Questione di mentalità
Dopo lo sfogo di Camoranesi a seguito del pareggio con il Chievo che ha di fatto chiuso il discorso scudetto, un altro leader dello spogliatoio prova ad evidenziare i limiti della Juventus attuale.
In un'intervista a Tuttosport, Nicola Legrottaglie ha infatti dichiarato: "Non siamo ancora maturi per arrivare a un obiettivo. A volte c’è un approccio superficiale alle partite, basta vedere i punti persi contro il Cagliari o con la Sampdoria. Erano squadre alla nostra portata... E alla fine sono proprio quei punti che ci hanno allontanato dalla vetta. Se si subiscono tre goal come contro il Chievo vuol dire che c’è scarsa concentrazione. Cosa ci ha detto Ranieri martedì alla ripresa degli allenamenti? Nulla perché già c’eravamo parlati tra noi negli spogliatoi. Non c’è bisogno che qualcuno ci dica cosa non va, un professionista sa dove ha sbagliato. E i primi a essere delusi siamo proprio noi...".
"... Dobbiamo cambiare mentalità, soltanto così si può competere contro l’Inter. Al di là dei 9 punti è proprio la mentalità a separarci dai nerazzurri: loro sono più concreti. Anche se non giocano bene riescono a portare a casa sempre i tre punti. Comunque finchè la matematica non ci condanna, c'è ancora lo scontro diretto...".
Nulla da aggiungere a quanto dichiarato da Nicola. Tutto giusto, un'analisi impeccabile della situazione, così come lo sfogo di Camoranesi era basato su fatti incontrovertibili. Tuttavia, continuiamo a notare come nella Nuova Juventus 2006 ci sia una certa confusione tra i vari ruoli, con i calciatori che non si limitano a giocare, ma si lanciano in analisi tecnico-tattiche e ora pure psicologiche.
E' normale tutto ciò?
In un'intervista a Tuttosport, Nicola Legrottaglie ha infatti dichiarato: "Non siamo ancora maturi per arrivare a un obiettivo. A volte c’è un approccio superficiale alle partite, basta vedere i punti persi contro il Cagliari o con la Sampdoria. Erano squadre alla nostra portata... E alla fine sono proprio quei punti che ci hanno allontanato dalla vetta. Se si subiscono tre goal come contro il Chievo vuol dire che c’è scarsa concentrazione. Cosa ci ha detto Ranieri martedì alla ripresa degli allenamenti? Nulla perché già c’eravamo parlati tra noi negli spogliatoi. Non c’è bisogno che qualcuno ci dica cosa non va, un professionista sa dove ha sbagliato. E i primi a essere delusi siamo proprio noi...".
"... Dobbiamo cambiare mentalità, soltanto così si può competere contro l’Inter. Al di là dei 9 punti è proprio la mentalità a separarci dai nerazzurri: loro sono più concreti. Anche se non giocano bene riescono a portare a casa sempre i tre punti. Comunque finchè la matematica non ci condanna, c'è ancora lo scontro diretto...".
Nulla da aggiungere a quanto dichiarato da Nicola. Tutto giusto, un'analisi impeccabile della situazione, così come lo sfogo di Camoranesi era basato su fatti incontrovertibili. Tuttavia, continuiamo a notare come nella Nuova Juventus 2006 ci sia una certa confusione tra i vari ruoli, con i calciatori che non si limitano a giocare, ma si lanciano in analisi tecnico-tattiche e ora pure psicologiche.
E' normale tutto ciò?
Etichette: Camoranesi, Dirigenza, Juventus, legrottaglie, mentalità, Ranieri
4 Commenti:
Cari lettori,
giriamo a voi la domanda: è normale tutto ciò, oppure i giocatori devono supplire alle carenze di chi dovrebbe gestire la squadra?
La cosa più triste è che le parole dette da Legrottaglie a proposito dell'Inter fino a poco tempo fa le dicevano di noi gli avversari, quelli che avevano la dignità di ammettere la realtà dei fatti: quella Juve era talmente forte che vinceva anche giocando male.
Se un paio di anni fa fossi andato nello spazio per u viaggio e ritornassi ora mi metterei a ridere nel sentire uno juventino citare gli interisti come esempio... Ma Farsopoli ha cambiato tutto davvero.
Lasciamo perdere gli interisti che vincono per maggiore concentrazione, stiliamo la classifica "depurata dagli errori arbitrali" e vedremo che tutto sommato anche dopo i viaggi spaziali non sono ancora diventati così meritevoli da essere presi ad esempio.
Caro Alberto,
l'Inter non è una portaerei, ma merita ampiamente lo scudetto.
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