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giovedì 30 aprile 2009

La farsa finale... forse

C'era da aspettarselo, i presidenti di A e quelli di B non hanno trovato l'accordo sulle modalità di voto per eleggere il presidente, e in sostanza sul nome di Beretta by Lobbycontinua.
Dunque dando prova di dialogo, di democrazia, di decoro e di rispetto Zamparini, degno "portavoce" del calcio che conta, annuncia: "Abbiamo fatto la nuova Lega di Serie A".
Insomma, la serie B è stata invitata ad alzarsi dal tavolo in cui si celebrerà il banchetto (sic) dei diritti TV, e costretta ad accomodarsi nella stanza della servitù dove si dovrà accontentare degli avanzi.
Ora sì, sarebbe bello sentire gli illustrissimi onorevoli Melandri e Lolli, che a cadavere della Juventus (quella vera!) ancora caldo ci avevano spiegato dell'utilità di una nuova legge che consentisse un'equa ripartizione dei diritti TV, tale da permettere ai piccoli di poter vincere, almeno ogni tanto.
Invece il risultato è un altro: i piccoli non solo non potranno vincere, ma neanche partecipare, questa è l'ennesima dimostrazione di ciò che è il Nuovo Calcio Pulito post Farsopoli.
Naturalmente i presidenti si accorgeranno presto di aver fatto un errore strategico, infatti se si fosse usato il senno si sarebbe capito che il calcio di provincia ha un bacino enorme di passione che andrebbe coltivato, e non inaridito, pena la perdita di milioni di appassionati. Ma non solo, il torneo cadetto andrebbe salvaguardato per farlo diventare la palestra dei tanti giovani promettenti provenienti dalle giovanili. Peccato, si è scelta un'altra strada: quella di impoverire la serie B per consentire alla serie A di acquistare campioni (sic) del calibro di Poulsen, Andrade e Recoba.
Questo è il nuovo calcio pulito promessoci dal professor Rossi e dagli onorevoli Melandri e Lolli.
Bell'affare, non c'è che dire!

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mercoledì 29 aprile 2009

Predicare bene e razzolare male

Prendendo spunto dall'intervento di John Elkann ("La Juve punta sul calcio sostenibile, bisogna conciliare bilancio e vittorie") la Gazzetta di oggi fa una specie di predica. Scrive Umberto Zapelloni che la "fiera dei sogni è finita" e che il calcio deve darsi una regolata: bilancio sostenibile e stadi di proprietà; politica dei giovani e niente più assegni dei presidenti.

Una bella predica, niente da dire, con la raccomandazione ai tifosi di "contare fino a dieci" prima di contestare quando non si vince, e con l'aggiunta che ci vorranno pene più severe per chi si macchierà di doping finanziario.

E qui sta il punto: da come scrive Zapelloni sembra che attualmente queste pene non siano previste, come se alla fiera dei sogni ognuno era libero di andare a comprare tutti i terzini sinistri che voleva, e magari pagare anche due allenatori per la stessa stagione; da come scrive la Gazzetta sembra che i bilanci siano dopati perché la legge lo permetteva, sembra che prima dell'arrivo di John Elkann il bilancio della Juve non era sostenibile.

Ma non è così. La legge c'è, il Codice di Giustizia Sportiva prevede anche la serie B per chi dopa il bilancio, solo che questo la Gazzetta non l'ha mai detto e i bilanci non li ha mai guardati; quando il Milan ha fatto la finta compravendita del marchio la Gazzetta non ha scritto che dopava il bilancio. ma ha riportato i ringraziamenti dei tifosi a Berlusconi che sanava il passivo; quando l'Inter, insieme con la finta compravendita del marchio, ha fatto l'operazione Inter Capital creando plusvalenze patrimoniali "di carta" per centinaia di milioni di euro la Gazzetta non ha scritto che rischiava la serie B, ma ha riportato il comunicato stampa con cui l'Inter rendeva omaggio al mecenatismo di Moratti (leggete il dossier Bilanciopoli sul nostro sito).
La Gazzetta non ha mai scritto a quanto ammontano i debiti delle nostre società e che non possono superare certi limiti rispetto al fatturato, solo un giornale straniere ha "osato" scrivere che Inter, Milan e Roma fanno insieme un miliardo di euro di debiti.

Non è così perché nella Juve di Giraudo (e Moggi e Bettega) il bilancio era sostenibile visto che, dopo la quotazione in Borsa, non c'era stato nessun aumento di capitale, non si era fatto ricorso alla legge spalma-perdite del 2003 (varata da Berlusconi e sfruttata da Inter e Milan per 550 milioni) e non si era fatto finta di vendere il marchio.

Non è, insomma, come vorrebbe far capire la Gazzetta; il guaio, secondo noi, è che non solo i bilanci delle società di calcio erano e sono dopati, il vero guaio è che non c'è nessuna gazzetta che lo scriva; il guaio è che Zapelloni predica bene ma il suo giornale, come la stampa sportiva in generale, razzola male.

Diciamo allora ai nostri lettori che non c'è da aspettarsi nessun inasprimento di pena (semmai le novità potrebbero arrivare dall'Uefa di Platini); ci sarebbe semmai da verificare se i redattori di qualche gazzetta andranno a leggersi i prossimi bilanci (del Milan, dell'Inter e compagnia cantante) per far capire ai lettori se sono dopati oppure no.

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L'avvento


In Lega sono i giorni dell'avvento. Peccato che, a leggere i giornali, nessuno sappia cosa dovrà avvenire.
Come sappiamo, i presidenti di serie A hanno candidato alla carica di presidente della Confindustria pallonara Maurizio Beretta by Lobbycontinua. Però non è detto che i presidenti della B siano pronti a convergere su questo nome. Quindi domani non è da escludere il marasma generale, con i presidenti della A che abbandonano l'aula.
Tale ipotesi secondo gli osservatori porterebbe alla nascita di una Lega A, nata dalla scissione dell'attuale Lega che comprende sia la serie A che la serie B. In tale caso secondo alcuni il traghettatore con il compito di gestire il caos, e quindi di limitare i danni, potrebbe essere il sempiterno Franco Carraro. Inutile ricordare che il Carraro, nonostante alcune telefonate alquanto discutibili all'epoca di Calciopoli, pare riuscito ad uscirne indenne... dimostrazione ennesima che Calciopoli aveva il fine di escludere qualcuno e non di fare pulizia.

Insomma siamo di fronte al caos più completo. Ma quali sono i motivi e gli interessi che hanno generato questa situazione?
Noi in più di una circostanza abbiamo espresso la nostra opinione: il nodo sta in quella legge Melandri che attribuisce alla Lega il potere di spartire equamente i proventi dei diritti TV. Nessun presidente delle società ultraindebitate, a nostro avviso, è disposto a fare sconti. Tutti hanno paura di essere in qualche modo fregati.
Altro fatto da noi previsto con largo anticipo è che il famoso miliardo proveniente dai diritti TV probabilmente non esiste, se non nei buoni propositi dei candidati. La cosa oggi la sussurra, quasi a metter le mani avanti, anche Antonello Capone della Gazzetta dello Sport. Se anche la Pravda Rosa, per dirla alla Christian Rocca, mette in dubbio "le magnifiche sorti e progressive" vuol dire che tutti, piano piano, si stanno rendendo conto che "il miliardo" sbandierato è poco più che una Chimera.

Ecco spiegato tutto il caos della Lega: scarsità di risorse e susseguenti problemi di ripartizione tra i club ultraindebitati.
Tutte le altre eventuali spiegazioni che i giornali proporranno, ricordatelo, non sono nient'altro che specchietti per le allodole.

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martedì 28 aprile 2009

Milan d'Arabia, Juve di rabbia

Si rincorrono le voci di un possibile ingresso della Famiglia Reale del Dubai nel capitale azionario del Milan.
Per ora nulla di ufficiale, ma Domenica è stato segnalato a San Siro il figlio dell'emiro al Maktoum.
I bene informati dicono che poi vi è stato un incontro con Galliani nel quale si è parlato di sponsorizzazione della compagnia aerea del Dubai a partire dal 2010, invece la partecipazione azionaria nel Milan non è data per certa, comunque appare come una possibilità concreta.
Lo stesso Kakà si è lasciato sfuggire, su questa "bomba", la seguente dichiarazione: "Lo sceicco? Lo abbiamo conquistato".
Come si vede la cosa pare molto seria, e naturalmente a leggere la dichiarazione dell'asso brasiliano a Milanello, evidentemente, si respira un'aria di ottimismo e di fiducia nel futuro. Ottimismo e fiducia più che giustificati visto che l'apporto degli sceicchi sarebbe fondamentale per riportare in alto il Milan, dato che appare sempre più evidente una certa disaffezione della famiglia Berlusconi, probabilmente stufa di saldare a piè di lista gli annuali deficit della società di via Turati.

Invece a Torino, sponda Juve, l'aria è un misto di rassegnazione e rabbia. Ne abbiamo avuto una ulteriore dimostrazione oggi, leggendo qualche agenzia dall'assemblea della Exor, la finanziaria che controlla la Juventus.
Elkann ha infatti, in quella sede, dichiarato che la Juventus dopo il suo celeberrimo e funesto "ripartiremo dal basso" sta cercando una nuova quadratura del cerchio: provare a vincere ma solo riducendo i costi. Inutile dire che è una pia illusione. Si vince, mantenendo i conti in ordine, solo se si aumentano i ricavi (e non se si riducono i costi).
La cosa l'aveva capita bene la vecchia Triade, che partendo dalla necessità dell'aumento dei ricavi aveva avviato un progetto credibile.
Ma queste cose le sa anche John Elkann, evidentemente il suo progetto è un altro: abbattere i costi, stabilizzare (e non accrescere) i ricavi e accontentarsi di risultati sportivi non all'altezza della storia della Juventus.
Speriamo che la mossa del Milan suggerisca alla Exor una onorevole exit strategy, ovvero la vendita della Juventus a qualcuno disposto a investire seguendo la via maestra dell'aumento dei ricavi suggerita dal piano della Triade. Solo così si potrà tornare a vincere.
In caso contrario ai tifosi della Juve non resterà che ammirare, provando rabbia per ciò che poteva essere e non è stato, le future vittorie del Milan "d'Arabia".

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lunedì 27 aprile 2009

Parole e macigni

"Senza presunzione, sto sopra la tabella che la società ha fissato", ha detto così Claudio Ranieri dopo Reggina-Juventus aggiungendo "Quello che mi era stato detto è che la Juve doveva cercare di lottare per lo scudetto entro cinque anni".

Aspettando il 2011 per vedere un centrocampo un po' da cristiani, vorremmo invitarvi a riflettere sulla singolarità del messaggio che i dirigenti della Juve devono aver trasmesso al mister, sul perché e sul per come, a riflettere sulle parole di Ranieri perché le parole qualche volta, magari involontariamente, possono essere pesanti come macigni. Per quanto ci riguarda la riflessione porta all'estate 2006, alla farsa di Calciopoli, al comportamento di chi all'epoca reggeva le sorti del mondo Fiat e quindi anche della Juventus (Gabetti, Montezemolo, Grande Stevens).

Col nostro lavoro di ricerca e informazione abbiamo illustrato molti aspetti di quella farsa, oggi con le parole sfuggite a Ranieri ci viene da osservare che verosimilmente a Torino non c'è stata solo una compartecipazione per indirizzarne l'esito finale riferito a Giraudo (e Moggi), ma anche un possibile accordo tra salottisti buoni, un accordo come se ne fanno tanti in nome della convenienza, una specie di via libera da Torino a Milano per gli scudetti fino al 2010.

Guarda caso gli scudetti dal 2006 al 2010 sono quelli che si contano per assegnare il 15% dei ricavi dei diritti TV se scatterà la vendita collettiva, guarda caso per quegli anni la Gazzetta s'è comprata in anticipo dall'Inter, pagandoli profumatamente, i diritti per produrre materiale celebrativo dei futuri successi neroazzurri, guarda caso la situazione di bilancio dell'Inter nel 2006 era assai critica tanto da doversi inventare la farsa di Inter Capital. E guarda caso rispetto alla tabella fatta a Torino per quei cinque anni Ranieri dice di stare un po' avanti, come se il terzo posto davanti alla Fiorentina sia qualcosa che i salottisti non avevano concordato.

Provate, cari lettori, a pensarci e magari metteteci dentro anche i 10 milioni in più che la Juve non poteva (!?) spendere per comprare Xabi Alonso invece di Poulsen; per quanto ci riguarda, e rispetto al lavoro di ricerca e informazione che portiamo avanti, pensiamo che Ranieri abbia avuto un piccolo sfogo a ruota libera e che sulle parole non ci abbia riflettuto tanto; ma se ci pensiamo bene quelle parole possono diventare pesanti come macigni.

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Cronache aziendali - trentatreesima giornata


Senza l'aiutino o l'aiutone Ibrainteric non diventa campione: cade a Napoli sotto i colpi del Panterone, antica riserva bianconera, mentre la Berluscona, rigorosamente, prende i tre punti e va a -7.
Zamparini si gode il cambiamento. Percentuale scudetto Milan: 8,2547%.
I due patron milanesi polemizzano vivacemente su chi ha commesso più furti: chi si fregierà alla fine del titolo di Ladroni d'Italia?
A Reggio la Juve, senza Manninger e con un rigore su Del Piero visibile senza occhiali, complice una difesa zacconiana, rimedia solo un punto e va a -9.
Tutti se la prendono con Ranieri, Cobolli & C., ma a ben vedere sono in regola col piano quinquennale.
Percentuale scudetto Juve: 0,0518% (compresa l'eventualità di vittoria a tavolino).

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No comment... Anzi sì!


Giacomo Crosa: "Ranieri ha ragione quando dice che la Juve più di così non può fare, solo i fanatici del blasone possono negare questa verità. Le strade che resterebbero da seguire alla Juventus sono quelle dei farmaci dopanti e dei condizionamenti arbitrali, ma sono strade poco raccomandabili".
Il Sig. Crosa saltava poco da giovane (vedi Olimpiadi del '68), e con la baraonda che ha scatenato in tutti i forum bianconeri, rischia di ricominciare a farlo. Sarà forse la volta buona che con le bugie gli si allunga l'asta, visto che senza più in la del sesto posto non andava, e non il naso, per quello ci ha già pensato madre natura!

Moratti: "Dovrò contare i rigori del Milan".
Un po' di matematica non fa mai male. Dopo aver contato i rigori del Milan, passasse a contare gli scudetti della Juventus, e subito dopo quelli dell'Inter. Oltre a notare la differenza, comunque, ricordiamo che le mezze unità, i tavolini, i cartoni, la segreteria non sono validi a tutti gli effetti!

Zamparini, chiacchere dal salumiere: "Arbitri e media contro di noi".
Cobolli in fila: "Mi scusi, rispetti la coda, abbiamo preso noi per primo il numerino".
Interrompe il Sig. Guido Rossi: "Guardi sono 2 scudetti e mezzo per l'Inter, un po' di più. Che faccio lascio?". Cobolli: "Sì, sì, lasci pure.. Quant'è?".
Guido Rossi: "Si figuri, quando finisco qui, ci vediamo in Exor. Arrivederci".

Adebayor: "Il Milan è come Beyoncè".
Veramente ci sembra Seedorf quello nero, l'altro, quello bianco, non sta sfilando e gioca sul serio. E poi se proprio cerca un cantante, alla Juventus ne abbiamo uno, ma si sbrighi, prima che vada via!

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domenica 26 aprile 2009

Ferrarinter

La Ferrari continua a fare figure barbine in Formula 1.
Fino a qualche giorno fa addirittura si potevano leggere sui giornali filoferraristi (tutti) giustificazioni stomachevoli che accusavano Brawn di essere un furbone, in sostanza il Moggi della Formula 1. Naturalmente tutti smemorati: nessuno ricordava che Brawn è stato un grande protagonista dell'ultima Ferrari vincente. Eh già, quella che è venuta dopo ha vinto a tavolino dopo che uno scandaletto aveva fatto fuori la McLaren. Coincidenze.

Oggi invece è Montezemolo ad aver dato la sua interpretazione sul campionato di quest'anno: "Ci sono tre Formula 1: una con il Kers, una senza il Kers e una con il fondo (diffusori) che non ho ancora capito se è regolare o no. Sono stati fatti male, scritti peggio e interpretati ancora peggio. Hanno dato adito a zone grigie e a interpretazioni diverse".
Insomma, se la Ferrari non vince è colpa dei regolamenti mica sua che non ha avuto dei tecnici in grado di interpretarli al meglio nonostante, tra l'altro, abbia risorse finanziarie che gli avversari vincenti manco si sognano.

Noi di primo acchito ci facciamo grasse risate, ovviamente. Ma se pensiamo a chi comanda dopo Calciopoli, purtroppo abbiamo poco da ridere.
La personalità del gran capo si sente tutta.

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Reggina - Juventus, pagella istantanea



Gigi Buffon: voto 5
Non è più lui, il primo gol preso è inaccettabile

Zdenek Grygera: voto 5
Collabora con Buffon nella realizzazione del primo gol, per il resto balla insieme a tutto il reparto

Lorenzo Ariaudo: voto 5
Nonostante qualche buona chiusura, rimane coinvolto nel naufragio complessivo della difesa

Olof Mellberg: voto 5
Vedi Ariaudo. Lui e Ariaudo sono una coppia male assortita

Cristian Molinaro: voto 5
Nullo in fase offensiva, dannoso in quella difensiva, soprattutto nel primo tempo. Emergono tutti i limiti che denunciamo da 2 anni

Mauro Camoranesi: voto 6
Non si fa espellere, ed è già una notizia visto il nervosismo. Qualche buono spunto, sbaglia un gol quasi fatto, ma la qualità c'è

Cristiano Zanetti: senza voto
Non è in condizione di giocare, il voto sarebbe impietoso e immeritato. Rivolgersi al Cantante per spiegazioni sul suo utilizzo

Claudio Marchisio: senza voto
Il 67esimo infortunato della stagione. Non fa granché prima della sua uscita

Pavel Nedved: voto 6+
Grande impegno e furore agonistico, ma fornisce più quantità che qualità

Alex Del Piero: voto 6
Ce la mette tutta per ritrovare il gol su azione, segna invece su rigore. Gli viene negato un altro rigore solare. In generale, non brillantissimo contro avversari mediocri

Vincenzo Iaquinta: voto 6+
Svaria su tutto il fronte di attacco cercando palloni, anche per lui più quantità che qualità
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Christian Poulsen: voto 5.5
Entra al posto di Marchisio, prestazione senza infamia e senza lode. Non riesce ad emergere neppure contro l'ultima in classifica, è un mediocrissimo giocatore

Amauri: voto 6
Entra nel finale al posto di Del Piero, crea un paio di pericoli nello scarso tempo a disposizione
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Claudio Ranieri: voto 4
Mediocrità, mediocrità, mediocrità. Parte con Giovinco in tribuna, finisce con Trezeguet in panchina e Amauri che gioca un quarto d'ora. Schiera uno Zanetti in forma pietosa, e incassa l'ennesimo infortunio muscolare dei suoi giocatori. Nel finale dispone la squadra per difendere il pareggio. Si salvi chi può

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La Juve di Nick66

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sabato 25 aprile 2009

Più rosso che nero

Il bilancio del Milan presentato ieri da Galliani è in rosso, addirittura la situazione è peggiorata rispetto all'anno scorso quando le perdite ammontavano a circa 31 milioni di euro. Infatti quest'anno siamo a quota -66,8.
Ecco come l'AD spiega questa debacle: "Mancano i ricavi della Champions League e abbiamo mantenuto lo stesso organico che avrebbe potuto giocare la grande coppa: 170,9 milioni in stipendi contro i 160,4 dell'anno prima. Nel 2007 abbiamo perso 31,7 milioni pur con 44,8 di ricavi dalla Champions. Dall'Uefa ora abbiamo preso solo 7,4 milioni ed ecco che la perdita è schizzata a 66,8".
Insomma la colpa è della mancata partecipazione alla competizione europea più importante. Forse è anche vero ma essendo, pur sempre, il calcio una competizione sportiva dovrebbe essere normale che a ottenere le posizioni più "profittevoli" siano i migliori, aldilà del blasone e aldilà del conto in banca.
Altra chicca regalataci dall'amministratore delegato è che il Milan, in realtà, nonostante la mancata partecipazione alla Champions ha comunque deciso di mantenere un organico all'altezza della competizione, dunque facendo lievitare i costi degli stipendi rispetto ai ricavi.
Sul punto nutriamo qualche dubbio, ma la cosa riguarda un po' tutte le società italiane, infatti secondo noi il livello del calcio italiano si è notevolmente abbassato sia dal punto di vista tecnico che atletico. Non è difficile immaginare che anche il Milan avrebbe subito la stessa sorte delle altre italiane partecipanti: meritata eliminazione agli ottavi di finale.

La cosa che però ci lascia interdetti è la soluzione prospettata per uscire dalle secche. Al solito stadio di proprietà viene aggiunta una cosa non da poco: l'eliminazione dell'Irap per le squadre di calcio.
E' vero che le società italiane hanno una pressione fiscale superiore ai competitors stranieri, ma anche gli artigiani, i commercianti e gli industriali vivono lo stesso problema. Non capiamo per quale motivo si dovrebbe partire ad abbassare la pressione fiscale partendo dal calcio.
Forse per consentire acquisti del calibro di Senderos o Poulsen?

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Il re è nudo!

La situazione sta vivendo dei momenti di svolta particolarmente critici.
Noi abbiamo il compito di viverla con la necessaria attenzione e senza alcun rilassamento emotivo.

Probabile che quello che sta accadendo in questi giorni, pur non essendo stato propriamente auspicato, fosse stato però abbondantemente previsto dall'azionista di riferimento della Juventus.
Solo in questo modo, si può giustificare la contemporanea presenza, tra le fila della dirigenza e nello staff tecnico, di tutte quelle persone che non erano state scelte per la loro competenza o per le loro capacità, ma erano state scelte perché diventassero il chiaro bersaglio dei tifosi (e dell'opinione pubblica in generale) nel momento della grande delusione, che si sapeva perfettamente sarebbe arrivato, fin da quando era stato realizzato, all'inizio dell'estate del 2006, il progetto con cui John Elkann ha voluto riappropriarsi di quella Juventus che così bene era stata condotta fino a quel momento dalle persone designate dal dottor Umberto Agnelli.
Per ritardare questo momento, quello della contestazione, era stata persino scelta, forse, anche la strategia della discesa in serie B.
Quante volte, l'anno scorso e quest'anno, di fronte a prestazioni deludenti o a situazioni che destavano perplessità, abbiamo sentito pronunciare le fatidiche frasi: "Ricordatevi che siamo una neopromossa", "Ricordatevi dove eravamo due anni fa"...

Bene (anzi, male), sia come sia, il momento della verità è arrivato, non sarà stato un ragazzino a dirlo, ma quanto è successo in questi ultimi giorni corrisponde al grido de "Il re è nudo!" della celebre favola.

Quello che sta accadendo in queste ore non è la fine di qualcosa di spiacevole che abbiamo vissuto in questi ultimi tre anni. Quello che sta accadendo in queste ore rappresenta invece il vero inizio della nuova storia della Juventus.
Il dramma è che non si sa se chi dovrà scrivere questa nuova storia sia davvero all'altezza del suo compito.
La speranza è che, chi ha provato a farlo (con risultati rovinosi) in questi tre anni capisca di non essere all'altezza e si faccia da parte.

Noi possiamo tentare di influire sulle decisioni e sulle scelte in questi momenti critici, facendo al meglio quello che con tanta pazienza e passione si è cercato di fare in questi tre anni, cercando di sensibilizzare quanto più possibile quella pubblica opinione il cui giudizio può essere determinante.
Adesso, insomma, anche per noi è arrivato il momento di produrre il massimo sforzo.
Perché, come suol dirsi, "adesso comincia il bello".

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venerdì 24 aprile 2009

Perseverare è diabolico

I fenomeni naturali sono generalmente ciclici: dopo la notte viene il giorno, dopo l'alta marea viene la bassa, dopo l'inverno viene la primavera.
Allo stesso modo, nella nuova Juventus Montelkaniana si verifica un fenomeno che può essere definito naturale: subito dopo un fallimento qualche organo di stampa paventa la possibilità che come direttore generale venga assunto Franco Baldini. Fino ad ora, immancabilmente il fenomeno si è sempre concluso allo stesso modo: Baldini rilascia un'intervista nella quale dichiara di essere stato contattato dalla Juve, ma lui non è interessato all'incarico. La Juve non è alla sua altezza.
Anche stavolta, dopo l'eliminazione dalla coppa aziendale Tim, immancabilmente Tuttosport rilancia l'ipotesi di Baldini alla Juventus.
Non stiamo a rivangare sul curriculum di Baldini, chi vuole può rileggersi tutto quello che abbiamo scritto in relazione al processo Gea, quello che ci chiediamo è se la Juventus possa aver cercato per la terza volta un professionista che già in passato, a detta sua ben due volte, l'ha rifiutata.
Noi vogliamo sperare che non sia vero, sarebbe la negazione assoluta dello spirito juventino e la completa accettazione della filosofia "bauscia".
Se alla Juventus è rimasto ancora qualcosa di juventino e di piemontese, venga immediatamente stilato un comunicato stampa nel quale si spiega che la Juventus non è alla caccia di un direttore generale, e che comunque in qualsiasi caso il profilo professionale di Baldini non è idoneo a ricoprire il ruolo. Se fossero ancora vivi l'Avvocato e il Dottore siamo certi che a tale comunicato sarebbe stata aggiunta un'ulteriore frase nella quale si spiega che la Juventus vuole integrare il suo staff con un ulteriore magazziniere. E chi aveva da intendere avrebbe inteso...
Nel caso in cui tutto ciò non venga fatto, siamo sicuri che nel giro di pochi giorni leggeremo dell'ennesimo "gran rifiuto" dell'amico del Maggiore Auricchio, del resto i fenomeni naturali si concludono sempre allo stesso modo.
Ci sarà chiaro però che alla Juventus, oltre ai fenomeni ciclici, ci sono anche dei fenomeni da baraccone. Purtroppo.

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giovedì 23 aprile 2009

Bandiera gialla (listata a lutto)

Finché vedrai straparlar quei tre banfoni(1)
Tu saprai che là si sbaglia
E la Juve perderà
Saprai che con quell'erede indegno
Noi si perde senza ritegno
Ed il tuo cuore s'incazzerà
(1) Testo modificato. Nella versione originale, non c'era "banfoni" ma un altra parola che finisce con "oni"

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Finalmente si contesta!

Tiro di Kolarov, ennesima deviazione sfortunata e Buffon, ex-miglior portiere del mondo che non ci arriva: 0-2 e addio finale di Roma.
Partono i cori di contestazione dalle curve. Si inizia con il classico "Andate a lavorare", per poi passare al Cantante in panchina: "Ranieri vattene", senza dimenticare gli incompetenti in tribuna: "Dirigenza vaff.....".
Termina la partita e il settore Ovest viene invaso da circa 200 tifosi inferociti. Vogliono entrare negli spogliatoi, ma vengono fermati dagli steward e dalla polizia sopraggiunta subito dopo. Continuano i cori contro la dirigenza e in particolare rimbomba fortissimo un "Cobolli Gigli va a c....". Una delegazione di tifosi chiede un incontro con il Presidente. Le forze dell'ordine mediano e la contestazione si sposta fuori dallo stadio. Io vado a casa, è stata persa la possibilità di vincere la decima Coppa Italia, ma un barlume di speranza si apre all'orizzonte: finalmente anche i tifosi della curva hanno aperto gli occhi. Per tornare ad essere una Juve VERA bisogna mandare via questi dirigenti indegni e incompetenti.
L'hanno capito anche i ragazzi delle curve, meglio tardi che mai.

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Meglio della Ferrari!

E che cos'è tutto questo casino per una eliminazione in Coppa Italia?
Era una semifinale, oltretutto, e poi in passato siamo usciti anche prima e in modo più rovinoso, ma nessuno se ne curava. Un giocatore dell'Atalanta è passato alla storia per avercene fatti quattro, tutti in una volta, poi non si è saputo più nemmeno che fine abbia fatto.
Ricapitolando: dignitosa eliminazione con una grande del calcio inglese agli ottavi della Champions (tra le prime sedici in Europa!), secondi in campionato dietro alla portaerei di Mourinho e alla pari con i campioni del mondo di Ancelotti, uscita dalla Coppa Italia in semifinale (tra le prime quattro in Italia!).
Stiamo andando meglio della Ferrari. Lì mica chiedono la cacciata di Montezemolo. Sono diventati simpatici a tutto il motorismo mondiale, i furbacchioni.

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Fine corsa

Altro che stelletta d'argento. La Juve contro la Lazio perde anche in casa ed è notte fonda. "Abbiamo perso? Pazienza!" Questo l'incredibile commento di Ranieri, un professionista che vede fallito l'ultimo traguardo stagionale. Un commento di chi è abituato a perdere, di chi in 23 anni di carriera da allenatore ha vinto due coppe del nonno e una supercoppa europea solo perché ha avuto la fortuna di trovarsi a disputare la partita per un titolo che altri avevano conquistato.
Sui siti di Tuttosport, Vecchia Signora, J1897, i sondaggi si sprecano. Percentuali bulgare prossime al 96% chiedono che Ranieri concluda al massimo la stagione e se ne vada. Anche allo stadio questa sera c'è stata finalmente la contestazione nei confronti non solo dell'allenatore, ma anche di una dirigenza sorda con un amministratore delegato che, solo pochi giorni fa, ha trovato il coraggio per dire che Ranieri rimarrà anche l'anno prossimo in qualsiasi caso.
Ora che un allenatore rimanga senza tener conto dei risultati sportivi è veramente un'assurdità degna di una società gestita in modo incompetente. Che senso avrebbe poi tenere un altro anno Ranieri così profondamente indigesto alla stragrande maggioranza di chi segue la Juventus e con l'ombra di un nuovo allenatore a fare capolino dal 2010? Quale autorità avrebbe su uno spogliatoio che già adesso sembra in buona parte insofferente?
Il benservito va dato subito, ma non solo all'allenatore, anche a un comitato sportivo che nulla sembra saperne di calcio, e soprattutto a un presidente che ci ha fatto vergognare per le tante parole inutili dette al vento in questi tre anni di profonde umiliazioni subite. Non tanto in campo, dove la squadra ha sempre fatto quello che poteva ma giusto laddove serviva affermare il proprio peso, quello che dovrebbe avere la Juventus, la squadra con più titoli e più tifosi in Italia.
Invece questi ci fanno sentire un'altra cosa. Chi dissente si prende del tifoso di serie C da Cobolli, mentre Ranieri, per chi lo contestava sabato, ha addirittura ventilato la possibilità che si trattasse di gente "esaltata dal vino". Ci ha dato degli ubriachi insomma. Vabbè, ubriachi lo eravamo di una Juve antipatica, vincente e che si faceva rispettare dove serviva. Lui è un astemio, di titoli soprattutto, uno "zeru tituli" che nulla ha mai avuto a che spartire con la Juventus. Fine corsa per Ranieri, e magari anche per tutti quei cobolli che con la Juve non c'entrano nulla.
Ridateci la Juve, quella vera!

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mercoledì 22 aprile 2009

Aziendal Cup: the end


Volgono al termine le cronache anche sulla coppa aziendale (sicuri che domani la Samp ce la faccia?).
La chiusura è malinconica, si perde in casa col Piovarolo su un terreno asciutto: il povero Ranieri non ne azzecca più una, la squadra perde i pezzi ed è pure sfigata. Ci si mette anche l'impiegato Rizzoli che - invece di tornare a casa, picchiare la moglie e prendere a calci il cane - espelle Camoranesi.
I normalizzati ramazzottimisti - come è scontato che avvenga - se la prendono pure con i giocatori, con l'allenatore!!! e con la dirigenza!!! A forza di guardare avanti sono caduti dentro il fosso, a quando l'invasione di campo e il falò dei seggiolini?
La visione dei due malcapitati in tribuna e l'intervista del povero Ranieri in mezzo alle contestazioni mettono tristezza. Come si fa a prendersela con loro, mica fanno apposta a perdere.

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Juventus - Lazio, pagella istantanea


Gigi Buffon: voto 5.5
Come accade spesso ultimamente, fenomeno più a parole che tra i pali. Non ha enormi colpe, ma ormai è un portiere normale

Zdenek Grygera: voto 5.5
Prestazione senza infamia e senza lode, tra i meno peggio in una serata da tregenda

Lorenzo Ariaudo: voto 6-
Non sfigura nonostante qualche svarione, qualche buona chiusura

Olof Mellberg: voto 6-
Meglio quando si proietta un avanti rispetto a quando difende. Ma oggi i problemi non erano certo in difesa

Paolo De Ceglie: voto 5.5
Non è un terzino, e si vede: approssimativo in fase difensiva, qualche buon cross quando riesce a sganciarsi

Marco Marchionni: voto 3
Il migliore della Lazio. Gioca 45 minuti in cui sbaglia tutto ciò che è possibile sbagliare

Tiago Mendes: voto 5
Il solito Tiago: fa il passaggino, il lancetto a 5 metri di distanza, il contrastino, il tutto senza un briciolo di grinta

Claudio Marchisio: voto 5.5
Tra i meno peggio, si fa notare per un paio di bei lanci. Anche lui assente dal punto di vista delle motivazioni e della grinta, soprattutto nel primo tempo

Sebastian Giovinco: voto 6-
Qualche buon cross, qualche scatto, il tutto con grande tranquillità e senza sbattersi troppo, come tutti del resto. Chissà perché viene sostituito alla fine del primo tempo

David Trezeguet: voto 5
Lontano dalla migliore condizione, completamente demotivato, non si capisce perché giochi

Vincenzo Iaquinta: voto 4
Partita abbstanza anonima, merita l'insufficienza grave per la sceneggiata al momento del cambio
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Pavel Nedved: voto 6.5
Entra nel secondo tempo e ci mette l'anima, prende un palo e corre come un ossesso. Non merita di finire la carriera così

Alessandro Del Piero: voto 6.5
Entra anche lui nel secondo tempo, segna un gran gol e si vede che ha una gran voglia di giocare

Mauro Camoranesi: voto 2
Anche lui entra nella ripresa, e non gioca affatto male. L'ennesima espulsione senza senso sporca la sua prova, esce tra le meritate bordate di fischi
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Claudio Ranieri: voto 3
Sbaglia al solito la formazione nel primo tempo e la corregge nel secondo, nulla di sorprendente, ci siamo abituati. Ma non è questo il punto: ciò che colpisce è l'approccio alla partita di tutta la squadra, senza mordente e motivazioni. Non ha più nulla da dire a questi giocatori, è ora di passare la mano, anche subito se non si vuole cadere nel baratro

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Lapo ju29ro?


Sul caso Balotelli e sul casino dei rapporti Juve-Inter il Corsera, dopo aver dedicato intere paginate alla posizione di Moratti (senza nessuna critica al suo falso moralismo), ieri ha intervistato Lapo Elkann. L'intervista è interessante perché, lasciando da parte il caso Balotelli sul quale tanto abbiamo sentito e scritto, intanto conferma che Lapo è un tifoso appassionato, che è juventino e che lo ribadisce ad ogni occasione (verrebbe da dire: tutto il contario del fratello).

La frase più interessante dell'intervista è quella sui rapporti Juve-Inter dove Lapo, premesso che parla come tifoso e non come azionista, dice che "tra Juve e Inter non può esserci amore. Tutti sanno perché. E noi bianconeri lo sappiamo meglio di loro perché siamo andati in B".

E' interessante già la premessa, perché la distinzione tra tifoso e azionista fa pensare che da juventino e basta Lapo Elkann possa ipotizzare (e magari dire?) tranquillamente delle cose che invece come comproprietario della società lo metterebbero in difficoltà. Sarà anche esagerato stare dietro ad ogni frase che leggiamo sui giornali, di sicuro questa sottigliezza potrebbe avere a che fare col comportamento che la proprietà ha tenuto nell'estate 2006 riguardo Calciopoli, come se Lapo con quel comportamento non solo non abbia avuto niente a che fare ma non vi si riconoscesse (forse lo disapprova?).

Ancora più interessante è che Lapo dica che, come i tifosi bianconeri, anche lui sa bene perché la Juve è andata in B. Il fatto è che noi del team Ju29ro su questo perché abbiamo per tempo avanzato una ipotesi molto diversa dalla versione ufficiale che la stampa ha cercato di inculcare, senza riuscirci, in tutti gli juventini.

Saremmo allora davanti ad un bell'interrogativo: quando Lapo parla da tifoso bianconero, e non da azionista Exor, fratello di John Elkann, penserà le cose che alcuni juventini veri hanno pensato già nell'estate 2006 e che oggi pensano in tanti?
Oltre ad essere appassionato, tifoso e juventino sarà anche uno ju29ro?

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Vida loca

La Stampa di oggi riprende un argomento trattato da noi in più di una occasione: la crisi economica che attanaglia il calcio spagnolo.
Già vi avevamo riferito che la Liga è oberata complessivamente da oltre 3 miliardi di euro di debiti, di cui più di 600 milioni nei confronti del fisco spagnolo. Però, grazie all'articolo abbiamo la possibilità di approfondire un aspetto secondo noi molto importante.
Il Valencia ha abbandonato la costruzione del nuovo stadio a causa della impossibilità di vendere i terreni circostanti a chi avesse avuto intenzione di intraprendere attività commerciali in prossimità dell'impianto. Questo impedimento non permette, secondo l'articolo, di ripagare i 200 milioni prestati al Valencia dalle banche.
Dunque, si può vedere che la crisi del mercato degli immobili commerciali ha avuto gravi ripercussioni sui destini della società.
Non si pensi che questo fenomeno sia solo spagnolo, in America per esempio è fallita la General Growth Properties, secondo gestore di centri commerciali del paese, oppure in Germania la società Arcandor vuole vendere il più importante e lussuoso centro commerciale d'Europa, il KaDeWe. Siamo sicuri che in Italia il settore non si avvii ad una contrazione?
Lo diciamo sommessamente e con tutto il rispetto dovuto ai presidenti delle nostre società: siamo sicuri che la via per risanare il calcio italiano sia quello di costruire nuovi stadi con annessi centri commerciali? E se la crisi del mercato immobiliare commerciale si farà sentire anche Italia? Non è che si rischia di fare la fine del Valencia?

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martedì 21 aprile 2009

La Lega sceglie Beretta

I presidenti di serie A hanno scelto ufficialmente Maurizio Beretta per la presidenza della Lega Calcio che dovrà spartirsi il fantomatico miliardo dei diritti televisivi. Unico assente il presidente del Lecce, forse ancora imbufalito per l'arbitraggio chirurgico di domenica.
Evidentemente l'accordo tra il partito di Galliani e quello della troika composta da Juventus montelkaniana, Inter e Fiorentina si è trovato.
Immancabile la retorica: secondo Beretta il calcio italiano è "uno straordinario settore produttivo, una grande bandiera del made in Italy, un vessillo dell'Italia che funziona e che sa vincere". Per il momento ci asteniamo dal fare dell'ironia su questa affermazione, aspettiamo con calma le "magnifiche sorti e progressive" promesse dall'ex mezzobusto Rai che i giornali ufficiali (nel senso che le affinità con la Pravda sono sempre più evidenti) ci spacceranno domani per "grande manager".
Da notare che il suo mentore Montezemolo si è affrettato a rilasciare questa dichiarazione: "Beretta lo conosco bene: ha qualità e capacità".
Notiamo che molti suoi amici stanno trovando posti di rilievo nel gran carrozzone pallonaro. Viste le dichiarazioni gli deve far proprio piacere e serve, forse, a lenirgli il dolore per le cocenti e meritate sconfitte della Ferrari, di cui non parla più.
Speriamo che quando non parlerà più di calcio (cioè quando arriveranno i risultati del lavoro dei suoi uomini) nessuno ci rinfacci che era juventino.
Chiedere a Blatter quanto gliene frega della Juve.

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Doping finanziario in Premier League?

Noi credevamo che in Inghilterra si stessero godendo l’ennesimo trionfo in campo europeo, dove ben tre squadre inglesi su quattro hanno raggiunto il traguardo delle semifinali di Champions.
Nulla di più sbagliato: addirittura un organo del Parlamento inglese, l'All Party Parliamentary Group, si è preso la briga di analizzare lo stato di salute del calcio d’Oltremanica, arrivando a conclusioni inusuali (almeno per noi mediterranei) nel bel mezzo di un trionfo.
Secondo questo organismo, il trionfo è dovuto a eccessivo indebitamento permesso da una legislazione troppo permissiva (se preferite chiamatela anche deregulation), inoltre Alan Keen, capo della commissione, aggiunge che "successi a breve termine possono mettere in crisi l'equilibrio finanziario a lungo termine".
Impossibile, in Italia, che nel momento del massimo trionfo dei politici lancino simili accuse, anzi, noi siamo abituati a ben altre scene, basti ricordare la Melandri sul pullman degli azzurri che festeggia la vittoria al mondiale di Germania.
Molto più semplice da noi aspettare la catastrofe e successivamente individuare l’orco cattivo sul quale far ricadere tutte le colpe. Inutile ricordare che a metterci i soldi, successivamente, è sempre Pantalone. Tutto questo in nome dello sport, della cultura della "bandiera" e dell’onore.
Vi siete chiesti come mai molti presidenti si stanno affannando a chiedere soldi (elegantemente, certo) per la costruzione di stadi privati, moderni e di livello europeo?

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Perdenti si diventa

Non ci vuole molto a diventare dei perdenti.
Basta avere una cirigenza ridentina.
Un mediocre come allenatore.
Ed una proprietà disinteressata.
Ed il gioco è fatto.
Un pareggio contro l'Inter, che lascia invariato l'abisso di dieci punti di distacco, diventa inevitabilmente qualcosa che i tifosi e certi giocatori (come Buffon) festeggiano con una gioia sfrenata.
Prendiamo a prestito le parole dello Specialone, che ci sembrano particolarmente appropriate: «Prendo atto della sfrenata gioia della Juve per il pareggio, in un’annata che la vede distanziata di dieci punti. Parlavano di scudetto fino a qualche tempo fa. Adesso si sono rimpiccioliti sulla Coppa Italia».
In pratica, siamo diventati quel che era l'Inter sino a qualche tempo fa.
Dei perdenti che parlano parlano parlano, mentre altri portano a casa i trofei.
Complimenti.

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lunedì 20 aprile 2009

Cobolli, non lo faccia!

La Juventus presenterà ricorso contro la sentenza del giudice sportivo che ha condannato la società bianconera a disputare una partita a porte chiuse a causa dei cori razzisti di sabato scorso nei confronti dell'interista Balotelli. Lo rende noto il sito internet del club torinese.
"Il giudice sportivo ha condannato la Juventus a disputare la partita di campionato contro il Lecce del 3 maggio a porte chiuse - è scritto nella nota della Juve - a causa dei cori razzisti nei confronti del giocatore dell'Inter Mario Balotelli. La società, preso atto della sentenza, ha deciso di presentare ricorso". (20/04/2009)

Presidente,
non lo faccia, faccia invece come l'altra volta: ritiri il ricorso!
E' vero che i cori razzisti si sono verificati anche a San Siro e altrove senza conseguenze, e che anche altri fecero ricorso quando la sanzione fu la chiusura di un solo settore dello stadio.
E' vero che Balotelli in campo si comporta in modo scorretto e provocatorio e gli arbitri lo lasciano fare.
Ma tutto ciò non giustifica quei cori.
Una partita a porte chiuse è sanzione addirittura lieve, ce ne meritavamo almeno 3 o 4.
Siamo la Juve e, una volta che la Figc può fare quello che deve senza timori reverenziali, dimostriamoci all'altezza della situazione, accettando la pena meno che congrua.
Prenda le distanze da quel pubblico incivile e dai loro cori.

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Qualcosa non quadra

Altro vergognoso coro della curva interista, usando questa volta come base la canzone di Topolino. Si notino i commenti soddisfatti dei tifosi interisti

Siamo stati i primi, sabato sera, a pubblicare un pezzo in cui si stigmatizzava a dovere il comportamento della tifoseria juventina nei confronti di Balotelli. Il razzismo, sia quando è frutto di ignoranza sia quando è mascherato sotto mentite spoglie è sempre da stigmatizzare e combattere.
Pertanto riteniamo appropriata anche la decisione del giudice sportivo di far disputare una partita della Juve a porte chiuse, però le regole devono valere sempre. Sia quando simili deprecabili episodi riguardano la Juve, sia quando riguardano altre società e loro tifoserie.
Diciamo questo perché siamo andati a rivedere le dichiarazioni di Moratti e degli altri interisti in relazione ai cori razzisti rivolti dalla loro tifoseria al messinese Zoro.
Certo, si nota che allora vi era meno intransigenza da parte interista, infatti dicevano che erano i soliti "quattro delinquenti", e che non era vero razzismo ma semplice cialtronaggine. Insomma, abbiamo la sensazione che ci sia molto opportunismo da parte loro, ma la cosa non ci stupisce, del resto quando c'è di mezzo la Juve si attaccano a tutto per dimostrare una presunta superiorità che è solo enorme, e tra l'altro giusto, complesso di inferiorità.

Comunque il colmo lo ha raggiunto Matarrese, che ha dichiarato: "Non mi meraviglio più di questo nostro paese, non c'è più rispetto delle regole e allora serve un'iniziativa forte. Io al posto di Abete avrei fatto una riunione degli stati generali, comprese anche le tifoserie, avrei fermato la macchina perché cosi si sfascia tutto". Si, quel Matarrese che dichiarò ai tempi dell'omicidio Raciti che i morti fanno parte del sistema ora vorrebbe fermare tutto per ragionare.
Conversione sulla via di Damasco o guadagnar tempo, e il favore dei notabili, per essere rieletto in Lega?

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Povero Balotelli...

Ascoltate il vergognoso coro della curva interista nei confronti del Milan neo campione d'Europa durante Inter -Torino 3-0

Ma "negro di m..." è un insulto razzista?
Certo che sì, ma lo sconvolgimento che sta avvenendo fra i mass media che sembrano scandalizzati dagli stupidi cori della curva juventina contro Balotelli risulta alquanto demagogico ed ipocrita.
Il presidente Cobolli Gigli si è scusato nel solito modo tafazziano, senza se e senza ma. In una situazione analoga il suo modello, Giacinto Facchetti, almeno aveva aggiunto che l'Inter si era sempre adoperata contro il razzismo. Eh già, perché quella degli insulti a sfondo razzista non è una novità ma una costante delle nostre domeniche di calcio in cui la stupidità è sempre stata in prima fila.
Era il 27 novembre 2005 quando non fu Moratti a fermare la partita ma il giocatore ivoriano Zoro che, in forza al Messina, nella partita contro l'Inter si fermò perché bersaglio di ripetuti cori razzisti da parte dei supporter nerazzurri. Non fu l'Inter quindi a fermare la partita.
Quindi Moratti si risparmi la sua demagogia a buon mercato. Nel caso poi di Inter-Juventus di sabato sera c'è da chiedersi come mai, se razzismo è stato, Muntari e Viera non sono stati bersaglio di cori analoghi. Non sarà per caso per l'atteggiamento provocatorio e arrogante manifestato dallo sbarbato nuovo idolo della curva nerazzurra?
E' razzismo vero dunque o solo l'offesa più idiota che si potesse dire solo per il gusto di essere offensivi? Oltre a scalciare in modo vigliacco gli avversari e mandare platealmente a quel paese l'arbitro, cosa doveva fare Balotelli per essere espulso?
Da Farina poi, un arbitro che solitamente non si fa pregare per comportamenti di questo genere. Il cartellino rosso per Balotelli lo ha alzato tutto lo stadio, ma Balotelli e l'Inter non possono certo passare per vittime in questo modo.
Di insulti a Balotelli sono piene le cronache di ogni domenica di calcio. Anche in Inter-Roma, seppure in trasferta, la Roma pluridiffidata si beccò per insulti a Balotelli 8 mila euro di multa per insulti a sfondo razzista. Poi in Inter-Fiorentina, nemmeno un mese fa, stesso discorso, con 12 mila euro di multa per la squadra viola.
E allora? Meglio fare solo demagogia spiccia o dare anche un paio di schiaffi da buoni genitori allo sbarbatello?

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domenica 19 aprile 2009

No comment... Anzi sì!


Balotelli riferendosi ai cori Bianconeri "Io sono più italiano di loro".
Di sicuro sei il più italiano all'Inter, ma prima di diventarne il più arrogante ne devi mangiare di pasta!!

Tuttosport: "Cannavaro torna alla Juventus".
Eravamo un po' preoccupati che la nuova squadra venisse ricostruita solo attorno a Del Piero. Ora che arriverà anche Cannavaro siamo più sereni per il futuro.

Secco: "La Società ha i mezzi per ultimare la crescita con acquisti importanti".
Quindi il problema sono i soldi per iniziarla? Quanto vi serve?

Secco sulla Champions: "Siamo usciti lottando alla pari con il Chelsea che, risultati alla mano, è già una delle quattro squadre più forti d’Euro­pa. Quindi abbiamo fatto la nostra figura".
L'anno prossimo facciamoci eliminare dal Barcellona, fra 2 anni dal Manchester e se riusciamo fra 3 dall'Inter. Ecco fatto il piano triennale per l'Europa! Manca quello per la Coppa Italia, aspettiamo mercoledì!

Calciomercato.com: "Del Neri ha deciso: Atalanta addio".
Eh no non è nemmeno questo!! Continueremo a monitorare calciomercato.com, speranzosi!

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Cannavaro ritorna?


Su tutti i mass media rimbalza la notizia che la Juve sta per annunciare il suo primo grande colpo di mercato: il ritorno di Fabio Cannavaro. Pare gli verrà fatto un contratto annuale e successivamente gli verrà offerto un bell'ufficio in corso Galileo Ferraris.

Ora, va bene tutto, Fabio è un grande giocatore che ha quella grinta, quel carattere e quell'esperienza in grado di far maturare i nostri giovani. Però nella psiche di noi tifosi non sarà facile cancellare quanto avvenne nella terribile estate di Farsopoli: Cannavaro, fresco campione del mondo, fu il primo ad abbandonare la nave sotto attacco dei pirati (non) somali. Difficile dimenticare anche se va detto, ad onor del vero, che mai ha rinnegato gli anni e le vittorie in quella Juventus. Non è poco, visto che ci fu chi (Zambrotta e Thuram) riuscì non solo a rinnegare le vittorie e gli anni trascorsi, ma anche il nome stesso della Juventus.
Fabio provi a ripartire da queste posizioni.

Discorso diverso va fatto per la società. Ci promettono per il terzo anno di fila tre campioni. Si parte da Cannavaro, che è prossimo alla pensione. Nel frattempo si riconferma quel Ranieri che si è dimostrato un pessimo allenatore: manca di coraggio nel lanciare i giovani, non ha carisma, non ha capacità di applicare moduli diversi. Un disastro.
Se si va avanti di questo passo, alla fine del "piano quinquennale" (hanno rispolverato pure Stalin e Mao!!) in cui dovrebbero ritornare le vittorie, l'unica cosa certa sarà la necessità di un nuovo aumento di capitale, causa esaurimento delle risorse della società per spese per l'acquisto di giocatori insulsi del calibro di Tiago, di Almiron, di Poulsen e il resto della compagnia.

In fondo, poco male. Magari se arriverà la necessità di immettere nuove risorse, l'azionista prenderà la decisione di farsi da parte.
Se ci pensate ieri la cosa più insopportabile è stato vedere in tribuna Lapo, la sua giacca e tutto il caravanserraglio che dovrebbe rappresentare proprietà e dirigenza Juventina. Insopportabile. Prima se ne vanno meglio sarà. Altro che Cannavaro.

Votate il sondaggio sul ritorno di Cannavaro alla Juve!

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Cronache aziendali - trentaduesima giornata


L'arbitro non c'entra più di tanto, il punto dell'Inter è tutta farina del suo sacco.
Le cronache si chiudono qui, in un clima da Polvere di stelle, quello di "Ma ndo' vai ...".
Siamo al momento la seconda delle mediocri del calcio italiano, così doveva essere ridotto per far trionfare la mediocrità.
A noi poteva andare peggio: guardiamo di nuovo avanti e abbiamo ancora pur sempre un 3,6679% di vincere lo scudetto.

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sabato 18 aprile 2009

L'onore di Legrottaglie

A fine della partita contro gli Onesti, Nicola Legrottaglie si dichiara contento per l'immeritato pareggio perché "abbiamo salvato l'onore della maglia".
Non si preoccupi il buon Nicola, l'onore della Juve è da sempre stato tenuto alto nella Storia (quella con la S maiuscola) da uomini come Cesarini, Orsi, Sivori, Charles, Platini e Zidane, ma anche da umili gregari come Favero, Galia e Aleijnikov.
Questo fino a quando la Juve è sopravvissuta. Dopo sono arrivati i Cannavò, i Tavaroli, i Beatrice, i Narducci e gli Auricchi e gli Arcangioli.
Per non parlare dei Montezemoli e dei Tronchetti Provera.
Hanno dato indegna sepoltura gente del calibro di Cobolli e di Ranieri.
Ma l'onore nessuno lo ha mai toccato. Nonostante iene e sciacalli.

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Cantanti e ubriachi

Gli "esaltati dal vino".
Li ha definiti così l'allenatore della Juventus, in diretta televisiva su Rai 2, quelle persone che in questi due anni hanno chiesto a proprietà e dirigenza di dimissionarlo. E' la prima volta che ci sentiamo dare degli ubriachi via etere e come ubriachi ci facciamo una grassa risata. Ma secondo Ranieri quanti sono gli ubriachi che tifano Juventus? Possibile che gli unici astemi siano John Elkann, Cobolli Gigli e Blanc che per ben 5 volte (come lui stesso si vanta) lo hanno difeso in questo biennio dagli attacchi di un'orda di ubriaconi?
Non daremo a nostra volta dell'ubriaco al peggior allenatore che abbia allenato la Juventus da vent'anni a questa parte, ma almeno a questo punto non ci faremo più riguardi a dargli del "Cantante", perché in quella professione certamente avrebbe fatto meglio di quanto sta facendo seduto immeritatamente sulla panchina di una società che si chiama Juventus.

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Juventus - Inter Brand, pagella istantanea

Cobolli esulta dopo il pareggio finale (1-1)

Gigi Buffon: voto 8
Salva il risultato in più di un'occasione, come ai vecchi tempi

Zdenek Grygera: voto 6.5
Parte bene, sicuro in difesa e propositivo in attacco. Si siede, come tutti, nel secondo tempo, ma si riscatta con un bel gol di testa

Nicola Legrottaglie: voto 6
Soffre molto la fisicità degli attaccanti interisti, ma nel complesso regge l'urto

Giorgio Chiellini: voto 6.5
Una sicurezza, tiene in piedi il reparto anche nei momenti più duri, gioca di fino in anticipo e si propone in attacco

Cristian Molinaro: voto 4.5
Impresentabile a questo livello, soffre alla grande contro nonno Figo e Balotelli e si distingue per un'orripilante sequenza di errori in fase di di impostazione. Sostituito per disperazione

Marco Marchionni: voto 5.5
Molto volenteroso, per carità, ma fa una cosa e ne sbaglia due. Si mangia un gol quasi fatto davanti al portiere

Tiago Mendes: voto 4
Gioca una partita discreta, fino alla follia che ne decreta l'espulsione. Infantile, come Camoranesi settimana scorsa

Christian Poulsen: voto 4.5
La solita mediocrissima prestazione, nullo quando si tratta di costruire, poco aggressivo (o a volte troppo) in fase di interdizione

Pavel Nedved: voto 5.5
Parte largo a sinistra, prova ad accentrarsi, corre come un matto ma incide pochissimo

Alex Del Piero: voto 5
Non pervenuto, come succede sempre nelle ultime settimane. Viene giustamente sostituito

Vincenzo Iaquinta: voto 5.5
Ci mette grande impegno, ma combina poco o nulla
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Paolo De Ceglie: senza voto
Entra al posto di Molinaro, poco o nulla da segnalare

David Trezeguet: voto 8
Entra al posto di Marchionni a un quarto d'ora dal termine, non tocca palla ma merita un 8 di stima per il mobbing a cui è sottoposto

Sebastian Giovinco: voto 6
Entra al posto di Del Piero, qualche buon numero
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Claudio Ranieri: voto 3
Primo tempo sufficiente, secondo tempo semplicemente agghiacciante. L'Inter gioca a velocità ridotta puntando chiaramente al pareggio, la sua Juve non morde mai e prende un gol in contropiede, quattro contro uno. Ennesima espulsione assurda di un suo giocatore. Finisce due terzi di partita con Giovinco e Trezeguet in panca, mentre Del Piero e Nedved combinano poco o nulla. Si sveglia nel finale, e la Juve porta a casa un fortunoso e immeritato pareggio.
Da cacciare, prima che sia troppo tardi

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Il caso Macheda

Sir Alex Ferguson fa sul serio. Come sempre del resto. Sembra infatti che abbia deciso di schierare titolare in FA Cup l'ultima rivelazione del Manchester: il giovanissimo italiano Federico Macheda.
Ci vuole poca immaginazione per capire che, se il ragazzo fosse rimasto alla Lazio, avrebbe dovuto fare almeno altri tre o quattro anni di anticamera dietro "mostri sacri" come Rocchi, Pandev e Foggia. Ha deciso dunque, secondo noi giustamente, di andare a giocare in Inghilterra dove a soli diciotto anni ha la soddisfazione di prendersi il lusso di mandare in panchina qualcuno tra gli "scarponi" che compongono l'attacco titolare della sua squadra.
Altra cosa importante, in Inghilterra il Manchester si è preso la briga di trovare un lavoro fisso al padre e una casa alla sua famiglia. In Italia ciò è impossibile, le risorse se ne vanno per pagare gli ingaggi alle nostre "stelle", che hanno poi il diritto al posto fisso in prima squadra per non vedere il cartellino svalutato con evidente danno per la società. Un cane che si morde la coda, secondo noi.

Però qualcuno sembra volerci convincere che il gap tra il calcio italiano e il calcio inglese stia nel fatto che noi non abbiamo uno stadio nuovo con supermercati annessi.
Ma che te ne fai dello stadio nuovo se poi i talenti li mandi in B fino a ventidue anni?

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venerdì 17 aprile 2009

Senza rimpianti?

Pur con tutta la buona volontà, pur armati della pazienza di Giobbe siamo costretti per l'ennesima volta a commentare le dichiarazioni rilasciate oggi dal "nostro" Claudio Ranieri.

Secondo lui la Juventus non deve nutrire rimpianti per come è andato il campionato. A noi pare esattamente il contrario, di rimpianti ce ne sono fin troppi.
C'è il rimpianto dell'ennesimo calcio mercato con spreco di risorse per l'acquisto di giocatori non da Juve, ci riferiamo in particolare a quel giocatore che, secondo il tecnico romano, avrebbe dovuto surclassare Sissoko. Senza contare il fatto che, a sparger sale sulla ferita, ci ha pensato il Genoa di Gasperini guidato da quel Motta arrivato dalla Spagna a parametro zero.
Ma c'è anche il rimpianto di aver visto per tutta la stagione la squadra falcidiata da infortuni muscolari di ogni genere, dimostrazione evidente di una preparazione atletica sbagliata.
C'è il rimpianto di aver visto una squadra buttar via punti in casa in maniera insulsa con delle provinciali, basti pensare al Chievo di Pellissier.
C'è il rimpianto che la squadra, forse non adeguatamente motivata, ogni volta che si avvicinava all'Inter ha avuto paura di vincere o addirittura di giocare, basti pensare alla penosa prestazione contro la Lazio all'Olimpico. Lazio, sia chiaro, in evidente crisi di gioco e manco lontana parente di quella della stagione scorsa.
C'è infine il rimpianto di una società ormai annichilita e dal peso politico pari a zero. Si veda come è stata sbeffeggiata dall'arbitro proprio nella partita di Genova.
Infine c'è il rimpianto di aver perso lo scudetto contro una squadra come l'Inter. Si lasci perdere la retorica dei giornali che la definiscono una grande squadra. Chiunque, basta vedere le meschine comparsate in Europa, capisce che il livello è veramente mediocre.

Naturalmente Ranieri di tutto ciò non si cura. Probabilmente di tutto ciò non si rende conto, forse perché è convinto di allenare l'Udinese.
Peccato che a Udine con i soldi spesi in questi tre anni avrebbero portato a casa almeno una semifinale in Europa e uno scudetto.
Per una volta però invitiamo a guardare al futuro, così come Cobolli vorrebbe, sperando che non ci regalino l'ennesimo sicuro rimpianto: la riconferma di Ranieri.

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Pubblicità

Email inviata dal Mago di Ios al sito di Alessandro Del Piero: mymail@alessandrodelpiero.com

Caro Alex,

ma tu non ne hai vinti SETTE di scudetti?

E come mai invece fai una pubblicità dove un bambino racconta che hai vinto CINQUE scudetti?

Capisco che per te la questione non sia particolarmente rilevante, posto che i lauti premi per il 28° ed il 29° scudetto che la Juventus ti ha corrisposto non sono certo stati revocati da Guido Rossi, Ruperto e San Dulli.

Ma dovresti comunque avere un po' più di rispetto per i tifosi, che non hanno certo digerito lo scippo dei due titoli (senza alcuna reazione e difesa da parte della società e della proprietà) e che ancora lottano (nei limiti delle loro possibilità e con l'ostracismo della dirigenza neo-juventina) per cercare di ottenere giustizia.

Che delusione, caro Alex.

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Cronache aziendali - vigilia di Juve-Inter


Qua si chiuderà l'Interleague di quest'anno!
Il dietrologo, da noi appena consultato, ha dato i suoi responsi.
Dopo il Big Mac di Torino i nerassuri avranno Napoli fuori e Lazio in casa, mentre i cobolliti incontreranno Reggina fuori e Lecce in casa: la matematica dice che sono nove punti ballerini solo se la Juve si aggiudicherà i primi tre.
E allora a Torino avremo molti falli in attacco con Regola del Vantaggio di riserva e un bel pareggio finale ... se va bene.
Probabile qualche difficoltà per la Berluscona con la Bovina per addolcire la pillola, e del Genoa col Piovarolo per congelare la classifica delle prime quattro. I bisteccari invece vanno a Udine e i problemi li avranno comunque.
Vedremo se sarà il giorno dello Specialone.

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giovedì 16 aprile 2009

Lobbycontinua

In più di una circostanza abbiamo ripreso da Dagospia l'idea che esista una cosiddetta "lobbycontinua" romana molto interessata allo sport.
Oggi vogliamo provare a chiarire il concetto. Secondo Dagospia esiste un network di persone amiche di vecchia data che si aiutano tra loro per occupare posizioni di potere, anche nello sport. Della lobby farebbero parte, per esempio, uomini come Montezemolo, Luigi Abete (presidente BNL e guarda caso fratello del Presidente della Figc), Della Valle (presidente della Fiorentina) e Giovanni Malagò. Quest'ultimo si è appena candidato ad un ruolo dirigenziale al Coni, ed attualmente è impegnato come presidente del comitato organizzatore dei mondiali di nuoto a Roma.
Mondiali di nuoto che, a leggere la Repubblica di oggi, sono avviati ad essere il solito disastro fatto di opere incompiute e di sprechi di danaro pubblico.

Se consideriamo che si ventila l'arrivo del montezemoliano Beretta alla presidenza di quella Lega Calcio che dovrà spartirsi la torta (più o meno grossa) dei diritti televisivi del calcio, notiamo che questo gruppo di persone in effetti nello sport conta moltissimo e vorrebbe contare ancora di più. Sia chiaro, nulla di illegale, tutto legittimo e ci mancherebbe altro. Però se si guardano per esempio gli insuccessi di Montezemolo nell'organizzazione di Italia 90, l'organizzazione (al momento) deficitaria dei mondiali di nuoto da parte Malagò, e il periodo non brillante (eufemismo) che vive il calcio dall'avvento di Abete jr, non è difficile immaginare che il calcio e lo sport in generale rischiano un periodo di grande decadimento.
Ci vorrebbero idee nuove e persone nuove, possibilmente estranee a lobby e giochi di potere.

Infine, ritornando al calcio si nota che in Lega la Juventus Montelkaniana con la Fiorentina di Della Valle e con l'Inter di Moratti-Tronchetti appoggia l'idea di Beretta alla presidenza della Lega. Sarà un caso, ma tutti questi personaggi sono in qualche modo legati proprio a "lobbycontinua". Invece la vecchia Juve aveva un patto d'acciaio con quel Galliani che oggi contrasta proprio Beretta.

Certo che Farsopoli ne ha cambiato di cose. Per caso?

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mercoledì 15 aprile 2009

Moratti il benefattore. Degli avvocati?

Riguardo il caso Adriano oggi Massimo Moratti ha detto che se ne occuperanno gli avvocati; in effetti si tratta di un caso complicato, si potrebbe arrivare alla rescissione del contratto e quindi che debbano intervenire gli avvocati non stupisce affatto.

Quello che stupisce, però, è che riguardo al calcio la stampa ha sempre presentato Moratti come un mecenate e un benefattore, uno che si affeziona ai giocatori, uno che non bada al portafogli ma ai sentimenti e continua a presentarlo così anche adesso che i casi di cui devono occuparsi gli avvocati sono più di uno e anche spinosi (specie per un mecenate-benefattore).

C'è stato, infatti, prima il caso Vieri che quando ha scoperto di essere stato spiato per conto della società del mecenate s'è incazzato di brutto ed ha portato l'Inter in tribunale con una richiesta di risarcimento multimilionaria, e logicamente Moratti ha dovuto affidarsi a dei bravi difensori (nel senso di avvocati).
L'anno scorso è scoppiato il casino di Mancini con l'Inter che diceva che s'era dimesso prima delle trattative con Mourinho, il procuratore di Mancini che invece diceva il contrario e forse aveva anche ragione lui perché anche qui si è andati per avvocati, intanto Mancini quest'anno ha preso regolarmente lo stipendio (e non si tratta di bruscolini), e adesso forse si arriverà alla buonuscita finale, magari multimilionaria come il risarcimento di Vieri.
Oggi poi, come dicevamo, i difensori di Moratti (più impegnati di quelli di Mourinho, verrebbe da dire) hanno affrontato il caso Adriano.

A proposito di avvocati e casi spinosi ricordiamoci poi che sullo sfondo resta lo spionaggio Telecom sul mondo del calcio, lo spionaggio di Tavaroli, quello che ha preceduto (casualmente?) lo scandalo di Calciopoli. Qui all'apparenza l'Inter non c'entra, però la nuova Telecom di adesso, che secondo le previsioni sarà condannata a risarcire i dossierati, ha fatto presente che solo una parte dello spionaggio è stata fatta per gli interessi della vecchia Telecom (di Tronchetti Provera), mentre c'erano molti casi di spionaggio a favore della Pirelli (di Tronchetti Provera) e altri ancora che non riguardavano né la Telecom né la Pirelli ma semmai quei dirigenti (Tronchetti Provera?) che li avevano ordinati per interessi loro, extra-aziendali. E secondo la Telecom ognuno dovrà farsi carico dei suoi risarcimenti con l'aiuto dei suoi avvocati.

Tra questi casi che non hanno ancora un padrino e un movente c'è appunto lo spionaggio sul calcio (dossier riguardante Moggi, la Juve, la Figc), per il quale in Tribunale si dovrebbe arrivare a stabilire chi ha avuto interesse a ordinarlo e perché. Sicuramente qui un buon difensore dovrà schierarlo proprio Tronchetti Provera, che però, quando non era impegnato con la vecchia Telecom e la Pirelli faceva compagnia proprio al benefattore-mecenate visto che era azionista dell'Inter; e allora chissà che anche in questo caso non debba scendere in campo proprio un difensore dell'Inter, magari il più bravo di tutti (non Maicon, chiaro; semmai un professore che di Calciopoli si è già occupato...).
A quel punto chi continua ancora oggi a parlare di mecenate-benefattore dovrebbe sorprendersi, noi non ci sorprenderemmo di certo.

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Il ritorno di Sony



La Juventus oggi ha annunciato un nuovo sponsor: si tratta della Sony-Ericsson.
Bisogna dire che sotto l'aspetto delle sponsorizzazioni, dopo la tragedia di Farsopoli, le cose non vanno così male per la Juventus. Evidentemente i pubblicitari ritengono che la Vecchia Signora sia un veicolo straordinario di comunicazione commerciale, e sotto questo aspetto la Nuova Juventus 2006 ha la possibilità di sfruttare e monetizzare questo straordinario fascino.
Tra tante notizie orrende, ci sembrava giusto sottolineare questa, che è senza dubbio buona.

Un ultima cosa: speriamo che la Sony, azienda straordinaria già in passato sponsor di una Juventus vincente (si veda il video), possa portarci un po' di fortuna.
Speriamo bene.

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Re Travicello

La stampa riporta che John Elkann ha tenuto, oggi, a rapporto la truppa. Pare non sia contentissimo dell'andamento della Juventus, le ultime partite evidentemente hanno lasciato il segno.
Apprezziamo le intenzioni del rampollo di casa Agnelli, ma non basta arringare i giocatori. E' necessario innanzitutto fare autocritica, e possibilmente trarre una lezione dai propri errori.
E' evidente che gli errori sono prima dello "stato maggiore", e solo successivamente della truppa. Innanzitutto la squadra non è stata rinforzata, si fa quasi del tutto affidamento su quanto di buono ha lasciato la vituperata Triade. Ma non basta, la sconfitta di Genova è l'evidente dimostrazione che la società non conta nulla (si guardino gli errori arbitrali), e da quanto si vede questa situazione favorisce altri interessi.
Innanzitutto quelli dell'Inter, ma non solo, anche quelli del gruppo di potere che Dagospia definisce "lobbycontinua". Solo così si spiega l'alleanza contro natura in Lega tra l'Inter e la Juve in funzione anti Galliani.
John Elkann dimostri di tenere alla Juve, non solo con arringhe negli spogliatoi, ma evitando che augusti rappresentanti del Circolo Aniene di Roma possano dettare la linea politica della Juventus.
Se così farà, non saremo più autorizzati a chiamarlo Re Travicello. In caso contrario, le sue arringhe saranno solo parole al vento, visto che alla Juve sono altri a comandare veramente.

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martedì 14 aprile 2009

Ma che avranno da ridere?

Al minuto 0.31 l'errore tecnico di Rocchi

Prima di Calciopoli i moviolisti ci facevano le prediche e i giornali pure, adesso che i tempi sono cambiati prediche non ne fa più nessuno, come se peccatori non ce ne fossero in giro, anzi nelle trasmissioni più seguite i moviolisti quando fanno vedere errori macroscopici a danno della Juve la prendono a ridere.

L'errore di Rocchi a Genova (un errore tecnico grande come una casa) l'hanno visto e commentato tutti: Pistocchi l'ha fatto vedere nell'intervallo della partita, alla sera su Rai2 l'hanno riproposto quattro-cinque volte, Casarin l'ha commentato a Controcampo e sul Corsera.

Tutti, però, col sorriso sulla bocca, nessuno scandalo e nessuna predica, nessun peccatore e nessuna cupola: sorrisetto di commiserazione di Pistocchi nei confronti di Marocchino; Tombolini che rideva ad ogni replay (per non dire di Teocoli, ma lui fa il comico e si può capire); Casarin che scrive che si è trattato di una leggerezza (Casarin non ride quasi mai ma un ex-grande arbitro che parla di leggerezza di fronte ad un simile errore è come se una risata l'abbia fatta pure lui).

Lasciando stare le squadre e i valori tecnici, verrebbe da chiedere a questa gente se quello a cui stiamo assistendo è ancora un campionato di calcio con norme e regolamenti da rispettare oppure un reality o, peggio ancora, una farsa in cui anche loro hanno una parte scritta da recitare.

Verrebbe da chiedergli che calcio hanno in testa e cosa avranno mai da ridere.


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lunedì 13 aprile 2009

Ranieri, l'uomo dei record


Record battuti:
- Il Siena non aveva mai vinto in 7 partite giocate contro di noi;
- abbiamo fatto 4 pareggi su 4 con la Sampdoria;
- abbiamo perso con il Cagliari e il Palermo dopo più di 40 anni, con la Fiorentina dopo 20;
- l'Udinese non ci batteva in casa da 8 anni e al Friuli da 13 anni e mezzo, inoltre veniva da 3 mesi e più senza vincere;
- abbiamo pareggiato con il Chievo per la prima volta;
- abbiamo regalato al Bate Borisov i primi punti nella sua storia in Champions;
- da 18 anni (7 partite) il Genoa non ci batteva a Marassi;
- Delio Rossi ha battuto per la prima volta una grande squadra (Lazio-Juventus 2-1 in Coppa Italia);
- ci ha segnato gente del calibro di: Pellissier (sudata tripletta, la prima in Serie A), Papa Waigo, Biondini (primo gol in A), Cassani (primo gol in A), Palladino (nostro scarto), Vieri (ma gioca ancora a calcio?), Michelidze ha segnato un gol decisivo contro di noi e poi è sparito, abbiamo favorito la prima doppietta di Thiago Motta in Serie A e il primo gol di Loria con la maglia della Roma;
- ma... abbiamo vinto al Bernabeu, non succedeva dai tempi di Sivori.

Record battibili prima della fine della stagione:
- in casa con l'Inter abbiamo perso il 20 aprile 2005 quindi niente record, è roba recente;
- in trasferta a Reggio abbiamo perso l'anno scorso per le note vicende, ma anche prima di Calciopoli è sempre stato un campo ostico. Non inseribile nei record potenziali;
- in casa col Lecce è storia recente, sconfitti il 25 aprile 2004, anche qui niente record possibile;
- in trasferta con il Milan abbiamo perso il 30 ottobre 2005, anche qui roba recente;
- in casa con l'Atalanta non perdiamo dall'8 ottobre 1989: qui c'è aria di record!
- in trasferta con il Siena il record è già di Ranieri: l'anno scorso per la prima volta nella sua storia il Siena è riuscito a fare punti con la Juventus;
- in casa con la Lazio abbiamo perso l'ultima volta il 15 dicembre 2002, roba recente.

Ringraziamo gli utenti del forum J1897.com per questa raccolta.

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