La legge è uguale per tutti... la Gazzetta no!

Ogni buon tribunale riporta questa dicitura per ricordare che la legge si applica per tutti allo stesso modo, indipendentemente da chi sia l’imputato.
Poi c’è il tribunale rosa. Quello che accetta che venga tolto un grado di giudizio (Guido Rossi docet). Quello che sa le sentenze in anticipo. Quello dei processi lampo.
Eh sì, perché pensate che, anche se il processo Calciopoli va avanti, tra testimonianze contraddittorie dei testimoni dell'accusa e tentativi di ricusazione, da poco meno di un anno, a giudicare da quanto riportato dal giornale rosa si sarebbe tenuta finora una sola udienza.
Infatti, per la prima volta sulle pagine della Gazzetta dello Sport compare la cronaca di quanto accade in quel di Napoli. E neanche a farlo apposta si parte subito forte, con la scomodissima testimonianza di Manfredi Martino, ex segretario della CAN, sui sorteggi arbitrali all'epoca di Bergamo e Pairetto.
Pensate che, secondo la Pravda rosa, il genio maligno di questi grandi corruttori era tale da consentir loro di falsare un sorteggio (effettuato, tra l’altro, da un giornalista sotto gli occhi di un notaio e di inviati dei vari giornali e tv) semplicemente con un colpo di tosse!
Ma, siccome si sa che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, l'eroico Manfredi ha finalmente potuto confessare il segreto che si è tenuto dentro da tanto tempo e che, per ragioni sconosciute, ma sicuramente terribilissime, non ha potuto mai rivelare prima!
Una mazzata dunque per Moggi e la sua setta, penserà il lettore medio della Gazzetta. Se questo è il primo resoconto, figuriamoci cosa ci riserverà il futuro.
Infatti, il lettore medio della Gazzetta non sa che il teste Manfredi è stato smentito nella stessa udienza da Bergamo stesso, né che la sua stessa deposizione, ascoltata in viva voce su Radio Radicale e non letta sulle pagine dei giornali, risulta quanto meno contraddittoria (a esser clementi!), come del resto quasi tutte le testimonianze fornite finora dai testimoni dell’accusa.
Il lettore medio non si chiede perché, anche ammettendo (e non concedendo!) una presunta irregolarità, il giornalista e il notaio responsabili del sorteggio non siano sotto accusa. E nemmeno si chiede perché, sempre in base a questa ipotesi, l'arbitro sorteggiato per Milan-Juve (è a questa partita che si riferisce la testimonianza) sia stato Collina, quello che desiderava incontrarsi in segreto con Galliani nel ristorante di Meani.
E non lo fa semplicemente perché la Gazzetta non glielo dice. E a lui sta bene, perché questa "verità" fabbricata su misura fa infinitamente comodo. Pensate che frustrazione, per un tifoso dell'Inter o del Milan, sapere che non solo la Juve vinceva regolarmente, ma addirittura forse erano le milanesi a fare cose poco chiare e (almeno per quanto riguarda l'Inter) a perdere sistematicamente!
Però qualcuno glielo dovrà pur dire, un giorno, che Moggi non ha sequestrato Paparesta, non chiamava gli arbitri, che i sorteggi erano regolari, e via dicendo.
E quando la Gazzetta e i giornali simili (perché non credano di salvarsi altre testate "imparziali" come Repubblica o il Corriere della Sera, tanto per fare due nomi) cercheranno qualche giustificazione astrusa, come quella che la giustizia sportiva fa il suo corso indipendentemente da quella ordinaria (altra "verità" falsa, basta leggere l’articolo 39 del Codice di Giustizia Sportiva), allora chi ha seguito davvero i fatti, chi ha pazientemente aspettato che la verità (senza virgolette stavolta!) venisse a galla, potrà finalmente bearsi di una Giustizia che speriamo possa prevalere senza tenere conto del sentimento popolare, ma soltanto della Legge che, come si legge in ogni aula di tribunale, è uguale per tutti.
Anche per Moggi e per la Juve.
Poi c’è il tribunale rosa. Quello che accetta che venga tolto un grado di giudizio (Guido Rossi docet). Quello che sa le sentenze in anticipo. Quello dei processi lampo.
Eh sì, perché pensate che, anche se il processo Calciopoli va avanti, tra testimonianze contraddittorie dei testimoni dell'accusa e tentativi di ricusazione, da poco meno di un anno, a giudicare da quanto riportato dal giornale rosa si sarebbe tenuta finora una sola udienza.
Infatti, per la prima volta sulle pagine della Gazzetta dello Sport compare la cronaca di quanto accade in quel di Napoli. E neanche a farlo apposta si parte subito forte, con la scomodissima testimonianza di Manfredi Martino, ex segretario della CAN, sui sorteggi arbitrali all'epoca di Bergamo e Pairetto.
Pensate che, secondo la Pravda rosa, il genio maligno di questi grandi corruttori era tale da consentir loro di falsare un sorteggio (effettuato, tra l’altro, da un giornalista sotto gli occhi di un notaio e di inviati dei vari giornali e tv) semplicemente con un colpo di tosse!
Ma, siccome si sa che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, l'eroico Manfredi ha finalmente potuto confessare il segreto che si è tenuto dentro da tanto tempo e che, per ragioni sconosciute, ma sicuramente terribilissime, non ha potuto mai rivelare prima!
Una mazzata dunque per Moggi e la sua setta, penserà il lettore medio della Gazzetta. Se questo è il primo resoconto, figuriamoci cosa ci riserverà il futuro.
Infatti, il lettore medio della Gazzetta non sa che il teste Manfredi è stato smentito nella stessa udienza da Bergamo stesso, né che la sua stessa deposizione, ascoltata in viva voce su Radio Radicale e non letta sulle pagine dei giornali, risulta quanto meno contraddittoria (a esser clementi!), come del resto quasi tutte le testimonianze fornite finora dai testimoni dell’accusa.
Il lettore medio non si chiede perché, anche ammettendo (e non concedendo!) una presunta irregolarità, il giornalista e il notaio responsabili del sorteggio non siano sotto accusa. E nemmeno si chiede perché, sempre in base a questa ipotesi, l'arbitro sorteggiato per Milan-Juve (è a questa partita che si riferisce la testimonianza) sia stato Collina, quello che desiderava incontrarsi in segreto con Galliani nel ristorante di Meani.
E non lo fa semplicemente perché la Gazzetta non glielo dice. E a lui sta bene, perché questa "verità" fabbricata su misura fa infinitamente comodo. Pensate che frustrazione, per un tifoso dell'Inter o del Milan, sapere che non solo la Juve vinceva regolarmente, ma addirittura forse erano le milanesi a fare cose poco chiare e (almeno per quanto riguarda l'Inter) a perdere sistematicamente!
Però qualcuno glielo dovrà pur dire, un giorno, che Moggi non ha sequestrato Paparesta, non chiamava gli arbitri, che i sorteggi erano regolari, e via dicendo.
E quando la Gazzetta e i giornali simili (perché non credano di salvarsi altre testate "imparziali" come Repubblica o il Corriere della Sera, tanto per fare due nomi) cercheranno qualche giustificazione astrusa, come quella che la giustizia sportiva fa il suo corso indipendentemente da quella ordinaria (altra "verità" falsa, basta leggere l’articolo 39 del Codice di Giustizia Sportiva), allora chi ha seguito davvero i fatti, chi ha pazientemente aspettato che la verità (senza virgolette stavolta!) venisse a galla, potrà finalmente bearsi di una Giustizia che speriamo possa prevalere senza tenere conto del sentimento popolare, ma soltanto della Legge che, come si legge in ogni aula di tribunale, è uguale per tutti.
Anche per Moggi e per la Juve.
Etichette: Bergamo, Calciopoli, Collina, Farsopoli, Informazione, La Gazzetta dello Sport, Manfredi Martino, Pairetto, processo di Napoli, sorteggio arbitrale




7 Commenti:
Cari lettori,
è in arrivo sul sito la cronaca dettagliata ed il commento della testimonianza di Manfredi Martino.
Come potrete verificare, quanto riportato dalla Gazzetta è un'interpretazione lunare di quanto accaduto.
Io ho gia ascoltato il grosso dell'udienza su Radio Radicale, aspetto la vostra chiosa...poco fa Beha ha detto: Se i giornali devono parlare cosi di Calciopoli, meglio che non ne parlino...
Me l'aspettavo dalla Cazzetta dello Sporc. Ad ogni modo, speriamo che la Giustizia segua il suo corso.
Anch'io l'ho ascoltata.
Chiunque la ascolti e poi legga cosa hanno scritto i giornali si può rendere conto di come l'informazione nel nostro paese sia in mano a dei truffatori e manipolatori.
Giusto il commento di Beha, infatti avevo il sospetto che l'articolone della pravda fosse anche una risposta alle sue critiche di qualche giorno fa!
Ma c'è ancora chi legge la "Cazzetta dello Sporco"? A me non interessa ciò che scrivono e ciò che pensano, il tempo è galantuomo. Chi vivrà vedrà.
Domani il processo ha in programma un'udienza chiave, quella sulle sim svizzere. Considerato che il campionato è fermo e i giornali sportivi hanno poco da scrivere, prevedo che si tufferanno di brutto sul processo di Napoli. Prepariamoci alle peggio nefandezze...
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