Il Vaticano contro il calcio degli eccessi
Credevamo di essere i soli interessati alla sostenibilità finanziaria della gestione delle società di calcio. Ci sbagliavamo, prima l'Ocse ha avvertito che il calcio rischia di trasformarsi, anche in Italia, in una lavanderia di danaro sporco, successivamente anche il procuratore Antimafia Grasso fa propria questa preoccupazione. Ora anche il Vaticano decide di intervenire. Infatti l'Osservatore Romano in un articolo di oggi, a proposito della faraonica campagna acquisti del Real Madrid, scrive: "Il pericolo è di dar vita ad una spirale di crescita dei prezzi, che aumenti i rischi di fallimento per le squadre, e di organizzazioni criminali pronte a investire i loro proventi illegali proprio nel calcio".
Noi abbiamo detto la nostra riguardo al Real: pensiamo che la facilità con cui Florentino Perez ha accesso al credito sia dovuta alla sicurezza, come già avvenuto in passato con l'operazione immobiliare "Ciudad Deportiva", di riuscire a concludere operazioni, magari con lo Stato spagnolo, che rimettano in sesto i conti.
E qui ha ragione l'Osservatore: chi non ha dietro le spalle uno Stato pur di competere potrebbe rivolgersi alle organizzazioni criminali sparse per il mondo e desiderose di riciclare del danaro sporco.
Ma la cosa strana è che, in questo crescendo di allarmi, solo il presidente della Uefa si sia esposto per porre un freno a questa spirale che potrebbe distruggere il calcio. Tutti gli altri, dalla Figc di Petrucci, alla Procura federale di Palazzi, fino ai giornali, specialmente quelli sportivi, continuano a brillare per il loro assordante silenzio. Tutti ancora a dare la caccia al fantasma di Moggi, qualcuno addirittura a chiedere la ricusazione della giudice Casoria rea di non accettare Palombo nelle veste di giureconsulto supremo e di non confondere la Gazzetta Ufficiale con quella dello sport.
Una situazione ridicola e penosa.
Noi abbiamo detto la nostra riguardo al Real: pensiamo che la facilità con cui Florentino Perez ha accesso al credito sia dovuta alla sicurezza, come già avvenuto in passato con l'operazione immobiliare "Ciudad Deportiva", di riuscire a concludere operazioni, magari con lo Stato spagnolo, che rimettano in sesto i conti.
E qui ha ragione l'Osservatore: chi non ha dietro le spalle uno Stato pur di competere potrebbe rivolgersi alle organizzazioni criminali sparse per il mondo e desiderose di riciclare del danaro sporco.
Ma la cosa strana è che, in questo crescendo di allarmi, solo il presidente della Uefa si sia esposto per porre un freno a questa spirale che potrebbe distruggere il calcio. Tutti gli altri, dalla Figc di Petrucci, alla Procura federale di Palazzi, fino ai giornali, specialmente quelli sportivi, continuano a brillare per il loro assordante silenzio. Tutti ancora a dare la caccia al fantasma di Moggi, qualcuno addirittura a chiedere la ricusazione della giudice Casoria rea di non accettare Palombo nelle veste di giureconsulto supremo e di non confondere la Gazzetta Ufficiale con quella dello sport.
Una situazione ridicola e penosa.
Etichette: Bilanciopoli, Florentino Perez, Gazzetta, Ocse, Osservatore romano, Real Madrid, riciclaggio, Vaticano




3 Commenti:
Cari lettori,
ovviamente corrieri e gazzette preferiscono occuparsi dell'ingaggio di Arnautovic, o della prima conferenza stampa dello Special One. Complimenti.
Be'... L'Osservatore Romano parla di riciclaggio dei soldi mafiosi per esperienza diretta???
Hanno deciso che saneranno i bilanci chiedendo danni alla Juventus. Probabilmente l'accuseranno di esistere. O di essere in serie A. O di sorridere ancora troppo poco...
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