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sabato 28 febbraio 2009

Juventus - Napoli, pagella istantanea


Gigi Buffon: voto 6.5
Decisivo su Hamsik, nessuna sbavatura

Zdenek Grygera: voto 6-
Come se non ci fosse. Nessuno lo impegna in difesa, non si vede mai in attacco

Giorgio Chiellini: voto 6.5
Tiene in piedi la baracca con più grinta che forma, in questo momento

Nicola Legrottaglie: voto 6.5
Vedi Chiellini. Denis non è nulla di che, Lavezzi gioca lontano dall'area e non può tuffarsi, ma lui se la cava bene

Cristian Molinaro: voto 6-
Al solito, difficile dargli un voto. Bene in fase difensiva, ma quando tocca la palla dal suo piede escono solo cose brutte, molto brutte

Marco Marchionni: voto 5.5
Prestazione con molta quantità e poca qualità. Da esterno destro arriva raramente al cross, non ha il passo del trequartista e quindi soffre lo strano modulo del secondo tempo

Christian Poulsen: voto 6.5
Finalmente una buona prova. Molto bene nel primo tempo, grintoso e propositivo come a Siviglia. Cala nel secondo, ma rimane tra i migliori

Claudio Marchisio: voto 6.5
Si vede che ha stoffa, ma oggi alterna giocate buone a pericolose palle perse. Mezzo punto per il gol di culo

Sebastian Giovinco: voto 5.5
Non può giocare esterno sinistro, ma Ranieri continua a riproporlo in quel ruolo. Qualche buono spunto, ma in generale sembra un pesce fuor d'acqua

Alex Del Piero: voto 5.5
La nota negativa della serata. Azzecca qualche giocata all'inizio, poi si perde e si spegne la luce. Al solito troppo nervoso quando gioca male

David Trezeguet: voto 5
Servito malissimo, non fa praticamente nulla. Lontano dalla migliore condizione
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Hasan Salihamidzic: senza voto
Entra al posto di Giovinco, si sente nominare il suo nome un paio di volte in mezz'ora

Olof Mellberg: voto 6
Entra al posto dell'infortunato Legrottaglie, se la cava benino in un momento difficile

Amauri: voto 6
Entra al posto di Del Piero, Ayroldi gli fischia fallo contro ogni volta che riceve palla. Sufficienza di stima
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Claudio Ranieri: voto 6--
Porta a casa i 3 punti, ma che fatica. Il Napoli è in crisi nera, e si vede. Ranieri fa ampio turnover, ed è ripagato da un buon Poulsen, rimane difficile da digerire lo strano 4-3-1-2 del secondo tempo, in cui il pessimo Napoli schiaccia la Juve nella sua area

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Giochi Preziosi


Ieri in Lega si sono riuniti i presidenti della serie A; ne parlano tutti i giornali perché tra un po' si eleggerà il presidente ma la "notizia" è che tra i presenti c'era Enrico Preziosi, presidente del Genoa, che poi ha fatto anche la conferenza stampa con Zamparini e Foti. Questa è una notizia perché Preziosi è inibito (vi ricordate Genoa-Venezia?) e con gli inibiti i tesserati non possono avere rapporti, pena il deferimento; infatti l'anno scorso Palazzi aveva deferito, multato e squalificato quelli che erano stati beccati dalle intercettazioni al telefono con Moggi dopo Calciopoli e la sua inibizione (vi ricordate Secco?).

Come mai questi giochi strani, come mai con Moggi non si può parlare e con Preziosi sì, anzi il presidente del Genoa fa pure una conferenza stampa parlando, si può dire, a nome di tutti?

Potrebbe trattarsi dei Giochi Preziosi. Il fatto è che la società del presidente del Genoa che produce giocattoli (la Giochi Preziosi, appunto) va bene nonostante la crisi, sta sfondando anche in America (i Gormiti vanno meglio anche di Milito) e il Genoa mette in circolo soldi veri (non finti) che sono preziosi per tutto il movimento.

In parole povere è come se ieri diciassette società di serie A abbiano fatto una pernacchia a Palazzi e alla giustizia sportiva (magari si prenderanno un deferimento come Secco e si faranno un gran risata; d'altra parte Preziosi era stato definito "pericoloso" per il mondo del calcio in uno dei tanti procedimenti di giustizia sportiva) pensando a quanto sono preziosi i soldi, quelli che ci mette il presidente del Genoa e quelli che potrebbero arrivare dai diritti TV.

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venerdì 27 febbraio 2009

Matarrese e la "lobby continua"

A leggere le cronache, la battaglia nella quale è impegnato Matarrese per la conservazione della poltrona di presidente di Lega sta diventando sempre più ardua. Sia Fulvio Bianchi (Repubblica Spy-calcio) che Antonello Capone (Gazzetta) ormai ritengono che il montezemoliano Beretta sia in vantaggio sul vecchio lupo di mare barese.

Ci ha colpito, leggendo gli articoli di questi due giornalisti una certa diversità di accenti: mentre Bianchi è abbastanza neutrale, sembrerebbe invece che Capone "tifi" per Beretta. Infatti non esita a definirlo "manager di altissimo livello ma molto discreto" e successivamente enumera il vasto assortimento di cariche che ha ricoperto in passato.

A noi pare, e lo diciamo sommessamente ma senza paura di essere smentiti, che il profilo professionale di Beretta non sia quello di "un grande manager" (nella categoria, a nostro modestissimo avviso, si possono includere personalità del calibro di Marchionne e Jobs) ma quello, molto italiano, di una persona ben introdotta negli ambienti "che contano".

Forse, a voler essere maliziosi, la risposta al perché la Gazzetta abbia tutto questo ardore agiografico nei confronti di Beretta ce la dà Il Foglio di Giuliano Ferrara che qualche giorno fa ci ha spiegato che la solita lobbycontinua composta da Montezemolo, Della Valle, Tronchetti si sta battendo per confermare la "plancia di comando" (direttori di testata compresi) del gruppo Rizzoli-Corriere della Sera di cui, lo ricordiamo, fa parte anche la Gazzetta.

O siamo troppo maliziosi noi, o sono le solite, incredibili, coincidenze.

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Fischi per fiaschi

Ieri sera per il Milan, e per tutto l'ambaradan che ci gira intorno, è stato un fiasco totale: fuori dalla Coppa, futuri incassi sfumati, meno partite da trasmettere sui canali di famiglia, l'appeal pubblicitario di Beckham e Ronaldinho che va a farsi benedire.

Tanti fiaschi e gli spettatori è come se l'hanno capito per tempo tanto che verso il quarto d'ora del primo tempo si sono sentiti i primi fischi: Pirlo si nascondeva dietro a Diego, Ambrosini non ne azzeccava una, Beckham era come se non ci fosse, Ancelotti si incazzava e il pubblico che aveva pagato il biglietto fischiava.

Lo capiva anche il figlio di mio nipote (che ha cinque anni e tira calci al pallone) a chi erano rivolti quei fischi, erano per i fiaschi che si andavano annunciando; ha fatto finta di non capirlo Bruno Longhi che ha avuto il coraggio di dire che forse gli spettatori fischiavano per confondere i tedeschi e farli sbagliare.

Una piccola furbata tra le tante che fanno parte dell'ambaradan che gira intorno al Milan e che alla fine della partita si è rivelata in tutta la sua stupidità; un altro fiasco, insomma, tra i tanti che sono stati fischiati ieri sera dal pubblico di S.Siro.

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giovedì 26 febbraio 2009

L'oro nero-azzurro

Per i paesi produttori il petrolio è prezioso come l'oro e infatti lo chiamano l'oro nero, ma anche per chi lo raffina in Italia sempre d'oro si tratta (grazie anche al Cip6) e, infatti, la Saras dei Moratti nel 2008 nonostante la crisi scrive la Repubblica che ha incassato e guadagnato di più; così i soci si divideranno 160 milioni di utili, un centinaio andranno ai Moratti e il minimo che possiamo aspettarci è che, se non interviene l'Uefa con nuovi regolamenti, il Massimo continuerà a spendere e spandere per l'Inter come prima.

A proposito di ricchi e di milioni, oggi sul Corsera commentando la Champions Sconcerti ha scritto "Gli inglesi sono i migliori perché i più ricchi e indebitati" lasciando come sottintesa l'accusa che l'estate scorsa fece Platini e cioè che ormai vince chi bara. Sconcerti guarda lontano, pensa ad Abramovich e al calcio inglese ma degli utili della Saras (grazie al Cip6) e dei debiti dell'Inter, che ha sotto il naso, non parla mentre noi siamo liberi di farlo, l'abbiamo fatto con le nostre inchieste sul sito e lo ripetiamo: nel campionato italiano la squadra del petroliere riccone spende e si indebita quanto vuole, se ne frega dei regolamenti e, alla fine della fiera, forse, non sarà la migliore ma vince.

Tutto questo grazie sicuramente a Calciopoli ma anche grazie al petrolio che in via Durini, miscelando ad arte gli ingredienti e con la compiacenza di chi doveva controllare, da oro nero l'hanno fatto diventare nero-azzurro.

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Ringhio surreale

Surreale dichiarazione di Gattuso che accusa Amauri di aver “gestito male” la telenovela legata al suo passaporto, pertanto lo invita a giocare con il Brasile perché l’Italia non è “l’Azerbaigian o la Finlandia”.

Non si capisce, secondo noi, cosa abbia fatto di sbagliato Amauri visto che ha sempre rilasciato dichiarazioni prudenti sull’argomento.
A voler pensar male, forse, Gattuso ha parlato al posto di qualche altro senatore che con l’arrivo di Amauri vede traballare il suo posto da titolare anche sulla scorta di quanto accaduto agli ultimi europei.

Se il nostro cattivo pensiero è esatto, non ci rimane che sperare in Lippi, il quale più volte ha detto che nessuno ha un posto in nazionale garantito per meriti acquisiti.
Altrimenti non è difficile prevedere per l’Italia la stessa ingloriosa fine dell’ultima nazionale di Bearzot.

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Magnanimità




Forse alla Juventus rivedremo l'acquisto di un giocatore di gran classe, tutte le tessere stanno andando al loro posto.

Secco, secondo il Tuttosport, è riuscito a convincere Ranieri dell'utilità dell'acquisto di Diego e a quanto pare è arrivato anche il nulla osta da via Durini, pertanto Cobolli staccherà l'assegno con uno stato d'animo sereno.

Però prima di fare i salti di gioia (e di ringraziare Moratti per la sua magnanimità) aspettiamo, magari Mourinho pretenderà lo scambio alla pari tra Chiellini e Burdisso.

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Extraziendal Cup


Inter-Manchester United
Al Manchester manca mezza difesa, all'Inter soprattutto un arbitro italiano, i migliori al mondo.In Europa anche stavolta ne trova uno che fischia i falli ed estrae i cartellini gialli.I nerassuri si intimoriscono a tal punto, che non giocano mai la palla con le mani.Con molta fortuna riescono però a difendere lo 0-0, con un po' di fortuna in più al ritorno possono passare ai quarti.

Arsenal-Roma
Noncosì male come si dice la Cesarona, perde di misura e avrà adisposizione due settimane di strombazzamenti per preparare l'impresa ol'ennesimo flop con caciara finale.

Chelsea-Juventus
Il problema non sarà tanto di recuperare il gol di scarto, ma di recuperarlo avendo Chiellini e Molinaro come playmaker. Speriamo nel Caso o in qualche miracolo dei vecchietti.

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mercoledì 25 febbraio 2009

Chelsea - Juventus, pagella istantanea

Gigi Buffon: voto 6
Ordianaria amministrazione. Incolpevole sul gol

Olof Melberg voto 5,5
Riesce a nascondere con l'esperienza la sua difficoltà in difesa e lo scarso apporto in fase offensiva

Giorgio Chiellini: voto 6,5
Sfiora il gol su un calcio d'angolo. Limita con personalità un travolgente Drogba

Nicola Legrottaglie: voto 6
Buono in fase di impostazione. Ottimo in difesa. Unica colpa, pagata a caro prezzo, l'errore di posizionamento sul goal

Cristian Molinaro: voto 5,5
Grande abnegazione. Ma purtroppo in fase di spinta non da un contributo accettabile a questi livelli

Mauro Camoranesi: voto 5.5
Lontanissimo dalla migliore condizione. Ha avuto una buona opportunità di fare goal ma il tiro è stato deviato da Terry

Momo Sissoko: voto 6,5
Si batte come un leone in un centrocampo che ci vedeva in inferiorità sotto l'aspetto numerico ma anche sotto l'aspetto del ritmo. Esce bene alla distanza.

Tiago Mendes: voto 5
Colpevole per non aver pressato decentemente l'uomo assist, Kalou, in occasione del gol. Partita scialba e non all'altezza della ribalta europea

Pavel Nedved: voto 6,5
Ha sfiorato il goal all'ultimo secondo. In buona ripresa dal punto di vista atletico. Ottima partita.

Amauri:voto 7-
Ha lottato tutta la partita. Ha impegnato con alcuni colpi di testa e con uno slalom ubriacante la difesa avversaria

Alex Del Piero: voto 6.5
Un tiro pericoloso nel primo tempo. Ha sofferto il pressing asfissiante del Chelsea e ha inciso meno del solito
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David Trezeguet: s.v
Anche lui ha avuto l'occasione di segnare un goal nonostante abbia giocato solo 5 minuti
Marco Marchionni: voto 6
Più continuo rispetto Camoranesi. Ha sfiorato anche il goal con un tiro ad incrociare dal limite dell'area
Claudio Marchisio: voto 6,5
Ha dato la freschezza ed il dinamismo che Tiago non può dare
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Claudio Ranieri: voto 6-

Il risultato, in parte, gli da ragione. Grave errore, però, insistere su Tiago continuando a trascurare Marchisio

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Rispettare la verità

Candido Cannavò (pace all'anima sua) era molto amico di Giacinto Facchetti; lo dicono tutti i giornali, il Corsera specifica che non solo era amico ma "lo portava sempre ad esempio dello sport pulito e leale", quel tipo di sport di cui Cannavò viene celebrato come un cantore.

Questa celebrazione offende le menti libere perché se parliamo di Facchetti (pace anche a lui) non possiamo dimenticare che è finito nelle indagini di Palazzi sullo spionaggio dell'Inter; una cosa grave e bruttissima, altro che lealtà e pulizia, non sanzionata solo perché Giacinto Facchetti nel frattempo era morto.

Anche sulla Gazzetta di Cannavò grava un'ombra ancora più sporca dello spionaggio: quella di aver fatto non solo lo scoop su Calciopoli (che per Cannavò era Moggiopoli), ma di esserne stata il centro motore con intercettazioni riportate ad arte e sanzioni anticipate, quasi suggerite; una scelta editoriale all'apparenza (ma spesso le apparenze ingannano...) azzardata, visto che tra i proprietari del giornale figura John Elkann che è anche il principale azionista della Juve, però vincente, tanto che i giudici di Calciopoli hanno detto di essersi fatti guidare dal sentimento popolare e cioè di aver letto proprio la Gazzetta di Cannavò per farsi un'idea di come venirne a capo.

Visto che le cose stanno così e visto che per Facchetti Palazzi non ha potuto procedere perché era morto sarebbe meglio, molto meglio stare cauti con le celebrazioni che inneggiano allo "sport pulito e leale".

I morti meritano rispetto, ma la verità ne merita molto di più.

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La gita

Oggi è il grande giorno nel quale la Nuova Juventus debutta a Londra. Noi naturalmente speriamo che la nuova non sia poi così diversa da quella vecchia così rispettata e temuta anche sulle rive del Tamigi.
Crediamo che anche la Nuova Dirigenza abbia grosse aspettative, infatti la Stampa di Torino ci informa che è stato necessario un cambio di velivolo visto che il numero delle persone pernottate era superiore alle 170 unità. Non c'è che dire, una bella spedizione!
Sicuramente, la società ha avuto le sue ragioni, probabilmente dettate da motivi di marketing e di pubbliche relazioni, però noi ricordiamo che nella precedente trasferta a Londra probabilmente il seguito della squadra fu molto meno numeroso (bastarono due pullman per trasportare tutti dall'albergo allo stadio). Eppure, la vecchia Juventus, quella brutta, sporca e cattiva, fu accusata, tra l'altro, di avere delle spese insostenibili.
Speriamo che la nuova dirigenza non riscopra le virtù della frugalità in sede di calciomercato, quando sarà necessario sostituire (per sopraggiunti limiti di età) i campioni ereditati.

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martedì 24 febbraio 2009

Che rottura di Corioni!

La Gazzetta di Parma, tre giorni fa ospitava una deliziosa intervista al presidente bresciano Corioni, intervista nella quale il buon Gino “presidente da quando aveva 25 anni” (cioè da 42) si rammaricava del fatto che il bresciano Ghirardi sia presidente del club della città della Barilla e non abbia accettato di sostenerlo o addirittura sostituirlo alla guida del Brescia.

Tra amarcord e nostalgie assortite, si arriva al consueto siparietto finale, nel quale Corioni rivendica i crediti del Brescia “rimasto l’unica vittima di Calciopoli. La nostra retrocessione nel 2005 fu manovrata, abbiamo le prove e cause in ballo. Ci è costata minimo 15-20 milioni di euro a stagione, ovvero la differenza che c'è fra la A e la B”.

Eccezionale, una battuta su Calciopoli non se la nega proprio nessuno, eh?
Soprattutto da parte di uno talmente vessato che sta nel calcio da 42 anni...

La stagione 2004/05 fu pilotata? Certo, ce lo ricordiamo benissimo il signor Corioni sbraitare per una partita persa 3-0 in casa propria. Era la prima giornata, e l’avversario era la Juve; il Brescia non superò neppure la metà campo.

Piuttosto chissà se Corioni si ricorda di una partita persa a Firenze, sempre 3-0. Era l’ultima giornata, Pierre Andrè Wome fu esilarante e il Brescia, salvo prima del match, finì in B. Arbitrava il “migliorarbitrodelmondo” ora “designatorepiùremuneratodelglobo”, ovvero “garanzia” Collina.

Quindi, caro Corioni; a chi dovrebbe chiedere i danni?

Un ultimo capolavoro, prima di congedarsi, Corioni ce lo concede: “In cadetteria non sono mai rimasto più di quattro stagioni, chiedo solo un po' di fortuna, che quest'anno sia quello della risalita, nonostante l’ingiusto stop di un anno inflitto a Possanzini”.

1) Quindi se quest’anno dovesse andar male, l’anno prossimo sarebbe record negativo, col quinto anno consecutivo di cadetteria? Proprio ora che il calcio è pulito?

2) Lo stop di un anno a Possanzini? La prossima volta, invece di inventarsi chissà quali riunioni tecniche post partita in spregio ai regolamenti, rispettino la prassi.

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Garantista con i tuoi, forcaiolo con chi vuoi

Esilarante il commento del sito “Blogosfere” in merito all’elezione di Maurizio Mattei quale commissario della CAN di serie D, nomina ratificata dal comitato Nazionale dell’AIA mercoledì scorso. Mattei era designatore nell’anno 2005/06, quello dello scudetto revocato e assegnato all’Inter per decisione del saggio dei saggi, il professor Guido Rossi. A proposito di quell’anno ufficialmente non ci sono indagini né intercettazioni relative, eppure l’autore dell’articolo si basa sulle stravaganti (è forse il termine più giusto) conclusioni dell’inchiesta "Off Side" datate 2005 secondo le quali:

Il nuovo commissario, come si evince dal percorso di provenienza all'interno dell'AIA, non rappresenta affatto una novità dell'ambiente, anzi la nuova CAN rileva proprio la continuità della nomenclatura dell'apparato federale". E poi: "Inoltre, se pur non direttamente interessato, in passato Maurizio Mattei figura accanto a vari personaggi che nel corso degli anni sono stati coinvolti nei maggiori scandali arbitrali, persone che attualmente dalle presenti indagini risultano far parte dell'organizzazione moggiana e, come nel caso di Baldas, rivestono un ruolo primario nel contesto associativo e nel perseguimento delle finalità che esso si prefigge. In particolare, l'attuale commissario all'epoca degli scandali che di seguito si riportano, ricopriva sempre ruoli di massimo rilievo nella CAN”.

Ora, posto che l’organizzazione criminale fosse realmente esistita (e se è mai esistita, di certo esiste ancora ma non è esattamente quella sulla quale i Torquemada della (dis)informazione e del Potere hanno puntato i riflettori), da questa conclusione non si ricava proprio un bel niente, se non il teorema per il quale se io sono amico tuo, e tu vieni beccato a rubare le caramelle, sono colpevole pure io in quanto amico tuo. Un gran bell’esempio, soprattutto se consideriamo l’attendibilità del maggiore Attilio Auricchio e delle informative redatte in merito all’inchiesta “Off Side” dal nucleo dei carabinieri di Via In Selci, già abbondantemente sbugiardate al Processo Gea.
E’ triste leggere certe cose da un giornalista che si dichiara indipendente. Molto triste. Così come è altrettanto triste che si parli di Mattei per le sue frequentazioni e non si parli di certi D’Addato, Marano, Puglisi e soprattutto dell’attuale designatore che, da arbitro in attività, organizzava incontri segreti con tesserati di società (uno dei quali facente funzione di presidente di Lega) nei giorni di chiusura dei ristoranti di proprietà di un sedicente “addetto agli arbitri” dalle funzioni tuttora misteriose, ancorchè ben retribuite, considerando che il soggetto in questione figurava come semplice "Co.Co.Co".

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lunedì 23 febbraio 2009

Viareggio Cup 2009: campioni


Juventus - Sampdoria 4-1

Pinsoglio: voto 6.5
Riscatta l'errore ininfluente in semifinale contro il Toro con buone parate e una sicurezza ritrovata. Dall'altra parte c'era il nuovo Buffon, noi ci teniamo il nuovo Tacconi.

Duravia: voto 6.5
Più disciplinato tatticamente di Bamba, rispetta le consegne e non disdegna qualche puntata offensiva

D'Elia: voto 8
Da portare immediatamente a Londra. Impressionante quando parte in progressione, il nuovo Briegel. Nel secondo gol lascia sul posto l'avversario e crossa in modo perfetto facendo carambolare la palla su Immobile

Ariaudo: voto 7.5
Eppure doveva fronteggiare i baby fenomeni Marilungo e Ferrari. Tira su un muro e fa anche ripartire l'azione. Gli allenamenti con la prima squadra sono serviti eccome, abbina la classe di Legrottaglie con la grinta di Chiellini

De Paola: voto 6.5
Attento e preciso in marcatura, lascia al compagno le incombenze sull'organizzazione del gioco da dietro

Castiglia: voto 7
Il Capitano ha una grande visione di gioco e non disdegna nemmeno gli inserimenti. Se c'è da mettere la gamba non si tira certo indietro, a differenza dello svedesino

Marrone: voto 8
Anche lui sarebbe da portare a Londra. Un Sissoko bianco

Esposito: voto 6
Un torneo di Viareggio in ombra per il nuovo Camoranesi. Il periodo negativo coincide con quello dell'oriundo argentino

Giovinco: voto 6
La fotocopia del fratello maggiore. Tanto fumo e poco arrosto

Immobile: voto 7.5
Parte nel Viareggio con il freno a mano tirato ma quando arrivano le partite che contano si presenta puntuale all'appuntamento con il gol. Doppiette in semifinale e finale

Daud: voto 8
Capocannoniere del torneo con 8 reti. Un posto sull'aereo per Londra lo merita ampiamente

Maddaloni: voto 8
Il Mister non ha paura di rischiare. Presenta sempre uno schema offensivo (4-2-3-1), con Immobile supportato da tre mezze punte con Daud e Iago sugli scudi. A fine partita dichiara: "Noi siamo la Juve e oggi l'abbiamo dimostrato". Visto che ci siamo, portiamo anche lui a Londra.

Giuria del Viareggio: voto 4
Miglior giocatore del torneo: Marilungo della Samp (in finale non ha toccato boccia contro il nostro Airaudo).
Migliore portiere: Fiorillo della Samp (4 pappine in finale, sia gentile).
Premio fair-play: un ragazzo dell'Inter (avevate dubbi???)

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I padroni del vapore


Ormai a via Durini si sentono padroni della Figc. Infatti il loro allenatore, l'ineffabile Mourinho, chiede l'intervento del giudice sportivo per sanzionare ex post il fallo commesso da Inzaghi in occasione del goal subito dal Cagliari.
Sicuramente il fallo di Inzaghi è grave ed anche sintomatico di slealtà sportiva, ma è pur sempre un fallo di gioco come tanti.
Nulla se paragonato al goal di mano di Adriano commesso nel derby e ancora meno rispetto al bis della partita contro il Bologna, sintomo dell'assoluta convinzione di impunità che evidentemente regna nella psiche dei giocatori interisti.

Lo Special One farebbe bene a tacere. A meno che non abbia deciso di regalare l'ennesimo record alla sua Inter: essere la prima società di calcio ad aver vinto lo scudetto del campionato di pallavolo avendo un allenatore nominato anche giudice sportivo onorario.

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La lunga vigilia di Chelsea-Juventus

E' una vigilia piena di fascino quella che precede Chelsea-Juventus. E' il ritorno vero della Juventus fra le grandi d'Europa. I 16 migliori team si affrontano negli ottavi di finale della competizione per club più prestigiosa del mondo: la Champions League. Siamo ben oltre le beghe del cortile italico. E' l'occasione per tirare fuori tutta la rabbia e la voglia di rivalsa accumulata in tre anni di processi farseschi e umiliazioni ignobili.
Una sofferenza causata anche da assurde decisioni assunte da una proprietà che avrebbe dovuto difendere con dignità e orgoglio la storia della Juventus così come non è successo. La Juve ha sempre vinto sul campo. Alcuni campioni sono quelli di allora. Alcuni in grande spolvero, altri acciaccati dalle fatiche accumulate nel contribuire a far tornare la squadra a certi livelli. In un'occasione come questa a chi altri affidarsi se non a un glorioso ed impavido capitano.
Alessandro Del Piero ha sulle spalle un popolo che vuole riprendersi con i dovuti interessi quello che gli è stato tolto. Non si tratta di un peso ma di una spinta indomita che aleggerà per novanta minuti anche sullo Stamford Bridge mercoledì sera. E' la troppa voglia di vincere, è la voglia di esserci a Roma il 27 maggio a far sì che la storia riprenda il proprio corso. E' vero che sarebbe un miracolo ma ai sogni bisogna crederci perchè si avverino.
A questo sogno ci si può credere non con la ciecità del tifoso e con la consapevolezza di andare contro la logica dei valori espressi dal campo che vuole favorite altre squadre. A una Juventus vincente ci si può credere da innamorati della Juve che fu e di questa che a volte è sembrata somigliarle davvero. E' successo già quest'anno con il Real Madrid, sia a Torino che al Bernabeu.
E' stato Alessandro "Magno" Del Piero a fare la storia di quelle partite. Sempre Lui, sempre la leggenda del capitano a cui aggrapparsi in questo meraviglioso sogno da vivere fino alla fine. Fino a quando il capitano quella coppa non la rialzerà davvero. Che sia solo un sogno?

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domenica 22 febbraio 2009

No comment... anzi si!


Diego ha un'idea: "Alla Juve con Alex".
Anche noi abbiamo un'idea. Un 4-3-2-1 con Diego tra le linee. Ma Ranieri sembra non capire, forse non si rende conto di quanto sia arduo intendere il barese stretto parlato da Cassano quando litiga con gli arbitri, anche senza la mano sulla bocca!

Panucci: "Resto? A fare cosa?".
Un paio di autogol contro l'Arsenal per esempio?

Ranieri: "Trezeguet in campo. Lui è la Juventus".
Veramente ci sarebbero altri 5 o 6 giocatori che meritano gli stessi elogi. Prendiamo però in parola Proud walking man. Magari intendeva dire che la Juventus non è Cobolli Gigli, Jean Claude Blanc e sopratutto Luca Cordero. Chi può dire cosa frulla in testa a Ranieri, soprattutto quando fa i cambi!

Alex Ferguson: "Siamo in grandissima forma. Possiamo vincerle tutte fino alla fine".
Non è necessaria tutta questa boria, basta vincere le partite giuste, per esempio il 24 Febbraio a Milano 2 ci sarebbe da vincere la prima, e l'11 marzo a Manchester la seconda. L'Inter di solito esce agli ottavi dalla Champions League... In Italia ci teniamo alle tradizioni. Thanks in advance!

Ancelotti: "Berlusconi dispiaciuto, nei finali caliamo".
I cugini interisti tirano, i rossoneri calano, ma a che ora è la festa??

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Scommessopoli


Secondo il presidente del Grosseto in serie B c'è puzza di marcio. Infatti parla apertamente di calcioscommesse e di storie strane che si sentono in giro. Sfortunatamente aggiunge di non avere prove per suffragare con i fatti le sue dichiarazioni. Però un giornalista si è preso la briga di analizzare ciò che accade alle puntate sulle partite di serie B e a quanto pare le anomalie ci sono eccome.
Sfortunatamente le autorevoli denunce di un presidente e le anomalie documentate da l'Unità saranno probabilmente inutili. Non ci sarà secondo noi nessuna inchiesta nè da parte di giudici ordinari nè da parte dei giudici sportivi.

Moggi è squalificato, la Juve è stata smembrata e spedita in B.
Palazzi, Beatrice e Narducci ora possono godere il sonno del giusto.

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sabato 21 febbraio 2009

Sisso-Chi stende il Palermo

Mentre dall'altra parte della penisola va in onda il teatrino della canzonetta italiana, a Palermo vanno in scena le prove generali della Juventus in vista della partita di mercoledì prossimo contro il Chelsea allo Stamford Bridge.
Tanto per entrare nel clima la Juve si impone all'inglese, almeno come risultato, visto che alla fine lo score dice 2 a 0 per i bianconeri. Intendiamoci, se a Sanremo non c'è stata grande musica non è che nella città del Teatro Massimo sia andata in scena una grande opera. Fra troppi balbettii, c'è stato un assolo: quello di Sisso-Chi (?) Sissoko che dopo una mezz'ora si è involato a metà campo anticipando avversari, fintando e rifitando, dribblando e ridribblando con veronica e doppio passo assortito fino a scagliare una sassata mica da niente alle spalle di Amelia.
Nel coro bianconero a sostegno del vantaggio maturato nel primo tempo si fatica a tenere il ritmo dettato dai padroni di casa almeno fino alla marcatura di Sissoko. Nel secondo tempo è tutta un'altra musica con la Juventus costretta in difesa dall'assalto avversario nemmeno fosse il Padova di Rocco. Il gol non lo prende ma la squadra è schiacciata nella propria tre quarti incapace di ripartire o almeno di tenere palla. Ti aspetti che in panchina Ranieri cambi spartito ed effettui qualche cambio ma... esistono forse altri moduli nel calcio che non sia il classico 4-4-2? Passano dieci minuti, un quarto d'ora ma di cambi nemmeno a parlarne. Camoranesi non sta in piedi e forse sarebbe utile far rifiatare Nedved in vista della ravvicinata partita con il Chelsea ma per Ranieri va bene così.
Il gracchiare di Caressa e Bergomi su Sky sembra quello di corvi che svolazzano nel cielo dello Stadio Barbera in attesa che la Vecchia Signora capitoli. A metà tempo finalmente esce Camoranesi per Marchionni e poco dopo entra Amauri per Iaquinta. 4-4-2 semper fidelis. Quando il volo dei corvi sembra farsi più basso ed il gracchiare sempre più insistente, l'ex Amauri quasi chiede scusa nel porgere l'assist a Trezeguet che quasi sbaglia segnando il gol del 2 a 0. Partita chiusa, Ranieri porta a casa tre punti e un sorriso grande così. Chissà se a Sanremo stasera gli sarebbe andata così di lusso... l'avrebbe vinto lui il festival?

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Cronache aziendali - venticinquesima giornata


Inter corsara a Bologna: espugna il Dall'Ara con un gol di Culatelli.
Qualcuno dice che ci fosse un mani in area nerassura sullo zero a zero (rotti il replay e la microlente elettronica di Sky). Adriano Gambadilegno bissa il colpo di testa del derby, con scivolo della palla sull'arto superiore, per un assist vincente, stavolta, per Cambiasso. In entrambi i casi l'arbitro applica comunque la regola del vantaggio (per l'Inter).
Sky inaugura Palermo Channel: la Juve vince 2-0, ma la squadra di casa entusiasma il cronista sussurrante: "Fabio, la Juve non riparte ... non può reggere fino al termine".

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Palermo - Juventus, pagella istantanea


Gigi Buffon: voto 7
E' tornato al top della forma: decisivo in almeno un paio di occasioni

Zdenek Grygera: voto 5
Primo tempo disastroso, con Balzaretti che sembra il Roberto Carlos dei tempi d'oro. Nella ripresa Balzaretti cala ed il ceko, in evidente calo di forma, si riprende un po'

Giorgio Chiellini: voto 7
Si concede pochissime distrazioni, impedendo che i cross piovuti a raffica da destra facessero molto male

Nicola Legrottaglie: voto 6.5
Buona prova per lui, anche se con qualche sbavatura. Sembra in ripresa, a Stamford Bridge speriamo di avere conferme

Cristian Molinaro: voto 6+
Blinda bene la fascia sinistra in difesa, al solito non ha la tecnica per incidere in avanti

Mauro Camoranesi: voto 5.5
Lontanissimo dalla migliore condizione, la sua brutta prova non aiuta il già di suo pessimo Grygera

Momo Sissoko: voto 7
Segna un gol strepitoso, e ci riprova poco dopo. Molto più diligente e meno irruento del solito, dovrebbe giocare sempre così

Tiago Mendes: voto 6
Fa bene il compitino, senza fare cose eccezionali. Recupera qualche pallone, fa fallo quando serve, non crea gioco come dovrebbe

Pavel Nedved: voto 7.5
In continua crescita. Stasera sembrava quello dei tempi d'oro: percussioni sulla fascia, al centro, raddoppi in difesa, tutto quello che non si vedeva da mesi

Vincenzo Iaquinta: voto 4
Sconcertante, irritante. Ha giocato da solo, ignorando Trezeguet due (se non addirittura tre) volte solo davanti al portiere. Verso metà del secondo tempo finalmente viene sostituito

David Trezeguet: voto 6.5
Non molto servito nel primo tempo, e ignorato dallo sconsiderato Iaquinta, guarda caso segna il primo gol dopo l'infortunio quando Iaquinta esce
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Amauri: voto 7
Entra al posto di Iaquinta e cambia la partita, servendo a David l'assist per il raddoppio e facendo tutto quello che Iaquinta avrebbe dovuto fare

Marco Marchionni: voto 5.5
Entra al posto di Camoranesi e gioca maluccio. Difficile per Ranieri scegliere il titolare per mercoledì

Christian Poulsen: senza voto
Entra nel finale al posto di Sissoko, ingiudicabile
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Claudio Ranieri: voto 7
La sua Juve coglie una vittoria importante su un campo ostico. Schiera la formazione titolare (Del Piero escluso), e nonostante una brutta partenza la prova della squadra è buona, anche se alcune amnesie difensive lasciano perplessi. Ora la prova del nove a Stamford Bridge.

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Il curato di campagna

Fulvio Bianchi meritoriamente ci tiene informati sulle grandi manovre relative all'elezione del presidente della Lega Calcio.
Sembra, secondo questo giornalista, che si stia facendo largo la candidatura di Maurizio Beretta sponsorizzato, udite, udite dalla Juventus.
Non si illudano i tifosi Juventini, nessun soprassalto d'orgoglio da parte della società di calcio con più tifosi in Italia, siamo sempre sulla falsariga della Juve simpatica e perdente oltre che vassalla dei nuovi poteri forti del calcio.
Maurizio Beretta è stato il Direttore Generale della Confindustria montezemoliana, quindi facente parte di quella lobby romana sempre a caccia di poltrone "pesanti" che il sempre eccellente Dagospia ha soprannominato mirabilmente "lobbycontinua".
Ricordiamo che "lobbycontinua" è già ben rappresentata in Figc con il presidente Abete jr. già considerato da qualcuno come un "cameriere di Della Valle", altro componente della nota lobby.
Insomma, statene certi, se il manager scelto per gestire la spartizione dei diritti televisivi sarà il "curato di campagna" (altro soprannome inventato da Dagospia), la Juventus non conterà di più, i veri padroni saranno i nuovi onestissimi del calcio post-Farsopoli.
Tutto questo con l'ennesima benedizione di Montezemolo.

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Er giornalaio

Da "I sonetti trasteverini", di Oreste Burini

So 'nnato ar giornalaio puro oggi

pe' vvede si c'è quarche nius de Moggi.

Je digo a Checco “Pijo Er Romanista“,

ma nun lo trovo esposto a prima vista.


Fo 'r giro de l'edicola, ma gnente!

L'Espresso, Panorama, Gioia e Gente,

La Voce der Ciociaro e Portobello...

ce stanno tutti, ammanca solo quello!


E Checco, er giornalaio, npo' confuso

me fa: "Ma nun ciò sai che l'hanno chiuso?

Mo chiudo puro io, 'nnamose via...

So' ssolidale co la categoria !"

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Campioni si nasce?

E' nato tre giorni fa, si chiama Benjamin ed è figlio dell'attaccante argentino dell'Atletico Madrid Sergio "Kun" Aguero e di Giannina Maradona, secondogenita del "Pibe de oro". La Stampa ne parla in prima pagina perché, così scrive, sarebbe in corso una sfida "tra club di mezzo mondo": pare che in sala parto sia stata recapitata al nascituro la tessera dell'Independiente n. 94.805 mentre sul sito dell'Atletico sarebbero già centinaia le richieste dei tifosi al presidente del club di tesserarlo subito "riservandogli un posto nelle divisioni inferiori".

Succede questo mentre alla Commissione europea cultura e sport Platini è intervenuto per criticare gli eccessi del calcio business e, tra questi, le dispute tra le grandi società europee per il tesseramento precoce di giovani extra-comunitari.

C'è da restare sconcertati anche perché la sfida per Benjamin al momento è limitata a Spagna e Argentina ma chissà che non si allarghi a qualche altro paese europeo, anche perchè il Pibe de oro di amici ne ha tanti, sparsi per il mondo (anche in Italia).

E poi verrebbe da pensare: ma siamo sicuri che campioni si nasce e Benjamin è già un campioncino in fasce?

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venerdì 20 febbraio 2009

Telenovela Roma

Continua la telenovela riguardante la situazione debitoria della società Italpetroli della famiglia Sensi. Da mesi si rincorrevano le voci di una possibile vendita della Roma per risanare (almeno in parte) la situazione debitoria del gruppo, ma i possibili acquirenti, a partire dal pittoresco avvocato Tacopina per finire con Soros passando per non si sa bene quale sceicco, si sono sempre dileguati.
Ora si parla di vendita di immobili a Caltagirone e di attività petrolifere a Garrone o al solito Moratti. Ma in serata è arrivata l'ennesima smentita della famiglia Sensi. Insomma, non si sa come verranno restituiti gli oltre 350 milioni di euro visto che i Sensi non hanno intenzione di cedere nulla.
Una cosa è certa, i Sensi hanno non pochi grattacapi, mentre gli autori delle fantasmagoriche campagne acquisti dell'epoca di Sensi padre hanno tagliato la corda da un bel po'.
Chissà se la dottoressa Sensi pensa ai non pochi soldi spesi per l'acquisto di gente del calibro dell'egiziano Mido.

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giovedì 19 febbraio 2009

Presidenti, vil razza dannata!

A leggere la Gazzetta di oggi, la rielezione di Tonino Matarrese a presidente della Lega sta diventando un'impresa sempre più ardua. Anche Galliani, dopo una cena con Zamparini, pare si sia convinto che è inadatto a gestire “un miliardo di euro l'anno”.

Si sta facendo largo l’idea di Moratti, dunque, meglio una figura manageriale.

Diciamo la verità, Don Tonino non merita un trattamento di questo genere. Da buon democristianone vecchio stampo poteva essere una figura idonea per mediare tra i tanti interessi confliggenti dei presidenti. Ma Matarrese è uomo di mondo, sa che la gratitudine non è un sentimento diffuso, tantomeno tra i presidenti, pertanto, siamo certi, incasserà l’eventuale bocciatura con fair play.
Dopo, ovviamente, non gli rimarrà che accomodarsi sulla riva del fiume e guardarsi lo spettacolo.

Difficile, per noi, che la Lega riesca ad ottenere il miliardo di euro tanto agognato, ancora più difficile sarà trovare un manager di cui tutti i presidenti si possano fidare e infine sarà uno spettacolo osservare l’implosione della Legge Melandri sulla ripartizione dei diritti TV. A quel punto ci saranno polemiche enormi tra coloro che perderanno soldi dall’eventuale abrogazione di questa sciagurata legge e coloro che invece ci guadagneranno.

Tante contraddizioni, caro Don Tonino, che lei abilmente è riuscito a mascherare. Dia retta a noi, meglio godersi la mega rissa finale da spettatore esterno!

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La settimana interistica


Sciarada
( 7, 3 = 10 )

Prove ripetute,

per ben tre volte:

che incubo per Mourinho !

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Lo sanno anche in Marocco

Il quotidiano francese le Figaro ha dedicato una pagina alla New Holland FC, celebrando la rinascita del "mitico club" sotto la guida del savoiardo Jean Claude Blanc ed intervistando David Trezeguet.
Le dichiarazioni più significative rilasciate da Blanc e da David al giornalista di Le Figaro sono state riprese da La Stampa web, ma vi consigliiamo di leggerle con il commento del nostro Trillo.
Tra i QUATTRO commenti all'articolo, ci ha colpito quello di un certo Abdel (tifoso bianconero che scrive dal Marocco).
Abdel ha scritto in sostanza che Blanc, dotato di capacità amministrative, non sa nulla di calcio, tant'è che con Secco e Ranieri, pur avendo un budget di 150 milioni di dollari a disposizione per l'acquisto di calciatori all'altezza della Vecchia Signora, è riuscito a comprare giocatori come Poulsen, Andrade, Knezevic, Molinaro, Tiago ecc, che i tifosi italiani definiscono "bidoni".
Lo sanno anche in Marocco, quindi, che la New Holland FC è gestita da dei Cirigenti.

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mercoledì 18 febbraio 2009

Il calcio di Platini e quello di Moratti


Platini ha commentato il gol di mano di Adriano affermando che basterebbe un arbitro in più per evitare questo tipo di errori, senza ricorrere alla moviola in campo. Non sappiamo se abbia ragione o meno, ma l’idea che il calcio debba restare uno sport umano e non digitale nasconde dentro di sè la visione semplice tipica dei bambini che per la prima volta giocano a pallone.

Anche Moratti dichiarando che l’Inter avrebbe vinto comunque ha dimostrato di avere un'idea anticonformista: quella di abolire gli arbitri (tanto l’Inter vince lo stesso).
A ben vedere anche questa è un idea semplice da bambini. Tipica però di quelli educati ad aver sempre ragione.

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martedì 17 febbraio 2009

Portaerei e portaborse


16 Febbraio 2009 (Link)
"L'Inter è la portaerei del campionato, ma la stagione non è ancora finita. Penso che l'Inter abbia fatto un grande passo avanti, ma nulla è chiuso. E' molto strutturata, ha tanti pezzi di pregio, ma la prova della verità comincia quando si giocherà ogni tre giorni: da lì grandi conferme o anche delusioni... Può succedere ancora tutto. La storia dimostra che sono possibili anche grandi recuperi".

16 Gennaio 2009 (Link)
"Nella lotta scudetto c'è almeno anche il Milan... l'Inter ha un gruppo di giocatori poderoso e infatti l'ho sempre definita una portaerei. Però, senza voler fare paragoni, la Juventus ha dimostrato di essere squadra: è determinata, ha un buon tocco di classe, un grandissimo spogliatoio e ottimi tecnici".

23 dicembre 2008 (Link)
"Gli episodi di Bergamo e Siena sono due errori e, in quanto tali, sono delle sviste dell’arbitro o dell’assistente, poi probabilmente quello di Bergamo era molto meno evidente, ma comunque rimane un errore anche quello... Possibile che l’Inter sia stata più favorita, ricordiamoci però che l’Inter è una portaerei".

1 Dicembre 2008 (Link)
"Per lo scudetto spero in una volata a due con l'Inter con un nostro stacco nel finale come nel ciclismo. L'Inter è poderosa, è una portaerei, noi siamo come una corazzata e chissà che non riusciremo ad avere più agilità rispetto a loro nel prosieguo del campionato. Il mercato di gennaio? Non succederà nulla".

18 Novembre 2008 (Link)
"Siamo pronti ad affrontare l'Inter, che io definisco una portaerei. Avremo le munizioni sufficienti per cercare di combattere alla pari... Volevo chiarire che come tifoso juventino e come presidente della società non posso che pensare di vincere questa partita".

26 Ottobre 2007 (Link)
Cobolli Gigli apriva il fuoco contro il nemico nerazzurro. La metafora bellica è più che legittima, basta sentirlo: "Noi siamo un cacciatorpediniere. Il nostro sogno è vincere contro la portaerei Inter. Ma anche nel caso di una vittoria, il nostro obiettivo rimarrebbe la qualificazione in Champions".

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lunedì 16 febbraio 2009

Garantisce Paolillo



Sono intervenuti in tanti, dopo il gol di Adriano, per giurare e spergiurare che l'arbitro non ha favorito l'Inter e al massimo si è trattato di una svista.

Tra i tanti segnaliamo l'intervento di Ernesto Paolillo, amministratore delegato dell'Internazionale SpA, che garantisce che l'Inter non ha avuto favori arbitrali e casomai Rosetti doveva espellere Ambrosini. Lo segnaliamo perché Paolillo è anche presidente della Banca Popolare di Garanzia che ha garantito (ma guarda un pò) 5 milioni di debiti dell'ultima campagna acquisti di Moratti (che si vede aveva finito il blocchetto degli assegni).

Laciando ai Processi televisivi il compito di stabilire se la mano di Adriano era una mano morta o se è stata decisiva per mandare la palla in rete, una cosa ci sentiamo di dirla con certezza: che Paolillo si sente doppiamente garantito se l'Inter vince lo scudetto. Come amministratore delegato dell'Internazionale SpA e come presidente della Banca Popolare di Garanzia.

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No comment... anzi si!


La moviola di Sky: "Adriano, a calcio si gioca con i piedi!".
Sconcerti lo ribadisce ma lo sapevamo già tutti, Adriano usa le mani, chiedere referenze a Rolando Howell, ai buttafuori dell'Hollywood, ma soprattutto a Nora Amile. Sembra che Ibrahimovic lo abbia rimproverato suggerendo di provare con il tacco ad altezza viso o direttamente col gomito. Aspettiamo la prossima moviola per scoprire chi usa i piedi nell'Inter, a parte Materazzi.

Mutu: "Abbiamo ottenuto il pareggio con cuore e carattere".
Ti sei dimenticato di dire che avete avuto anche culo! Riguardare la partita e riformulare la frase per favore!

Mazzarri: "Io e Ranieri andiamo d'accordo, pareggiamo sempre".
E si vede! Perché non prendete le famiglie e fate tutti insieme il giro del mondo? Consigliamo la Polinesia, Los Roques e le Maldive. Non vi preoccupate per noi, ce la caveremo!

Spalletti: "A volte perdiamo di vista la realtà".
Bastava dire "A volte perdiamo...". Per quanto riguarda la realtà basta consultare la classifica e spiegarla ai giocatori!

Novellino: "Il Toro sta crescendo".
Noi ci fidiamo di Novellino, anche se i suoi giocatori, dopo il quinto pareggio consecutivo, crediamo abbiano frainteso il significato di "Mister X". Ciuccariello si sbrighi a passare da Mister X ad almeno Mister 1x2, cosi si torna nell'incertezza di prima!

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domenica 15 febbraio 2009

Cronache aziendali - ventiquattresima giornata


Pomeriggio domenicale all'insegna della sfortuna (4 pali) e della simpatia, quella che normalmente si riserva agli sfortunati.
In serata l'Internazionale Rosetti batte il Milan 2-1: non vede 2 rigori, se non 3, per il Milan; non vede un gol di braccio di Adriano, riacquista però la vista per annullare un gol in fuorigioco di Inzaghi.
Ruvva ruvva la Juve è a -9, il Milan a -11.
Inter fortunata e quindi antipatica? Non sicuramente alla FIGC e all'AIA.
Il torneo aziendale è ad una svolta, si avvicinano gli impegni Champions ed è giusto affrontarli con la massima serenità.

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La jella batte tutti

Palo, doppio palo e traversa. La jella è padrona del Comunale e vince la sua partita. La Juve non va oltre un pareggio casalingo contro una squadra formata da Cassano e svariati gregari manco fosse veramente una squadra di ciclisti come la maglia blucerchiata farebbe pensare.
Per inteso non è una giustificazione ma semmai un limite quello di essere bloccati da episodi poco fortunati. Una squadra forte è più forte anche di episodio sfortunati, specie contro avversari non eccelsi. In simili situazioni vengono anche messi a nudo i limiti di una Juventus che, sebbene falcidiata dalle assenze, non riesce ad imporsi contro una Sampdoria dimostratasi ben poca cosa con mezza difesa titolare fuori uso.
Il mister come al solito non può rimproverare nulla ai suoi ragazzi ma invece è imbarazzante come la Juve oggi ha beccato l'ennesimo pero con il solito giocatore avversario che riesce a trovarsi solo davanti a Buffon, con la difesa in linea tagliata come il burro da un lancio in verticale del Cassano di turno.
Ma Ranieri è contento per le tanti occasioni da gol create. La squadra gli è piaciuta... Sarà ma in difesa è parsa imbarazzante l'incapacità di spingere in una partita del genere di Grygera e Molinaro. Ma il primo doveva tenere a bada Pieri (!) che (ricordate all'andata?) dev'essere lo spauracchio di Ranieri, il secondo ci ha provato tanto che un paio di cross è riuscito pure a farli ma 'sti piedi sono proprio come due pale!
Buone le prestazioni degli esterni alti Nedved e Camoranesi mentre in mezzo Tiago non riesce ad incantare e per Poulsen fortunatamente c'è la sostituzione a fine primo tempo. A sostituirlo si mette Nedved centrale mentre Giovinco sulla fascia sinistra fa la sua parte e dal suo piedino nasce il cross con cui Amauri finalmente insacca il pareggio.
Del Piero questa volta è sfortunatissimo perché sulla sua punizione non fa centro ma riesce invece a beccare sia traversa che palo che è molto più difficile che far gol! Il capitano ci prova anche di tacco ma non riesce a trascinare la squadra come in altre occasioni. Chissà se poi Ranieri dalla panchina avrà mai gridato a qualcuno dei suoi di andare sul secondo palo visto che di cross, laddove c'era il deserto di maglie bianconere, ce ne sono stati a bizzeffe.
Vabbè, consoliamoci con il pareggio fra Genoa e Fiorentina e la sconfitta della Roma a Bergamo, oggi il nostro campionato dice che più che guardare avanti ci dobbiamo guardare le spalle. O no?

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Juventus - Sampdoria, pagella istantanea


Gigi Buffon: senza voto
Turista

Zdenek Grygera: voto 4
Una sciagura, sbaglia tutto ciò che è possibile sbagliare, sia in fase difensiva che in fase offensiva

Nicola Legrottaglie: voto 5
Pomeriggio da incubo, alle prese con Cassano. Chiama qualche fuorigioco di troppo (vedi gol), e si arrangia spesso con le cattive per fermare il Pibe de Bari

Olof Mellberg: voto 6.5
Sicuro e senza problemi, il migliore in difesa. Non ha grosse colpe sul gol

Cristian Molinaro: voto 5
Pesanti responsabilità sul gol, alterna buone discese in asse con Nedved a oscenità da Interregionale

Mauro Camoranesi: voto 6
Non ha i 90 minuti nelle gambe, ma la qualità si vede finchè ha fiato. Al solito, fa vedere le cose migliori quando si accentra

Tiago Mendes: voto 5.5
Parte bene, determinato in fase di interdizione e autoritario in quella di impostazione. Si spegne alla distanza, globalmente non sufficiente

Christian Poulsen: voto 4.5
Fa vedere cose brutte, davvero molto brutte. Non ha la grinta del medianaccio, nè la tecnica di un regista. Difficile capire cosa abbiano visto in lui i nostri dirigenti

Pavel Nedved: voto 7.5
Gioca la migliore partita della stagione, prendendo due pali ed arrivando spesso alla conclusione, partendo dalla fascia e accentrandosi spesso e volentieri

Alex Del Piero: voto 6
Colpisce un gran palo su punizione, qualche buon numero, ma la condizione non è più quella di inizio stagione. Servirebbero ricambi all'altezza, il solito discorso...

Amauri: voto 6.5
Al momento ha perso un po' di smalto sotto porta. Trova comunque un gran bel gol di testa, e lavora con impegno per far salire la squadra
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Sebastian Giovinco: voto 6.5
Entra al posto del penoso Poulsen, serve ad Amauri la palla del gol e si fa notare per un paio di spunti interessanti

Marco Marchionni: senza voto
Entra al posto di Camoranesi, ingiudicabile

Claudio Marchisio: senza voto
Entra al posto di Tiago nel finale, ingiudicabile
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Claudio Ranieri: voto 5
La sorte gli gira le spalle, dopo averlo aiutato settimana scorsa. Tuttavia, si deve notare come il cambio di modulo nel secondo tempo sia stato una (tardiva) ventata d'aria fresca. Continua a presentare giocatori ad oggi improponibili come il Grygera ed il Poulsen attuale, e perde una grande occasione, l'ennesima. L'ultima?

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sabato 14 febbraio 2009

Passaporti tossici


Sono passati anni ma lo scandalo dei passaporti falsi continua a rilasciare scorie tossiche che inquinano il regolare svolgimento dei campionati di calcio. Questa volta il guaio riguarda il campionato francese. Ma tutto nasce, a quanto risulta, a causa del passaporto di una vecchia conoscenza del campionato italiano: Leandro Cufrè.

Per chi l’avesse dimenticato ricordiamo che il giocatore è un ex della Roma, già coinvolta nel vero scandalo di Passaportopoli. Scandalo, sia detto per inciso, che la Figc ha deciso di punire come se fosse una fesseria.

In Francia, narrano le cronache, aspettano delucidazioni dalle autorità italiane.

Noi, sommessamente, ricordiamo che il giudice Silverio Piro dichiarò che Oriali per avere il passaporto farlocco di Recoba si rivolse al faccendiere Krausz von Praag seguendo il suggerimento, guarda un po' le coincidenze, del Baldini allora dirigente della Roma nella quale giocava proprio Cufrè.

Naturalmente di queste cose non parla nessuno in Italia, tutti pronti ad incensare l’eroe che ha accusato il Grande Satana del calcio Luciano Moggi.

Così va l’informazione in Italia.

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venerdì 13 febbraio 2009

Miraggi bovini

Ciuccariello di corsa verso Cairo


Niente etilometro tra le piramidi

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Gussoni forever

Il 6 marzo l'Associazione Italiana Arbitri eleggerà il presidente e finora ci sono due candidature, l'ex arbitro Nicchi e l'attuale designatore della serie D, Matteo Apricena; si vede che alla Gazzetta la faccenda non va giù, perché qualche giorno fa è intervenuto Ruggiero Palombo a ricordare l'impegno di Matarrese per la riconferma di Gussoni e a sottolineare che secondo osservatori neutrali (?) sia Nicchi che Apricena avrebbero degli "scheletri negli armadi".

Già era poco elegante riferire misfatti osservati da altri (come succede certe volte nei fatti di mafia), ma stamattina, per completare l'opera, a rimorchio della Gazzetta interviene il fratello maggiore e così Fabio Monti dà il cambio a Palombo e scrive sul Corriere che in un paese normale quelle candidature non ci sarebbero, che gli arbitri stanno facendo una pessima figura mentre Gussoni ha confermato di "essere una persona capace e al di sopra di tutto e di tutti"; insomma "o Gussoni o morte", perché secondo Monti se il presidente deve essere un altro allora l'Aia finirà commissariata (?).

Dal canto suo Gussoni, che tanto insensibile al fascino della carica non deve essere, l'altro giorno ha detto che lui non si presenta per combattere contro uno o contro l'altro, che lui è stato chiamato nel 2006 come presidente di garanzia e tale continua a sentirsi; se lo vogliono, evidentemente per continuare a garantire come fatto finora, devono chiamarlo.

La Gazzetta e il Corriere a quanto pare lo stanno chiamando. Si vede che a loro è piaciuto quello che Gussoni, insieme con Collina, ha garantito dal 2006 ad oggi e forse temono che Nicchi e Apricena quella garanzia non possano darla...

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La festa è finita!

Continua la nostra ricerca per capire chi sarà la Lehman Bros del calcio. Oggi sul Sole 24 Ore si riprende il discorso della situazione finanziaria comatosa della Liga Spagnola. Alle notizie che già sappiamo il giornale della Confindustria aggiunge che sono ormai 233 le denunce per mancato pagamento degli stipendi da parte delle società spagnole, e soprattutto azzarda dei possibili percorsi per far uscire la Liga dalle secche della non sostenibilità finanziaria: aumento del marketing e “soprattutto raccogliere capitali sui mercati”.

Ci permettiamo di dire che i suggerimenti prospettati non sono esattamente all’altezza della tradizione del Sole 24 Ore: appare arduo aumentare quello che genericamente viene chiamato “il marketing” con l’economia europea in profonda recessione, ancora meno semplice sarà raccogliere capitali sui mercati se anche le banche sono costrette, sotto questi chiari di luna, a racimolare denaro grazie all’intervento statale.

Noi, modestamente, continuiamo ad avanzare la nostra umilissima proposta che consiste nel lasciar fare almeno in questo caso al mercato.
Mercato che con le sue leggi feroci ma giuste farà fallire chi troppo incoscientemente ha speso e premierà le società virtuose. Speriamo che questa regola sia applicata non solo in Spagna, ma anche nel resto d’Europa e in Italia. Magari, per esempio in Italia, rivedremo in Serie A società pluriscudettate come la Pro Vercelli al posto di società super indebitate che una stampa compiacente continua a far credere di essere rette da mecenati.

A proposito, il Corriere della Sera ci informa che Abramovich spende 25 milioni per tenere a libro paga la sua nutrita scorta di tecnici. Ma come mai non ci informano su quanto spende Moratti per tenere a libro paga oltre a Mourinho anche Mancini?

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giovedì 12 febbraio 2009

Raccolta differenziata.. dei soldi!

Clamorosa rivelazione di Repubblica... in Italia c'è corruzione!
Nella recente relazione della Corte dei Conti il Procuratore Generale ci illustra il malcostume Italiano più diffuso. Ce n'è per tutti, dalla gettonatissima sanità, passando dagli appalti fino a raggiungere l'estuario del fiume di rifiuti che ha recentemente sommerso la Campania. Ed a proposito di Campania e rifiuti, quale miglior città di Napoli per celebrare il processo a Calciopoli, associata nell'articolo proprio alla "monnezza".

A fatica riusciamo a trovare un comun denominatore che caratterizza gli scandali, ai quali aggiungiamo le consulenze indebite e le frodi comunitarie, le scatole cinesi e perchè no, il doping amministrativo. Ma cosa sarà mai a generare, ma soprattutto a mantenere questo lento e perpetuo tumore nazionale? Cerchiamo invano sinonimi per stimolare la nostra fantasia, ma ci tornano in mente sempre le solite parole: soldi, potere, commistione, sorrisi e bugie! Eppure c'è un ulteriore trait d'union tra gli scandali. Colpevoli ed assolti, anzi stralciati.

Calciopoli è il nostro personale ed ordinato sacchetto di spazzatura, differenziato in qualche maniera dal suo indotto. Qui troviamo, di nuovo, tutti gli elementi che abbelliscono qualsiasi altro scandalo nostrano, capri espiatori, innocenti, delinquenti ignorati, o ignari ricompensati.

Il dito puntato, che cerca invano il grilletto della pistola fumante, indica Moggi come capo della Cupola pallonara, insieme a Bergamo, Pairetto e De Santis per citare i più noti. Aprendo il bidone adiacente ci troviamo la Telecom, legata a Calciopoli per le intercettazioni, con il suo colpevole di punta, la scheggia impazzita Tavaroli che, avendo a disposizione, oltre alle sue, anche le orecchie del Grande Fratello, insieme ad un budget multi milionario autogestito, ne approfittava mandando in nomination, a caso, giocatori eccellenti e scomodi personaggi.

Cosi come gli ultimi colpevoli di spicco con occhiali scuri, cappello a tesa larga ed impermeabile beige pedinavano, sempre a caso, arbitri, giocatori e chissà chi altro. Marco Mancini ed Emanuele Cipriani, amici di lunga data, compagni di mille merende, probabilmente durante gli appostamenti, sono gli ultimi colpevoli noti della periferia dello scandalo.

Ma i soldi? Il potere? La commistione? Ma chi li ha visti?

A scavare meglio tra bucce di banana, derivati del petrolio, scarpe vecchie, copertoni usati (slick o da bagnato), stampelle e scatoloni ormai vuoti, crediamo manchi qualche personaggio, quello che punta il dito per esempio, o colui che indica dove puntare.

L'unica raccolta differenziata che funziona bene in Italia è quella delle sponsorizzazioni delle multinazionali, della comunità Europea, sportiva e non, e dei fondi statali. L'altra, quella che più servirebbe, non si riesce proprio ad insegnarla agli Italiani.

D'altronde in un paese dove la spazzatura viene chiamata in mille modi, rumenta a Genova, monnezza a Napoli, ruff o ruera a Milano, come si fa a mettersi d'accordo? Molto più facile e conveniente sarebbe aumentare le definizioni, incrementare la confusione, sparpagliando ancor più la basura o se volete la sujeira, cosi quando punteremo il dito noi, lo capiranno anche Brasiliani ed Argentini, forse oggi un po' confusi, su come si pronuncia "Noi vinciamo senza rubare"... in Italiano!

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Alessio Secco confermato DS

Alessio Secco è un po' il nostro Ringo Starr. Il batterista dei Beatles si trovò nel posto giusto al momento giusto ed è oggi leggenda soprattutto grazie agli altri componenti dei "Fab Four". Anche Alessio si è trovato al momento giusto nel posto giusto. E' figlio d'arte in un certo senso perché suo padre, il ragionier Sergio Secco, alla Juventus ci ha lavorato trent'anni contando i soldi degli incassi ai botteghini e non solo.
Nel 1997 nella Juve c'è entrato lui e ha iniziato in punta di piedi dando una mano come addetto stampa. Nel 2000 ha iniziato a ritagliarsi anche qualche zoomata televisiva stando in panchina vicino a Carlo Ancelotti. Iniziava così la sua carriera di team manager che poi ha continuato con Lippi e Fabio Capello.
Sgominata ad arte la Triade con la scusa della più grande farsa scandalo di tutti i tempi, gli occhi del padrone sono caduti su di lui per il ruolo di direttore sportivo. In tanti in questi anni immaginiamo che gli avremmo tirato dietro le pietre anche se, s'intende, solo nel senso figurato della canzone cult degli anni Sessanta. Altre volte non c'è stata nemmeno la forza di farlo per quanto certi avvenimenti ci abbiano fatto cadere le braccia. Il buon Alessio ce lo immaginiamo tutto solo ma soddisfatto in quella fetida estate del 2006, dopo aver svenduto Mutu per 7,5 milioni di euro alla Fiorentina e aver preso in prestito Bojinov con lo stesso rapporto di dipendenza che di solito hanno le grandi società con le piccole. La cosa che non quadrava è che a recitare il ruolo della piccola società in quell'occasione era la Juventus, chiamata a valorizzare il giovane virgulto viola poi sbolognato nella sponda calcistica meno nobile di Manchester.
Poi qualche mese dopo, consapevole della figuraccia, l'apprendista DS deve aver pensato: "eh no, questa volta non mi faccio fregare, questa volta si compra!". Ecco che Alessio si assicurava la metà del cartellino del giovane Criscito per la stessa somma incassata dalla Fiorentina per la vendita al saldo di Mutu. A forza di sbagliare si finisce per imparare ed è così che Alessio Secco poi è risultato importante per gli acquisti, fra gli altri, di Sissoko e Amauri.
Ora, con l'anticipo di qualche mese rispetto alla scadenza del contratto, la Juventus glielo rinnova puntando su di lui per il futuro. Noi ad Alessio gli auguri di buon proseguimento li facciamo con piacere, chiedendogli di stare attento con la moto (...) e con la speranza che la Juventus possa presto tornare ad essere, anche grazie al suo contributo, quella Juve inarrivabile e vincente di cui ci siamo innamorati.
In fondo, chissà se avremmo amato allo stesso modo i Beatles di John Lennon e Paul McCartney se non ci fosse stato Ringo Starr?

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L'imparzialità di Bergomi

Dopo la sconfitta dell’Italia a Londra, Bergomi si lancia, su la Repubblica di oggi, in una serie di suggerimenti a Lippi.
Ritiene che per “rinfrescare” la Nazionale si potrebbe puntare su Balotelli, Acquafresca e soprattutto sul giovanissimo esordiente Santon.

Lasciando perdere il fatto che i tre citati dal mitico ”Baffo” dei mondiali di Spagna sono, forse non a caso, o nerazzurri o comunque di proprietà della società di Via Durini, anche dal punto di vista tecnico si possono muovere notevoli appunti, soprattutto sui due interisti agli ordini di Mourinho.
Santon ha giocato pochissime partite, si può definire un esordiente e soprattutto si è dimostrato molto acerbo in fase difensiva, basta ricordare come il torinista Abate imperversava sulla fascia di competenza del giovane “fenomeno” interista solo un paio di settimane fa.
Su Balotelli, inutile parlare, basta guardare il minutaggio concessogli da Mourinho in questo campionato e per sovrappiù si possono leggere le dichiarazioni di Casiraghi alla vigilia di Italia-Svezia U21.
Ma tutte queste cose evidentemente a Bergomi non interessano.

Come non interessano le prestazioni splendide di Marchisio e Floccari. Sul bianconero siamo disposti a capire Bergomi visto il suo poco amore per la squadra torinese, ma su Floccari proprio non ci diamo una ragione, a meno che nei paraggi di Via Durini non si considerino gli orobici “indossatori abusivi” di magliette altrui.

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mercoledì 11 febbraio 2009

Mutinho



San Massimo da Appiano, Onestinho per gli amici, non ha gradito il trattamento riservato dai mass-media alla sua squadra e l'ironia di Teo Teocoli.
Secondo Onestinho, vittima di una evidente sindrome da accerchiamento (che sia sempre colpa di quella banda di truffatori?), i mass-media tenderebbero ad ingigantire gli episodi pro-Inter, cui verrebbe dato un risalto decisamente maggiore rispetto ai favori arbitrali elargiti a Juve e Milan. Già, come no.
L'imitazione di Onestinho da parte di Teo Teocoli ha ulteriormente irritato l'onesto inquilino di Via Bigli, che non ha per nulla apprezzato la battuta del comico rossonero su Pianginho: "Se lo incontro la prossima volta lo mando aff...".
Attapirato come non mai, Onestinho ha deciso di imporre a tecnici e giocatori di osservare un rigoroso silenzio stampa sino al derby di domenica prossima.
Continua quindi il triste declino dello specialòne, il nostro Facchetti du Portugal (cit. Trillo).
Da Juventinho a Pianginho, la scorsa settimana.
Da Pianginho a Mutinho, questa settimana.

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Dai conflitti alle convergenze di interessi

Sfogliando il quotidiano “Italia Oggi” di ieri (pag. 20) abbiamo letto che la Lazio sta portando avanti una bella iniziativa legata al merchandising con la quale vorrebbe aumentare i propri ricavi.
Ottima notizia questa, ma continuando a leggere l’articolo abbiamo scoperto che i diritti pubblicitari all’interno dello stadio sono di competenza della Infront Italy, società che già detiene i diritti “pubblicitari, commerciali e marketing” del Palermo calcio.

Ci chiediamo cosa succederebbe qualora queste due società si scontrassero sul campo per un obbiettivo ambizioso, per esempio, l’entrata in zona Uefa.
La Infront Italy parteggerebbe (per convenienza economica) per l’una o per l’altra, oppure i contratti con le due società di calcio sono costruiti in maniera che, dal punto di vista economico, per essa è indifferente chiunque vinca sul campo?
Le nostre sono delle semplici domande da tifosi che vorrebbero sempre vedere prevalere sul campo il migliore, e dunque per fugare questi dubbi riteniamo che sarebbe bene che la Federazione e la Lega fissassero dei paletti precisi tali da evitare potenziali conflitti di interesse tra società e terzi ad esse collegati.
Questo non ci risulta sia stato fatto. In queste situazioni Lega e Federazione, evidentemente, considerano come possibile fonte di conflitto di interesse solo i casi di rapporti professionali tra consanguinei (vedi rapporti professionali intercorsi tra Moggi padre e figlio).
In tutti gli altri casi, forse, si ha solo convergenza di interessi.

Ci piacerebbe tanto sbagliarci, pertanto attendiamo dalla Lega e dalla Federazione le dovute correzioni.

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martedì 10 febbraio 2009

Tappetinho

Gianni Petrucci, gran capo (purtroppo) dello sport italiano, a Sky Sport: "Non voglio commentare quello che ha detto Mourinho. Ognuno adotta la politica che gli sembra maggiormente opportuna. Poi a me piace Mourinho, è un tecnico intelligente. E' riuscito a portare alcune novità e quando parla riesce a non essere banale. Moratti ha fatto veramente bene a prenderlo come allenatore".

Cos'aveva detto lo specialòne, in arte Pianginho?
Al termine della partita con il Lecce, stravinta dagli Onesti a prescindere, Pianginho si era lanciato in una geremiade sugli arbitri (già commentata ieri su questo blog):
"Vorrei proprio rivedere l'intervento in area su Ibrahimovic nel primo tempo perché secondo me poteva essere rigore. Qualche settimana fa, per usare la parola 'paura' con l'arbitro sono stato squalificato, stavolta allora userò la parola 'strano'. E' strano che Ibra subisce un'entrata del genere sul risultato di 1-0 in un momento delicato della partita e l'arbitro lo ammonisce (tra l'altro si arriverà a un momento cruciale della stagione in cui sarà squalificato); è strano che, contro il Torino a San Siro in svantaggio di un gol l'arbitro non vede un fallo da rigore a nostro favore; è strano che in tutta la settimana nessuno parla di quell'episodio e nessuno torna sull'argomento. Tutto molto strano, ma non posso farci niente, posso solo lavorare e andare avanti per la mia squadra".

In sintesi, quindi, Pianginho sostiene che succedano cose strane ai danni suoi e della sua squadra.
E Petrucci, gran capo dello sport italiano, che fa? Invece di tirare le orecchio a Pianginho, lo ricopre di elogi e si complimenta con il presidente Onestinho.
Tappetinho!

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Assi veri e presunti

Tuttosport di oggi titola a caratteri cubitali che la Juventus è sulle tracce di tre assi del calcio nazionale e internazionale. Si tratta del brasiliano Diego, del francese Ribery e dell'italiano Cassano.
Nulla da dire sui primi due, in particolare sul campione francese del Bayern. Sarebbe un sogno vederlo giocare nella Juventus, anche perché sarebbe forse l'inversione di tendenza rispetto all'idea della "Juve simpatica" imposta dagli Elkann. Ribery, con quella faccia così poco telegenica e così ferocemente juventinavera, non rientra certo nei parametri graditi a Lapo!
Ma tra i papabili a vestire i colori bianconeri c'è anche Cassano. Lo abbiamo detto mille volte, non ci piace. E' privo di quello stile che è nel Dna della Juve, pertanto vogliamo sperare che la dirigenza non compia l'insano gesto. Poi, non vogliamo che al barese venga un mal di schiena (provvidenziale?) proprio alla vigilia della partita con la sua amata Inter come gli è capitato proprio quest'anno e non vogliamo neanche che stia in imbarazzo quando va a San Siro per seguire le partite europee dei suoi beneamati.
Stiamo esagerando? Chissà, intanto quello juventinovero antipaticissimo di Marcello Lippi, nonostante le sviolinate della redazione sportiva di Mamma Rai, continua a non convocare il barese.
Qualcuno a Corso Galileo Ferraris gli ha chiesto come mai?

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lunedì 9 febbraio 2009

Con Ranieri, contro il "chiagni e fotti"

Critichiamo Ranieri e la società quando lo riteniamo giusto, spiegando il perché e il per come, stiamo però con Ranieri quando, come ieri, va in televisione e dice che si sente l'unico coglione che non si lamenta quando gli arbitri ci danno contro.

Stiamo con Ranieri perché ci fa schifo l'arte del "chiagni e fotti"; ci fa schifo in generale e in particolare quando viene adoperata per imbrogliare le acque, e non solo quelle, nel calcio come fa Mourinho. Quell'arte, come scrive Gianni Mura su Repubblica, vuol dire "scegliere un momento vittorioso per recitare la lista delle lagnanze", cioè quello che sta facendo lo speciale già da un po' e che ha ripetuto anche dopo la partita col Lecce quando, da Special One, si è messo subito a pensare al derby di domenica con l'angoscia di come fottere gli avversari di turno.

Non possiamo fare a meno, al riguardo, di notare che nell'arte del piagnisteo quelli dell'Internazionale di Milano erano maestri da un bel po', diciamo da quando alla presidenza era arrivato Moratti, ma che adesso si sono perfezionati proprio in quella del chiagni e fotti. L'hanno fatto con la storia di Calciopoli e lo spionaggio di Tavaroli, lo stanno facendo quest'anno con il grande mistificatore, venuto dal Portogallo e imbeccato da via Durini.

P.S. Mentre il nostro intervento aspettava il suo turno per andare in rete abbiamo letto che secondo Gussoni, presidente dell'AIA, le accuse di Mourinho sono "larvate e fuori luogo". In politichese si dirà così, noi lo ribadiamo tradotto in parole povere: Mourinho, col codazzo di gente che gli suggerisce le battute, è un mistificatore e un grande imbrogliOne.

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