Uno scandalo vero
Il presidente dell'Akragas, squadra agrigentina militante nel campionato d'Eccellenza siciliano, dedica la vittoria di ieri della sua squadra "all'amico fraterno Nicola Ribisi", rampollo di una famiglia di antica tradizione mafiosa. Non solo, tale Nicola Ribisi si trova attualmente in carcere con l'accusa di associazione mafiosa per il tentativo di ricostruire una "famiglia". Tutto questo, a quanto raccontano le cronache, è certificato anche da alcuni pizzini del boss Provenzano.Brutto messaggio quello del presidente dell'Akragas, che ha provocato l'indignazione anche del questore e del procuratore della repubblica di Agrigento.
Non è comunque la prima volta che il calcio italiano non prende adeguata posizione contro la mafia. Anni fa sconvolsero l'opinione pubblica alcune dichiarazioni di Zeman, mai smentite né, per quanto si sa, rettificate dal diretto interessato. Ma quella era un'altra epoca, precedente alla santificazione del boemo come profeta del nuovo calcio pulito (ma non antimafia, evidentemente).
Sarebbe bello se qualche giornalista dalla memoria meno corta della media di categoria, intervistasse il nostro profeta per capire se ha cambiato idea.
Etichette: Akragas, dichiarazioni, Mafia, zeman
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