Auguri, Capitano... e fregatene!
Cosa rappresenti Alessandro Del Piero per la Juve e per gli Juventini è inutile ricordarlo: è il giocatore che ha giocato più partite, è quello che ha segnato più gol... è il più amato, quello (si dice) destinato a diventarne il presidente, prima o poi.Per lui alla Juve, comunque, non sono state sempre solo rose e fiori: all'inizio si è dovuto conquistare il posto a spese di Roberto Baggio.
C'è stato Zeman, con le sue assurde accuse e poi tanti, troppi infortuni, ma ogni volta è riuscito a tornare.
C'è stato il biennio con Capello, che gli preferiva Ibrahimovic: mai una protesta, mai una parola fuori posto.
C'è stata Calciopoli, con la conseguente retrocessione. La sua risposta? Sul campo: capocannoniere per due campionati consecutivi, in serie B e al ritorno in serie A.
Un solo appunto: l'aver accettato che un piccolo tifoso napoletano, nello spot di una nota acqua minerale, nell'elencare i suoi titoli parli di cinque (e non sette) scudetti vinti... Alex, forse lì ti saresti potuto e dovuto ribellare!
Troppo facile oggi, anche per i media, celebrare il trentacinquesimo compleanno del giocatore che più di tutti ha dato alla Juve. Hanno cominciato a farlo già da sabato a Raidue, nella trasmissione Dribbling: lo fanno gli stessi che per anni l'hanno criticato e mediaticamente massacrato, mettendo in dubbio la sua utilità alla causa della Nazionale.
Già, la Nazionale. Del Piero è il giocatore in attività ad aver segnato di più in maglia azzurra, eppure il suo posto in squadra non è mai stato al sicuro.
All'Europeo del 1996 ha appena vinto la Coppa dei Campioni, ma gli viene preferito Zola.
Al Mondiale del 1998 è semi-infortunato (vedi finale persa col Real): l'Italia anti-juventina chiede che giochi Baggio.
All'Europeo del 2000, gli vengono preferiti prima Totti, poi addirittura Fiore: lui accetta di fare, in pratica, il terzino nella semifinale contro l'Olanda, dopo l'espulsione di Zambrotta... e chiude prendendosi tutte le colpe per un paio di errori in finale.
Nel 2002, in Estremo Oriente, per i media italiani, perfino Doni merita più di lui: accetta la panca, entra quando richiesto, e ci regala la qualificazione al turno successivo, segnando il gol decisivo... ci penseranno altri a rimandarci a casa.
Europei del 2004: gioca poco e male, ma l'Italia ha scelto Cassano come suo nuovo profeta.
Mondiale 2006: gli viene preferito un Totti inguardabile, l'uomo in meno in quasi tutte le partite... lui non protesta, entra quando può, segna contro la Germania e ai rigori nella finale.
All'Europeo del 2008, è addirittura Di Natale l'icona degli anti-delpieristi: sappiamo com'è finita.
Ora, a 35 anni, Del Piero è ancora lì, con la voglia di giocarsi le sue carte per tornare in una Nazionale che non lo ha mai voluto, non lo ha mai capito, e forse non lo ha mai meritato.
Auguri, Capitano!
C'è stato Zeman, con le sue assurde accuse e poi tanti, troppi infortuni, ma ogni volta è riuscito a tornare.
C'è stato il biennio con Capello, che gli preferiva Ibrahimovic: mai una protesta, mai una parola fuori posto.
C'è stata Calciopoli, con la conseguente retrocessione. La sua risposta? Sul campo: capocannoniere per due campionati consecutivi, in serie B e al ritorno in serie A.
Un solo appunto: l'aver accettato che un piccolo tifoso napoletano, nello spot di una nota acqua minerale, nell'elencare i suoi titoli parli di cinque (e non sette) scudetti vinti... Alex, forse lì ti saresti potuto e dovuto ribellare!
Troppo facile oggi, anche per i media, celebrare il trentacinquesimo compleanno del giocatore che più di tutti ha dato alla Juve. Hanno cominciato a farlo già da sabato a Raidue, nella trasmissione Dribbling: lo fanno gli stessi che per anni l'hanno criticato e mediaticamente massacrato, mettendo in dubbio la sua utilità alla causa della Nazionale.
Già, la Nazionale. Del Piero è il giocatore in attività ad aver segnato di più in maglia azzurra, eppure il suo posto in squadra non è mai stato al sicuro.
All'Europeo del 1996 ha appena vinto la Coppa dei Campioni, ma gli viene preferito Zola.
Al Mondiale del 1998 è semi-infortunato (vedi finale persa col Real): l'Italia anti-juventina chiede che giochi Baggio.
All'Europeo del 2000, gli vengono preferiti prima Totti, poi addirittura Fiore: lui accetta di fare, in pratica, il terzino nella semifinale contro l'Olanda, dopo l'espulsione di Zambrotta... e chiude prendendosi tutte le colpe per un paio di errori in finale.
Nel 2002, in Estremo Oriente, per i media italiani, perfino Doni merita più di lui: accetta la panca, entra quando richiesto, e ci regala la qualificazione al turno successivo, segnando il gol decisivo... ci penseranno altri a rimandarci a casa.
Europei del 2004: gioca poco e male, ma l'Italia ha scelto Cassano come suo nuovo profeta.
Mondiale 2006: gli viene preferito un Totti inguardabile, l'uomo in meno in quasi tutte le partite... lui non protesta, entra quando può, segna contro la Germania e ai rigori nella finale.
All'Europeo del 2008, è addirittura Di Natale l'icona degli anti-delpieristi: sappiamo com'è finita.
Ora, a 35 anni, Del Piero è ancora lì, con la voglia di giocarsi le sue carte per tornare in una Nazionale che non lo ha mai voluto, non lo ha mai capito, e forse non lo ha mai meritato.
Auguri, Capitano!
Etichette: capitano, compleanno, Del Piero, Juventus, Nazionale
6 Commenti:
Cari lettori,
chi non è d'accordo si tenga Cassano :-)
Auguri Capitano! @_@
Il NOSTRO CAPITANO!!! Torna che ci manchi da morire!!!! AUGURI!!!!
Unico ed Inimitabile!
Auguri Capitano!
Alex TI AMO! :-<)
Auguri Capitano!!! Non vediamo l'ora di rivederti in campo con la meravigliosa maglia bianconera!
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