Petrucci vs. Capello
Qualche giorno fa, Fabio Capello ha criticato il calcio italiano in maniera molto forte e inusuale.
Secondo il ct della Nazionale inglese, il nostro calcio sarebbe vittima e ostaggio degli ultras. Probabilmente Don Fabio ha ragione, anzi aggiungiamo che alcune volte abbiamo l'impressione che anche la stampa sia ostaggio di qualche "potere forte"; per esempio, le famose radio romane, in mano a persone vicine al mondo ultras, sembrano riuscire a influenzare persino i media ufficiali. La situazione, dunque, non sembra delle migliori.
Appare incomprensibile la levata di scudi, che sa tanto di sciovinismo, contro le parole del friulano.
Ci hanno colpito molto, in particolare, le parole di Petrucci: ''Il fenomeno di cultura sportiva certamente non ci può venire dagli inglesi. Anzitutto non ci può venire dagli inglesi perché Capello purtroppo è stato sfortunato perché ha parlato il giorno di una partita che è stata quella del Middlesbrough contro il Leeds in cui ci sono stati lanci di bottigliette, ci sono stati inneggiamenti ad Istanbul dove nel 2005 sostenitori del Leeds persero la vita....''
Parole sfortunate quelle di Petrucci. Sfortunatissime.
Ci riferiamo in particolare al riferimento ai cori (senza dubbio criminali e vergognosi) sulla tragedia di Istanbul. Un Presidente di Comitato Olimpico mai e poi mai dovrebbe scendere al livello di rinfacciare a qualcuno fatti e avvenimenti riguardanti una federazione straniera. Poi ci si lamenta se le nostre candidature per l'organizzazione di manifestazioni sportive internazionali vengono demolite.
Ma la cosa più grave è che Petrucci non ha nessun titolo, come rappresentante dello sport italiano, per bacchettare su fatti di questo genere.
Solo una decina di giorni fa, infatti, ricordiamo che i tifosi della Fiorentina (in ossequio al loro miserabile gemellaggio) sfoggiavano delle belle magliette del Liverpool con la scritta "MENO 39". Inutile spiegare ai signori del Coni a cosa inneggiavano i tifosi della Fiorentina.
Prima di rinfacciare comportamenti poco edificanti avvenuti all'estero, il signor Presidente dovrebbe agire in Italia. Punisca i responsabili. Per noi, come abbiamo già detto, un "buu" a Balotelli vale, giustamente, una giornata di squalifica del campo, ma pretendiamo trentanove giornate di squalifica per il campo della Fiorentina: una giornata per ogni morto dell'Heysel oltraggiato da questi signori.
Forza Presidente, anzichè attaccare Capello, ci faccia vedere di che pasta è fatto!
Secondo il ct della Nazionale inglese, il nostro calcio sarebbe vittima e ostaggio degli ultras. Probabilmente Don Fabio ha ragione, anzi aggiungiamo che alcune volte abbiamo l'impressione che anche la stampa sia ostaggio di qualche "potere forte"; per esempio, le famose radio romane, in mano a persone vicine al mondo ultras, sembrano riuscire a influenzare persino i media ufficiali. La situazione, dunque, non sembra delle migliori.
Appare incomprensibile la levata di scudi, che sa tanto di sciovinismo, contro le parole del friulano.
Ci hanno colpito molto, in particolare, le parole di Petrucci: ''Il fenomeno di cultura sportiva certamente non ci può venire dagli inglesi. Anzitutto non ci può venire dagli inglesi perché Capello purtroppo è stato sfortunato perché ha parlato il giorno di una partita che è stata quella del Middlesbrough contro il Leeds in cui ci sono stati lanci di bottigliette, ci sono stati inneggiamenti ad Istanbul dove nel 2005 sostenitori del Leeds persero la vita....''
Parole sfortunate quelle di Petrucci. Sfortunatissime.
Ci riferiamo in particolare al riferimento ai cori (senza dubbio criminali e vergognosi) sulla tragedia di Istanbul. Un Presidente di Comitato Olimpico mai e poi mai dovrebbe scendere al livello di rinfacciare a qualcuno fatti e avvenimenti riguardanti una federazione straniera. Poi ci si lamenta se le nostre candidature per l'organizzazione di manifestazioni sportive internazionali vengono demolite.
Ma la cosa più grave è che Petrucci non ha nessun titolo, come rappresentante dello sport italiano, per bacchettare su fatti di questo genere.
Solo una decina di giorni fa, infatti, ricordiamo che i tifosi della Fiorentina (in ossequio al loro miserabile gemellaggio) sfoggiavano delle belle magliette del Liverpool con la scritta "MENO 39". Inutile spiegare ai signori del Coni a cosa inneggiavano i tifosi della Fiorentina.
Prima di rinfacciare comportamenti poco edificanti avvenuti all'estero, il signor Presidente dovrebbe agire in Italia. Punisca i responsabili. Per noi, come abbiamo già detto, un "buu" a Balotelli vale, giustamente, una giornata di squalifica del campo, ma pretendiamo trentanove giornate di squalifica per il campo della Fiorentina: una giornata per ogni morto dell'Heysel oltraggiato da questi signori.
Forza Presidente, anzichè attaccare Capello, ci faccia vedere di che pasta è fatto!
Etichette: calcio inglese, Capello, CONI, Fiorentina, gemellaggio, Heysel, Petrucci, ultras




5 Commenti:
Cari lettori,
Petrucci non trova tempo per dire una parola su quanto successo nella curva viola, mentre reagisce prontamente alle critiche di Capello.
Forse erano altre le parole di Capello che lo hanno turbato? forse quelle sugli scudetti?
Petrucci: a lavorare!
Sappiamo già di che pasta è fatto Palazzi!
A napule gli affibbierebbero il n. 71!!
vi prego, fate in modo che le legga queste cose!
concordo con capello nella foto
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