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mercoledì 30 settembre 2009

Bayern - Juventus: pagella istantanea


Buffon, voto 6
Per lui solo ordinaria amministrazione. Graziato in alcune circostanze dalla cattiva mira dei bavaresi.

Grygera, voto 6-
In enorme difficoltà nel primo tempo contro il genio Ribery. Ordinato ma poco propositivo, nel secondo tempo, quando il francese entra in debito d'ossigeno.

Legrottaglie, voto 6-
Primo tempo in apnea sulle percussioni del folletto Muller. Diligente nel secondo tempo.

Chiellini, voto 6,5
Fa gli straordinari sulle folate offensive dei tedeschi. Propositivo nel secondo tempo.

Fabio Grosso, voto 6
Buona prestazione, nel complesso, in fase difensiva. Non troppo preciso in fase offensiva dove si nota per un paio di tiri sparacchiati precipitosamente.

Camoranesi, voto 6,5
Ottimo in fase offensiva. Sua la più nitida occasione da gol su un tiro da fuori area che costringe il portiere bavarese ad un difficile intervento.

Felipe Melo, voto 7,5
Partita completamente votata al sacrificio. E' stato l'ancora che, nel primo tempo, ha evitato il naufragio al brigantino bianconero. Quando il Bayern esaurisce le energie riesce a proporsi anche in fase offensiva. Si notano due aperture di pregevole fattura e una percussione straripante nei minuti finali.

Marchisio, voto 6
Solita prestazione di sostanza. Ma nessuna perla in fase offensiva.

Diego, voto 7-
Partita di cuore e sostanza. Con le sue geometrie rende fluida la manovra. Si nota per uno straordinario ripiegamento in fase difensiva che nega il gol a Muller nel primo tempo.

Iaquinta, voto 6,5
Grandissimo impegno. Ruba un pallone d'oro a Trezeguet che poteva portare in vantaggio la Juve, ma si crea anche anche un'altra straordinaria palla gol che tira alta sopra la traversa.

Trezeguet, voto 6,5
Si sacrifica per la squadra, e questa è una novità per lui. Abbiamo rivisto il miglior David quando inventa una splendida girata dentro l'area di rigore.
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Poulsen, voto 6
Pressa e chiude gli spazi. In fase offensiva è spesso impreciso. Merita comunque la sufficienza.

Amauri, senza voto
Vorrebbe spaccare il mondo. Ma entra a partita sostanzialmente chiusa.

Tiago, senza voto
Non giudicabile.
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All. Ferrara, voto 6,5
In difficoltà nel primo tempo quando il Bayern poteva contare sull'apporto del duo Robben-Ribery. Comunque non ha impostato la squadra in maniera ultradifensiva, infatti, in più di una circostanza potevamo passare in vantaggio.

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Quasi, quasi mi faccio uno stadio

Bello, veramente bello il progetto del nuovo stadio della Roma, tanto bello che ieri la Sensi, presentandolo, non ha trattenuto le lacrime: bello perché il pubblico è come se fosse in campo, bello perché cambia colore in base alla posizione del sole, ancora più bello perché alla Roma non dovrebbe costare neppure un euro. Anzi, come nel miracolo dei pani e dei pesci, dovrebbe contribuire a moltiplicare i ricavi per pagare i 330 milioni di debiti con Unicredit.

E non è il solo; scrive Repubblica che di progetti del genere in circolazione ce ne sono 39, per un investimento di 6 miliardi e tutti con tanto di cubatura inclusa nel prezzo; cioè i progetti economicamente si reggono sul fatto che si costruiscono tanti cinema, centri commerciali, ville e case popolari che il costruttore lo stadio può anche permettersi di regalarlo.
Ci sono ancora dei dettagli da sistemare, tipo viabilità, infrastrutture, compatibilità ambientale e cose del genere, ma i 39 presidenti non si sono scoraggiati; a quanto pare negli ultimi anni si sono dedicati anima e corpo a farsi fare dei bei progetti. Il protagonista anonimo della vecchia canzone di Gaber, davanti ad una vita sprecata e a una brutta giornata quasi quasi si faceva uno shampoo, i tempi sono cambiati e i nostri presidenti davanti al pericolo che i creditori mandino l'ufficiale giudiziario quasi quasi si fanno uno stadio.
Quello che ci ha pensato più a lungo scrivono sia Claudio Lotito, ha assicurato che ci pensa dal 2004 e adesso vuole presentare anche lui un bellissimo progetto: costo di 800 milioni, 600 ettari di terreno accatastato come agricolo e di proprietà del suocero Mezzaroma, a progetto ultimato ci sarebbe una città di medie dimensioni e in mezzo anche un campo di calcio; ci vorrebbero, a proposito di dettagli, una nuova stazione, uno svincolo autostradale e un approdo in battello sul Tevere (ci permettiamo di suggerire che manca un aeroporto).
Sarebbe il nuovo Stadio delle Aquile, ma probabilmente neanche loro oserebbero progetti così arditi, perché pure Lotito, come la Sensi, conta di non metterci neppure un euro.
Belli, veramente belli i progetti dei nuovi stadi dove ci guadagnano tutti, le famiglie e gli ultras, i proprietari dei terreni e i costruttori, Totti e tutti quelli come Totti.
Un miracolo tutto italiano che, verrebbe da dire in conclusione, confermerebbe la tesi di Petrucci e Abete secondo la quale le nostre società quanto a bilancio stanno meglio di quelle inglesi, spagnole e tedesche; basterebbe appunto realizzare tutti questi progetti di stadi nuovi.
Intanto chissà che i 39 presidenti quasi quasi non si stiano facendo anche loro uno shampoo.

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Parole, parole, parole

Abbiamo capito perché Mourinho studia le lingue, ed anche perché inizia imparando come prima cosa le parolacce. Di certo non gli serve per comunicare con i suoi giocatori, visto che l'Inter sembra la torre di Babele, più plausibile, invece, che cerchi di impararle per comunicare con la terna arbitrale, soprattutto con il quarto uomo.
Nella migliore tradizione nerazzurra, Pianginho reclama, protesta e invoca ammonizioni, quando sarebbe stato molto più utile spiegare ai propri giocatori che l'Italia è sì in Europa, ma che gli arbitri vengono da altri paesi. Il risultato è che non possono scalciare come gnu ad un guado pensando di non venir sanzionati.
Mr. Balotelli è il primo a risentire di un arbitraggio europeo, e viene giustamente mandato in doccia prima del tempo. "Non l'ho toccato", "Non l'ho toccato" sosteneva Balotelli, forse in omaggio a Materazzi che si è specializzato a leggere i labiali, in realtà cercando di convincere l'arbitro con una bugia. Calcione a palla lontana, giallo sacrosanto. Per una strana coincidenza cromatica, giallo + giallo = Rosso.
Forse sarebbe ora che Pianginho pensasse a varare due Inter; una standard, da Torneo aziendale, dove può sbizzarrirsi schierando "el trivela" e Mancini, tanto cambia poco, e l'altra, più seria, per le competizioni internazionali, dove gli arbitri non parlano tutte le lingue, ma fischiano quando serve.
Non sarà certo colpa sua se l'Inter non vince da 50 anni in Europa, come ha dichiarato, però sta decisamente fornendo il suo contributo.

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martedì 29 settembre 2009

Come lupi famelici

Diamo la parola alla presidentessa del Bologna: "Gli arbitri continuano a essere in confusione e condizionati dalla squadra, dai tifosi, dallo stadio e dalla piazza di Torino".
La signora si riferisce ovviamente al rigore non concesso per fallo di "mano" (tricipite, veramente) di Molinaro in area di rigore. L'azione era alquanto confusa, per dire la verità, e il bianconero era piuttosto scoordinato. A nostro avviso, mancando la volontarietà, il rigore si poteva dare, stiracchiando il concetto di "danno procurato", come non dare. Ma non ci pare di certo nulla di scandaloso.
La cosa scandalosa è che la signora Menarini si guarda bene dal parlare dell'abbraccio, volontarissimo e prolungato, dei suoi difensori a Chiellini in area di rigore. Tanto meno parla della genesi del gol (meritato, nell'economia complessiva della partita) del suo Bologna: l'arbitro condizionato dall'impero del male sabaudo, cosa più unica che rara, passa la palla al Bologna sorprendendo una difesa bianconera ancora non schierata, e Mingazzini batte la punizione con palla in movimento. Mica male per un arbitro casalingo, nevvero signora Menarini?
Ma non è questo che dà fastidio al tifoso Juventino, certamente abituato a gente che spala letame sulla sua squadra. Ciò che dà fastidio è l'assoluta inerzia della società che accetta di essere presa a capro espiatorio da chiunque voglia nascondere le proprie magagne dietro un "Beh, ma la Juve ci ha scippato, altrimenti vincevamo lo scudetto!". Brutta piega questa. Come la storia sentita ieri sera in alcune trasmissioni sportive, dove si è addirittura parlato di un episodio che se vero, sarebbe allucinante, avvenuto dopo lo scempio di Genoa-Juventus: un guardalinee avrebbe risposto alle contestazioni di un dirigente bianconero con un bel: "Zitti voi che venite da Calciopoli".
Espiazione eterna, dunque, per la Juventus. E chi se ne frega se Calciopoli è un'emerita fesseria. La Juve ruvva e chiunque si sente in diritto di rivendicare mancati scudetti e chissà cos'altro. Ormai all'appello manca solo il Foggia di Casillo. Tutto questo grazie anche ad una società che non ha capito la lezione.
Menarini e Morattini d'Italia unitevi!
Fra un anno ci rimandate in B. Il sentimento popolare di sandulliana memoria lo pretende.

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lunedì 28 settembre 2009

L'articolo che non t'aspetti

Sei uno studente appassionato di calcio ma alle prese con la prima interrogazione di filosofia?
Sei un filosofo che si interroga sulle regioni ultime della regola del fuorigioco?
O se, più semplicemente, sei stufo dei soliti articoli sul calcio...
Ecco, per tutti voi cosa scrive il Foglio (che non è la Gazzetta dello Sport):

Dio, palla e famiglia. Perché il fuorigioco è la prova dell’esistenza di Dio.

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No comment... Anzi sì


Storari: "Non si vincono le partite senza tirare in porta".
Come no? L'Inter è riuscita a "vincere" uno scudetto mentre era alla Pinetina.

Leonardo: "La motivazione di fare c'era, ma non siamo riusciti a creare".
Se non riuscite a creare voi, discepoli dell'unto dal Signore, come avremmo potuto noi camminare sull'acqua a Perugia? Ora sì che ci sentiamo meglio.

Zeman su Ferrara e Leonardo: "Io ho fatto la gavetta, forse loro sanno già tutto..."
E forse l'hai fatta male, forse guardavi troppo i muscoli degli altri giocatori invece di allenare i tuoi.

Pazzini: "La Sampdoria non è prima per caso".
No, no, confermiamo, è proprio 'na botta de culo!

Tuttosport.com: "Inter esultanza sull'aereo in volo per la Russia".
"Il comandante annuncia che la Juventus ha pareggiato in casa con il Bologna: risultato finale 1 a 1".
"Il comandante ricorda che siete sempre dietro, se vi dovessero servire, trovate i sacchettini nello schienale davanti alla vostra poltrona".

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Uno scandalo vero

Il presidente dell'Akragas, squadra agrigentina militante nel campionato d'Eccellenza siciliano, dedica la vittoria di ieri della sua squadra "all'amico fraterno Nicola Ribisi", rampollo di una famiglia di antica tradizione mafiosa. Non solo, tale Nicola Ribisi si trova attualmente in carcere con l'accusa di associazione mafiosa per il tentativo di ricostruire una "famiglia". Tutto questo, a quanto raccontano le cronache, è certificato anche da alcuni pizzini del boss Provenzano.

Brutto messaggio quello del presidente dell'Akragas, che ha provocato l'indignazione anche del questore e del procuratore della repubblica di Agrigento.

Non è comunque la prima volta che il calcio italiano non prende adeguata posizione contro la mafia. Anni fa sconvolsero l'opinione pubblica alcune dichiarazioni di Zeman, mai smentite né, per quanto si sa, rettificate dal diretto interessato. Ma quella era un'altra epoca, precedente alla santificazione del boemo come profeta del nuovo calcio pulito (ma non antimafia, evidentemente).

Sarebbe bello se qualche giornalista dalla memoria meno corta della media di categoria, intervistasse il nostro profeta per capire se ha cambiato idea.

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domenica 27 settembre 2009

A.A.A. Giornalista cercasi


Ormai l'hanno capito tutti che la tattica che riesce meglio all'allenatore portoghese (ma il patentino ce l'avrà?) non è il 4-3-3 come scriveva, eccitandosi, Fabio Monti prima del suo sbarco alla Pinetina, ma lo svicolare davanti alle domande imbarazzanti. Anche a costo di offendere il gionalista che si azzarda a farle.

Era successo subito l'anno scorso con il collega di Tuttosport, bollato come frustrato, poi con Sconcerti che era amico di Mancini e poi, ad abundantiam, con la qualifica di prostituzione intellettuale riferita all'attività dell'intera categoria.

Quest'anno siamo punto e a capo. Non c'è Ibra, non si può giocare con l'1-9-1 e così domenica, dopo la sconfitta con la Samp, il giornalista Sorrentino (la Repubblica) gli ha chiesto se non si era pentito di aver tolto Balotelli e di aver rinunciato al 4-3-3 (che non è quello che faceva fremere in anticipo Fabio Monti, ma domenica sembrava girar bene). La risposta è stata, come il personaggio, a dir poco insolente: "Sei uno intelligente, perché mi fai delle domande stupide?".

L'abbiamo capito tutti di che pasta è fatta il personaggio, adesso aspettiamo un giornalista che abbia il coraggio di trattarlo come merita. Non in difesa della categoria (difficilmente difendibile), ma per un po' di dignità personale. Cerchiamo un giornalista che abbia il coraggio di replicare all'accusa rivolta a Sorrentino, dicendogli in faccia che c'è di peggio che essere intelligenti e fare domande stupide: si può essere stupidi e dare risposte assurde.

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Juventus - Bologna, pagella istantanea


Gigi Buffon: voto 6.5
Un grave errore, con salvataggio di Chiellini, ma un paio di interventi notevoli

Jonathan Zebina: voto 7
Molto positivo. Non sbaglia nulla in difesa, e scende regolarmente sulla fascia, formando un binario efficace con Camoranesi. Splendida la percussione che porta al gol

Cristian Molinaro: voto 3
Un disastro. Sbaglia tutto in fase di impostazione e di cross, quasi procura due rigori, e perde l'uomo sul gol. Ma Ferrara che l'ha schierato è più colpevole di lui

Nicola Legrottaglie: voto 6.5
Buona prova, sicuramente molto più sicuro rispetto alle ultime uscite. Sempre molto pericoloso di testa sui calci piazzati

Giorgio Chiellini: voto 7
Salva un gol fatto dopo un errore di Buffon, e sbaglia davvero pochissimo. Sembra tornato al top, sempre aggressivo ma senza trascendere

Mauro Camoranesi: voto 6+
Non è brillante come in altre occasioni, ma il binario con Zebina funziona davvero bene. Molto pericoloso sui colpi di testa, prende anche un palo clamoroso

Felipe Melo: voto 5
90 minuti su ottimi livelli, sporca tutto con la solita follia da cui nasce l'azione del gol del pareggio. Rischia di diventare lo Zebina del centrocampo

Claudio Marchisio: voto 6.5
Parte piano, e cresce alla grande nel secondo tempo, anche se su livelli inferiori rispetto alle ultime strabilianti uscite. Una sicurezza

Diego: voto 5
Assolutamente fuori condizione, si limita all'ordinaria amministrazione, viaggiando a passo d'uomo. Il piede è vellutato, ma non basta a questo livello

Amauri: voto 4.5
Continua la sua preoccupante involuzione. Non fa nulla di buono, si arrabbia con tutti ma dovrebbe solo prendersela con se stesso

David Trezeguet: voto 7
Gol di rapina da vecchi tempi, un altro paio di azioni molto pericolose e, finalmente, molto movimento costruttivo
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Sebastian Giovinco: voto 5.5
Entra al posto di Diego, e prosegue sulla falsariga del titolare. Tanto fumo e niente arrosto, riesce persino a far infuriare Ferrara per l'eccesso di altruismo

Martin Caceres: senza voto
Entra al posto di Zebina senza lasciare il segno

Alex Del Piero: senza voto
Entra al posto di Amauri nel finale, ingiudicabile
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Ciro Ferrara: voto 4.5
Oggi non ci è piaciuto. Lascia in campo per 90 minuti un impresentabile Molinaro, ripresenta un Diego in evidente ritardo di condizione, e continua ad insistere su Amauri, quando è chiaro che il brasiliano è in crisi nera. Last but not least, non cambia nessuno a centrocampo, quando è chiaro che i vari Marchisio e Camoranesi sono alla frutta fisicamente

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sabato 26 settembre 2009

Tutti pazzi anche Materazzi

La decenza va ben oltre il gioco del pallone: se la decenza fosse qualcosa di tangibile, da pesare, quasi qualcosa di acquistabile, Materazzi potrebbe recarsi in una "decenzeria" e farne buona scorta.
I panchinari dell'Inter, visto che non riescono a giocare, parlano e straparlano, a cominciare dall'allenatore, passando per le riserve, senza contare i patteggiatori che, nonostante le parole, sono stati giudicati colpevoli. Mourinho oramai lo hanno capito tutti; parla del nero per distogliere l'attenzione dal neroazzurro, così come fa Moratti, che ha una poltrona in pelle, non una panchina, ma sempre seduto è. Parlano di sospensioni delle gare per razzismo, parlano di vivacità e personalità dei giocatori, da non scambiare per aggressività ed arroganza, parlano tutti i giorni e sempre più spesso. Ora parla anche Materazzi, e ne ha tutto il diritto, vista la latitanza dal calcio giocato, reclamando lo stesso metro per tutti! Boh, sarà entrato al Brico invece che entrare in "decenzeria", o forse ha solo dei vuoti di memoria; succede quando si dorme poco la notte, o anche quando si perde il contatto con la realtà, succede quando si pensa ad altro, succede quando si rosica.

Scoccia un po' doversi sentire memoria storica, oltre che della Juventus, anche dell'Inter, scoccia un po' dover ricordare a Materazzi gli ultimi 3 anni ed il metro di giudizio applicato. Non ho ben capito cosa ci sia andato a fare Materazzi al Brico allora, se il metro lo aveva in mano già dal 2006. Sarà forse andato a comprare gli scatoloni per impacchettare i precedenti scudetti e metterli in soffitta insieme agli almanacchi? Ma poi, gli scatoloni, Materazzi non se li faceva portare da qualcun altro? Un modo un po' rudimentale per archiviare gli scudetti: il cartone nel cartone, un papiro di matrioske, come quelle bamboline russe. Verrebbe quasi da dire; "Hai vinto una bambolina", anzi 3. Non farebbe prima a tatuarsele sul corpo quelle tre regalie? Così nessuno potrebbe più reclamarle indietro.

E' arrivato Ferrara però, a cui non si può riconoscere esperienza da urlante condottiero di giocatori, ma senz'altro non difetta di esperienza da condottiero di uomini e di orgoglio, non tira indietro né la gamba, né tantomeno la lingua. E' finito il tempo delle tre scimmiette, non vedo, non sento e non parlo, non si limitano più solo a scrivere lettere, o ad ascoltare consigli da direttori di rotocalchi, ora devono tenere a bada anche Mister No. Eh sì, la nostra speranza è quella di aver rimosso completamente, con l'arrivo del nuovo tecnico, almeno uno yesman, cosicché qualcuno, davanti alle telecamere, e non solo, finalmente parli, e parli come si deve.

Felipe Melo dicevi? Alla Juventus non abbiamo bisogno di coprirci la bocca con la mano, lo ha capito anche il brasiliano, si gioca puliti e, se scappa un "hijo de puta", va bene così. Devono vederlo tutti, non deve rimanere nella vigliacca intimità di un gesto adolescenziale, quando si faceva la conchetta prima di baciare la ragazza. La Juventus è una Signora, una Vecchia Signora, e riconosce subito a chi puzza il fiato se ne ha ancora, che siano seduti in panchina o che entrino in campo frignando "Ma vi ho fatto vincere uno scudetto, vi ho fatto vincere uno scudetto".

Sì, caro Materazzi, il labiale lo sappiamo leggere tutti, purtroppo per te e per la tua dignità.
Se dovessi averne bisogno, non farti scrupoli e rivolgiti senza indugi alla Juventus; la decenza che abbiamo, sappiamo quella che abbiamo, è quella la cosa importante. Se non la trovi al Brico vieni pure a Vinovo con un paio di scatoloni, ci pensiamo noi a riempirli, se c'è ancora posto.

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La Settimana Interistica - 11


Anagramma
(8, 6)

REGALERAI OBLII

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venerdì 25 settembre 2009

Acca' nisciuno è fesso

Ha fatto bene Ferrara a polemizzare sul gol annullato a Iaquinta, aggiungendo "E adesso aspettiamo un errore per noi". Ha fatto bene perché, se non avesse detto niente, alla Ranieri dell'anno scorso, qualcuno avrebbe scritto che era un signore, ma tutti avrebbero pensato che fosse un fesso, ha fatto bene perché si è messo in sintonia con i tifosi bianconeri che di fare la figura dei fessi sono tutti arcistufi.

La palla adesso passa alla società, che sugli errori degli arbitri e il contemporaneo vomitevole comportamento dei media è abituata a non intervenire: i moviolisti fanno vedere da tutte le angolazioni gli episodi favorevoli (o presunti tali) alla Juve, i registi veri e occulti, invece, cercano di nascondere i replay su quelli che ci danneggiano. E la società, da signora, non si fa sentire.

Speriamo che adesso che c'è Ferrara, che le canta diversamente da Ranieri, Blanc e gli altri dirigenti si sveglino, ci pensino su e prendano qualche decisione, invece di rispondere acciughe a chi fa finta di parlare di calamari.

Sicuramente non è il caso di preparare una sceneggiata televisiva settimanale per minacciare e offendere, quella poteva farla solo una società al mondo: e infatti la fanno all'Inter. Ma probabilmente è il caso di attrezzarsi con un addetto stampa all'altezza dei tempi, che ogni tanto sappia fare un bel comunicato, magari con qualche congiuntivo e delle parole da laureato, che faccia capire a Roma e a Milano, ai grandi capi e ai moviolisti, che a Torino sono stufi di passare per fessi.

Ci pensi, Blanc, un bel comunicato ogni tanto, quando serve e scritto per bene. Poi magari ci penseremo noi dei forum e dei blog a tradurlo in linguaggio più semplice; e a dare, quando è il caso, del farabutto a chi se lo merita, a Roma e a Milano.

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Don Chisciotte vero

Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro perché il "male" ed il "potere" hanno un aspetto così tetro?
Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità, farmi umile e accettare che sia questa la realtà ?
Francesco Guccini

Dopo la partita di ieri sera ci passa la voglia di parlar di calcio. Soprattutto per chi da tre anni dedica molto del suo tempo libero per smascherare una delle pagine più tristi e miserabili del calcio italiano, è veramente dura continuare a occuparsi di questo sport.

Aveva ragione Giraudo nel suo commiato al mondo del pallone italiano, di fronte a quella corte (si fa per dire!) presieduta da quel Ruperto che, secondo Cossiga, per prestarsi allo scempio era stato pagato bene: leviamo il disturbo ma vedrete che banditi verranno dopo di noi, disse.

Ieri a Genova si son viste cose invereconde. S'era capita fin dal pomeriggio l'aria che tirava; quando un arbitro o un guardalinee dà forfait per un problema di salute, in genere qualcosa succede.

Ma non è questo ciò che offende profondamente. La cosa peggiore è la pervicace volontà di nascondere la realtà da parte dei mass media: a Genova, bontà loro, non è successo nulla di grave. A Mediaset Premium, per esempio, sempre così prodighi nel far vedere replay da ogni angolazione delle azioni dubbie, ieri chissà perché la cosa non interessava.

Per la verità questa sorta di manipolazione (provata, ma non riuscita per Bacco!) ha già fatto capolino in altre partite di questo campionato, che evidentemente deve essere il quarto di cartone con destinazione Milano. Per esempio, nulla da obiettare da parte dei giornalisti sulla sonante vittoria degli eterni onesti a Cagliari.

Ci rimane tanta amarezza. Voglia di non guardare più uno sport ormai ridotto a wrestling. Gli juventini, che continuano a seguire questo pseudocalcio, dovrebbero porsi solo una domanda: giusto continuare ad essere juventini, soprattutto veri, con il risultato di trasformarsi in dei Don Chisciotte dell'era moderna?
Ma chi ce lo fa fare?

Drago di Cheb

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giovedì 24 settembre 2009

Genoa - Juventus, pagella istantanea


Gigi Buffon: voto 6.5
Chiamato in causa raramente, se la cava senza affanni

Zdenek Grygera: voto 6-
Meglio del solito. Si arrangia in difesa, non scende mai per cercare il cross, ma ha sulla coscienza una parte della responsabilità per il gol di Mesto

Giorgio Chiellini: voto 7
Il pilastro della difesa, sbaglia pochissimo e aiuta più volte Grosso sulla sinistra

Nicola Legrottaglie: voto 5.5
E' costantemente meno sicuro del compagno di reparto, e lascia colpire troppo facilmente Crespo sul secondo gol

Fabio Grosso: voto 5.5
Prestazione difficile da valutare. Male in fase difensiva: ha delle colpe su entrambi i gol, e non sempre chiude in modo impeccabile. In avanti si rende sempre pericoloso con il suo sinistro vellutato

Mauro Camoranesi: voto 7
Sembra davvero in gran forma. Svaria su tutto il fronte di attacco, deliziosa la finta sul gol di Iaquinta. Cala nel finale, ma non abbandona completamente la contesa, rendendosi sempre pericoloso

Christian Poulsen: voto 6-
Abbiamo capito da tempo che non è un fenomeno, ma almeno oggi corre e si impegna. Certo ci riesce difficile capire come sia stato possibile votarlo, 2 anni fa, migliore centrocampista della Liga

Claudio Marchisio: voto 7.5
ll migliore in campo. Quantità e qualità, sale nel secondo tempo sfoderando numeri da alta scuola, che ci fanno pensare a paragoni importanti

Felipe Melo: voto 6+
Fa il lavoro sporco davanti alla difesa, e lo fa bene. Qualche esagerazione delle sue c'è sempre, ma stavolta non si paga dazio

Vincenzo Iaquinta: voto 7
Encomiabile per l'impegno che ci mette, bellissimo il primo gol, purtroppo si addormenta solo davanti al portiere nel secondo tempo

Amauri: voto 5
Non ci siamo, è crisi conclamata. Corre e si impegna come il compagno, ma manca due gol che l'anno scorso avrebbe segnato
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Sebastian Giovinco: senza voto
Entra nel finale al posto di Marchisio senza lasciare il segno

David Trezeguet: voto 7
Segna un gol a porta vuota, ma esageriamo perché gli vogliamo bene
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Ciro Ferrara: voto 6
Un punto a Genova non si butta via, visto anche come è maturato. La squadra scende in campo con un nuovo modulo, che convince abbastanza, sebbene si soffra troppo a sinistra. Si tiene i cambi per il finale, e i suoi interventi hanno successo solo parzialmente: bene Trezeguet, impalpabile Giovinco. Amauri è un problema, forse puntare di più su Trezeguet, mettendolo in diretta concorrenza con Amauri, potrebbe stimolare il brasiliano

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Il Garantismo di Mensurati

Strepitoso articolo di Mensurati sul caso Briatore. Innanzitutto definisce il sistema giudiziario del Circus come "uno dei capisaldi dell'impero di potere di Max Mosley: e cioé un sistema di giustizia interno ridicolo e controllabile". Non è finita, infatti considera: "mostruosa la radiazione di un manager che da adesso in avanti non potrà più nemmeno fare il procuratore dei piloti".
Infine la perla: "Ma l'intenzione di Briatore, a quanto pare, è quella di vendicarsi anche degli altri traditori, Bernie Ecclestone su tutti. Con Bernie, l'amico Bernie, Briatore negli ultimi anni ha fatto molti affari (non solo l'acquisto del Queen's Park Rangers, squadra della seconda divisione inglese) e non è improbabile che nell'ambito di questa attività abbia avuto modo di conoscere qualche segreto dell'uomo d'affari inglese. Segreto che adesso potrebbe tornare comodo".
Fantastico!

Mensurati riscopre il garantismo, e si accorge che spesso la cosiddetta giustizia sportiva non è tanto giusta, ma inquinata da lobby di potere che si alleano tra loro per eliminare personaggi diventati scomodi o nocivi per il business. Da notare che il giornalista considera mostruoso il fatto che Briatore non possa manco esercitare il ruolo di procuratore. Bene, perché considera mostruoso che Briatore non possa fare il procuratore visto che era scandaloso che lo facesse il figlio di Moggi? La morale, per Mensurati, cambia a seconda del tipo di sport nel quale si verifichi questa situazione?

Abbiamo lasciato per ultimo quella che consideriamo la perla dell'articolo: Mensurati, che ci ha da sempre abituato a taglienti e sferzanti giudizi morali, ci dà l'informazione che Briatore medita vendetta, ripetiamo vendetta e non giustizia.
Infatti starebbe progettando di rivelare segreti e loschi affari sugli amici che lo hanno tradito. Come mai questo giornalista, nel presentarci questo scoop, non dà nessun giudizio di natura morale su un comportamento che, se verificato, è senza dubbio abbietto e moralmente sbagliato?
Non si è posto il problema che una persona ferita (a torto o ragione) può, per ira e spirito di rivalsa, rivelare mezze verità miscelate con astute bugie, allo scopo di danneggiare i "traditori"?
Come può un giornalista non dare una valutazione di merito su simili ipotizzati comportamenti?

Queste sono le domande che ci siamo posti leggendo questo pezzo del giornalista di Repubblica. Alla fine siamo arrivati alla conclusione che, forse, il garantismo si esercita con gli amici, mentre il giustizialismo si riserva ai nemici degli amici.
Ahi, serva Italia!

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mercoledì 23 settembre 2009

I tribunali che piacciono a Travaglio

A Marco Travaglio piaccioni i tribunali un po' così.
Perché se uno è colpevole, è colpevole. C'è poco da fare.
Lo si sa fin dal principio. A prescindere.
E allora non bisogna perdere tempo.
Bisogna condannare il colpevole a prescindere, senza tanti indugi.
Perché il popolo sovrano, abilmente indottrinato, è in trepidante attesa in Piazzale Loreto.
A Marco Travaglio piacciono i tribunali che non vanno tanto per il sottile.
Perché il tribunale deve semplicemente tradurre in termini (più o meno) giuridici una sentenza già stabilita ex ante.
I tribunali sportivi (si fa per dire) che hanno giudicato i colpevoli a prescindere di Farsopoli sono un ottimo esempio.
Condanne anticipate con largo anticipo sui giornali e dal Commissario Straordinario Guido Rossi.
Giudici scelti ad hoc dal Commissario Straordinario Guido Rossi.
Gradi di giudizio rivoluzionati e tagliati (sempre ad opera del Commissario Straordinario Guido Rossi).
Tempi rapidi. Pochi fronzoli. Difese messe all'angolo.
Ecco un esempio di giustizia rapida ed efficiente, secondo i canoni di Marco Travaglio e dei suoi laudatori.
Volete un altro esempio?
Il tribunale (si fa sempre molto per dire) che ha appena radiato Flavio Briatore, salvando la Renault e Nelsinho Piquet.
Non è neanche un tribunale, in realtà. E' il Consiglio mondiale della federazione che si riunisce sotto forma di collegio giudicante e condanna.
Che meraviglia, vero Marco Travaglio?
Alla larga da certi tribunali.
E da Marco Travaglio.

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È già mercoledì e io no

Eccoci finalmente alla madre di tutte le giornate!
Ancora deve iniziare ed è già scandalo, le premesse ci sono tutte.
Lo anticipiamo, perché avvisare è la nostra missione, e per avvisare bisogna prevedere e prevedendo, spesso, si previene.
La giornata, come tutti ben sappiamo, sarà orfana di uno degli attori principali, lo Specialone.
In molti, i più onestoni, in piena apologia di reato, hanno tentato, inutilmente, di fermare la mano del boia, negando l’evidenza o giustificando il comportamento come motivato da giusta causa, avallando la tesi dei Mr Magoo, i "moviolattori".
Niente da fare, il giudice ha sentenziato: fermo per un lunghissimo, decisivo turno.
Assurdo! Perché lui ha semplicemente scimmiottato tanti altri presenti al Sant’Elia, ha solo sbagliato l'oggetto, indirizzando le invettive all’uomo nero sbagliato, eppure è l’unico che ha pagato, ma tant'è.
La prossima volta, visto che lo stile è quello, impari da Cassano o Totti, usi la mano. Occhio non vede, prova non duole!
Ora sarà dura per la squadra più iellata del campionato, la meno tutelata dal calendario, riuscire a spuntarla contro un avversario che, grazie alle 21 ore 21 di riposo in più, sarà certamente molto, molto, più tonico.
Sarà durissima soprattutto perché, vi ricordiamo, non sarà permesso utilizzare lo strumento a loro più caro: il cellulare.

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Un tavolino indigesto

Ecco cosa dice Moratti sulla Juventus capolista: "Si era visto che era una squadra buona, e lo ha confermato con un inizio positivo. Questo è un bene per il campionato".
Per quale motivo il petroliere considera un bene "per il campionato" l'avvio positivo della Juve?
Che differenza avrebbe fatto se prima fosse stata la sua Inter, magari con sei punti di distacco su quella Juve simbolo di disonestà e ingiustizia?
Non è l'Inter una "corazzata", tra le migliori del calcio europeo?

Tra le righe, secondo noi, nell'affermazione di Moratti vi è un bisogno di legittimazione.
Proviamo a spiegarci meglio. L'Inter ha iniziato la sua cavalcata dopo il famoso scandalo, questo è innegabile. Anche gli interisti sono d'accordo.
Il primo anno vinse uno scudetto dallo scarsissimo o nullo peso specifico: la Juve campione d'Italia in B, Fiorentina, Lazio e Milan fortemente penalizzate.
Non basta, la dea Eupalla di Gianni Brera si accanì ferocemente, infatti il Milan si laureò campione d'Europa. L'Inter, senza l'intervento sandullesco, in Europa fece la solita figura da case study da seminario per psicologi.
L'anno successivo, altro scudetto. La Juve, certo tornò in A: ma, visto il depauperamento della rosa, ormai era un felino sdentato. Nonostante tutto nessun riconoscimento di superiorità da parte degli avversari anzi, da Roma arrivarono infinite (e non infondate) lamentele sui favoritismi arbitrali per la sua corazzata. In Europa ennesimo boccone amaro.
E qui la rivoluzione: Moratti stesso dimostra di non credere agli osanna televisivi per la sua Inter, infatti licenzia Mancini e chiama il mago portoghese.
Ennesimo scudetto grazie, soprattutto, alle magie dell'uomo di Malmoe sottratto alla Juve ai tempi di Calciopoli. In Europa per l'ennesimo anno "nada de nada". Eliminato da quel sir Alex Ferguson che non perde mai occasione per cantare le lodi della Juve condannata.
Ecco che quest'anno lascia andare via Ibra. E fa arrivare un plotone intero della Legione Straniera: Moratti vuole vincere con una squadra costruita da lui? Il trascinatore dovrà essere un uomo scoperto dal suo staff? Possibile, anzi probabile, considerato che, addirittura, valuta positivamente il ritorno della Juve. Finalmente un'avversaria da battere sul campo.
L'ennesima dimostrazione che lui stesso non dà grande valore a quanto vinto negli ultimi anni.
Mai tavolino fu più indigesto.

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martedì 22 settembre 2009

Prove di sudditanza psicologica

Deve aver passato una domenica sera agrodolce, l'arbitro Orsato.
Il fischietto vicentino, reduce dalla direzione di Cagliari-Inter, avrà ripensato alla giornata che lo ha proiettato nella storia. Sì, perché trovare la forza di fischiare un rigore contro l'Inter, dopo 53 giornate di verginità del tabellino nerazzurro alla voce "rigori a sfavore", denota una grande dimostrazione di coraggio.
Chissà cosa avrà pensato, Orsato, nel momento in cui la sera, davanti alla tv rivedeva i filmati della partita e ascoltava i commenti di tesserati ed opinionisti, qualcosa del tipo: "Mamma mia, sono stato proprio bravo, ho dimostrato di avere le palle, io. Non ho ceduto alla tentazione di fare come tanti miei colleghi che in un campionato e mezzo in "certe situazioni" si facevano trovare "impallati" o "non ricevevano adeguato supporto dall'assistente", forse erano "lontani dall'azione", oppure sfuggiva loro di bocca il fischietto. Sono stato bravo, davvero bravo, io... Chissà cosa diranno di me, voglio sentire...
Ah! Ecco... mmh... sì, ma come possono accusarmi di questo, come possono pretendere che espellessi Maicon? Mica potevo lasciare l'Inter in 10 dopo così pochi minuti, eh! Gli ho fischiato rigore contro, non lo aveva più fatto nessuno da un anno e mezzo! Un anno e mezzo, eh! Cosa vogliono questi qui? Ehhh a tutto c'è un limite, come, come questo... dài, lo vedo anch'io che Cordoba mette un piede in bocca a Canini e il pallone va altrove. Ma ero lontano... il mio assistente non mi ha aiutato... non trovavo il fischietto... Ma poi Canini si sarà fatto male cadendo, su... e poi guardiamo cosa succede subito dopo... azione successiva... Eto'o su Conti, si appoggia e Conti cade, Milito ne approfitta e va in porta... Ma ero coperto, impallato... Sono stato bravo.
Qui invece ho sbagliato due volte, nel primo tempo ho ammonito il 13 rossoblù, ma lui non aveva fatto niente... non me la sentivo di cacciarlo dopo il solito tuffo di quello là con la testa tutta scarabocchiata. E poi, cavolo, quell'altro, e non è la prima volta... lui mi insulta e io lo caccio... ma cosa ci trovano di così speciale in questo qui? Per me è solo un gran maleducato e basta. Adesso cosa dicono? Ah, questa è bella! Dicono che non mi ha insultato e che mi sono inventato tutto... senti senti, l'ha detto anche il suo presidente! Oh mamma mia, forse non sono stato così bravo. Vorrà dire che la prossima volta in cui ci incontreremo chiariremo tutto.
Alt! Oddio, non son mica troppo convinto che lo incontrerò tanto presto... Mannaggia, che casino ho combinato!"

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Il fair play di Blanc

Piuttosto che star dietro a calamari e acciughe ieri Blanc (l'anti-Mou, per dirla come Tuttosport) ha parlato di rispetto e di fair play finanziario. Non mancherà occasione per tornare a confrontare lo stile Juve (che parla di rispetto) con le mourinate dell'Inter (Cellino sulla Gazzetta dice che si tratta di buffonate), vale intanto la pena di seguire il ragionamento di Blanc sul fair play finanziario.

Secondo Blanc, riprendendo Tuttosport, "la Lega potrebbe tutelare meglio le squadre italiane dedicando maggiore attenzione alle nuove regole del fair play finanziario. Considerando la direzione nella quale sta andando l'Uefa, sarebbe un buon modo di fare l'interesse dei club italiani".

Sarà un caso, ma in questi giorni la Football Association ha fatto proprio quello che dice Blanc, ha già fissato nuove regole e parametri che le società devono rispettare; così, quando andrà in vigore la normativa Uefa, le squadre inglesi saranno già sulla strada giusta, quella di bilanci più regolari e sostenibili (sostenibili ai loro livelli, che sono superiori ai nostri).

Sono due allora le considerazioni che si possono fare: la prima è che Blanc ha ragione, la seconda è che anche la Figc dovrebbe fare qualcosa prima che scoppino altri casini come quello della Roma, che non riesce a sdebitarsi con Unicredit.

Aver ragione, però, vuol dire tanto e potrebbe non significare niente, se non sarà proprio la Juve a smuovere l'attenzione sull'argomento; nelle parole di Blanc c'è troppo fair play, da Torino potrebbe, anzi dovrebbe partire una forte campagna di sensibilizzazione sul tema dei bilanci, con delle proposte da portare poi a Roma, in Figc. Sarebbe bello vedere se Abete è d'accordo, sarebbe bello vedere quali società sono contrarie.

Lasciando stare, come sta facendo, calamari e acciughe, sarebbe bello se Blanc e la Juve costringessero gli addetti ai lavori a ingoiare il rospo della regolarità dei bilanci. A suo tempo Carraro ha dichiarato che non erano regolari, ma che gli illeciti non venivano sanzionati per non urtare i tifosi; perché la Juve non chiede pubblicamente che si discuta oggi dell'argomento?

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Se la Juve fa gol: favorisca patente e libretto!

Non è facile il mestiere di telecronista e di moviolista.
A volte somiglia a quello della polizia stradale, anche se in questo caso il rigore è giustificato dal fine di impedire incidenti stradali.
Perché i nostri beniamini della tv lo facciano a volte ci sfugge, ma un motivo ci sarà senz'altro.
Se la Juve fa gol, la procedura è alquanto complessa:
1) verificare se l'autore del gol si trovasse in fuorigioco (l'ausilio del geometra elettronico è obbligatorio);
2) verificare se l'autore del gol abbia avuto qualche contatto sospetto con l'avversario (consigliata l'artroscopia);
3) verificare se un compagno di squadra dell'autore si trovasse in fuorigioco attivo (di routine l'uso del cono d'ombra);
4) se la fase terminale dell'azione dovesse risultare indenne, verificare se fuorigioco o contatti sospetti si siano verificati nello sviluppo dell'azione, risalendo fino al suo inizio;
5) se l'inizio dell'azione è un calcio piazzato o una rimessa laterale, verificare se siano stati legittimamente concessi dall'arbitro e se siano stati eseguiti correttamente (punto esatto del fallo, palla in movimento, eccessiva distanza della barriera, ecc.);
6) se, nonostante tutto questo, nulla dovesse emergere, in casi eccezionali si può risalire ancora indietro nelle azioni;
7) esaurite le verifiche di legittimità, allo scopo di consolare la squadra che ha subito il gol si procede (operazione facoltativa) all'analisi tecnica dell'azione per accertare se si sia trattato di gol casuale e fortunoso, o comunque attribuibile ad errore dell'avversario.

Come si vede il lavoro che aspetta i nostri cronisti è improbo. Se dovessero farlo per tutti i gol che le squadre di calcio realizzano in serie A e nelle coppe europee, non basterebbe una settimana.
Ed infatti non lo fanno.

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lunedì 21 settembre 2009

La Settimana Interistica - 10


Crittografia sinonimica

(3, 1, 2: 1, 4, 4 = 6, 2, 7)

DI ACIDO STULPIDO

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Quel ladro di Ferguson!


Ieri, molti di noi hanno rinunciato a vedere la serie A e a "controllare" le nostre nemiche, per godersi finalmente una partita di calcio vera e ben giocata: il derby di Manchester, che quest'anno vedeva opposto al solito fantastico United, il City dei milioni, finalmente competitivo e di livello, grazie agli acquisti estivi.
Una partita bellissima, giocata su ritmi alti, con belle giocate individuali, pochissimi errori nei passaggi, gran gioco di squadra da parte di entrambe.
E' finita 4-3, e come in tutte le partite davvero belle, il destino gioca la sua beffa: a far vincere la partita allo United è stato Owen, ovverosia l'ex idolo dei nemici del Liverpool, e per di più dopo 7 minuti di recupero, di cui l'ultimo addizionato dall'arbitro nel corso dell' extra-time.
Questo ha fatto arrabbiare Mark Hughes, il tecnico gallese dei Blue Moons, e divertire assai Alex Ferguson, assai seccato da mesi con i rivali cittadini per la loro gestione dell'acquisto di Tevez. Un Ferguson rabbioso, come un Lippi d'altri tempi.
Oggi sulla Gazzetta, tale Pisapia gli concede l'onore: la supremazia cittadina, dice, è sua perché ha vinto 33 titoli in 20 anni, ma "anche perché continua a esercitare quel fascino discreto a cui certi arbitri proprio non sanno resistere".
Benvenuto nel mondo dei ladri, Sir Alex. In Sua compagnia, da oggi, tutto sarà più bello e divertente.

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No comment... Anzi sì!


Gasperini: "Abbiamo pagato l'emozione".
Veramente vi hanno pagato Milito e Motta. E non è sempre Natale.

Branca su Mourinho: "Ha solo fatto notare una disparità di trattamento".
Già, lo sapevamo che potete fare goal di mano, segnare in fuorigioco, e falciare attaccanti nella vostra area. Perdonatelo se potete, Orsato non sapeva!

Del Neri: "La Sampdoria ha dei giocatori supersonici".
E se riesci a lanciargli i componenti potreste anche vincere lo scudetto!

Da calciomercato.com: "Reggina: difesa, fattore campo e bomber cercasi".
Il pallone ce l'avete?

Brasile, sondaggio agenzia TNS: "Il Milan è il più amato in Brasile, poi Barça e Real. Inter quinta".
Moratti si sta informando su come si fa a vincere un sondaggio a tavolino. Abbiate pazienza.

Palermo: "Dossier rosanero: troppi errori arbitrali a nostro sfavore".
Cortesemente, prendere il numerino e mettersi in coda. Dicevamo? Due etti di cotto magro e lo zola con le noci!

Bernard Rey, presidente Renault F1: "Accettiamo pienamente le decisione del Consiglio Mondiale dello Sport della Fia. Chiediamo scusa senza riserve a tutta la comunità della Formula Uno in relazione al nostro inaccettabile comportamento. Ci auguriamo che si possa presto mettere tutto ciò alle spalle e concentrarsi in modo costruttivo sul futuro".
Siamo vicini alla macchina ed al pilota. Ripartiremo dai box.

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domenica 20 settembre 2009

Ferrara, un signore

Ciro Ferrara potrà vincere o perdere, riuscire nel suo mestiere oppure fallire. Di sicuro ha conservato una certa onestà intellettuale, ed una buona dose di riconoscenza per chi ha avuto una parte importante nella sua carriera. Parliamo della precedente gestione della Juventus, quella con la quale Ferrara ha attraversato la seconda fase della sua parabola da calciatore, quella ancora più densa di trionfi rispetto alla già indimenticabile e irripetibile parentesi nella sua Napoli.
Sollecitato dal conduttore del post partita Sky, Alessandro Bonan, che (sbagliando grossolanamente) gli conferisce i meriti della scoperta dei ragazzi che ben si stanno comportando in prima squadra (Marchisio su tutti), definendoli "i suoi ragazzi, Ferrara, cresciuti negli anni in cui lei era responsabile del settore giovanile", Ciro risponde frenando immediatamente con un perentorio: "No, non scherziamo. Questi ragazzi me li sono trovati e sono frutto di un lavoro di dieci anni fa. Io sono stato al settore giovanile solo due anni".
Chapeau Ferrara, in un mondo pieno di gente che rivendica diritti e meriti inesistenti solo per ottenere visibilità e dare sfogo alle proprie manie egocentriche, è un piacere avere in panchina un allenatore di carattere, consapevole di quella che è la Juventus e rispettoso del lavoro altrui. Qualcuno, sia in società che altrove, avrebbe parecchio da imparare da un atteggiamento del genere.

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Le bugie su Dinho


Oggi l'asso del Milan, Ronaldinho, non è stato presente nella partita casalinga che ha visto opposti i rossoneri al Bologna. La versione ufficiale parla di una leggera febbre, ma c'è già chi maligna uno scarso impegno negli allenamenti.
E' stato a dir poco sorprendente, nei giorni scorsi, ascoltare noti opinionisti di fede rossonera, come Tiziano Crudeli, solitamente allineati con la società in stile bulgaro, raccontare della scarsa vena e dello scarso impegno che il brasiliano metterebbe negli allenamenti. Il Milan ha sempre fatto fortezza con i "suoi" giornalisti, e mai si è attaccato così apertamente un giocatore della rosa.
Perché? Non lo sappiamo. Ma abbiamo scoperto che, in realtà, Ronaldinho si allena con grande scrupolo: è anzi, un grande discepolo di una particolare filosofia di allenamento orientale, il cui guru può definirsi il motociclista nipponico Haga, che nel video sopra la spiega nel dettaglio.

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sabato 19 settembre 2009

Juventus - Livorno, pagella istantanea


Gigi Buffon: voto 8
Sembrerà paradossale, ma è il migliore in campo. Almeno quattro parate decisive, una sensazione quasi di onnipotenza

Zdenek Grygera: voto 6.5
Finalmente una prova positiva, sicuro in fase difensiva e anche propositivo in avanti

Giorgio Chiellini: voto 5.5
Grossi problemi stasera nel settore centrale della difesa, e anche Chiellini appare meno sicuro del solito

Nicola Legrottaglie: voto 5.5
Vedi Chiellini. Per fortuna Ruotolo ha schierato all'inizio gli inconcludenti Tavano e Lucarelli, invece del pericoloso Danilevicius

Fabio Grosso: voto 6.5
In crescita. Impeccabile in difesa, si spinge in avanti con continuità, trovando raramente il cross, ma fornendo sempre sovrapposizione al portatore di palla

Mauro Camoranesi: voto 7.5
Effettua i due assist per i gol, e crea gioco a getto continuo. Il vero trequartista della squadra, la sua partita va registrata su un DVD e inviata a casa Giovinco

Christian Poulsen: voto 6
Sufficiente, senza infamia e senza lode. Fa il compitino, senza sudare troppo. Si becca pure qualche fischio immeritato, ma certo non si può dire che si guadagni lo stipendio

Claudio Marchisio: voto 7.5
Altra prestazione di alto livello. Segna un gol bello e difficile, ed in generale dà prova di intraprendenza e personalità. Titolare fisso come esterno del rombo, gioca bene anche come esterno nel 4-4-2

Sebastian Giovinco: voto 5.5
Dovrebbe essere il trequartista di riserva, invece prende ripetizioni da Camoranesi. Troppo arruffone, tiene sempre palla e sbaglia moltissimo. Nè quantità, nè qualità

Vincenzo Iaquinta: voto 7
Sblocca il risultato con un bel colpo di testa, e va vicino più volte alla doppietta. Corre come un dannato per l'intera partita, che conclude poco lucido

David Trezeguet: voto 5
Ormai è un corpo estraneo in questa squadra. Prende un palo, ma sbaglia un gol quasi fatto. Prova a giocare di sponda, ma sbaglia l'appoggio quasi sempre
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Paolo De Ceglie: voto 5.5
Entra al posto di Giovinco, ed ha una buona mezz'ora per farsi vedere. Quasi non tocca palla, e quando la tocca la perde

Luca Marrone: senza voto
Entra al posto di Camoranesi nel finale, ingiudicabile

Amauri: senza voto
Entra al posto di Trezeguet nel finale, vorrebbe segnare a tutti i costi ma non ce la fa
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Ciro Ferrara: voto 6.5
Quattro vittorie consecutive non sono poche, non arrivavano dal 2005-2006. La partita è stata più sofferta di quanto dica il risultato, ma lui non sbaglia nulla, anche perché le scelte erano quasi obbligate. Da tenere d'occhio la tenuta della difesa senza Cannavaro

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Disorganizzati o scarsi?

I numeri sono davvero impietosi; a parte vittorie e sconfitte, nel turno di Champions le nostre quattro squadre hanno complessivamente registrato un possesso palla di 100 minuti rispetto a 136 delle inglesi e 166 delle spagnole; Tuttosport ha riportato i tocchi di palla di Inter-Barcellona, e il risultato è di 580 a 917. Adesso tutti si interrogano sulla scarsa qualità del nostro campionato, e sono tutti preoccupati.

Sacchi, in particolare, ce l'ha con la nostra cultura calcistica. Siamo quelli che pensano solo a vincere e non a giocare bene, non consentiamo ai giovani di maturare, sappiamo correre all'indietro per difenderci e non sappiamo fare pressing per impedire agli avversari di giocare e rubar loro palla. Tutti a dire che le squadre straniere sono meglio organizzate.

A parte il fatto che la cultura viene inculcata da giornali e televisioni (e Sacchi è uno che scrive e parla), quello che lascia perplessi è che i nostri allenatori sono sempre stati ritenuti bravi per la tattica, gli esperti hanno sempre detto che le nostre squadre sono mediamente quelle meglio organizzate e che il nostro campionato, proprio per questo, è più difficile degli altri.

Viene il dubbio, cioè, che il nostro calcio non sia all'altezza in Europa non perché manchino gli organizzatori, i direttori d'orchestra alla Guardiola, ma perché la qualità media dei calciatori è inferiore; verrebbe da dire che mancano i musicisti. Sui motivi si potrebbe scrivere un libro: di sicuro una squadra come la Fiorentina, con un allenatore tra i più considerati e un proprietario pieno di soldi, per rinforzarsi in vista della Champions ha preso Zanetti e Marchionni e ceduto Melo, la Juve si gioca il girone con Tiago e Caceres, grandi giocatori sembra averli l'Inter, che però come allenatore non ha Zenga o Gasperini, ma ha un portoghese che non si è ancora capito bene se è speciale oppure solo abusivo.

A proposito di Gasperini, l'organizzazione del Genoa funziona anche quest'anno, e tra i migliori in campo ci sono ogni domenica Sculli, Moretti e Rossi, col dubbio che se la qualità dei giocatori fosse più elevata (non diciamo come il Barcellona, magari come l'Inter), allora Sacchi dovrebbe cambiare il suo pistolotto.

Manca gente di qualità, i nuovi arrivi nel nostro campionato non sono in generale all'altezza di quelli arrivati nei campionati spagnolo, inglese e forse neppure tedesco. Questa potrebbe essere la causa principale dello scadimento del nostro calcio; corriamo avanti e indietro, facciamo il pressing e la diagonale, ma li facciamo con Muntari e Tiago, con Caceres e Oddo e non con Xavi e Alves.

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venerdì 18 settembre 2009

La memoria di Dino Baggio

Come tutte le settimane, almeno un paio di personaggi si sentono in dovere, dalla panchina dei giardinetti dove godono la meritata pensione, di rilasciare dichiarazioni per giustificare i fallimenti (inevitabili nella vita) della loro carriera.

Questa settimana, il premio per la dichiarazione più strampalata spetta a Dino Baggio: "Ricordo che annullarono un gol a Cannavaro che nessuno ancora oggi sa perché è stato annullato. Se vincevamo noi avevamo lo scudetto, poi ho visto che l’ha vinto la Juventus".
Ecco, ovviamente la causa dei propri insuccessi è la Juventus. Come dubitarne del resto. C'è solo un piccolo problema, il pensionato Dino Baggio ricorda male, infatti l'anno del gol di Cannavaro lo scudetto non lo vinse la Juventus. Se lo portò a casa, grazie allo tsunami perugino, la Lazio.
Povero Baggione, la memoria inizia a fargli difetto.

A noi no, invece. Noi ricordiamo benissimo anche chi era il presidentissimo, magnate del latte e supermecenate,che foraggiava il suo Parma. Trattasi di quel gran signore di Calisto Tanzi. Quello del crack Parmalat, che ha lasciato in brache di tela decine di migliaia di risparmiatori.
Una storia edificante, non manca nulla, dalle miliardate scomparse nel nulla, alle regalìe ai politici, fino al classico collaboratore caduto dall'immancabile cavalcavia.

E voi credete che il signor Tanzi si facesse fregare da Luciano Moggi?
Forse il problema proprio qui sta: l'Italia è destinata a fare una brutta fine, se le persone non la smetteranno di credere alla favola moderna, dove immancabilmente alla fine arriva la cattivissima Zebra che si mangia il Diavolo, il Biscione, il Grifone, la Lupa.
Meglio le favole antiche di Fedro.... anche gli animali stanno al proprio posto.

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giovedì 17 settembre 2009

The Mou is on the table!


Il Mou che non ti aspetti, il poliglotta che descrive dall'alto della panchina del Chelsea il dopopartita contro gli Spurs, quando ancora non faceva il pirla in Inghilterra, ma faceva il bauscia con il grano degli altri. Il Mou che non ti aspetti, forse al primo anno di Premier?
Chi ci aiuta a scoprirlo? Anche perché, quando parla inglese, ha la stessa inflessione di un dodicenne polacco che gioca al Nintendo. Dubitiamo fortemente che questo giovane Mourinho, appena brizzolato, possa essere lo stesso che sfogliava il dizionario Italiano per preparare le conferenze stampa tricolori.

Di certo abbiamo capito che chi nasce tondo non può morire quadrato e, proprio per questa coerenza, cambia l'idioma ma non cambiano la spocchia e la strafottenza verso l'avversario. Chi la fa l'aspetti, caro Mourinho, anche se oggi dovresti ringraziare un giovane tecnico gentiluomo come Guardiola, che è entrato a casa tua, si è pulito le scarpe sul tuo tappeto verde e se ne è andato con garbo.

Lui sì che lo sa l'Italiano, ma sapere una lingua straniera non significa poter dire quello che si vuole.
Rispetto caro Mourinho, rispetto e testa bassa, perché, quando parli così, a noi viene subito in mente la tua squadra, non certo il Tottenham.

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La Settimana Interistica, serie 5 maggio - 2


E' dura da digerire e vale 3 punti 3 per la classifica!

Sciarada
(3, 5, 3 = 11)

Mou ai suoi contro il Barcellona
Per favore, battiamoli ...
forza!

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L'ostinazione dei fatti

I fatti sono ostinati, c'è poco da fare. In un modo o in un altro, quando tutto sembra finito nel dimenticatoio, tornano a galla. Anche se tutti ("federali", giornalisti, tifosi antijuventini) vorrebbero che si dimenticassero.

In Argentina, infatti, pare tenga sempre banco lo scandalo passaporti: quello fatto scoppiare dal Console italiano a Buenos Aires per gravi irregolarità in merito alla concessione della cittadinanza italiana a circa settecento persone. L'Alta Corte argentina ha infatti convalidato gli arresti ordinati a partire da questa inchiesta.
Manco a farlo apposta, in tutta questa squallida storia c'è di mezzo quella Maria Elena Tedaldi condannata dal Tribunale di Roma per essersi inventata di sana pianta un antenato italiano di Veron. Antenato che, come si suol dire, cadeva proprio "a fagiolo", perché Veron, fornito di passaporto italiano, liberava un posto in squadra ad un altro extracomunitario.

E qui ci sono rivenuti in mente dubbi e domande che ormai sembravano caduti nel dimenticatoio.

Come può essere considerato legittimo lo scudetto "lagunare" vinto dalla Lazio, visto che schieravano, grazie a un passaporto falso, un extracomunitario in più?

Poi, una piccola considerazione in ordine a Calciopoli: ma come è possibile che la Juve di Moggi, Giraudo e Bettega, che in teoria condizionava i campionati, se li facesse poi fregare (con mezzi che bonariamente definiamo imbarazzanti) dalle cosiddette "vittime del sistema"?
C'è qualcosa che non torna. Se la cupola ipotizzata dai PM napoletani esisteva veramente, senza dubbio era la cupola più scalcinata della storia.

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mercoledì 16 settembre 2009

Onestà di cartone

E' tutto vero!
Una ragazza americana ha fatto un bel viaggio nel suo immenso paese accompagnata dalla sagoma, in cartone, del suo fidanzato, sergente dell'esercito in missione in Iraq.
Naturalmente, l'intraprendente fidanzata non ha dimenticato di scattare romantiche foto ricordo, aventi sullo sfondo panorami mozzafiato delle città e dei luoghi visitati.

La cosa vi fa sorridere? E' qui che vi sbagliate: questa ragazza è consapevole di essere in compagnia di una sagoma cartonata del fidanzato. E per giunta aveva, come forte motivazione, quella di strappare un sorriso al suo uomo che svolge un lavoro difficile e pericoloso. Che spirito di iniziativa! Che donna!

Il problema nasce, invece, quando qualcuno porta con sè qualcosa di cartonato, che nella realtà non è mai esistito, e si convince che sia vero.
Inutile ricordare, per esempio, che qualcuno si è appuntato sul petto uno scudetto cartonato e si è anche autoconvinto fosse originale. Senza contare il fatto che il simulacro (cartonato) è stato glorificato come "simbolo di onestà e giustizia".
Già, parlavano di giustizia, con una sentenza ancora fresca di inchiostro che condannava in via definitiva un loro dirigente per la falsificazione del passaporto di un atleta.

Tra i tanti (e inutili) consulenti pagati da Lega e Federazione, speriamo che a qualcuno venga in mente di assumere questa fantastica ragazza americana per un seminario.
Magari è la volta buona che gli interisti capiscono la differenza tra finzione e realtà!

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Cuori e Capanne

I tifosi juventini non hanno di certo dimenticato lo stillicidio di incidenti subiti la stagione scorsa dai bianconeri: oltre settanta infortuni, crediamo sia un record.
La colpa fu attribuita al preparatore atletico, il professor Capanna, collaboratore di Claudio Ranieri.
Il problema è che, sebbene Capanna abbia fatto le valigie da Vinovo assieme al suo principale, gli infortuni stanno continuando anche quest'anno: Diego contro la Lazio, e Tiago e Cannavaro contro il Bordeaux ieri sono solo gli ultimi esempi.
Sebbene le diagnosi abbiano evidenziato problemi di poco conto i tifosi, scottati dall'ecatombe dello scorso anno, stanno iniziando a dubitare, e a preoccuparsi.
Si presume che tutto dipenda da una preparazione atletica ancora incompleta; del resto, tutti sappiamo quanto siano "indemoniati" i ritmi del calcio moderno. Speriamo sia, dunque, un problema risolvibile mano mano che i giocatori entrano in forma.
In caso contrario i cuori dei tifosi questa volta rischieranno grosso, non avendo manco una Capanna da incolpare!

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martedì 15 settembre 2009

Juventus - Bordeaux, pagella istantanea


Gigi Buffon: voto 7.5
Anche stasera salva il risultato più volte, sembra ritornato al top

Martin Caceres: voto 4.5
Male a destra, malissimo come centrale, il suo ruolo naturale. Al momento non sembra presentabile, forse anche per problemi di condizione e affiatamento coi compagni

Fabio Cannavaro: voto 8
Un muro. Finchè c'è lui in campo si soffre pochissimo, e mai per colpa sua. Si inventa pure l'assist da cui nasce il gol, esce per infortunio e crolla tutto

Nicola Legrottaglie: voto 6
Partita senza infamia e senza lode, al traino del partner: bene con Cannavaro, in difficoltà al fianco di Caceres

Fabio Grosso: voto 6
Qualche errore di troppo, ma anche tanto impegno e qualità in entrambe le fasi. Il piede c'è, la condizione un po' meno

Tiago Mendes: voto 5.5
Gioca un primo tempo disastroso, si riprende e si fa notare per una ventina di minuti a buon livello, quindi ripiomba nell'anonimato. Quando gioca non dà mai l'impressione di fare nulla oltre la sufficienza

Felipe Melo: voto 6
Anche per lui un brutto primo tempo infarcito di errori, sale nella ripresa con grande personalità e si segnala per un buon numero di palloni recuperati e qualche buon lancio

Claudio Marchisio: voto 6-
Molto meno brillante rispetto a sabato, ma si mantiene su livelli decorosi, più quantità che qualità. Sfortunato nell'azione in cui colpisce la traversa

Sebastian Giovinco: voto 6-
Difficile dare un giudizio su Seba. Si impegna molto, azzecca qualche buona giocata, ma sbaglia anche molto e soffre il fisico degli avversari. Il paragone con Diego è impietoso

Vincenzo Iaquinta: voto 7
Segna il gol del momentaneo vantaggio, e come al solito corre come un indemoniato per 90 minuti. Sbaglia qualcosa per mancanza di lucidità, ma al momento è il nostro migliore attaccante

Amauri: voto 5.5
Tanto fumo e niente arrosto. Fa movimento come Iaquinta, ma senza particolare costrutto. Molti errori in fase di sponda, cosa che non è da lui
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Jonathan Zebina: voto 6+
Entra al posto di Cannavaro, gioca decisamente meglio rispetto a Caceres, sicuro dietro e intraprendente. Ribadiamo l'appello affinché sia lui il titolare nel ruolo

Mauro Camoranesi: senza voto
Entra al posto di Giovinco, non combina granché

Christian Poulsen: voto 6
Entra al posto di Tiago, se la cava
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Ciro Ferrara: voto 5.5
Contro la prima squadra vera che affrontiamo, emergono molti problemi. La difesa è Cannavaro dipendente, e a destra nessuno dà completo affidamento. A centrocampo Tiago delude, e Giovinco è lontano anni luce dai livelli di Diego

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La Settimana Interistica - 9


Sciarada
(3, 3, 3, 2 = 5, 2, 4)

E' William, il filantropo di Baltimora!
Il nero è tra i più chiusi,
ma, se vede il bene, il Bill compensa:
non distingue tra ricchi e poveri,
lo riconosco in prima persona!

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L'altro processo

Non c'è solo il processo di Napoli sulla presunta delinquenza di Giraudo e Moggi, c'è anche quello di Milano sulla spionaggio Telecom, e un filone di quest'altro processo è la causa civile intentata da Vieri a Telecom e Inter con una richiesta di risarcimento di 21 milioni (12 alla Telecom e 9 all'Inter, con la Telecom che si chiama fuori e addebita la responsabilità unicamente alla società di Moratti).

Di questo filone oggi è costretta a scrivere anche la Gazzetta, e lo fa con un "francobollo" di 20 righe che ricorda come dimensione e approfondimento quello a suo tempo dedicato al patteggiamento di Oriali per il passaporto falso di Recoba; in quelle 20 righe c'è scritto comunque che il giudice ha chiamato a testimoniare Moratti, Tronchetti Provera e Tavaroli.

Vedremo gli sviluppi, ci sembra molto interessante il fatto che Tavaroli dovrà chiarire chi, come e quando gli ha richiesto l'attività di pedinamento e spionaggio, anche perché è possibile che sia chiamato in causa proprio Moratti.

Parlavamo di approfondimento, perché sull'ipotesi di accusa dei legali di Vieri si è già pronunciata in maniera davvero sorprendente la giustizia sportiva; l'abbiamo già detto altre volte ma, visto che la Gazzetta non lo dice mai, lo ripetiamo una volta di più: il dottor Palazzi a suo tempo ha deciso di non decidere, ha scritto che sullo spionaggio, vero o presunto, dell'Inter di Moratti, la giustizia sportiva non poteva procedere, e questo perché uno dei tesserati chiamati in causa era Facchetti, nel frattempo deceduto.

Quella sentenza aveva lasciato incredulo qualche commentatore; questo processo (una specie di antipasto rispetto a quello dello spionaggio sul mondo del calcio in generale) potrebbe far risultare quella sentenza inaccettabile, e provocare qualche mal di pancia a più di uno, a Milano e a Roma.

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lunedì 14 settembre 2009

La caduta di Legrottaglie

Il titolo non allude ad una rievocazione storica in costume, nè ad una trasmissione di History Channel.
Più semplicemente è il tema della terza giornata di campionato che, stando alle cronache giornalistiche - una particolare menzione va al Corriere dello Sport, giornale di non vedenti - e televisive, è evento che sfida e contraddice inesorabilmente le leggi di Newton.
Non si conoscono le motivazioni per cui un corpo di circa ottanta chilogrammi con inusitata roteazione su se stesso sia finito per le terre in accelerazione, cadendo quindi come corpo morto cade.
La maggioranza degli osservatori non si è posta l'ostico problema, forse abbagliata dall'effetto cromatico della divisa indossata, e scoraggiata dalla difficoltà della materia.
I più acuti hanno ipotizzato che vi sia stato un contatto con altro grave, ma che il caduto, in un attimo di debolezza, si sia lasciato andare.
Trattasi, all'evidenza, di formula che lascia all'osservatore la discrezionalità di stabilire se il contatto sia o meno la causa, ma come tale appare priva di valore scientifico.
Dello stesso caso si potrebbe dire:
1) il contatto c'è e sarebbe idonea causa della caduta, ma il contattato non resiste in piedi e quindi si lascia cadere, per cui la causa preminente non è il contatto, ma la mancata resistenza in piedi;
2) il caduto si lascia cadere, ma il contatto indubbiamente c'è, per cui la causa preminente è il contatto stesso;
3) il contatto c'è e provoca la caduta, nonostante la strenua e inutile resistenza del caduto.
Si può tranquillamente usare una delle tre formulazioni per qualsiasi caso di caduta in terra; non cambierebbe nulla, se non il giudizio finale.
Nel primo caso saremmo di fronte ad una simulazione da sanzionare, nel secondo caso ad una rassegnazione della vittima, nel terzo caso ad un vero e proprio esempio di eroica onestà.
Ma, come anticipato, le leggi di Newton richiederebbero altre argomentazioni, peraltro possibili sulla scorta dei potenti mezzi tecnologici a disposizione: come è possibile calcolare la velocità di una palla, così è possibile calcolare la velocità di un corpo in caduta e la sua traiettoria per risalire alle cause.
Stupisce che i fini cervelli che animano le redazioni sportive di giornali e televisioni non si siano cimentati su questo terreno, troppo arduo per noi lettori e teleutenti, per fornire una spiegazione alla loro altezza e scientificamente inappuntabile.
Ma forse siamo troppo esigenti e ipercritici.
Del resto anche la caduta dell'Impero Romano d'Occidente avvenne perché ci furono ripetuti contatti con i Barbari, ma non c'è dubbio che, anche in quel caso, i Romani si lasciarono andare.

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