La prima è che
Steven Gerrard, l'idolo della Kop, è stato dichiarato innocente dal tribunale che lo ha giudicato in merito alla rissa al pub che lo ha coinvolto nello scorso Dicembre: la tesi della legittima difesa è stata accettata. Gerrard ha ammesso di aver rifilato tre cazzottoni a Marcus McGee, il dj del locale, ma nella convinzione che questi lo stesse per colpire. Ha poi ammesso lo stato di ubriachezza: richiesto nei dettagli dalla Corte ha dichiarato che su una scala di 10, il suo stato alcolico valeva un bel 7. Sempre meno delle sue prestazioni sul campo, dunque, a differenza di certi beoni italici.
Uscito dal Tribunale, i tifosi del Liverpool hanno festeggiato il loro Stevie G che, parole del giudice,
"può andarsene con la sua reputazione intatta". Sorridiamo:
anche noi aspettiamo un giorno del genere.La seconda però è decisamente più importante. Nel giorno in cui i proprietari americani, Hicks e Gillett, si apprestavano a discutere il prolungamento del prestito che Royal Bank Of Scotland e Wachovia gli hanno garantito per comprare i Reds, i due gruppi chiave della tifoseria civile, Spirit of Shankly e ShareLiverpoolFC
hanno svelato un piano per l'acquisto del Liverpool da parte degli stessi tifosi, da sottoporre alle banche e ai proprietari.
Piano che potete leggere nei dettagli qui.Spirit of Shankly aveva già fatto parlare di sè il mese scorso quando aveva chiesto esplicitamente a RBS di non prolungare il prestito ai proprietari, costringendo la banca scozzese a rispondere con una lettera aperta ai tifosi, in cui si ribadiva la solidità del rapporto tra la banca e la squadra di calcio, e la convenienza reciproca a continuare il rapporto nella stessa maniera.
Il prestito concesso agli investitori americani ammonta a 350 milioni di sterline, di cui 200 sono stati usati per comprare il Liverpool. I tifosi sono preoccupati dal fatto che gli americani, che hanno sottoscritto il prestito a un tasso di interesse del 7,2%, ovvero un 1,5% in più dell'usuale standard della banca, contino di ripagare gli interessi attingendo dalle casse sociali, per poi rivendere la società a un prezzo più alto, generando una plusvalenza enorme.
Insomma:
non vogliono che il loro club sia visto come un asset, un investimento finanziario che potrebbe andare bene o male, e in quest'ultimo caso essere abbandonato con debiti e problemi di vario genere.Vi ricorda qualcuno? Sì, noi.
Inoltre, i tifosi non faticano a credere che sia nella piena convenienza delle banche (tra cui RBS, nazionalizzata) finanziare i due yankees, visto il tasso di interesse applicato, e le grandi entrate che il Liverpool registra ogni anno. Temono per l'appunto la depauperizzazione di tale patrimonio, in funzione di interessi personali.
Hicks e Gillett hanno inoltre promesso uno stadio da 70.000 posti nello storico sito di Stanley Park, questa la ragione con cui hanno messo sotto grande pressione i precedenti proprietari, incapaci di poter garantire ai tifosi un progetto di tale portata.
Un nuovo stadio di proprietà: a noi fa un po' ridere che Arsenal (già fatto) e Liverpool siano al secondo stadio di proprietà, mentre nel nostro calcio si sta lavorando per il primo in assoluto, il nostro, se si fa eccezione per lo Stadio Giglio, costruito dalla Reggiana, secondo una brillante idea dell'allora presidente Dal Cin e dello sponsor Tanzi.
Idea realizzata con tali competenze e lungimiranza che fece finire in breve tempo la Reggiana in C.Hicks e Gillett comunque non sembrano farcela: lo stadio promesso è ancora lontano dal realizzarsi, e i tifosi tracciano un bilancio pessimo della loro gestione, al di là dei risultati sportivi.
Grande sconvolgimento aveva destato anche la notizia del giugno scorso per cui i due proprietari avevano pagato le proprie spese di viaggio, legali e "varie e personali", certo connesse alle attività del club, con i soldi della società.
"Paghiamo anche perché ci vengano a trovare" si erano ritrovati a dire i tifosi,
nella spiacevole sensazione di rappresentare la mucca da mungere.Chissà se ce la faranno ora a comprare il club. Certo è molto difficile, ma hanno trovato un alleato in
Supporters Direct, agenzia che si occupa di facilitare e promuovere l'acquisto delle società di calcio dalle comunità di tifosi, in grande crescita.
Un modello anche per noi, storicamente legati alla Famiglia Agnelli?Siamo realisti: l'ambiente in Italia è del tutto diverso, e certo non si troverebbe alcuno sponsor per un'iniziativa del genere.
Il messaggio però è lo stesso:
la Juventus, come il Liverpool, non deve essere un asset.