domenica 31 maggio 2009

Cronache aziendali - si chiude per ferie!


C'era più poco da rubacchiare in quest'ultima giornata, al più il titolo di cannoniere a Di Vaio... Detto fatto!
Un paio di spinte ai difensori dell'Atalanta, una spintarella arbitrale e il consueto colpo di sonno del moviolista portano a casa anche questo titolo. Spinga, spinga...
Dei campioni d'Italia si ricorderà la memorabile faticosa vittoria per 1-0 in casa con l'Anorthosis Famagosta, squadra greco-cipriota senza città (occupata dai turco-ciprioti), che tante illusioni europee aveva suscitato nel popolo nerassuro. Provaci ancora, Max.
Come da copione, la Juve fa festa con la Lazio e manda in pensione, per quattro soldi, il vecchietto ceko. Anche se quello ancora corre più degli altri ed è il primo per presenze. Boh, se ne sono buttati tanti per dei Carneadi, per lui sarebbero stati comunque ben spesi.
Si aspetta ora soltanto di sapere il nome del nuovo allenatore: sarà uno scambio con la Roma (poveri noi e loro ...), arriverà il capellone da Bari (mah ...) o ci terremo Ciro, Sandra Milo permettendo (Ciro! Ciro !! Ciro !!!) ? In fondo Ranieri ha fatto meglio dell'anno scorso, siamo secondi. Difficile per chi verrà fare meglio di lui.
Il campo dice che il Torino va in serie B e in tv è un coro di lamenti e dispiacere, oltre che di auguri di pronto riscatto.
Ma in fondo i giornalisti sportivi fanno sempre così, ogni anno, per ogni squadra che retrocede. Tranne una volta.
Chiudono anche le Cronache aziendali, e chissà se riapriranno.
Un grazie a tutti per l'attenzione, sperando di non avervi annoiato.
Un saluto specialissimo al lettore cronista sportivo: non se l'abbia a male, la stima non si regala al primo che passa.

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Juventus - Lazio, pagella istantanea


Gigi Buffon: voto 6.5
Quasi del tutto inoperoso. Quasi. Sventa un'occasione da gol su Foggia

Jonathan Zebina: voto 6
Alcune incursioni in zona d'attacco

Nicola Legrottaglie: voto 5.5
Incerto in un paio di occasioni

Giorgio Chiellini: voto 6.5
Si differenzia rispetto al compagno di reparto per le continue incursioni in area della Lazio

Hasan Salihamidzic: voto 5
Gioca fuori ruolo e si vede. In difficoltà contro Foggia

Mauro Camoranesi: voto 5.5
Svogliato. Però ha una tecnica che Marchionni può solo sognare

Cristiano Zanetti: voto 6
Regola il traffico dignitosamente

Claudio Marchisio: voto 7
Suo l'assist per il primo gol

Pavel Nedved: voto 10
Grazie di tutto!

Alex Del Piero: voto 7
Alcune ottime iniziative. Bellissima la rovesciata nei minuti finali del primo tempo

Vincenzo Iaquinta: voto 7+
Segna due gol simili per dinamica
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Amauri: senza voto
Sostituisce Zanetti ad inizio ripresa

Sebastian Giovinco: senza voto
Entra ad un quarto d'ora dalla fine al posto di Iaquinta

Tiago Mendes: senza voto
Entra al posto di Nedved: la nuova Juve sostituisce quella vecchia. Smile!
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Ciro Ferrara: voto 7
Missione compiuta!

Cirigenza: senza voto e senza parole
Riescono a rovinare anche l'ultima di campionato, causa il mancato rinnovo a quel monumento vivente di juventinità che è Pavel Nedved. Loro hanno un progetto... ovvero quello di legittimare con la presenza della Juve le vittorie degli usurpatori milanesi. Ora attendiamo, magari, l'ennesima perla: l'arrivo sulla panchina juventina del perdente interista Blanc.

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Maltrattato?

Sul brutto addio di Nedved all'interno del nostro Team ci sono posizioni diverse: non c'è dubbio che i dirigenti hanno operato ancora una volta da dilettanti ma, allo stesso modo, non c'è dubbio che lui vuole giocare e il suo procuratore litiga per soldi. Così stamattina Tuttosport mette come titolo "Maltrattato" ma, più correttamente, ci vorrebbe un punto interrogativo.

Ed è l'interrogativo che giriamo ai lettori, riflettendo intanto sul tono dei saluti.

La Juve, nel ringraziare Nedved, gli dà appuntamento per nuovi successi insieme (?); anche Pavel ringrazia (la famiglia Agnelli), rivendica (con noi) i quattro scudetti ma appuntamenti non ne dà. Di mezzo c'è il procuratore che vorrebbe dare a bere che non si tratta di soldi nè di garanzie tecniche.

Per completare il quadro il pizzaiolo-procuratore dice intanto che penseranno da lunedì a cosa fare la prossima stagione; il dubbio è che ci avranno già pensato, ma non importa.

Un altro dubbio che si somma a quello di prima: Pavel Nedved, gran guerriero e gran campione, è stato maltrattato?

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sabato 30 maggio 2009

All'Inter il C.I.P. 4

Si chiude il Campionato Italiano Professionisti con la quarta consecutiva vittoria della squadra di Moratti.
Un altro campionato ed eguaglierà il record di 5 della Juventus.
Un altro ancora e Moratti potrà mettere in bacheca anche il prestigioso C.I.P. 6 con l'alto patrocinio della SARAS.

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Gazzoni il fustigatore

Già in passato vi abbiamo raccontato di come uno dei massimi fustigatori del mal costume del doping amministrativo nel calcio, nonchè vittima della crudeltà di Moggi fosse indagato a Bologna per la bancarotta da 35 milioni della Victoria 2000.
Quindi, ci pare giusto tenervi informati sulla situazione: i giudici bolognesi hanno chiesto il rinvio a giudizio per sua onestà Gazzoni Frascara.
Mica male per uno che si erge a difensore degli onesti e vittima dell'altrui disonestà, non vi pare?

Naturalmente di tutto questo difficilmente troverete traccia in tutti quei giornali che nell'estate del 2006 suonavano la gran cassa contro la Juventus e la Triade. Sapete, i lettori non vanno informati, non è giusto (secondo i farisei della carta stampata) porre loro troppi problemi raccontando la complessità della realtà nella quale viviamo. Molto meglio dare in pasto un mostro. Possibilmente quest'ultimo deve essere qualcuno che i signori proprietari di giornali vogliono far fuori.
Tutto questo, ricordatevelo, i giornalisti la definiscono "libertà di stampa". Così siamo ridotti.

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Le allusioni di Repubblica


Giovedì scorso abbiamo avuto la prova certa che qualcosa non funziona nella redazione sportiva del quotidiano "la Repubblica". Da vecchi lettori possiamo affermare che, quanto meno, in quella redazione vi lavorino persone prevenute. Come facciamo ad aver maturato questa certezza?
Leggete cosa scrivono in un trafiletto sul probabile passaggio di Antonio Conte alla Juventus:
"Manca l'accordo sullo staff perché Conte vorrebbe il preparatore atletico Giampiero Ventrone, già a Torino nei discussi anni di Lippi." (pagina 55 dell'edizione cartacea del 28/5/2009)

Secondo voi questo è modo di fare giornalismo? A cosa alludono i signori della redazione di Repubblica?
Perché gli anni di Lippi sarebbero discussi?
Noi ipotizziamo che questi giornalisti si riferiscano al fatto che quella Juventus fu trascinata sul banco degli imputati in un processo per doping (leggete il nostro dossier). Con grande dolore della redazione di Repubblica, immaginiamo, dobbiamo ricordare che la Juventus fu assolta per non aver commesso il fatto in relazione all'uso di sostanze dopanti e invece fu prescritta (che vuol dire che è passato troppo tempo per accertar la verità) in relazione all'uso illecito di sostanze lecite.
Ecco così spiegata la furba aggettivazione della redazione sportiva del giornale. Si sputa veleno, nonostante l'assoluzione, usando un aggettivo sottilmente allusorio che consente di evitare una querela.
Noi siamo convinti che anche da queste cose si veda la qualità di un giornale che dovrebbe avere come obiettivo quello di informare i propri lettori. Pensiamo che nella vita conti il coraggio delle proprie azioni e la forza delle parole usate. Avremmo, dunque, preferito un giornale che parlasse apertamente di questi fatti anche a costo di rischiare una querela. Di conseguenza avremmo voluto leggere anche che il quarto mondiale vinto dall'Italia è macchiato dall'ombra del doping, visto che se sono discussi gli anni di Lippi alla Juve è discutibile lui e il suo modo di lavorare, dovunque e comunque.

Tutto questo "la Repubblica" non l'ha fatto. A voi, cari lettori, lasciamo le dovute considerazioni la mattina, quando passate in edicola.

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venerdì 29 maggio 2009

Fogne a cielo aperto

Qualche mese fa ti chiedevo un po' scherzando un po' sul serio come mai non riuscivamo ad avere un arbitro amico, tanto da sentirci almeno una volta protetti, e tu, con uno sguardo fra il dolce e il severo, mi rispondesti che questa cosa non potevo chiedertela, non ne eri capace.
Fantastico.
Non ne era capace la tua grande dignità, non ne era capace la tua naturale onestà, la sportività intatta dal primo giorno che entrasti nell'Inter.


I tanti lettori (sempre di più ogni giorno) che ci seguono si saranno resi conto che al processo di Napoli con gli interrogatori di Dal Cin, Nucini e Gazzoni Frascara è venuto fuori il campionario dell'assurdo.

Dal Cin ha detto che della combriccola romana non aveva nessuna prova, ma lui ha solo riferito cose che sentiva dire; a Napoli quindi, nel luglio 2004, qualcuno ha autorizzato le intercettazioni di Calciopoli per sfizio, non lo diceva la legge ma lo volevano al bar sport.

Nucini ha dovuto ammettere che lavorava ad un dossier per il suo caro amico Facchetti; detto terra terra: un arbitro in attività, che ha fatto anche il commentatore in tv, lavorava per l'Inter.

Gazzoni Frascara ha dovuto ammettere (pure lui) che le fidejussioni false della Reggina probabilmente, ma proprio molto probabilmente, le ha procurate Facchetti; detto anche qua terra terra: la Figc dedica il campionato Primavera alla memoria di un dirigente che potrebbe averne combinate di cotte e di crude.

Dicevamo campionario dell'assurdo ma forse, per gli odori che provengono da questi interrogatori, è più giusto parlare di fogne a cielo aperto, perché si tratta singolarmente di vere e proprie porcate che finiscono anche per intrecciarsi tutte insieme, rimandano alla genesi di Calciopoli (in Nucini e Dal Cin si sente la puzza dello spionaggio Tavaroli), al sua farsesco svolgimento (con l'arrivo da Milano, come commissario Figc, di un ex-consigliere dell'Inter che però era molto stimato anche a Torino), fino all'assegnazione dello scudetto di cartone nel nome dell'onestà (di Facchetti???). Una fogna lunga cinque anni: dalla puzza di Tavaroli allo scudetto in segreteria.

Era stato proprio il professor Guido Rossi a parlare di topi di fogna, vi ricordate? Adesso, mentre siamo in attesa che i pubblici ministeri portino le prove della combriccola romana e ci svelino i misteri delle sim segrete di Moggi, si può tranquillamente aggiungere che in quelle fogne a cielo aperto i topi continuano a sguazzare indisturbati; basta riflettere sullo svolgimento degli ultimi campionati, su quanto è successo al Coni, in Figc e alla Lega, sul funzionamento della giustizia sportiva, sui racconti della stampa circa il nuovo calcio pulito che profuma del rosa della vita.

A proposito di stampa, nessun giornale tra quelli importanti, a parte Tuttosport, si è scandalizzato per le deposizioni di Napoli: nessuna voce stupita, verosimilmente per non disturbare i topi che sguazzano a piacimento, ma stanno anche allerta sospettosi; nessun accenno di vergogna, forse perché molte loro pagine in quelle fogne devono inzupparci il pane.

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giovedì 28 maggio 2009

E sono già cinque


Sono già passati cinque anni.
Da quel maledetto 27 maggio 2004.
Quando è morto Umberto Agnelli.
Ed è contemporaneamente iniziata la morte della Juventus.
Grazie, Dottore.
Grazie per aver affidato la sua amata Juventus ad Antonio Giraudo, Luciano Moggi, Roberto Bettega.
Grazie per averci fatto vivere, da tifosi juventini, dodici anni fantastici.
Grazie per i 7 scudetti.
Grazie per Roma.
Grazie per Tokyo.
Grazie per il 5 maggio.
Grazie per essere stato sempre vicino alla Juventus, ai suoi dirigenti ed ai suoi tifosi.
Nei tanti momenti belli.
Come nei pochi momenti brutti.
Grazie per aver trasformato la Juventus in una società modello, invidiata in tutto il mondo.
Grazie per aver benedetto la scelta di Capello, proprio pochi giorni prima di morire.
Grazie.
Ora quella Juventus non esiste più, grazie al pregevole lavoro di eredi e tutori.
Restano comunque i ricordi di un periodo meraviglioso.
E la speranza che venga presto presentato il conto a coloro che hanno distrutto la Juventus.

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Forza Juve!

Primavera 1958. Il giovane Umberto Agnelli è in visita ai reparti Fiat dello stabilimento di Mirafiori Meccanica.
Uno stuolo di lacché è impegnato a fornirgli spiegazioni (peraltro, non richieste) sui dettagli dei macchinari in azione, mentre il personale (capireparto, capisquadra, operai), preventivamente avvisato, fa capannello un po’ più indietro, concedendogli il giusto spazio fisico.
Il poco più che ventitreenne Umberto, un po' per il cognome che porta e un po' per educazione, si mostra interessato alle condizioni di lavoro delle maestranze e al modo nel quale vengono gestiti i processi di lavorazione.
Sembra invece mal sopportare i tecnicismi legati al funzionamento delle macchine operatrici che, chissà perché, insistono a volergli dare.
Gli operai, invece, ormai anch’essi annoiati, osservano rispettosamente la consegna del silenzio.
Finché uno di loro, suo coetaneo o poco più, padre di uno degli attuali esponenti dello Ju29ro Team, non decide di fare un paio di passi in avanti, chiedendogli: "Dottor Umberto, ma quest’anno, con gli arrivi di Charles e Sivori, ce la facciamo a vincere lo scudetto?"
Mentre i solerti accompagnatori sembrano disapprovare l’intervento del malcapitato ("Ma chi è, che vuole, come si permette?"), il viso del giovane Agnelli abbandona finalmente l’espressione corrucciata che sembrava avere fino a un attimo prima, e si apre ad un grande sorriso… Umberto si avvicina e spiega, sobriamente ma con appassionata cortesia, che "Ce lo auguriamo, stiamo lavorando per quello, e secondo me ci riusciremo!".
Il buonumore sembra contagiare finalmente i presenti, anche i più riottosi, al punto che da 4-5 degli operai posizionati poco più indietro parte un liberatorio "Forza Juve", al quale Umberto risponde ridendo "Forza Juve".

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mercoledì 27 maggio 2009

La forza silenziosa del dottor Umberto Agnelli

Ieri La Stampa, per la ricorrenza della sua scomparsa, aveva titolato sulla sua "forza silenziosa", oggi in un libro dedicato al suo ricordo c'è un piccolo paragrafo dedicato a "Torino e la Juventus".

E' mancato cinque anni fa il dottor Umberto Agnelli e, col passare del tempo, si ha più chiara la percezione della qualità elevata del suo contributo, spesso appunto silenzioso, per il gruppo Fiat, per Torino, in generale per il Paese.

Nel libro vengono ricordate le sue passioni e, insieme con la montagna e la sua Sestrière, viene citata la Juventus, che Umberto Agnelli considerava ambasciatrice di Torino nel mondo. Vengono anche riportati molti suoi interventi e, in uno risalente al 2000, nel quale si rammarica che tante persone non conoscano bene Torino, ci sono queste sue parole: "L'unico riferimento di sicuro effetto è quando gli dici: Torino è la città della Juventus. A questo punto, forse continueranno a non sapere esattamente dove sia Torino ma, dal taxista al grande manager, capiscono finalmente che è una città importante."

Guardando la Juve di oggi, ripensando a tutta la farsa di Calciopoli, cominciata con la deposizione di Dal Cin del giugno 2004 (subito dopo la sua morte!!!), si potrebbero dire tante cose.

In omaggio alla sua forza silenziosa diciamo solo che ci riconosciamo in quella Juve, nella sua Juventus che voleva dire qualcosa di importante; è importante anche per noi tifosi e cercheremo di dimostrarlo con tutte le nostre forze.

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martedì 26 maggio 2009

Ma che bel gemellaggio

Molto probabilmente la sconfitta di domenica significherà per il Torino la serie B, sicuramente ha significato (scrive la Gazzetta del Lunedì di Genova) la fine del gemellaggio tra le tifoserie di Genoa e Torino, che durava da trent'anni.

Una brutta fine, con Cairo e Gasperini che si accusano ancora oggi, ma anche un gemellaggio davvero singolare se si pensa alla famosa valigetta con i 250.000 euro di quattro anni fa della partita Genoa-Venezia.

Sulla frode sportiva contenuta in quella valigetta, infatti, c'è stato nel frattempo il processo in tribunale, ed è venuta fuori un'altra bella disputa tra Genoa e Torino: è venuto fuori che il Torino voleva condizionare quella partita dando al Venezia di Dal Cin un premio a vincere e il Genoa di Preziosi, per difendersi, aveva risposto con un premio a perdere. Come tutti sanno l'asta di Dal Cin (il grande accusatore di Moggi chiamato oggi a testimoniare al processo di Napoli) era finita con l'aggiudicazione alla squadra di Preziosi, verosimilmente perché offriva di più.

Sembra un gioco del destino e forse non c'entra solo lui: la prima disputa di quattro anni fa era costata cara al Genoa, retrocesso in serie C; quella di domenica scorsa potrebbe costare ugualmente cara al Torino, perché retrocedere in B oggi (con la A che si è staccata dalla Lega e la possibile nuova vendita dei diritti tv tra un anno) sarebbe veramente una mazzata capace di mettere KO pure un Toro.

Proprio un brutto gemellaggio, insomma: che ha vacillato per una valigetta piena di soldi ed è sfumato del tutto domenica con una rissa da Far West.

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lunedì 25 maggio 2009

Cose da Juve, casini da Inter

Sui giornali di oggi ci sono tanti elogi per Ferrara. Ci sono piaciute, in particolare, le parole di Zebina che ha detto "Ferrara ha parlato poco, ma ha detto cose da Juve. Rispetto a prima è un'altra cosa" ( fonte: Tuttosport).

Ci sono piaciute perché abbiamo sempre criticato Ranieri, prima ancora che per questioni tecniche, proprio perché non diceva cosa da Juve, per quel suo ripetere ad ogni domenica sportiva (e con lui, sorridenti, tutti i commentatori della domenica) che tre anni fa la Juve era in B e lui stava rispettando la tabella.

Le parole di Zebina confermano che per motivare chi scende in campo con la maglia della Juventus bisogna richiamare la sua storia e non la cronaca di questi ultimi brutti anni; confermano che la storia di una società sportiva è una forza d'inerzia che, nel caso della Juve, è come un vento che soffia nelle vele, bisognava evidentemente dispiegare le vele nel modo giusto.

Che ci sia questa forza si vede anche nel caso dell'Inter con Mourinho e Ibrahimovic, riempiti di milioni e che però non sono sicuri di restare. Ci torneremo sull'argomento, intanto segnaliamo lo spettacolo di Varriale e Mourinho che ieri a Stadio Sprint si rinfacciavano a vicenda di essere ipocriti col portoghese, dai capelli sempre più bianchi e la faccia sempre più da incazzato, a dire alla fine che il suo presidente era contento di lui perché "era stato onesto".

In effetti oggi il suo presidente s'è detto "infastidito", e cioé incazzato come un biscione aggiungiamo noi, visto anche il richiamo all'onestà (!!) di uno che non è pirla; i soliti casini dell'Inter della gestione Moratti sui quali ora si eserciteranno i vari fabiomonti e mariosconcerti con i loro pistolotti a comando mentre il discorso, secondo noi, è molto semplice: c'è anche qua una storia e una forza d'inerzia, solo che non è un vento che può gonfiare le vele, sembra semmai una sciroccata che porta fastidi, umidità e smuove anche odori di fogna.

Rispetto a quella della Juve è proprio tutta un'altra storia.

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Una vita da mediano



Una vita da mediano
A patire frustrazioni
Nonostante quei milioni
Eravate dei piagnoni.

Una vita da mediano
Sempre senza alcun pudore.
Taroccaste documenti
Ed evitaste San Vittore.

Sìììììì
Proprio lìììììì
In galeraaaaa
Meriteresti di staaaaar lìììììì.

Una vita da mediano
da chi non vinceva niente
si spacciava per onesto
e pedinava un po’ di gente.

Una vita da mediano/
non hai perso l’occasione
ti hanno regalato scudi
e sai che sono di cartone.

Sìììììì
Proprio lìììììì
In galeraaaaa
Meriteresti di staaaaar lìììììì.

Proprio lìììììì
In galeraaaaa
Meriteresti di staaaaar lìììììì.

Una vita da mediano
patteggiando la prigione
per salvare il culo al gioco
preferito del padrone.

Una vita da mediano
che in Europa caschi male
che di Coppa dei Campioni
non ricordi una finale.

Sìììììì
Proprio lìììììì
In galeraaaaa
Meriteresti di staaaaar liiiii.

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99,99%

Il neo campione d'Italia Mourinho si è affrettato a spiegare che rimarrà probabilmente all'Inter anche il prossimo anno, rinunciando ad un offerta del Real Madrid.
Non si è capito bene se il margine di incertezza che si è dato, pari allo 0,01%, sia dovuta ad un malcontento legato all'ipotesi che l'Inter non sosterrà quest'anno una campagna acquisti in grado di elevare la squadra al livello delle migliori europee. Oppure se sia un modo come un altro per riuscire a spuntare un ingaggio ancora più alto. In qualsiasi caso, non vi è dubbio che la società Inter, per l'ennesima volta, rischia di essere coinvolta in una bufera.
In attesa, naturalmente, dello tsunami che orchestrerà l'ex pizzaiolo Raiola, sul contratto di Ibrahimovic.
Ci sarà da divertirsi!

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No comment... Anzi sì!


Acquafresca: "Sono stato trattato come un pacco postale".
Inscatolato e spedito! In qualche maniera l'Inter dovrà pure sbarazzarsi di tutto quel cartone. E pensare che Materazzi chiedeva gli scatoloni agli altri!!

Maldini alla curva milanista: "Orgoglioso di non essere uno di loro".
Tranquillo Paolo, ora che hai finito di lavorare al Milan puoi riprendere a tifare Juventus serenamente! Benvenuto!

Preziosi: "Milito e Motta? Li ho dovuti lasciar andare..."
Eh, che sforzo, soldi, Crespo ed Acquafresca! Una trattativa "disinibita" con Moratti, e la squadra per l'anno prossimo è fatta. Visto che c'era poteva chiedere direttamente lo scudetto al presidente dell'Inter, ne ha un paio che gli vanno larghi!

Spalletti: "Il futuro è senz'altro roseo per questa squadra e questa società".
Ha detto Spalletti mentre metteva Pizarro nella valigia allontanandosi a passo veloce!

Giuseppe Bozzo (procuratore di Cassano): "Niente Inter o Juventus, Cassano resta a Genova".
Nonostante la sua smania di tornare fra le grandi, dopo aver fallito sia alla Roma che al Real, temiamo dovrà accontentarsi ancora della Sampdoria! Mare, sole e il cielo seeeeempre più blu!

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domenica 24 maggio 2009

Tra le righe...

A chi ancora si rammarica per l'esonero di Ranieri chiediamo di riflettere sulla seguente dichiarazione di Del Piero: "Credo che Ranieri abbia un modo di vedere le cose che in fondo può spiegare solo lui".
A dare un'interpretazione buonista si può evincere che Del Piero volesse dire come Ranieri non fosse più in grado di spiegare il suo modo di intendere il calcio alla squadra, che di conseguenza aveva perso la fiducia nella sua guida tecnica.
A voler dare, invece, un'interpretazione maliziosa, Del Piero intendeva dire che Ranieri è ormai affetto da una qualche forma di demenza senile che lo porta a vivere scollegato dalla realtà.
Comunque siano le cose noi, che alla Juve ci teniamo, siamo felici che il rapporto si sia interrotto.

P.S. Saremmo curiosi di conoscere la diagnosi di Del Piero su talune "amnesie" del Presidente Cobolli Gigli.

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Cronache aziendali - trentasettesima giornata


Tituli della giornata:
La Zebra vince il Palio col cavallo scosso.
Macchia d'olio sul cartone in una raffinata Sardegna.
Sfila di nuovo l'atelier a San Siro con la Collezione Estate, notate assenze femminili in tribuna.
A Torino botte magiche inseguendo un gol.

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Siena - Juventus, pagella istantanea


Gigi Buffon: senza voto
Non tocca palla

Jonathan Zebina: voto 6
Parte male, ma si riprende alla distanza e gioca una partita decorosa, finendo stanchissimo con i crampi. Un gigante rispetto al Grygera degli ultimi tempi

Nicola Legrottaglie: voto 6.5
Ferrara ritorna a schierare una difesa con un filo di logica, e tutti ne beneficiano, lui in primis. Partita senza patemi, di fronte ad avversari svogliati

Giorgio Chiellini: voto 7
Tra i migliori in campo. Giganteggia al centro della difesa, se la cava anche sulla fascia. E' l'unico insostituibile del reparto

Paolo De Ceglie: voto 4.5
Improponibile nel ruolo, riesce a far rimpiangere Molinaro: inconcludente in attacco, amatoriale in fase difensiva

Mauro Camoranesi: voto 6+
Partita di grande sacrificio, si impegna anche in fase difensiva per non lasciare scoperto l'incerto Zebina. Qualche buon numero in attacco, ma nulla di straordinario

Cristiano Zanetti: voto 6.5
Poco alla volta sta ritrovando la condizione. Recupera un mare di palloni, e tiene in piedi la baracca per oltre 75 minuti, aiutato dalla presenza di un ottimo Marchisio

Claudio Marchisio: voto 7
Eccellente prestazione quella di Claudio, aggressivo al punto giusto e molto propositivo in fase offensiva. Bellissimo il gol "alla Gerrard"

Pavel Nedved: voto 6+
Corre come un matto, generoso come sempre. Primo tempo eccellente, cala nel secondo ma la sua prova fa capire ulteriormente quanto sarà dura sostituirlo

Alex Del Piero: voto 7
Un gran gol su punizione, un bel gol su azione in contropiede, elevata la quantità di palloni giocati seppur con qualche errore. Sembra anche in buona condizione fisica

Vincenzo Iaquinta: voto 5.5
Non è la sua giornata: si impegna come al solito, ma conclude poco o nulla, sbagliando anche un gol fatto davanti al portiere
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Christian Poulsen: voto 5
Gioca un quarto d'ora, e colleziona nell'ordine: un passaggio al portiere, un calcione a un avversario, e un passaggio a Trezeguet, che però non era ancora entrato (!)

Olof Mellberg: senza voto
Entra nel finale al posto di De Ceglie, ingiudicabile

David Trezeguet: senza voto
Entra negli ultimi minuti, quasi non tocca palla
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Ciro Ferrara: voto 7
Qualcuno potrà dire che anche Ranieri avrebbe vinto questa partita, ma non è affatto scontato. Ciro ha fatto in settimana un lavoro coi fiocchi anche a livello tattico: difesa più bassa e prudente, meno lanci lunghi e costante tentativo di giocare palla a terra, quando possibile. Missione compiuta, qualunque sia la decisione della proprietà per l'anno prossimo

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sabato 23 maggio 2009

Una denuncia per Palazzi

Questa è la decisione della giustizia sportiva che, nella scorsa estate, sanzionava Secco e Bettega: "La commissione disciplinare della Federcalcio ha inibito per un mese Alessio Secco, direttore sportivo della Juventus, e l'ex vicepresidente del club, Roberto Bettega, per la trattativa per la cessione dei calciatori Criscito e Masiello del Genoa, perché avevano partecipato a una trattativa con un soggetto inibito, Enrico Preziosi".

E questa è la notizia riportata da tutti i giornali di ieri, compresa la Gazzetta che in Figc viene sicuramente letta: "Abbiamo parlato dei due trasferimenti e abbiamo gettato le basi per una intesa. Dobbiamo però vederci ancora per definire ogni aspetto di questo passaggio". Il presidente del Genoa Enrico Preziosi conferma di aver incontrato ieri il patron dell'Inter Massimo Moratti.

Essendo Enrico Preziosi tuttora inibito, questa è quindi una denuncia: il superprocuratore Palazzi deve aprire un fascicolo contro Moratti; in caso contrario è una denuncia contro il dottor Palazzi; a meno che non sia stato lui stesso ad autorizzare il signor Moratti a trattare con un inibito, cosa espressamente vietata dal Codice di Giustizia Sportiva (articolo 10, comma1).

Fatto salvo il fatto che il campionato di calcio sia una cosa da prendere sul serio e non una farsa, recitata male.

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Anarchici o autorevoli?

Dagospia ci racconta del convegno tenutosi in provincia di Siena sulla crisi della carta stampata, ormai soppiantata in autorevolezza (e chiarezza) dalla blogosfera. Ragazzi, ci guardano allibiti. Non riescono, poveretti, a farsene una ragione.
Ecco qui due perle.

Paolino Mieli, l'ex direttore del Corriere ai tempi in cui il giornale aveva accesso a intercettazioni coperte dal segreto istruttorio che venivano sparate in prima pagina, dice che Internet "E' un mondo anarchico. I giornali con la loro serietà hanno il compito di mettere ordine".
Eh già, Internet è anarchica, ma non nel senso che intende lui. Bensì nel senso che non ha interessi padronali da difendere. Sulla serietà dei giornali meglio sorvolare.
L'attuale direttore del Corriere conclude, sempre secondo Dagospia, con una perla... di spudoratezza: "Perché lo Stato sostiene il bisogno di sanità dei cittadini e non quello di informazione? Il governo deve pensarci".
Lasciamo a voi il giudizio su un personaggio che fino a pochi giorni fa era un maître a penser del liberismo, e che ora vuole gli aiuti di Stato solo perché la gente si è stufata di pagare per leggere dei giornali che, anziché porre al centro la notizia, spesso la distorcono per accontentare i desiderata dei loro azionisti di controllo.
Noi, sommessamente, rilanciamo la nostra battaglia per il boicottaggio intransigente dei prodotti del gruppo Rizzoli - Corriere della Sera. Cacciatorpediniere rosa in particolare.

Ragazzi, gli stiamo facendo male. E tutto nel modo più civile e responsabile possibile, ovvero esercitando il sacrosanto diritto a non acquistare ciò che non piace.

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venerdì 22 maggio 2009

Compro, vendo, affitto, scambio. Forse

Alla fiera dei sogni del campionato che verrà c'è il solito affollamento di stagione: procuratori e procacciatori (d'affari loro) hanno già i pre-accordi e magari qualche milione in tasca, e tra un po' si possono firmare i contratti. I giornali giocano d'anticipo ed a leggerli è una sarabanda di trattative: c'è chi compra e chi vende, in tanti fanno scambi e poi c'è Lotito con l'affitto e il leasing (con super-maxi riscatto finale).

Tutto dovrebbe avvenire nel rispetto della normativa (i famosi parametri Covisoc), ma di questo nessuno parla; non ne parla neppure la Federazione, che ai vecchi tempi comunicava chi aveva i parametri sballati e quindi per comprare doveva prima vendere oppure far vedere i soldi (veri).

Intanto da qui al 30 giugno le società devono mandare a Roma un primo consuntivo della stagione che finisce, e il budget di quella che viene, documentando chi e come mette i soldi a fronte di eventuali passivi di bilancio (quest'anno per l'intera serie A il passivo dovrebbe essere di 300 milioni, ma di soldi freschi non si è avuta finora notizia), e al riguardo i casi più esemplari sono sempre quelli di Juve e Inter.

Sulla base degli ultimi anni dovrebbe andare così: la Juve chiude in pareggio sia il bilancio 2008-09 che il 2009-10, e qui c'e' lo zampino di John Elkann; l'Inter di Moratti in due stagioni è buona a fare un passivo di 150-200 milioni e dovrebbe dire adesso, entro giugno, chi e come li mette. Dal 2006, però, l'Inter non lo dice più, cioé che li mette Moratti si dà per scontato ma sul come, se sono veri o finte plusvalenze, nessuno si preoccupa; all'Inter il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale si limitano a mettere a verbale (l'hanno fatto anche lo scorso novembre) che Moratti ha assicurato che ci penserà comunque lui; stando alla normativa non è regolare, ma la seria A è andata avanti lo stesso come se anche il campionato si disputasse per finta.

La novità è che quest'anno l'Uefa ha preannunciato che verificherà i bilanci con una sua commissione con l'intenzione di valutare direttamente la licenza per le competizioni internazionali, e non più tramite gli organismi nazionali tipo Covisoc. Sui giornali di questo argomento non parla nessuno però potrebbe anche succedere che i commercialisti che fanno da consulenti alla Figc per i bilanci abbiano un sussulto di dignità, se non il timore di fare la figura dei pirla, e i controlli siano diversi rispetto al passato; lo vedremo a giugno.

Per la Juventus, comunque, non cambia niente, pareggio di bilancio era e pareggio resta anche con controlli più severi (per le vittorie bisogna ancora aspettare), mentre sembra interessante seguire cosa succede all'Inter. Sarà un caso ma sul Corsera c'è Fabio Monti che un giorno sì e l'altro pure dice che Ibra potrebbe essere ceduto per 70 milioni, e oggi si parla pure di Maicon per 40. Potrebbe essere cioé che quest'anno con il budget ci sia più cautela anche da parte dei registi finanziari dell'Inter.

E' tutto da verificare, ma comunque, visto che parliamo di fiera dei sogni, tanto vale "sognare", prima ancora di un regista come i cristiani e due terzini come Dio comanda per la Juve, che ci siano in futuro bilanci più regolari. Molte trattative della sarabanda che c'è sui giornali salterebbero, ma il carrozzone del calcio si allontanerebbe dal burrone.

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giovedì 21 maggio 2009

La Tsushima di RCS


Pessime notizie dal fronte economico finanziario per la flotta Rizzoli - Corriere della Sera. Per porre rimedio alle gravi perdite il management del gruppo ha presentato un piano lacrime e sangue, che prevede parecchi esuberi del personale e anche una riduzione delle copie distribuite in omaggio dei suoi due più importanti giornali: la corazzata Corriere della Sera e l'incrociatore rosa che noi ben conosciamo.
Risulta che le copie omaggio della Gazzetta saranno ridotte di circa 120.000 unità. Molto probabilmente questo porterà la tiratura del giornale sportivo del gruppo a non più di 300.000 copie al giorno. Se si pensa che solo 5 anni fa venivano distribuite oltre 420.000 copie, possiamo affermare, senza paura di smentita, che siamo di fronte ad una vera catastrofe.
Ma quali sono i mali che hanno colpito i giornali del gruppo? Aldilà delle giustificazioni di maniera, che tendono a vedere nella crescita di Internet la causa della debacle della carta stampata, noi vediamo una motivazione molto più seria: la crescente sfiducia dei lettori in un'informazione che a volte dà l'impressione di essere più megafono del "potere" che strumento di informazione imparziale e obiettiva dei lettori.
Vediamo un paio di esempi che possono rendere chiara la nostra posizione. Ieri il Corriere ha proposto ai suoi lettori una cronaca assolutamente fuorviante dell'udienza napoletana sul processo Farsopoli. Addirittura, il giornalista è arrivato a dire che Moggi si arrabbiò con Paparesta dopo la famosa partita di Reggio Calabria perché l'arbitro non aveva voluto favorire la Juve. Bene, nulla di più falso, e la cosa è facilmente riscontrabile ascoltando per esempio le registrazioni dell'udienza di Radio Radicale: Moggi si è arrabbiato, come tutti i dirigenti italiani di squadre di calcio, quando le proprie compagini vengono platealmente danneggiate. Paparesta danneggiò gravemente la Juve e Moggi, come da costume consolidato, andò fuori dai gangheri. Evidente nella ricostruzione del Corriere l'intento di far passare nel lettore l'idea che Moggi si arrabbiasse quando la squadra non veniva aiutata. Quindi che era persona che pretendeva l'aiuto. Cari lettori, dite voi se questo è giornalismo.
La Gazzetta, se possibile, è riuscita a fare di peggio. Diventando megafono delle parti civili estromesse dal processo, che addirittura teorizzano la ricusazione del magistrato a capo del collegio giudicante. Veniamo ai fatti. Il giudice avrebbe detto che bisogna procedere a tappe forzate perché ci sono "processi più importanti". Apriti cielo, per le parti civili (e per la Gazzetta) questo può essere motivo di ricusazione, visto che attesta la prevenzione del giudice che considera ben poca cosa lo scandalo del secolo. Noi invece saremmo d'accordo: in un paese serio un simile processo non avrebbe mai visto la luce, data l'assoluta insussistenza delle accuse. Ma il nostro parere non importa.
Quello che conta è che la Gazzetta non ha riportato correttamente il pensiero del magistrato, che in realtà ha detto di avere processi con detenuti, quindi più importanti di quello su Farsopoli, che grazie a Dio non vede nessuno privato della libertà personale. Chi non può essere d'accordo con il pensiero del giudice, che considera più importanti processi nei quali persone innocenti fino a prova contraria sono private della libertà? Valutate voi, cari lettori, se questo è buon giornalismo.
Quello che si intuisce, e si può a buona ragione sospettare, è che i giornali RCS tirino sempre l'acqua al proprio mulino. Eh sì. Mai dimenticare infatti che tra gli azionisti del gruppo RCS vi è Tronchetti Provera, socio e sponsor di quell'Inter che vedrebbe totalmente delegittimate le proprie vittorie qualora la Triade juventina venisse assolta dalle accuse di Calciopoli. E mai dimenticare che anche il ramo Elkann della famiglia Agnelli è presente tra i soci RCS. Ramo della famiglia, sia detto chiaro e tondo, che ha potuto strappare dalle mani del ramo umbertiano della famiglia Agnelli il controllo della Juve, grazie proprio allo scandalo del 2006.

Sarà un caso, ma il pensiero esposto sui giornali del gruppo RCS è sempre coincidente con gli interessi dei propri azionisti. Sarà un caso, ma i lettori che pagano quando vanno in edicola, comprano sempre meno i giornali del gruppo. Forse i lettori si stanno stancando di pagare per leggere dei quotidiani che hanno una posizione sempre allineata agli interessi degli azionisti? Noi pensiamo stia andando proprio così. Ed è per questo che la flotta RCS, da flotta invincibile si sta sempre più trasformando in un'accozzaglia di bagnarole, come quelle che i russi mandarono, agli inizi del XX secolo, dall'Europa in Estremo Oriente, per combattere i giapponesi. Ovvio e scontato che per noi il gruppo RCS sarà destinato a fare la stessa fine delle navi russe nella battaglia di Tsushima.

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Guerra per bande

Continua la guerra per bande in Lega Calcio. Dopo la scissione tra serie A e serie B, la nuova Lega di serie A ha deciso di boicottare l'assemblea del 25 di Maggio. La riunione doveva portare il Presidente della Figc alla carica di commissario, con l'incarico di ricomporre i cocci o almeno quello di riuscire ad arrivare ad una separazione consensuale tra le due fazioni in lotta.
Niente da fare, i presidenti di A ritengono che ci sia un conflitto di interessi nei vicecommissari che Abete intenderebbe portare con se. Quanto mai ermetico il commento di Beretta, uomo designato alla presidenza della Lega A: "Sarebbe ideale un commissaro di alto profilo giuridico visto il processo che deve compiere. Con la Federazione auspichiamo un rapporto di collaborazione".
A questo punto, provando a decriptare il messaggio di Beretta, ci viene in mente che la persona dall'alto profilo giuridico possa essere il Professor Guido Rossi. Tutti gli Dei del pallone aiutino il povero calcio italiano prima che gli venga inflitto questo colpo mortale.

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mercoledì 20 maggio 2009

Dilettanti allo sbaraglio

E' di stamane la notizia secondo la quale il signor Riccardo Capanna, fino a lunedì scorso responsabile della preparazione atletica della Juventus, non risulta iscritto all'AIPAC (Associazione Italiana Preparatori Atletici Calcio).
Il signor Capanna sta prendendo il patentino quest'anno, ed ecco il motivo per il quale aveva un contratto "a progetto" con la Juventus. Ringraziamo a tal proposito i giornalisti che, solitamente zelanti nel fare le pulci a casa Juve, a fronte dei 70 infortuni (il 90% dei quali di natura muscolare) che hanno falcidiato la rosa bianconera in questa stagione, non si sono mai sognati di indagare su certi aspetti legati alla preparazione e a chi la programmava. Ma il grazie più grande va a Blanc, vero responsabile delle scelte fallimentari, sciagurato nello scegliere un allenatore poco avvezzo al successo, e addirittura incosciente nell'avallare la scelta del preparatore che, pur bravo che sia, oltre a non possedere i requisiti burocratici (il famoso pezzo di carta dell'AIPAC) vanta, alla veneranda età di 62 anni, un'esperienza di calcio professionistico iniziata nel febbraio del 2007, a Parma.
In precedenza, trent'anni di insegnamento in un Istituto agrario e, prima dell'avventura emiliana, allenava una squadra giovanile di San Fruttuoso, a Genova. E' proprio vero, il repulisti di 3 estati fa ha convinto i dirigenti juventini del Nuovo Corso che per questa Juve servono dei dilettanti. E il più dilettante di tutti, è colui che ha scelto gli altri componenti del circo.
A quando le dimissioni, Monsieur Blanc?

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Ladri di cavalli e puttanieri di professione

E così Ranieri vuole lo stipendio pagato fino al 2010 ed essere libero di trovarsi subito un'altra squadra; proprio quel Ranieri che tutta la stampa ha dipinto come un gentiluomo all'inglese. Anzi, pare che lui abbia detto che in Inghilterra si fa così, e da gentleman qual è lui vuole fare all'inglese anche se ha firmato un contratto in Italia, che Blanc vuole gestire all''italiana.

A Torino, scrivono i giornali, c'è stupore e imbarazzo; immaginiamo Blanc amareggiato ed è a lui che vorremmo dedicare questa riflessione, prescindendo dal caso Ranieri; una riflessione d'ordine generale.

Diciamo allora che nel calcio nazionale di gentleman è da quel dì che non vediamo neppure l'ombra. Quando l'avvocato Agnelli era ancora in vita, era di moda l'aneddoto della sua risposta su Moggi che era stata questa: "Lo stalliere del re deve conoscere i ladri di cavalli".

Nessuna amarezza o meraviglia quindi, caro signor Blanc, di ladri di cavalli si trovano tracce nel nostro calcio fin dagli albori del campionato. Piuttosto la considerazione da fare è un'altra, perché nel frattempo quest'anno è arrivato Mourinho che, con l'assistenza del suo ufficio stampa, ha sputtanato tutto il calcio nostrano (arbitri, giornalisti e allenatori, evidentemente con dentro anche Ranieri) parlando di prostituzione, cioé, per dirla come mangiamo, di puttanieri di professione che è peggio del ladri di cavalli.

Se ci riflettiamo bene dobbiamo osservare che Blanc di fronte a quello sputtanamento si era incazzato e aveva chiesto all'Inter di dissociarsi; ma l'Inter del signor Massimo Moratti non solo non si era dissociata, ma aveva risposto che era in sintonia col suo allenatore e il suo ufficio stampa (a dir la verità noi pensiamo che l'ufficio stampa sia proprio quello dell'Inter ma questo è un dettaglio).

Possiamo allora dire che siamo ufficialmente passati dalla fase dei ladri di cavalli a quella dei puttanieri di professione; ed è questa la conclusione della riflessione che offriamo al signor Blanc affinché faccia tesoro dell'amarezza di oggi per trarre forza e juventinità per il domani.

Tragga forza, caro signor Blanc, e rifletta con noi sulla capintesta del campionato dei puttanieri di professione: l'Inter mette in distinta e manda a parlare in televisione per suo conto un pregiudicato, una persona che ha patteggiato con la giustizia ordinaria una condanna di otto mesi; l'Inter è chiamata direttamente in causa in un processo per pedinamento e indirettamente in uno per spionaggio sul mondo del calcio; l'Inter ha patteggiato con la giustizia sportiva per irregolarità dei bilanci fino al 2004-05 e ha continuato sulla stessa strada a partire dal 2005-06; l'Inter compra terzini e centravanti mentre secondo la normativa dovrebbe prima vendere.

Potremmo continuare con altre società o con le amenità dei giornalisti (oggi quelle di Gazzetta e Corriere sul processo di Napoli), ma possiamo fermarci qui per concludere che il caso Ranieri è una piccola cosa e il nostro ex mister è una brava persona che semplicemente è andata nel pallone; fa venire in mente il tempo dei ladri di cavalli, mentre oggi primeggiano i puttanieri di professione.

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Ipocrisia

Il buon Mensurati di Repubblica, ora non più interessato (e immaginiamo il perché) agli "specchietti" delle famose SIM di Farsopoli, ci ha raccontato oggi del malumore di Ranieri per il suo licenziamento. Articolo veramente interessante, che ci spiega benissimo la reale situazione nella quale ha vissuto e vive la Juventus in questi orribili anni.
Pare che Ranieri voglia trascinare la società in tribunale perché in realtà non è stato licenziato dalla società. Il contratto prevederebbe che in caso di licenziamento il tecnico riceva una sorta di indennizzo pari a un milione e mezzo di euro. E qui il colpo di genio di Blòn che non lo ha licenziato, preferendo semplicemente sollevarlo dall'incarico. Pertanto la Juve continuerà a pagargli lo stipendio risparmiando però i soldi della clausola prevista dagli accordi. La cosa, ovviamente, ha fatto incavolare Ranieri che guadagnerà di meno.
Un altro aspetto interessantissimo che scopriamo è che Ranieri considera un tradimento la sollevazione dall'incarico perché lui ha accettato di condividere le scelte della società, comprese quelle più discutibili. Facile capire che qui si alluda alle scelte di calciomercato.
La morale della storia per noi tifosi è veramente triste, da un lato possiamo sospettare che la dirigenza abbia aspettato a licenziare Ranieri fino a quando a qualcuno non è venuta in mente l'idea per depotenziare la clausola di cui abbiamo detto. Insomma, la dirigenza era verosimilmente ben conscia della pochezza della gestione tecnica che ha trascinato nel baratro la squadra, però si è preferito provare a risparmiare un po' di soldi. Magari rischiando di perderne una vagonata nel caso in cui non ci si qualifichi per la Champions. Bell'affare davvero.
Dall'altro lato, se è vero quanto scrive Mensurati, abbiamo avuto per due anni un allenatore che non condivideva le scelte della società. Ma non se ne lamentava, ne tanto meno dava le dimissioni. Non sappiamo il motivo di questo, ma abbiamo il diritto di pensare che Ranieri lo facesse per tutelare il suo ricco contratto.
Una brutta pagina. Comunque sia andata, piena di ipocrisie. Alla Juve, ora, serve non solo un allenatore. Ma anche una vera dirigenza.

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Par condicio

Qualche settimana fa abbiamo riportato l'indiscrezione per la quale Quaresma sarebbe in procinto di ritornare in Portogallo. Naturalmente, in tal caso, l'Inter dovrebbe iscrivere a bilancio l'ennesima forte minusvalenza. Per par condicio riportiamo oggi l'ipotesi che vede Poulsen in procinto di fare le valigie per ritornare in Spagna. Ovviamente anche in questo caso la Juve dovrebbe iscrivere a bilancio una minusvalenza di alcuni milioni di euro.
Facile trarre da tutto questo un'amara lezione. Il calcio italiano, dopo Farsopoli, non ha più dirigenti e tecnici all'altezza. Il tutto per la gioia delle società straniere, ben felici di trattare con una caterva di incompetenti la compravendita dei calciatori. Dunque, non si facciano illusioni gli interisti, le loro vittorie non sono frutto di un miglioramento da parte della loro dirigenza, questo fatto dimostra platealmente che è la dirigenza della Juve ad essersi abbassata al livello di quella interista e non quella interista ad essersi elevata ai livelli di quelli che erano gli standard della Juve.
Semmai ve ne fosse bisogno, vi diamo un'altra prova: l'Inter veniva eliminata agli ottavi di finale di Champions sia prima di Farsopoli che dopo.

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martedì 19 maggio 2009

Lapo for president


E i giocatori?

E' ora che mettino i coglioni sul tavolo...

e dimostrino in campo quello che valgano!

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Cosa manca a Tuttosport

Oggi Tuttosport rivendica di aver chiesto per tempo l'allontanamento di Ranieri e di aver indicato ancora prima la soluzione Ferrara (addirittura nell'ottobre 2008). Senza entrare nel merito, e ricordando che i giornali hanno una proprietà che fissa evidentemente la linea editoriale, una cosa ci sentiamo di dirla: dall'autunno scorso Tuttosport insiste nel richiamo della tradizione della Juve vincente, quella di Gianni e Umberto Agnelli, insiste nel sottolineare che bisogna tornare a vincere e subito, mentre per gli altri giornali bisogna avere pazienza perché la Juve ancora "tre anni fa era in B".

Ai tifosi juventini quella insistenza sicuramente farà piacere, quanto a noi facciamo presente che tra il dire e il vincere ci sono tanti temi da trattare; ne indichiamo uno che ci sta molto a cuore ed è quello della regolarità dei bilanci.

Per come l'abbiamo vista noi dal nostro sito la situazione attuale è presto detta: la Juve presenta all'esame della Covisoc un bilancio in pareggio, poi si impegna a rispettarlo e lo rispetta fino in fondo, anche a costo di comprare Poulsen invece di Xabi Alonso per non sforare; ci sono società che della normativa Covisoc si sono sempre fatte un baffo e continuano tranquillamente a farselo. Di una in particolare abbiamo riempito pagine e pagine del nostro sito.

Tanto regolare la situazione non è: è come se la Juve facesse un incontro di boxe con le mani legate, mentre l'avversario si mette il piombo nei guantoni; a parte la bravura dei suoi dirigenti a fare a pugni, vincere è praticamente impossibile. Pretendere l'applicazione del Codice di Giustizia Sportiva, pretendere che la normativa sui bilanci sia rispettata da tutti è sacrosanto, e tocca alla stampa verificare che questo accada e indignarsi perché finora non è avvenuto.

Su questo filone d'indagine la precedente direzione di Tuttosport si era particolarmente impegnata; quell'impegno, secondo noi, finora è mancato.

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lunedì 18 maggio 2009

Cori e culi

Se è vero che negli stadi si sentono cori offensivi, punibili dalla giustizia sportiva (la Juve ne sa qualcosa), è anche vero che durante i festeggiamenti per le vittorie i giocatori non si risparmiano quanto a volgarità.

Due anni fa era stato Ambrosini, che mentre festeggiava la Champions invitava con un bel cartello l'Inter a mettersi lo scudetto (appena vinto) nel culo; in questi giorni qualche interista (dopo averci pensato a lungo, si vede) di cartello ne ha preparato un altro, per ricordare ad Ambrosini che nel suo culo c'era ancora posto per altri scudetti; come si vede nella foto il cartello è piaciuto ai giocatori dell'Inter, che ne hanno fatto sfoggio durante il giro in pullman per festeggiare l'ultimo scudetto.

E non si tratta di gesti istintivi, perché Materazzi ci ha tenuto a far sapere che lui non è un lord (e questa poteva risparmiarsela perché a nessuno è mai passato per la mente), e quindi il contenuto del cartello (parole e musica) continuava a piacergli.

Non sappiamo se gli ispettori di Palazzi (quelli che a Torino avevano il taccuino in mano per prendere nota dei cori contro Balotelli) hanno visto la foto, peraltro riportata sui giornali, dubitiamo che si scandalizzeranno, dubitiamo che l'Inter prenderà le distanze da Materazzi lord mancato.

Potrebbe allora succedere, diamo tempo al tempo, che nessuno offenderà più negli stadi Mario Balotelli dandogli del negro di merda, mentre nei festeggiamenti sarà un rincorrersi di cartelli per mandarsi allegramente affanculo; anche perché, a dir la verità, di lord in giro se ne vedono pochi (e gli ispettori di Palazzi non si scandalizzano).

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Tele(Milan)Inter

Nel prepartita di Juventus-Atalanta, curioso siparietto a Telelombardia, emittente privata milanese da sempre molto vicina a Milan e Inter, con particolare predisposizione al buonismo nei riguardi dell’ambiente interista.

Il conduttore Ravezzani, direttore della redazione sportiva, si lamentava con la Juventus per l’oscuramento delle immagini sul riscaldamento pre-partita, rivolgendosi con toni maleducati ("ignorante", il termine più volte ripetuto) all’indirizzo di non ben precisati rappresentanti dell’ufficio stampa della Juventus, rincarando la dose con frasette ironiche sull’argomento.

Non contento, prima di andare in fascia pubblicitaria, mostrava lo schermo oscurato sul campo da gioco, accompagnando la visione con un urlo smodato: "Signori, questa è la Juventus!". Ovvero, una Juve che pratica la censura, alla faccia della trasparenza tanto reclamizzata. Se, da una parte, la cosiddetta trasparenza societaria altro non è che una bufala della prima ora (dietro ai sorrisini c’è solo una gran fame di soldi; chiedere agli Juventus Member per esempio), dall’altra parte certa gente dovrebbe finire di insultare tutto quello che è Juve solo per questioni di audience.

E, da parte di Gattino e soci (prontamente lisciati da Ravezzani al rientro in trasmissione, una volta verificata la visibilità delle immagini dall’Olimpico), sarebbe il caso di cominciare a curare seriamente la comunicazione e chiedere legalmente conto a chi dileggia quotidianamente la Juventus. Non fosse altro per quella maglia che pretende sempre rispetto, indipendentemente dalle persone che la rappresentano.

Quanto al signor Ravezzani, abbiamo una sola richiesta da fargli: perché mai non si rivolge con lo stesso tono nei confronti degli amichetti nerazzurri?

Una volta, solo una volta vorremmo sentirla parlar male di Moratti e soci.

Ci faccia questo favore.

Troppo comodo dare sempre in pasto la carcassa della Juve per interessi di bottega, e ridurre sempre a sciocchezze gli scandali a tinte rossonerazzurre.

Per una volta, Ravezzani si tolga di dosso gli abiti milanesi, e condanni (non giustifichi) per esempio Cambiasso, beccato ad insultare ancora una volta Ambrosini, nell’ultimo capitolo della saga degli striscioni post Champions League 2007. Insulti personali, offese sulla moralità della madre di un collega, e non ci sono giustificazioni che tengano. Magari Cambiasso, che in quel momento indossava una parrucca nerazzurra, si sarà sentito emozionato dal portare in testa cotanta chioma, e la cosa può avergli fatto perdere la misura.

Immaginiamo che una cosa del genere possa anche risultare verosimile, trattandosi dell’Inter.

Quanto al "sensa rruvare", cavallo di battaglia ormai storico del popolo bauscia, gettonatissimo anche in queste ore e cantato a squarciagola da figurine e figuranti sul torpedone nerazzurro la scorsa notte in piazza del Duomo, sarebbe il caso di chiedere a Siena, Roma, Fiorentina, Milan, Bologna, Chievo, Genoa, Samp, Catania (sono tanti eh?), cosa ne pensino di questo slogan.

Che poi, tra una manica di esaltati, il più tranquillo e meno esagitato su quel pullman fosse Ibrahimovic, la dice lunga anche sulle celebrazioni per il quarto scudetto consecutivo nerazzurro, che lo svedese festeggia in modo composto pur essendo stato, ancora una volta, il fattore determinante, evidenziando ancora una volta la sua superiorità di fronte a tutto l’ambiente che lo circonda.

Ravezzani, faccia una cosa da giornalista vero, per una volta, ma la faccia ora che le celebrazioni sono in atto.

Vuole uno scoop?

Benissimo: chieda ad Ibrahimovic quanti scudetti consecutivi ha vinto l’Inter.

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domenica 17 maggio 2009

No comment... Anzi sì!


Ranieri: "Al 99% rimarrò qui, la Juventus per me è al primo posto".
La ringraziamo per l'ottimo lavoro, ci ha portato negli ottavi di Champions League, e piazzati in campionato, e solo 2 anni fa eravamo in B. Da qui ce la possiamo cavare da soli. Vada pure a risollevare le sorti di qualche altra squadra. La Roma per esempio avrebbe bisogno di Lei. Riconsideri un avvicinamento a casa! Eh... Navigare!!

Del Neri: "Abbiamo sfatato anche questa questione dei punti mai fatti con la Juve, meritavamo di più, rimane il successo personale".
Mister, guardi che pareggiare con questa Juventus, al cambio, corrisponde a perdere, altro che successo personale, ha perso l'occasione buona, riprovi l'anno prossimo, forse Ranieri rimane, contento?

Moratti: "Noi i meno aiutati di tutti. Grazie Mou!"
Il gatto e la volpe allibiti rimangono in attesa e dichiarano "Ma dopo quante bugie gli si allunga il naso a questo qui?"

Redazione Sky: "Ricorso Juventus respinto, dovrà giocare una partita a porte chiuse".
Visto che la Dirigenza e Ranieri si sono ritagliati una domenica in tranquillità ci sembra doveroso ricordare i cori che si sono persi. "Noi Ranieri non lo vogliamo", "La Juve siamo noi, la Juve siamo noi, la Juve siamo noi, SOLO noi", "Vergogna... Vergogna...Vergogna". Così contro la Lazio ci potremo dedicare a salutare Pavel come merita e con tutto il cuore.

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Cronache aziendali - trentaseiesima giornata


Una discreta Juve ferma l'Atalanta sul pari e resta in corsa per il terzo posto.
Si giocava a porte chiuse, ma Cobolli e Blanc sfidano la Figc e vanno in tribuna lo stesso: ora rischiano la squalifica.
A Milano si fa festa: sono tutti convinti di aver vinto un altro scudetto. Ibrainteric e Specialone i più misurati.
Restano solo due giornate per fischiare un rigore contro i nerassuri. Mission impossible ... qua ci vuole l'arbitro Moreno.

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Juventus - Atalanta, pagella istantanea


Gigi Buffon: voto 6.5
Incolpevole sui gol, ne salva un altro su Doni ed è aiutato per tre volte dalla traversa. Dà l'impressione comunque di essere legnoso in alcuni movimenti, lontano dal possedere la reattività di tempi andati

Zdenek Grygera: voto 5
Distratto in fase difensiva, specie in occasione del secondo gol, e inesistente in fase propositiva. Viste le prestazioni da parecchie partite, chissà perché gioca lui e non Zebina

Nicola Legrottaglie: voto 5.5
Coinvolto nello stato confusionale difensivo, si fa notare in avanti colpendo anche lui una traversa con un imperioso stacco di testa. Ma è lui il regista difensivo della banda del buco

Olof Mellberg: voto 4.5
Lento e sfasato. Improponibile per come ha giocato oggi. Ariaudo difficilmente avrebbe fatto peggio

Paolo De Ceglie: voto 6
Lascia a desiderare in alcuni movimenti difensivi, ma ci mette l'anima per proporsi anche in fase offensiva. Suo l'assist per Amauri che spreca un gol fatto colpendo la traversa con un colpo di testa sotto misura nel primo tempo

Mauro Camoranesi: voto 5.5
Troppo discontinuo per fare la differenza. Si dimostra anche voglioso di prendere in mano la squadra a tratti, ma non trova l'ispirazione per la giocata vincente come altre volte è successo

Cristiano Zanetti: voto 6
Sufficiente solo perché azzecca la matta con un gol spettacolare. Per il resto fa il paio con Poulsen, palesando anche lui una condizione fisica lontana dai tempi migliori

Christian Poulsen: voto 4
Riesce a dare il peggio di sè. Come se non bastassero i continui tocchetti in orizzontale o all'indietro, anche in fase difensiva è tutt'altro che una diga. La perla: cerca di servire anche un assist a un incredulo Plasmati (!). Basterebbe la partita di oggi per cacciare lui e chi l'ha voluto.

Pavel Nedved: voto 6.5
E' ancora una volta il migliore. Le azioni più pericolose nascono quasi sempre dai sui piedi. Arriva spesso sul fondo a crossare ed è suo l'assist per il primo gol di Iaquinta

Amauri: voto 5
Si danna l'anima ma è la controfigura del giocatore decisivo ammirato nella prima parte di campionato

Vincenzo Iaquinta: voto 6
Insieme a Nedved è il più in forma, e non a caso sono proprio loro due a firmare il gol del pareggio chiudendo un'azione in percussione
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Jonathan Zebina: senza voto
Ultima mossa di Ranieri nei dieci minuti finali per vincere la partita...

Alex Del Piero: voto 5.5
Entra nell'ultima mezz'ora. Cerca l'azione personale più volte ignorando i compagni, e si guadagna una punizione dal limite calciata poi sulla barriera. A due minuti dalla fine ha la palla buona, ma la spreca a pochi passi dalla porta avversaria

David Trezeguet: senza voto
Entra negli ultimi venti minuti, ma probabilmente riesce nel poco invidiabile record di non toccare palla
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Claudio Ranieri: voto 2
Un paio di punti perché gli si può concedere l'attenuante di aver schierato la stessa formazione che ha pareggiato a San Siro. Ma ormai nella squadra non se lo fila più nessuno. Autorevolezza pari a zero. Schiera la difesa alta con un Mellberg che è fra i centrali più lenti del campionato. Continua a tenere fuori Giovinco, che pure qualche partita gliel'ha risolta. Punta ancora su Poulsen, ma ci risparmia Marchionni. Che dire? Liberateci il prima possibile da questa presenza ormai dannosa e deleteria

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Quattro, con la condizionale

Vincere sul campo è sempre bello e non abbiamo niente contro il tifoso interista che festeggia lo scudetto, ce l'abbiamo con la stampa che, quasi tifasse per l'Inter, va dietro a Moratti che festeggia il "quarto scudetto" e così supera anche suo papà che di scudetti ne aveva vinti tre.

Sul quattro qualcosa da dire ce l'abbiamo, perché il primo di questi quattro è quello dell'estate 2006 ed è stato assegnato da Guido Rossi dopo la sentenza Sandulli. Si dà il caso che le sentenze alla Sandulli (cioé definitive) possono anche non reggere all'usura del tempo; nel caso di Guardiola per esempio, e ne abbiamo scritto anche noi, la sentenza ha resistito otto anni e poi, su richiesta del condannato, si è dovuto revocarla.

Dall'estate di Calciopoli di anni ne sono passati solo tre; nel frattempo a Milano c'è un processo sul dossieraggio di Tavaroli e tra i dossier ce nè uno sul calcio, e chissà che il processo non riesca ad accertare chi l'ha ordinato e cosa ne ha fatto; a Napoli le accuse di Calciopoli sono al vaglio della giustizia ordinaria e ci vorrà tempo per stabilire se Giraudo e Moggi erano dei delinquenti, come i carabinieri hanno scritto nella trama che poi è servita a Sandulli tre anni fa; tra i due processi potrebbero anche esserci dei collegamenti.

Fa bene, allora, chi ha vinto sul campo a festeggiare, ma chi parla di quattro non è un galantuomo; galantuomo è il tempo, che per togliere tutti i dubbi ha bisogno di un po' di anni. Il primo di quei quattro non è stato vinto come quest'anno da Ibra e Julio Cesar, ma è stato assegnato all'Inter dal suo ex consigliere Guido Rossi; assegnato, verrebbe da dire, con la condizionale.

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Perché è un onesto ragazzo! Vol. 3


16 maggio, compleanno di Massimo Moratti, ed anche conquista di un altro scudetto inutile.

La festicciola di compleanno si è trasformata in una festa scudetto.
Festeggiamenti durati fino all’alba.
Canti, bibite e liquori, palloni, salti e squallori.
Dopo mezzanotte è arrivato anche un presentatore, chiamato d’urgenza, con la sua attrezzatura, ed ha intrattenuto gli invitati via microfono con trovate di genere vario.
Tutti felici, soprattutto i Milanesi, ma anche gli ospiti venuti da Torino e Bologna, che si sono piacevolmente complimentati col festeggiato.
La notte è stata lunga, anche perché la squadra e il festeggiato sono passati prima per il centro della città, e solo dopo si sono recati alla villa.
Poi al mattino caffè e cornetti per tutti.
E mentre tutti i festeggianti assonnati si rifocillavano, il presentatore ha cominciato a salutare gli invitati che stavano per ritornare a casa.
Dentro la villa abbiamo inserito una piccola microspia.
Riportiamo alcuni stralci dell’intercettazione ambientale.

“Ed ora, prima di lasciarci, vorrei leggere alcuni messaggi arrivati durante questa lunga e bellissima notte.
Ritengo sia giusto, perché chi non ha potuto partecipare alla serata è stato con noi con il cuore e con il pensiero.
Ne abbiamo stampati decine e decine…
Ve ne leggo solo qualcuno a caso, perché vi vedo abbastanza assonnati e stanchi.

- Grazie per l’ennesima gioia! (Luigi da Rovigo)
- Ed ora, Massimo, regalaci anche la Champions… (Mario da Ravenna)
- Mi consenta dei calorosi complimenti per il suo lavoro. (Silvio da Milano)
- Siamo grandi presidente! Siamo grandi! (Osvaldo da Chiasso)
- ……………
- …………
- ……………
- …………
- ecc”

Dopo la lettura di ogni messaggio, scattava un piccolo applauso.
Poi, ad un certo punto, la lettura dell’ultimo messaggio.

“Grazie Inter! Quattro anni, quattro scudetti, quattro scorregge nel vento! (Crazeology)”

Di colpo è calato il gelo.
E poi, come per magia, un leggero venticello freddo è arrivato a spazzare via gli odori accumulati nelle sale della villa durante la notte di festa.
Proprio in quello stesso istante, a qualche chilometro di distanza, un ometto tornava a casa in macchina dopo una notte di lavoro al casello autostradale.
La piccola radio locale partiva coi programmi e annunciava:

“Ieri sera l’Udinese ha battuto il Milan 2-1: con questo risultato, l'Inter è matematicamente campione d'Italia”

E l’ometto solo in macchina in risposta:

“Prrrrrrrrrrrrr! Signor Presidente!”

E come per magia, questa volta, il vento non è arrivato.

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sabato 16 maggio 2009

Perché è un onesto ragazzo! Vol. 2


16 maggio, compleanno di Massimo Moratti.


Festicciola, torta, invitati.
News fresche fresche.
Invitato proveniente da Bologna.
A1, tratto Bologna-Milano.
Un’auto con un solo passeggero.
Uno, solo soletto, che procede a tavoletto.
O a Tavaroli.
Veloce insomma.
Dentro la sua auto rossa abbiamo inserito una piccola microspia.
Riportiamo alcuni stralci dell’intercettazione ambientale.
Le telefonate dunque, sono prive delle parole espresse dagli eventuali interlocutori del soggetto all’altro capo del telefono.
Siamo spiacenti.

“Pronto Marco, ma sei già lì?
......
Ah sei già lì?!?!
......
Ah hai dormito lì stanotte?
Ti ha dato una camera?
......
E una cameriera bonazza te l’ha data?
Ah! Ah! Ah!
.........
Visto il mio intervento da Floris?
Eh?!?!
Sono troppo forte quando mi metto d’impegno.
.........
.........
Ci sto pensando.
Me lo ha anche chiesto, ma ho fatto lo gnorri.
Poi ne parliamo…
.........
.........
Mia moglie mi raggiunge lì.
Hai sorvegliato un po’ il festeggiato?
Oppure hai fatto come fai con Mediobanca?
Ah! Ah! Ah!
............
Si… si… Io sono per strada. Arrivo arrivo.
.........
Da Torino viene gente eh!
.........
Si si, vai che ci si diverte!
Pigliamo pure in giro Lapo stasera…
.........
Oh! Ma sai che viene Blanc?
.........
Si si! Ma pensa!
Oh! Lo sai che si porta dietro pure il naso?!
Ah! Ah! Ah!
.........
Signore e Signori......... NAAAASELLOOOOO!
Ah! Ah! Ah!
Sono già in clima festa eh!
Viene pure Giovanni, che mi ha già preannunciato che racconterà qualche barzelletta col megafono!
.........
Ah! Ah! Ah!
L’importante è che trattate bene John, mi raccomando, non fatelo incazzare.
Dai, ci vediamo tra un po’… ciao ciao ciao…”

“Pronto…
E allora? Novità?
.........
.........
...........
Eh? Come?
.........
.........
............
Ma lo sanno questi esseri inutili che io non mi iscrivo l’anno prossimo?
Lo capiscono o no? Sanno chi è che comanda?
‘Sto Max ha proprio rotto!
Continuate a lavorare, schiavi! Devono cedere ‘sti finocchi!
.........
.........
Ci sentiamo domattina…”


Canticchiando solo soletto, pensando alle automobili:
“Corri cavallo, corri ti prego
fino a Samarcanda io ti guiderò,
non ti fermare, vola ti prego
corri come il vento che mi salverò
oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh”


Canticchiando solo soletto, pensando ad un squadra di calcio di Torino:
“Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
Dietro a una scia un soffio, un velo
Ti staccherai
Perchè ti tiene su soltanto un filo, sai”


Canticchiando solo soletto, pensando alla festicciola:
"Perché è un onesto ragazzo,
perché è un onesto ragazzo!
Perché è un onesto ragazzooooooooooo....
Nessuno lo può negaaaar!”


Dialogo con l’impiegato al casello autostradale:
- Bene, ecco i soldi, sono giusti giusti.
- ........ (silenzio)
- Può anche evitare quella faccia scocciata. Mi ha riconosciuto? Sa chi sono io?
- Certo che lo so. E infatti faccio questa faccia...
- Lei rende un servizio al pubblico e deve essere gentile.
- Io rendo un servizio al pubblico, e sono gentile con tutti, meno che con lei.
- Perché, le sono antipatico?
- No. E’ che io sono della Juve. Lei invece ha 13 scudetti. Prrrrrrrrrr!
- Si vergogni, chiamerò un amico che...... Vedremo per quanto tempo lavorerà ancora qui...
- Faccia come crede signor Presidente, si tolga di mezzo signor Presidente, c’è coda dietro di lei... signor Presidente. Prrrrrrr!
- Ti faccio passare la voglia di... nullità che non sei altro...
- Vada vada, signor Presidente. Prrrrrrrr!
- Str......z... (l’auto riparte lentamente)
- (si affaccia dal gabbiotto, sporge il braccio e mette in evidenza il dito medio della mano destra, guardando l’auto che riparte...)
Ah! Signor Presidente...
Sono solo un sostituto con un contratto a tempo determinato, dal prossimo mese ritorna la collega che è in maternità.
Dunque non ho nessuna paura delle sue invettive, signor Presidente.
-......(silenzio)
- Prrrrrrrrrrrrr! Signor Presidente!

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Perché è un onesto ragazzo! Vol. 1


16 maggio, compleanno di Massimo Moratti.

Festicciola, torta, invitati.
News fresche fresche.
Invitati provenienti anche da Torino.
Fanno una macchinata e vanno tutti alla festa.
John, Lapo, Cobolli, Blanc e Franzo.
Lapo e Cobolli hanno già chiesto di non essere loro a guidare, nè prima, nè dopo la festa.
Il motivo non è ancora chiaro.
Guida John, in silenzio assoluto.
Davanti al suo fianco si siede Blanc, che di solito durante i viaggi con Johnny fischietta "La vie en rose".
Dietro John si siede Franzo, che per tutto il viaggio sussurrerà consigli.
Gli altri due dietro, faranno la solita gara, spareranno a raffica qualunque sciocchezza, chi vince si proporrà come nuovo presidente della Juventus.
Il coro udibile sull'A4 (Torino - Milano), e nella villa di Moratti:

"Perché è un onesto ragazzo,
perché è un onesto ragazzo!
Perché è un onesto ragazzooooooooooo....
Nessuno lo può negaaaar!”.

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venerdì 15 maggio 2009

Banderuole

Pare che la faccenda dei regolamenti del campionato di Formula Uno possa finire per tribunali. Di sicuro il presidente della Ferrari, Montezemolo, si è fatto dare delega dal Consiglio di Amministrazione di difendere gli interessi dell'azienda in "tutte le sedi".

Non entriamo nel merito del nuovo regolamento, anche se l'idea di un diverso trattamento tra team piccoli e grandi non sembra una bestemmia, notiamo solo che una controversia che è sportiva potrebbe andare per tribunali ordinari e tutta la stampa fa il tifo per la rossa.

Quella stessa stampa nell'estate 2006 faceva pistolotti sdegnati contro la Juve che voleva fare il ricorso al Tar; si diceva allora sui giornali, alla radio e alla televisione che le questioni sportive dovevano restare nell'alveo dei regolamenti dello sport. Non solo si diceva questo; i tifosi juventini hanno scoperto in seguito che il ricorso al Tar era stato ritirato proprio per intervento di Luca Cordero di Montezemolo, proprio lui che oggi si è fatto dare la delega che dicevamo.

Certe volte si dice che cambiare idea è segno di intelligenza; qui però, pensando alla Juve e alla Ferrari, la situazione ci sembra un po' diversa, ci sembra che il presidente Montezemolo (che con la Juve non c'entrava niente), di figura ne fa un'altra.

Per chi non se ne fosse accorto segnaliamo un'ultima cosa: sul Corsera l'altro giorno è intervenuto il presidente del Coni, Petrucci (l'ingegner Elkann, invece, non si è fatto vivo). In effetti Petrucci con la Federazione Internazionale dell'Automobile non c'entra niente (proprio come Montezemolo con la Juve), ma ha voluto dire la sua: anche lui (e chi l'avrebbe immaginato?) sta con la rossa e con Montezemolo; anche lui non ci sembra che faccia la figura della persona intelligente.

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L'allenatore che piace

Non è l'unico, nella Juve attuale... è proprio l’intero pacchetto di questa Juve, nella sua globalità, a piacere, soprattutto ai media e ai tifosi, quelli delle altre squadre.
Ma Ranieri se ne va… no, resta… lo cacciano… lo confermano… dà le dimissioni…
La sensazione è che lo manderanno via a fine stagione, che abbiano già deciso di farlo (a parte, forse le modalità), e con chi sostituirlo. Mica possono venire a dircelo prima: sarebbe troppo da sprovveduti, perfino per loro, che hanno già dato in più occasioni prova di essere tali.
Noi non lo avremmo confermato già l'anno scorso, anzi, non l'avremmo proprio preso due anni fa… ma per noi è più facile: essendo Juventini, come tali vogliamo vincere!
"Prenderanno uno che si sappia accontentare" disse qualcuno andandosene, due anni fa.
Ecco, noi non avremmo preso Ranieri: la sua storia professionale già parlava per lui.
Certo, dal suo punto di vista, l’opportunità era unica e, probabilmente, irripetibile: dopo vent'anni di carriera senza vittorie significative, si è trovato ad allenare la Juve, ad aver a che fare con numerosi campioni del modo, un Pallone d'Oro, dei giovani promettenti, ad essere ben pagato per farlo... e soprattutto, a non avere la necessità di vincere!
Quando mai è successo, ad un allenatore della Juve, che non gli venisse chiesto di vincere?
Quando mai è capitato, alla Juventus, di non dover vincere?
Anzi, in questi due anni, c'è sempre stato qualcuno pronto a ricordare che "venivamo dalla B", che "dobbiamo ricordarci dove eravamo 2 anni fa"… e noi, invece, qui a ricordare dove eravamo 3 anni fa: a dominare il campionato e vincere il 29° scudetto.
Ranieri non è da Juve. E non solo lui.
Non vorremmo che il suo non essere da Juve venisse usato per trasformare il mister del Testaccio in un troppo comodo capro espiatorio, soprattutto per chi non è da Juve almeno quanto lui.
Diciamoci la verità: Ranieri si è trovato in una condizione ideale.
Bastava, a seconda dei momenti, centrare la qualificazione in Champions, raggiungere i preliminari, dar fastidio alle grandi, ottenere il piazzamento Uefa, migliorare la posizione dell'anno precedente, etc... Compito invidiabile, per uno che allena la Juve, no?
E lui l'ha svolto fino in fondo, l'ha svolto bene (dal punto di vista suo e di chi gliel'ha chiesto). Gli obiettivi li ha raggiunti, quel che gli è stato chiesto l’ha fatto.
Perché mai, ora, dovrebbe decidere autonomamente di rinunciare, e andarsene?
Se gli obiettivi di chi l'ha scelto sono cambiati, lo dimostrassero, cacciandolo loro.
Se invece dovessero confermarlo, vorrebbe dire che gli obiettivi sono ancora quelli.

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giovedì 14 maggio 2009

Sforare il budget?

Secondo l'indiscrezione di Tuttosport, ieri nella riunione dei dirigenti della Juve sarebbe venuto fuori anche il nome di Wenger come possibile futuro allenatore; secondo il giornale, Carlo Sant'Albano (consigliere Juve e amministratore delegato Exor) ne parlerà con la proprietà perché ci sarebbe di mezzo un ingaggio plurimilionario e quindi bisognerebbe ottenere da John Elkann "l'autorizzazione a sforare il budget". Ed è su questa autorizzazione che vorremmo invitare a ragionare.

Commentando oggi sul sito l'ultima trimestrale abbiamo fatto presente che la Juve ha più di 100 milioni di patrimonio netto e non ha problemi di liquidità; questo vuol dire che la società potrebbe benissimo far fronte "da sola" ad un bilancio 2009-10 in passivo; ci sono le riserve patrimoniali, per eventuali problemi di cassa si farebbe ricorso alle banche.

Se il consigliere Sant'Albano deve chiedere l'autorizzazzione all'ingegner Elkann per sforare il budget è perché, evidentemente, la proprietà ha dato disposizioni che il bilancio deve comunque chiudere almeno in pareggio. Sarebbe allora la conferma che il progetto che vede impegnati i consiglieri in oceaniche riunioni non ha come obiettivo primario la competitività della squadra, ma in prima battuta e come conditio sine qua non il famoso bilancio sostenibile (sarà anche per questo che durano così a lungo?)

Crediamo a questo punto che bisogna prenderne atto, e sperare nella bontà delle scelte che i dirigenti faranno, non perché le migliori ma perchè compatibili. Da tifosi appassionati, abituati forse troppo bene dalle diverse disposizioni che davano Gianni e Umberto Agnelli, ci sentiamo però di ribadire un timore: con questo tipo di progetto vinceremo sicuramente l'Oscar di bilancio non solo in Italia ma in Europa, tuttavia sarà difficile, molto molto difficile vincere il campionato e fare strada nella Champions.

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L'audace colpo dei soliti noti

Il Trivela interista, dopo un inizio di stagione oltre i limiti dell'osceno, ha concluso la sua stagione a Londra. Sfortunatamente per lui e per l'Inter proprietaria del cartellino, le cose non sono affatto migliorate. E' stato infatti messo in naftalina, immediatamente, da quella vecchia volpe del calcio europeo di Hiddink.
Inutile dire che il suo valore di mercato si è notevolmente ridotto. Difficilmente Moratti riuscirà a recuperare tutti i 25 milioni spesi l'estate scorsa per il suo ennesimo "grande" acquisto.
Infatti, giunge voce che il Benfica voglia proporre uno scambio all'Inter: Quaresma in cambio di un'opzione su De Maria. Solo i più attenti culturi del calcio europeo, tra i tifosi, conoscono quest'ala argentina, ma i giornali non mancano di far sapere che molti club europei sono interessati alle sue prestazioni. Ovvio che se è così la sua valutazione è alta, tale da giustificare quasi del tutto (o forse del tutto) lo scambio con la Trivela plurimilionaria.
A noi sembra l'audace colpo dei soliti noti. Evidentemente anche in Portogallo hanno capito chi è il "pirla" all'Inter.

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mercoledì 13 maggio 2009

Forti con i deboli

Il collegio arbitrale del Coni ha confermato i due punti di penalizzazione alla Juve Stabia inflitti dagli organi giudicanti della Figc per scorrettezze amministrative. Non sappiamo come sono andate le cose, e non abbiamo idea se "l'orrendo crimine" commesso da questa Juve minore sia solo di natura burocratica o anche di natura più sostanziale, come per esempio il mancato pagamento delle imposte.
Tuttavia non possiamo non notare che coloro che sono preposti a giudicare i comportamenti delle società consociate sono, in genere, molto deboli con i forti e molto forti con i deboli.
Nessuno infatti ha comminato sanzioni pesanti (come i punti di penalizzazione) all'Inter per la faccenda del passaporto falso di Recoba. Eppure era una cosa gravissima.
Allo stesso modo nessuno ha fatto niente contro la Lazio, che pure per anni e anni (durante la gestione Cragnotti) non ha pagato i contributi previdenziali ai tesserati.
E infine nessuno ha avuto nulla da ridire sulle strane operazioni intercorrenti tra Roma 2000 e AS Roma S.p.A, oppure tra Inter Brand srl e Internazionale S.P.A.
Visto tutto questo, non possiamo non dare la nostra solidarietà alla Juve Stabia. Chissà se i giudici hanno considerato il nome un aggravante.

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Per Giraudo

Ci vorranno 4 - 5 mesi per la prima sentenza su Giraudo e magari 4 - 5 anni per quella definitiva, e in questi casi si usa dire che la giustizia deve fare il suo corso e che i giudizi vanno sospesi. Si usa dire ma ci sono delle eccezioni: l'avvocato Agnelli, per esempio, ha sempre difeso i suoi dirigenti quando c'erano problemi tipo questi che ha avuto Giraudo; Gabetti e Grande Stevens sono stati difesi dagli eredi di Gianni Agnelli dall'accusa di aver "manipolato il mercato" riguardo le vicende della Fiat; per non parlare del caso macroscopico di Geronzi, che anche dopo una sentenza di condanna in primo grado si è difeso da solo e ha continuato a fare il presidente di Capitalia, anzi è stato promosso numero uno di Mediobanca.

Facciamo allora un'eccezione anche noi; e la facciamo proprio per il dottor Antonio Giraudo. Siamo sicuri che, come ha dichiarato il suo avvocato Massimo Krogh, "ha esercitato il suo ruolo sempre con dignità e trasparenza" (da La Stampa); siamo sicuri che alla fine verrà riconosciuta l'infondatezza delle accuse che gli sono mosse.

Non siamo i suoi avvocati, ma osserviamo solo che per i PM la prova principale, la pistola fumante, starebbe nelle intercettazioni e per la Figc (parte in causa) nelle schede segrete; noi quelle intercettazioni le abbiamo sentite, ci abbiamo ragionato sopra, ad una ad una, e ne abbiamo riferito sul sito mettendo in guardia i lettori che la faccenda poteva essere molto diversa da come la raccontavano le gazzette e i corrieri, con i loro palombi e fabiomonti; quanto alle schede svizzere non è un segreto che il dottor Giraudo non sia chiamato direttamente in causa.

Ribadiamo quindi la nostra immutata stima nei confronti di un dirigente che, voluto da Umberto Agnelli, aveva portato stabilmente la Juve nell'elite del calcio europeo, e che molto ancora poteva fare per la Juve e per il calcio italiano. Ci piace ricordare, poi, le recenti parole di Andrea Agnelli ( "per me è come un secondo padre"), e un vecchio intervento di Giraudo nelquale si parlava di immoralità con riferimento a quanti nel calcio sperperavano centinaia di milioni di euro (in parte a debito, aggiungiamo noi).

Quanto ad Andrea Agnelli, noi ci auguriamo che col tempo possa tornare ad occuparsi, almeno lui, della Juve; per quanto riguarda l' immoralità nel calcio ricordiamo solo che la Juve di Antonio Giraudo (e di Moggi e Bettega; con l'avvocato Franzo Grande Stevens a fare da Presidente) fu una delle pochissime società a non far ricorso a quell'autentica porcata che è stata la legge spalma-perdite e che Michel Platini di fronte ai bilanci e ai debiti di alcune grandi società di petrolieri e finanzieri ha parlato di "vergogna".

Passeranno insomma i mesi, e forse gli anni, e noi ci terremo stretta la nostra convinzione: il dottor Antonio Giraudo è stato un grande dirigente della Juventus, non era un tifoso della Juve come lo erano Gianni e Umberto Agnelli e come lo sono oggi Andrea Agnelli e Lapo Elkann, non era uno ju29ro, sarà stato pure arrogante ma era un vero, grande dirigente.

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Le Coppe dei debiti

Fulvio Bianchi, nella sua rubrica Spy Calcio, ci racconta come la prossima finale di Champions sarà anche la finale tra due società che primeggiano anche nella poco onorevole classifica delle società più indebitate. Infatti ci ricorda che il Manchester ha quasi un miliardo di euro di debiti mentre il Barcellona veleggia verso il mezzo miliardo.
Giustamente il giornalista appoggia la proposta di Platini, che vorrebbe vietare alle società che vivono della benevolenza dei proprietari di partecipare alle competizioni europee. Noi concordiamo.
Però nel suo lineare ragionamento Bianchi cade su un paio di punti, per di più quando si parla delle società italiane. Infatti ci spiega che anche in Italia l'Inter ha un grosso deficit, che però viene ripianato ogni anno dal suo munifico presidente Moratti. Ecco, qui sta la prima inesattezza di Bianchi. Ci sembra abbastanza tartufesco parlare in termini non positivi dei debiti di Manchester e del Barcellona, e poi non dire nulla sulla moralità del comportamento di Moratti e dell'Inter. Anche i padroni del Barcellona e del Manchester ripianano ogni anno il bilancio, la situazione dunque è la medesima.
Il secondo errore di Bianchi è relativo alla reale situazione dell'Inter. Secondo noi non è vero neanche che la situazione della società milanese sia assimilabile a quella delle due società finaliste della Champions: Moratti in realtà ha ripianato molto meno di quello che sarebbe stato necessario. Così si spiega, per esempio, la discutibile operazione di vendita del marchio, realizzata dall'Inter.
A riprova di quel che diciamo, ricordiamo a Bianchi che Platini, nella sua proposta per valutare la salute economica delle società, ha previsto che venga considerato il bilancio consolidato. Noi siamo convinti che quando Platini ha pensato a questa norma non aveva in mente nè il Manchester nè il Barcellona, ma probabilmente qualche squadra italiana.
Bianchi indovinerà qual'è?

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martedì 12 maggio 2009

Amici e nemici

Cosa hanno in comune Antonio Paolino di Juve Channel e Giacomo Crosa di Mediaset? Semplice: entrambi sostengono spudoratamente il pallido ingegnere sotto tutela, l'Ispettore Clouseau Blanc e il Forrest Gump del calcio italiano Cobolli Gigli. Paolino è arrivato persino a dire "che questi signori ci hanno fatto vincere un campionato di Serie B".
Cosa hanno in comune Sergio Brio e Bruno Longhi di Mediaset, noto tifoso interista? Semplice: entrambi appoggiano vigorosamente il nuovo corso juventino, puntando l'indice contro coloro che "osano" contestare Ranieri.
E cosa hanno in comune i "normalizzati" juventini (per fortuna sempre meno) e i tifosi di tutte le altre squadre? Semplice: per loro, il pallido ingegnere sotto tutela, l'Ispettore Clouseau e il Forrest Gump del calcio italiano e magari anche Gianni Calone dovrebbero rimanere a vita alla Juventus.
Lasciamo perdere quelli che devono difendere l'indifendibile per doveri d'ufficio (e di stipendio). Lasciamo perdere quelli che al posto del cervello hanno una canzone di Gigi D'Alessio. Concentriamoci invece su un preciso indicatore: John Elkann, Blanc, Cobolli, Secco e Ranieri piacciono da matti agli antijuventini di professione e per vocazione. Più o meno come a noi juventini, prima di Calciopoli, piaceva il Moratti che vendeva Pirlo, Roberto Carlos e Seedorf, per acquistare Sorondo, Gresko, Vampeta e Caio. Più o meno come a noi juventini piacevano Cuper, Hodgson, Lucescu e Zaccheroni. Perché sapevamo già in partenza che, con quella gente impresentabile, l'Inter sarebbe arrivata sempre dietro alla Juve.
Oggi la situazione si è capovolta. Ecco perché, più che dei "nemici" bisogna preoccuparsi dei finti amici.

- Renato La Monica (tratto da Magazine Bianconero)

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Presi Diego e Silva. Ufficiale!!

La Ridentus ha messo a segno due grandi colpi di mercato.
Diego, fantasista del Werder Brema.
E Silva, esterno del Valencia.
La Ridentus non ha ancora ufficializzato i due acquisti, perché in Fermo Ferraris rispettano rigorosamente i regolamenti e non sono dei fessi.
Ma ci sono tutti gli stampini sulle carte bollate (cit).
E poi, stampini e carte bollate a parte, i due giocatori si sono già affidati alle amorevoli cure del preparatore atletico della Ridentus, il Professor Capanna.
Con risultati inequivocabili:

CALCIO, VALENCIA: STAGIONE FINITA PER SILVA
David Silva, 23 anni, esterno del Valencia, ha riportato una lesione muscolare all'adduttore della gamba sinistra e dovrà rimanere fermo per 2-3 settimane. Stagione quindi finita per lui: salterà le ultime 3 giornate della Liga.

CALCIO, WERDER BEMA: STAGIONE FINITA PER DIEGO
Stagione finita per il fantasista del Werder Brema Diego. Il 24enne brasiliano ha riportato un infortunio muscolare nel match vinto ieri 2-0 contro l'Amburgo. Diego sarà costretto a fermarsi per 2-3 settimane e salterà le ultime 3 giornate della Bundesliga.

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lunedì 11 maggio 2009

Cronache aziendali - trentacinquesima giornata


Senza Ibra è solo Inter e basta il Chievo a fermarla sul pareggio: in area nerassura si picchia come fabbri come sempre e come sempre Balotelli mostra la sua personalità a tutto campo sotto i fischi.
Per la prossima giornata i bookmaker danno il rigore contro sul 3-0 a 1,05.
La Juve di Poulsen e Iaquinta ferma la Berluscona sul pareggio: vietate le veroniche, sparisce il bel gioco.
Lapo de Lapis esulta in tribuna.

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Ode a Cobolli


Ecco come commenta l'Onestissimo Massimo Moratti la partita tra Milan e Juve di ieri sera: "Certamente lo stato d'animo ora è migliore, perché ci ha dato una mano la Juve in una bella partita tra due squadre che hanno dato tutto e alla fine l'1-1 è stato un giusto risultato".
Secondo noi le cose non stanno esattamente come dice Moratti: prima gli hanno regalato l'unico giocatore decisivo che ha vestito la loro maglia negli ultimi quindici anni, poi hanno rinunciato al ricorso al Tar per evitare una ingiustissima retrocessione in serie B. Senza mai dimenticare il cadeau del primo scudetto di cartone, a cui è seguito una lunga serie di titoli.
Insomma, ci sembra ingeneroso dire che la Juve ha "dato una mano". Come minimo le mani le ha date tutte e due, e forse anche qualche altra parte del corpo. Se avesse un po' di gratitudine Moratti dovrebbe costruire un monumento equestre a Cobolli da mettere alla Pinetina.

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Fabrizio ju29ro

Ormai molti giocatori che hanno fatto la storia degli ultimi anni stanno uscendo allo scoperto, rendendo pubbliche tutte le loro perplessità sul comportamenteo della dirigenza juventina. Oggi infatti leggiamo un'intervista a Ravanelli che, sull'attuale crisi della Juve, dice: "molti infortuni senza dubbio sono stati determinanti. Il fatto più importante è che, però, l’allenatore ha perso via via la possibilità di essere una guida credibile dello spogliatoio... Le responsabilità maggiori sono della società: con il suo comportamento ha screditato il tecnico fin dall’incontro tra Blanc e Lippi".
In sostanza, Fabrizio è sulle nostre posizioni: Ranieri è sì inadeguato per essere l'allenatore della Juventus, ma chi gestisce la società sta dimostrando di esserlo ancora di più, come dimostra la gestione dilettantesca in relazione al suo esonero dal posto di allenatore.
Siamo contenti che si sentano voci importanti che criticano l'operato della dirigenza. Può darsi che si stia preparando il terreno per qualche cambio anche nelle alte sfere.

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No comment... Anzi si!

Buffon: "Nelle ultime settimane mi è capitato spesso di parlare da solo...".
Caro Gigi, se lo fai anche davanti allo specchio riesci anche a vederti mentre sorridi!

Marchionni: "Questo pari vale una vittoria".
Se poi si riesce a controllare meglio la palla, danno i 3 punti, un pelouche e si fa anche un giro gratis.

Mourinho: "Scudetto. Domani sera vado a dormire".
L'importante è svegliarsi in tempo per la Champions League, lo scudetto, in un modo o nell'altro, già lo assegnavano all'Inter.

Moratti: "Volevo la festa".
Proprio quando poteva tornare utile, Adriano non c'è... Comunque non disperi che, prima o poi, la festa gliela fanno!

Gasperini: "Juve? Non so nulla".
E allora arriva nel posto giusto, anche alla Juventus non sembrano saperne molto di più.

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domenica 10 maggio 2009

Milan - Juventus, pagella istantanea


Gigi Buffon: senza voto
Praticamente inoperoso

Zdenek Grygera: voto 6
Si arrangia senza troppi problemi in difesa, come al solito non scende mai in attacco

Nicola Legrottaglie: voto 6.5
L'attacco del Milan è in gran forma, la coppia titolare regge bene l'urto. Peccato per la linea difensiva troppo alta sull'azione del gol

Giorgio Chiellini: voto 6.5
Vedi Legrottaglie. Lui e Nicola sono insostituibili, ben venga Cannavaro a questo punto

Paolo De Ceglie: voto 6
Messo a dura prova da Beckham nel primo tempo, se la cava senza troppi patemi. Purtroppo non riesce ad arrivare sul fondo per il cross, che dovrebbe essere la sua specialità

Mauro Camoranesi: voto 6.5
Tanta, tantissima qualità. Fantastica la pennellata sul gol di Iaquinta, quando parte dalla fascia e si accentra dà il meglio di sè

Cristiano Zanetti: voto 6.5
In costante crescita. E' ritornato incisivo in fase di interdizione, e ha recuperato la sicurezza che gli permette di confezionare ottimi lanci lunghi per le punte. Peccato che la stagione sia finita

Christian Poulsen: voto 6
Buon primo tempo, di lotta e di governo. Si perde nel secondo, quando commette un paio di svarioni davvero pericolosi

Marco Marchionni: voto 4.5
La nota stonata della serata. Si mangia un gol fatto davanti al portiere (l'ennesimo della stagione), e non fa quasi nulla di utile. Sicuri che sia stata una buona idea farlo giocare a sinistra?

Amauri: voto 5.5
Ha perso lo smalto della prima parte della stagione, lotta bene con il fisico ma non incide come dovrebbe. Discutibile il suo impiego dal primo minuto

Vincenzo Iaquinta: voto 8
Standing ovation per questo ragazzo. Lotta a tratti da solo contro la difesa del Milan, segna il gol del pareggio, chiude nel recupero stravolto correndo ancora dietro al pallone. Da confermare
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Jonathan Zebina: voto 5.5
Entra al posto di De Ceglie, e prova a lanciare i rossoneri verso Buffon con una zebinata. Insomma, il solito

Alex Del Piero: voto 6
Entra al posto di Amauri, prova qualche numero dei suoi ma Iaquinta (ed il resto della squadra) ormai non ce la fa più a supportarlo
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Claudio Ranieri: voto 6-
Stavolta salva la faccia, presentando una squadra che fa una figura perlomeno decorosa. Male Marchionni a sinistra per tutta la durata della partita. Nel secondo tempo, dopo l'espulsione di Favalli, non prova a vincere la partita, e questo è inaccettabile. Assurdo il posizionamento della difesa sul gol di Seedorf. La Fiorentina ci ha ormai ripresi, ci sarà da soffrire fino alla fine, ma solo per tenere il terzo posto

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47 giornate

Chievo-Inter si è conclusa con un pareggio abbastanza atteso. Gli appassionati, curiosi di vedere il gioco dell'Inter senza Ibrahimovic si saranno fatti la loro idea in proposito, pertanto noi non diamo il nostro giudizio. Ognuno si tenga il suo.
Però segnaliamo che l'area di rigore dei milanesi continua ad essere simile al selvaggio West: vige la legge del "più forte". Anche oggi sono stati negati due possibili rigori al Chievo. Il primo per un placcaggio di Cordoba su Bogdani quando il risultato era sull'uno a uno. Il secondo per una spinta di Cruz su Sardo quando la partita era sul due a due. Non stiamo a recriminare sull'incredibile serie di partite senza rigori contro l'Inter (siamo a quota 47), il calcio è questo. L'arbitro a volte non vede e spesso non vede nell'area del "più forte".
Però preghiamo Collina di spiegare ai suoi arbitri, figli della ventata di onestà post-Farsopoli, di continuare a non vedere anche dopo che l'Inter avrà vinto, più o meno meritatamente, il suo quarto (sic) scudetto in un campionato impoverito tecnicamente e tristemente "onesto".
Se per caso gli arbitri, miracolosamente, iniziassero a vedere i rigori in area interista solo a cose fatte, nessuno ci potrebbe chiedere di non sospettare che ciò sia accaduto per addomesticare non solo i risultati, ma anche le statistiche.

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sabato 9 maggio 2009

Revisione di Farsopoli, i gazzettari e noi

Informa oggi Tuttosport (in un piccolo articolo a pagina 17) che la Corte di Giustizia Federale ha accolto il ricorso di Guardiola ed ha cancellato la squalifica di quattro mesi inflitta per doping nel 2001, quando giocava nel Brescia. Quella squalifica era passata al vaglio di tutti i gradi della giustizia sportiva ed era quindi irrevocabile eppure è stata rivista e revocata. Come mai?

Il fatto è che Guardiola ha subito anche un procedimento penale che, dopo i vari gradi di giudizio, è finito con l'assoluzione e forte di questa novità ha chiesto, in base all'articolo 39 del Codice di Giustizia Sportiva, che la sentenza fosse rivista e la Corte di Giustizia di Federale gli ha dovuto dare ragione.

Stiamo parlando di doping, che è un'accusa diversa da quella che ci è costata la serie B, ma il ragionamento porta proprio lì, a Calciopoli e alla pretesa di tutti i gazzettari per cui le sentenze su Moggi, Giraudo e la Juve avendo superato tutti i gradi di giudizio sono irrevocabili e nessuno le può più toccare. Questa è una gazzettata, anzi una cazzata, perché l'articolo 39 del C.G.S. tratta di "revisione e revocazione", e prevede proprio i casi in cui le sentenze (irrevocabili per i gazzettari) possono essere revocate e il caso Guardiola lo dimostra.

Sul sito ne abbiamo già parlato e adesso c'è appunto l'esempio di Guardiola, legato evidentemente alla sentenza emessa dalla giustizia ordinaria; ricordavamo sul sito il parere del Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Prof. Caianiello che, interpellato dalla Figc sul caso Recoba, aveva raccomandato prudenza (e la Figc allora era stata prudente, anche perché l'Inter di Moratti aveva minacciato di andare per tribunali) proprio perché ci poteva essere un pronunciamento della giustizia ordinaria in contrasto con la sentenza della giustizia sportiva, col conseguente incasinamento, aggiungiamo noi, che ognuno può immaginare.

L'articolo 39 del Codice di Giustizia Sportiva, quindi, c'è e per Guardiola è stato applicato; è un articolo che ai gazzettari non piace, ma noi faremo da cani da guardia per verificare se possa essere applicato anche in altri casi e casini; uno in particolare.

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venerdì 8 maggio 2009

Alessio ju29ro

Certe volte, cari lettori, ci viene il dubbio di essere troppo duri con la dirigenza.
Questo dubbio a volte è accresciuto dalla consapevolezza di non essere degli addetti ai lavori, neanche dei giornalisti per la verità. Però, anche se raramente, anche dall'interno del mondo del calcio si sentono voci fuori dal coro che ci convincono ancor di più delle nostre ragioni.
Leggete cosa ha dichiarato oggi Alessio Tacchinardi: "E' colpa dei dirigenti incompetenti, nel calcio di oggi non si inventa niente. Hanno buttato milioni di euro in 3 anni comprando giocatori che non hanno lasciato il segno: Almiron, Tiago, Andrade, Poulsen, De Ceglie, Grygera, Salihamidzic, Marchionni e molti altri... A parte Sissoko e Amauri hanno buttato via un sacco di soldi".
Tacchinardi, che di calcio capisce, ha dimostrato di aver il coraggio di dire chiaro e forte ciò che molti tifosi della Juve pensano. Evidentemente, l'amore per il club è superiore, magari, alla voglia di ritagliarsi un piccolo spazio nel baraccone.
Grazie Alessio!

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giovedì 7 maggio 2009

Cremlino, Italia

La glasnost e la perestroijka in Italia non hanno cittadinanza. Tanto meno nello sport. Ieri è stato rieletto, per la quarta volta alla carica di Presidente del Coni, Gianni Petrucci. Narrano le cronache che a presiedere le votazioni c'era Franco Carraro (consigliere dal 1962). Solo al Soviet Supremo ai tempi di Breznev sarebbero stati capaci di organizzare un simile spettacolo. Peccato che la libera stampa queste cose non ve le abbia fatte notare, per esempio oggi il Corriere titolava "Petrucci: cambio lo sport", quasi a voler far credere che questo signore sia una grande novità, quando invece è alla sua quarta elezione, e questo nonostante lo statuto del Coni limiti i mandati presidenziali a due (come avevamo a suo tempo spiegato sul nostro sito) .
Ma il culmine si è toccato ieri sera nel programma TG2 "Punto di vista". L'intervistato era naturalmente il neo (sic) Presidente, che ci ha raccontato di non preoccuparsi della perdita di competitività delle nostre squadre di calcio. Secondo lui le nostre società sono meno indebitate rispetto a quelle di certe nazioni che portano le squadre in finale, e ha concluso con un "il tempo ci darà ragione". Roba da non credere.
Infine la perla finale sul prossimo campionato di nuoto che "sarà un successo... Malagò è un grande organizzatore... ci farà fare bella figura".
Peccato che proprio oggi siano arrivati i primi avvisi di garanzia e a pensare all'intervista alle Iene (Italia1) di Malagò altri dovebbrero arrivarne, visto che ha detto di essere pronto a dichiararsi parte civile qualora le opere non siano pronte in tempo.
Se queste sono le premesse, caro Presidente Petrucci, che Dio ce la mandi buona.

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mercoledì 6 maggio 2009

Sensi di colpa

I tifosi della Roma contestano Rosella Sensi e la invitano ad andarsene; una specie di leggenda metropolitana vuole che la Roma abbia i conti a posto e addirittura sia in utile (sembra così se uno guarda solo il bilancio della A.S. Roma), e la contestazione forse nasce da qui. Come se il tifoso che si informa al bar sport rimproverasse alla famiglia Sensi di guadagnare grazie alla squadra, mentre in campionato la squadra è un mezzo disastro.

Le cose, però, stanno diversamente, anzi molto diversamente: la A.S. Roma è controllata da Roma 2000, che fa capo ad Italpetroli, che per il 51% è delle sorelle Sensi e per il 49% di Unicredit, e per capire come stanno veramente le cose è nella Italpetroli che bisogna guardare. Un tifoso della Roma ci ha guardato, scoprendo che alla fine del 2007 la situazione era disastrosa (peggio di quella della squadra adesso), e purtroppo nel 2008, va aggiunto, le cose sono peggiorate con tutta l'economia che è andata a ramengo.

Ragionando, allora, sulla situazione di oggi e ripensando a quanto è avvenuto con la gestione della Roma da parte di Franco Sensi (i debiti e la cessione forzata di mezza Italpetroli alle banche nascono da lì) verrebbe da dire che la famiglia Sensi per stare dietro ad un pallone rischia di giocarsi non solo mezzo, ma l'intero patrimonio: oggi le sorelle Sensi hanno più di 300 milioni di debiti e ormai solo il 51% di Italpetroli, che produce perdite e 300 milioni non li vale di sicuro.

Tra Figc, Lega, Coni, banche e gazzette sportive in tanti dovrebbero avere dei sensi di colpa; i nomi ogni lettore è in grado di metterli e qualcuno (Carraro su tutti) potrebbe benissimo figurare più volte. Perché questo è il risultato di tutto il grandissimo casino che hanno combinato con i bilanci delle società di calcio, i loro maneggi e i loro camuffamenti, le loro falsità e tutte le gazzettate a cui hanno abituato i lettori da bar sport.

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Abbracciamo chi vogliamo!!

Leggiamo per la prima volta su calciomercato.com un simpatico "web-giornalista", tale Guantalabiro che, probabilmente per una strana maniera di impugnare il lapis, lascia un dito libero per puntarlo contro Luciano Moggi, ma ancor peggio contro i tifosi della Juventus, rei di aver cantato il nome del Direttore dopo il pareggio col Lecce.

Sono ormai anni che, sia Moggi che lo Ju29ro Team, difendono se stessi e la Juventus, chi in tribunale e dalle colonne di Libero, chi sui forum e sul Web da inquisitori, giornalisti parzialmente integrati o interamente ed intimamente schierati, personaggi in ricerca di notorietà.

Sia chiaro che, una cosa è insistere su Luciano Moggi, che sa ben rispondere, ben altra è coinvolgere i tifosi della Juventus. Non è proprio il momento, non è proprio aria. Se volete scrivere, argomentando, informandovi, contestando con dati alla mano, liberi di farlo, ma la provocazione gratuita ad un popolo incazzato, basata su sentenze farsa, non è ammissibile.

Oggi quindi, non abbiamo voglia di indicare dove cercare informazioni che il Sig. Guantailcomputer fatica a trovare, o forse solo a cercare, lasciamo il lavoro, perché di quello si tratta, ad altri. Oggi proviamo noi ad imparare, impugnando anche noi il lapis in quello strano modo, così da lasciare libero un dito... Peccato non sia lo stesso.

Le regole del Blog considerano tutti i pezzi come scritti da "Redazione", ma oggi farei volentieri un'eccezione. Mi chiamo Mario Pirovano, e posso permettermi il lusso di firmare quanto penso e quanto scrivo, Sig. Guantailcappuccio, però non vorrei togliermi la soddisfazione di regalarmi anch'io un nickname, come qualsiasi altro coraggioso giornalista e propenderei per "Guantastaciolla" sempre che, rischiando l'omonimia, nessuno s'offenda.

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Dilettanti allo sbaraglio

L'organizzazione della finale di Champions sta diventando più comica di una puntata della Corrida di Corrado.
Da un paio di settimane, infatti, si registra una polemica accesa tra intellettuali ed archeologi da una parte, e Comune di Roma dall'altra. Motivo del contendere è il sito dove si dovrebbe svolgere una manifestazione collaterale alla finale, nella quale i tifosi possano fotografarsi con la coppa. All'inizio il Comune aveva concesso come sito uno spazio davanti al Colosseo, ma dopo l'alzata di scudi di vari intellettuali, l'amministrazione Alemanno ha proposto all'Uefa di trasferire l'iniziativa al Circo Massimo. Ieri però Platinì dalle colonne de la Repubblica ha preteso il rispetto degli impegni inizialmente presi: la manifestazione deve svolgersi al Colosseo. Bel pasticcio e bella figura.
Come se non bastasse è ormai di dominio pubblico un'altra magagna: l'Uefa pretende di avere a disposizione lo stadio Olimpico con una settimana di anticipo. Peccato che in quella settimana la Lazio dovrebbe giocare la penultima giornata di campionato in casa. Scusate, ma a noi vien da ridere: che si doveva organizzare la finale di Champions si sa da oltre un anno, e da una decina di mesi si conosce il calendario del campionato di serie A. Inutile dire che la Figc non sta dando prova di saper programmare e organizzare un evento così importante. Ricordiamo però che l'Italia si è candidata per organizzare i campionati europei successivi a quelli polacchi. All'Uefa qualcuno avrà le palpitazioni!
Invece, in Figc sono senz'altro tranquilli, nel caso in cui l'organizzazione non ci sarà concessa non sarà difficile dare la colpa all'avverso destino. Anzi, ancora meglio, troveranno un bel capro espiatorio.
Nell'organizzare certe cose, noi italiani, non abbiamo rivali. Al mondo.

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martedì 5 maggio 2009

Quello che non leggeremo domani

Oggi al Consiglio Federale hanno discusso, tra l'altro, i criteri e i parametri di bilancio per le iscrizioni al prossimo campionato mentre a Napoli, al processo di Calciopoli, la pubblica accusa ha chiesto di includere tra le prove le sentenze dell'estate 2006 e la difesa ha sostenuto la non utilizzabilità dei tabulati sulle SIM svizzere perché acquisiti senza rogatoria.

Si tratta di spunti davvero importanti; se il "sistema" volesse veramente informare i lettori ci sarebbe da scrivere tante cose; per esempio:

Visto che l'Uefa di Platini vuole bilanci trasparenti la Figc cosa ha deciso? E' stato modificato al volo il Codice di Giustizia Sportiva con riferimento ai cori razzisti e ci sta bene, ma sulla regolarità dei bilanci nessuno ha avuto niente da osservare? Quand'era presidente, Carraro aveva detto che nei bilanci c'erano irregolarità, ma che non si penalizzavano le società come previsto dal Codice per evitare le proteste dei tifosi; e Abete, oggi, cosa ha detto?

I PM di Napoli vogliono portare la sentenza di Sandulli come prova; d'altra parte Sandulli nel 2006 aveva in mano solo le carte dell'indagine dei PM, e in base a quelle aveva fatto l'ipotesi del reato associativo e mandato la Juve in B; ma così non siamo al corto circuito? Qualcuno le prove della Cupola non dovrebbe prima o poi documentarle?

I tabulati sulle SIM svizzere sono stati acquisiti solo dopo l'estate 2006, eppure che la Cupola le adoperava si sapeva dal gennaio 2005. Non è strano? Si indaga su una Cupola più pericolosa della mafia (così hanno detto), si sa che i delinquenti come Moggi adoperano le SIM straniere e non si chiede nel 2005 di intercettarle? Sarà magari che l'indagine di Calciopoli nel 2005 era lì che dormiva perché delinquenti non c'erano e poi all'improvviso, nei primi mesi del 2006 (quando la Juve in Borsa era arrivata a 2 euro) l'hanno, chissa perché, svegliata e si sono accorti all'improvviso che Moggi e Giraudo erano più pericolosi dei mafiosi?

Spunti e interrogativi su cui un giornalista dovrebbe buttarsi a pesce, spunti e interrogativi che in qualunque paese dove c'è la libertà di stampa domani sarebbero sulle pagine di tutte la gazzette, le repubbliche e i corrieri. Spunti e interrogativi che abbiamo già posto e che seguiremo con attenzione sul nostro sito, convinti che nel nostro paese il sistema e i giornali che fanno opinione non li affronteranno.

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La vera Juve

lunedì 4 maggio 2009

Un Consiglio per la Juve

Dopo il grandissimo casino della partita col Lecce sembra che il Consiglio di Amministrazione della Juve esaminerà la situazione in una riunione straordinaria che verrebbe convocata la prossima settimana; col rischio, quindi, che il casino continui ancora per una decina giorni: Ranieri a dire che tutto è a posto, Buffon a smoccolare in solitaria, i tifosi a incazzarsi in gruppo (e il quinto posto che si avvicina).

D'accordo che la Juve è quotata in Borsa e quindi non c'è un presidente che può prendere un allenatore (e pagarne due) consultandosi solo col consulente di mercato, però a questo punto verrebbe proprio voglia di dare il consiglio di cambiare registro.

Sarebbe meglio togliere la Juve dalla Borsa e tornare ai vecchi tempi quando erano direttamente Gianni o Umberto Agnelli a interessarsi della società e decidere se prendere Platini ,e non come adesso che per non prendere Xabi Alonso il CdA si è riunito tre volte per concludere che con quella spesa si rischiava di sforare il budget.

Anzi, sarebbe ancora meglio coinvolgere nell'azionariato un partner operativo, qualcuno che abbia interesse a metterci dei capitali per sfruttare il marchio Juventus; anche per cercare di tornare ad essere competitivi in Europa senza aspettare il prossimo piano quinquennale.

In parole povere il consiglio che diamo a nome di tanti tifosi è che ci vogliono meno Consigli e Consiglieri di Amministrazione e più soldi da investire, e che non si tratta della scoperta dell'acqua fresca. Si tratta del fatto che nel mondo ci sono cambiamenti "storici", la grande crisi ha messo in moto i soldi (di chi ce li ha) e le intelligenze, la Fiat va in America a cercare di risanare la Chrysler, la crisi ha creato cioè delle grandi opportunità.

Allora il consiglio è di vedere se dalla crisi in cui si trova anche la Juve e col mondo del calcio che sembra preannunciare grandi cambiamenti non possa nascere appunto qualche opportunità, cambiare i piani quinquennali del 2006 e fare qualcosa di veramente juventino con la diretta discesa in campo di chi ha preso il posto di Gianni e Umberto Agnelli, e il coinvolgimento di qualche altro operatore.

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Ode a Pavel e apologia di Luciano


Chi non l'ha capito, è pirla.
I calciatori sono juventini soltanto se c'è chi li obbliga, li motiva - termine migliore -, ad esserlo.
E' un postulato del calcio moderno.
Guadagnano tanto, in tanti mangiano col, mangiano sul - preposizione articolata migliore -, loro stipendio.
Guai a farli deprezzare, meglio farsi disprezzare.
Sono egoisti, ignoranti, viziati.
Tranne lui, Pavel, che giocava nella Lazio.
Poi: essere juventini è più difficile che essere interisti, o anche milanisti, o romanisti.
Alla Juve non si tratta di essere paraculo. Alla Juve lavori per la Juve.
E' difficile farglielo fare: il materiale umano è quello.
Ci vogliono grandi dirigenti.
Per questo: Luciano Moggi.
Luciano Moggi, queste cose, le ha dette, gridate forti al Processo Gea.
Ce l'ha spiegato che mondo è il calcio, che gente è chi ci lavora.
E noi a non capire.
Questo è il calcio.
O sei Pavel Nedved.
O ti riduci a giocare contro il tuo allenatore.
A andar bene, a giocare solo per te stesso.
Poveretto.
C'è chi odiava Lippi.
C'è chi odiava Capello.
E capirete: è ben più difficile che odiare Ranieri, per un calciatore.
Ma c'era una società.
Una società che impediva che questi rancori prevalessero.
Se Ranieri fosse stato l'allenatore di Luciano Moggi, forse non avrebbe vinto niente lo stesso.
(Luciano Moggi non l'avrebbe mai preso, fine.)
Ranieri non è così bravo.
Ma una giornata come quella di ieri...
Mai.

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domenica 3 maggio 2009

Cronache aziendali - trentaquattresima giornata


A Milano i tifosi fischiano Ibrainteric, che porta a casa altri tre punti.
A Torino i tifosi fischiano i normalizzatori, che portano a casa un punto con il Lecce, buono per difendere il terzo-quarto posto.
Vince la Berluscona e tiene il passo, ma ci sono due divorzi in vista.
Percentuali scudetto: Milan 5,7954%, Juve 0,0002% (compresa l'eventualità di vittoria a tavolino).
Percentuali rigore anti-Inter alla prossima giornata: 0,0113%

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La riunione d'emergenza


Secondo l'emittente televisiva 7 Gold, Cobolli, Blanc e Secco si sarebbero riuniti per analizzare la grave crisi nella nella quale è precipitata la squadra e la sua gestione tecnica.
Si chiami Moggi. Per murarli dentro la sala riunioni sono sufficienti cinque minuti.

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Peggio di così...

Ormai anche le parole iniziano a scarseggiare.
Difficile commentare il 2-2 casalingo della Juventus contro il Lecce, penultima in classifica. Un pari arrivato dopo un altro 2-2 la settimana scorsa a Reggio Calabria contro l'ultima in classifica. Ma sono 5 le partite consecutive in campionato senza vittorie (più la sconfitta casalinga contro la Lazio, 1-2) in cui la squadra ha subito la bellezza di 11 gol. La china presa sembra proprio inarrestabile. Come se non bastasse Ranieri continua a fare del proprio peggio, contro il Lecce sperimentando un 4-3-3 con un undici lungo e sconclusionato e come al solito giocando con una difesa alta contro un Lecce pericoloso solo in contropiede.
Becchiamo gol proprio così per l'ennesima volta. Sorpresona all'inizio del secondo tempo. Mentre Buffon passa l'intervallo a imprecare facendo stretching, pare che nello spogliatoio volino parole grosse. Fatto sta che Del Piero e Camoranesi non rientrano e si cambia modulo tornando al 4-4-2. La partita contro il Lecce (!) sembra raddrizzata con una doppietta di Nedved, ma l'ultimo quarto d'ora è da incubo. I bianconeri arrancano, Legrottaglie e Iaquinta vengono colpiti da crampi, mentre i leccesi corrono come forsennati per recuperare il risultato. Si succedono un salvataggio sulla linea di Poulsen e una paratona di Buffon prima che al 93° Castillo segni il gol del pareggio.
Sul banco degli imputati ci sono tutti: proprietà, dirigenza e allenatore. Qualcuno è bene che se ne vada subito per salvare il salvabile, ma non può essere il solo capro espiatorio di responsabilità che si devono assumere proprietà e dirigenza. Urgono decisioni immediate!

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Juventus - Lecce, pagella istantanea


Gigi Buffon: voto 8
La contestazione gli restituisce gli stimoli mancanti: salva più volte il risultato, e partecipa con grande trasporto emotivo alla partita

Zdenek Grygera: voto 4
Ignobile, semplicemente ignobile. E' l'attaccante più pericoloso del Lecce

Nicola Legrottaglie: voto 4.5
Prendiamo gol nel recupero con l'attaccante leccese solo in area piccola. Il primo gol è l'ennesimo preso con difesa schierata in linea che sbaglia il fuorigioco

Olof Mellberg: voto 4.5
Vedi Legrottaglie

Paolo De Ceglie: voto 5
Non è un terzino, e si vede. Non incide in fase offensiva, fa paura (a noi) in quella difensiva

Mauro Camoranesi: voto 4
Ranieri è pessimo, ma basta giocare contro l'allenatore. Siete dei professionisti

Cristiano Zanetti: voto 6
Primo tempo di grande sofferenza, cresce alla distanza e si guadagna la pagnotta

Pavel Nedved: voto 8
L'anima di questa squadra. Segna due gol, corre come un indemoniato, uno dei pochi con della dignità professionale

Alex Del Piero: voto 4
Vedi Camoranesi

Amauri: voto 6.5
Non è quello di inizio stagione, ma ci mette grande impegno, e mette lo zampino su uno dei gol con un assist

Vincenzo Iaquinta: voto 7
Grande cuore, e dedizione alla causa. Merita un buon voto anche solo per questo, soprattutto rapportando il suo comportamento rispetto a quello di altri mangiapane a tradimento
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Christian Poulsen: voto 6-
Anonimo, come sempre. Però non fa danni, ed il cambio di modulo fa bene alla squadra

Marco Marchionni: voto 6.5
Entra al posto di Camoranesi, e su quella fascia si comincia a giocare. Bello l'assist per il gol di Nedved

Jonathan Zebina: senza voto
Fischiato dal pubblico senza nessuna ragione, si innervosisce e dà il peggio di sè. Ingiudicabile
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Claudio Ranieri: senza voto
Parte con un 4-3-3 con il solo Zanetti a presidiare il centrocampo, corregge la formazione con due cambi all'inizio del secondo tempo, si infortunano Grygera e Iaquinta e finisce di fatto la partita in 9. Ingiudicabile, per manifesta totale confusione mentale

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sabato 2 maggio 2009

Razzismo e porte girevoli

Abbiamo ampiamente trattato sul sito l'odiosità del razzismo e il casino successo con Juve-Inter in termini di giustizia sportiva. Mettiamo ora in guardia i lettori su cosa sta succedendo circa il ricorso: per ora non si è vinto e non si è perso, l'Alta Corte del Coni si pronuncerà il 14. Mettiamo in guardia anche perché basta leggere il Codice di Giustizia Sportiva (artt.11-13) per rendersi conto che ci hanno messo dentro tutto e il contrario di tutto, ed è difficile capire come finirà. Più che porte aperte o chiuse a noi sembrano delle porte girevoli.

Senza essere esperti di leggi e codici, alla Juve, infatti, potrebbero dare anche partita persa perché così c'è scritto per i casi gravi (quali sono? nessuno lo sa, speriamo che non conti l'articolo della Gazzetta sui fatti di quella sera o le dichiarazioni di Moratti; lui in effetti è stato il primo a dire che erano successe "cose gravi", come se da Roma gli avessero data l'imbeccata, come se lui avesse pensato di nuovo di vincere a tavolino); potrebbero anche annullare tutto, perché c'è un articolo che dice in quali casi la società non ne risponde (il 13) e la Juve, secondo noi, rientra in quell'articolo e potrebbe non risponderne. Porte girevoli, appunto.

Inutile fare previsioni, noi ripetiamo che il ricorso era meglio non farlo, anzi non si capisce a chi possa essere venuta in mente un'idea del genere, a meno che anche a Torino abbiano pensato che Moratti ha provato a fare troppo il furbo. Di sicuro è stato messo in azione addirittura l'avvocato Grande Stevens (l'idea sarà sua?) per un danno che sul piano economico corrisponde all'incasso della partita, che potrà essere di 100.000 euro, cioé un piatto di lenticchie rispetto al danno dell'estate 2006 (centinaia di milioni), quando il grande avvocato non si mise all'opera, anzi qualcuno si intromise per non farci andare al Tar.

Gli interrogativi, quindi, sono tre e da qui al 14 animeranno le discussioni del bar sport:

1) era giusto fare ricorso o la Juve faceva più bella figura a non farlo?

2) visto che nel 2006 hanno tentato di radere al suolo la società che non si difendeva, adesso che è difesa da un grande avvocato (!) la giustizia sportiva sarà più benevola, le porte resteranno aperte e Moratti farà la figura del pirla?

3) confermeranno le porte chiuse, nonostante l'avvocato Grande Stevens, come se qualcuno a Roma o a Milano ce l'avesse anche con la Juve di adesso?

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Chrysler-Kissinger


Chissà perché alla notizia del matrimonio Fiat-Chrysler ci è venuta in mente l'antica amicizia tra l'Avvocato Agnelli ed Henry Kissinger.
Forse perché pensiamo che, nel caso sia stato interpellato, l'ex Segretario di Stato americano abbia dato senz'altro parere favorevole al matrimonio tra le due case automobilistiche. Se non altro per l'antica amicizia che lo legava all'Avvocato.
Amicizia sicuramente rinsaldata anche sugli spalti dello stadio, mentre guardavano qualche partita della Juventus.

Magari questo pensiero può far riflettere l'ingegner Elkann su cosa sia la Juventus.

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Edizione straordinaria!

Infortunio numero 67 in casa Juve. Si è fermato Tiago per il solito guaio muscolare. Probabilmente a Corso Galileo Ferraris qualcuno sta iniziando a sospettare che la preparazione atletica sia stata completamente sbagliata.

Avvisiamo i nostri gentili lettori che questa notizia non è un'imitazione delle famose frasi indirizzate da Radio Londra ai partigiani. Tutto vero.
L'unica cosa falsa, purtroppo, è la Juventus.

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