al big match Juventus-Inter senza i patemi che avranno loro per la qualificazione ancora da conquistare, ci permetterebbe di affrontare la gara, a ridosso dell’ultima giornata del girone di qualificazione di Champions, con il morale e la concentrazione ideali per riuscire a prevalere e riaprire davvero il campionato.
Un pareggio non sarebbe drammatico, ma certamente inutile, praticamente equivalente ad una sconfitta (dando per scontata la vittoria del Bayern Monaco sul Maccabi), e rimanderebbe tutto alla gara dell’8 dicembre contro i tedeschi al Comunale, dove comunque avremo due risultati utili per superare il turno. Cogliamo quindi l'occasione per far vedere allo Specialone come si interpreta una partita quando non c'è niente da perdere.
I presupposti ci sono tutti, maggiore caratura tecnica e motivazioni per ottenere l’unico risultato utile nella partita di oggi contro il Bordeaux: la vittoria.
Allora, forza ragazzi! Fatelo per voi, fatelo per noi, juventini veri!

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martedì 24 novembre 2009

Il cielo è azzurro sopra (quasi tutta) Torino

Perdonate la pessima citazione, ma oggi è un grandissimo giorno.
Il Tribunale di Torino ha assolto Giraudo, Moggi e Bettega dalle accuse di falso in bilancio, infedeltà patrimoniale, ostacolo agli organi di controllo e truffa ai danni della FIGC.
L'assoluzione è con formula piena. Anzi, che dico piena? Pienissima.
Il fatto non sussiste.
E' stata assolta anche la società Juventus, che invece aveva richiesto di patteggiare una sanzione di 70.000 euro per le eventuali violazioni amministrative ex legge sulla responsabilità delle persone giuridiche.
Il cielo è quindi azzurro sopra Torino.
Beh, non proprio su tutta Torino.
E' azzurro quasi ovunque.
Ma è nero plumbeo su Fermo Ferraris, Corso Matteotti, Via del Carmine.
La denuncia contro ignoti si è rivelata un flop. Anzi, una cagata pazzesca. Peggio della corazzata Potemkin.
La richiesta di patteggiamento è stata respinta. E la società Juventus è stata anch'essa assolta.
Che Caporetto per gli indegni occupatori di scrivanie altrui, e per i loro numi tutelari.
Il comunicato ufficiale pubblicato sul sito che ride, a distanza di ore dalla notizia, rappresenta l'ennesima pagina vergognosa del regime ridentino che siamo costretti a subire da metà 2006.
La chiosa finale di quel comunicato ("la Ridentus precisa che non si è mai dissociata dall’attività difensiva comune a tutti gli imputati, ma si era limitata a definire con la Procura della Repubblica di Torino un congruo ammontare per le violazioni amministrative che fossero eventualmente state riconosciute a suo carico") rivela una coda di paglia lunga da Fermo Ferraris (Ridentonia) a Via Bigli (Onestonia).

Il Mago di Ios

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La colpevolezza degli accusatori

Eccoci qui, dopo tre anni, a commentare l'assoluzione della Triade per i "fatti" relativi al bilancio della Juve. Per la verità ,sarebbe giusto dire che siamo qui a commentare i "non fatti" del bilancio: la Triade si è comportata con specchiata correttezza. I bilanci della Juve erano (e sono) tutt'altra cosa rispetto ai bilanci di tante altre società della Serie A di calcio.
Tutto bene quel che finisce bene? No, manco per nulla.
Come ha detto, infatti, l'avvocato Andrea Galasso, si è chiuso non un normale episodio giudiziario, ma un episodio doloroso. Per noi tifosi una inutile, cattiva e sadica tribolazione.

Tribolazione, va detto, dovuta allo zelo della nuova Juventus (quella Montelkaniana), che per consentire alla Procura di procedere ha presentato una bella querela contro ignoti per infedeltà patrimoniale. Suona beffardo, oggi, il comunicato stampa con il quale si rallegrano per l'assoluzione, quando tutti i giornali avevano già scritto che erano pronti a patteggiare per un reato inesistente. Cosa non si fa per un'altra vagonata di letame alla Triade!
Che credibilità hanno, dopo questa assoluzione, questi signori? Secondo noi nessuna, visto che già in occasione del processo sportivo vi fu l'incredibile e invereconda (per chi non conosce i retroscena) calata di braghe zacconiana di fronte a Ruperto.
E' evidente che qualcosa non torna, è evidente che i primi a voler la condanna della Juventus, di quella Juventus, sono i signori di Corso Galileo Ferraris e i loro azionisti principali.

Ma non basta. Tra i colpevoli impliciti indicati da questa assoluzione vi è buona parte del circuito della stampa mainstream. Chi ha dimenticato l'appiattimento sulle debolissime tesi accusatorie di Stampa, Corriere, Repubblica e Gazzetta? Pur di dare man forte ai PM arrivarono anche a dar voce a persone domiciliate nelle galere svizzere, che accusarono Moggi (senza uno straccio di prova) di aver intascato soldi sul trasferimento di Zidane. Questo è informare il lettore, o spargere letame?
Suona ridicolo, oggi, il sito della Repubblica che ricorda come il PM avesse chiesto tre anni per Moggi. Fatevene una ragione, il PM poteva chiederne anche trentamila di anni, ma il risultato non cambia: assolti perché il fatto non sussiste; in altri termini, assolti perché qualcuno si è inventato un sacco di balle!

Ma i colpevoli impliciti non finiscono mica qui. Che dire di una Figc che si premura (dopo che per anni ha consegnato alla Juve della Triade l'Oscar sul bilancio) di costituirsi parte civile? Sì, quella Figc che continua a non vedere situazioni fallimentari vere, conclamate, evidenti a tutti. Certo, ci rendiamo conto di quanto sia vitale una condannina, purché sia alla Triade. Anche loro hanno partecipato alla gogna di tre anni fa, poter dire "li hanno condannati", per qualsiasi cosa, serve a scacciare i fantasmi che si addensano sul loro operato.

Ecco perché con la sentenza di oggi sul banco degli imputati finiscono i Torquemada, che fino a ieri sedevano sul banco degli accusatori.

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No Comment... Anzi sì!


Blanc: "Io in Italia? Vengo solo per vincere".
Perché? Il Super Enalotto non lo fanno anche in Francia?

Del Piero: "E' iniziata la mia stagione".
Dai Alex che fra un po' è Natale e ci si riposa. Auguri!

Calciopoli Potenza. Per truccare la partite il presidente avrebbe dichiarato: "I migliori in panchina".
Zeman appena uscito dall'udienza di Napoli avrebbe replicato: "Visto? Ora che non c'è più Moggi mi rivogliono tutti."

Zenga: "Non commento l'esonero, lo farò tra qualche giorno".
Prima dovrà chiamare Moggi ed assicurarsi che non sia stato lui a fargli guadagnare 800.000 euro in qualche mese.

Gazzetta dello Sport: "Mou punge la Juve".
Non ha mandato l'ape, è venuto direttamente lui, mi sa che questa volta il cortisone non basta.

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lunedì 23 novembre 2009

Fuck you!


A Bologna Moratti non c'era, e quindi sulla espulsione di Maicon riferisce oggi sui giornali quello che gli hanno raccontato; e così dal Corsera apprendiamo che Branca ha portato Maicon a giustificarsi da Rosetti nel dopo-partita, mentre Repubblica spiega in dettaglio quello che secondo Moratti è stato un "misunderstanding".

Non è vero, dice Moratti (perché glielo ha detto Branca) che Maicon ha detto delle parolacce, lui ha detto solo "vai tu, vai tu", è il segnalinee Ayroldi che ha capito male, ci ha messo della malizia ed ha sentito "fuck you, fuck you". Versione dei fatti riportata, tra le risate generali, a 7 Gold sabato sera dal giornalista Tramontana, che era a Livorno, verosimilmente con Scarpini, e riproposta oggi da Repubblica, messa in bocca a Moratti.

Ci è capitato spesso, sul sito e sul blog, di raccontare le tragicomiche arrampicate sugli specchi messe in piedi nell'ambiente interista, ma un affare del genere ci sembra superi l'immaginazione, e dà seriamente da pensare su Branca e l'ufficio stampa, su Moratti e sull'Inter.

Preferiamo, per evitare le accuse di essere tifosi, segnalare che Fabio Monti (proprio lui!) sul Corsera scrive oggi che è una "ricostruzione fuorviante", che "il labiale di Maicon non si presta ad equivoci", e che "una società come l'Inter avrebbe fatto meglio a scegliere la via del silenzio invece di difendere l'indifendibile".

Non sappiamo i motivi di questa "conversione" di Monti (vorrà prendere il posto di Scarpini?), siamo invece certi che solo una società come l'Inter, e i personaggi che ci girano attorno, alla Branca e alla Oriali, potevano arrivare a proporre una roba del genere, e solo un presidente come Moratti poteva avere lo stomaco di riproporla ufficialmente in tv e sui giornali.

Adesso aspettiamo il Giudice Sportivo; se dalle sue decisioni dovessimo capire che l'intervento di Moratti, nella sua tragicomicità, è risultato una specie di ordine, ci sarebbe da gridare tutti insieme (dalla Valle d'Aosta, fino a Roccella Jonica) un bel "fuck you", forte e senza possibilità di equivoci, a tutto il carrozzone del calcio, partendo da Abete, proseguendo con Branca e poi andando in ordine alfabetico fino a quando se ne trova ancora uno.

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La politica impazzita

Cosa deve fare la Politica? Perché eleggiamo un Parlamento?
Banale domanda, con una risposta altrettanto banale: combattere la criminalità, governare l'economia, integrare gli immigrati, evitare la corruzione, migliorare i servizi scolastici, sanitari e chi più ne ha più ne metta.
Con quali risultati i signori politici svolgono i compiti assegnati non ve lo diciamo noi. In questa sede non ci interessa.

Notiamo però che i signori politici continuano ad occuparsi di cose che non competono loro. Gli ultimi della lista sono i redattori della rivista della Fondazione Farefuturo. E' di oggi, infatti, la notizia che si sono schierati per la convocazione in Nazionale di Balotelli. Motivazione? Semplice, Balotelli sarebbe discriminato con insulti razzisti, dunque merita la convocazione a prescindere, non importa se non ha dato buona prova di sè con la maglia della Nazionale Under 21.
Riteniamo che sarebbe meglio che i politici si occupassero di cose più serie, compreso il razzismo autentico che dilaga nella società italiana. Ci riferiamo naturalmente al razzismo politico, per non parlare del razzismo nel mondo del lavoro che vede gli extracomunitari sottopagati e spesso assunti "in nero".

Questo è il razzismo che non vogliamo vedere. Di politici che intendono farsi pubblicità non sappiamo cosa farcene. Tanto meno se sfruttano la grancassa legata al pallone.

Drago di Cheb

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Giustizia rivoluzionaria

Una rivoluzione consiste nell'abbattimento violento (o comunque non seguendo i modi, i termini e le procedure previste) delle istituzioni dello Stato. Le rivoluzioni hanno spesso uno strascico sanguinoso: così fu, per esempio, nella rivoluzione francese o nella rivoluzione bolscevica, basti pensare all'esecuzione di Luigi XIV in Francia e quella ancora più drammatica dei Romanov in Russia, dove addirittura furono assassinati anche i figli dello Zar che avevano l'unica colpa di avere un padre così ingombrante.
Fatti estremamente drammatici, "giustificati" dalla nascita del nuovo Stato. Almeno in una logica belluina e profondamente barbara, che vuole il sacrificio di quelli che vengono chiamati capri espiatori.

Pur con le dovute cautele, possiamo dire che anche Calciopoli e i suoi processi si possono inserire in quella brutta tradizione della giustizia rivoluzionaria, che prevede il sacrificio dei capri espiatori: vittime da sacrificare sull'altare della nascita del nuovo regime.
Pensate alle parole di Sandulli, "non vi fu nessun illecito"; e ancora, altri componenti il collegio giudicante parlarono (con ingenuità o con malizia?) di sentenze in ossequio al sentimento popolare, che pretendeva condanne comunque.

Ecco, oggi abbiamo la certezza che in Italia non vi è comunque nessuna giustizia rivoluzionaria (deprecabile quanto si vuole, ma almeno spinta da un grande ideale per quanto folle), ma solo un inarrivabile cinismo che, come Tomasi di Lampedusa diceva, porta a cambiare tutto affinché tutto rimanga uguale.
Ci riferiamo alle notizie che provengono da Potenza sul nuovo "scandalo scommesse" che, secondo gli inquirenti, vedrebbe coinvolte anche il Lecce e il Ravenna, partecipanti al campionato di B del 2007.
Calciopoli: uno scandalo costruito ad arte per coprire una realtà fatta di un continuum di illeciti tollerati, da "mondare" poi con il sangue della vittima sacrificale di turno.
Questa è la triste, e a quanto pare immutabile, realtà italiana.

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domenica 22 novembre 2009

Juventus - Udinese, pagella istantanea


Gigi Buffon: voto 6+
Un solo grande intervento, per il resto fa il turista

Martin Caceres: voto 6.5
Decisivo nell'azione del gol, qualche bella chiusura in scivolata ma anche un paio di sbavature

Fabio Grosso: voto 6+
Segna il gol della vittoria, ma si fa vedere pochissimo in attacco. Nessun problema dietro

Fabio Cannavaro: voto 6
Sembra in condizioni precarie, si limita all'ordinaria amministrazione

Giorgio Chiellini: voto 7
Il vero baluardo della difesa, si arrangia con mezzi leciti e anche al limite del regolamento, sopperendo anche alla condizione non ottimale di Cannavaro

Felipe Melo: voto 4.5
La sua peggiore prova in bianconero. Irritante, superficiale, impreciso, costituisce nel primo tempo una vera e propria spina nel fianco per la squadra. Sostituito per disperazione nella ripresa

Christian Poulsen: voto 7
Migliora di partita in partita. Molto utile ,al solito, come rubapalloni, si segnala anche per più di un lancio davvero pregevole. Ad oggi, è più affidabile di Melo

Mauro Camoranesi: voto 6+
Non una delle sue migliori serate, ma qualche spunto con relativo cross al bacio gli riesce anche stasera. Ripiega spesso in difesa a coprire, è in ottime condizioni fisiche

Diego: voto 6
Ci si aspetta molto di più da lui. Non si può dire che giochi male, ma non prende in mano la squadra come faceva a Brema, e non è cattivo negli ultimi 16 metri come potrebbe

Sebastian Giovinco: voto 5
Come spesso accade, solo fumo e niente arrosto. Giustamente sostituito nella ripresa

Amauri: voto 6-
Sufficienza stiracchiata di stima. Si mangia un gol incredibile nel primo tempo, si impegna alla grande, ma è servito male e poco lucido
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Momo Sissoko: voto 7
Rientra alla grande, recuperando molti palloni e sfiorando pure il gol. Un po' troppo frenetico, ma è fatto così

Alex Del Piero: senza voto
Lontanissimo dalla migliore condizione, forse non sarebbe dovuto entrare

Paolo De Ceglie: senza voto
Entra nel finale al posto di Diego, ingiudicabile anche se mette un bel cross
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Ciro Ferrara: voto 6
La formazione del primo tempo è davvero poco convincente, con Amauri abbandonato da solo in avanti, ed i tre trequartisti tutt'altro che in palla, assistiti da un Melo disastroso. Buona idea quella di inserire Sissoko, non eccelso invece l'impatto di Del Piero sulla partita. Stasera lo ha aiutato più che altro la buona sorte, ma non basterà sempre


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sabato 21 novembre 2009

Zeman o Zelig?

La straordinaria vignetta dipinta nel nostro pezzo "Invito in panchina con delitto" fa capire ai nostri lettori che ieri a Napoli più che una udienza del processo "per il più grave scandalo della storia del calcio nostrano" (copyright Ruggiero Palombo della Gazzetta dello Sport) c'è stata una recita da cabaret. Non Zeman, come dicevano ieri i siti dei giornali che fanno opinione, ma Zelig.

Invitiamo i lettori a gustarsi a fondo la nostra vignetta e intanto per chi volesse, scherzando seriamente, ragionare sul processo-cabaret suggeriamo due spunti.

Ieri Zeman-Zelig ha detto che i suoi non erano esoneri, ma illeciti; e l'ha anche ripetuto più volte: illeciti. Noi farsopoliani ci siamo spesso interrogati in questi tre anni su dove fossero gli illeciti da serie C, dove fossero le pistole fumanti, e finalmente il pm Narducci le ha fatte vedere. Zeman, infatti, come anche Varriale di Studio Sprint, non era al processo così per caso, era al processo (cabaret) come teste dell'accusa, la sua deposizione doveva servire al collegio giudicante per verificare la veridicità, "oltre ogni ragionevole dubbio", dell'accusa secondo la quale Moggi e Giraudo avevano messo in piedi un'associazione a delinquere. Ieri abbiamo capito che per il pm Narducci, che non ha ancora trovato illeciti nelle partite, sarebbero atti delinquenziali gli esoneri di Zeman, voluti da chi? Appunto da quei delinquenti di Moggi e Giraudo.

Il secondo spunto su Zeman-Zelig va riferito ai giornali. Ieri pomeriggio i siti di Corsera e Repubblica (i due più prestigiosi) hanno messo in primo piano fino a sera le accuse di Zeman con le sue pistole (ad acqua) fumanti; sono arrivate le smentite di Ferlaino e Zamparini, ci saranno stati centinaia di migliaia di visitatori, c'è la Carta dei Doveri del Giornalista (che all'apparenza non ha niente di comico) ma non è successo niente, la recita di Zeman era talmente ben riuscita che Repubblica ha lasciato le sue battute senza contraddittorio. Abbiamo oggi voluto verificare sul cartaceo: il Corsera nasconde la notizia dentro lo scandalo internazionale del calcio scoppiato in Germania con 17 arresti e 200 partite truccate (l'effetto comico è all'altezza di una vignetta del miglior Forattini e delle pennellate del nostro Clodoveo), Repubblica dedica alla notizia 5 (cinque!) righe.

Come se anche i giornali più prestigiosi sull'udienza da cabaret di ieri e su Zeman-Zelig avessero, tragicomicamente, scherzato.

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Invito in panchina con delitto

Il piano era ben congegnato.
D'accordo col Presidente del Napoli, che mette due miliardi e mezzo al lordo delle multe, Moggi procura a Zeman la panchina dei partenopei. Lo scopo, come riferisce anni dopo Ferlaino a Zeman, è di rovinare l'odiato allenatore. Il Napoli non può dire di no a Moggi, pena chissà quali ritorsioni arbitrali, e l'affare va in porto.
La cattiveria della volpe di Monticiano aveva pianificato tutto: aveva previsto che il boemo, nonostante fosse il miglior allenatore d'Europa, non sarebbe stato adatto per quella piazza e per quella squadra. Un punto in sette-otto partite fu, come previsto, il bottino raccolto da Zeman, e quindi l'esonero programmato non trovò alcuna opposizione nella tifoseria napoletana. Che, anzi, così ben raggirata, fu felice di mostrare la sua gioia con spettacoli pirotecnici.
E tutti avremmo continuato a pensare essersi trattato di un esonero per scarso rendimento, se il processo a Calciopoli non ci avesse rivelato, dalla stessa voce della vittima, illuminata dalle confidenze avute da Ferlaino, la trama del sottile complotto ai suoi danni. Non fu un esonero, ma un licenziamento preventivo a mezzo assunzione.
Nessuno in Tribunale ha chiesto a Zeman "Ma lei che ci è andato a fare in quella piazza e in quella squadra?".
Sicuramente avrebbe risposto: "Come avrei potuto immaginare che sarebbero stati capaci di buttare due miliardi e mezzo di lire e danneggiare la propria squadra per fare un favore a Moggi?"
Non se lo sarebbe immaginato nessuno. Te possino, Lucià ...

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venerdì 20 novembre 2009

La mano di chi?


In Spagna hanno tirato in ballo Platini; dietro il gol palesemente da annullare della Francia hanno visto la mano del presidente dell'Uefa, probabilmente perché francese. Si sono dimenticati, però, di ricordare che nell'Europa League proprio Platini ha introdotto a titolo sperimentale i due arbitri che stanno sulla linea di fondocampo, proprio per evitare errori clamorosi come quello di Francia-Eire.

Sulla Stampa, più intelligentemente, Beccantini titola su "La mano della Fifa", e dà risalto alle dichiarazioni di Trapattoni che dice che un Paese con quattro milioni di abitanti conta meno di altri; Trapattoni ce l'ha con Blatter per la strana storia delle teste di serie negli spareggi, per il fatto che la Francia ha fatto la prima partita in trasferta, per la scelta di un arbitro non di primissima fascia come lo svedese Hansson.

Certo che di quel gol si parlerà a lungo e, secondo noi, l'idea dei due arbitri in più verrà discussa nelle sedi opportune perché, una volta fissato il principio di non ricorrere a moviole in quanto l'errore umano fa parte del gioco, è ormai indifferibile cercare quanto meno di limitare errori scandalosi come quello dell'altra sera.

In ogni caso fa pensare il Trap amareggiato, e però lucido con la sua analisi: tra la Francia e l'Eire conta di più la Francia; ha anche aggiunto: "Fidatevi, ho girato il mondo, sono stato anche in Austria, e so come vanno certe cose".

Sono andate e andranno sempre così? Ci sarà sempre un Blatter a metterci la mano (e a nascondere il braccio)?

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Qui è tutto buio...

Dopo la notizia dell'infame gemellaggio tra Fiorentina e Liverpool, la memoria di molti di noi è tornata a quel giorno di Maggio del 1985.
A quegli angeli che hanno pagato con la vita l'amore per la maglia bianconera, e alla stupidità umana.
Tra loro ce n'è uno, in particolare, che mi ha suscitato particolare commozione.
Si chiama Andrea Casula ed aveva solo 11 anni.

Da qualche mese sono diventato padre, e pensare che un bambino possa esser caduto vittima di quello schifo mi ha fatto commuovere, pensare.
E sull'onda di questi sentimenti ho voluto scrivere queste due righe:


Cavolo che fortuna,
Papà ha trovato i biglietti per la finale di Coppa dei Campioni….
e me ne ha regalato uno per il mio undicesimo compleanno…..

Non vedo l’ora che si parta, già mi immagino lo stadio pieno, i cori
e le maglie bianconere che scendono in campo….

Finalmente vedrò Tacconi, Cabrini, il Capitano Scirea e poi lui…..
le Roi, il Re….. Michel Platini…..che emozione.

Papà mi ha raccontato che l’ultima volta non è andata bene…. che quelli
dell’Amburgo erano entrati più volitivi e alla fine la coppa l’hanno presa loro…..

Spero non sia così anche stavolta…. anzi no…. non sarà così stavolta, me lo sento…..
anche se sono un bambino, se ho solo 11 anni, certe cose non hanno età.

Finalmente si parte,
il viaggio è lungo ma non ci si annoia mai tra scherzi, barzellette, e i cori per la nostra Juventus….. che spasso.

Eccoci !!! Siamo arrivati….
stanchi ma senza essere stanchi davvero, perché l’emozione mi tiene sveglio….. saranno 15 ore che non dormo….

Mamma mia che brutto lo stadio…. sembra una rovina dell’antica Roma….
e quanti poliziotti a cavallo…. dicono che il nostro settore, lo zeta, è vicino agli inglesi…
dicono che questi hooligans sono pericolosi che bevono….

Ma io non ho paura, no…. ho con me il mio Papà…. non può succedermi niente….

…. e poi io e il mio papà, per fortuna, siamo dall’ altra parte….

Evvai…. da qui vedo benissimo il campo…. ma quando inizia?
Sono già stufo di aspettare…. dai che ormai manca poco…

E ora che succede????
Perché quegli inglesi stanno prendendo a calci le reti??
E perché ci tirano addosso di tutto???
Che non vedono che qui ci sono solo famiglie e gente tranquilla????

Oh…. ma che spingete???
Fermi, fermi… qua c’è il muro… non posso andare più in là….

Papà, ti prego fa qualcosa....

Papà mi stringe a sè…. cerca di proteggermi….
di farmi da scudo col suo corpo ….. uff, non riesco a respirare….

Basta!!! Smettetela di spingere…. fate piano…
SONO UN BAMBINO IO!!!

…………….

Finalmente…….. è finito tutto….. sembrano tutti calmi, ora…..

C’è silenzio….. tanto…. e intorno a me è rimasta solo poca gente…..
…. saremo una quarantina….. compresi me e papà…..

1, 2, 3…… 39….. ma tutti gli altri dove sono????

E la confusione di prima???

E lo stadio???

Ora sto meglio….. ma non vedo piu’ niente…

qui è tutto buio………


Dedicata ad Andrea Casula che nel 1985 aveva solo 11 anni.
E a tutti gli altri 38 Angeli.

NOI NON VI DIMENTICHEREMO MAI !!!

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giovedì 19 novembre 2009

La seconda stella

Attenzione, attenzione. Lor signori gli onestissimi pretendono la seconda stella. Rivendicano pure lo scudo del cinque maggio, e quello del presunto fallo di Iuliano su Ronaldo.
Non staremo a ripercorrere le cronache di quegli anni per spiegare quanto sia pretestuosa e impudente la richiesta. Basta ricordare che il loro miglior fuoriclasse (prrrrr! Cit. Totò) giocava con un passaporto falso, e guidava con una patente rubata alla motorizzazione di Latina.
Ciò che fa specie è che a veicolare simili richieste sia stato il canale tematico dell'Inter stessa. Dunque la cosa sa tanto di minaccia alla Federcalcio, che è invitata a non lasciar passare le pretese di Blanc, se non si vuole rischiare una "guerra delle stelle" tra Juve e Inter.

Bene. In fondo l'Inter ha ragione. Nessun juventino deve pretendere arbitrariamente nulla (altrimenti saremmo interisti). Molto meglio aspettare le risultanze dei processi su Calciopoli a Napoli, e sullo spionaggio Telecom a Milano. La verità allora sarà evidente a tutti.
Loro non possono di certo sperare in nessuna sentenza. Possono solo sperare in un nuovo intervento di un Guido Rossi.

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La Settimana Interistica - 18


Sciarada
(5, 3, 4, 6 = 10, 8)

Misantropo conclamato
Sei un po' sordo,
rintanato,
agghiacciante!
Lo dicon tutti.

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mercoledì 18 novembre 2009

La stella promessa

Accusato di non voler rispettare le sentenze della giustizia sportiva perché qualche giorno fa aveva parlato della possibile terza stella, il presidente Blanc ha scelto la Gazzetta per precisare che "sì, vogliamo la terza stella", aggiungendo che lui rispetta le sentenze (di Calciopoli) ma non le condivide, che i giocatori sentono come loro gli scudetti vinti sul campo, e che il prossimo scudetto vorrà dire appunto la terza stella.

Aspettando di leggere cosa risponderanno adesso i moralisti della domenica, a noi sembra importante sottolineare che il presidente Blanc non condivide le sentenze dell'estate 2006. Può sembrare acqua fresca, ma forse non lo è, se ricordiamo che una delle sue prime interviste (Repubblica del 17 gennaio 2009) era stata riassunta da Maurizio Crosetti col titolo a tutta pagina "ma quei due scudetti sono della Juve", precisato con questo sottotitolo: "li abbiamo vinti sul campo. Ne riparleremo dopo il processo"; insomma, una specie di manifesto elettorale.

Anche noi di Ju29ro Team non condividiamo le sentenze del 2006, e sul sito abbiamo avuto modo di spiegare il perché e il per come, anche noi aspettiamo le sentenze del processo di Napoli, e abbiamo già avanzato al riguardo un’ipotesi operativa: se al processo cade l'accusa di associazione a delinquere, ci sarebbero i presupposti per richiedere alla Figc la revisione delle sentenze del processo sportivo. Non solo, quindi, ci troviamo d'accordo col presidente Blanc, ma abbiamo indicato la strada lungo la quale la promessa della terza stella non è più acqua fresca, ma diventa un percorso preciso, certo difficile e per ora solo ipotetico, ma praticabile.

Domani pubblicheremo sul sito un'intervista all'avvocato Paco D'Onofrio, il primo che ha parlato di articolo 39 del Codice di Giustizia Sportivo e di possibile revisione delle sentenze, il primo che ha ricordato il parere del Presidente Emerito della Corte Costituzionale, professor Caianiello, per cui le sentenze della giustizia sportiva si sarebbero dovute ispirare a prudenza, perché passibili di essere successivamente smentite nelle aule dei Tribunali. E' l'intervista ad un tecnico e riguarda aspetti tecnici ma, ancora prima, sarà fondamentale non solo quello che verrà fuori dalle sentenze di Napoli, ma lo spirito che animerà gli organi amministrativi della società, in particolare il Consiglio di Amministrazione, presieduto non più da Cobolli Gigli, ma da Blanc.

E Blanc, al contrario di Cobolli Gigli, non ha cambiato idea né a distanza di pochi giorni, né dopo parecchi mesi, ma ha ripetuto la stessa promessa: quella della terza stella.

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Tradizione di famiglia

A voler fare gli zemaniani, si potrebbe dire che in un calcio marcio è del tutto normale che i figli facciano lo stesso lavoro del papà, sfruttando rapporti e conoscenze. Ma noi, che non conosciamo le persone, non ci azzardiamo a lanciare un'accusa del genere.
No, non stiamo parlando del figlio di Moggi.
Stiamo invece parlando del figlio di Zeman che, a quanto pare, fa l'allenatore.
Ciò che incuriosisce è che il mestiere lo fa proprio come il suo papà: esonerato dalla panchina del Toma Maglie (Eccellenza pugliese) dopo una sconfitta per cinque gol a zero contro il Terlizzi.
Ad essere delle male lingue, certo, si potrebbe dire che Karel sfrutta il nome del padre; invece, a voler sfottere, potremmo dire che, come il padre, ha una certa propensione all'esonero. Se invece non ci importasse nulla di una possibile querela, potremmo ipotizzare che il papà, grazie alle sue conoscenze, aiuta il figlio nel mondo del calcio.

Non potendo dire nulla di tutto questo, diciamo allora che è Moggi a perseguitare il povero, talentuoso rampollo. Purtroppo noi italiani facciamo proprio schifo: infingardi e pure mezzi mori. Per fortuna ci sono degli angeli biondi provenienti dalla Boemia a ricordarcelo.

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martedì 17 novembre 2009

Assedio a Lippi

La deontologia professionale, da che mondo è mondo, prevede di non contestare, almeno pubblicamente, le decisioni dei propri colleghi.
Mancini, l'allenatore più cartonato d'Italia, evidentemente determinate norme minime di educazione le conosce poco. Infatti si è lanciato nell'elencazione della "sua" Nazionale che, manco a farlo apposta, è una contestazione assoluta delle scelte di Lippi. Oltre che, naturalmente, la Nazionale dei sogni di tutti gli antijuventini.

Vediamo le scelte dell'ex allenatore interista. Chiellini e Cannavaro fuori, dentro Nesta (che ha rifiutato più volte la Nazionale) e Barzagli (indiscutibilmente più forte di Chiellini). A centrocampo si nota la riesumazione dello spompato Gattuso, che ha perso il posto da titolare anche al Milan (Marchisio, ad esempio, prima di aspirare a qualcosa deve invecchiare, ovviamente). Il meglio, il Mancio, lo dà però annunciando quale sarebbe il suo attacco. Naturalmente Totti, e chi se ne frega se ha rifiutato la Nazionale ben quattro anni fa. Poi, inutile dirlo, ecco l'ex gordito madridista Cassano, ora alla Samp. Come centravanti, "allegriiaaaa", si riesuma un attaccante che in Nazionale ha sempre segnato pochissimo, un Guivarc'h in pratica, solo un po' più alto. Avete capito a chi ci riferiamo? Naturalmente quel Luca Toni che ormai non segna neanche nella terza serie tedesca.

Ovvio che un (ex) allenatore che si presta a simili giochini, e per di più propone una simile Nazionale fatta apposta per solleticare i sentimenti antijuventini dei tifosi, lo fa probabilmente per dare una mano a chi sta organizzando per Lippi quella pubblica gogna che quattro anni fa non si è riusciti a mettere in campo.
Vogliamo sperare che Abete difenda il suo commissario tecnico, e stigmatizzi il comportamento di Mancini che, rendendo pubblica la sua (assurda) Nazionale, butta ad arte benzina sul fuoco della polemica sulle convocazioni.
In caso contrario, Lippi si trinceri dietro un silenzio stampa in stile bearzottiano. Prima del silenzio, però, dica chiaro e tondo all'allenatore cartonato che potrà fare le sue scelte solo quando sarà nominato c.t.
Scelte libere e indipendenti, ovvio. Anche in tema di fornitori ufficiali di stampelle e scatoloni per la Nazionale.

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lunedì 16 novembre 2009

Modello Triade per gli stadi italiani

Piano piano le nebbie della disinformazione e della confusione si stanno diradando sull'annosa questione degli stadi di calcio. Il modello che sempre di più appare vincente è quello ideato dalla Triade juventina e dal Comune di Torino: l'acquisto dello stadio comunale da parte della società di calcio cittadina.
La relativa ristrutturazione è a carico della società di calcio, che però usufruisce della possibilità di costruire alcune strutture commerciali tali da garantire la sostenibilità dell'investimento.

Diciamo questo perché anche a Napoli e a Cagliari si sta scegliendo questa strada, che senza dubbio è la più efficace, oltre che la migliore dal punto di vista sociale.
Infatti si evita un danno al Comune (e a tutti noi), che così evita l'azzeramento (o quasi) del valore di uno dei suoi asset. Azzeramento che sarebbe quasi certo nel caso in cui venisse concessa l'autorizzazione per la costruzione di uno stadio ex novo.
Dall'altro lato, evitando la concessione edilizia per un nuovo stadio si tutelano le città anche sotto l'aspetto paesaggistico: le aree dove può essere costruito uno stadio (con annessa e inevitabile colata di cemento) non sono infinite, e sono per di più preziosissime se si tratta di zone verdi.

Ora, non rimane che attendere che queste semplici considerazioni vengano fatte anche a Roma. E che, di conseguenza, vengano bloccati i progetti che prevedono la costruzione del terzo e quarto stadio della città (con annesse mega colate di cemento per cubature pari a quelle di piccole città di provincia).
Se il Coni (proprietario dell'Olimpico) e il Comune di Roma hanno paura di copiare un progetto architettato dalla Triade bianconera, possono sempre dire di essersi ispirati al sindaco Chiamparino. Ciò che conta è il risultato.

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domenica 15 novembre 2009

Porcherie

Pareri autorevoli hanno definito una porcheria il disegno di legge sulla durata dei processi; è roba politica, nel merito non entriamo (lasciamo che ci sguazzino i politici), rileviamo solo che sull'argomento oggi scrive Marco Mensurati su Repubblica, quello che aveva fatto il presunto scoop sugli incroci delle schede svizzere segrete, e poi era scomparso dalla circolazione (evidentemente passato ad altri incarichi redazionali, non sappiamo se più o meno importanti).

Mensurati scrive che "la nuova legge cancella anche Calciopoli", e ci sembra un giudizio frettoloso, mentre a Roma si azzuffano; dice anche qualcosa sul processo, e poi dà spazio all'ex presidente del Bologna, Gazzoni Frascara. Sul processo, in particolare, scrive che "nel giro di tre anni, tra polemiche, indulti, ricusazioni, stralci e riforme si è trasformato in una sorta di zombie giudiziario", e su questa conclusione, guarda caso, siamo d'accordo anche noi.

Con una differenza. Con i nostri articoli, a fronte del silenzio di Repubblica da un anno a questa parte, noi abbiamo dimostrato che il processo di Napoli (dopo quello di Roma sulla Gea) mezzo zombie lo era fin dall'inizio, con Paparesta che doveva essere il pentito, e invece è stato prosciolto, poi s'è aggiunta la ricusazione del giudice da parte dei pm (particolare che Mensurati fa finta di dimenticare), s'è aggiunto anche Manfredi Martino che avrebbe ipotizzato (almeno secondo la Gazzetta) che i giornalisti potessero essere corrotti (e quindi, teoricamente, anche Mensurati), alla fine è arrivato il maresciallo a dire che gli specchietti delle celle (per le allodole?) sono solo "verosimili", perché sicuri non possono esserlo, e così lo zombie è fatto e finito.

Per Mensurati, invece, l'unica preoccupazione è il processo breve perché adesso, secondo lui, Calciopoli sarà cancellata, sarà sufficiente che Moggi, Bergamo e Pairetto "lavorino per smontare l'accusa di associazione a delinquere", a quel punto la durata del processo con la nuova legge sarebbe ridotta a due anni e andrebbe tutto in prescrizione. Una porcheria, per dirla come gli onorevoli che si stanno azzuffando, ma a noi sembra una porcata anche tutto il ragionamento di Mensurati, perché smontare l'accusa di associazione a delinquere vorrebbe dire che tutto il processo sportivo è stato costruito sul nulla. Se questo dovesse succedere, indipendentemente da quello che decideranno a Roma sulla durata dei processi, la conclusione sarebbe che il più grave scandalo della storia del calcio sarebbe esistito solo nella mente di quelli come Mensurati.

Un'altra porcata è nello spazio concesso a Gazzoni Frascara, che sproloquia anche lui sui danni che farebbe l'eventuale legge su processi come quello di Napoli, a fronte della drammaticità della vicenda che lui ha vissuto col Bologna in termini, dice lui, non solo economici ma sentimentali. Mensurati trascura un dettaglio su Gazzoni Frascara, e cioè che è stato rinviato a giudizio per bancarotta fraudolenta nel maggio 2009 dalla Procura di Bologna. Non ci interessa cosa succederà con una nuova legge a questo processo, prendendo però spunto da Mensurati e Gazzoni Frascara e ragionando su indulti vari, depenalizzazioni e durata dei processi, ci sarebbe da ricordare la frase di Ricucci sul "vogliono fare i froci col culo degli altri".

Ricucci, all'epoca, pensava a quelli del salotto buono; a noi vien da pensare a tutte le "maschere" che abbiamo incontrato nel mondo del calcio scrivendo di Farsopoli, ai tanti giornalisti e presidenti e alle loro porcate.

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sabato 14 novembre 2009

Il garantismo della Exor


A pochi giorni dal "discorsone" di presentazione della sua fondazione (ormai in Italia o ne hai una o non sei un c...), dove descriveva l'Italia dei suoi desideri, fatta di giustizia, libertà, equità e bla bla bla, ecco che il nostro Montezemolo cade sulla solita buccia di banana. Gli hanno infatti sequestrato la villa a Capri (o parte di essa, le cronache non chiariscono). Per di più i fatti contestati, ci perdonerà il Montezemolo per la franchezza, sanno tanto di plebe. Roba da ex ferrovieri arricchiti: una storiaccia di abusivismo e presunti favori da parte di vigili urbani compiacenti.

Si capisce, Montezemolo non ne sapeva nulla. Se non abbiamo capito male non è manco garantito da un avviso della Procura competente.
Però, anche se ci fosse il minimo dubbio sulla sua personale condotta (parliamo per ipotesi, sia chiaro) siamo certi che la Exor non avrebbe nulla da obiettare. Così come non ha avuto da ridire per l'operazione equity swap di Gabetti & C.

Si sa, certe condotte sono tipiche di chi non è stato dotato da madre natura di charme, oltre che di doppio cognome. Roba da ex ferrovieri arricchiti, per l'appunto!

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La Settimana Interistica, serie 5 maggio - 7


E' dura da digerire e vale 5 punti 5 per la classifica!

Crittografia
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venerdì 13 novembre 2009

Ridateci Gentile!

Ancora oggi le scorie radioattive di Farsopoli fanno sentire il loro effetto sull'atmosfera già irrespirabile del calcio italiano.
Ci riferiamo in questo momento all'ennesima sconfitta della Under 21. Squadra che, fino all'arrivo di Casiraghi, era il vero fiore all'occhiello delle nazionali della Figc.
Le vittorie non si contavano, i giocatori transitati nella Nazionale A erano innumerevoli.
Ecco, per interrompere quanto di buono costruito nei decenni da Vicini, Maldini e Gentile è bastato imporre Pierluigi Casiraghi.
Scelta questa di cui è responsabile Demetrio Albertini, con l'avallo del commissario Guido Rossi.

Ora, inutile stare a discutere. Visto che nessuno ha mai spiegato quale fu il motivo che spinse a sostituire il vincente e preparatissimo Claudio Gentile con un allenatore privo di esperienza e forse di capacità come Casiraghi, si ponga fine a questo supplizio mandando a casa quest'ultimo. E magari riportando in panca il suo predecessore.

Ci domandiamo infine come mai questa Nazionale si sia ridotta a ricettacolo di presunti fenomeni come il quindicenne dell'Inter convocato qualche mese fa, non si sa bene per quali meriti.
Per carità di patria poi, preferiamo glissare sulle prestazioni di quelli che qualcuno vestito di rosanerazzurro vuole far passar per fenomeni di livello mondiale. Una pernacchia ha seppellito tutti.
Ora si levino di torno e facciano ritornare chi di calcio capisce.

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giovedì 12 novembre 2009

Juve: un bilancio da Champions

Qualche giorno fa il Sole 24 Ore aveva illustrato la grave situazione del bilancio dell'Inter (sul sito abbiamo titolato su "Moratti in mutande"), ieri è arrivato il comunicato del CdA della Juve sul rendiconto trimestrale (luglio-settembre 2009), ed è come passare dalla notte al giorno. Intanto perché i conti sono in miglioramento rispetto a quelli già buoni dell'anno prima, nonostante gli investimenti di questa estate, e segnano un utile netto di 5,6 milioni, ma soprattutto per una indicazione di fondo.

L'articolo del Sole metteva in guardia dicendo che un'azienda "si considera solida se i debiti finanziari netti non eccedono il patrimonio", e sottolineando che l'Inter aveva un totale di debiti netti vicino ai 400 milioni e un patrimonio netto negativo (per questo abbiamo parlato di Moratti in mutande); dal comunicato sulla trimestrale della Juve, invece, si ricava che la posizione finanziaria netta è positiva (più crediti che debiti), e il patrimonio netto è aumentato arrivando a 107 milioni (senza stadio di proprietà pensiamo che sia un piccolo record). Una società quindi, la Juve, più che solida, un bilancio davvero da campioni.

A proposito di campioni, il CdA della Juve stima che l'intero esercizio 2009-10 possa chiudere in pareggio (e questo sarebbe già un successo), e che dipenderà dal cammino che la società riuscirà a fare nella Champions dove, come sappiamo, girano milionate di euro per ogni turno superato.

E così si arriva al punto centrale della gestione della Juve, che i redattori di questo blog hanno sottolineato tante volte: il bilancio è così a posto che la società potrebbe fare altri investimenti, li potrebbe fare anche a gennaio; con la conseguenza, non da poco, che se fossero investimenti azzeccati avrebbero subito un ritorno, magari un turno in più superato nella Champions e quindi i milioni di euro che ne deriverebbero.

Stando ai giornali, il presidente Blanc dice che la Juve è a posto con questa rosa, e noi siamo d'accordo con questa dichiarazione anche perché, come ha insegnato la gestione precedente, gli acquisti si fanno senza preannunciarli sui giornali o dibattendoli in comitati societari. Speriamo però che, nel frattempo, in casa Juve si ragioni a fondo sulla questione; si ragioni sì di bilancio, com'è giusto, ma si ragioni anche di rosa e di risultati.

Nel campionato dei bilanci siamo anni luce davanti a tutti, adesso tutti i tifosi bianconeri vogliono giustamente non solo un bilancio, ma una Juventus da Champions.

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mercoledì 11 novembre 2009

La Settimana Interistica - 17


Sciarada
(3, 5, 5 = 6, 7)

Bagno notturno in Scandinavia
Giornata nera, in breve:
nuota col gatto, mai con il cane
la bionda danese,
lungo il crine in una fascia.

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Da Mezzaroma a Tuttaroma

La situazione della Roma ci viene descritta come disperata. Meglio ancora, ad essere disperata dovrebbe essere la situazione della famiglia Sensi, oberata di oltre 330 milioni di euro di debiti nei confronti di Unicredit. Sia chiaro, molti di questi debiti hanno origine negli anni ruggenti della gestione allegra della Roma da parte di Sensi padre, evidentemente ben coadiuvato da Franco Baldini.
Poi, questi debiti sono stati spostati con apposite alchimie finanziarie alle società (Roma 2000 e Italpetroli) a monte di AS Roma. L'obiettivo apparve chiaro fin dal primo momento: consentire all'asset più prezioso del gruppo Sensi di iscriversi al campionato di calcio, iscrizione altrimenti preclusa viste le regole sui bilanci.
Tutto questo armeggiare è senz'altro stato utile per guadagnar tempo in attesa di tempi migliori. Sfortuna ha voluto che i tempi migliori non siano arrivati, nonostante la retrocessione della Juve abbia dato una bella mano grazie alle qualificazioni in Champions.
E ora tutte le contraddizioni della strategia escono a galla: Unicredit ha addirittura iniziato a requisire gli alberghi dei Sensi, e addirittura tratta con la famiglia per arrivare alla vendita della Roma. Evidentemente l'unico modo per abbattere il debito.

E qui però deve esserci qualche problema: secondo il Corriere dello Sport, Unicredit spingerebbe per la vendita all'imprenditore farmaceutico romano Angelini, coadiuvato dall'immobiliarista Mezzaroma.
Fosse vera questa ipotesi, la cosa sarebbe straordinaria: Mezzaroma è anche socio (oltre che cognato) di Lotito nella società S.S Lazio S.p.A. Sì, avete capito benissimo, rischieremmo di avere un soggetto socio di ambedue le squadre romane. Con buona pace dei paroloni sul conflitto di interessi (che evidentemente vale solo tra Moggi e suo figlio), e una pernacchia alle rivalità cittadine.

Un calcio sempre più sommerso da infinite contraddizioni. E Petrucci e Abete dormono il sonno del giusto, probabilmente in attesa delle grandi abbuffate dell'Olimpiade 2020 o dell'Europeo 2016.

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