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domenica 31 maggio 2009

Cronache aziendali - si chiude per ferie!


C'era più poco da rubacchiare in quest'ultima giornata, al più il titolo di cannoniere a Di Vaio... Detto fatto!
Un paio di spinte ai difensori dell'Atalanta, una spintarella arbitrale e il consueto colpo di sonno del moviolista portano a casa anche questo titolo. Spinga, spinga...
Dei campioni d'Italia si ricorderà la memorabile faticosa vittoria per 1-0 in casa con l'Anorthosis Famagosta, squadra greco-cipriota senza città (occupata dai turco-ciprioti), che tante illusioni europee aveva suscitato nel popolo nerassuro. Provaci ancora, Max.
Come da copione, la Juve fa festa con la Lazio e manda in pensione, per quattro soldi, il vecchietto ceko. Anche se quello ancora corre più degli altri ed è il primo per presenze. Boh, se ne sono buttati tanti per dei Carneadi, per lui sarebbero stati comunque ben spesi.
Si aspetta ora soltanto di sapere il nome del nuovo allenatore: sarà uno scambio con la Roma (poveri noi e loro ...), arriverà il capellone da Bari (mah ...) o ci terremo Ciro, Sandra Milo permettendo (Ciro! Ciro !! Ciro !!!) ? In fondo Ranieri ha fatto meglio dell'anno scorso, siamo secondi. Difficile per chi verrà fare meglio di lui.
Il campo dice che il Torino va in serie B e in tv è un coro di lamenti e dispiacere, oltre che di auguri di pronto riscatto.
Ma in fondo i giornalisti sportivi fanno sempre così, ogni anno, per ogni squadra che retrocede. Tranne una volta.
Chiudono anche le Cronache aziendali, e chissà se riapriranno.
Un grazie a tutti per l'attenzione, sperando di non avervi annoiato.
Un saluto specialissimo al lettore cronista sportivo: non se l'abbia a male, la stima non si regala al primo che passa.

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Juventus - Lazio, pagella istantanea


Gigi Buffon: voto 6.5
Quasi del tutto inoperoso. Quasi. Sventa un'occasione da gol su Foggia

Jonathan Zebina: voto 6
Alcune incursioni in zona d'attacco

Nicola Legrottaglie: voto 5.5
Incerto in un paio di occasioni

Giorgio Chiellini: voto 6.5
Si differenzia rispetto al compagno di reparto per le continue incursioni in area della Lazio

Hasan Salihamidzic: voto 5
Gioca fuori ruolo e si vede. In difficoltà contro Foggia

Mauro Camoranesi: voto 5.5
Svogliato. Però ha una tecnica che Marchionni può solo sognare

Cristiano Zanetti: voto 6
Regola il traffico dignitosamente

Claudio Marchisio: voto 7
Suo l'assist per il primo gol

Pavel Nedved: voto 10
Grazie di tutto!

Alex Del Piero: voto 7
Alcune ottime iniziative. Bellissima la rovesciata nei minuti finali del primo tempo

Vincenzo Iaquinta: voto 7+
Segna due gol simili per dinamica
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Amauri: senza voto
Sostituisce Zanetti ad inizio ripresa

Sebastian Giovinco: senza voto
Entra ad un quarto d'ora dalla fine al posto di Iaquinta

Tiago Mendes: senza voto
Entra al posto di Nedved: la nuova Juve sostituisce quella vecchia. Smile!
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Ciro Ferrara: voto 7
Missione compiuta!

Cirigenza: senza voto e senza parole
Riescono a rovinare anche l'ultima di campionato, causa il mancato rinnovo a quel monumento vivente di juventinità che è Pavel Nedved. Loro hanno un progetto... ovvero quello di legittimare con la presenza della Juve le vittorie degli usurpatori milanesi. Ora attendiamo, magari, l'ennesima perla: l'arrivo sulla panchina juventina del perdente interista Blanc.

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Maltrattato?

Sul brutto addio di Nedved all'interno del nostro Team ci sono posizioni diverse: non c'è dubbio che i dirigenti hanno operato ancora una volta da dilettanti ma, allo stesso modo, non c'è dubbio che lui vuole giocare e il suo procuratore litiga per soldi. Così stamattina Tuttosport mette come titolo "Maltrattato" ma, più correttamente, ci vorrebbe un punto interrogativo.

Ed è l'interrogativo che giriamo ai lettori, riflettendo intanto sul tono dei saluti.

La Juve, nel ringraziare Nedved, gli dà appuntamento per nuovi successi insieme (?); anche Pavel ringrazia (la famiglia Agnelli), rivendica (con noi) i quattro scudetti ma appuntamenti non ne dà. Di mezzo c'è il procuratore che vorrebbe dare a bere che non si tratta di soldi nè di garanzie tecniche.

Per completare il quadro il pizzaiolo-procuratore dice intanto che penseranno da lunedì a cosa fare la prossima stagione; il dubbio è che ci avranno già pensato, ma non importa.

Un altro dubbio che si somma a quello di prima: Pavel Nedved, gran guerriero e gran campione, è stato maltrattato?

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sabato 30 maggio 2009

All'Inter il C.I.P. 4

Si chiude il Campionato Italiano Professionisti con la quarta consecutiva vittoria della squadra di Moratti.
Un altro campionato ed eguaglierà il record di 5 della Juventus.
Un altro ancora e Moratti potrà mettere in bacheca anche il prestigioso C.I.P. 6 con l'alto patrocinio della SARAS.

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Gazzoni il fustigatore

Già in passato vi abbiamo raccontato di come uno dei massimi fustigatori del mal costume del doping amministrativo nel calcio, nonchè vittima della crudeltà di Moggi fosse indagato a Bologna per la bancarotta da 35 milioni della Victoria 2000.
Quindi, ci pare giusto tenervi informati sulla situazione: i giudici bolognesi hanno chiesto il rinvio a giudizio per sua onestà Gazzoni Frascara.
Mica male per uno che si erge a difensore degli onesti e vittima dell'altrui disonestà, non vi pare?

Naturalmente di tutto questo difficilmente troverete traccia in tutti quei giornali che nell'estate del 2006 suonavano la gran cassa contro la Juventus e la Triade. Sapete, i lettori non vanno informati, non è giusto (secondo i farisei della carta stampata) porre loro troppi problemi raccontando la complessità della realtà nella quale viviamo. Molto meglio dare in pasto un mostro. Possibilmente quest'ultimo deve essere qualcuno che i signori proprietari di giornali vogliono far fuori.
Tutto questo, ricordatevelo, i giornalisti la definiscono "libertà di stampa". Così siamo ridotti.

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Le allusioni di Repubblica


Giovedì scorso abbiamo avuto la prova certa che qualcosa non funziona nella redazione sportiva del quotidiano "la Repubblica". Da vecchi lettori possiamo affermare che, quanto meno, in quella redazione vi lavorino persone prevenute. Come facciamo ad aver maturato questa certezza?
Leggete cosa scrivono in un trafiletto sul probabile passaggio di Antonio Conte alla Juventus:
"Manca l'accordo sullo staff perché Conte vorrebbe il preparatore atletico Giampiero Ventrone, già a Torino nei discussi anni di Lippi." (pagina 55 dell'edizione cartacea del 28/5/2009)

Secondo voi questo è modo di fare giornalismo? A cosa alludono i signori della redazione di Repubblica?
Perché gli anni di Lippi sarebbero discussi?
Noi ipotizziamo che questi giornalisti si riferiscano al fatto che quella Juventus fu trascinata sul banco degli imputati in un processo per doping (leggete il nostro dossier). Con grande dolore della redazione di Repubblica, immaginiamo, dobbiamo ricordare che la Juventus fu assolta per non aver commesso il fatto in relazione all'uso di sostanze dopanti e invece fu prescritta (che vuol dire che è passato troppo tempo per accertar la verità) in relazione all'uso illecito di sostanze lecite.
Ecco così spiegata la furba aggettivazione della redazione sportiva del giornale. Si sputa veleno, nonostante l'assoluzione, usando un aggettivo sottilmente allusorio che consente di evitare una querela.
Noi siamo convinti che anche da queste cose si veda la qualità di un giornale che dovrebbe avere come obiettivo quello di informare i propri lettori. Pensiamo che nella vita conti il coraggio delle proprie azioni e la forza delle parole usate. Avremmo, dunque, preferito un giornale che parlasse apertamente di questi fatti anche a costo di rischiare una querela. Di conseguenza avremmo voluto leggere anche che il quarto mondiale vinto dall'Italia è macchiato dall'ombra del doping, visto che se sono discussi gli anni di Lippi alla Juve è discutibile lui e il suo modo di lavorare, dovunque e comunque.

Tutto questo "la Repubblica" non l'ha fatto. A voi, cari lettori, lasciamo le dovute considerazioni la mattina, quando passate in edicola.

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venerdì 29 maggio 2009

Fogne a cielo aperto

Qualche mese fa ti chiedevo un po' scherzando un po' sul serio come mai non riuscivamo ad avere un arbitro amico, tanto da sentirci almeno una volta protetti, e tu, con uno sguardo fra il dolce e il severo, mi rispondesti che questa cosa non potevo chiedertela, non ne eri capace.
Fantastico.
Non ne era capace la tua grande dignità, non ne era capace la tua naturale onestà, la sportività intatta dal primo giorno che entrasti nell'Inter.


I tanti lettori (sempre di più ogni giorno) che ci seguono si saranno resi conto che al processo di Napoli con gli interrogatori di Dal Cin, Nucini e Gazzoni Frascara è venuto fuori il campionario dell'assurdo.

Dal Cin ha detto che della combriccola romana non aveva nessuna prova, ma lui ha solo riferito cose che sentiva dire; a Napoli quindi, nel luglio 2004, qualcuno ha autorizzato le intercettazioni di Calciopoli per sfizio, non lo diceva la legge ma lo volevano al bar sport.

Nucini ha dovuto ammettere che lavorava ad un dossier per il suo caro amico Facchetti; detto terra terra: un arbitro in attività, che ha fatto anche il commentatore in tv, lavorava per l'Inter.

Gazzoni Frascara ha dovuto ammettere (pure lui) che le fidejussioni false della Reggina probabilmente, ma proprio molto probabilmente, le ha procurate Facchetti; detto anche qua terra terra: la Figc dedica il campionato Primavera alla memoria di un dirigente che potrebbe averne combinate di cotte e di crude.

Dicevamo campionario dell'assurdo ma forse, per gli odori che provengono da questi interrogatori, è più giusto parlare di fogne a cielo aperto, perché si tratta singolarmente di vere e proprie porcate che finiscono anche per intrecciarsi tutte insieme, rimandano alla genesi di Calciopoli (in Nucini e Dal Cin si sente la puzza dello spionaggio Tavaroli), al sua farsesco svolgimento (con l'arrivo da Milano, come commissario Figc, di un ex-consigliere dell'Inter che però era molto stimato anche a Torino), fino all'assegnazione dello scudetto di cartone nel nome dell'onestà (di Facchetti???). Una fogna lunga cinque anni: dalla puzza di Tavaroli allo scudetto in segreteria.

Era stato proprio il professor Guido Rossi a parlare di topi di fogna, vi ricordate? Adesso, mentre siamo in attesa che i pubblici ministeri portino le prove della combriccola romana e ci svelino i misteri delle sim segrete di Moggi, si può tranquillamente aggiungere che in quelle fogne a cielo aperto i topi continuano a sguazzare indisturbati; basta riflettere sullo svolgimento degli ultimi campionati, su quanto è successo al Coni, in Figc e alla Lega, sul funzionamento della giustizia sportiva, sui racconti della stampa circa il nuovo calcio pulito che profuma del rosa della vita.

A proposito di stampa, nessun giornale tra quelli importanti, a parte Tuttosport, si è scandalizzato per le deposizioni di Napoli: nessuna voce stupita, verosimilmente per non disturbare i topi che sguazzano a piacimento, ma stanno anche allerta sospettosi; nessun accenno di vergogna, forse perché molte loro pagine in quelle fogne devono inzupparci il pane.

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giovedì 28 maggio 2009

E sono già cinque


Sono già passati cinque anni.
Da quel maledetto 27 maggio 2004.
Quando è morto Umberto Agnelli.
Ed è contemporaneamente iniziata la morte della Juventus.
Grazie, Dottore.
Grazie per aver affidato la sua amata Juventus ad Antonio Giraudo, Luciano Moggi, Roberto Bettega.
Grazie per averci fatto vivere, da tifosi juventini, dodici anni fantastici.
Grazie per i 7 scudetti.
Grazie per Roma.
Grazie per Tokyo.
Grazie per il 5 maggio.
Grazie per essere stato sempre vicino alla Juventus, ai suoi dirigenti ed ai suoi tifosi.
Nei tanti momenti belli.
Come nei pochi momenti brutti.
Grazie per aver trasformato la Juventus in una società modello, invidiata in tutto il mondo.
Grazie per aver benedetto la scelta di Capello, proprio pochi giorni prima di morire.
Grazie.
Ora quella Juventus non esiste più, grazie al pregevole lavoro di eredi e tutori.
Restano comunque i ricordi di un periodo meraviglioso.
E la speranza che venga presto presentato il conto a coloro che hanno distrutto la Juventus.

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Forza Juve!

Primavera 1958. Il giovane Umberto Agnelli è in visita ai reparti Fiat dello stabilimento di Mirafiori Meccanica.
Uno stuolo di lacché è impegnato a fornirgli spiegazioni (peraltro, non richieste) sui dettagli dei macchinari in azione, mentre il personale (capireparto, capisquadra, operai), preventivamente avvisato, fa capannello un po’ più indietro, concedendogli il giusto spazio fisico.
Il poco più che ventitreenne Umberto, un po' per il cognome che porta e un po' per educazione, si mostra interessato alle condizioni di lavoro delle maestranze e al modo nel quale vengono gestiti i processi di lavorazione.
Sembra invece mal sopportare i tecnicismi legati al funzionamento delle macchine operatrici che, chissà perché, insistono a volergli dare.
Gli operai, invece, ormai anch’essi annoiati, osservano rispettosamente la consegna del silenzio.
Finché uno di loro, suo coetaneo o poco più, padre di uno degli attuali esponenti dello Ju29ro Team, non decide di fare un paio di passi in avanti, chiedendogli: "Dottor Umberto, ma quest’anno, con gli arrivi di Charles e Sivori, ce la facciamo a vincere lo scudetto?"
Mentre i solerti accompagnatori sembrano disapprovare l’intervento del malcapitato ("Ma chi è, che vuole, come si permette?"), il viso del giovane Agnelli abbandona finalmente l’espressione corrucciata che sembrava avere fino a un attimo prima, e si apre ad un grande sorriso… Umberto si avvicina e spiega, sobriamente ma con appassionata cortesia, che "Ce lo auguriamo, stiamo lavorando per quello, e secondo me ci riusciremo!".
Il buonumore sembra contagiare finalmente i presenti, anche i più riottosi, al punto che da 4-5 degli operai posizionati poco più indietro parte un liberatorio "Forza Juve", al quale Umberto risponde ridendo "Forza Juve".

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mercoledì 27 maggio 2009

La forza silenziosa del dottor Umberto Agnelli

Ieri La Stampa, per la ricorrenza della sua scomparsa, aveva titolato sulla sua "forza silenziosa", oggi in un libro dedicato al suo ricordo c'è un piccolo paragrafo dedicato a "Torino e la Juventus".

E' mancato cinque anni fa il dottor Umberto Agnelli e, col passare del tempo, si ha più chiara la percezione della qualità elevata del suo contributo, spesso appunto silenzioso, per il gruppo Fiat, per Torino, in generale per il Paese.

Nel libro vengono ricordate le sue passioni e, insieme con la montagna e la sua Sestrière, viene citata la Juventus, che Umberto Agnelli considerava ambasciatrice di Torino nel mondo. Vengono anche riportati molti suoi interventi e, in uno risalente al 2000, nel quale si rammarica che tante persone non conoscano bene Torino, ci sono queste sue parole: "L'unico riferimento di sicuro effetto è quando gli dici: Torino è la città della Juventus. A questo punto, forse continueranno a non sapere esattamente dove sia Torino ma, dal taxista al grande manager, capiscono finalmente che è una città importante."

Guardando la Juve di oggi, ripensando a tutta la farsa di Calciopoli, cominciata con la deposizione di Dal Cin del giugno 2004 (subito dopo la sua morte!!!), si potrebbero dire tante cose.

In omaggio alla sua forza silenziosa diciamo solo che ci riconosciamo in quella Juve, nella sua Juventus che voleva dire qualcosa di importante; è importante anche per noi tifosi e cercheremo di dimostrarlo con tutte le nostre forze.

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martedì 26 maggio 2009

Ma che bel gemellaggio

Molto probabilmente la sconfitta di domenica significherà per il Torino la serie B, sicuramente ha significato (scrive la Gazzetta del Lunedì di Genova) la fine del gemellaggio tra le tifoserie di Genoa e Torino, che durava da trent'anni.

Una brutta fine, con Cairo e Gasperini che si accusano ancora oggi, ma anche un gemellaggio davvero singolare se si pensa alla famosa valigetta con i 250.000 euro di quattro anni fa della partita Genoa-Venezia.

Sulla frode sportiva contenuta in quella valigetta, infatti, c'è stato nel frattempo il processo in tribunale, ed è venuta fuori un'altra bella disputa tra Genoa e Torino: è venuto fuori che il Torino voleva condizionare quella partita dando al Venezia di Dal Cin un premio a vincere e il Genoa di Preziosi, per difendersi, aveva risposto con un premio a perdere. Come tutti sanno l'asta di Dal Cin (il grande accusatore di Moggi chiamato oggi a testimoniare al processo di Napoli) era finita con l'aggiudicazione alla squadra di Preziosi, verosimilmente perché offriva di più.

Sembra un gioco del destino e forse non c'entra solo lui: la prima disputa di quattro anni fa era costata cara al Genoa, retrocesso in serie C; quella di domenica scorsa potrebbe costare ugualmente cara al Torino, perché retrocedere in B oggi (con la A che si è staccata dalla Lega e la possibile nuova vendita dei diritti tv tra un anno) sarebbe veramente una mazzata capace di mettere KO pure un Toro.

Proprio un brutto gemellaggio, insomma: che ha vacillato per una valigetta piena di soldi ed è sfumato del tutto domenica con una rissa da Far West.

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lunedì 25 maggio 2009

Cose da Juve, casini da Inter

Sui giornali di oggi ci sono tanti elogi per Ferrara. Ci sono piaciute, in particolare, le parole di Zebina che ha detto "Ferrara ha parlato poco, ma ha detto cose da Juve. Rispetto a prima è un'altra cosa" ( fonte: Tuttosport).

Ci sono piaciute perché abbiamo sempre criticato Ranieri, prima ancora che per questioni tecniche, proprio perché non diceva cosa da Juve, per quel suo ripetere ad ogni domenica sportiva (e con lui, sorridenti, tutti i commentatori della domenica) che tre anni fa la Juve era in B e lui stava rispettando la tabella.

Le parole di Zebina confermano che per motivare chi scende in campo con la maglia della Juventus bisogna richiamare la sua storia e non la cronaca di questi ultimi brutti anni; confermano che la storia di una società sportiva è una forza d'inerzia che, nel caso della Juve, è come un vento che soffia nelle vele, bisognava evidentemente dispiegare le vele nel modo giusto.

Che ci sia questa forza si vede anche nel caso dell'Inter con Mourinho e Ibrahimovic, riempiti di milioni e che però non sono sicuri di restare. Ci torneremo sull'argomento, intanto segnaliamo lo spettacolo di Varriale e Mourinho che ieri a Stadio Sprint si rinfacciavano a vicenda di essere ipocriti col portoghese, dai capelli sempre più bianchi e la faccia sempre più da incazzato, a dire alla fine che il suo presidente era contento di lui perché "era stato onesto".

In effetti oggi il suo presidente s'è detto "infastidito", e cioé incazzato come un biscione aggiungiamo noi, visto anche il richiamo all'onestà (!!) di uno che non è pirla; i soliti casini dell'Inter della gestione Moratti sui quali ora si eserciteranno i vari fabiomonti e mariosconcerti con i loro pistolotti a comando mentre il discorso, secondo noi, è molto semplice: c'è anche qua una storia e una forza d'inerzia, solo che non è un vento che può gonfiare le vele, sembra semmai una sciroccata che porta fastidi, umidità e smuove anche odori di fogna.

Rispetto a quella della Juve è proprio tutta un'altra storia.

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Una vita da mediano



Una vita da mediano
A patire frustrazioni
Nonostante quei milioni
Eravate dei piagnoni.

Una vita da mediano
Sempre senza alcun pudore.
Taroccaste documenti
Ed evitaste San Vittore.

Sìììììì
Proprio lìììììì
In galeraaaaa
Meriteresti di staaaaar lìììììì.

Una vita da mediano
da chi non vinceva niente
si spacciava per onesto
e pedinava un po’ di gente.

Una vita da mediano/
non hai perso l’occasione
ti hanno regalato scudi
e sai che sono di cartone.

Sìììììì
Proprio lìììììì
In galeraaaaa
Meriteresti di staaaaar lìììììì.

Proprio lìììììì
In galeraaaaa
Meriteresti di staaaaar lìììììì.

Una vita da mediano
patteggiando la prigione
per salvare il culo al gioco
preferito del padrone.

Una vita da mediano
che in Europa caschi male
che di Coppa dei Campioni
non ricordi una finale.

Sìììììì
Proprio lìììììì
In galeraaaaa
Meriteresti di staaaaar liiiii.

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99,99%

Il neo campione d'Italia Mourinho si è affrettato a spiegare che rimarrà probabilmente all'Inter anche il prossimo anno, rinunciando ad un offerta del Real Madrid.
Non si è capito bene se il margine di incertezza che si è dato, pari allo 0,01%, sia dovuta ad un malcontento legato all'ipotesi che l'Inter non sosterrà quest'anno una campagna acquisti in grado di elevare la squadra al livello delle migliori europee. Oppure se sia un modo come un altro per riuscire a spuntare un ingaggio ancora più alto. In qualsiasi caso, non vi è dubbio che la società Inter, per l'ennesima volta, rischia di essere coinvolta in una bufera.
In attesa, naturalmente, dello tsunami che orchestrerà l'ex pizzaiolo Raiola, sul contratto di Ibrahimovic.
Ci sarà da divertirsi!

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No comment... Anzi sì!


Acquafresca: "Sono stato trattato come un pacco postale".
Inscatolato e spedito! In qualche maniera l'Inter dovrà pure sbarazzarsi di tutto quel cartone. E pensare che Materazzi chiedeva gli scatoloni agli altri!!

Maldini alla curva milanista: "Orgoglioso di non essere uno di loro".
Tranquillo Paolo, ora che hai finito di lavorare al Milan puoi riprendere a tifare Juventus serenamente! Benvenuto!

Preziosi: "Milito e Motta? Li ho dovuti lasciar andare..."
Eh, che sforzo, soldi, Crespo ed Acquafresca! Una trattativa "disinibita" con Moratti, e la squadra per l'anno prossimo è fatta. Visto che c'era poteva chiedere direttamente lo scudetto al presidente dell'Inter, ne ha un paio che gli vanno larghi!

Spalletti: "Il futuro è senz'altro roseo per questa squadra e questa società".
Ha detto Spalletti mentre metteva Pizarro nella valigia allontanandosi a passo veloce!

Giuseppe Bozzo (procuratore di Cassano): "Niente Inter o Juventus, Cassano resta a Genova".
Nonostante la sua smania di tornare fra le grandi, dopo aver fallito sia alla Roma che al Real, temiamo dovrà accontentarsi ancora della Sampdoria! Mare, sole e il cielo seeeeempre più blu!

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domenica 24 maggio 2009

Tra le righe...

A chi ancora si rammarica per l'esonero di Ranieri chiediamo di riflettere sulla seguente dichiarazione di Del Piero: "Credo che Ranieri abbia un modo di vedere le cose che in fondo può spiegare solo lui".
A dare un'interpretazione buonista si può evincere che Del Piero volesse dire come Ranieri non fosse più in grado di spiegare il suo modo di intendere il calcio alla squadra, che di conseguenza aveva perso la fiducia nella sua guida tecnica.
A voler dare, invece, un'interpretazione maliziosa, Del Piero intendeva dire che Ranieri è ormai affetto da una qualche forma di demenza senile che lo porta a vivere scollegato dalla realtà.
Comunque siano le cose noi, che alla Juve ci teniamo, siamo felici che il rapporto si sia interrotto.

P.S. Saremmo curiosi di conoscere la diagnosi di Del Piero su talune "amnesie" del Presidente Cobolli Gigli.

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Cronache aziendali - trentasettesima giornata


Tituli della giornata:
La Zebra vince il Palio col cavallo scosso.
Macchia d'olio sul cartone in una raffinata Sardegna.
Sfila di nuovo l'atelier a San Siro con la Collezione Estate, notate assenze femminili in tribuna.
A Torino botte magiche inseguendo un gol.

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Siena - Juventus, pagella istantanea


Gigi Buffon: senza voto
Non tocca palla

Jonathan Zebina: voto 6
Parte male, ma si riprende alla distanza e gioca una partita decorosa, finendo stanchissimo con i crampi. Un gigante rispetto al Grygera degli ultimi tempi

Nicola Legrottaglie: voto 6.5
Ferrara ritorna a schierare una difesa con un filo di logica, e tutti ne beneficiano, lui in primis. Partita senza patemi, di fronte ad avversari svogliati

Giorgio Chiellini: voto 7
Tra i migliori in campo. Giganteggia al centro della difesa, se la cava anche sulla fascia. E' l'unico insostituibile del reparto

Paolo De Ceglie: voto 4.5
Improponibile nel ruolo, riesce a far rimpiangere Molinaro: inconcludente in attacco, amatoriale in fase difensiva

Mauro Camoranesi: voto 6+
Partita di grande sacrificio, si impegna anche in fase difensiva per non lasciare scoperto l'incerto Zebina. Qualche buon numero in attacco, ma nulla di straordinario

Cristiano Zanetti: voto 6.5
Poco alla volta sta ritrovando la condizione. Recupera un mare di palloni, e tiene in piedi la baracca per oltre 75 minuti, aiutato dalla presenza di un ottimo Marchisio

Claudio Marchisio: voto 7
Eccellente prestazione quella di Claudio, aggressivo al punto giusto e molto propositivo in fase offensiva. Bellissimo il gol "alla Gerrard"

Pavel Nedved: voto 6+
Corre come un matto, generoso come sempre. Primo tempo eccellente, cala nel secondo ma la sua prova fa capire ulteriormente quanto sarà dura sostituirlo

Alex Del Piero: voto 7
Un gran gol su punizione, un bel gol su azione in contropiede, elevata la quantità di palloni giocati seppur con qualche errore. Sembra anche in buona condizione fisica

Vincenzo Iaquinta: voto 5.5
Non è la sua giornata: si impegna come al solito, ma conclude poco o nulla, sbagliando anche un gol fatto davanti al portiere
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Christian Poulsen: voto 5
Gioca un quarto d'ora, e colleziona nell'ordine: un passaggio al portiere, un calcione a un avversario, e un passaggio a Trezeguet, che però non era ancora entrato (!)

Olof Mellberg: senza voto
Entra nel finale al posto di De Ceglie, ingiudicabile

David Trezeguet: senza voto
Entra negli ultimi minuti, quasi non tocca palla
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Ciro Ferrara: voto 7
Qualcuno potrà dire che anche Ranieri avrebbe vinto questa partita, ma non è affatto scontato. Ciro ha fatto in settimana un lavoro coi fiocchi anche a livello tattico: difesa più bassa e prudente, meno lanci lunghi e costante tentativo di giocare palla a terra, quando possibile. Missione compiuta, qualunque sia la decisione della proprietà per l'anno prossimo

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sabato 23 maggio 2009

Una denuncia per Palazzi

Questa è la decisione della giustizia sportiva che, nella scorsa estate, sanzionava Secco e Bettega: "La commissione disciplinare della Federcalcio ha inibito per un mese Alessio Secco, direttore sportivo della Juventus, e l'ex vicepresidente del club, Roberto Bettega, per la trattativa per la cessione dei calciatori Criscito e Masiello del Genoa, perché avevano partecipato a una trattativa con un soggetto inibito, Enrico Preziosi".

E questa è la notizia riportata da tutti i giornali di ieri, compresa la Gazzetta che in Figc viene sicuramente letta: "Abbiamo parlato dei due trasferimenti e abbiamo gettato le basi per una intesa. Dobbiamo però vederci ancora per definire ogni aspetto di questo passaggio". Il presidente del Genoa Enrico Preziosi conferma di aver incontrato ieri il patron dell'Inter Massimo Moratti.

Essendo Enrico Preziosi tuttora inibito, questa è quindi una denuncia: il superprocuratore Palazzi deve aprire un fascicolo contro Moratti; in caso contrario è una denuncia contro il dottor Palazzi; a meno che non sia stato lui stesso ad autorizzare il signor Moratti a trattare con un inibito, cosa espressamente vietata dal Codice di Giustizia Sportiva (articolo 10, comma1).

Fatto salvo il fatto che il campionato di calcio sia una cosa da prendere sul serio e non una farsa, recitata male.

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Anarchici o autorevoli?

Dagospia ci racconta del convegno tenutosi in provincia di Siena sulla crisi della carta stampata, ormai soppiantata in autorevolezza (e chiarezza) dalla blogosfera. Ragazzi, ci guardano allibiti. Non riescono, poveretti, a farsene una ragione.
Ecco qui due perle.

Paolino Mieli, l'ex direttore del Corriere ai tempi in cui il giornale aveva accesso a intercettazioni coperte dal segreto istruttorio che venivano sparate in prima pagina, dice che Internet "E' un mondo anarchico. I giornali con la loro serietà hanno il compito di mettere ordine".
Eh già, Internet è anarchica, ma non nel senso che intende lui. Bensì nel senso che non ha interessi padronali da difendere. Sulla serietà dei giornali meglio sorvolare.
L'attuale direttore del Corriere conclude, sempre secondo Dagospia, con una perla... di spudoratezza: "Perché lo Stato sostiene il bisogno di sanità dei cittadini e non quello di informazione? Il governo deve pensarci".
Lasciamo a voi il giudizio su un personaggio che fino a pochi giorni fa era un maître a penser del liberismo, e che ora vuole gli aiuti di Stato solo perché la gente si è stufata di pagare per leggere dei giornali che, anziché porre al centro la notizia, spesso la distorcono per accontentare i desiderata dei loro azionisti di controllo.
Noi, sommessamente, rilanciamo la nostra battaglia per il boicottaggio intransigente dei prodotti del gruppo Rizzoli - Corriere della Sera. Cacciatorpediniere rosa in particolare.

Ragazzi, gli stiamo facendo male. E tutto nel modo più civile e responsabile possibile, ovvero esercitando il sacrosanto diritto a non acquistare ciò che non piace.

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venerdì 22 maggio 2009

Compro, vendo, affitto, scambio. Forse

Alla fiera dei sogni del campionato che verrà c'è il solito affollamento di stagione: procuratori e procacciatori (d'affari loro) hanno già i pre-accordi e magari qualche milione in tasca, e tra un po' si possono firmare i contratti. I giornali giocano d'anticipo ed a leggerli è una sarabanda di trattative: c'è chi compra e chi vende, in tanti fanno scambi e poi c'è Lotito con l'affitto e il leasing (con super-maxi riscatto finale).

Tutto dovrebbe avvenire nel rispetto della normativa (i famosi parametri Covisoc), ma di questo nessuno parla; non ne parla neppure la Federazione, che ai vecchi tempi comunicava chi aveva i parametri sballati e quindi per comprare doveva prima vendere oppure far vedere i soldi (veri).

Intanto da qui al 30 giugno le società devono mandare a Roma un primo consuntivo della stagione che finisce, e il budget di quella che viene, documentando chi e come mette i soldi a fronte di eventuali passivi di bilancio (quest'anno per l'intera serie A il passivo dovrebbe essere di 300 milioni, ma di soldi freschi non si è avuta finora notizia), e al riguardo i casi più esemplari sono sempre quelli di Juve e Inter.

Sulla base degli ultimi anni dovrebbe andare così: la Juve chiude in pareggio sia il bilancio 2008-09 che il 2009-10, e qui c'e' lo zampino di John Elkann; l'Inter di Moratti in due stagioni è buona a fare un passivo di 150-200 milioni e dovrebbe dire adesso, entro giugno, chi e come li mette. Dal 2006, però, l'Inter non lo dice più, cioé che li mette Moratti si dà per scontato ma sul come, se sono veri o finte plusvalenze, nessuno si preoccupa; all'Inter il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale si limitano a mettere a verbale (l'hanno fatto anche lo scorso novembre) che Moratti ha assicurato che ci penserà comunque lui; stando alla normativa non è regolare, ma la seria A è andata avanti lo stesso come se anche il campionato si disputasse per finta.

La novità è che quest'anno l'Uefa ha preannunciato che verificherà i bilanci con una sua commissione con l'intenzione di valutare direttamente la licenza per le competizioni internazionali, e non più tramite gli organismi nazionali tipo Covisoc. Sui giornali di questo argomento non parla nessuno però potrebbe anche succedere che i commercialisti che fanno da consulenti alla Figc per i bilanci abbiano un sussulto di dignità, se non il timore di fare la figura dei pirla, e i controlli siano diversi rispetto al passato; lo vedremo a giugno.

Per la Juventus, comunque, non cambia niente, pareggio di bilancio era e pareggio resta anche con controlli più severi (per le vittorie bisogna ancora aspettare), mentre sembra interessante seguire cosa succede all'Inter. Sarà un caso ma sul Corsera c'è Fabio Monti che un giorno sì e l'altro pure dice che Ibra potrebbe essere ceduto per 70 milioni, e oggi si parla pure di Maicon per 40. Potrebbe essere cioé che quest'anno con il budget ci sia più cautela anche da parte dei registi finanziari dell'Inter.

E' tutto da verificare, ma comunque, visto che parliamo di fiera dei sogni, tanto vale "sognare", prima ancora di un regista come i cristiani e due terzini come Dio comanda per la Juve, che ci siano in futuro bilanci più regolari. Molte trattative della sarabanda che c'è sui giornali salterebbero, ma il carrozzone del calcio si allontanerebbe dal burrone.

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giovedì 21 maggio 2009

La Tsushima di RCS


Pessime notizie dal fronte economico finanziario per la flotta Rizzoli - Corriere della Sera. Per porre rimedio alle gravi perdite il management del gruppo ha presentato un piano lacrime e sangue, che prevede parecchi esuberi del personale e anche una riduzione delle copie distribuite in omaggio dei suoi due più importanti giornali: la corazzata Corriere della Sera e l'incrociatore rosa che noi ben conosciamo.
Risulta che le copie omaggio della Gazzetta saranno ridotte di circa 120.000 unità. Molto probabilmente questo porterà la tiratura del giornale sportivo del gruppo a non più di 300.000 copie al giorno. Se si pensa che solo 5 anni fa venivano distribuite oltre 420.000 copie, possiamo affermare, senza paura di smentita, che siamo di fronte ad una vera catastrofe.
Ma quali sono i mali che hanno colpito i giornali del gruppo? Aldilà delle giustificazioni di maniera, che tendono a vedere nella crescita di Internet la causa della debacle della carta stampata, noi vediamo una motivazione molto più seria: la crescente sfiducia dei lettori in un'informazione che a volte dà l'impressione di essere più megafono del "potere" che strumento di informazione imparziale e obiettiva dei lettori.
Vediamo un paio di esempi che possono rendere chiara la nostra posizione. Ieri il Corriere ha proposto ai suoi lettori una cronaca assolutamente fuorviante dell'udienza napoletana sul processo Farsopoli. Addirittura, il giornalista è arrivato a dire che Moggi si arrabbiò con Paparesta dopo la famosa partita di Reggio Calabria perché l'arbitro non aveva voluto favorire la Juve. Bene, nulla di più falso, e la cosa è facilmente riscontrabile ascoltando per esempio le registrazioni dell'udienza di Radio Radicale: Moggi si è arrabbiato, come tutti i dirigenti italiani di squadre di calcio, quando le proprie compagini vengono platealmente danneggiate. Paparesta danneggiò gravemente la Juve e Moggi, come da costume consolidato, andò fuori dai gangheri. Evidente nella ricostruzione del Corriere l'intento di far passare nel lettore l'idea che Moggi si arrabbiasse quando la squadra non veniva aiutata. Quindi che era persona che pretendeva l'aiuto. Cari lettori, dite voi se questo è giornalismo.
La Gazzetta, se possibile, è riuscita a fare di peggio. Diventando megafono delle parti civili estromesse dal processo, che addirittura teorizzano la ricusazione del magistrato a capo del collegio giudicante. Veniamo ai fatti. Il giudice avrebbe detto che bisogna procedere a tappe forzate perché ci sono "processi più importanti". Apriti cielo, per le parti civili (e per la Gazzetta) questo può essere motivo di ricusazione, visto che attesta la prevenzione del giudice che considera ben poca cosa lo scandalo del secolo. Noi invece saremmo d'accordo: in un paese serio un simile processo non avrebbe mai visto la luce, data l'assoluta insussistenza delle accuse. Ma il nostro parere non importa.
Quello che conta è che la Gazzetta non ha riportato correttamente il pensiero del magistrato, che in realtà ha detto di avere processi con detenuti, quindi più importanti di quello su Farsopoli, che grazie a Dio non vede nessuno privato della libertà personale. Chi non può essere d'accordo con il pensiero del giudice, che considera più importanti processi nei quali persone innocenti fino a prova contraria sono private della libertà? Valutate voi, cari lettori, se questo è buon giornalismo.
Quello che si intuisce, e si può a buona ragione sospettare, è che i giornali RCS tirino sempre l'acqua al proprio mulino. Eh sì. Mai dimenticare infatti che tra gli azionisti del gruppo RCS vi è Tronchetti Provera, socio e sponsor di quell'Inter che vedrebbe totalmente delegittimate le proprie vittorie qualora la Triade juventina venisse assolta dalle accuse di Calciopoli. E mai dimenticare che anche il ramo Elkann della famiglia Agnelli è presente tra i soci RCS. Ramo della famiglia, sia detto chiaro e tondo, che ha potuto strappare dalle mani del ramo umbertiano della famiglia Agnelli il controllo della Juve, grazie proprio allo scandalo del 2006.

Sarà un caso, ma il pensiero esposto sui giornali del gruppo RCS è sempre coincidente con gli interessi dei propri azionisti. Sarà un caso, ma i lettori che pagano quando vanno in edicola, comprano sempre meno i giornali del gruppo. Forse i lettori si stanno stancando di pagare per leggere dei quotidiani che hanno una posizione sempre allineata agli interessi degli azionisti? Noi pensiamo stia andando proprio così. Ed è per questo che la flotta RCS, da flotta invincibile si sta sempre più trasformando in un'accozzaglia di bagnarole, come quelle che i russi mandarono, agli inizi del XX secolo, dall'Europa in Estremo Oriente, per combattere i giapponesi. Ovvio e scontato che per noi il gruppo RCS sarà destinato a fare la stessa fine delle navi russe nella battaglia di Tsushima.

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Guerra per bande

Continua la guerra per bande in Lega Calcio. Dopo la scissione tra serie A e serie B, la nuova Lega di serie A ha deciso di boicottare l'assemblea del 25 di Maggio. La riunione doveva portare il Presidente della Figc alla carica di commissario, con l'incarico di ricomporre i cocci o almeno quello di riuscire ad arrivare ad una separazione consensuale tra le due fazioni in lotta.
Niente da fare, i presidenti di A ritengono che ci sia un conflitto di interessi nei vicecommissari che Abete intenderebbe portare con se. Quanto mai ermetico il commento di Beretta, uomo designato alla presidenza della Lega A: "Sarebbe ideale un commissaro di alto profilo giuridico visto il processo che deve compiere. Con la Federazione auspichiamo un rapporto di collaborazione".
A questo punto, provando a decriptare il messaggio di Beretta, ci viene in mente che la persona dall'alto profilo giuridico possa essere il Professor Guido Rossi. Tutti gli Dei del pallone aiutino il povero calcio italiano prima che gli venga inflitto questo colpo mortale.

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mercoledì 20 maggio 2009

Dilettanti allo sbaraglio

E' di stamane la notizia secondo la quale il signor Riccardo Capanna, fino a lunedì scorso responsabile della preparazione atletica della Juventus, non risulta iscritto all'AIPAC (Associazione Italiana Preparatori Atletici Calcio).
Il signor Capanna sta prendendo il patentino quest'anno, ed ecco il motivo per il quale aveva un contratto "a progetto" con la Juventus. Ringraziamo a tal proposito i giornalisti che, solitamente zelanti nel fare le pulci a casa Juve, a fronte dei 70 infortuni (il 90% dei quali di natura muscolare) che hanno falcidiato la rosa bianconera in questa stagione, non si sono mai sognati di indagare su certi aspetti legati alla preparazione e a chi la programmava. Ma il grazie più grande va a Blanc, vero responsabile delle scelte fallimentari, sciagurato nello scegliere un allenatore poco avvezzo al successo, e addirittura incosciente nell'avallare la scelta del preparatore che, pur bravo che sia, oltre a non possedere i requisiti burocratici (il famoso pezzo di carta dell'AIPAC) vanta, alla veneranda età di 62 anni, un'esperienza di calcio professionistico iniziata nel febbraio del 2007, a Parma.
In precedenza, trent'anni di insegnamento in un Istituto agrario e, prima dell'avventura emiliana, allenava una squadra giovanile di San Fruttuoso, a Genova. E' proprio vero, il repulisti di 3 estati fa ha convinto i dirigenti juventini del Nuovo Corso che per questa Juve servono dei dilettanti. E il più dilettante di tutti, è colui che ha scelto gli altri componenti del circo.
A quando le dimissioni, Monsieur Blanc?

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Ladri di cavalli e puttanieri di professione

E così Ranieri vuole lo stipendio pagato fino al 2010 ed essere libero di trovarsi subito un'altra squadra; proprio quel Ranieri che tutta la stampa ha dipinto come un gentiluomo all'inglese. Anzi, pare che lui abbia detto che in Inghilterra si fa così, e da gentleman qual è lui vuole fare all'inglese anche se ha firmato un contratto in Italia, che Blanc vuole gestire all''italiana.

A Torino, scrivono i giornali, c'è stupore e imbarazzo; immaginiamo Blanc amareggiato ed è a lui che vorremmo dedicare questa riflessione, prescindendo dal caso Ranieri; una riflessione d'ordine generale.

Diciamo allora che nel calcio nazionale di gentleman è da quel dì che non vediamo neppure l'ombra. Quando l'avvocato Agnelli era ancora in vita, era di moda l'aneddoto della sua risposta su Moggi che era stata questa: "Lo stalliere del re deve conoscere i ladri di cavalli".

Nessuna amarezza o meraviglia quindi, caro signor Blanc, di ladri di cavalli si trovano tracce nel nostro calcio fin dagli albori del campionato. Piuttosto la considerazione da fare è un'altra, perché nel frattempo quest'anno è arrivato Mourinho che, con l'assistenza del suo ufficio stampa, ha sputtanato tutto il calcio nostrano (arbitri, giornalisti e allenatori, evidentemente con dentro anche Ranieri) parlando di prostituzione, cioé, per dirla come mangiamo, di puttanieri di professione che è peggio del ladri di cavalli.

Se ci riflettiamo bene dobbiamo osservare che Blanc di fronte a quello sputtanamento si era incazzato e aveva chiesto all'Inter di dissociarsi; ma l'Inter del signor Massimo Moratti non solo non si era dissociata, ma aveva risposto che era in sintonia col suo allenatore e il suo ufficio stampa (a dir la verità noi pensiamo che l'ufficio stampa sia proprio quello dell'Inter ma questo è un dettaglio).

Possiamo allora dire che siamo ufficialmente passati dalla fase dei ladri di cavalli a quella dei puttanieri di professione; ed è questa la conclusione della riflessione che offriamo al signor Blanc affinché faccia tesoro dell'amarezza di oggi per trarre forza e juventinità per il domani.

Tragga forza, caro signor Blanc, e rifletta con noi sulla capintesta del campionato dei puttanieri di professione: l'Inter mette in distinta e manda a parlare in televisione per suo conto un pregiudicato, una persona che ha patteggiato con la giustizia ordinaria una condanna di otto mesi; l'Inter è chiamata direttamente in causa in un processo per pedinamento e indirettamente in uno per spionaggio sul mondo del calcio; l'Inter ha patteggiato con la giustizia sportiva per irregolarità dei bilanci fino al 2004-05 e ha continuato sulla stessa strada a partire dal 2005-06; l'Inter compra terzini e centravanti mentre secondo la normativa dovrebbe prima vendere.

Potremmo continuare con altre società o con le amenità dei giornalisti (oggi quelle di Gazzetta e Corriere sul processo di Napoli), ma possiamo fermarci qui per concludere che il caso Ranieri è una piccola cosa e il nostro ex mister è una brava persona che semplicemente è andata nel pallone; fa venire in mente il tempo dei ladri di cavalli, mentre oggi primeggiano i puttanieri di professione.

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Ipocrisia

Il buon Mensurati di Repubblica, ora non più interessato (e immaginiamo il perché) agli "specchietti" delle famose SIM di Farsopoli, ci ha raccontato oggi del malumore di Ranieri per il suo licenziamento. Articolo veramente interessante, che ci spiega benissimo la reale situazione nella quale ha vissuto e vive la Juventus in questi orribili anni.
Pare che Ranieri voglia trascinare la società in tribunale perché in realtà non è stato licenziato dalla società. Il contratto prevederebbe che in caso di licenziamento il tecnico riceva una sorta di indennizzo pari a un milione e mezzo di euro. E qui il colpo di genio di Blòn che non lo ha licenziato, preferendo semplicemente sollevarlo dall'incarico. Pertanto la Juve continuerà a pagargli lo stipendio risparmiando però i soldi della clausola prevista dagli accordi. La cosa, ovviamente, ha fatto incavolare Ranieri che guadagnerà di meno.
Un altro aspetto interessantissimo che scopriamo è che Ranieri considera un tradimento la sollevazione dall'incarico perché lui ha accettato di condividere le scelte della società, comprese quelle più discutibili. Facile capire che qui si alluda alle scelte di calciomercato.
La morale della storia per noi tifosi è veramente triste, da un lato possiamo sospettare che la dirigenza abbia aspettato a licenziare Ranieri fino a quando a qualcuno non è venuta in mente l'idea per depotenziare la clausola di cui abbiamo detto. Insomma, la dirigenza era verosimilmente ben conscia della pochezza della gestione tecnica che ha trascinato nel baratro la squadra, però si è preferito provare a risparmiare un po' di soldi. Magari rischiando di perderne una vagonata nel caso in cui non ci si qualifichi per la Champions. Bell'affare davvero.
Dall'altro lato, se è vero quanto scrive Mensurati, abbiamo avuto per due anni un allenatore che non condivideva le scelte della società. Ma non se ne lamentava, ne tanto meno dava le dimissioni. Non sappiamo il motivo di questo, ma abbiamo il diritto di pensare che Ranieri lo facesse per tutelare il suo ricco contratto.
Una brutta pagina. Comunque sia andata, piena di ipocrisie. Alla Juve, ora, serve non solo un allenatore. Ma anche una vera dirigenza.

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Par condicio

Qualche settimana fa abbiamo riportato l'indiscrezione per la quale Quaresma sarebbe in procinto di ritornare in Portogallo. Naturalmente, in tal caso, l'Inter dovrebbe iscrivere a bilancio l'ennesima forte minusvalenza. Per par condicio riportiamo oggi l'ipotesi che vede Poulsen in procinto di fare le valigie per ritornare in Spagna. Ovviamente anche in questo caso la Juve dovrebbe iscrivere a bilancio una minusvalenza di alcuni milioni di euro.
Facile trarre da tutto questo un'amara lezione. Il calcio italiano, dopo Farsopoli, non ha più dirigenti e tecnici all'altezza. Il tutto per la gioia delle società straniere, ben felici di trattare con una caterva di incompetenti la compravendita dei calciatori. Dunque, non si facciano illusioni gli interisti, le loro vittorie non sono frutto di un miglioramento da parte della loro dirigenza, questo fatto dimostra platealmente che è la dirigenza della Juve ad essersi abbassata al livello di quella interista e non quella interista ad essersi elevata ai livelli di quelli che erano gli standard della Juve.
Semmai ve ne fosse bisogno, vi diamo un'altra prova: l'Inter veniva eliminata agli ottavi di finale di Champions sia prima di Farsopoli che dopo.

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martedì 19 maggio 2009

Lapo for president


E i giocatori?

E' ora che mettino i coglioni sul tavolo...

e dimostrino in campo quello che valgano!

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Cosa manca a Tuttosport

Oggi Tuttosport rivendica di aver chiesto per tempo l'allontanamento di Ranieri e di aver indicato ancora prima la soluzione Ferrara (addirittura nell'ottobre 2008). Senza entrare nel merito, e ricordando che i giornali hanno una proprietà che fissa evidentemente la linea editoriale, una cosa ci sentiamo di dirla: dall'autunno scorso Tuttosport insiste nel richiamo della tradizione della Juve vincente, quella di Gianni e Umberto Agnelli, insiste nel sottolineare che bisogna tornare a vincere e subito, mentre per gli altri giornali bisogna avere pazienza perché la Juve ancora "tre anni fa era in B".

Ai tifosi juventini quella insistenza sicuramente farà piacere, quanto a noi facciamo presente che tra il dire e il vincere ci sono tanti temi da trattare; ne indichiamo uno che ci sta molto a cuore ed è quello della regolarità dei bilanci.

Per come l'abbiamo vista noi dal nostro sito la situazione attuale è presto detta: la Juve presenta all'esame della Covisoc un bilancio in pareggio, poi si impegna a rispettarlo e lo rispetta fino in fondo, anche a costo di comprare Poulsen invece di Xabi Alonso per non sforare; ci sono società che della normativa Covisoc si sono sempre fatte un baffo e continuano tranquillamente a farselo. Di una in particolare abbiamo riempito pagine e pagine del nostro sito.

Tanto regolare la situazione non è: è come se la Juve facesse un incontro di boxe con le mani legate, mentre l'avversario si mette il piombo nei guantoni; a parte la bravura dei suoi dirigenti a fare a pugni, vincere è praticamente impossibile. Pretendere l'applicazione del Codice di Giustizia Sportiva, pretendere che la normativa sui bilanci sia rispettata da tutti è sacrosanto, e tocca alla stampa verificare che questo accada e indignarsi perché finora non è avvenuto.

Su questo filone d'indagine la precedente direzione di Tuttosport si era particolarmente impegnata; quell'impegno, secondo noi, finora è mancato.

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lunedì 18 maggio 2009

Cori e culi

Se è vero che negli stadi si sentono cori offensivi, punibili dalla giustizia sportiva (la Juve ne sa qualcosa), è anche vero che durante i festeggiamenti per le vittorie i giocatori non si risparmiano quanto a volgarità.

Due anni fa era stato Ambrosini, che mentre festeggiava la Champions invitava con un bel cartello l'Inter a mettersi lo scudetto (appena vinto) nel culo; in questi giorni qualche interista (dopo averci pensato a lungo, si vede) di cartello ne ha preparato un altro, per ricordare ad Ambrosini che nel suo culo c'era ancora posto per altri scudetti; come si vede nella foto il cartello è piaciuto ai giocatori dell'Inter, che ne hanno fatto sfoggio durante il giro in pullman per festeggiare l'ultimo scudetto.

E non si tratta di gesti istintivi, perché Materazzi ci ha tenuto a far sapere che lui non è un lord (e questa poteva risparmiarsela perché a nessuno è mai passato per la mente), e quindi il contenuto del cartello (parole e musica) continuava a piacergli.

Non sappiamo se gli ispettori di Palazzi (quelli che a Torino avevano il taccuino in mano per prendere nota dei cori contro Balotelli) hanno visto la foto, peraltro riportata sui giornali, dubitiamo che si scandalizzeranno, dubitiamo che l'Inter prenderà le distanze da Materazzi lord mancato.

Potrebbe allora succedere, diamo tempo al tempo, che nessuno offenderà più negli stadi Mario Balotelli dandogli del negro di merda, mentre nei festeggiamenti sarà un rincorrersi di cartelli per mandarsi allegramente affanculo; anche perché, a dir la verità, di lord in giro se ne vedono pochi (e gli ispettori di Palazzi non si scandalizzano).

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Tele(Milan)Inter

Nel prepartita di Juventus-Atalanta, curioso siparietto a Telelombardia, emittente privata milanese da sempre molto vicina a Milan e Inter, con particolare predisposizione al buonismo nei riguardi dell’ambiente interista.

Il conduttore Ravezzani, direttore della redazione sportiva, si lamentava con la Juventus per l’oscuramento delle immagini sul riscaldamento pre-partita, rivolgendosi con toni maleducati ("ignorante", il termine più volte ripetuto) all’indirizzo di non ben precisati rappresentanti dell’ufficio stampa della Juventus, rincarando la dose con frasette ironiche sull’argomento.

Non contento, prima di andare in fascia pubblicitaria, mostrava lo schermo oscurato sul campo da gioco, accompagnando la visione con un urlo smodato: "Signori, questa è la Juventus!". Ovvero, una Juve che pratica la censura, alla faccia della trasparenza tanto reclamizzata. Se, da una parte, la cosiddetta trasparenza societaria altro non è che una bufala della prima ora (dietro ai sorrisini c’è solo una gran fame di soldi; chiedere agli Juventus Member per esempio), dall’altra parte certa gente dovrebbe finire di insultare tutto quello che è Juve solo per questioni di audience.

E, da parte di Gattino e soci (prontamente lisciati da Ravezzani al rientro in trasmissione, una volta verificata la visibilità delle immagini dall’Olimpico), sarebbe il caso di cominciare a curare seriamente la comunicazione e chiedere legalmente conto a chi dileggia quotidianamente la Juventus. Non fosse altro per quella maglia che pretende sempre rispetto, indipendentemente dalle persone che la rappresentano.

Quanto al signor Ravezzani, abbiamo una sola richiesta da fargli: perché mai non si rivolge con lo stesso tono nei confronti degli amichetti nerazzurri?

Una volta, solo una volta vorremmo sentirla parlar male di Moratti e soci.

Ci faccia questo favore.

Troppo comodo dare sempre in pasto la carcassa della Juve per interessi di bottega, e ridurre sempre a sciocchezze gli scandali a tinte rossonerazzurre.

Per una volta, Ravezzani si tolga di dosso gli abiti milanesi, e condanni (non giustifichi) per esempio Cambiasso, beccato ad insultare ancora una volta Ambrosini, nell’ultimo capitolo della saga degli striscioni post Champions League 2007. Insulti personali, offese sulla moralità della madre di un collega, e non ci sono giustificazioni che tengano. Magari Cambiasso, che in quel momento indossava una parrucca nerazzurra, si sarà sentito emozionato dal portare in testa cotanta chioma, e la cosa può avergli fatto perdere la misura.

Immaginiamo che una cosa del genere possa anche risultare verosimile, trattandosi dell’Inter.

Quanto al "sensa rruvare", cavallo di battaglia ormai storico del popolo bauscia, gettonatissimo anche in queste ore e cantato a squarciagola da figurine e figuranti sul torpedone nerazzurro la scorsa notte in piazza del Duomo, sarebbe il caso di chiedere a Siena, Roma, Fiorentina, Milan, Bologna, Chievo, Genoa, Samp, Catania (sono tanti eh?), cosa ne pensino di questo slogan.

Che poi, tra una manica di esaltati, il più tranquillo e meno esagitato su quel pullman fosse Ibrahimovic, la dice lunga anche sulle celebrazioni per il quarto scudetto consecutivo nerazzurro, che lo svedese festeggia in modo composto pur essendo stato, ancora una volta, il fattore determinante, evidenziando ancora una volta la sua superiorità di fronte a tutto l’ambiente che lo circonda.

Ravezzani, faccia una cosa da giornalista vero, per una volta, ma la faccia ora che le celebrazioni sono in atto.

Vuole uno scoop?

Benissimo: chieda ad Ibrahimovic quanti scudetti consecutivi ha vinto l’Inter.

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domenica 17 maggio 2009

No comment... Anzi sì!


Ranieri: "Al 99% rimarrò qui, la Juventus per me è al primo posto".
La ringraziamo per l'ottimo lavoro, ci ha portato negli ottavi di Champions League, e piazzati in campionato, e solo 2 anni fa eravamo in B. Da qui ce la possiamo cavare da soli. Vada pure a risollevare le sorti di qualche altra squadra. La Roma per esempio avrebbe bisogno di Lei. Riconsideri un avvicinamento a casa! Eh... Navigare!!

Del Neri: "Abbiamo sfatato anche questa questione dei punti mai fatti con la Juve, meritavamo di più, rimane il successo personale".
Mister, guardi che pareggiare con questa Juventus, al cambio, corrisponde a perdere, altro che successo personale, ha perso l'occasione buona, riprovi l'anno prossimo, forse Ranieri rimane, contento?

Moratti: "Noi i meno aiutati di tutti. Grazie Mou!"
Il gatto e la volpe allibiti rimangono in attesa e dichiarano "Ma dopo quante bugie gli si allunga il naso a questo qui?"

Redazione Sky: "Ricorso Juventus respinto, dovrà giocare una partita a porte chiuse".
Visto che la Dirigenza e Ranieri si sono ritagliati una domenica in tranquillità ci sembra doveroso ricordare i cori che si sono persi. "Noi Ranieri non lo vogliamo", "La Juve siamo noi, la Juve siamo noi, la Juve siamo noi, SOLO noi", "Vergogna... Vergogna...Vergogna". Così contro la Lazio ci potremo dedicare a salutare Pavel come merita e con tutto il cuore.

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Cronache aziendali - trentaseiesima giornata


Una discreta Juve ferma l'Atalanta sul pari e resta in corsa per il terzo posto.
Si giocava a porte chiuse, ma Cobolli e Blanc sfidano la Figc e vanno in tribuna lo stesso: ora rischiano la squalifica.
A Milano si fa festa: sono tutti convinti di aver vinto un altro scudetto. Ibrainteric e Specialone i più misurati.
Restano solo due giornate per fischiare un rigore contro i nerassuri. Mission impossible ... qua ci vuole l'arbitro Moreno.

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Juventus - Atalanta, pagella istantanea


Gigi Buffon: voto 6.5
Incolpevole sui gol, ne salva un altro su Doni ed è aiutato per tre volte dalla traversa. Dà l'impressione comunque di essere legnoso in alcuni movimenti, lontano dal possedere la reattività di tempi andati

Zdenek Grygera: voto 5
Distratto in fase difensiva, specie in occasione del secondo gol, e inesistente in fase propositiva. Viste le prestazioni da parecchie partite, chissà perché gioca lui e non Zebina

Nicola Legrottaglie: voto 5.5
Coinvolto nello stato confusionale difensivo, si fa notare in avanti colpendo anche lui una traversa con un imperioso stacco di testa. Ma è lui il regista difensivo della banda del buco

Olof Mellberg: voto 4.5
Lento e sfasato. Improponibile per come ha giocato oggi. Ariaudo difficilmente avrebbe fatto peggio

Paolo De Ceglie: voto 6
Lascia a desiderare in alcuni movimenti difensivi, ma ci mette l'anima per proporsi anche in fase offensiva. Suo l'assist per Amauri che spreca un gol fatto colpendo la traversa con un colpo di testa sotto misura nel primo tempo

Mauro Camoranesi: voto 5.5
Troppo discontinuo per fare la differenza. Si dimostra anche voglioso di prendere in mano la squadra a tratti, ma non trova l'ispirazione per la giocata vincente come altre volte è successo

Cristiano Zanetti: voto 6
Sufficiente solo perché azzecca la matta con un gol spettacolare. Per il resto fa il paio con Poulsen, palesando anche lui una condizione fisica lontana dai tempi migliori

Christian Poulsen: voto 4
Riesce a dare il peggio di sè. Come se non bastassero i continui tocchetti in orizzontale o all'indietro, anche in fase difensiva è tutt'altro che una diga. La perla: cerca di servire anche un assist a un incredulo Plasmati (!). Basterebbe la partita di oggi per cacciare lui e chi l'ha voluto.

Pavel Nedved: voto 6.5
E' ancora una volta il migliore. Le azioni più pericolose nascono quasi sempre dai sui piedi. Arriva spesso sul fondo a crossare ed è suo l'assist per il primo gol di Iaquinta

Amauri: voto 5
Si danna l'anima ma è la controfigura del giocatore decisivo ammirato nella prima parte di campionato

Vincenzo Iaquinta: voto 6
Insieme a Nedved è il più in forma, e non a caso sono proprio loro due a firmare il gol del pareggio chiudendo un'azione in percussione
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Jonathan Zebina: senza voto
Ultima mossa di Ranieri nei dieci minuti finali per vincere la partita...

Alex Del Piero: voto 5.5
Entra nell'ultima mezz'ora. Cerca l'azione personale più volte ignorando i compagni, e si guadagna una punizione dal limite calciata poi sulla barriera. A due minuti dalla fine ha la palla buona, ma la spreca a pochi passi dalla porta avversaria

David Trezeguet: senza voto
Entra negli ultimi venti minuti, ma probabilmente riesce nel poco invidiabile record di non toccare palla
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Claudio Ranieri: voto 2
Un paio di punti perché gli si può concedere l'attenuante di aver schierato la stessa formazione che ha pareggiato a San Siro. Ma ormai nella squadra non se lo fila più nessuno. Autorevolezza pari a zero. Schiera la difesa alta con un Mellberg che è fra i centrali più lenti del campionato. Continua a tenere fuori Giovinco, che pure qualche partita gliel'ha risolta. Punta ancora su Poulsen, ma ci risparmia Marchionni. Che dire? Liberateci il prima possibile da questa presenza ormai dannosa e deleteria

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Quattro, con la condizionale

Vincere sul campo è sempre bello e non abbiamo niente contro il tifoso interista che festeggia lo scudetto, ce l'abbiamo con la stampa che, quasi tifasse per l'Inter, va dietro a Moratti che festeggia il "quarto scudetto" e così supera anche suo papà che di scudetti ne aveva vinti tre.

Sul quattro qualcosa da dire ce l'abbiamo, perché il primo di questi quattro è quello dell'estate 2006 ed è stato assegnato da Guido Rossi dopo la sentenza Sandulli. Si dà il caso che le sentenze alla Sandulli (cioé definitive) possono anche non reggere all'usura del tempo; nel caso di Guardiola per esempio, e ne abbiamo scritto anche noi, la sentenza ha resistito otto anni e poi, su richiesta del condannato, si è dovuto revocarla.

Dall'estate di Calciopoli di anni ne sono passati solo tre; nel frattempo a Milano c'è un processo sul dossieraggio di Tavaroli e tra i dossier ce nè uno sul calcio, e chissà che il processo non riesca ad accertare chi l'ha ordinato e cosa ne ha fatto; a Napoli le accuse di Calciopoli sono al vaglio della giustizia ordinaria e ci vorrà tempo per stabilire se Giraudo e Moggi erano dei delinquenti, come i carabinieri hanno scritto nella trama che poi è servita a Sandulli tre anni fa; tra i due processi potrebbero anche esserci dei collegamenti.

Fa bene, allora, chi ha vinto sul campo a festeggiare, ma chi parla di quattro non è un galantuomo; galantuomo è il tempo, che per togliere tutti i dubbi ha bisogno di un po' di anni. Il primo di quei quattro non è stato vinto come quest'anno da Ibra e Julio Cesar, ma è stato assegnato all'Inter dal suo ex consigliere Guido Rossi; assegnato, verrebbe da dire, con la condizionale.

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Perché è un onesto ragazzo! Vol. 3


16 maggio, compleanno di Massimo Moratti, ed anche conquista di un altro scudetto inutile.

La festicciola di compleanno si è trasformata in una festa scudetto.
Festeggiamenti durati fino all’alba.
Canti, bibite e liquori, palloni, salti e squallori.
Dopo mezzanotte è arrivato anche un presentatore, chiamato d’urgenza, con la sua attrezzatura, ed ha intrattenuto gli invitati via microfono con trovate di genere vario.
Tutti felici, soprattutto i Milanesi, ma anche gli ospiti venuti da Torino e Bologna, che si sono piacevolmente complimentati col festeggiato.
La notte è stata lunga, anche perché la squadra e il festeggiato sono passati prima per il centro della città, e solo dopo si sono recati alla villa.
Poi al mattino caffè e cornetti per tutti.
E mentre tutti i festeggianti assonnati si rifocillavano, il presentatore ha cominciato a salutare gli invitati che stavano per ritornare a casa.
Dentro la villa abbiamo inserito una piccola microspia.
Riportiamo alcuni stralci dell’intercettazione ambientale.

“Ed ora, prima di lasciarci, vorrei leggere alcuni messaggi arrivati durante questa lunga e bellissima notte.
Ritengo sia giusto, perché chi non ha potuto partecipare alla serata è stato con noi con il cuore e con il pensiero.
Ne abbiamo stampati decine e decine…
Ve ne leggo solo qualcuno a caso, perché vi vedo abbastanza assonnati e stanchi.

- Grazie per l’ennesima gioia! (Luigi da Rovigo)
- Ed ora, Massimo, regalaci anche la Champions… (Mario da Ravenna)
- Mi consenta dei calorosi complimenti per il suo lavoro. (Silvio da Milano)
- Siamo grandi presidente! Siamo grandi! (Osvaldo da Chiasso)
- ……………
- …………
- ……………
- …………
- ecc”

Dopo la lettura di ogni messaggio, scattava un piccolo applauso.
Poi, ad un certo punto, la lettura dell’ultimo messaggio.

“Grazie Inter! Quattro anni, quattro scudetti, quattro scorregge nel vento! (Crazeology)”

Di colpo è calato il gelo.
E poi, come per magia, un leggero venticello freddo è arrivato a spazzare via gli odori accumulati nelle sale della villa durante la notte di festa.
Proprio in quello stesso istante, a qualche chilometro di distanza, un ometto tornava a casa in macchina dopo una notte di lavoro al casello autostradale.
La piccola radio locale partiva coi programmi e annunciava:

“Ieri sera l’Udinese ha battuto il Milan 2-1: con questo risultato, l'Inter è matematicamente campione d'Italia”

E l’ometto solo in macchina in risposta:

“Prrrrrrrrrrrrr! Signor Presidente!”

E come per magia, questa volta, il vento non è arrivato.

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sabato 16 maggio 2009

Perché è un onesto ragazzo! Vol. 2


16 maggio, compleanno di Massimo Moratti.


Festicciola, torta, invitati.
News fresche fresche.
Invitato proveniente da Bologna.
A1, tratto Bologna-Milano.
Un’auto con un solo passeggero.
Uno, solo soletto, che procede a tavoletto.
O a Tavaroli.
Veloce insomma.
Dentro la sua auto rossa abbiamo inserito una piccola microspia.
Riportiamo alcuni stralci dell’intercettazione ambientale.
Le telefonate dunque, sono prive delle parole espresse dagli eventuali interlocutori del soggetto all’altro capo del telefono.
Siamo spiacenti.

“Pronto Marco, ma sei già lì?
......
Ah sei già lì?!?!
......
Ah hai dormito lì stanotte?
Ti ha dato una camera?
......
E una cameriera bonazza te l’ha data?
Ah! Ah! Ah!
.........
Visto il mio intervento da Floris?
Eh?!?!
Sono troppo forte quando mi metto d’impegno.
.........
.........
Ci sto pensando.
Me lo ha anche chiesto, ma ho fatto lo gnorri.
Poi ne parliamo…
.........
.........
Mia moglie mi raggiunge lì.
Hai sorvegliato un po’ il festeggiato?
Oppure hai fatto come fai con Mediobanca?
Ah! Ah! Ah!
............
Si… si… Io sono per strada. Arrivo arrivo.
.........
Da Torino viene gente eh!
.........
Si si, vai che ci si diverte!
Pigliamo pure in giro Lapo stasera…
.........
Oh! Ma sai che viene Blanc?
.........
Si si! Ma pensa!
Oh! Lo sai che si porta dietro pure il naso?!
Ah! Ah! Ah!
.........
Signore e Signori......... NAAAASELLOOOOO!
Ah! Ah! Ah!
Sono già in clima festa eh!
Viene pure Giovanni, che mi ha già preannunciato che racconterà qualche barzelletta col megafono!
.........
Ah! Ah! Ah!
L’importante è che trattate bene John, mi raccomando, non fatelo incazzare.
Dai, ci vediamo tra un po’… ciao ciao ciao…”

“Pronto…
E allora? Novità?
.........
.........
...........
Eh? Come?
.........
.........
............
Ma lo sanno questi esseri inutili che io non mi iscrivo l’anno prossimo?
Lo capiscono o no? Sanno chi è che comanda?
‘Sto Max ha proprio rotto!
Continuate a lavorare, schiavi! Devono cedere ‘sti finocchi!
.........
.........
Ci sentiamo domattina…”


Canticchiando solo soletto, pensando alle automobili:
“Corri cavallo, corri ti prego
fino a Samarcanda io ti guiderò,
non ti fermare, vola ti prego
corri come il vento che mi salverò
oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh”


Canticchiando solo soletto, pensando ad un squadra di calcio di Torino:
“Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
Dietro a una scia un soffio, un velo
Ti staccherai
Perchè ti tiene su soltanto un filo, sai”


Canticchiando solo soletto, pensando alla festicciola:
"Perché è un onesto ragazzo,
perché è un onesto ragazzo!
Perché è un onesto ragazzooooooooooo....
Nessuno lo può negaaaar!”


Dialogo con l’impiegato al casello autostradale:
- Bene, ecco i soldi, sono giusti giusti.
- ........ (silenzio)
- Può anche evitare quella faccia scocciata. Mi ha riconosciuto? Sa chi sono io?
- Certo che lo so. E infatti faccio questa faccia...
- Lei rende un servizio al pubblico e deve essere gentile.
- Io rendo un servizio al pubblico, e sono gentile con tutti, meno che con lei.
- Perché, le sono antipatico?
- No. E’ che io sono della Juve. Lei invece ha 13 scudetti. Prrrrrrrrrr!
- Si vergogni, chiamerò un amico che...... Vedremo per quanto tempo lavorerà ancora qui...
- Faccia come crede signor Presidente, si tolga di mezzo signor Presidente, c’è coda dietro di lei... signor Presidente. Prrrrrrr!
- Ti faccio passare la voglia di... nullità che non sei altro...
- Vada vada, signor Presidente. Prrrrrrrr!
- Str......z... (l’auto riparte lentamente)
- (si affaccia dal gabbiotto, sporge il braccio e mette in evidenza il dito medio della mano destra, guardando l’auto che riparte...)
Ah! Signor Presidente...
Sono solo un sostituto con un contratto a tempo determinato, dal prossimo mese ritorna la collega che è in maternità.
Dunque non ho nessuna paura delle sue invettive, signor Presidente.
-......(silenzio)
- Prrrrrrrrrrrrr! Signor Presidente!

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Perché è un onesto ragazzo! Vol. 1


16 maggio, compleanno di Massimo Moratti.

Festicciola, torta, invitati.
News fresche fresche.
Invitati provenienti anche da Torino.
Fanno una macchinata e vanno tutti alla festa.
John, Lapo, Cobolli, Blanc e Franzo.
Lapo e Cobolli hanno già chiesto di non essere loro a guidare, nè prima, nè dopo la festa.
Il motivo non è ancora chiaro.
Guida John, in silenzio assoluto.
Davanti al suo fianco si siede Blanc, che di solito durante i viaggi con Johnny fischietta "La vie en rose".
Dietro John si siede Franzo, che per tutto il viaggio sussurrerà consigli.
Gli altri due dietro, faranno la solita gara, spareranno a raffica qualunque sciocchezza, chi vince si proporrà come nuovo presidente della Juventus.
Il coro udibile sull'A4 (Torino - Milano), e nella villa di Moratti:

"Perché è un onesto ragazzo,
perché è un onesto ragazzo!
Perché è un onesto ragazzooooooooooo....
Nessuno lo può negaaaar!”.

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