mercoledì 31 dicembre 2008

Supercoppa in Cina

E così la prossima Supercoppa sarà disputata a Pechino l'8 agosto 2009; l'ha comunicato la Lega aggiungendo che "l'invito è arrivato direttamente da Pechino". Sulla Supercoppa all'estero niente da dire, l'hanno già giocata in America e Africa, evidentemente vanno dove li porta il business; sul fatto, però, che ci abbiano invitato qualcosa da dire ce l'abbiamo. A noi sembra molto più verosimile che la Cina l'abbia cercata Matarrese un po' per il business, per guadagnarci tutti e sicuramente per favorire l'Inter che dalla gita a Pechino è quella che ci guadagnerebbe di più.

Il fatto è che l'Inter Brand (quella del figlio di Moratti che tre anni fa ha fatto finta di comprare il marchio dal padre) in Cina c'è già: nel 2007 ha costituito la Inter Brand Cina Co. Ltd. ed ha aperto l'anno scorso uno store a Shanghai e quest'anno uno proprio a Pechino. Per qualcuno, quindi, la Cina è veramente vicina e una partita dell'Inter a Pechino sarebbe proprio l'occasione giusta per smerciare un po' di magliette e di mercanzia varia, magari avanzata dalle celebrazioni del centenario.

Che l'Inter (Brand) punti sulla Cina l'ha scritto di suo pugno il figlio del mecenate nella Relazione al Bilancio al 30 giugno 2008 dove (a pagina 4) si parla non solo di negozi e di magliette da vendere ma anche di scuole calcio da aprire su tempi brevi; tutto questo perché, così assicura il mecenate junior, i cinesi che fanno il tifo per Cambiasso e Burdisso sarebbero addirittura 50 milioni, un record da mettere a frutto.

Con queste premesse la scelta di Pechino non sembra casuale, necessita solo che una delle due finaliste sia l'Inter ma su questo Matarrese e la Lega pare che si sentano tranquilli; non casuale ma semmai attentamente studiata e perfettamente allineata col corso del nuovo calcio pulito di Matarrese dove, senza che nessuno si scandalizzi, l'indagine sui bilanci pacchianamente irregolari dell'Inter sta chiusa per due anni nei tiretti della scrivania di Palazzi e poi si conclude con un bel patteggiamento, gli arbitri possono convalidare i gol dell'Inter in fuorigioco tanto tutti dicono (anche Cobolli Gigli) che lo fanno involontariamente, il mecenate può essere accusato in un'aula di tribunale di aver dichiarato il falso alla giustizia sportiva sui pedinamenti e lo spionaggio e nessuno ha niente da obiettare.

Di questo nuovo corso Antonio Matarrese ha recentemente "tratteggiato" i presidenti delle varie società e sul mecenate è stato chiaro e sintetico: "un gran signore che c'è ma non si vede". La scelta di Pechino, a pensarci bene, potrebbe significare che non si vede ma si fa sentire: proprio come deve fare "il signore" del nuovo calcio del dopo-Moggi.

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Noi asini siamo cornuti

La situazione in cui sono costretti a giocare i calciatori di molte squadre a Catania è effettivamente qualcosa di indegno in un paese civile. Niente moralismo d'accatto: ma dopo il caso Raciti è un vero e proprio scandalo che proprio in quello stadio non vengano implementate misure di sicurezza ferree e invalicabili. Le testimonianze sono molteplici, sin dai tempi della B, e nulla ha fermato questo stato di cose.
Un po' fa sorridere però che i più accaniti contestatori di questo clima si siano dimostrati calciatori, dirigenti e tifosi della Roma. In testa Francesco Totti, colui che in quel famoso derby si fece convincere da due burini a intercedere perchè una partita fosse interrotta senza alcun motivo. Soltanto perché così avevano deciso gli ultras delle due squadre capitoline. Gli stessi ultras che hanno messo a ferro e fuoco quartieri della capitale dopo l'uccisione di Gabriele Sandri. Gente pacata, clima sereno: come ha sperimentato la Juve più volte.
Tanto per dimostrare che, loro sì, sono gente civile, onesta (ebbene sì anche loro, mica come noi) e misurata, eccoli alle prese con i casi Aquilani e Mexes. Tuttosport, che abbiamo appena bacchettato, ha legittimamente scritto che un'ipotesi più che possibile è che i due gioielli cambino maglia, vista la situazione finanziaria disastrosa in cui versa l'AS Roma. A proposito di rinforzi anche Claudio Pasqualin, il procuratore, non certo tra i nostri preferiti, ha affermato che il mercato della Roma è fermo, stante le casse prive di liquidità.

Questa la civile reazione del sito Forza Roma, a firma di Gianfilippo Bonanno (Link 1, Link 2):
"Dimenticano loro, ma non chi vi scrive che, la loro squadra, colpevole degli illeciti e condannata solo alla serie B, rimarrà sempre con la fedina penale macchiata, non sarà mai incensurata, ma pregiudicata resterà a vita, e tale condanna sarà atroce, nonostante questi giornalisti sminuiscono e dimenticano, e mai nessun indulto potrà cancellare anni di reati ed illegalità meriterebbe per davvero una bella secchiata di m...., cosi come la Sud in un Roma-Juventus espose uno striscione: "Inutile che del calcio ti senti una leggenda ma la tua storia fatta di inganni e di reati merita solo una secchiata di merda".
"Su quali basi, il Tuttosport valuta la ricchezza o la povertà altrui, avrà fatto come quel procuratore, tale Pasqualin, che forse afflitto dalla bassa fortuna, che dopo Moggiopoli ha afflitto il suo mondo, quello funesto, fatto di straricchezze, nate ed architettate alle spalle della brava gente. Cosi come gli Agnelli che, consapevoli che per vincere bisognava affidare tutto a Luciano Moggi, sono stati complici di tutto. La Juventus è una società povera. Povera di contenuti, gestita oramai da gente incapace, che sta vivacchiando grazie a quei calciatori, presi negli anni di puro ladrocinio. Siete poveri e altrettanto poveri chi scrive le gesta, perche per fare notizia, essendo poveri pure di quelle, devono inventarsi storie ed intrecci, ma purtroppo, poveri siete e poveri resterete."

Bravaggènte.

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Euforia all'Inter (Parte II)

Dopo le disavventure di Adriano alle prese con una strana forma di depressione che non gli vieta, stando alle cronache, di partecipare a feste e party e magari di bere un goccetto e di fumare qualche sigaretta.
Dopo le disavventure (solo mediatiche comunque) di Mancini e alcuni giocatori tra stampelle, scatoloni e sarti, ecco che le cronache ci raccontano di un altro episodio da inserire nella casistica degli "stati euforici" che colpiscono i giocatori interisti.
Jimenez è stato coinvolto in una scazzottata alla quale ha partecipato un altro giocatore di calcio, tra l'altro con un trascorso in Serie A.
Le cronache non raccontano se i personaggi coinvolti erano in stato euforico a causa dell'alcool.
Però l'Inter perdeva perchè Moggi parlava (ma ci parlava anche Facchetti, per la precisione) con gli allora designatori Bergamo e Pairetto.
Certo, le cose andavano proprio così. Povere vittime.

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martedì 30 dicembre 2008

Giornalismo?

Il giornalista Fulvio Bianchi riprende, nella sua rubrica on-line Repubblica Spy Calcio, le dichiarazioni di D'Onofrio, il difensore di Moggi.
Bianchi si domanda quando finiranno i "veleni di calciopoli" a riguardo della dichiarazione dell'avvocato che sostiene che nel caso in cui fossero state pubblicate tutte le intercettazioni il campionato si sarebbe svolto con otto, dieci squadre.
Non è un bell'esempio di giornalismo, quello di Bianchi. Un giornalista dovrebbe avere come unico scopo quello di informare l'opinione pubblica su ciò che avviene. Non si può sostenere la tesi del "Chi ha dato, ha dato. Chi ha avuto, avuto".
A meno che il compito di un giornalista non sia quello di sostenere le camarille al potere al Coni, alla Figc e alla Lega Calcio, disinformando i lettori con le veline del potere. Veline e versioni ufficiali, alle quali ormai non crede più nessuno.
Comunque sia, se gli editori si domandano perchè sempre meno persone comprano (e quindi credono) ai giornali, non hanno che da leggere i loro "prodotti".

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Paco D'Onofrio a Telelombardia

Riportiamo i video dell'intervista concessa dall'avvocato Paco D'Onofrio alla trasmissione "Confessioni di calcio", trasmessa da Telelombardia il 28 Dicembre 2008.
Nei due significativi spezzoni che abbiamo selezionato potete trovare alcune anticipazioni sulle strategie processuali della difesa di Moggi in vista del processo di Napoli (primo video), e alcuni commenti di D'Onofrio sulla difesa (se così si può chiamare) della Juventus nel corso del processo sportivo del Maggio 2006 (secondo video).



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Cronache aziendali - pausa natalizia


Collina è insorto dopo l'ultima giornata di campionato, raccomandando agli arbitri di essere più severi con le "grandi".
Tutti abbiamo posto l'attenzione sulle differenze tra il fuorigioco di Siena (da oggi fuorigioco Maicon) e quello di Bergamo. Ci è sfuggita però la cosa più importante: non sono bastati l'intero campionato precedente e neppure le sedici giornate di quest'anno per far saltare sulla sedia Collina.
E non è bastato neppure il fuorigioco Maicon dell'anticipo della diciassettesima. Silenzio.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il fuorigioco standard di Marchionni, da qui parte la rampogna colliniana agli arbitri. E se l'arbitro di Bergamo l'avesse visto e fischiato ?
E' Natale, il mese dell'Abete. Non pensiamo male!

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lunedì 29 dicembre 2008

La confessione e la bugia

In una intervista, il giudice Guariniello, a domanda su cosa è rimasto del processo alla Juve, risponde, così: "Un’importante legge sul doping. Una profonda riflessione sul sistema calcio, che spero abbia fatto maturare le coscienze. È vero che è finito con la prescrizione, però ha tirato fuori un problema, l’ha elaborato. Da questo punto di vista, secondo me, è stato prezioso".
In sostanza, Guariniello confessa che il processo alla Juve voleva essere un processo a tutto il calcio e l'occasione per una riflessione culturale.

A nostro avviso il processo penale serve per accertare e sanzionare eventuali trasgressioni alla legge da parte degli imputati e non per aprire un dibattito politico, sociale, culturale. Una grave ammissione di colpevolezza quella di Guariniello: la sua colpevolezza. Ma non basta, il giudice dice che comunque questa colossale ingiustizia è servita a qualcosa. Sbagliato pure questo. La FIFA ha infatti fatto sapere che la piaga dell'abuso di medicinali leciti da parte delle società è ancora attuale e se n'è avuto riscontro durante agli ultimi mondiali di calcio.

Passiamo alla bugia, il processo alla Juventus non si è concluso, sic et simpliciter, con la prescrizione (che comuque non vuol dire colpevolezza), ma con l'assoluzione per il doping e con la prescrizione in relazione all'eventuale abuso di farmaci leciti. Ricordiamo inoltre che ai tempi del processo alla Juve l'assunzione di medicinali leciti non era vietata da nessuna legge, e che tra l'altro il confine tra uso e abuso è difficilmente circonstanziabile. Questa è infatti materia da aule universitarie delle facoltà di Medicina non da aule di tribunale.

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Grande Fratello

Riportiamo uno stralcio dell'inquietante dossier pubblicato da l'Espresso con titolo "Ricatti privati e pubblici dossier". L'articolo analizza le caratteristiche di una serie di giacimenti di informazioni che alimentano i database degli spioni: dai carabinieri agli 007, dal Fisco al Telepass, fino ad arrivare alla scoperta del cosiddetto "server nero" di Telecom-Pirelli.

[...]
Per capire quanto sia grave, nell'era dell'informatica, il pericolo di un sistematico controllo occulto dei cittadini, forse basta misurare quanto resti forte, dopo decine di arresti, l'ormai famosa centrale di spionaggio privato che fino al 2006 era capitanata da Giuliano Tavaroli, l'ex carabiniere che per un decennio è stato il capo della security del gruppo Pirelli e dal 2001 anche di Telecom.
Descritta dai giudici come "una potentissima struttura illegale di investigazioni clandestine degna di un servizio segreto di una media potenza", quella micidiale fabbrica di dossier personali è stata in apparenza sgretolata da tre anni di inchieste della Procura di Milano. In realtà i pm ammettono, nei loro verbali, di aver potuto scoprire solo la punta dell'iceberg.
A Milano, il 5 aprile 2007, i carabinieri hanno messo sotto sequestro un supercomputer negli uffici centrali del gruppo in via Negri, accanto alla Borsa. Gli inquirenti lo chiamano "il server nero di Pirelli-Telecom". Ha una memoria spaventosa, distribuita su un'intera pila di hard-disk collegati. E contiene tutti i dati delle più intrusive azioni di spionaggio organizzate per anni da quell'associazione per delinquere: le indagini dicono che in quella macchina siglata 'RM 8000' sono custoditi, ad esempio, i risultati del cyber-attacco che svuotò i computer di tutti i manager di prima fila del gruppo Rizzoli-Corriere della Sera, poco prima di un delicato cambio degli equilibri azionari. Lì dentro c'è anche una copia del maxi-archivio informatico di un gigante come la Kroll, forse la più grande agenzia investigativa del mondo, carpito dai tecnici italiani del 'Tiger Team' di Pirelli-Telecom al culmine di un memorabile scontro tra spie private in Brasile. Ebbene, venti mesi dopo il sequestro, il supercomputer è ancora inviolato.

La sua memoria è protetta da una password molto particolare, composta da trentadue caratteri. I capi del Tiger Team però giurano di averla dimenticata. Un tecnico ricorda vagamente che conteneva un verso petrarchesco: "Chiare fresche e dolci acque". La Procura ha affidato ad alcuni tra i più autorevoli docenti italiani di cibernetica il compito di decifrarla, chiedendo aiuto anche a una società statunitense che lavora per l'Fbi. La risposta degli esperti è che una possibilità teorica ci sarebbe, ma praticamente la missione è impossibile: per esaurire tutte le possibili combinazioni, bisognerebbe far lavorare diversi computer solo su questo obiettivo "per parecchi anni". Per i pm Napoleone, Piacente e Civardi, beninteso, gli altri archivi illegali già decifrati - con la collaborazione del Politecnico di Torino - bastano e avanzano a provare le accuse di aver spiato illegalmente circa quattromila persone (tra cui i dipendenti) e 350 società (tra cui i concorrenti), riuscendo a violare perfino i segreti dei servizi italiani e stranieri, partiti politici e scorte del presidente del Consiglio.
Nel suo più inquietante interrogatorio, Tavaroli snocciolò ai magistrati un lungo elenco di grosse aziende private, sfidandoli a verificare se per caso anche le divisioni sicurezza delle imprese concorrenti usassero gli stessi sistemi spionistici.
Come dire: così fan tutti.

Appare altrettanto inquietante la mappa dei "Grandi Fratelli" istituzionali, che l'Espresso va a catalogare in base alle dimensioni in terabyte occupati dagli archivi:


Ci poniamo quindi anche noi la domanda che il giornalista de l'Espresso riporta all'inizio del suo pezzo: L'Italia è una Repubblica fondata sul ricatto?

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domenica 28 dicembre 2008

Volevate i nomi? Li avrete

Paco D’Onofrio, avvocato difensore di Luciano Moggi, in un’intervista alla trasmissione "Confessioni di Calcio" condotta da Fabio Ravezzani in onda oggi alle 15.45 su Telelombardia e della quale è stata fornita un’anticipazione ha affermato: "Faremo i nomi di chi telefonava ad arbitri e designatori". I nomi verranno a galla durante il processo di Napoli.

"Quelle telefonate sono atti materialmente già a disposizione della Procura di Napoli", dice il legale, ma "il processo sportivo di Calciopoli venne celebrato in venti giorni senza la possibilità che tutte le prove venissero valutate".

Anche perché, se fossero stati fatti i nomi di tutte le squadre coinvolte, "avremmo avuto il successivo campionato di serie A con 8-10 squadre. E allora, visto che l’opinione pubblica cercava un capro espiatorio, si è deciso di condannare solo una espressione di quel sistema".

D’Onofrio nell’intervista parla anche della regia che avrebbe gestito la diffusione ai giornali delle intercettazioni nel 2006. "A livello mediatico sono state fornite solo alcune notizie e non tutte: nel processo di Napoli si noterà che sono molte di più le squadre coinvolte, chiamate in causa dagli stessi arbitri e designatori".

Vi ricordiamo che l'avvocato D'Onofrio ha rilasciato poche settimane fa un'interessante intervista al nostro sito, in cui analizza lo svolgimento dei processi di Farsopoli evidenziando tutte le incongruenze e le storture del procedimento. Da rileggere con attenzione (Link).

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Intercettazioni illegali, parla Mastella

In un'intervista al Corriere della Sera, l'ex Guardasigilli (e quindi persona informata sui fatti) Clemente Mastella fa la seguente dichiarazione: "Sono stato l'unico ministro della Giustizia al mondo intercettato in contemporanea, a Santa Maria Capua a Vetere come a Catanzaro, e forse anche in altre procure. Spiato, come hanno verificato i Ros dei carabinieri, anche irregolarmente".

Se anche un ex Guardasigilli afferma, suffragato anche da un'indagine dei Carabinieri, che spesso le intercettazioni non sono fatte rispettando le leggi vigenti, aumentano di credibilità le affermazioni dell'avvocato Prioreschi sul modo con cui sono state fatte le intercettazioni del cosiddetto scandalo denominato Calciopoli.

Sia chiaro, noi non facciamo politica. Non chiediamo che vengano modificate le leggi sulle intercettazioni vigenti. Chiediamo che vengano rispettate quelle attuali.
E chi non lo fa deve pagare. Anche se porta una toga da magistrato o una divisa delle forze dell'ordine.

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Il signore ed i debiti che non si vedono

Matarrese ci spiega in un'intervista che Moratti è un gran signore "che c’è ma non si vede".

Già, Matarrese ha in parte ragione: Moratti c'è ma non si vede, così come i debiti dell'Inter, che ci sono ma scompaiono in società a valle e a monte di Internazionale S.p.A (per maggiori dettagli si legga ad esempio questo articolo).

Se oltre a scomparire ma ad esserci, come i debiti, Moratti, sia anche un "gran signore", lo scopriremo solo quando bisognerà, presto o tardi, saldare il conto.

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sabato 27 dicembre 2008

La specialità della casa

(...) Del resto, non era la prima volta che in Fiat prevaleva un altro aspetto rispetto a quello propriamente industriale. Un precedente rilevante fu lo scontro negli anni ’80 tra Ghidella (che godeva della fiducia soprattutto di Umberto Agnelli) e Romiti, che alla fin fine fu fatto vincere e messo in sella dall’Avvocato. Potremmo dire, schematizzando, che si trattò dello scontro tra un progetto più legato all’industria (dell’auto in senso stretto) e quello romitiano di carattere più specificamente finanziario (non dunque soltanto amministrativo e di aggiustamento di bilancio). Ghidella stava fra l’altro conducendo in porto le trattative con la Ford per costruire – in ballo progetti di fusione o almeno di joint venture con messa in comune degli impianti produttivi dell’auto – un colosso decisamente potente; in Europa avrebbe occupato almeno un quarto del mercato. La riuscita dell’operazione l’avrebbe portato ai vertici della Fiat (dopo i due big Agnelli). Il progetto fu fatto fallire da Romiti, che per un buon periodo divenne lui il fiduciario della famiglia proprietaria. A quel tempo si disse anche che il vero obiettivo da colpire non fosse Ghidella ma il secondo degli Agnelli; e che quindi la lotta, in realtà, non si svolse tra i due alti manager (...)

Abbiamo postato uno stralcio di questo bell'articolo del Professor La Grassa che ci ha estremamente colpito.
In sostanza, secondo La Grassa, nell'ambito di un conflitto "dinastico" interno alla Fiat è stato scartato il progetto industriale migliore. E infine è stato licenziato il manager più capace, al quale è stato preferito quello più ammanicato "politicamente".
Quando noi ipotizziamo che la retrocessione della Juventus vada innanzitutto inquadrata in una faida familiare tra il ramo degli eredi di Umberto Agnelli e gli Elkann (eredi dell'Avvocato), ma anche in una lotta tra manager che aspirano al ruolo di "Lord Protettore", molti ci considerano dei dietrologi.
Purtroppo si sbagliano, a quanto pare, questo modus operandi è la specialità della casa.

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mercoledì 24 dicembre 2008

Buon Natale dal Team!

Tanti auguri di un felice e sereno Natale a tutti i lettori del blog e del sito dello Ju29ro Team!

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martedì 23 dicembre 2008

Sollevare Moratti...


Parlando ieri di Mancini il "mecenate" Moratti ha detto che se trova una squadra sarebbe meglio, aggiungendo "Non è giusto che un allenatore di quella qualità debba essere escluso dalla possibilità di far bene. E poi mi solleverebbe un attimino...".

I puntini li ha messi il Corriere della Sera come per invitare chi legge e rifletterci sopra e la riflessione è semplice. Intanto verrebbe da chiedersi come mai, visto che Mancini è tanto bravo, non se l'è tenuto all'Inter ma probabilmente questo è solo un dettaglio. L'osservazione più importante riguarda il fatto che il mecenate accenni ad un attimino di sollievo; possibile che proprio lui che ogni anno si limita a chiedere all'a.d. Paolillo "quant'è?" e firma l'assegno per sanare il bilancio in perdita per 100-200 milioni (così assicura Sconcerti sul Corsera) si mette a fare il difficile perché deve pagare lo stipendio anche a Mancini?

Pare di sì, anche perché lo scrive proprio il Corsera; anzi, dato che dubitiamo fortemente che Sconcerti dirà qualcosa su Moratti che chiede di essere sollevato ne aggiungiamo un'altra noi.

Nell'ultimo bilancio dell'Inter l'a.d. Paolillo ha già previsto e accantonato (sulla carta) lo stipendio di Mancini per il 2008-09; quel bilancio si è chiuso con poco meno di 150 milioni di perdite e Sconcerti ci ha assicurato che Moratti ce li ha messi tutti; l'ha assicurato Sconcerti ma non è vero fino in fondo perché per coprire le perdite Paolillo ha fatto ricorso a delle riserve patrimoniali che avanzavano ancora dalla famosa plusvalenza (sulla carta) di Inter Capital del 2007. Per farla breve il bilancio è stato aggiustato un po' per finta ma adesso c'è il "pericolo" che i soldi a Mancini bisogna darli per davvero.

E' per quello che Moratti dice "mi solleverebbe un attimino"... (e questi puntini li mettiamo noi).

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lunedì 22 dicembre 2008

Regime


Paolillo, amministratore delegato dell'Inter, rilascia, oggi questa dichiarazione:"Escludo proprio che l'Inter venga favorita dagli arbitri, credo ci siano degli errori, mi riferisco ai tanti rigori dati che non c'erano e anche ai rigori non dati all'Inter".
No, cari lettori, non vi vogliamo tediare con la solita sfilza di luoghi comuni, quali, per esempio, "facce di bronzo", "chiagni e fotti", "paese di Arlecchino e Pulcinella".
Tutto inutile e poco significativo.
Siamo ormai al regime, che si permette di raccontare qualsiasi balla confidando nella pavidità dei giornalisti, che infatti si sono guardati bene dal chiedere, di grazia, quali sarebbero i rigori mancanti all'Inter.
Ma se i regimi, quelli veri, finiscono in tragedia, questo regime sportivo da opera buffa finirà in farsa.
Non rimane che aspettare la chiusura del sipario: scarpe o torte in faccia?

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domenica 21 dicembre 2008

Cronache aziendali - diciassettesima giornata


La solita Inter ruvva i tre punti a Siena. Va dato merito allo Specialone, che a un quarto d'ora dalla fine ordina lo schema del doppio fuorigioco: ci vanno in cinque, tra questi Maxwell che riceve palla, Maicon già in fuorigioco lo supera e va a ricevere palla in fuorifuorigioco, pallonetto sul portiere e gol della vittoria.
Anche a Sky si rassegnano a vederlo. Capitan Sanetti al termine va a ringraziare i tifosi in tripudio.
E' solo l'anticipo, speriamo bene.
A Bergamo 30 centimetri di fuorigioco, a 50 metri dalla porta, pareggiano 2 o 3 metri di bisfuorigioco a 10 metri dalla porta a Siena: il sentimento popolare reclama la tolleranza variabile.

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Atalanta - Juventus, pagella istantanea


Alex Manninger: voto 6
Svirgola un paio di rinvii, senza problemi nel resto della partita

Olof Mellberg: voto 6.5
Sorpendente la prestazione di Olof, che non soffre in fase difensiva e si concede un paio di fughe in avanti con cross

Nicola Legrottaglie: voto 7
Un baluardo, contro avversari insidiosi come Floccari e Vieri. Bello e decisivo il gol di testa

Giorgio Chiellini: voto 6+
Meno sicuro del solito, concede un paio di occasioni agli avversari e perde Vieri in occasione del gol. Bene nel secondo tempo

Cristian Molinaro: voto 5.5
Nullo il suo contributo in fase offensiva, soffre molto il tandem Pinto-Garics, che costruisce buona parte delle occasioni per l'Atalanta

Marco Marchionni: voto 6+
Grande partenza con buoni spunti sulla fascia, il cross decisivo per il gol di Del Piero e tanto impegno. Cala alla distanza

Claudio Marchisio: voto 6.5
Un'altra prestazione di grande sostanza, alternando palloni recuperati e lanci sempre precisi e mai banali

Momo Sissoko: voto 6
Aggressivo e troppo frenetico come spesso gli accade, finisce per recuperare molti palloni che perde subito dopo. Si fa ammonire in modo assurdo nel finale

Paolo De Ceglie: voto 5
Non incide sulla partita non riuscendo quasi mai ad arrivare al cross, e perde moltissimi palloni a centrocampo

Alex Del Piero: voto 6.5
Prova non eccezionale quella del Capitano, che comunque segna il primo gol e si conquista la punizione per il terzo

Amauri: voto 7.5
Aldilà del bel gol di testa, è impressionante come riesca a fare reparto da solo, catturando e difendendo tutti palloni lanciati in avanti
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Hasan Salihamidzic: voto 6
Meglio rispetto a De Ceglie, ma nulla di che

Cristiano Zanetti: senza voto
Ingiudicabile
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Claudio Ranieri: voto 7
La squadra offre su un campo difficile una prova di grande sostanza. Lo schema è molto semplice: lancio lungo, Amauri spizza e crea gioco. La difesa è solida, il centrocampo ha trovato un suo assetto e l'attacco è al solito atomico. Avanti così.

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Prostituzione sportiva?

(Da Wikipedia)
Con il termine prostituzione si indica l'attività di chi offre prestazioni sessuali, dietro pagamento di un corrispettivo in denaro. L'attività, fornita da persone di qualsiasi orientamento sessuale, può avere carattere autonomo, professionale, abituale o saltuario.

Nervi tesi tra la Ferrari e il patron di Formula One Management (società che gestisce la F1), Bernie Ecclestone. Il manager inglese ha scelto le pagine del Times di Londra per replicare alle critiche di Luca Cordero di Montezemolo che aveva sottolineato come in futuro la divisione dei ricavi dovrebbe andare a soddisfare più che in passato i costruttori e le scuderie rispetto agli organizzatori del circus. "L'unica cosa che Montezemolo ha dimenticato di dire è che la Ferrari prende 80 milioni di dollari più degli altri" è il duro attacco di Ecclestone.

"La Ferrari prende soldi extra rispetto alle altre squadre e da anni riceve cose extra. Quando vincono il campionato costruttori, come hanno fatto quest'anno, prendono 80 milioni in più anche se il titolo piloti lo vince la McLaren" ha spiegato Ecclestone, sottolineando che le origini di questo "trattamento speciale" risalgono al 2003, quando i costruttori minacciarono di lasciare la Formula 1 e creare un campionato parallelo: "La Ferrari fu l'unica a rompere il fronte. Gli 80 milioni derivano proprio da questo. In pratica abbiamo "comprato" la fedeltà della Ferrari".

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Nemesi

"Resta la migliore tecnica investigativa. Testimoni e documenti difficilmente se ne trovano, gli indagati anche di fronte a fatti evidenti negano tutto, non c'è nessun pentito. Le intercettazioni sono l'unico sistema per avere la prova dei reati commessi. Ci si scandalizza per le intercettazioni ma non per il contenuto...".

Così si esprimeva il Procuratore della Repubblica di Napoli Giovandomenico Lepore per difendere l'inchiesta denominata "Calciopoli" condotta da due suoi sostituti.
Smentito in meno di un anno di tempo. Quando le inchieste hanno un fondamento reale oltre alle intercettazioni ci sono anche i testimoni, spesso degli indagati che tirano in ballo altre persone.

Ora il dottor Lepore lo ha capito. Infatti a Napoli è attualmente in corso una inchiesta denominata, a quanto pare "Magnanapoli". In questa inchiesta uno degli arrestati (un colonnello della GdF) ha accusato addirittura un magistrato.
Giandomenico Lepore, per l'appunto (Link).

A noi poveri cittadini, non rimane che lo sgomento.

A noi poveri tifosi juventini viene, invece un dubbio sul perchè alla Procura della Repubblica di Napoli anzichè indagare sui mille guai della città partenopea perdessero tempo con inchieste sul calcio, basate sul nulla e addirittura relative a società che da Napoli stanno a mille chilometri di distanza: c'è del marcio in Danimarca?
A leggere questa notizia, ma anche la nostra intervista all'avvocato Prioreschi parrebbe di sì. Purtroppo.

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sabato 20 dicembre 2008

Gol Onesto

Atalanta - Juventus, formazioni

Atalanta (4-4-1-1): 31 Coppola, 8 Garics, 2 Talamonti, 5 Manfredini, 27 Capelli, 79 Ferreira Pinto, 17 Guarente, 22 Padoin, 20 Valdes, 72 Doni, 33 Floccari.
A disp. 1 Consigli, 26 Pellegrino, 7 Manzoni, 15 De Ascentis, 34 Defendi, 32 Vieri, 9 Cisse.
All. Del Neri.

Juventus (4-4-2): 13 Manninger, 4 Mellberg, 33 Legrottaglie, 3 Chiellini, 28 Molinaro, 32 Marchionni, 22 Sissoko, 19 Marchisio, 29 De Ceglie, 8 Amauri, 10 Del Piero.
A disp. 12 Chimenti, 7 Salihamidzic, 41 Ariaudo, 21 Grygera, 6 Zanetti, 27 Ekdal, 20 Giovinco.
All. Ranieri.

Arbitro: Farina di Novi Ligure.



Solita emergenza per Ranieri, che deve rinunciare a Buffon, Zebina, Grygera, Nedved e Camoranesi, tutti infortunati o acciaccati. Mellberg dovrebbe sostituire il ceco sulla destra, mentre la coppia Marchionni - De Ceglie verrà confermata sulle ali. Confermatissimo l'ottimo Marchisio al centro, Amauri e Del Piero in attacco.

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L'ombrello di Mazzoleni e quello di Moratti



La Commissione Disciplinare ha inflitto sei mesi di sospensione all'ex-arbitro Mazzoleni (nel frattempo si è dimesso) che era stato deferito da Palazzi per aver fatto "il gesto dell'ombrello" e offeso con la parola "bastardo" il presidente Lotito al termine di Atalanta- Lazio del settembre 2007. Questa è la notizia come la riporta Tuttosport ( pag.14) ed è una notizia che fa riflettere.

Intanto sui tempi: c'è voluto un anno e tre mesi per valutare una parola e un gesto, seppure "dell'ombrello", mentre nell'estate del 2006 in due mesi ci hanno raccontato che avevano fatto in tempo a valutare decine di migliaia di telefonate. Si vede proprio che due anni fa avevano una gran fretta o, forse, delle telefonate non è fregato niente a nessuno.

Poi sulla congruità e la ripartizione della pena. Visto che nei deferimenti di solito Palazzi parla di frasi e gesti irriguardosi mentre con Mazzoleni ha voluto essere preciso nasce adesso la curiosità di sapere a quanti mesi corrisponde il "bastardo" e a quanti il "gesto dell'ombrello". Non è una curiosità da poco perchè è evidente che questa sospensione farà testo, nel senso che da oggi in poi quando le riprese televisive beccano qualcuno a sproloquiare con le parolacce o a fare gesti non da gentleman Palazzi e suoi ispettori saranno lì a far la somma dei mesi e, visto che la legge è uguale per tutti, a proporre la squalifica.

E riguardo alla legge che non dovrebbe far distinzioni c'è una curiosità più grande delle altre e riguarda il "mecenate" Massimo Moratti. Ad occhio e croce per tutte le volte che l'abbiamo visto mandare affanculo gli avversari in campo e fare, con molta naturalezza, il gesto che è costato la sospensione a Mazzoleni dovrebbe essere stato già squalificato e per più di sei mesi e invece niente; nessun deferimento, nessuna squalifica.

Quel "niente" ci fa pensare: Palazzi ha chiuso un occhio, anzi tutti e due oppure gli "ombrelli" alla Moratti sono diversi da quelli degli arbitri e dei comuni mortali? Oppure ancora: può essere che il non deferimento va inteso che per Palazzi e la giustizia sportiva il "mecenate" non è in grado di intendere e di volere e quindi l'ha passata e la passerà sempre liscia?

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Lui può

(Datasport, 19 Dicembre 2008)
L'arbitro Mario Mazzoleni della sezione di Bergamo è stato sospeso per sei mesi. Lo ha stabilito la Commissione Disciplinare della Federcalcio.
Mazzoleni era stato deferito dal procuratore federale per aver fatto il gesto dell'ombrello e avere offeso con un epiteto un altro tesserato - ovvero Claudio Lotito, presidente della Lazio - al termine della partita Atalanta-Lazio del 23 settembre 2007, terminata 2-1 per i padroni di casa e arbitrata proprio da Mazzoleni.

(Repubblica, 13 Marzo 2007)
Palla avvelenata. Più che mai. Massimo Moratti, patron dell'Inter, che in tribuna vip (vip?) a San Siro fa il gesto dell'ombrello e apostrofa così il suo ex pupillo Ronaldo ("vai a cagare, stronzo...").
Stranamente il procuratore federale non se ne accorge, eppure ci sono un sacco di immagini tv, e non lo deferisce in base all'articolo 1 (codice di lealtà). In molti altri casi, Stefano Palazzi, che aspira a fare il capo della nascente Superprocura del pallone, era stato molto più attento. Strano.
Moratti ha ammesso di aver fatto quel gesto ma non ha intenzione stavolta di scusarsi: a Livorno aveva dato del "coglione" all'arbitro ma in quel caso aveva chiesto successivamente scusa.

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lunedì 15 dicembre 2008

Cronache aziendali - sedicesima giornata


Inter rischia col Chievo. Specialone ordina lo schema Ibra1: gol di testa a cavacecio. Chievo in dieci. Specialone ordina lo schema Ibra2: botta dal limite e 4-2 finale.
Juve in diretta su Milan Channel ne fa quattro. Si capta un sussurro: "Non li voglio rivedere, Fabio".

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Calciopoli due anni dopo (il verdetto)

I giurati Padovan, Zancan e Moncalvo emettono la sentenza relativa al processo simulato.

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domenica 14 dicembre 2008

Juventus - Milan, pagella istantanea


Alex Manninger: voto 6.5
Molto preciso quando viene chiamato in causa

Zdenek Grygera: voto 6
I problemi per la Juve nascono sempre dalla sua parte, si veda il gol di Pato e il colpo di testa di Ambrosini. In una serata del genere, si concede il 6 politico pure a lui

Olof Mellberg: voto 6.5
Non soffre eccessivamente al fianco di Chiellini, mostruoso nel gioco aereo, a volte perde l'uomo

Giorgio Chiellini: voto 7
Segna un gran gol, ed è il perno su cui si basa l'intero reparto arretrato. Accanto a lui, un difensore decente può giocare bene. Indispensabile

Cristian Molinaro: voto 7
Una delle sue migliori prove. Non si vede molto in attacco, ma ferma sistematicamente Pato e Sheva, limitando al minimo le sue solite sbavature

Marco Marchionni: voto 6.5
Qualche buon cross, un paio di spunti accentrandosi, come al solito molto arruffone ma comunque generoso. Certo che Camoranesi è un'altra cosa

Claudio Marchisio: voto 8
Prestazione strepitosa in termini di qualità e quantità. Recupera palloni, imposta l'azione, lancia in profondità, tira da lontano. Titolare indiscusso a fianco di Sissoko

Momo Sissoko: voto 7
La piovra c'è, mena come un fabbro, prende botte, recupera palloni, non si fa mancare le solite folli galoppate ed i lanci scriteriati, ma migliorerà anche in questo

Pavel Nedved: senza voto
Si infortuna ed esce

Alex Del Piero: voto 7
Si procura il rigore e lo realizza, è autore di un paio di spunti interessanti, colpisce un palo e in generale sembra in condizione fisica incredibile, reggendo 90 minuti anche in fase di ripiegamento

Amauri: voto 8
Segna due gol da attaccante di razza, asfalta fisicamente i difensori (se così si possono chiamare) milanisti, esce e si prende la meritata standing ovation
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Paolo De Ceglie: voto 7.5
Devastante il suo impatto sulla partita: cross per il gol di Amauri, provoca l'espulsione di Zambrotta. Ha l'atletismo di Molinaro, e una buona tecnica

Vincenzo Iaquinta e Cristiano Zanetti: senza voto
Entrano nel recupero
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Claudio Ranieri: voto 8
Il nostro Cantante si merita un gran voto stasera. La squadra è in condizioni fisiche ottime e letteralmente demolisce il Milan. Lui non sbaglia nulla, anzi, mette De Ceglie al posto di Nedved ed è la mossa decisiva. Per competere con l'Inter serve ancora di più, ma la strada è quella giusta


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Calciopoli due anni dopo (Zancan)

La parola all'avvocato Zancan, che è stato l'ultimo giurato di questo processo simulato. Domani vi mostreremo il video con la sentenza, sperando che sia una roba seria, a differenza di quella sportiva.

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Juventus - Milan, formazioni

Juventus (4-4-2): 13 Manninger, 21 Grygera, 4 Mellberg, 3 Chiellini, 28 Molinaro, 32 Marchionni, 22 Sissoko, 19 Marchisio, 11 Nedved, 8 Amauri, 10 Del Piero.
A disp.:12 Chimenti, 45 Airaudo, 29 De Ceglie, 6 Zanetti, 16 Camoranesi, 20 Giovinco, 9 Iaquinta.
All.: Ranieri.

Milan (4-3-2-1): 12 Abbiati, 15 Zambrotta, 3 Maldini, 4 Kaladze, 18 Jankulovski, 84 Flamini, 21 Pirlo, 23 Ambrosini, 22 Kaka`, 80 Ronaldinho, 7 Pato.
A disp.:1 Dida, 24 Senderos, 77 Antonini, 10 Seedorf, 5 Emerson, 76 Shevchenko, 9 F.Inzaghi.
All.: Ancelotti.

Arbitro: Rizzoli di Bologna.



Ranieri arriva allo scontro decisivo prima della sosta natalizia con le solite assenze: Buffon, Zebina, Trezeguet, Camoranesi, mentre Zanetti recuperato parte dalla panchina. A questi si aggiunge Legrottaglie squalificato.

Mellberg sostituirà Legrottaglie in difesa, Marchionni giocherà al posto di Camoranesi sulla fascia destra e Marchisio verrà confermato al centro. Per il resto, formazione tipo.

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sabato 13 dicembre 2008

Detrivelizzare Quaresma

Scrive Tuttosport che alla fine degli allenamenti alla Pinetina Quaresma si sottopone ad un quarto d'ora di allenamenti specifici che consistono nel "crossare la palla al centro dell'area di rigore con un normalissimo interno destro". Sembrerebbe una non-notizia perché spesso gli allenamenti, anche nei dilettanti, si concludono con un po' di cross e la punta (in questo caso Cruz) che tira al volo in porta ma Tuttosport, giustamente, ne parla perché si tratta di una decisione di Mourinho che starebbe tentando di "normalizzare" Quaresma, cioé di convincerlo a non adoperare la sua famosa trivela; "Mourinho vuole detrivelizzare Quaresma", Tuttosport titola proprio così.

Seguiremo il tentativo con curiosità ma intanto ci vengono dei dubbi. Per esempio: Mourinho ha preso questa decisione dopo aver elaborato al computer gli appunti che prende durante le partite o si è limitato a dare ascolto alle imprecazioni dei tifosi nerazzurri? Oppure: visto che il Mou sta cercando, finora con scarsi risultati, di "deadrianizzare" Adriano e adesso di detrivelizzare Quaresma c'è il pericolo che si monti tanto la testa da voler pure demorattizzare l'Inter?

Dicevamo, comunque, di tentativo da seguire con curiosità. Il fatto è che quando l'ala portoghese è arrivata a Milano e bisognava pompare gli abbonamenti la Gazzetta dello Sport alla trivela aveva dedicato due intere pagine per svelarne i segreti con tanto di annotazioni tecniche e disegni che sembravano elaborati al computer (magari quello segreto di Mourinho che l'aveva fortemente voluto) e così era venuto fuori che tra i segreti della trivela c'era anche il fatto che Quaresma aveva il piede storto; in parole povere era merito di madre natura che lo aveva dotato non solo di talento ma anche di quei piedi.

Così, adesso, la curiosità è quella di vedere se il Mou riuscirà a detrivelizzarlo solo col suo genio di allenatore unico al mondo oppure se, elaborati i suoi appunti al computer, avrà bisogno di un ortopedico per riuscire nell'impresa.

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Calciopoli due anni dopo (Moncalvo)

Riportiamo oggi i due video con gli interventi di Gigi Moncalvo. Il popolare giornalista espone la sua ricostruzione dell'origine di Farsopoli, dalla morte di Umberto Agnelli fino alle intercettazioni ordinate dalla Procura di Torino. Avvisiamo in anticipo che la visione può causare attacchi di incontrollato rancore.
Per completezza, consigliamo di rileggere l'intervista rilasciata qualche mese fa da Moncalvo allo Ju29ro Team.




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venerdì 12 dicembre 2008

Euforia all'Inter

Apprendiamo dai giornali che Adriano sarebbe stato rispedito a casa da Mourinho senza consentirgli di partecipare agli allenamenti perchè presentatosi alla Pinetina ubriaco (anche se l'Inter smentisce).

L'anno scorso apparvero sulla stampa intercettazioni che riguardavano giocatori dell'Inter intenti a chiedere "stampelle" e "scatoloni" ad uno spacciatore di droga. Naturalmente nessun reato.

Da parte nostra neanche moralismo un tanto al chilo. Ma non ci vengano a dire che perdevano costantemente dalla Juve della Triade perchè Moggi parlava al telefono con i designatori (nessun reato manco qui, però).

Non si può avere la moglie ubriaca e gli scatoloni pieni.

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giovedì 11 dicembre 2008

Calciopoli due anni dopo (Pasta e Sironi)

Dopo gli interventi di Padovan e Bertinetti, e la difesa delle sentenze affidata all'avvocato Petrini, oggi è l'ora della difesa della Juventus, sostenuta dai due autori del libro "Juventus, il processo farsa" Pasta e Sironi.



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I falsi, la farsa e noi

Al processo Gea l'avvocato di Zavaglia ha sostenuto che il maggiore Auricchio ha detto il falso: non è vero che lui non conosceva Franco Baldini, l'accusatore di Moggi; lo conosceva, anzi lo conosceva bene. In un'altra aula di tribunale (dove si sta discutendo la richiesta danni di Vieri per lo spionaggio fatto ai suoi danni dall'Inter), un altro avvocato ci informa oggi quasi senza volerlo il Corriere della Sera, ha sostenuto e documentato che anche Moratti ha detto il falso quando, davanti alla giustizia sportiva, ha negato di sapere qualcosa dello spionaggio di Tavaroli sul mondo del calcio.

Queste accuse di falso scivolano via sui giornali come se niente fosse o addirittura neppure ci arrivano sulla carta stampata bloccati e censurati, evidentemente, nelle discussioni delle redazioni, eppure hanno a che fare con lo "scandalo" dell'estate 2006. Il nucleo speciale dei carabinieri del maggiore Auricchio ha fatto le indagini su Calciopoli e ha curato le informative che hanno "ispirato" le ipotesi di accusa di Narducci e Beatrice a Napoli e quelle dei pubblici ministeri Palamara e Palaia a Roma; lo spionaggio di Tavaroli nel calcio ha stranamente riguardato gli stessi personaggi poi chiamati in causa dalla deposizione "spontanea" di Dal Cin che ha consentito l'avvio dell'indagine di Napoli.

Quei "falsi" quindi potrebbero avere a che fare con la verità di Calciopoli, quella che alla fine uscirà fuori dai processi o quantomeno si spera che esca fuori dall'ultimo grado della giustizia ordinaria; proprio quei falsi, cioè, dovrebbero far riflettere se nell'estate 2006 non sia stata recitata una farsa.

A quanto pare l'argomento non interessa la carta stampata, in quanto i giornali che fanno opinione la loro idea su Calciopoli, forse costruita a tavolino, l'hanno già fatta passare per verità e l'argomento è chiuso. A noi invece interessa, i processi li stiamo seguendo e li seguiremo, abbiamo dato voce agli avvocati difensori visto che i giornali la negavano, staremo dietro anche a notizie come queste delle accuse di falso e inviteremo a ragionare come abbiamo sempre fatto.

Senza la pretesa di avere un'altra verità in tasca ma solo per la voglia di andarla a cercare per davvero.

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mercoledì 10 dicembre 2008

Juventus - Bate Borisov, pagella istantanea


Alex Manninger: senza voto
Spettatore

Zdenek Grygera: voto 6-
Si vede pochissimo, dalla sua parte sfonda il Bate le poche volte in cui si affaccia in area

Nicola Legrottaglie: voto 6
Ordinaria amministrazione, con qualche sbavatura di troppo

Olof Mellberg: voto 6
Ordinaria amministrazione anche per lui, rischia di fare harakiri con un mani in area

Cristian Molinaro: voto 6+
Davvero un bel primo tempo, molto propositivo e con qualche cross interessante. Si spegne alla distanza

Marco Marchionni: voto 6
Tra i peggiori nel primo tempo, confusionario e mai incisivo. Bene nella ripresa, quanco centra un palo ed entra in tutte le azioni migliori

Cristiano Zanetti: voto 6+
Discreto ritorno, con partenza lenta e crescita alla distanza. E' ancora lontano parente dello Zanetti dell'anno scorso, ma già meglio dell'osannato Tiago

Pavel Nedved: voto 6+
Si sacrifica come centrale di centrocampo, toccando molti palloni non sempre in modo preciso

Paolo De Ceglie: voto 5
Prestazione negativa sull'ala sinistra, non fa praticamente nulla di buono neppure in termini di cross, che dovrebbero essere la sua specialità

Sebastian Giovinco: voto 6+
Molto bene nel primo tempo, pimpante e incisivo. Parte allo stesso modo nel secondo, sbaglia malamente il rigore e si blocca psicologicamente

Amauri: voto 7
Al momento, è devastante. Riesce a stoppare la palla e a difenderla in ogni situazione, la tecnica è ottima, è cinico sotto porta ma anche altruista. Insostituibile
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Alex Del Piero: voto 6
Entra al posto di Amauri, qualche bel tocco e nulla più

Simone Esposito: senza voto
Ingiudicabile

Luca Castiglia: senza voto
Ingiudicabile
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Claudio Ranieri: voto 6
Primo posto nel girone, missione compiuta. Bruttina la partita contro il Bate, ma testa e gambe erano già rivolte al Milan

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Calciopoli due anni dopo (Petrini)

La ricostruzione dei fatti di Calciopoli entra nel vivo con l'intervento dell'avvocato Davide Petrini, professore di Diritto Penale presso l'Università del Piemonte orientale.
Petrini ha l'ingrato compito di sostenere le tesi dell'accusa, o meglio di difendere le sentenze e le procedure utilizzate dalle critiche che sono state mosse da più parti.
Domani la parola alla difesa.



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Occhio Cobollo Palamara ti tiene d'occhio!

L'attaccante della Juventus, Amauri Carvalho de Oliveira, cambia procuratore.
Il centravanti bianconero avrebbe, infatti, litigato con i suoi agenti Mariano e Vittorio Grimaldi e adesso è alla ricerca di un procuratore che possa curare i suoi interessi.
I primi dissidi tra Amauri e Grimaldi risalgono nei giorni della cessione del giocatore dal Palermo alla Juventus, dissapori che fecero slittare la cessione del brasiliano di alcune settimane. (TMW)

Il Team: Amauri è arrivato a Torino a luglio, e dopo pochi mesi ha già cambiato procuratore. Cobolli stia attento, per cose simili Luciano Moggi è stato messo sotto processo per associazione per delinquere finalizzata all'illecita concorrenza.

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martedì 9 dicembre 2008

Calciopoli due anni dopo (Bertinetti)

Proseguiamo nella pubblicazione dei video relativi al convegno "Calciopoli due anni dopo" con l'intervento del professor Bertinetti, presidente dell'Associazione Nazionale Amici della Juventus (ANAJ).
Bertinetti parla delle intercettazioni ordinate dal PM della Procura di Napoli Narducci, evidenziando alcuni aspetti singolari; ad esempio, per quale motivo il presidente della Juventus non è stato intercettato?


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Sudditanza e mal di panza

Da come hanno cercato di raccontarcela, la storia degli errori degli arbitri e della famosa sudditanza psicologica è come se dovesse essere divisa in tre fasi distinte: prima della farsa dell'estate 2006 in tanti pensavano che la sudditanza c'era e che l'arbitro nel dubbio favoriva sempre la grande squadra a danno della piccola; col 2006 sono arrivati Rossi e Sandulli e con le loro sentenze hanno avanzato il sopetto che non fosse sudditanza verso le grandi ma "delinquenza" a favore della Juve di Moggi; per quel sospetto la Juve è stata mandata in B e a Napoli ci sarà un processo, ma intanto la teoria della sudditanza è stata aggiornata. Oggi, così ci raccontano, gli arbitri sbagliano come prima e forse di più ma lo fanno involontariamente; non c'è nessuna sudditanza, si tratta di errori umanamente comprensibili; lo garantiscono Petrucci e Abete, Matarrese e Collina che fa il designatore e quindi è il capo di quelli che "involontariamente" sbagliano.

Stando ai giornali di questi giorni, però, due presidenti sono di avviso diverso. Lo Monaco, dopo Milan-Catania, ha detto che la sudditanza esiste, che gli arbitri sono bravi ma che "in loro scatta qualcosa a livello di inconscio" ed ha portato come esempi il possibile rigore non fischiato contro Kaladze e la rincorsa dell'arbitro a Gattuso per riuscire ad ammonirlo. Zamparini è stato ancora più "profondo" perchè ha detto che prima certi torti li subiva "solo con Milan, Juventus e Inter" mentre adesso li subisce col Cagliari aggiungendo, per chiarire meglio il concetto, "Banti non ha sbagliato, ha voluto farlo". Profondo perchè a ragionare con la testa di un pubblico ministero (diciamo un Palamara o un Narducci, per fare dei nomi a caso) questo significherebbe che prima non c'era la delinquenza comandata da Moggi mentre adesso la delinquenza c'è, evidentemente comandata da qualcun'altro; e guardate che non è una battuta perchè agli atti del processo Gea ci sono gli articoli del Corriere dello Sport con le accuse di Baldini a Moggi e nel processo di Napoli ci son finiti gli articoli della Gazzetta con le accuse di Dal Cin alla "combriccola romana".

Adesso Palazzi aprirà dei fascicoli e farà i deferimenti di Zamparini e Lo Monaco in base ai "sacri testi" del nuovo Codice di Giustizia Sportiva per chiedere 20 giorni o un mese di inibizione; non gli verrà il mal di testa perchè lui ormai il nuovo Codice lo sa a memoria e sa "al volo" quando come e perchè deferire qualcuno. Mal di testa no, ma qualche "mal di panza" queste dichiarazioni potrebbero provocarlo. Perchè qui comincia ad esserci più di uno che, da incazzato e fuori dal giro, sugli arbitri, gli errori e la sudditanza la pensa proprio allo stesso modo di quelli che nell'estate del 2006 dicevano che Calciopoli era un farsa.

E se fosse davvero così non ci sarebbe da aggiornare solo il racconto che ci hanno fatto sulla sudditanza psicologica, ma anche tutta la "storia" dall'estate 2006 in poi.

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Notitia criminis

"Nessun acquisto a Gennaio, mi conviene patteggiare con il Palazzo e ottenere qualche arbitraggio favorevole".
Maurizio Zamparini, Presidente del Palermo Calcio alla Domenica Sportiva su Raidue (7-12-2008, ore oo.13 circa).

A noi pare che questa notizia sia una notitia criminis. Secondo Zamparini esiste una organizzazione in grado di alterare i risultati del campionato di Serie A, influenzando anche gli arbitraggi. Si deduce che, per Zamparini, chiunque non sia in sintonia con questa organizzazione viene danneggiato, quindi è necessario patteggiare con essa.

A noi questa dichiarazione pare gravissima, aspettiamo che i PM di Napoli titolari dell'inchiesta "Calciopoli" aprano immediatamente un indagine "collegata".
Il procuratore Palazzi deve deferire Zamparini, aprire un fascicolo e audirlo.

Se tutto ciò non accadrà, nella migliore delle ipotesi, ci sentiremo autorizzati a definire Palazzi e i PM napoletani "insabbiatori".
Nella peggiore dovremmo concludere che dentro il Palazzo di cui parla Zamparini ci sono anche la stanza della Superprocura del dottor Palazzi e gli uffici dei PM napoletani.

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lunedì 8 dicembre 2008

Calciopoli due anni dopo (Padovan)

Il 30 Ottobre si è tenuto a Torino un convegno dal titolo "Calciopoli due anni dopo", a cui ha partecipato anche il membro dello Ju29ro Team Roccone. Il prode membro del Team ha scritto per il nostro sito un articolo in cui parla dell'evento, e ha inoltre ripreso con la sua videocamera gli interventi più interessanti, rendendoli disponibili a tutti attraverso YouTube.
A partire da oggi, sul Blog del Team riporteremo i video realizzati da Roccone a Torino. Partiamo dall'intervento dell'ex direttore di Tuttosport Giancarlo Padovan, che in poco meno di 10 minuti ripercorre le fasi della genesi di Farsopoli, con particolare enfasi sul ruolo svolto dalla proprietà.
"Tanto peggio tanto meglio", fissate la vostra attenzione sull'espressione usata da Padovan per sintetizzare il comportamento della proprietà della Juventus, e cercate di non incazzarvi troppo.
Buona visione!


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I cugini di campagna


Per la legge dei grandi numeri la notizia era nell'aria, e alla fine è arrivata: ebbene sì, anche il Toro ha finalmente perso una partita.

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domenica 7 dicembre 2008

Cronache aziendali - quindicesima giornata


La Specialona trova un gol al primo minuto (disattenzione difensiva, no eh?), il quarto autogol della stagione e un gol in fuorigioco. La Lazio un gol su punizione da ripetere (nessun problema per i telecronisti, non è mica la Reggina...), il solito atterramento in area con ancata ("Non c'è niente, Fabio" sussurra il sopraccigliato di Sky). Avanti con le celebrazioni della corazzata Potiomkin.
La Juve fatica e para il colpo a Lecce (altri due atterramenti in area, Nedved e Marchionni, finiti in gloria), Legrottaglie si becca un'ammonizione per un semifallo e salta il Milan.

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La Lehman Brothers del giornalismo


Già in passato vi abbiamo parlato di una possibile Lehman Bros nel mondo del calcio. Non necessariamente nel campionato inglese.
L'ANSA, a riprova, ci informa che domani la dirigenza del Real Madrid, per rientrare in parte del debito, proporrà in assemblea cessioni per l'esorbitante cifra di 400 milioni di Euro.

Nel frattempo una certa stampa italiana che pare vivere in un mondo fuori dal tempo, farnetica dell'acquisto di Cristiano Ronaldo da parte del solito presidente mecenate per la sua squadra.
Udite, udite, tra l'altro viene ipotizzato il supporto finanziario della Pirelli S.P.A nell'operazione. Manco, questa società, fosse il fondo sovrano di Dubai, anzichè una società con non pochi problemi (si vedano in proposito le notizie relative allo stabilimento di Figline Valdarno, per esempio).

Noi siamo convinti che, viste le drammatiche condizioni del bilancio della società calcistica in questione e le difficoltà della Pirelli, questa notizia sia niente più e niente meno che una colossale bufala.
Ma non dovrebbe intervenire il cosiddetto Ordine dei Giornalisti, eredità dell'epoca fascista, per sanzionare i giornalisti che danno notizie palesemente false?

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Agnelli - Moratti 1-1

Leggiamo che il figlio di Moratti Angelo Mario detto Mao (quello di Inter Brand, per intenderci) è stato eletto consigliere della Federmotonautica. Questa elezione è successiva di un mese all'elezione al consiglio federale della Federgolf di Andrea Agnelli.

Probabilmente sia il rampollo Agnelli che il rampollo Moratti sono appassionati degli sport nei quali sono stati eletti come consiglieri federali. Ma noi che siamo sospettosi di natura pensiamo che se non fosse alle porte l'elezione del presidente del CONI, forse questo impegno non ci sarebbe stato.
Il CONI è un pò il santo Graal e chi sale su quella poltrona propone e dispone anche alla FIGC, sopratutto nei periodi di crisi.

Troppo sospettosi noi, o nuova crisi in FIGC alle porte?
E magari Juventus e Inter su fronti contrapposti?
Vedremo.

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Lecce - Juventus, pagella istantanea


Alex Manninger: voto 6
E' sicuro quando viene chiamato in causa, incolpevole sul gol

Zdenek Grygera: voto 4.5
Disastroso in fase difensiva: lascia praterie agli (scarsi) attaccanti del Lecce. Nullo in fase di spinta

Nicola Legrottaglie: voto 6
Prestazione decorosa, ma non sicuro come al solito nonostante gli avversari non siano granchè

Giorgio Chiellini: voto 6
Anche lui meno sicuro del solito, certo non aiutato dalla prova disastrosa degli esterni difensivi

Cristian Molinaro: voto 4.5
Vedi Grygera: terribilmente inadeguato al ruolo

Marco Marchionni: voto 5
Un gran pasticcione, si impegna molto ma crea più che altro confusione senza incidere

Claudio Marchisio: voto 6.5
Il migliore a centrocampo: recupera molti palloni, tampona le falle aperte da Grygera e Molinaro, qualche buon lancio e anche qualche errore. Complessivamente buona prova

Momo Sissoko: voto 5.5
Brutto primo tempo, caratterizzato dalle solite imprecisioni in fase di costruzione di gioco, sale di tono nel secondo tempo recuperando qualche buon pallone

Pavel Nedved: voto 4.5
Pessima prestazione di Pavel, che sembra essere l'ombra del giocatore che ha vinto il Pallone d'Oro. Non si ricorda nessuna sua azione importante in tutta la partita

Sebastian Giovinco: voto 7
Eccellente primo tempo, con un paio di spunti interessanti. Cala un po' nel secondo, ma segna un gran gol su punizione. Promosso a pieni voti

Amauri: voto 6.5
Tocca la prima palla al minuto 89, e segna il gol della vittoria
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Paolo De Ceglie: voto 6.5
Entra al posto di Marchionni (!!), ed è l'autore del cross che porta al gol di Amauri
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Claudio Ranieri: voto 6
Porta a casa i 3 punti, ma questa volta la sufficienza la merita il suo amico Culovic. La formazione iniziale è ineccepibile, ma la prestazione della squadra è davvero negativa sotto tutti i punti di vista. Effettua un solo cambio, per altro assolutamente discutibile, ma per sua fortuna De Ceglie è proprio l'uomo decisivo

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Lecce - Juventus, formazioni

Lecce (4-4-2): 99 Benussi, 3 Polenghi, 2 Stendardo, 14 Fabiano, 16 Esposito, 8 Munari, 18 Giacomazzi, 7 Zanchetta, 19 Ariatti, 11 Castillo, 90 Tiribocchi.
A disp. 1 Rosati, 5 Diamoutene, 23 Schiavi, 30 Antunes, 10 Caserta, 21 Ardito, 9 Cacia.
All.: Beretta.

Juventus (4-4-2): 13 Manninger, 21 Grygera, 33 Legrottaglie, 3 Chiellini, 28 Molinaro, 32 Marchionni, 22 Sissoko, 19 Marchisio, 11 Nedved, 8 Amauri, 9 Iaquinta.
A disp. 12 Chimenti, 4 Mellberg, 29 De Ceglie, 6 Zanetti, 27 Ekdal, 20 Giovinco, 23 F. Rossi.
All.: Ranieri.

Arbitro: Pierpaoli di Firenze.


Solite assenza croniche per la Juve che si presenta a Lecce con l'obbligo di portare a casa i 3 punti: a Buffon, Zebina, e Trezeguet si aggiungono Del Piero, Tiago e Camoranesi, mentre si rivede Zanetti che parte dalla panchina.
La difesa sarà quella migliore possibile al momento, Marchionni rimpiazzerà Camoranesi, Marchisio giocherà a fianco di Sissoko e Iaquinta costituirà la coppia di attacco insieme ad Amauri.

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sabato 6 dicembre 2008

Altrimenti ci arrabbiamo


"Sei come Moggi" ora è insulto da querela.
Come spiega Perrone sul Corriere, secondo l'avvocato del tennista bolognese Bolelli, Paolo Nicodemo, il paragone con l'ex DG della Juventus e Calciopoli è infelice e Bolelli sta pensando di querelare la Fit.
Se possibile, renderò volontariamente e personalmente dichiarazione in tribunale, e così mio cugino, che ieri sera al telefono ho paragonato a Lucianone, per lodarne le competenze manageriali.
Ad ogni modo considerata la fucina di campioni che è da 30 anni a questa parte la Federtennis, capace che è Moggi che vi querela.
Nel frattempo provate solo a chiamarmi Moratti.

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Juventino vero

Riportiamo sul nostro blog una riflessione dell'utente "Braccio di Ferro" postata sul forum J1897.com. Senza voler fare odiose distinzioni tra tifosi, come fatto in passato dal presidente Cobolli Gigli, pensiamo che queste idee possano essere ampiamente condivise da quella parte della tifoseria juventina che non ha accettato e non accetterà mai la farsa dell'estate 2006.

... Ormai ho una teoria: nelle tifoserie, ci sono tifosi delle squadre e tifosi di calcio. Mi spiego: riflettendo su me stesso mi domando: sono stato appassionato di calcio perché tifoso della Juve o sono stato tifoso della Juve perché mi piaceva il calcio? Per quel che mi riguarda è la prima delle due. Ho sempre sentito la Juve come qualcosa di mio, facente parte di me e della mia vita. Quando la Juve è stata accusata, infamata, distrutta, mi sono sentito personalmente accusato, infamato, distrutto. Ed in quel momento, solo una cosa mi interessava, ristabilire la verità. Non ho accettato e mai accetterò che mi si possa puntare il dito contro ingiustamente. In quel momento, di tutto il resto (serie A, B o C, campioni sì, campioni no) non mi importava un fico secco. Dovevo capire se io come tifoso ero stato punito in quel modo in maniera corretta o no. In quel momento ho cercato delle informazioni e le ho trovate, grazie al lavoro di molte persone che ringrazio tantissimo e che, come me, evidentemente avevano sentito in maniera personale la vicenda.

Poi c'è un'altra categoria di tifosi: quelli che non possono vivere senza il calcio. Ne conosco tanti e per carità, è legittimo. Conosco una famiglia juventina da generazioni ma "malata" di calcio. Queste persone, per usare un gergo da forum di cui mi scuso, sono gli juventini più "normalizzati" che io conosco. Eppure erano, in una mia classifica prima del 2006, gli juventini più accaniti che conoscevo. Poiché sono persone intelligenti e colte, mi son sempre domandato perché non solo non erano informati, ma non avevano nessunissima intenzione di farlo. Poi ci sono arrivato: arrivare ad una coscienza completa di ciò che ci è accaduto, comporta un grave fardello, quello di non poter più venire a patti con il mondo del pallone come prima. E' inevitabile, tutti rimaniamo tifosi e seguiamo le vicende dei nostri giocatori, ma niente è più come prima per chi concepisce la farsa come tale. Ed è proprio per quello che dicevo prima: non mi va di scendere a compromessi con chi sento che ci ha distrutto personalmente. E sarà sempre così, anche a costo di chiudere tutti i conti con il calcio. Molti invece, che con il calcio ci vivono dalla sera alla mattina, non hanno accettato questo rischio.

In sintesi, accettare l'ipotesi concreta di una farsa, i cui responsabili siedono nelle poltrone di comando della stessa nostra squadra, comporta anche la possibilità di chiudere col calcio. Non la certezza, ma quanto meno la possibilità. Non mi sento di dare patenti di tifo, qui si è tutti tifosi, ma alcuni amano più il calcio in sé, le chiacchiere, le partite, il campo, il tifo, gli sfottò e tutto quello che ne consegue e non la Juve. Altri, possono rinunciare a tutto il contorno, ma non alla verità, percependo il danno alla Juve come personale.

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venerdì 5 dicembre 2008

Il porto delle nebbie

Scrive la Gazzetta dello Sport a pagina 15 che l'inchiesta della Procura di Torino su presunti pagamenti in nero corrisposti a Capello (15 milioni tra il 2001 e il 2005) "verrà trasferita a Roma". Avevamo parlato di questa inchiesta sul nostro sito riprendendo alcuni articoli della Stampa e non è il caso di ricordare accuse e difese, volevamo invece sottolineare che la Procura di Roma (il famoso "porto delle nebbie") è stata protagonista di due processi importanti che hanno a che fare col calcio e cioè quello della Gea - la sentenza è prevista a gennaio - e quello delle fidejussioni false grazie alle quali la Roma si era iscritta al campionato, all'ultimo minuto, qualche anno fa.

Anche questa inchiesta su Capello sembra importante perchè le norme federali vietano espressamente pagamenti irregolari e qui sembra che la Roma metteva nel contratto di Capello un importo piccolo (che poi finiva nel bilancio controllato dalla Covisoc) per dare il resto (i 15 milioni) all'estero senza passare, appunto, dal bilancio; roba, eventualmente, da multa grossa e anche punti di penalità per la giustizia sportiva.

Volevamo segnalare una curiosità: in entrambi i processi precedenti figura come PM Maria Cristina Palaia (nel caso della Gea insieme con Luca Palamara che nel frattempo è stato nominato presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati), ma con risultati assai diversi perchè nel caso della Gea le richieste della pubblica accusa sono state pesantissime (6 anni di carcere per Moggi, la sentenza è prevista a gennaio) mentre per le fidejussioni false la Roma, da possibile indagata, è uscita dal processo linda, immacolata e addirittura parte lesa, come se i PM fossero stati dei suoi "tifosi" e non gli accusatori feroci cha abbiamo conosciuto nel processo a Moggi.

Così adesso di curiosità ce n'è un'altra, anzi due :1) in questa indagine sui soldi pagati in nero all'estero la Roma sarà prosciolta, ci sarà il processo e uscirà linda e immacolata come per le fidejussioni false o sarà condannata? 2) Palazzi e la Covisoc non leggono La Stampa e neppure la Gazzetta? La giustizia sportiva non dovrebbe arrivare prima di quella ordinaria, anche a costo di essere "rozza", e sanzionare come prevede il Codice di Giustizia Sportiva (articolo 8 comma 6 sulle violazioni in materia gestionale ed economica)?

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giovedì 4 dicembre 2008

Senza titolo

Riportiamo testualmente alcuni stralci dell'arringa dell'avvocato difensore di Franco Zavaglia al processo Gea (link 1, link 2).
Abbiamo deciso di lasciare questo post senza titolo, in modo che voi lettori possiate suggerirci il titolo più adatto con i vostri commenti.
Non dimenticate di leggere il nostro dossier sul Processo Gea, che raccoglie la cronaca di tutte le udienze.

"In questo processo mancano tutti i presupposti: è come un processo per omicidio senza il morto".

"Mancavano i presupposti addirittura per iscrivere gli imputati nel registro degli indagati. Ieri mi stavo leggendo l'intervista di Aurelio De Laurentiis su Tuttosport riguardo al calciatore Lavezzi, e la pressione che i procuratori stanno esercitando per il rinnovo del contratto. Lui dice: se continuano così, gli faccio sequestrare i beni. Allora dico che Moggi nel caso Amoruso è stato un'educanda".

"... Blasi è un assetato di soldi, non gli bastano mai. È tanto interessato ai soldi che è lui che cerca attraverso un amico il contatto con la Gea e quando c'è la trattativa sul rilascio della procura alla Gea lui dice: prima mi fate firmare il contratto con la Juve e poi vi firmo la procura. Quindi chi è ha il coltello dalla parte del manico? Dove sono le minacce".

"Mi chiedo come la Gea poteva controllare il mondo del calcio, avendo solo sette procure di giocatori di A e quattro società come Messina, Siena, Crotone e Avellino".

L'avvocato ha chiuso attaccando il maggiore dei Carabinieri Auricchio, Franco Baldini e Stefano Antonelli, che avrebbero detto tutti il falso. "Qui c'è un ufficiale dei Carabinieri che ha dichiarato il falso sapendo di dichiararlo. Perchè ognuno nega di aver conosciuto l'altro? Invece questi personaggi si vedono, parlano, dicono e stradicono: eppure è su di loro che si basa tutto il processo. Perchè negano? Hanno la coda di paglia? Hanno un palmo di rogna alto così?".

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mercoledì 3 dicembre 2008

Il mestiere di un giornale

A Berlusconi che gli ha detto che dovrebbe vergognarsi e cambiare mestiere Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera, risponde stamani con un breve corsivo dal titolo "Il mestiere di un giornale" nel quale sostiene che il Corriere fa come mestiere quello di "informare dando spazio alle tesi contrapposte". Parole sante, verrebbe da dire, perchè è proprio quello che dovrebbe fare ogni giornale su tutti gli argomenti importanti: riportare le tesi contrapposte per consentire poi al lettore di ragionare con la sua testa, parole nelle quali possono riconoscersi tutti quelli che amano il "mestiere" di giornalista.

Lo amiamo anche noi quel mestiere e, come sapete amici lettori, non ci interessano le polemiche a sfondo politico come quelle sull'IVA di Sky, ci interessa di più discutere di problemi del calcio, in particolare stiamo cercando di far capire lo scandalo di Calciopoli e tutto quello che ne è derivato e proprio su quello scandalo la giornata di ieri offre uno spunto importantissimo che riguarda il mestiere dei giornali.

Ieri al processo Gea (che di quello scandalo è una costola) hanno parlato i difensori di Moggi ed hanno detto cose gravi e importanti: hanno detto che il pubblico ministero avrebbe dovuto avere il coraggio di chiedere l'archiviazione; anche perchè i testi dell'accusa con le loro deposizioni avevano scagionato gli imputati; hanno fatto presente che gli accusatori di Moggi erano procuratori sportivi e dirigenti che ora se la stanno "spassando" mentre la giuria tra qualche settimana sarà chiamata a decidere se Moggi era come Belzebù. Tutte "tesi contrapposte", per usare le parole di Mieli, a quelle che erano servite al PM Palamara per avanzare la sua richiesta di sei anni di carcere.

Si dà il caso, però, che quando al processo ha parlato Palamara il Corsera gli ha dedicato una pagina, quando c'è stato il rinvio a giudizio le pagine erano state due mentre oggi, quando bisognava contrapporre le tesi della difesa il processo Gea sul Corriere non c'è; non c'è proprio, neanche una riga di cronaca e neppure una parola di commento.

E questo sarebbe il mestiere di un giornale e dei giornalisti?

No caro direttore, anzi cari direttori, a cominciare da quello intercettato dalla procura di Firenze, tutti nella stessa barca della farsa di Calciopoli; questo non è il mestiere di giornalista, semmai ricorda un altro di mestiere, come ammetteva quasi vantandosene il direttore fiorentino ignaro di essere intercettato.

Un mestiere di cui dovreste tutti vergognarvi.

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Addio vecchio Delle Alpi


Oggi sono apparse le prime immagini delle ruspe impegnate nella demolizione del vecchio stadio Delle Alpi.
Diciamo addio a questo palcoscenico un po' brutto, ma che ha regalato tanti trionfi alla Juventus.
Un palcoscenico brutto che però ha visto giocare il meglio del calcio degli ultimi quindici anni, da Del Piero a Zidane, da Peruzzi a Buffon, da Montero a Cannavaro, da Henry a Trezeguet... impossibile nominarli tutti.
Avremo un nuovo stadio, più bello.
Speriamo però che il numero di campioni non sia inversamente proporzionale alla bellezza dello stadio.

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martedì 2 dicembre 2008

Processo Gea e libera stampa

Oggi è il grande giorno in cui gli avvocati difensori di Moggi hanno fatto la loro arringa difensiva nell'ambito del processo GEA. L'avvocato Marcello Melandri ha detto testualmente che "quando nel corso del dibattimento non si è arrivati a nulla, bisogna avere la forza di assolvere".
Bene, quando qualche giorno fa fece la sua requisitoria il PM Palamara, che nell'ambito del Processo Penale non è nulla più che l'avvocato che sostiene l'accusa, giornali e televisioni uscirono con titoloni e grandi servizi per spiegarci che "per Moggi erano stati chiesti sei anni". Manco si trattasse di una sentenza passata in giudicato dopo analisi della Corte di Cassazione. Ovviamente per "par condicio" tra accusa e difesa (par condicio garantita a livello costituzionale nel nostro ordinamento giuridico) ci aspettiamo che domani escano titoloni sui giornali dove si dia conto della richiesta di assoluzione da parte dei difensori.
Naturalmente non sarà così, siamo pronti ad accettare scommesse.
La stampa italiana si scopre garantista solo dopo sentenza di assoluzione definitiva.
Servilismo e conformismo, i veri mali. Purtroppo.

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