Milan d'Arabia, Juve di rabbia
Si rincorrono le voci di un possibile ingresso della Famiglia Reale del Dubai nel capitale azionario del Milan.Per ora nulla di ufficiale, ma Domenica è stato segnalato a San Siro il figlio dell'emiro al Maktoum.
I bene informati dicono che poi vi è stato un incontro con Galliani nel quale si è parlato di sponsorizzazione della compagnia aerea del Dubai a partire dal 2010, invece la partecipazione azionaria nel Milan non è data per certa, comunque appare come una possibilità concreta.Lo stesso Kakà si è lasciato sfuggire, su questa "bomba", la seguente dichiarazione: "Lo sceicco? Lo abbiamo conquistato".
Come si vede la cosa pare molto seria, e naturalmente a leggere la dichiarazione dell'asso brasiliano a Milanello, evidentemente, si respira un'aria di ottimismo e di fiducia nel futuro. Ottimismo e fiducia più che giustificati visto che l'apporto degli sceicchi sarebbe fondamentale per riportare in alto il Milan, dato che appare sempre più evidente una certa disaffezione della famiglia Berlusconi, probabilmente stufa di saldare a piè di lista gli annuali deficit della società di via Turati.
Invece a Torino, sponda Juve, l'aria è un misto di rassegnazione e rabbia. Ne abbiamo avuto una ulteriore dimostrazione oggi, leggendo qualche agenzia dall'assemblea della Exor, la finanziaria che controlla la Juventus.
Elkann ha infatti, in quella sede, dichiarato che la Juventus dopo il suo celeberrimo e funesto "ripartiremo dal basso" sta cercando una nuova quadratura del cerchio: provare a vincere ma solo riducendo i costi. Inutile dire che è una pia illusione. Si vince, mantenendo i conti in ordine, solo se si aumentano i ricavi (e non se si riducono i costi).
La cosa l'aveva capita bene la vecchia Triade, che partendo dalla necessità dell'aumento dei ricavi aveva avviato un progetto credibile.
Ma queste cose le sa anche John Elkann, evidentemente il suo progetto è un altro: abbattere i costi, stabilizzare (e non accrescere) i ricavi e accontentarsi di risultati sportivi non all'altezza della storia della Juventus.
Speriamo che la mossa del Milan suggerisca alla Exor una onorevole exit strategy, ovvero la vendita della Juventus a qualcuno disposto a investire seguendo la via maestra dell'aumento dei ricavi suggerita dal piano della Triade. Solo così si potrà tornare a vincere.
In caso contrario ai tifosi della Juve non resterà che ammirare, provando rabbia per ciò che poteva essere e non è stato, le future vittorie del Milan "d'Arabia".
Etichette: Berlusconi, bilancio Juve, Dirigenza, Dubai, Elkann, Exor, Juventus campione, Milan, risultati sportivi, Triade




8 Commenti:
Cari lettori,
molti tifosi sono diffidenti nei confronti di magnati stranieri, sceicchi ed in generale di possibili acquirenti "esotici", che potrebbero rivelarsi degli avventurieri.
Voi che ne pensate?
Non è questione di diffidenza, è questione di competenza.
John Elkann sappiamo tutti come è arrivato sul ponte di comando, sappiamo tutti quali lotte intestine ha scatenato il vuoto di potere lasciato dalla scomparsa dei due patriarchi Gianni e Umberto.
Credo che, semplicemente, ci sia da augurarsi due cose: o che l'asset-Juventus diventi appetibile e quindi interessante (spero che il nuovo stadio possa servire in tal senso), in modo da venire assegnato finalmente ad un manager competente (peccato che Marchionne sia troppo impegnato...), oppure c'è da sperare che diventi inutile e venga quindi ritenuto "sacrificabile", nel senso di messo in vendita, sperando ovviamente che finisca in mani capaci.
Realisticamente si tratta di due scenari distanti, visto che il programma pare quello dell'aurea mediocritas, che fa a pugni con l'idea stessa di Juventus.
Perfettamente daccordo. La vendita appare, per adesso, l'unica chance di tornare a vedere una Juve ambiziosa. Badate, non vincente, ma almeno ambiziosa, cosa che al momento non è, stretta tra il "low profile" di Ranieri e il contenimento dei costi di Elkann e C.
...per me una eventualità del genere sarebbe manna piovuta dal cielo.
Quello che non capisco è perchè sti maledetti elkani non decidono finalmente di cedere la Juventus. E' palese che non la hanno a cuore come i veri Agnelli, per cui se vogliono "ridurre i costi" che li riducessero del tutto, vendendo la Juventus ad altri e spendano solo per la loro stramaledettissima ferrari e per comprarsi tutte le case automobilistiche d'europa, e vada via el kiul.
ELKANI DEI MIEI STIVALI (per non dire dei miei cog...oni), TENERE LA JUVENTUS COSTA TROPPO ????
PORCA DI QUELLA GRANDISSIMA PUT...., VENDETELAAA E ANDATEVENE AFF....OOOOOO, e state tranquilli che nessuno vi rimpiangerà !!!!!!!!! anzi, personalmente vi augurerò di campare duecento anni e godervi tutti quei soldi che vi siete ritrovati senza neanchè sapere da dove sono arrivati.
nell'altro post ho scritto di sognare gli sceicchi al comando della Juve che sepndano 100 milioni per Messi eh eh...però vedere in altre mani la Juve che è stata la passione dell'Avvocato e del Dottore mi fa un p òstrano!
e se anche noi parlassimo di partecipazione azionaria?Gheddafi mi sembra che lo conquistammo a suo tempo!
certo forse la Juve non è molto appetibile,però se si dessero da fare quelli della Exor...si potrebbe pescare anche noi a Dubai e dintorni!
P.s.:ma sbaglio o mi sembra di aver letto (forse proprio qui su Ju29ro) di una clausola del testamento dell'Avvocato riguardante la cessione della Juve?è leggenda o c'è un fondo di verità?
Le società di calcio sono in crisi profonda, una crisi strutturale e non solo congiunturale, ragione per la quale c’è la necessita di esaminare con più accortezza certi aspetti di questo "mondo" che hanno determinato, a partire dalla sentenza Bosman, uno sconvolgimento degli equilibri di sistema.
Tutto ciò porta ad una verifica dei meccanismi che sovrintendono alla gestione del sistema stesso, che non credo possa continuare a perpetuarsi cosi' come finora è stato alimentato ...
Consegue da ciò la necessità di una verifica di quali siano i punti deboli che sono all’origine delle gestioni, fatte senza alcun rispetto dei principi della corretta amministrazione.
Il calcio gestito in modo professionistico a differenza di quello a carattere dilettantistico, richiede una adeguata gestione professionale come qualsiasi altra impresa, con piani strategici, industriali e finanziari, perché ove cosi’ non fosse l’unica via per riportare in ordine i conti è l’intervento di quelli che vengono generalmente chiamati i “mecenati” o i “paperoni”, predisposti istituzionalmente a coprire le perdite.
Una buona conduzione sportiva delle società, prevede una valida gestione dei diritti relativi ai giocatori, unita ad un’altrettanto valida gestione del business commerciale collaterale all’evento sportivo, e dovrebbe raggiungere livelli di qualità manageriale che possano consentire una corretta gestione di bilancio, perchè se i conti della gestione sportiva non quadrano occorre mettervi ordine, risanandone l’aspetto economico, patrimoniale e finanziario, e quanto a questo non credo che gestioni diverse possano garantire successi e continuità di alti rendimenti futuri.
GIOELE, I.J.
Senza dimenticare - al di là di tutti gli aspetti di gestione - il fatto fondamentale che valori di mercato e stipendi dei giocatori devono necessariamente sgonfiarsi se si vuole riportare a livelli ragionevoli i bilanci delle società.
Però va anche detto che a meno di introdurre un tetto agli ingaggi, alcuni paperoni di fatto ci sono. Se il mercato è libero, la presenza di club facoltosi che possono permettersi di spendere per portare a casa i giocatori che desiderano non può far altro che far salire i prezzi.
Per i club che vogliono rivaleggiare restano due strade: spendere altrettanto, che è una via preclusa alla Juve dalla proprietà, oppure puntare sulla scoperta di giovani talenti, via a quanto pare preclusa alla Juve dalla inadeguatezza dello staff tecnico e direttivo che non sa scegliere giocatori di valore nemmeno tra quelli che già giocano ad alti livelli.
Cari lettori,
gli sceicchi sono da guardare con una certa diffidenza, ma certo magnati intenzionati ad investire nel calcio per ottenere un ritorno pubblicitario sarebbero ben accetti.
Niente avventurieri, solo investitori/imprenditori.
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