Lettera dalla mia coscienza
Caro Juventino.Ma chi te lo fa fare?
Se nella storia, che è fatta di tanti secoli, ci sono corsi e ricorsi per cui gli eventi si ripetono con sfumature diverse, nella vita di una persona ci sono anche tante cose che passano una volta sola, e non fanno a tempo a tornare che per pochi fortunati.
La tua Juventus ne è un chiaro esempio.
Diciamocelo chiaramente: un decennio come quello conclusosi nel 2006 non lo vedrai più.
Prima di Calciopoli essere juventino significava essere un vincente, uno che poteva permettersi di guardare tutti dall'alto in basso, zitto zitto col sorrisetto sotto il baffo. Uno che parla poco, ma... ci siamo capiti!
Essere juventino era qualcosa di cui andar fieri, nella buona e nella cattiva sorte, perché sapevi perfettamente che gli avversari non sapevano perdere come non sapevano vincere; mentre alla Juve si davano lezioni di vita sia nella vittoria che nella sconfitta. Altri cercavano all'estero campioni emergenti che anteponevano le discoteche agli allenamenti, la Juventus sceglieva gli uomini veri prima dei fenomeni. Altri sperperavano milioni per professionisti affermati, la Juventus coltivava nei suoi vivai giovani promesse nostrane. Altri gridavano improperi ai quattro venti, la Juventus agiva con misura e con stile.
Era una vera Signora, dinanzi alla quale ogni persona a modo avrebbe levato il cappello!
Ma oggi!
Oggi è una che giustifica il trucco mal fatto con l'acquazzone della settimana scorsa!
Oggi si riduce a pagare a prezzo pieno gli avanzi dei saldi stagionali!
Oggi si fa menare per il naso ed estorcere denaro dal primo che capita!
Oggi rinnega le sue glorie e adula i suoi nemici!
Oggi si fa molestare in piazza senza battere ciglio!
Oggi si rivolge al macellaio per farsi consigliare sui vestiti!
E allora chi te lo fa fare di stare ancora dietro alla tua Signora?
Oggi essere juventino significa essere da internare o da compatire. Significa non poter parlare di calcio - quello vero - con serenità, e non avere un campionato - vero - da seguire. Significa leggere insinuazioni maliziose in ogni articolo di giornale a tre anni di distanza. Significa essere orfano di due scudi, meritati come il pane del contadino, senza sapere perché. Significa stare ancora a sentir parlare del rigore su Ronaldo a 11 anni 11 di distanza. Significa essere mandato a quel paese impunemente da chiunque con la certezza di essere perseguito se si risponde a tono. Significa essere rappresentato da gente con cui non si ha nulla in comune. Significa essere cliente di serie B e tifoso di serie C.
Dai retta a me, l'età dell'oro non ritorna facilmente. Chi te lo fa fare?
Cavarabarbana
Se nella storia, che è fatta di tanti secoli, ci sono corsi e ricorsi per cui gli eventi si ripetono con sfumature diverse, nella vita di una persona ci sono anche tante cose che passano una volta sola, e non fanno a tempo a tornare che per pochi fortunati.
La tua Juventus ne è un chiaro esempio.
Diciamocelo chiaramente: un decennio come quello conclusosi nel 2006 non lo vedrai più.
Prima di Calciopoli essere juventino significava essere un vincente, uno che poteva permettersi di guardare tutti dall'alto in basso, zitto zitto col sorrisetto sotto il baffo. Uno che parla poco, ma... ci siamo capiti!
Essere juventino era qualcosa di cui andar fieri, nella buona e nella cattiva sorte, perché sapevi perfettamente che gli avversari non sapevano perdere come non sapevano vincere; mentre alla Juve si davano lezioni di vita sia nella vittoria che nella sconfitta. Altri cercavano all'estero campioni emergenti che anteponevano le discoteche agli allenamenti, la Juventus sceglieva gli uomini veri prima dei fenomeni. Altri sperperavano milioni per professionisti affermati, la Juventus coltivava nei suoi vivai giovani promesse nostrane. Altri gridavano improperi ai quattro venti, la Juventus agiva con misura e con stile.
Era una vera Signora, dinanzi alla quale ogni persona a modo avrebbe levato il cappello!
Ma oggi!
Oggi è una che giustifica il trucco mal fatto con l'acquazzone della settimana scorsa!
Oggi si riduce a pagare a prezzo pieno gli avanzi dei saldi stagionali!
Oggi si fa menare per il naso ed estorcere denaro dal primo che capita!
Oggi rinnega le sue glorie e adula i suoi nemici!
Oggi si fa molestare in piazza senza battere ciglio!
Oggi si rivolge al macellaio per farsi consigliare sui vestiti!
E allora chi te lo fa fare di stare ancora dietro alla tua Signora?
Oggi essere juventino significa essere da internare o da compatire. Significa non poter parlare di calcio - quello vero - con serenità, e non avere un campionato - vero - da seguire. Significa leggere insinuazioni maliziose in ogni articolo di giornale a tre anni di distanza. Significa essere orfano di due scudi, meritati come il pane del contadino, senza sapere perché. Significa stare ancora a sentir parlare del rigore su Ronaldo a 11 anni 11 di distanza. Significa essere mandato a quel paese impunemente da chiunque con la certezza di essere perseguito se si risponde a tono. Significa essere rappresentato da gente con cui non si ha nulla in comune. Significa essere cliente di serie B e tifoso di serie C.
Dai retta a me, l'età dell'oro non ritorna facilmente. Chi te lo fa fare?
Cavarabarbana




9 Commenti:
Cari lettori,
vi riportiamo questa lettera/sfogo scritta dal nostro amico Cavarabarbana.
La lettera esprime uno stato d'animo diffuso tra molti juventini, alla domanda finale possiamo solo rispondere: la passione per questi colori!
Mai mollare....sono in contatto con molti interisti ...l'educazione in primo luogo poi la realtà io conosco la mia e insinuo la loro anche da una semplice constatazione. Hanno vinto perchè ci hanno eliminato !!!! Poi voglio esternare un dato di fatto ...molti ragazzini ora nell'età critica di scelta per la squadra del cuore , magari fino ad allora juventini hanno repentinamente cambiato per il mottivo postato da questo blog...ciao
Articolo, domanda e risposta degni solo di un interista...
la passione, la storia, la gloria, l'onore di spingere quella bandiera bianconera, al fianco di milioni di persone miei pari, la consapevolezza di aver meritato le vittorie e che lo spirito della Signora si spinge oltre i trofei, le sconfitte, le ingiurie, le manifestazioni di palese superiorità, le invidie e le oneroficenze, la coppa intercontinentale e la serie b, la finale di coppa del mondo con 12 giocatori in campo e un allenatore in panchina screziati, chi più e chi meno, dal bianconero e come disse il poeta (scusate la fiorentinità, ma allora i violacei non esistevano): "dell'amor che move il sole e l'altre stelle"
Chi me lo fa fare?....La speranza.
La speranza che in questo mondo attuale di barbari una società esemplare com'era la Juve ritorni ad essere un punto di riferimento, un valore da seguire, da raggiungere.
La Juve era uno degli ultimi baluardi di un tempo che non ce più, di un tempo dove avevano più valore i fatti e non le parole, soldi, scandali amministrativi e quant'altro.
Ecco io tifo Juve per questo: un modo di sperare in qualcosa di migliore
Leggendo le dichiarazioni di Blanc di ieri sulla terza stella
chissà che quel tempo non ritorni prima di quanto molti credano
Definire questo articolo da interista è ingiusto a mio parere.
Sfido chiunque ad affermare che ogni singola frase di questo post non sia verace.
E poi, mi sembra di notare nella domanda 'Chi te lo fa fare?' una certa 'rassegnazione' di fronte all'impossibilità di smettere di amare i colori bianconeri, nonostante tutto.
Una dichiarazione di fede ancora più forte, una conferma di una passione eterna.
Pezzo amaro, ma purtroppo molto vero!
Anche io me lo chiedo ogni tanto: ma chi me lo fa fare? E mi rispondo così: l'attesa di vincere (prima o poi) lo scudetto e di poter mettere sulla maglia la terza stella (e qui aspetto la dirigenza al varco...) e l'attesa dell'esito del processo di Napoli, che, se tutto va come mi auguro e credo, ci ridarà pure indietro (almeno moralmente) i due scudetti che ci sono stati ingiustamente tolti!
Perfettamente d'accordo con Tano...
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